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	<title>Messico Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Jun 2026 09:25:03 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Messico Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Mondiale c&#8217;è, l&#8217;Italia no: è questa l&#8217;unica triste verità</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-mondiale-ce-l-italia-no-e-questa-l-unica-triste-verita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 04:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondiale" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Inutile girarci intorno: anche se in nord America la kermesse è partita all'insegna delle polemiche, il mondiale c'è. A mancare è l'Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-mondiale-ce-l-italia-no-e-questa-l-unica-triste-verita.html">Il Mondiale c&#8217;è, l&#8217;Italia no: è questa l&#8217;unica triste verità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondiale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Italia calcistica si era illusa di aver trovato la giusta consolazione: <a href="https://it.insideover.com/politica/mondiale-usa-2026-limportante-e-non-partecipare.html/amp">la pessima immagine dei mondiali del 2026</a>, tra problemi organizzativi e problemi politici dell&#8217;immediata vigilia, hanno fatto pensare che, tutto sommato, la terza mancata qualificazione consecutiva a una rassegna iridata non rappresentava necessariamente un dramma. Andando così a <strong>ridimensionare parzialmente la delusione per la nuova assenza degli azzurri</strong>. Così non è stato: quando il torneo è partito,<strong> la palla rotonda ha fatto di nuovo la sua magia</strong>. Tutti a rincorrerla, chi sul campo con i piedi e chi da dietro lo schermo con gli occhi. Il fatto sportivo ha ripreso il sopravvento e a noi italiani non resta che la rassegnazione a un&#8217;amara verità: <strong>il mondiale esiste e, purtroppo, ancora una volta lo si sta guardando da semplici spettatori. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fascino dell&#8217;Azteca, le prime sorprese: nonostante tutto, il Mondiale c&#8217;è</h2>



<p>Giovedì scorso, a poche ore dall&#8217;inizio della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica, la maggioranza degli abitanti del Bel Paese era senza dubbio disinteressata al mondiale. Un atteggiamento però in comune con quello di buona parte del pubblico internazionale, almeno in Europa. Le immagini dei controlli minuziosi e invasivi ad alcuni giocatori scesi dai bus per raggiungere il loro ritiro, le notizie dell&#8217;interrogatorio di 7 ore al calciatore iracheno<strong>Aymen Hussein</strong>, il respingimento alla frontiera dell&#8217;arbitro somalo<strong>Omar Artan</strong>, sono stati tutti elementi che hanno <strong>tenuto il calcio giocato lontano dal mondiale</strong>. A questo occorre aggiungere il discorso legato alla <strong>guerra in Medio Oriente</strong>, al quasi paradosso legato alla presenza della nazionale iraniana, alle varie notizie negative di questi ultimi mesi. Poi però, quando davanti a ottantamila spettatori all&#8217;interno dell&#8217;iconico <strong>stadio Azteca</strong> si è avuto il primo fischio d&#8217;inizio, la situazione è iniziata a cambiare.</p>



<p><strong>L&#8217;interesse verso la kermesse non solo è tornato protagonista, ma è di fatto virato subito verso i calciatori in campo</strong>. Merito forse dello stesso Azteca, uno dei pochi stadi &#8220;vintage&#8221; della rassegna di quest&#8217;anno e per questo anche il più iconico di tutti. Rivedere una partita del mondiale lì dove si è giocata la semifinale Italia-Germania del 1970, definita la partita del secolo, e dove Maradona ha prima segnato di mano e poi con la sua famosa cavalcata in Argentina-Inghilterra nel 1986, <strong>ha come permesso alla kermesse di fare i conti con la sua storia</strong>. E ha fatto capire al pubblico internazionale che, alla fine,<strong> un mondiale è sempre un mondiale</strong>. La sorpresa della vittoria dell&#8217;Australia sulla Turchia, il gioco espresso in Brasile &#8211; Marocco, la curiosità di vedere in campo Curacao e Haiti, oltre che le altre nazionali che ancora devono esordire, costituiscono tutti elementi ed episodi che hanno rimesso il torneo più ambito al mondo al centro della scena. </p>



<h2 class="wp-block-heading">A mancare è l&#8217;Italia</h2>



<p>Quello in Nord-America per lungo tempo, e per distacco, probabilmente sarà il mondiale più discusso e discutibile per i motivi sopra richiamati. <strong>Questo però non sembra oggi rompere &#8220;l&#8217;incantesimo&#8221; attorno la manifestazione</strong>. Si parla delle squadre, dei possibili accoppiamenti nelle fasi a eliminazione diretta, dei possibili nuovi talenti. Lo si fa all&#8217;estero e lo si anche in Italia. Lì dove, per l&#8217;appunto, <strong>non resta che richiamare nuovamente il rammarico per non essere presenti</strong>. La cruda e nuda verità, è che l&#8217;assenza della nazionale altro non è che<strong>un duro colpo per il movimento</strong>, per i tifosi e per il senso di attaccamento alla maglia. Perché il mondiale nel nostro Paese verrà sempre visto, pur se da non partecipanti. Le attenuanti legate all&#8217;aver giocato in trasferta la partita decisiva per la qualificazione, sono cadute subito dopo il fischio finale della sfida in Bosnia. La consolazione relativa al fatto di non essere presenti in un mondiale con più polemiche che squadre (nonostante l&#8217;aumento di queste ultime alla soglia di 48), è precipitata subito dopo le prime partite.</p>



<p>Anzi, proprio guardando la prestazione della sfida della Bosnia contro il Canada il rimpianto non ha fatto altro che aumentare. La nostra nazionale, di fatto, a marzo ha sofferto per 120 minuti contro una squadra che a Toronto ha pensato soltanto a difendersi e poco più. <strong>L&#8217;Italia manca al mondiale e il mondiale manca all&#8217;Italia</strong>: occorre ammetterlo per provare, ancora una volta, a ripartire e a ritornare nel novero delle squadre qualificate. Anche per evitare di sentire nuovamente gli sfottò di leader e dirigenti della Fifa, così come accaduto nei giorni scorsi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-mondiale-ce-l-italia-no-e-questa-l-unica-triste-verita.html">Il Mondiale c&#8217;è, l&#8217;Italia no: è questa l&#8217;unica triste verità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mondiale Usa 2026, l&#8217;importante è non partecipare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mondiale-usa-2026-limportante-e-non-partecipare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 05:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondiale usa 2026" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il gigantismo del Mondiale di calcio americano targato Donald Trump-Gianni Infantino e i soprusi non spingono la gente ad arrendersi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mondiale-usa-2026-limportante-e-non-partecipare.html">Mondiale Usa 2026, l&#8217;importante è non partecipare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondiale usa 2026" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/mondiale-calcio-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E poi cominciano le partite e il fascino del gioco fa dimenticare molte cose. Ma non tutto. Il gigantismo del Mondiale di calcio americano targato <strong>Donald Trump-Gianni Infantino</strong>, con il suo finto multipolarismo (per la prima volta nella storia 48 squadre al via, in pratica chiunque riesca a mettere insieme una Nazionale) costruito per celebrare le smanie di grandezza della Casa Bianca, sembra il frutto del delirio di un pubblicitario a caccia di nuovo pubblico: la simpatia totale per Capo Verde e Curacao, debuttanti assolute a un Mondiale, non può nascondere il fatto che le due nazioni sono al 69° e 82° posto della classifica Fifa, mentre altre Nazionali assai meglio piazzate (e sì, diciamolo, l&#8217;Italia in classifica al 12° posto) sono state tagliate fuori, anche se per colpa loro.  </p>



<p>Volendo, potremmo anche tirare in ballo <strong>il calo costante, tra le partecipanti, delle squadre inquadrate nell&#8217;Uefa </strong>(<em>Union of European Football </em><i>Association</i>), la federazione europea, fenomeno che peraltro procede dal 1988, primo Mondiale a 32 squadre e primo Mondiale con le squadre europee sotto la quota del 50%. Ma alla fin fine, smaltita la delusione per la terza mancata qualificazione consecutiva, e fatto salvo il piacere di vedere la palla che rotola, <strong>la realtà è che a questo Mondiale è meglio non esserci.</strong></p>



<p>Intanto perché è impossibile capire, per esempio, perché la Uefa continui a bandire i calciatori russi dalle competizioni internazionali ma spedisce tranquillamente i suoi affiliati a esibirsi negli Stati Uniti. Siamo forse tutti d&#8217;accordo nel condannare come una porcheria politica l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ma pronti ad assolvere gli Usa per l&#8217;attacco (cominciato con un negoziato in corso) contro l&#8217;Iran? A parte la fine (speriamo che sia davvero finita) ingloriosa della spedizione americana, non raccontiamoci balle: la storia che l&#8217;Iran stava per avere la bomba atomica (che, per esser chiari, non dovrebbe mai avere) era, appunto, una storia, anzi una storiella. <strong>Come quella del 2003, quando George Bush andava mentendo sulle armi di distruzione di massa dell&#8217;Iraq,</strong> poi infatti attaccato, con centinaia di migliaia di morti civili.    </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma la gente non si arrende</h2>



<p>Già questo sarebbe bastato. Perché noi non ci badiamo e ci sentiamo furbi, ma il resto del mondo ci fa caso eccome. E il caso dell&#8217;Iran dimostra che nemmeno le bombe, ormai, bastano a fargli cambiare idea. Ma poi basta vedere quel che è già successo in questi primi giorni. L&#8217;arbitro somalo <strong>Omar</strong> <strong>Abdulkadir</strong> <strong>Artan, </strong>considerato il migliore della Confederazione africana, che peraltro viaggiava con passaporto diplomatico, fermato in aeroporto e rispedito a casa perché &#8220;ritenuto <strong>inammissibile</strong> a causa di <strong>problemi</strong> di <strong>verifica</strong> e gli è stato negato <strong>l’ingresso</strong>&#8220;, formula che di fatto significa: perché non mi va. La Somalia, peraltro, è uno dei 39 Paesi colpiti dal divieto di viaggio deciso dall&#8217;amministrazione Trump, provvedimento che fa il paio, ma in grande, con il <em>muslim man</em> che lo stesso Trump aveva deciso ai danni di Somalia, Sudan, Iran, Iraq, Siria, Yemen e Libia. Considerato che in pratica tutti quei Paesi erano stati prima o poi colpiti dagli Usa e giudicando alla luce dell&#8217;oggi il fatto che nel 2018 lo stesso Trump diede disdetta all&#8217;accoro sul nucleare iraniano firmato da Barack Obama, possiamo serenamente constatare che errare è umano ma perseverare è davvero idiota.</p>



<p>L&#8217;arbitro Artan, però, non bastava. Un giocatore iracheno, <strong>Ayman Hussein</strong>, interrogato per sette ore in aeroporto. I giocatori di Senegal e Uzbekistan perquisiti a lungo anche con i cani anti-droga. La nazionale dell&#8217;Iran costretta a entrare negli Usa, rimanerci giusto il tempo della partita e poi obbligata a tornare in Messico. Anche il Belgio ha ricevuto un trattamento non proprio di riguardo. Insomma,  <strong>sembra che l&#8217;organizzazione di questo Mondiale sia stata affidata all&#8217;ICE</strong> (<em>Immigration and Customs Enforcement</em>), il corpo di polizia anti-migranti che a suo tempo diede così buona prova di sé in Minnesota. E pensare che nel dicembre scorso Infantino, presidente della Federazione mondiale del calcio, consegnò a Trump un tronfio Premio della pace&#8230;</p>



<p>Quello che ci consola, rispetto allo scempio che la politica sta facendo di quella stupenda fabbrica di storie e di miti che chiamiamo calcio, <strong>è che la gente non si arrende.</strong> I tifosi della Bosnia-Herzegovina che sulla strada dello stadio scandiscono  in mondovisione&#8221;Palestina! Palestina!&#8221;, e poi la partita contro i padroni di casa del Canada andrà come deve andare, sono stati il vero spettacolo. <strong>Le famiglie dei <em>desaparecidos </em></strong>(135 mila!) del Messico, che hanno trasformato in un commovente memoriale lo stadio dell&#8217;esordio della loro, più che mai loro Nazionale contro il Sudafrica, una lezione per il mondo. <a href="https://it.insideover.com/societa/messico-il-mondiale-parallelo-delle-famiglie-dei-135-mila-desaparecidos.html#google_vignette">InsideOver ne ha parlato qui.</a> E siamo convinti che non finirà qui, aspettiamo con una certa curiosità le tappe del Mondiale negli Usa. Come dice una stupenda canzone sul calcio: &#8220;Quando Gigi Riva tornerà/Torneremo tutti in serie A/Dopo tanti calci di rigore/Troveremo insieme l&#8217;umiltà/Per ricominciare con più cuore/Quando Gigi Riva tornerà&#8221;.</p>



<p></p>



<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mondiale-usa-2026-limportante-e-non-partecipare.html">Mondiale Usa 2026, l&#8217;importante è non partecipare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Messico: il mondiale parallelo delle famiglie dei 135 mila desaparecidos</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/messico-il-mondiale-parallelo-delle-famiglie-dei-135-mila-desaparecidos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 12:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il Messico si appresta a dare il via alla Coppa del Mondo FIFA 2026, migliaia di persone, soprattutto donne, stanno organizzando una marcia fuori dallo stadio, nella capitale del Paese. “Non giocate con il nostro dolore” è il loro slogan, un grido che dà voce a oltre 134.000 persone scomparse che lo Stato sembra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/messico-il-mondiale-parallelo-delle-famiglie-dei-135-mila-desaparecidos.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/messico-il-mondiale-parallelo-delle-famiglie-dei-135-mila-desaparecidos.html">Messico: il mondiale parallelo delle famiglie dei 135 mila desaparecidos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/messico-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Mentre il Messico si appresta a dare il via alla Coppa del Mondo FIFA 2026, migliaia di persone, soprattutto donne, stanno organizzando una marcia fuori dallo stadio, nella capitale del Paese. “Non giocate con il nostro dolore” è il loro slogan, un grido che dà voce a oltre 134.000 persone scomparse che lo Stato sembra voler dimenticare.</em></p>



<p>A partire dall&#8217;11 giugno, <strong>la capienza complessiva per i singoli match</strong> nei tre impianti messicani scelti per il torneo FIFA sarà di <strong>oltre 184mila posti:</strong> lo <strong>Stadio Azteca di Città del Messico</strong> ospita fino a 83mila spettatori, il <strong>Monterrey nel Nuevo León</strong> 53.500 e <strong>l&#8217;Akron a Jalisco, </strong>48mila. Nello stesso momento, secondo gli ultimi dati ufficiali del <a href="https://versionpublicarnpdno.segob.gob.mx/Dashboard/ContextoGeneral">Registro Nazionale</a>, <strong>le persone svanite nel nulla in Messico sono 134.845</strong> (dal 1952 ad oggi). Significa che l&#8217;esercito dei <em>desaparecidos</em> messicani potrebbe riempire da solo l&#8217;intero Stadio Azteca durante la partita inaugurale lasciando fuori ancora una folla immensa, o che da solo supererebbe di gran lunga il numero di spettatori di una partita a Monterrey riempiendo quell&#8217;impianto per due volte e mezzo.</p>



<p>“In Messico <strong>ci sono più persone scomparse di quante assisteranno alla partita inaugurale</strong> di questi Mondiali”, <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2026/06/mexico-women-searchers-planning-world-cup-protest-over-disappeared-loved-ones-must-be-protected-and-heard/">ha confermato </a><strong>Edith Olivares Ferreto</strong>, direttrice esecutiva di<strong> Amnesty International Messico</strong>. L&#8217;organizzazione supporta da anni le associazioni dei familiari degli scomparsi che, proprio in occasione dei Mondiali, hanno deciso di sfruttare i riflettori globali e l&#8217;arrivo dei turisti per rompere il silenzio su un grave problema di cui si sta occupando anche l&#8217;ONU. Per farsi ascoltare da spettatori vicini e lontani, i collettivi hanno messo in campo una serie di iniziative nelle città che ospiteranno le partite. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Città del Messico: l&#8217;<strong>Axolotl rosa presidia lo stadio</strong></h2>



<p>I collettivi impegnati nella ricerca dei desaparecidos stanno organizzando una <strong>protesta pacifica in concomitanza con il match inaugurale </strong>all’Azteca (lo stadio che consacrò l&#8217;Argentina di Maradona nel 1986). <strong>“Non giocate con il nostro dolore”</strong> è il loro slogan, un grido che trasforma i numeri dei seggiolini degli stadi nei volti di chi non c&#8217;è più. Si prevede la partecipazione di migliaia di familiari che manifesteranno in onore dei propri cari, molti dei quali reclutati con la forza dai cartelli della droga o uccisi per aver opposto resistenza.&nbsp;In Messico, le sparizioni avvengono per molteplici ragioni, spesso legate alla criminalità organizzata. I gruppi criminali utilizzano frequentemente le sparizioni come&nbsp;strumento di controllo e intimidazione.  </p>



<p>Nelle scorse settimane, sempre fuori dallo stadio di Città del Messico, sono stati affissi i manifesti con le foto degli scomparsi ed è stata avvistata anche una bizzarra mascotte, l&#8217;<strong>Ajolote Buscador</strong> (l&#8217;Axolotl cercatore), che è anche il simbolo della città in occasione dei Mondiali di calcio. Si tratta di una salamandra in grado di rigenerare quasi tutto il suo corpo se ferita e, per tale motivo, simbolo della resistenza delle famiglie che continuano a cercare i propri cari. Per rafforzare il concetto, la mascotte ha in mano una pala, attrezzo usato dai familiari per cercare i corpi. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’album di figurine degli scomparsi&nbsp;</strong>a Jalisco </h2>



<p>Nello Stato di Jalisco, il collettivo di <strong>Luz de Esperanza</strong> ha trasformato i classici avvisi di ricerca in <strong>figurine simili a quelle del celebre album ufficiale </strong>dei Mondiali, dove a indossare la maglia della nazionale messicana non sono più i calciatori, ma gli scomparsi. I manifesti sono stati affissi nei pressi del FIFA Fan Festival e nei luoghi più turistici della città di <strong>Guadalajara.</strong></p>



<p>Il gruppo non è contro l&#8217;evento sportivo ma contesta apertamente il fatto che il <strong>governo locale abbia investito milioni di pesos nei preparativi per le quattro partite</strong> della fase a gironi, ignorando la crisi umanitaria di Jalisco, epicentro del crimine organizzato messicano e, secondo&nbsp;la&nbsp;<a href="https://www.oas.org/es/cidh/informes/pdfs/2026/informe_desapariciones_mx_spa.pdf">Comisión Interamericana de Derechos Humanos</a>,&nbsp;detentrice del record nazionale di sparizioni forzate: <strong>circa <a href="https://www.latimes.com/world-nation/story/2026-05-17/nearly-1-900-vanished-in-around-guadalajara-now-world-cup-arrives">16mila</a> in appena dieci anni. </strong> &#8220;L&#8217;errore sta nello smettere di nominare coloro che devono essere nominati e nello smettere di cercare&#8221;, ha dichiarato all&#8217;agenzia EFE&nbsp;<strong>Héctor Flores</strong>, membro dell&#8217;organizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mondiali blindati, cittadini abbandonati</h2>



<p>Oltre ai fiumi di denaro stanziati a livello locale, a finire al centro delle polemiche è l&#8217;intera filosofia del piano di sicurezza nazionale, concepito per blindare il torneo ma non i cittadini. La strategia, battezzata <strong>piano &#8220;Kukulkán&#8221;,</strong> è nata per contenere i timori di un&#8217;escalation della violenza dei cartelli dopo la recente <a href="https://it.insideover.com/criminalita/ucciso-el-mencho-il-capo-che-fece-del-crimine-una-macchina-da-guerra.html">uccisione del leader del cartello</a> Jalisco Nueva Generación, Nemesio Oseguera Cervantes, alias <strong>El Mencio</strong>. Il piano prevede il <strong>dispiegamento massiccio di 100mila uomini </strong>tra agenti di polizia, truppe dell&#8217;esercito e sicurezza privata per la sorveglianza dello spazio aereo, marittimo, terrestre e del cyberspazio, supportata da sistemi di monitoraggio continuo e di allerta precoce.</p>



<p>Un dispiegamento di forze e tecnologie senza precedenti che stride con la realtà del territorio: proprio nello Stato di Jalisco, lo scorso gennaio, sono stati trovati centinaia di <strong>resti umani in <a href="https://it.insideover.com/politica/messico-nel-caos-la-guerra-dei-cartelli-a-pochi-mesi-dal-mondiale.html">fosse comuni.</a></strong> Il ritrovamento non si deve all&#8217;efficienza dei reparti speciali o del monitoraggio statale, ma al lavoro autogestito dei collettivi di ricerca costituiti dalle famiglie delle persone scomparse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A <strong>Nuevo León i manifesti apposti sulle fioriere del governo </strong></h2>



<p>Anche l’associazione United Forces for Our Disappeared in Nuevo León (FUNDENL) ha presentato la sua &#8220;nazionale messicana&#8221;: una squadra di 21 &#8220;giocatori desaparecidos&#8221;, ognuno con il proprio nome, numero e la data dell&#8217;ultimo avvistamento sulla maglia. <strong>Solo nel 2026</strong>, in questo stato sono <strong>scomparse 367 persone</strong>, di cui 262 risultano ancora disperse.</p>



<p>I membri dell’associazione hanno di recente <strong>denunciato un fatto increscioso</strong>, riportato anche dalla testata messicana <em>La Jornada</em>: il <strong>tentativo del governo dello stato di Nuevo León di coprire i volti e le foto degli scomparsi </strong>nella Plaza de las y los Desaparecidos a <strong>Monterrey</strong>, nascondendoli dietro a dei grandi vasi di fiori ornamentali. Il collettivo ha definito l&#8217;azione un&#8217;offesa alla società e ha risposto <strong>affiggendo i manifesti direttamente sui vasi</strong>, mostrando un simbolico &#8220;cartellino rosso&#8221; alle autorità locali per le sistematiche omissioni nelle indagini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra fosse comuni e narco-politica, l&#8217;Onu lancia l&#8217;allarme sul Messico</h2>



<p>Nonostante l&#8217;introduzione di meccanismi giuridici internazionali, le sparizioni forzate rimangono una ferita aperta. I collettivi sottolineano come le riforme legislative promesse non siano mai state attuate. “Otto anni dopo la creazione della Commissione locale di ricerca mancano ancora piani concreti, come l&#8217;istituzione di programmi di medicina legale presso l&#8217;Universidad Ciudadana di Nuevo León”, attacca FUNDENL. Al momento sarebbero <strong>oltre 70mila i corpi non identificati in custodia dello Stato.</strong></p>



<p>Il dramma messicano è da tempo uscito dai confini nazionali per diventare un caso internazionale. Lo scorso aprile, il comitato dell&#8217;ONU che si occupa di sparizioni (CED) ha attivato una procedura d&#8217;emergenza (l&#8217;articolo 34) e ha chiesto di <strong>portare il caso del Messico davanti all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite</strong>. Per la CED le sparizioni in Messico non sarebbero casi isolati, ma così <strong>diffusi e sistematic</strong>i da essere definiti &#8220;crimini contro l&#8217;umanità&#8221;.</p>



<p>La presidente messicana&nbsp;<strong>Claudia Sheinbaum</strong>&nbsp;ha negato tali accuse sostenendo che per parlare di crimini contro l&#8217;umanità servirebbe una politica deliberata di attacco ai civili da parte dello Stato, mentre la colpa delle sparizioni sarebbe da imputare esclusivamente ai <strong>cartelli della droga e alla criminalità organizzat</strong>a.</p>



<p>Secondo la CED, tuttavia, ci sono prove che in molti casi <strong>i funzionari pubblici e la polizia avrebbero favorito i criminali</strong> attraverso l&#8217;omertà e la complicità. Di fronte a una crisi che le autorità locali non riescono più a gestire, l&#8217;ONU ha chiesto alla comunità internazionale di <strong>inviare in Messico aiuti finanziari e specialisti.</strong> Si vogliono mappare le fosse comuni, analizzare i resti umani non ancora identificati e indagare sui legami corrotti tra politica e narcotraffico; ma si vuole anche garantire protezione ai familiari che rischiano la vita per cercare i loro cari.</p>



<p>Nonostante la presidente del Messico abbia difeso l’operato del governo, ha comunque dovuto riconoscere i gravi ritardi delle procure locali: &#8220;È meglio che il fascicolo venga aperto dall&#8217;inizio, perché questo garantisce la ricerca&#8221;, ha dichiarato, lasciando aperta la porta a un cambio di rotta istituzionale che le famiglie degli scomparsi aspettano da anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nove &#8220;madres buscadores&#8221; su dieci subiscono violenze</h2>



<p>Le donne, le cosìdette&nbsp;<strong>madres buscadoras</strong>, sono la vera forza trainante di questa battaglia. Si organizzano, battono le strade, scavano sotto terra, visitano gli obitori e si spingono fino alle zone controllate dai cartelli per cercare le persone scomparse. Una dedizione che pagano a carissimo prezzo. </p>



<p>Secondo un <a href="https://www.amnesty.org/ru/wp-content/uploads/2025/07/AMR4193742025ENGLISH.pdf">rapporto di Amnesty International</a> relativo al 2025, il<strong> 97% delle donne impegnate nelle ricerche ha riferito di aver subito violenze. </strong>I rischi includono: <strong>minacce (45%)</strong> ed estorsioni (39%); <strong>aggressioni fisiche (27%)</strong> e sfollamento forzato (27%); <strong>torture (10%)</strong>, rapimenti (6%), violenze sessuali, ma anche omicidi. </p>



<p>Tra il 2019 e il 2024, <strong>ben 16 attivisti impegnati nelle ricerche sono stati assassinati.</strong> Tredici di loro erano donne. Madri che hanno pagato con la vita la colpa di aver cercato una verità che spesso si nasconde sotto terra, a pochi passi dagli stadi di questi Mondiali.</p>



<p>A tutto questo si aggiunge lo stigma sociale. <strong>Una donna su due viene colpevolizzata o isolata dalle autorità</strong> e persino dalle proprie comunità. Il logorio è anche economico: &#8220;Essere ricchi o poveri non è la stessa cosa&#8221;, denunciano molte madri nel report. &#8220;Se scompare un ricco la procura si muove subito; per mio figlio non riesco nemmeno a fissare un appuntamento”. Ma è anche sanitario: <strong>il 70% dichiara gravi problemi di salute </strong>fisica e mentale. Araceli Rodríguez, che cerca suo figlio da 15 anni, racconta di aver avuto difficoltà a respirare e di <strong>aver perso i denti per lo stress.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le procure aspettano tre giorni prima di denunciare una scomparsa </h2>



<p>Nonostante ciò, <strong>solo il 17% delle donne denuncia le aggressioni subite durante le ricerche</strong>, a causa della totale sfiducia nelle istituzioni e della percezione di una forte collusione tra funzionari pubblici e criminalità organizzata. Anche gli investigatori e i tecnici forensi molto spesso <a href="https://www.hrw.org/news/2026/04/22/the-stadium-of-the-disappeared">non dispongono della formazione e delle risorse</a> necessarie per svolgere il loro lavoro, mentre testimoni e vittime sono spesso terrorizzati da ritorsioni per aver collaborato alle indagini e le autorità non sono in grado o non sono disposte a proteggerli. Sebbene l&#8217;emittente <a href="https://kyma.com/news/mexico/2026/04/21/mexico-eliminates-72-hour-waiting-period-before-searching-for-missing-people/">KYMA </a>abbia recentemente riportato l&#8217;ennesima direttiva per eliminare formalmente ogni attesa, molte procure locali continuano illegalmente a chiedere alle famiglie di aspettare 72 ore prima di avviare le ricerche.</p>



<p>Ora, mentre i riflettori del mondo si accendono sugli stadi, i familiari degli scomparsi chiedono che il governo accetti l&#8217;aiuto e le tecnologie di altri Paesi. “Mentre decine di milioni di persone in tutto il mondo si preparano a seguire quella che la FIFA definisce &#8216;la più grande cerimonia di apertura del mondo&#8217;, migliaia di donne coraggiose in Messico coglieranno l&#8217;occasione per scendere in piazza e ricordare che le ricerche continuano”, conclude Edith Olivares Ferreto, di Amnesty International. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/messico-il-mondiale-parallelo-delle-famiglie-dei-135-mila-desaparecidos.html">Messico: il mondiale parallelo delle famiglie dei 135 mila desaparecidos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Morti due agenti Usa in Messico: la CIA e le operazioni contro i cartelli della droga</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/morti-due-agenti-usa-in-messico-la-cia-e-le-operazioni-contro-i-cartelli-della-droga.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 04:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Cartelli messicani]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[messico]]></category>
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<p>I due funzionariUsa sono morti in un incidente d'auto dopo lo smantellamento di un laboratorio clandestino di droga. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/morti-due-agenti-usa-in-messico-la-cia-e-le-operazioni-contro-i-cartelli-della-droga.html">Morti due agenti Usa in Messico: la CIA e le operazioni contro i cartelli della droga</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1326" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/cia-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/cia-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/cia-la-presse-300x207.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/cia-la-presse-1024x707.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/cia-la-presse-768x530.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/cia-la-presse-1536x1061.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/cia-la-presse-2048x1414.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Due agenti della CIA sono morti</strong> in un incidente che si è verificato in <strong>Messico</strong> al termine di un’operazione antidroga. L’agenzia di spionaggio statunitense ha ampliato in modo significativo il suo ruolo nel contrasto ai cartelli della droga che operano in Sudamerica durante la seconda amministrazione Trump ed è attiva da diverso tempo proprio in Messico, dove sono stati schierati <strong>diversi asset, militari e dell’intelligence</strong>, per contrastare il traffico degli stupefacenti diretti negli Stati Uniti, in particolare il temuto fentanyl, un oppioide sintetico con alto potere analgesico e anestetico.</p>



<p>Le operazioni condotte dalla Central Intelligence Agency, che avevano attirato l’attenzione degli osservatori internazionali a causa dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/spionaggio/guerra-ai-cartelli-della-droga-gli-usa-schierano-anche-gli-aerei-spia-u-2.html">ampio dispiegamento di forze</a> – che ha coinvolto diversi aerei spia U-2, un aereo di intelligence strategica Rc-135 Rivet Joint e droni MQ-9 Reaper operati direttamente dall’agenzia – sono passate in secondo e terzo piano per via delle escalation e crisi internazionali in Sudamerica e Medio Oriente – dove le spie americane hanno giocato un ruolo rilevante – ancora in corso, e la presenza di 007 statunitensi determina un ruolo ancora attivo. Quale?</p>



<p>Secondo quanto riportato dal <em>Washington Post</em>, i due funzionari di stanza presso l’ambasciata statunitense di Città del Messico sono deceduti in un incidente automobilistico nel Nord del Messico mentre tornavano dal “<em>luogo di un’operazione antidroga</em>”. Entrambi lavoravano per la <strong>Central Intelligence Agency</strong> nella lotta al narcotraffico nell’emisfero occidentale, secondo quanto riferito da due fonti a conoscenza dei fatti. L’incidente, che si è verificato nello stato di Chihuahua, ha spinto la presidente messicana <strong>Claudia Sheinbaum </strong>verso l’<strong>apertura di un’indagine</strong> per accertare se l’operazione avesse violato le leggi sulla sicurezza nazionale, mentre altri osservatori si domandano se le dinamiche dell’incidente possano rivelare trame più torbide o una semplice e tragica fatalità. La CIA ha rifiutato di commentare la notizia relativa all’avvio di un’indagine.</p>



<p>In passato, le autorità messicane hanno sempre garantito la piena collaborazione nelle operazioni antidroga condotte dagli Stati Uniti lungo i confini e all’interno del territorio messicano. Secondo le informazioni diffuse dalla stampa americana, i morti sarebbero stati quattro: tutti tornavano da “<em>un incontro con funzionari messicani a seguito dell’operazione per lo smantellamento di un laboratorio clandestino di droga in una zona remota</em>” del Messico, dove è stato recentemente condotto un <strong>blitz contro il laboratorio</strong> definito come “<em>uno dei più grandi mai scoperti</em>”.</p>



<p>I funzionari messicani hanno riferito che l’auto su cui si trovavano i due agenti americani “<em>è sbandata, precipitata in un burrone ed è esplosa</em>”.</p>



<p>Un evento tragico, dalle dinamiche contorte, avvenuto in un contesto complesso, in cui l’amministrazione Trump, già alle prese con l’ampia operazione contro i cartelli della droga condotta nel <strong>Mar dei Caraibi</strong>, e in particolare <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-usa-colpiscono-sul-territorio-venezuelano-lescalation-contro-i-narcos-annunciata-da-trump.html">contro il Venezuela</a>, dove i droni armati hanno affondato decine di imbarcazioni che, secondo l’amministrazione, erano “<em>coinvolte nel traffico di droga</em>”, uccidendo almeno 180 persone, culminata con il<a href="https://it.insideover.com/guerra/penetrazione-soppressione-difesa-e-sorveglianza-gli-usa-nei-cieli-del-venezuela.html">blitz delle forze speciali </a>che ha portato alla cattura (o rapimento) dell’ex presidente <strong>Nicolas Maduro</strong>, attualmente sotto processo presso un tribunale federale di Manhattan con accuse di narcotraffico, corruzione e terrorismo, sta imponendo una “<em>crescente pressione</em>” sul Messico affinché le autorità “<em>intraprendano azioni più incisive contro i cartelli</em>”.</p>



<p>L’agenzia d’intelligence statunitense ha ampliato le sue <strong>operazioni antidroga</strong> nel Paese e in altre parti dell’<strong>America Latina</strong>. Non si possono escludere a priori ritorsioni nei confronti degli emissari di Langley che stanno portando avanti, di fatto, una guerra aperta alla droga, intaccando pesantemente le capacità logistiche e gli introiti economici dei cartelli della droga. Come è già stato reso noto, la CIA ha <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/cia-contro-i-cartelli-messicani-2440414.html">impiegato droni non armati sul Messico</a> per rintracciare i capi dei cartelli e individuare laboratori clandestini di droga, svolgendo un ruolo di primo piano nelle retate che hanno portato alla cattura e al sequestro di figure apicali e importanti hub per la lavorazione e lo stoccaggio di sostanze stupefacenti pronte per essere messe sul mercato. Secondo funzionari statunitensi, le informazioni fornite dall’intelligence sono state fondamentali per supportare le autorità messicane nella localizzazione di <strong>Nemesio Rubén Oseguera Cervantes</strong>, il boss della droga noto come “<em>El Mencho</em>” e capo del cartello <strong>Jalisco Nuova Generazione</strong>, morto durante l’operazione a causa delle ferite da arma da fuoco.</p>



<p>Sebbene le operazioni non siano state condotte dagli americani e non abbiano visto, almeno ufficialmente, un coinvolgimento attivo, la loro presenza sul campo li rende bersagli potenziali in una guerra sempre più aperta contro i cartelli. Che da un anno a questa parte devono fare i conti con un <strong>nemico straniero</strong> in quello che reputano il <em>loro</em> territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/morti-due-agenti-usa-in-messico-la-cia-e-le-operazioni-contro-i-cartelli-della-droga.html">Morti due agenti Usa in Messico: la CIA e le operazioni contro i cartelli della droga</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Avvisate la Fifa: ecco i “fantasmi sanitari” del Mondiale di calcio 2026</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/avvisate-la-fifa-ecco-i-fantasmi-sanitari-del-mondiale-di-calcio-2026.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 16:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Fifa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1192" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-1536x954.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-600x373.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Immaginatevi sugli spalti di Guadalajara o ad Atlanta nel mese di giugno 2026. Ottantamila persone in piedi per un gol di Mbappé o del vostro bomber preferito. Bandiere, cori, birre in mano, quella sensazione elettrica che solo un Mondiale di calcio sa dare. Ora aggiungete un dettaglio che, finché non vi tocca, resta sullo sfondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/avvisate-la-fifa-ecco-i-fantasmi-sanitari-del-mondiale-di-calcio-2026.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1192" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-1536x954.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114500326_0746cfd9896431ab147e4267fa74c3c4-600x373.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Immaginatevi sugli spalti di <strong>Guadalajara </strong>o ad <strong>Atlanta </strong>nel mese di giugno 2026. Ottantamila persone in piedi per un gol di Mbappé o del vostro bomber preferito. Bandiere, cori, birre in mano, quella sensazione elettrica che solo un <strong>Mondiale di calcio</strong> sa dare. </p>



<p>Ora aggiungete un dettaglio che, finché non vi tocca, resta sullo sfondo come il ronzio di un neon: nelle prime settimane del 2026 lo stato messicano di <strong>Jalisco</strong>, dove si giocheranno partite della <strong>Fifa World Cup 2026</strong>, è finito al centro di un <strong>focolaio di morbillo</strong> al punto da spingere le autorità locali a riattivare misure come l’uso della mascherina in alcune scuole e campagne vaccinali d’urgenza. </p>



<p>La domanda quindi arriva da sola: cosa succede se un <strong>virus </strong>altamente contagioso decide di fare il giro del mondo “in trasferta”, seguendo il <strong>flusso dei tifosi</strong>? Non è fantascienza. </p>



<p>È il tipo di scenario che preoccupa le agenzie sanitarie quando si avvicinano i grandi eventi: <strong>Paho </strong>(l’Organizzazione Panamericana della Sanità), <strong>Oms</strong> e <strong>Cdc </strong>parlano da anni di “<strong>mass gatherings</strong>” come acceleratori perfetti per le infezioni, perché mettono nello stesso mixer folla, viaggi internazionali, ore in spazi condivisi, brindisi e stanchezza. E in questa stagione, la spia del morbillo nelle Americhe sta lampeggiando forte.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Mondiale di calcio si avvicina</strong></h2>



<p>Il morbillo è tornato a farsi sentire per una ragione semplice: quando trova “buchi” nella copertura vaccinale, corre come un’ala in campo aperto. Nei primi tre “giri di calendario” del 2026 (le prime settimane dell’anno), Paho ha registrato 1.031 casi confermati in <strong>sette Paesi delle Americhe</strong>: un aumento di 43 volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con il peso principale in Messico. </p>



<p>Paho non si limita ai numeri: nel suo alert cita esplicitamente il contesto della Fifa World Cup 2026 e, più in generale, dei grandi <strong>raduni con alta mobilità internazionale</strong>, chiedendo ai Paesi di alzare la sensibilità della sorveglianza e intervenire in fretta sui casi sospetti. </p>



<p>Per capire perché basti così poco a trasformare una curva in un moltiplicatore serve solo un dato: il morbillo ha un <strong>indice di trasmissibilità</strong> tra i più alti in assoluto. In letteratura epidemiologica viene spesso riassunto così: una persona infetta, in una popolazione suscettibile, può contagiarne mediamente 12–18. E non è solo questione di vicinanza fisica. </p>



<p>Le autorità europee ricordano che le particelle respiratorie possono restare nell’aria per ore e che il virus può rimanere infettivo sulle superfici per un certo tempo. In pratica quando la densità umana sale, la partita si complica. </p>



<p>Jalisco, con Guadalajara, è una delle vetrine messicane del torneo ed è anche uno degli epicentri dell’ondata attuale: secondo ricostruzioni giornalistiche basate su fonti sanitarie locali e nazionali, l’area ha registrato centinaia di casi confermati e migliaia sospetti, con misure straordinarie (mascherine in scuole selezionate, sospensioni mirate, vaccinazioni anche in snodi come aeroporti e stazioni). </p>



<p>Il punto non è “il Mondiale porta il morbillo”. Il punto è più banale e più scomodo: quando un focolaio è attivo, un evento con migliaia di arrivi e partenze in poche settimane aumenta le <strong>probabilità di esportazione</strong> e <strong>reimportazione</strong>. È matematica dei flussi, non complottismo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507503" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114925427_bbc156c275e5dc97214db89fdb91d325.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una strategia da rivedere</strong></h2>



<p>Qui arriva la parte che spesso sorprende: ad oggi, almeno per le informazioni pubbliche più solide, non esiste un “<strong>pass sanitario Fifa</strong>” standardizzato all’ingresso degli stadi. </p>



<p>La <strong>strategia </strong>che emerge dalle istituzioni è un’altra: <strong>responsabilità individuale</strong> e <strong>preparazione pre-viaggio</strong>. Lo si vede, per esempio, dalle pagine dedicate del governo canadese per i viaggi legati alla Fifa World Cup 2026: niente tono allarmista, ma un messaggio ripetuto con insistenza. Parlate con un professionista della salute, idealmente almeno 6 settimane prima della partenza. Sei settimane sono la finestra realistica per verificare lo stato vaccinale, fare eventuali richiami e costruire una protezione adeguata prima di trovarsi in mezzo al mondo con un biglietto da migliaia di euro in tasca. </p>



<p>Le <strong>linee guida internazionali</strong> su viaggi e grandi raduni convergono su un concetto semplice: prima si mettono in sicurezza i vaccini “di routine”, poi si ragiona su quelli legati alla destinazione e allo stile di viaggio. Il Cdc, nella pagina dedicata ai viaggiatori, è diretto: essere completamente vaccinati contro il morbillo prima di un viaggio internazionale riduce drasticamente il rischio; due dosi di Mmr arrivano a circa il 97% di protezione. </p>



<p>Tetano-difterite-pertosse, polio, varicella e le altre vaccinazioni previste dal calendario: sono il tipo di cose che molti adulti scoprono di avere lasciato indietro finché non devono partire. Per i grandi eventi, il Cdc ribadisce di arrivare con le vaccinazioni appropriate già a bordo. Non si tratta di fare terrorismo, ma di essere <strong>realistici</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fantasma sanitario del Mondiale 2026</strong></h2>



<p>Il Cdc, nella scheda “traveler view” sul Messico, raccomanda ad esempio l’epatite A per i non vaccinati, e richiama l’attenzione su rischi legati a insetti e ad alcune infezioni alimentari. Quindi, se nel vostro Mondiale ci sono anche street food, escursioni, villaggi, giornate lunghe in movimento, la conversazione con un ambulatorio di medicina dei viaggi diventa parte dell’organizzazione, come comprare l’assicurazione o prenotare l’hotel. </p>



<p><em><strong>Food &amp; water precautions</strong></em> (attenzione ad acqua e cibo), <strong>protezione da zanzare</strong> in aree dove circolano dengue o chikungunya, e una <strong>copertura assicurativa</strong> sensata: sono le tre cose che i documenti istituzionali ripetono perché, statisticamente, sono quelle che evitano più problemi. Ogni grande evento recente ha avuto il suo “<strong>fantasma sanitario</strong>”. </p>



<p>Nel 2016, per Rio, l’attenzione globale era su <strong>Zika</strong>: l’Oms arrivò a pubblicare raccomandazioni specifiche, spiegando che cancellare o spostare l’evento non avrebbe cambiato la diffusione internazionale quanto, invece, seguire le misure di prevenzione individuale. Nel 2021 Tokyo è diventata l’immagine simbolo dell’era <strong>Covid</strong>, con decisioni ufficiali che hanno portato a gare senza pubblico in molte sedi. </p>



<p>Il Mondiale 2026 si gioca in un mondo che ha imparato a caro prezzo una cosa: la salute non è un dettaglio logistico, è parte dell’esperienza. Sì, è vero: l’idea di “vaccini e virus” stona con la fantasia romantica del viaggio mondiale, quella fatta di sciarpe, notti lunghe e nuove amicizie. </p>



<p>Ma è proprio lì che si nasconde la <strong>trappola</strong>. Perché un controllo vaccinale oggi, fatto con calma, può significare una cosa molto concreta domani: non passare il Mondiale chiusi in una stanza, non trasformare un volo intercontinentale in un corridoio di contagi, non riportare a casa un problema che non riguarda soltanto voi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-507505" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260302114946254_76be285468d03f02fb094bf7bcf13582.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/avvisate-la-fifa-ecco-i-fantasmi-sanitari-del-mondiale-di-calcio-2026.html">Avvisate la Fifa: ecco i “fantasmi sanitari” del Mondiale di calcio 2026</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Messico nel caos: la guerra dei cartelli a pochi mesi dal Mondiale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/messico-nel-caos-la-guerra-dei-cartelli-a-pochi-mesi-dal-mondiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 13:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le violenze dei cartelli in Messico, dopo l'uccisione di "El Mencho", riaprono le preoccupazioni sulla sicurezza in vista dei Mondiali dell'estate del 2026, in particolare nella città di Guadalajara.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/messico-nel-caos-la-guerra-dei-cartelli-a-pochi-mesi-dal-mondiale.html">Messico nel caos: la guerra dei cartelli a pochi mesi dal Mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260223143304102_ed93d9ede2462cd3e0f4cd49414f55cd-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Poco dopo l&#8217;inizio del secondo tempo, l&#8217;arbitra Lee Fernanda Galán ha interrotto la partita tra Necaxa e Querétaro della prima divisione femminile messicana (una delle più importanti al mondo), facendo rientrare tutte le giocatrici negli spogliatoi. La causa sono stati dei <strong>rumori, simili a delle esplosioni</strong>, che si sono sentiti provenire dall&#8217;esterno dello stadio Victoria di Aguascalientes, e che hanno subito fatto temere un attacco dei cartelli.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Pánico en Aguascalientes<br><br>Se suspende el Necaxa vs Querétaro femenil por posibles detonaciones afuera del Estadio Victoria <a href="https://t.co/AToDNrrzg3">pic.twitter.com/AToDNrrzg3</a></p>&mdash; Manuel Lopez San Martin (@MLopezSanMartin) <a href="https://twitter.com/MLopezSanMartin/status/2025731860861530444?ref_src=twsrc%5Etfw">February 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nella giornata di domenica, nelle ore precedenti alla partita, la polizia ha ucciso in uno scontro a fuoco <strong>Nemesio Oseguera Cervantes, detto &#8220;El Mencho&#8221;</strong>, il capo del cartello di Jalisco, una delle più potenti organizzazioni criminali al mondo. In seguito, i narcotrafficanti hanno iniziato a incendiare mezzi pubblici e negozi, a bloccare strade e a seminare il panico in varie zone del Paese.</p>



<p>L&#8217;episodio dello stadio Victoria, in realtà, è rientrato dopo soli 15 minuti, con le squadre che sono tornate in campo per terminare l&#8217;incontro. Alla fine, i rumori <a href="https://www.infobae.com/mexico/deportes/2026/02/23/ssp-de-aguascalientes-aclara-que-no-hubo-disparos-en-necaxa-vs-queretaro-de-la-liga-mx-femenil/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non erano esplosioni</a>, ma solo <strong>un&#8217;esibizione di automobili d&#8217;epoca</strong> fuori dalla struttura.</p>



<p>Questo incidente racconta però molto bene il livello di tensione che si avverte in Messico in questo momento a causa della violenza dei cartelli della droga. Una situazione accentuata dalle stesse organizzazioni criminali, che sfruttano pure la <strong>diffusione sui social di immagini modificate con l&#8217;IA per terrorizzare la popolazione</strong>. Lo ha confermato su X il giornalista <a href="https://x.com/oscarbalmen/status/2025646870719033849" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oscar Balmen</a>, tra i principali esperti di narcotraffico messicano: &#8220;Attenzione agli account legati alla criminalità organizzata: il loro intento è creare caos e diffondere notizie false. Stanno seminando l&#8217;idea di stragi, attentati aerei, rapimenti di massa e coprifuoco&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Ante los hechos registrados este día, es importante actuar con responsabilidad.<br><br>Se ha detectado la circulación de imágenes, audios y publicaciones falsas. Evita compartir contenido sin verificar su origen y confirma que provenga de fuentes oficiales. <a href="https://t.co/NZbXxYsWlZ">pic.twitter.com/NZbXxYsWlZ</a></p>&mdash; Gobierno de Jalisco (@GobiernoJalisco) <a href="https://twitter.com/GobiernoJalisco/status/2025676911054127522?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Due partite di campionato che dovevano disputarsi domenica sono state rinviate</strong>: quella della lega maschile tra Querétaro e Juárez, e quella della lega femminile tra Chivas Guadalajara e América. La Federcalcio messicana e il governo, però, <a href="https://us.marca.com/soccer/seleccion-mexicana/2026/02/23/699be6aaca47414b408b45b3.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno confermato l&#8217;amichevole</a> maschile tra la Nazionale locale e quella dell&#8217;Islanda, prevista per mercoledì proprio allo stadio Corregidora di Querétaro. <strong>Attraverso il calcio, il Messico vuole dimostrare che la situazione nel Paese è sotto controllo</strong>, nonostante la violenza dei narcos.</p>



<p>In queste ore, infatti, molti si stanno domandando, soprattutto all&#8217;estero, se <strong>il Messico sarà in grado di ospitare il Mondiale di calcio</strong> della prossima estate. Il torneo vedrà il via l&#8217;11 giugno a Città del Messico e prevede in tutto<strong> tredici partite nel Paese centrocamericano</strong>, mentre le restanti saranno in Stati Uniti e Canada. Il problema riguarda in particolare i quattro match della fase a gironi previsti allo stadio Akron di Zapopan, vicino a Guadalajara e, dunque, proprio nello Stato di Jalisco, l&#8217;epicentro degli scontri.</p>



<p>Le autorità messicane contano di ristabilire l&#8217;ordine rapidamente, anche perché <strong>Guadalajara ospiterà due partite delle qualificazioni tra un mese</strong>. Il 26 marzo, allo stadio Akron si affronteranno Nuova Caledonia e Giamaica, e la vincente sfiderà la Repubblica Democratica del Congo cinque giorni dopo, per assicurarsi un altro posto al prossimo Mondiale. Altri due gare degli spareggi (Bolivia-Suriname, la vincente poi contro l&#8217;Iraq) si svolgeranno nelle stesse date a <strong>Monterrey</strong>, che però si trova quasi 800 km più a nord e, al momento, sembra abbastanza tranquilla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mondiali e sicurezza: le fosse comuni a Guadalajara</h2>



<p>Lo stadio Akron di Guadalajara era già stato al centro di un caso molto preoccupante nei mesi scorsi. A fine novembre del 2025, le autorità messicane <a href="https://elpais.com/mexico/2025-12-15/la-crisis-de-los-desaparecidos-de-mexico-rodea-una-de-las-sedes-del-mundial.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rivelavano di aver trovato</a> almeno otto siti di fosse comuni proprio attorno all&#8217;impianto, in un raggio compreso tra i 15 e i 30 km: in tutto, erano stati contati <strong>500 sacchi contenenti resti umani</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">No sé como nadie está hablando de esto.<br><br>Encontraron en México MÁS DE 400 BOLSAS CON RESTOS HUMANOS en las cercanías del Estadio Akron, una de las sedes del Mundial 2026.<br><br>Sí, los estadios que serán sedes del mundial están rodeados de fosas clandestinas con restos humanos. Dios. <a href="https://t.co/7zXdqmXLqS">pic.twitter.com/7zXdqmXLqS</a></p>&mdash; Agustín Antonetti (@agusantonetti) <a href="https://twitter.com/agusantonetti/status/1992010404512620941?ref_src=twsrc%5Etfw">November 21, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La questione dei <em>desaparecidos</em> in Messico, principalmente vittime dei cartelli, è nota e piuttosto sconvolgente. I numeri ufficiali <a href="https://version-publica-repd.jalisco.gob.mx/estadisticas" target="_blank" rel="noreferrer noopener">parlano</a> di <strong>oltre 16.000 persone scomparse negli ultimi cinque anni</strong>, nel solo Stato di Jalisco. Il ruolo del Cártel de Jalisco Nueva Generación (CJNG), guidato fino a ieri da &#8220;El Mencho&#8221;, è determinante in questo fenomeno, a causa del suo elevato livello di violenza. Si tratta di un&#8217;organizzazione criminale che conterebbe, secondo il governo messicano, almeno 19.000 membri, con ramificazioni internazionali e una struttura tale che il governo degli Stati Uniti la equipara a un gruppo terroristico.</p>



<p>La scoperta delle fosse comuni tre mesi fa ha sollevato molti <strong>dubbi e preoccupazioni anche tra i dirigenti della FIFA</strong>, riguardo alla sicurezza di Guadalajara come sede del Mondiale. La testata messicana <em>Claro Sports</em> <a href="https://www.clarosports.com/futbol/mundial-2026/peligra-guadalajara-como-sede-para-el-mundial-2026-tras-hechos-violentos-en-jalisco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha scritto</a> quest&#8217;oggi che fonti interne alla FIFA hanno confermato le preoccupazioni in vista delle gare degli spareggi di fine marzo.</p>



<p>Per il momento non sono previsti interventi di alcun tipo da parte dell&#8217;associazione internazionale del calcio, ma nei prossimi giorni si valuterà se sia il caso di trasferire le due partite di Guadalajara in una sede più sicura. Poi, ci sarà da capire se la città potrà essere confermata come sede del Mondiale estivo e, soprattutto, se potrà <strong>ospitare le selezioni della Corea del Sud e della Colombia</strong>, che hanno scelto la terza città più grande del Messico come propria base durante il torneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/messico-nel-caos-la-guerra-dei-cartelli-a-pochi-mesi-dal-mondiale.html">Messico nel caos: la guerra dei cartelli a pochi mesi dal Mondiale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucciso El Mencho, il capo che fece del crimine una macchina da guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/ucciso-el-mencho-il-capo-che-fece-del-crimine-una-macchina-da-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 20:16:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Jalisco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="563" height="381" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Mencho_-_2018_Wanted_Poster_cropped.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Mencho_-_2018_Wanted_Poster_cropped.png 563w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Mencho_-_2018_Wanted_Poster_cropped-300x203.png 300w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></p>
<p>Le forze di sicurezze messicane hanno comunicato l&#8217;uccisione di un capo narcos tra i più temuti al mondo, un &#8220;principe delle tenebre&#8221; del narcotraffico a lungo sfuggente: Nemesio Oseguera Cervantes, per tutti El Mencho, non è mai stato un capo da fotografia. Niente culto della personalità, niente esibizioni inutili. La sua cifra è stata la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/criminalita/ucciso-el-mencho-il-capo-che-fece-del-crimine-una-macchina-da-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/ucciso-el-mencho-il-capo-che-fece-del-crimine-una-macchina-da-guerra.html">Ucciso El Mencho, il capo che fece del crimine una macchina da guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="563" height="381" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Mencho_-_2018_Wanted_Poster_cropped.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Mencho_-_2018_Wanted_Poster_cropped.png 563w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Mencho_-_2018_Wanted_Poster_cropped-300x203.png 300w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /></p>
<p>Le forze di sicurezze messicane hanno comunicato l&#8217;uccisione di un capo narcos tra i più temuti al mondo, un &#8220;principe delle tenebre&#8221; del narcotraffico a lungo sfuggente: <strong><a href="https://it.insideover.com/criminalita/jalisco-e-sinaloa-cosi-i-narcos-hanno-costruito-le-loro-multinazionali.html">Nemesio Oseguera Cervantes, per tutti El Mencho,</a></strong> non è mai stato un capo da fotografia. Niente culto della personalità, niente esibizioni inutili. La sua cifra è stata la discrezione, che nel narcotraffico vale quanto un arsenale: chi si fa vedere troppo presto finisce troppo presto. Viene dal Messico rurale, quello in cui la distanza tra Stato e territorio non si misura in chilometri ma in assenze. Un passaggio negli Stati Uniti, guai con la giustizia, il ritorno. E poi la scelta decisiva: trasformare la criminalità da somma di bande in organizzazione, da traffico in controllo, da violenza episodica in disciplina permanente.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🇲🇽AHORA| México confirmó la muerte del narco más buscado. Nemesio Oseguera Cervantes, el Señor Mencho.<br><br>Este vídeo no es del ejército mexicano, son los sicarios del Mencho, las Fuerzas Especiales Grupo de Élite; del Cártel Jalisco Nueva Generación (CJNG)<a href="https://t.co/g8E5wG6Jch">pic.twitter.com/g8E5wG6Jch</a></p>&mdash; Traductor 🥹💕💐 (@TraductorTeAma) <a href="https://twitter.com/TraductorTeAma/status/2025635361439805459?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Quando alcune strutture precedenti si indeboliscono, lui non si limita a occupare lo spazio vuoto. Cambia proprio il modo di stare sul terreno. Il Cartello Jalisco Nuova Generazione nasce così: non come semplice erede di un gruppo, ma come modello nuovo. Nel giro di pochi anni diventa una potenza criminale che non vive solo di droga, ma di territorio, finanza e paura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cartello come impresa: denaro che diventa potere</h2>



<p>Il CJNG non funziona come una banda che vende merce e scappa. Funziona come un’impresa clandestina che investe, si protegge, si espande. La droga resta il prodotto principale, ma intorno cresce un’economia parallela fatta di estorsioni, “tasse” imposte a chi lavora, controllo dei passaggi, contrabbando, riciclaggio. Il punto non è soltanto quanto entra, ma come quel denaro viene trasformato in potere stabile: attività di facciata, immobili, logistica, protezioni, reti di complicità.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Chaos erupts at Guadalajara International Airport in Jalisco, Mexico, as the CJNG Cartel launches attacks outside and potentially inside the airport, as retaliation for today’s successful elimination of CJNG leader El Mencho. <a href="https://t.co/fspjMASWV1">pic.twitter.com/fspjMASWV1</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2025630622555774993?ref_src=twsrc%5Etfw">February 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Qui la criminalità smette di essere cronaca nera e diventa economia politica. Perché quando un’organizzazione riesce a dare lavoro, imporre regole e distribuire punizioni, sta facendo ciò che lo Stato non fa. E in certe aree del Messico la concorrenza non è tra imprese: è tra sovranità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari economici</h2>



<p>Primo scenario: continuità. Se la catena di comando regge, produzione e rotte restano operative e l’economia criminale continua a funzionare con la sua efficienza brutale.<br>Secondo scenario: frammentazione. Se il vertice si spacca, le fazioni cercano liquidità rapida: più estorsioni, più sequestri, più predazione sul territorio. È lo scenario che colpisce di più la vita quotidiana.<br>Terzo scenario: guerra di conquista. I rivali tentano di prendersi corridoi e piazze. E quando si combatte per i corridoi, si combatte per il denaro: blocchi, incendi, intimidazioni di massa, paralisi economica come messaggio politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta paramilitare: quando il cartello non teme lo scontro</h2>



<p>Il tratto che distingue il CJNG è la militarizzazione. Non solo uomini armati: struttura. Comando territoriale, reparti operativi, capacità di spostarsi e colpire con logiche da campagna militare. La violenza non è soltanto un linguaggio: è una strategia. Serve a intimidire i rivali, ma soprattutto a educare le istituzioni: fargli capire che ogni intervento avrà un prezzo.</p>



<p>Quando un cartello raggiunge questo livello, la partita cambia. Non è più polizia contro criminali. È un conflitto a bassa intensità in cui lo Stato rischia di apparire un attore fra altri, non l’unico legittimato a imporre la legge.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valutazione strategica militare</h2>



<p>Il cartello, in termini operativi, mira a tre obiettivi: proteggere la leadership, difendere i corridoi logistici, terrorizzare selettivamente per ottenere obbedienza. Se cade il primo, gli altri due diventano più fragili. Per questo la rimozione di un capo non produce automaticamente stabilità: spesso apre la fase più pericolosa, quella in cui tutti vogliono dimostrare di essere il nuovo centro del potere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fentanyl: la droga che sposta la politica</h2>



<p>C’è poi il fattore che ha moltiplicato la potenza dei cartelli moderni: gli oppioidi sintetici, soprattutto il fentanyl. Qui cambia l’economia del traffico: meno volume, più profitto, trasporto più semplice, distribuzione più rapida. È un moltiplicatore di potere e di crisi. Perché negli Stati Uniti la questione non è soltanto criminale o sanitaria: è politica, elettorale, di sicurezza interna.</p>



<p>Questo aumenta la pressione su Città del Messico. E crea un paradosso: più Washington pretende risultati rapidi, più rischia di spingere verso soluzioni spettacolari e meno strutturali; più il Messico mostra forza, più i cartelli rispondono con dimostrazioni di forza. È una spirale in cui la stabilità è la prima vittima.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sovranità contesa: il cartello come potere parallelo</h2>



<p>Il cuore del problema, alla fine, non è il nome del capo. È la capacità del cartello di esercitare sovranità di fatto. In diverse aree il CJNG ha imposto regole, arbitrato conflitti, controllato economie locali. È un potere parallelo che prospera dove lo Stato è debole o corrotto o semplicemente lontano. E quando ciò accade, il cartello diventa un attore geopolitico interno: influenza migrazioni, investimenti, sicurezza delle infrastrutture, funzionamento dei mercati locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valutazione geopolitica e geoeconomica</h2>



<p>La partita si gioca su tre livelli. Interno: lo Stato deve dimostrare che esiste anche fuori dalle capitali e dai comunicati. Bilaterale: gli Stati Uniti intensificano pressioni e cooperazione, ma anche sospetti e pretese, perché la frontiera è un nervo scoperto. Globale: il denaro del narcotraffico entra in circuiti finanziari e attività lecite, rendendo sempre più difficile separare economia reale ed economia criminale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo El Mencho: non la fine, ma il momento più instabile</h2>



<p>Se davvero viene meno un capo come El Mencho, la domanda non è “finisce il cartello?”. La domanda è “che forma prende il cartello adesso?”. Se la successione è rapida e riconosciuta, l’organizzazione continua, magari cambiando stile, magari irrigidendo i metodi. Se invece il vertice si divide, la violenza aumenta e il territorio paga. È la regola di questi conflitti: quando cade un comandante, la battaglia raramente si chiude. Cambia fase. E spesso quella fase è la più sanguinosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La successione: nomi, equilibri e la finestra strategica dei rivali</h2>



<p>La successione a El Mencho non è una questione simbolica, ma operativa. Il Cartello Jalisco Nuova Generazione ha sempre funzionato come una struttura gerarchica, e questo significa che esistono figure già posizionate per assumere il comando, anche senza proclamazioni ufficiali. Il primo nome che emerge è quello di Rubén Oseguera González, detto El Menchito, figlio del fondatore. La sua autorità deriva dalla continuità familiare, un elemento che nei cartelli messicani conserva un forte valore di legittimazione. Tuttavia, la sua detenzione negli Stati Uniti rappresenta un limite concreto: può fungere da riferimento simbolico e da elemento di coesione per le fazioni fedeli alla famiglia, ma difficilmente può esercitare un comando diretto sul terreno.</p>



<p>Per questo motivo, l’attenzione si sposta su figure operative già radicate nella macchina militare e finanziaria del cartello. Tra queste, una delle più plausibili è Audias Flores Silva, noto come El Jardinero, responsabile della sicurezza personale di El Mencho e figura chiave nella protezione della leadership. Il suo ruolo lo colloca al centro del sistema di fiducia interna, un elemento decisivo in una fase in cui il primo obiettivo è evitare defezioni e tradimenti.</p>



<p>Un altro nome rilevante è Erick Valencia Salazar, detto El 85, uno dei fondatori storici del CJNG e figura con esperienza e legittimità. La sua eventuale ascesa rappresenterebbe una soluzione di continuità, basata non sulla discendenza ma sulla memoria organizzativa e sulla conoscenza delle reti logistiche e finanziarie.</p>



<p>Accanto a queste figure, esistono comandanti regionali meno visibili ma strategicamente decisivi, responsabili di territori chiave come Jalisco, Colima e Guanajuato. In un cartello strutturato come il CJNG, il potere reale dipende dalla capacità di controllare queste aree, che rappresentano nodi logistici fondamentali per il traffico verso il Pacifico e la frontiera nord.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vantaggio dei rivali: Sinaloa in prima linea</h2>



<p>Il principale beneficiario potenziale di una successione instabile è il cartello di Sinaloa, storicamente il rivale più potente del CJNG. Sotto la guida di figure come Ismael Zambada García, detto El Mayo, e dei figli di Joaquín Guzmán, i cosiddetti Chapitos, Sinaloa conserva una struttura resiliente e una rete internazionale consolidata. Per Sinaloa, la morte di El Mencho rappresenta un’opportunità per riconquistare territori perduti negli ultimi anni, in particolare negli stati occidentali e lungo le rotte del Pacifico.</p>



<p>Il vantaggio è duplice. Da un lato territoriale: infiltrarsi nelle aree dove la catena di comando del CJNG si indebolisce. Dall’altro economico: sottrarre corridoi logistici significa sottrarre flussi di denaro, riducendo la capacità del rivale di finanziare operazioni e mantenere la propria rete.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I cartelli emergenti: la strategia dell’attesa</h2>



<p>Oltre a Sinaloa, anche organizzazioni più piccole ma aggressive, come il Cartello Santa Rosa de Lima, potrebbero sfruttare la fase di transizione per espandere la propria influenza a livello regionale. Questi gruppi non hanno la capacità di sostituire il CJNG su scala nazionale, ma possono consolidare il controllo su territori locali, approfittando della temporanea distrazione del cartello dominante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio reale: non il crollo, ma la redistribuzione del potere</h2>



<p>Il CJNG non è una struttura fragile. È una rete con capacità autonome di comando e finanziamento. Per questo, il rischio più realistico non è il collasso, ma la redistribuzione del potere interno e l’apertura di una fase di competizione, sia interna sia esterna. In questa fase, ogni attore cerca di trasformare l’incertezza in vantaggio: i comandanti interni per consolidare la propria posizione, i cartelli rivali per espandere il proprio raggio d’azione.</p>



<p>È in questo spazio di transizione che si decide il futuro equilibrio del narcotraffico messicano. Non attraverso proclami, ma attraverso il controllo concreto delle rotte, degli uomini e del denaro.<br>Complicità, infiltrazioni e convivenze: la penetrazione del CJNG nelle istituzioni messicane</p>



<p>Il Cartello Jalisco Nuova Generazione ha costruito la propria espansione non soltanto con la forza militare, ma attraverso un lavoro sistematico di infiltrazione nelle istituzioni locali e regionali. Il caso più emblematico risale al 2015, quando l’ex governatore dello stato di Jalisco, Aristóteles Sandoval Díaz, avviò una riorganizzazione delle polizie municipali dopo che diverse indagini federali avevano rivelato infiltrazioni dirette del CJNG nei corpi di sicurezza locali. Sandoval stesso venne assassinato il 18 dicembre 2020 a Puerto Vallarta, in un’operazione che le autorità messicane collegarono immediatamente a reti criminali riconducibili al cartello. L’omicidio di un ex governatore rappresentò un segnale preciso: il cartello non si limitava a corrompere, ma era disposto a eliminare figure istituzionali percepite come ostacolo.</p>



<p>Già nel 2012, le autorità federali avevano arrestato numerosi agenti di polizia municipale a Veracruz, accusati di collaborare con cellule del CJNG fornendo informazioni sui movimenti delle forze federali. La logica era chiara: anticipare le operazioni militari per consentire ai comandanti del cartello di spostarsi o nascondere laboratori e depositi.</p>



<p>Un caso ancora più significativo emerse nel 2017, quando il sindaco del comune di Yahualica, Jalisco, e diversi funzionari locali furono indagati per aver favorito indirettamente l’espansione del cartello attraverso appalti, concessioni e tolleranza operativa. Non si trattava sempre di corruzione diretta, ma di una convivenza strutturale: il cartello garantiva una forma di ordine e, in cambio, otteneva libertà di movimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le forze di sicurezza: infiltrazione documentata e operazioni compromesse</h2>



<p>Il CJNG ha dimostrato una capacità sistematica di infiltrare e neutralizzare i livelli più vulnerabili dell’apparato di sicurezza. Il 1° maggio 2015, durante un’operazione militare federale per catturare El Mencho, il cartello abbatté un elicottero militare Cougar EC725 dell’aeronautica messicana nei pressi di Villa Purificación, uccidendo otto militari e un agente federale. L’operazione fallì anche perché il cartello era stato informato in anticipo dei movimenti delle forze governative, suggerendo la presenza di informatori interni.</p>



<p>Nel 2019, il Segretariato della Difesa Nazionale avviò indagini interne dopo aver scoperto che alcuni membri delle forze di sicurezza avevano fornito informazioni operative a organizzazioni criminali, inclusi gruppi collegati al CJNG. Questi episodi non indicano una complicità istituzionale centralizzata, ma dimostrano una vulnerabilità strutturale: la possibilità per il cartello di ottenere informazioni critiche attraverso individui inseriti nei ranghi dello Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sistema finanziario: riciclaggio e connessioni internazionali</h2>



<p>Il 15 agosto 2017, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, attraverso l’Office of Foreign Assets Control (OFAC), identificò una rete di società utilizzate dal CJNG per riciclare denaro. Tra queste figuravano imprese con sede a Guadalajara e Puerto Vallarta, formalmente impegnate in attività commerciali legittime ma in realtà utilizzate per assorbire e reinvestire proventi del narcotraffico.</p>



<p>Un nome centrale in questo sistema è quello di Abigael González Valencia, cognato di El Mencho e leader della rete finanziaria conosciuta come Los Cuinis, arrestato il 28 febbraio 2015 a Puerto Vallarta. González Valencia gestiva un complesso sistema di riciclaggio attraverso società di copertura, immobili e attività commerciali, facilitando l’integrazione dei profitti criminali nel sistema economico legale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I legami internazionali: Europa e Italia come nodi logistici e finanziari</h2>



<p>Le indagini europee hanno confermato la presenza indiretta del CJNG nei circuiti criminali del continente. Nel 2018, Europol segnalò la crescente cooperazione tra cartelli messicani e organizzazioni criminali europee, in particolare per la distribuzione di cocaina e metanfetamina.</p>



<p>In Italia, la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e la Direzione Nazionale Antimafia (DNA) hanno documentato la cooperazione tra cartelli latinoamericani e la ’ndrangheta, che controlla una parte significativa del traffico di droga verso l’Europa attraverso il porto di Gioia Tauro. Le organizzazioni messicane, incluso il CJNG, utilizzano intermediari per trasferire carichi verso l’Europa, dove le reti italiane garantiscono distribuzione e riciclaggio.</p>



<p>Un caso emblematico risale al 2020, quando l’operazione europea Pollino, coordinata da Europol, evidenziò le connessioni tra organizzazioni criminali sudamericane e reti europee, confermando il ruolo centrale della ’ndrangheta nella distribuzione continentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un potere che vive nella fragilità dello Stato</h2>



<p>Il CJNG ha dimostrato che la vera forza di un cartello non risiede solo nelle armi, ma nella capacità di inserirsi nelle debolezze istituzionali. Attraverso infiltrazioni, intimidazioni e una sofisticata rete finanziaria, l’organizzazione ha costruito un sistema resiliente, capace di sopravvivere anche sotto pressione militare.</p>



<p>Il risultato è una forma di potere che non sostituisce lo Stato, ma convive con esso, sfruttandone le fragilità. È in questa convivenza, fatta di paura, denaro e opportunità, che si comprende la vera natura del Cartello Jalisco Nuova Generazione: non semplicemente un’organizzazione criminale, ma una struttura capace di operare su scala globale, influenzando economia, sicurezza e stabilità ben oltre i confini del Messico.</p>
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		<title>Il fiume di armi che dagli Stati Uniti scorre verso i cartelli messicani</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/il-fiume-di-armi-che-dagli-stati-uniti-scorre-verso-i-cartelli-messicani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 06:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=505498</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Gran parte delle armi usate dai narcosi arrivano dagli Stati Uniti. Il Messico proteste e propone accordi ma gli Usa non rispondono.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Quando si parla dei cartelli messicani legati al narcotraffico, si conosce ampiamente quanto essi siano pesantemente equipaggiati ed armati. Tuttavia spesso non ci si pone la domanda da dove provengano queste armi. Le recenti dichiarazioni del Segretario della Difesa del Messico, il <strong>Generale Ricardo Trevilla Trejo</strong>, hanno in parte fugato questi dubbi, specie per quanto riguarda le munizioni calibro 50. Queste sono munizioni di medie dimensioni, lunghe all’incirca quanto un sigaro, e progettate per essere usate su armi dalla potenza di fuoco tale da poter penetrare corazze di veicoli leggeri o piccoli aeroplani.</p>



<p>Secondo le <a href="https://www.nytimes.com/2026/02/10/world/americas/mexico-cartel-ammunition-us-army.html">recenti dichiarazioni del Generale</a>, dal 2012 ad oggi sono stati sequestrati 137.000 proiettili calibro 50, di cui <strong>il 47% proveniente dagli Stati Uniti.</strong> In particolare le munizioni sarebbero per la maggior parte riconducibili alla <em>Lake City Army Ammunition Plant</em>, fabbrica di munizioni a Kansas City, Missouri, di proprietà del governo degli Stati Uniti, la quale costituisce <a href="https://winchester.com/Support/Media/In-The-News/2023/02/01/Winchester-Awarded-NGSW-Ammunition-Production-Contract-From-The-US-Army">il più importante produttore di munizioni per fucili per l’esercito americano</a>. I proiettili calibro 50 proverrebbero anche da altre aziende, con sede in Brasile ed in Corea, tuttavia i dati di origine mostrano come la Lake City sia diventata un vero e proprio punto di riferimento per i cartelli messicani.</p>



<p>Il Generale Trejo ha anche aggiunto che da ottobre 2024, ovvero da quando Claudia Sheinbaum si è insediata come presidente, il governo messicano ha sequestrato circa 18.000 armi da fuoco, di cui <strong>l’80% proveniente dagli Stati Uniti</strong>. Tra queste, 215 fucili Barret calibro 50 (armi lunghe quasi un metro e pesanti sui 14 chili), mitragliatrici di vario calibro, lanciarazzi e lanciagranate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il governo Usa non risponde</h2>



<p>Le dichiarazioni del Generale hanno ripreso <a href="https://www.icij.org/news/2026/02/nearly-half-of-powerful-50-caliber-ammo-seized-by-mexican-government-came-from-us-army-plant-defense-minister-says/">un’indagine fatta dal New York Times e dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ)</a>, la quale ha mostrato come le munizioni calibro 50  fossero riservate all’esercito americano. Quest’ultimo ha più volte sollecitato la <em>Lake City</em> ad arrivare ad un rate di produzione di 1,6 miliardi di proiettili l’anno. In cambio, gli appaltatori che operano sugli impianti hanno potuto usare <strong>le eccedenze produttive per venderle a forze dell’ordine, governi stranieri ed anche a distributori e negozi al dettaglio. </strong>È bene sottolineare, infatti, che negli Stati Uniti de facto non esistono limitazioni federali all’acquisto di munizioni da parte di cittadini americani o residenti legalmente su territorio americano. A detta delle autorità statunitensi, questo accordo ha permesso di far risparmiare 50 milioni di dollari l’anno ai contribuenti americani.</p>



<p>Da parte del governo americano non vi sono state risposte precise sull’uso delle munizioni della <em>Lake City </em>da parte dei cartelli messicani, sottolineando solamente quanto la condotta attuale dell’azienda faccia risparmiare diversi milioni ai <em>taxpayers </em>statunitensi. In questo contesto, <strong>lo scorso giugno la Corte Suprema statunitense ha bloccato una causa intentata dal governo messicano</strong> contro alcuni produttori di armi americani, i quali non avrebbero agito abbastanza proattivamente per evitare che i loro prodotti finissero in mano ai narcotrafficanti. Una seconda causa similare ad oggi è ancora in corso.</p>



<p>D’altro canto, grazie alla potenza di fuoco delle armi made in U.S.A. e specie delle calibro 50, la violenza della guerra alla droga e per la droga non sembra avere mai fine. <strong>Gli esponenti dei cartelli hanno abbattuto elicotteri, assaltato convogli governativi, massacrato impunemente civili e assassinato deliberatamente diversi funzionari statali. </strong>Per quanto si cerchi di interrompere il flusso di armamenti, le stime del governo messicano ritengono che ogni anno tra le 200.000 e le 500.000 armi da fuoco vengano introdotte illegalmente dagli Stati Uniti in Messico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le vane proteste del Messico</h2>



<p>La presidente <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/narcos-il-messico-respinge-la-proposta-di-trump-no-allimpiego-dellesercito-usa-e-la-tensione-sale.html">Sheinbaum </a>ha esortato diverse volte ad un maggior coordinamento tra autorità statunitensi e messicane per interrompere questo flusso di morte, <strong>paragonando il flusso di armi dagli Stati Uniti al Messico con l’altrettanto letale flusso di droghe di sintetiche e fentanyl che dal Messico inonda le strade americane.</strong> Nonostante ciò, la controparte statunitense non si è mostrata parimenti proattiva nel contribuire alla limitazione del fenomeno. Infatti il grande paradosso è che, nonostante lo scorso anno l’amministrazione Trump abbia designato sei cartelli messicani come organizzazioni terroristiche straniere, le stesse organizzazioni terroristiche <strong>acquistano ed usano attivamente armamenti e munizioni prodotti in stabilimenti di proprietà dell’esercito degli Stati Uniti.</strong></p>



<p>Il fenomeno del flusso di armamenti, se non gestito prontamente, potrebbe costituire un grande ritorno di fiamma per Washington. Infatti sono sempre più frequenti notizie di come il confine tra Stati Uniti e Messico stia diventando sempre più pericoloso e militarizzato. Prova ne sia, <a href="https://nypost.com/2025/01/09/us-news/rocket-launcher-rpgs-likely-bound-for-mexican-cartels-seized-at-arizona-border/">diversi lanciarazzi rpg sono stati sequestrati al confine tra Messico ed Arizona</a>, i quali secondo le autorità di confine sarebbero stati diretti ad alcuni membri di un cartello locale.</p>



<p>Fintanto che i <em>sicarios</em> dei cartelli messicani avranno accesso ad un flusso di armi così ingente e ben strutturato, qualsiasi altra politica governativa, statunitense o messicana che sia, non potrà mai avere alcuna efficacia e soprattutto non porterà mai fine alla sempiterna violenza generata dal narcotraffico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/il-fiume-di-armi-che-dagli-stati-uniti-scorre-verso-i-cartelli-messicani.html">Il fiume di armi che dagli Stati Uniti scorre verso i cartelli messicani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>InsideUsa &#8211; Il Messico respinge la richiesta di Trump: tensione sui narcos</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-il-messico-respinge-la-richiesta-di-trump-tensione-sui-narcos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 13:11:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="954" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115094112531_5320a0531fec8c06469a8f99cbec35e8-e1768466711613.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115094112531_5320a0531fec8c06469a8f99cbec35e8-e1768466711613.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115094112531_5320a0531fec8c06469a8f99cbec35e8-e1768466711613.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115094112531_5320a0531fec8c06469a8f99cbec35e8-e1768466711613.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115094112531_5320a0531fec8c06469a8f99cbec35e8-e1768466711613.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115094112531_5320a0531fec8c06469a8f99cbec35e8-e1768466711613.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260115094112531_5320a0531fec8c06469a8f99cbec35e8-e1768466711613.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Carissime lettrici, cari lettori, benvenuti a una nuova edizione di #InsideUsa, la vostra guida settimanale per esplorare i retroscena politici e culturali che stanno plasmando il presente e il futuro degli Stati Uniti. Io sono Roberto Vivaldelli e, come ogni giovedì, vi porto direttamente nel cuore delle dinamiche della superpotenza americana. Pronti? Partiamo! Nella nostra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insideusa-il-messico-respinge-la-richiesta-di-trump-tensione-sui-narcos.html">[...]</a></p>
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<p><strong><em>Carissime lettrici, cari lettori,</em></strong></p>



<p>benvenuti a una nuova edizione di <strong><em>#InsideUsa</em></strong>, la vostra guida settimanale per esplorare i retroscena politici e culturali che stanno plasmando il presente e il futuro degli Stati Uniti. Io sono Roberto Vivaldelli e, come ogni giovedì, vi porto direttamente nel cuore delle dinamiche della superpotenza americana. Pronti? Partiamo!</p>



<p>Nella nostra esclusiva per gli abbonati, vi raccontiamo della tensione tra Stati Uniti e Messico sui cartelli della droga. La presidente messicana <strong>Claudia Sheinbaum</strong> ha respinto fermamente, durante una recente telefonata e in conferenza stampa, l&#8217;offerta del presidente <strong>Donald Trump</strong> di impiegare forze militari statunitensi contro i cartelli, ribadendo che il Messico difende con determinazione la propria sovranità e che un intervento estero non è necessario né accettabile. </p>



<p>Trump, che ha accusato i cartelli di &#8220;gestire il Messico&#8221; e minacciato azioni dirette su terra dopo successi navali contro il narcotraffico, ha designato già nel 2025 sei principali cartelli messicani (tra cui Sinaloa e CJNG) come Foreign Terrorist Organizations, aprendo la porta a strumenti più aggressivi. </p>



<p>La Casa Bianca insiste sull&#8217;obiettivo di fermare il &#8220;narcoterrorismo&#8221; che devasta le comunità americane ma Città del Messico teme che Washington possa arrestare politici vicini all&#8217;attuale amministrazione. Trump aprirà un nuovo fronte nel &#8220;cortile di casa&#8221; degli Stati Uniti nel nome della fantomatica &#8220;Dottrina Donroe&#8221;? Lo vedremo presto. </p>



<p><strong><em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Abbonatevi a #InsideUsa e continuate a sostenere InsideOver.</a> Ci vediamo tra sette giorni, sempre qui, per un nuovo viaggio negli Stati Uniti. Per suggerimenti, domande o curiosità, scrivetemi sul mio profilo X:<a href="https://x.com/rvivaldelli">@rvivaldelli.</a></em></strong></p>



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		<title>Dalle Olimpiadi al cartello della cocaina: la doppia vita di Ryan James Wedding</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/dalle-olimpiadi-al-cartello-della-cocaina-la-doppia-vita-di-ryan-james-wedding.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 05:47:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1035" height="598" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding.jpg 1035w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-1024x592.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1035px) 100vw, 1035px" /></p>
<p>Wedding, ex snowboarder canadese oggi è indicato dalle autorità statunitensi come uno dei principali vertici del narcotraffico nordamericano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1035" height="598" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding.jpg 1035w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-300x173.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-1024x592.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-768x444.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ryan-wedding-600x347.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1035px) 100vw, 1035px" /></p>
<p>La parabola di <strong>Ryan James Wedding</strong> è una delle più disturbanti e simboliche del nostro tempo. Un racconto che attraversa sport, denaro, potere e criminalità globale, mostrando come il confine tra celebrità e clandestinità possa dissolversi con inquietante rapidità. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://npr.brightspotcdn.com/dims3/default/strip/false/crop/1630x1082+0+0/resize/1100/quality/50/format/png/?url=http%3A%2F%2Fnpr-brightspot.s3.amazonaws.com%2Fe7%2Fd5%2F71c8f3374c038c933a2127ba90be%2Fscreenshot-2024-10-18-at-9-18-50-am.png" alt="" style="width:542px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Wedding, <strong>ex snowboarder canadese</strong> che nel 2002 ha gareggiato alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City, oggi è indicato dalle autorità statunitensi come uno dei principali vertici di una vasta organizzazione di <strong>narcotraffico</strong> nordamericano. È latitante. È armato e considerato estremamente pericoloso. È inserito nella lista dei dieci criminali più ricercati al mondo dall’<strong>Federal Bureau of Investigation</strong>, con una ricompensa che ha raggiunto i <strong>15 milioni di dollari</strong>.</p>



<p>Non c’è nulla di simbolico in questa cifra: è il segnale che lo Stato considera Wedding una priorità assoluta.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="FBI says former Olympian Ryan Wedding is wanted in connection with drug ring" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/mwribSifqF0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_mwribSifqF0");</script>
</div></figure>



<p>All’inizio degli anni Duemila è un atleta. Fa parte della nazionale canadese di <strong>snowboard</strong>, disciplina allora giovane ma già capace di attirare sponsor, pubblico e visibilità. A <strong>Salt Lake City</strong>, nel 2002, partecipa allo slalom gigante parallelo. Non vince, non sale sul podio, ma entra comunque in quella ristretta categoria di sportivi che possono definirsi “olimpici”. Dopo i Giochi, la sua carriera agonistica si spegne senza clamore. Non ci sono scandali pubblici, né grandi successi post-olimpici. <strong>Wedding scompare progressivamente dal radar mediatico.</strong> È un’uscita silenziosa, come quella di molti atleti che, terminata la parentesi sportiva, devono reinventarsi una vita.</p>



<p>È qui che, secondo le ricostruzioni delle autorità, comincia un’altra storia, quella de &#8220;El Jefe&#8221;, &#8220;Giant&#8221;, &#8220;Public Enemy&#8221;, &#8220;James Conrad King&#8221; e &#8220;Jesse King&#8221;, tutti i suoi alias.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.fbi.gov/wanted/topten/ryan-james-wedding/weddingsummer2025.jpg/@@images/image/large" alt="" style="width:325px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Negli atti federali statunitensi, il nome di Wedding ricompare anni dopo, in un contesto radicalmente diverso. Non più piste innevate, ma rotte del narcotraffico. Secondo le accuse, Wedding avrebbe contribuito a costruire e poi guidato una <strong>organizzazione criminale transnazionale</strong> capace di <strong>importare cocaina</strong> dalla <strong>Colombia</strong>, farla transitare attraverso il<strong> Messico</strong>, stoccarla negli <strong>Stati Uniti </strong>– in particolare nell’area della <strong>California</strong> meridionale – e infine distribuirla in <strong>Canada</strong> e in altri mercati nordamericani.</p>



<p>Non si tratterebbe di traffico episodico. I documenti parlano di una struttura stabile, con <em>stash houses</em>, corrieri dedicati, camion a lungo raggio, intermediari fidati e un sistema finanziario pensato per ripulire i proventi. Un’operazione industriale, più che artigianale. <strong>Un cartello, nel senso moderno del termine</strong>.</p>



<p>Le imputazioni federali collegano l’organizzazione attribuita a Wedding a una serie di <strong>omicidi e tentati omicidi</strong> legati alla gestione dei carichi, ai debiti di droga e alla disciplina interna. In <strong>Ontario</strong>, tra il 2023 e il 2024, vengono documentati episodi sanguinosi: un attacco armato che provoca due morti come ritorsione per un carico rubato; un altro omicidio collegato a un debito non saldato; ulteriori episodi che rientrano nello stesso schema.</p>



<p>Nel 2024 arrivano le <strong>prime incriminazioni pubbliche</strong>. Wedding e il suo presunto luogotenente <strong>Andrew Clark</strong> vengono accusati formalmente negli Stati Uniti. Clark, arrestato lo scorso ottobre dalle autorità messicane, era tra i 29 fuggitivi che il Procuratore Generale <strong>Pam Bondi</strong> ha annunciato essere arrivati ​​negli Stati Uniti dal Messico la scorsa settimana. Poco dopo, un’ulteriore incriminazione estende il quadro a <strong>16 imputati</strong>, descrivendo una rete che avrebbe movimentato enormi quantità di cocaina e sarebbe responsabile di almeno quattro omicidi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://bloximages.chicago2.vip.townnews.com/thestar.com/content/tncms/assets/v3/editorial/a/ab/aab94768-356b-532a-a747-22a629f541b6/6893c5d89b315.image.jpg?resize=712%2C500" alt=""/></figure>



<p>Nel settembre 2024, un gran giurì federale di Los Angeles emette un <strong>atto di accusa sostitutivo</strong>, nominando altri 14 imputati e includendo, tra gli altri capi d&#8217;imputazione, un&#8217;accusa di tentato omicidio contro Wedding e Clark. L&#8217;atto di accusa sostitutivo sostiene che Wedding, Clark e altri abbiano cospirato per spedire grandi quantità di cocaina – del peso di centinaia di chilogrammi – dalla California meridionale al Canada attraverso una rete di trasporto di droga con sede in Canada gestita da Hardeep Ratte, 46 anni, dell&#8217;Ontario, Canada, e Gurpreet Singh, 31 anni, dell&#8217;Ontario, Canada, da circa gennaio 2024 ad agosto 2024. Le spedizioni di cocaina sono state trasportate dal Messico all&#8217;area di Los Angeles, dove i loro complici hanno immagazzinato la cocaina in depositi, prima di consegnarla ai corrieri della rete di trasporto per la consegna in Canada tramite autoarticolati a lungo raggio.</p>



<p>Ma il capitolo più inquietante arriva nel 2025.</p>



<p>A gennaio, a Medellín, in <strong>Colombia</strong>, <strong>viene ucciso un testimone federale</strong>. Le autorità statunitensi sostengono che l’omicidio sia stato ordinato per impedire la cooperazione giudiziaria. È a questo punto che l’indagine assume definitivamente una dimensione globale. Nel marzo 2025, Wedding viene inserito nella lista dei <strong><em>Ten Most Wanted</em></strong>. La caccia all’uomo diventa ufficialmente una priorità internazionale. Alla ricerca partecipano, oltre all’FBI, la Drug Enforcement Administration, la polizia federale canadese (RCMP) e altri partner internazionali.</p>



<p>A novembre 2025 arriva un nuovo snodo cruciale: dieci arresti collegati all’indagine, nuove imputazioni per omicidio e intimidazione dei testimoni, e un <strong>pacchetto di sanzioni economiche</strong> emesse dal Dipartimento del Tesoro statunitense. Le misure colpiscono Wedding e presunti facilitatori, descrivendo un sistema di protezione, riciclaggio e supporto logistico che includerebbe anche l’uso di <strong>criptovalute</strong>. La ricompensa sale a 15 milioni di dollari.</p>



<p>Dove sia oggi Ryan James Wedding, nessuno lo sa con certezza. Le autorità ritengono che si trovi in <strong>Messico</strong> protetto dal <strong>cartello dei Sinaloa</strong>, ma si tratta di valutazioni investigative. Il dato certo è un altro: è latitante da anni, e lo è abbastanza bene da aver evitato arresti, controlli di frontiera e tradimenti interni.</p>
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