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	<title>Abdullah ocalan Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 22 Aug 2026 13:54:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Abdullah ocalan Archives - InsideOver</title>
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		<title>S&#8217;infiamma lo scontro tra Turchia e Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sinfiamma-lo-scontro-tra-turchia-e-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 13:54:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia si rafforza, Israele si innervosisce. Altra carne al fuoco nel malmostoso Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sinfiamma-lo-scontro-tra-turchia-e-israele.html">S&#8217;infiamma lo scontro tra Turchia e Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Turchia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/turchia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’attacco israeliano di alcuni giorni fa all’aeroporto militare di Abu al-Duhur, in Siria, inasprisce lo scontro tra Tel Aviv e Ankara che si protrae da tempo a motivo dal sostegno verbale di quest’ultima ad Hamas (e in genere alla causa palestinese) anche perché nata nell’alveo della Fratellanza musulmana, di cui il presidente <strong>Recep Erdogan </strong>si ritiene nume tutelare. Non è la prima volta che l’IDF fa incursioni nello Stato confinante dopo la caduta di Assad, che anzi si sono intensificate negli ultimi tempi soprattutto nelle regioni meridionali, occupate da Israele, e nelle zone circostanti. Ma stavolta era diverso, <strong>dal momento che il target delle bombe non era Damasco, ma Ankara.</strong></p>



<p>Infatti, secondo la ricostruzione israeliana, <strong>la base era stata appena visitata da una delegazione dell’esercito turco </strong>in vista di una sua ristrutturazione che permettesse di stanziare in loco le proprie forze armate. Uno sviluppo che Tel Aviv ritiene inaccettabile perché minaccerebbe la propria sicurezza, da cui l’aggressione preventiva per far capire ad Ankara che i suoi niet non sono solo verbali. Così, infatti, nella <a href="https://www.ndtv.com/world-news/benjamin-netanyahu-says-israel-sent-clear-message-to-turkey-after-syria-attack-11933108" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rivendicazione</a> pubblica di Netanyahu: Israele aveva inviato un messaggio “in termini generali” contro la presenza militare turca nell’aeroporto vicino ad Aleppo. “A quanto pare l’hanno ignorato, così ci siamo assicurati che lo capissero più chiaramente”. <strong>La Turchia ha negato che la visita della delegazione turca fosse parte di un progetto per stanziare le proprie forze armate in Siria,</strong> che anzi tale prospettiva non sarebbe neanche all’orizzonte.</p>



<p>Ma a tema non è tanto la veridicità o meno della ricostruzione israeliana, quanto il reale scopo dell’attacco, cioè il messaggio indirizzato a Erdogan, entrato ancor più nel mirino di Netanyahu da quando ha avuto un ruolo chiave nel far <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/07/irans-araghchi-reveals-turkeys-role-thwarting-kurdish-offensive" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fallire l’attacco</a> israelo-americano all’Iran del 28 febbraio, vanificando la pressione volta a ingaggiare i curdi nella jihad anti-Teheran (lo ha <a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/07/irans-araghchi-reveals-turkeys-role-thwarting-kurdish-offensive" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riferito</a>, tra gli altri, anche il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong>).</p>



<p>Il sultano turco negli ultimi tempi si sta muovendo con certa sagacia riuscendo a mettere a segno successi politici significativi. In particolare, un vero e proprio capolavoro politico: lui che era stato il peggior nemico dei curdi, con i quali per anni ha ingaggiato uno scontro sanguinoso, <strong>è riuscito nell’impossibile riuscendo a rappacificarsi con essi. </strong>Un processo lungo e tormentato che ha visto protagonista il leader del PKK (partito dei lavoratori del Kurdistan) <strong>Abdullah Ocalan</strong>, da decenni ristretto nelle carceri turche, che a febbraio del 2025 aveva lanciato un appello al suo movimento perché disarmasse.</p>



<p>Non era la prima volta che Ocalan tentava questa mossa, evidentemente concordata con le autorità di Ankara in un’ottica di riconciliazione, dal momento che si era prodotto in un analogo appello già <a href="https://www.piccolenote.it/postille/turchia-ocalan-disarma-i-curdi">nel lontano 2013</a> con scarso successo. Troppo presto e troppe ancora le divergenze tra le autorità turche e i curdi. Stavolta, però, era diverso. Tanta acqua era passata sotto i ponti, ma erano soprattutto le circostanze a essere radicalmente mutate. Erdogan aveva un disperato bisogno di questa riconciliazione per puntellare la sua più fragile posizione politica, mentre per i curdi si aprivano prospettive reali di far valere le proprie istanze, a lungo ignorate. Inoltre, <strong>mutato era il quadro mediorientale </strong>a causa dell’imperversare di Israele, del genocidio di Gaza, della stralunata politica estera americana. Da qui la svolta reale: dopo altri appelli di Ocalan e ulteriori trattative più o meno segrete tra le parti, il 10 agosto il Parlamento curdo, su sollecitazione di Erdogan, ha approvato una legge che decreta<a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/turkish-parliament-passes-landmark-law-advance-pkk-peace-process-2026-08-10/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> l’amnistia generale</a> per i militanti del PKK (in realtà, non è una vera e propria amnistia, ma è per intendersi).</p>



<p>Quando, <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/convergenza-usa-russia-stop-massacri-siria">nel marzo del 2025</a>, scrivevamo di questo processo di pace, lo collegavamo a quanto stava accadendo in Siria, dove il governo di Damasco aveva intrapreso un negoziato con le fazioni curde sostenute dagli Stati Uniti perché si integrassero nel corpus statale, mettendo armi e miliziani al servizio dell’esercito e ponendo fine all’indipendenza <em>de facto </em>delle regioni da essi amministrate. Un processo lento quest’ultimo che si è concluso<a href="https://thecradle.co/articles/sdf-leader-declares-integration-with-damascus-complete" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> ufficialmente</a> in questi giorni e che è stato evidentemente una conseguenza diretta del voto del parlamento turco.</p>



<p>La tempistica dell’attacco dell’IDF, avvenuto in costanza di questa svolta, segnala <strong>il nervosismo di Tel Aviv per un processo che vanifica, o quantomeno rende meno probabile, il sogno di fare della Siria uno Stato fallito</strong>, abitato da una destabilizzazione permanente e facile preda del proprio espansionismo. Tale sviluppo, peraltro, lega in maniera temporaneamente irrevocabile Damasco alla Turchia, rafforzando ulteriormente Erdogan e il suo progetto neo-ottomano e minando la prospettiva israeliana di ergersi a dominus incontrastato del Medio Oriente.</p>



<p>Uno sviluppo, peraltro, che rafforza indirettamente anche la cosiddetta Nato sunnita, la recente alleanza siglata da Turchia, Arabia Saudita e Pakistan, che impensierisce non poco Tel Aviv perché alternativa agli Accordi di Abramo. Non sappiamo se la visita della delegazione turca in Siria servisse anche a sollecitare l’ingresso di Damasco in tale alleanza, ma la prospettiva è a tema, dal momento che il ministro degli Esteri siriano <strong>Asaad Hassan Al-Shaibani,</strong> in un intervento in cui ha definito Ankara un partner chiave per la ricostruzione del suo Paese, ha dichiarato che Damasco non ha ancora deciso se aderire o meno all’alleanza.</p>



<p>In risposta indiretta all’attacco in Siria, la Turchia ha emesso un nuovo mandato di arresto contro Netanyahu per genocidio e per il sequestro dell’equipaggio della flottilla diretta a Gaza. Nel mandato, anche tal Afek Moskovitch,<a href="https://www.timesofisrael.com/turkey-issues-fresh-genocide-arrest-warrant-for-netanyahu-amid-growing-syria-tensions/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> ignoto anche ai media israeliani</a>. Probabile che si tratti di un messaggio in codice diretto a Netanyahu (io so cose…). La Turchia si rafforza, Israele si innervosisce. Altra carne al fuoco nel malmostoso Medio Oriente, che ieri, tra le altre e più drammatiche vicende, ha visto<a href="https://www.uawire.org/drone-attack-on-turkish-cargo-vessel-in-black-sea-forces-crew-to-abandon-ship" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> l’attacco di un drone a un mercantile turco</a> che navigava nel Mar Nero verso Novorossiysk: nessuna vittima, ma l’equipaggio ha dovuto abbandonare la nave al suo destino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sinfiamma-lo-scontro-tra-turchia-e-israele.html">S&#8217;infiamma lo scontro tra Turchia e Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pkk, finisce la lotta armata: i curdi di Turchia verso l&#8217;accordo con Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/pkk-finisce-la-lotta-armata-i-curdi-di-turchia-verso-laccordo-con-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 09:16:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1199" height="399" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003.jpg 1199w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003-600x200.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003-300x100.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003-1024x341.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003-768x256.jpg 768w" sizes="(max-width: 1199px) 100vw, 1199px" /></p>
<p>Dopo quarant&#8217;anni di lotta il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha, come atteso da tempo, dichiarato la fine della lotta armata. L&#8217;organizzazione indipendentista dei curdi di Turchia ha annunciato &#8220;il completamento della sua missione storica&#8221; due mesi e mezzo dopo che Abdullah Ocalan, il leader della formazione in carcere da oltre un quarto di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/pkk-finisce-la-lotta-armata-i-curdi-di-turchia-verso-laccordo-con-erdogan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1199" height="399" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003.jpg 1199w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003-600x200.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003-300x100.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003-1024x341.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Pkk_supporters_london_april_2003-768x256.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1199px) 100vw, 1199px" /></p>
<p>Dopo quarant&#8217;anni di lotta il <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/turchia-siria-afrin-muro.html">Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk)</a></strong> ha, come atteso da tempo, <strong>dichiarato la fine della lotta armata. L&#8217;organizzazione indipendentista </strong>dei curdi di Turchia ha annunciato &#8220;il completamento della sua missione storica&#8221; <strong>due mesi e mezzo dopo che Abdullah Ocalan</strong>, il leader della formazione in carcere da oltre un quarto di secolo<a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-scioglie-il-pkk-la-turchia-e-i-militanti-curdi-alla-prova-del-futuro.html">, aveva chiamato a una soluzione politica della questione con il governo di Ankara</a>.</p>



<p>Dopo decenni di scontri con le autorità turche il leader del Pkk e il presidente <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> sono a un passo dal chiudere una partita decennale.  Dalla metà degli anni Ottanta l’insorgenza delle istanze indipendentiste ispirate all&#8217;ideologia del confederalismo democratico del Pkk, unione di marxismo-leninismo e nazionalismo curdo, portò a una durissima <strong>repressione da parte di Ankara</strong> e a una guerra che è proseguita a intermittenza causando, tra scontri e attentati,<a href="http://macedoniaonline.eu/content/view/7863/46/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> 40mila morti.</a> </p>



<p>La guerra è proseguita anche dopo che il Pkk ha abbassato a fine Anni Novanta il livello delle sue rivendicazioni, passando dall&#8217;indipendentismo alla richiesta di uno statuto speciale per i curdi di Turchia. Erdogan e Ocalan ora mirano a chiudere la partita. Come ricordato su<a href="https://tg24.sky.it/mondo/2025/02/28/ocalan-pkk-scioglimento-curdi-turchia"> Sky Insider</a>, &#8220;a primo ministro, Erdogan aveva intavolato discussioni e colloqui di pace col Pkk nel 2011, naufragati nel 2015 in un nulla di fatto&#8221;, mentre &#8220;ora, il governo di Ankara intende chiudere le trattative e realizzare l’auspicio del vicepresidente Devlet Bahceli, leader del Partito del Movimento Nazionalista (Mhp, i “lupi grigi”) che per primo a ottobre ha lanciato un appello pubblico a Ocalan per una nuova fase di pacificazione&#8221;.</p>



<p>L&#8217;<strong>attenzione data dai due leader</strong> alla ricerca di un accordo travalica i confini turchi e ha a che fare tanto con le ambizioni politiche di Erdogan quanto con le nuove dinamiche di potere tra il Paese anatolico e la Siria. <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/3/12/analysis-call-to-disband-pkk-reshapes-turkiye-syria-power-dynamics"><strong>Ozge Genc, ricercatrice presso il Middle East Council on Global Affairs, </strong>ha scritto su Al-Jazeera</a> che &#8220;i cambiamenti nelle alleanze in Siria, esemplificati dal recente accordo tra le Forze democratiche siriane (Sdf) guidate dai curdi e il governo siriano, confermano che il messaggio di Ocalan non è isolato o puramente interno, ma offre un&#8217;opportunità cruciale che potrebbe ridefinire tutto, dalle politiche di sicurezza della Turchia al futuro posizionamento degli attori curdi, plasmando la prossima fase delle dinamiche di potere regionali&#8221;.</p>



<p>In primo luogo, <strong>la Turchia vuole sanare la faglia curda per blindare la sua nuova proiezione regionale</strong> che la proietta fino a Damasco. L&#8217;accordo tra Sdf e governo di Ahmad al-Sharaa in Siria deve, nella strategia di Erdogan, andare di pari passo con la stabilizzazione della questione curda su entrambi i lati del confine, pena un depotenziamento dell&#8217;influenza di Ankara.</p>



<p>In secondo luogo, la Turchia ha timore che <strong>delle forze esterne possano far leva sui curdi per far da spina nel fianco</strong> alla proiezione geostrategica di Ankara. In questo senso, il timore è soprattutto di una mossa da parte di Israele, Stato che dell&#8217;asse coi curdi ha fatto una priorità in passato per influenzare strumentalmente le dinamiche mediorientali. I tentativi di Tel Aviv di <strong>ostacolare la riunificazione della Siria</strong> sono palesi e diretti proprio contro l&#8217;influenza di Ankara, come dimostrato dai raid su Damasco delle scorse settimane e dal tentativo di usare la comunità drusa a tal fine. Intervenire sul campo curdo è dunque strategico per Erdogan.</p>



<p>Infine, Erdogan, ha scritto Genc, mira a conquistare sostegno politico nel campo curdo in vista di future battaglie politiche: <strong>un possibile referendum sulla modifica della Costituzione</strong> per consentirgli un nuovo mandato prima e le presidenziali 2028 poi varrebbero, per il Reis, <strong>la prospettiva di concedere spazi di autogoverno ai curdi</strong> specie se nel primo passaggio i contenuti dell&#8217;accordo Pkk-Ankara fossero messi nero su bianco. Per Genc Erdogan mira a riconquistare al suo Partito Giustizia e Sviluppo gli elettori curdi che &#8220;si erano allontanati dal dopo il fallimento del processo di pace tra Turchia e PKK nel 2015 e la svolta del governo verso il nazionalismo turco, oltre ad attrarre una nuova generazione di elettori curdi&#8221;. </p>



<p><strong>La fine della lotta armata del Pkk</strong> non è la fine della questione curda. Ma mostra l&#8217;evoluzione delle dinamiche politiche nella regione, e non solo in Turchia. Se Erdogan e Ocalan troveranno una quadra, la conseguenza sarà di portata regionale. Ma chiaramente le problematiche aperte da quarant&#8217;anni di conflitto non finiranno nello spazio di un mattino e ci vorrà tempo.</p>



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<p><a href="https://tg24.sky.it/mondo/2025/02/27/romania-calin-georgescu-incriminato"></a></p>
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		<title>Öcalan scioglie il Pkk: la Turchia e i militanti curdi alla prova del futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ocalan-scioglie-il-pkk-la-turchia-e-i-militanti-curdi-alla-prova-del-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 09:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abdullah Ocalan (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La decisione di "Apo" Ocalan passa ora alla prova delle manovre politiche di Erdogan e della volontà politica delle formazioni curde. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Abdullah Ocalan (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Abdullah-Ocalan-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;<em>Tutti i gruppi devono abbandonare le armi e il Pkk deve sciogliersi</em>&#8220;. Con questa dichiarazione, in poche ore, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-abdullah-ocalan.html">Abdullah Öcalan</a></strong> ha ribaltato decenni di storia turca e curda. In una conferenza stampa gremita a Istanbul, è stato letto il messaggio del leader storico del Pkk da parte dei rappresentanti del partito filo-curdo Dem, terza forza politica in Turchia. Detenuto dal 1999 nel carcere di massima sicurezza di <strong>Imrali</strong>, ha potuto comunicare nuovamente dopo un decennio di isolamento, interrotto solo di recente grazie a incontri con deputati del Dem dopo aver perso ogni contatto con l’esterno dal 2015, quando fallì il processo di pace avviato due anni prima tra il Pkk e Ankara.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static.euronews.com/articles/stories/09/08/33/72/1920x1080_cmsv2_cd68cf27-b03d-588b-804f-a691035f9edd-9083372.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sciogliere il Pkk: la decisione era nell&#8217;aria?</h2>



<p>La decisione, tuttavia, era nell’aria da mesi: non erano passate nemmeno 48 ore dall’<a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-apre-alla-fine-della-lotta-armata-dopo-lattentato-ad-ankara.html">attentato contro la Turkish Aerospace Industries Inc</a>. lo scorso ottobre, quando Öcalan tornò a parlare, paventando l’ipotesi della fine alla lotta armata. In quei giorni qualcosa già covava sotto la cenere, quando il <strong>partito filo curdo Dem</strong>, ex Hdp, aveva ricevuto giorni prima una proposta da parte del leader del partito di ultradestra turco Mhp, <strong>Devlet Bahceli</strong>, alleato del presidente. Bahceli aveva optato per un vero colpo di scena, invitando Öcalan a tenere un discorso in Parlamento: un insospettabile, da sempre fautore della tolleranza zero nei confronti dei curdi. A sorprendere l’opinione pubblica è stato proprio il ruolo della destra nazionalista turca nella riapertura del dialogo. Bahçeli, infatti, ha avanzato l’idea di uno scioglimento del Pkk in cambio di una calmierazione del regime carcerario di Öcalan. Tale iniziativa, sostenuta anche dal Dem e dallo stesso presidente turco, è stata definita dal capo di Stato una “<em>opportunità storica</em>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://staticfanpage.akamaized.net/socialmediafanpage/wp-content/uploads/2013/07/ocalan_processo_pace_turchia.jpg" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le ripercussioni interne alla Turchia</h2>



<p>Una mossa che avrà profonde ripercussioni sia sulla politica interna della Turchia che sulle sue relazioni internazionali, soprattutto alla luce dei tumulti attuali. Sul piano interno, la decisione potrebbe aprire la strada a un <strong>nuovo processo di pace</strong> tra il Governo turco e la popolazione curda, riducendo le tensioni nelle province sudorientali della Turchia, da decenni teatro di scontri tra forze governative e miliziani del Pkk. Tuttavia, il successo di questo processo dipenderà dalla capacità del Governo turco di adottare misure concrete per il riconoscimento dei diritti culturali e politici dei curdi di Turchia. Presumibilmente il primo passo sarebbe restituire ai sindaci del Dem il governo delle province in cui sono stati eletti, ma poi rimossi con accuse di terrorismo. Ma senza riforme tangibili, il rischio è che la smobilitazione del PKK lasci spazio alla frammentazione e alla nascita di nuove fazioni armate. </p>



<p>Dal punto di vista politico, il presidente Erdoğan potrebbe sfruttare questa svolta per <strong>rafforzare la propria immagine</strong> di leader capace di intestarsi la fine di un conflitto decennale, guadagnando consensi in vista delle prossime elezioni. Sul Presidente turco, infatti, aleggia il sospetto della ricerca spasmodica del sostegno parlamentare del Dem, attualmente all’opposizione, per poter modificare la Costituzione e garantirsi un nuovo mandato alle elezioni del 2028. Tuttavia, questa strategia potrebbe alienare una parte dell&#8217;elettorato nazionalista turco, contrario a qualsiasi partita a scacchi con il Pkk, mettendo a rischio gli equilibri politici interni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://bresciaanticapitalista.com/wp-content/uploads/2024/10/img_1628.jpeg?w=1024" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come potrebbero cambiare le relazioni estere di Ankara</h2>



<p>Nel frattempo, il mondo politico internazionale osserva con attenzione. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha definito la mossa di Öcalan un “barlume di speranza”, mentre il ministero degli Esteri tedesco l’ha considerata una svolta storica. Anche l’ex premier italiano <strong>Massimo D’Alema</strong>, ricordando il passaggio di Öcalan in Italia nel 1998, ha sottolineato come questa decisione potrebbe aprire un percorso di riconciliazione tra Turchia e comunità curda. Sul piano internazionale, la fine del Pkk potrebbe <strong>ridisegnare le alleanze</strong> e le dinamiche di potere in Medio Oriente, soprattutto in <strong>Siria</strong>, dove le Forze Democratiche Siriane (SDF), alleate degli Stati Uniti e considerate un&#8217;estensione del Pkk, potrebbero subire ripercussioni. La Turchia potrebbe usare questo sviluppo come leva per aumentare la pressione sulle SDF e per rafforzare la propria posizione nei negoziati con Washington e Mosca. Sull’annuncio del leader del Pkk si è immediatamente espresso il comandante militare delle Sdf <strong>Mazloum Abdi</strong>, che ha accolto favorevolmente l&#8217;appello &#8220;storico&#8221; al disarmo, ma con un “ma”. &#8220;<em>Consideriamo positiva questa iniziativa perché c&#8217;è bisogno di pace</em>&#8220;, ha dichiarato in un videomessaggio, sottolineando che l&#8217;annuncio avrà conseguenze positive nella regione ma aggiungendo che l&#8217;appello riguarda solo il Pkk e che non si riferisce alla Siria.</p>



<p>Inoltre, la fine della lotta armata potrebbe migliorare i <strong>rapporti tra la Turchia e gli Stati Uniti</strong>, riducendo le tensioni legate al sostegno americano ai gruppi curdi in Siria e facilitando una maggiore cooperazione nella lotta contro il terrorismo. Anche le relazioni con l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> potrebbero beneficiare di questa svolta: difficile però che Bruxelles, in questa fase di crisi profonda aggravata anche da numerosi attentati terroristici di matrice islamista- possa rilanciare i negoziati dormienti per l’<strong>adesione turca</strong>, spesso ostacolati dalle questioni legate ai diritti umani e alla repressione della minoranza curda: ma la scelta potrebbe tuttavia condurre comunque a un riallineamento importante.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://static01.nyt.com/images/2011/01/02/world/atwarpkkocalan.jpg" alt=""/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Il dubbio sui miliziani del Pkk</h2>



<p>Ma se Apo è ancora a Imrali, il quartier generale del Pkk resta sulle montagne di <strong>Qandil</strong>, nel Kurdistan iracheno. Queste vette rappresentano da anni il rifugio strategico del Pkk, grazie alla loro conformazione impervia che rende complessi gli interventi militari turchi. Situata oltre i confini della Turchia, questa roccaforte garantisce al gruppo una relativa protezione, approfittando dell’autonomia della regione curda irachena e della difficoltà di Baghdad nel contrastarne la presenza. La posizione, <strong>al crocevia tra Iran, Siria e Iraq</strong>, permette inoltre al Pkk di mantenere contatti con altre fazioni curde, facilitando il movimento di uomini e risorse. Sebbene Ankara abbia più volte condotto operazioni contro le basi del gruppo, il contesto geopolitico e le resistenze locali rendono un’offensiva su larga scala un’opzione complicata, consolidando così Qandil come cuore operativo della militanza curda. Lo Stato Maggiore raccoglierà l’appello del suo leader?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ocalan-scioglie-il-pkk-la-turchia-e-i-militanti-curdi-alla-prova-del-futuro.html">Öcalan scioglie il Pkk: la Turchia e i militanti curdi alla prova del futuro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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