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	<title>Silvio Laccetti Archives - InsideOver</title>
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	<title>Silvio Laccetti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Cancellare la storia per sottomettere un popolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/la-guerra-dellacqua-della-turchia/cancellare-la-storia-per-sottomettere-un-popolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2020 13:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Diga Ilisu]]></category>
		<category><![CDATA[Hasankeyf]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati turchi a Hasankeyf (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il sole del Kurdistan non tramonta mai. O almeno così ci è sembrato mentre percorrevamo i 30 chilometri che separano l&#8217;aeroporto di Batman da Hasankeyf, un villaggio di 12mila anni di storia che sorge lungo le sponde del Tigri. Ogni volta che il taxi terminava una delle innumerevoli curve che seguono il corso del fiume, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/la-guerra-dellacqua-della-turchia/cancellare-la-storia-per-sottomettere-un-popolo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati turchi a Hasankeyf (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il sole del <strong>Kurdistan</strong> non tramonta mai. O almeno così ci è sembrato mentre percorrevamo i 30 chilometri che separano l&#8217;aeroporto di Batman da Hasankeyf, un villaggio di 12mila anni di storia che sorge lungo le sponde del Tigri. Ogni volta che il taxi terminava una delle innumerevoli curve che seguono il corso del fiume, gli ultimi raggi di un sole a cui avevamo detto addio tornavano a illuminare la valle circostante e la lunga linea di asfalto che la attraversa. Unico segno, insieme ai pozzi di petrolio, della presenza dell&#8217;uomo in quella Mezzaluna fertile che ha visto l&#8217;umanità nascere, crescere e &#8211; nel caso di Hasankeyf &#8211; sparire per sempre.</p>
<div id="gallery_246378" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_246378 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/5.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/5.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/6.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/6.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/3.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/3.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/4.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/4.jpg","subHtml":""}];</script>
<p>Le luci colorate dei bar che si affacciano sul Tigri sono il primo segno di vita che incontriamo appena arrivati nella cittadina. La piazzetta su cui ci fermiamo, nonostante l&#8217;ora, è piena di turisti venuti lì ad ammirare per l&#8217;ultima volta Hasankeyf, circondati da guide locali e venditori ammiccanti alla ricerca degli ultimi guadagni. &#8220;In tanti vengono qui la mattina con i pullman per andare via la sera. Vogliono tutti un ricordo di Hasankeyf&#8221;. A parlare è Cetin, un ragazzo curdo che si guadagna da vivere come guida. &#8220;Sono gli ultimi giorni di lavoro. Tra poco il villaggio verrà chiuso e dovremo lasciarlo&#8221;. Hasankeyf infatti ha i giorni contati. In un tempo che varia da pochi mesi a più di un anno, il villaggio sarà sommerso dalle acque della diga Ilisu, finita di costruire nel 2019 e la cui messa in funzione ha segnato la condanna a morte di 199 cittadine che sorgono nella valle del Tigri. Tra ottobre e novembre gli abitanti di Hasankeyf sono stati evacuati per motivi di sicurezza, secondo quanto affermato dal governo.</p>
<p>&#8220;La mia famiglia vive qui da cinque generazioni. Non so cosa faremo una volta che il villaggio non ci sarà più. Ci è stata assegnata un&#8217;abitazione nella Nuova Hasankeyf, ma non ho ancora avuto il coraggio di andare a vederla. Casa mia è qui&#8221;. Firat, 50 anni, il viso incorniciato da una massa di ricci indisciplinati leggermente brizzolati, ci parla seduto al tavolo del suo giardino, sotto un albero di melograno a cui non è pronto a dire addio e che osserva con rammarico, quasi a chiedergli scusa per non essere riuscito a salvarlo. Ma le case degli abitanti con i loro terreni coltivati o adibiti al pascolo non sono le uniche costruzioni che verranno presto sommerse dalle acque. La diga Ilisu, parte del più grande <em>Southeastern Anatolia Project</em> (o Gap), cancellerà le tracce lasciate nei secoli dagli uomini del Neolitico, ma anche da assiri, romani, ummidi e abbasidi, così come dai segulcidi e dagli ottomani. Alcuni monumenti, come la tomba di Zeynel Bey, sono stati spostati in un museo a cielo aperto costruito nella nuova città che sorge a soli 3 chilometri dalla vecchia, ma il danno al patrimonio storico inflitto dalla diga è incalcolabile.</p>
<p>&#8220;Hasankeyf rispetta nove dei dieci criteri dell&#8217;Unesco, ma non è stata inserita nel Patrimonio dell&#8217;Umanità perché il ministro del Turismo non ha mai fatto richiesta. Dall&#8217;Unesco non hanno fatto niente per aiutarci, hanno solo rilasciato qualche dichiarazione&#8221;, ci spiega Ridvan Ayhan, attivista di <em>Keep Hasankeyf Alive</em>. Ridvan lotta da anni contro la costruzione della diga e non si rassegna all&#8217;idea di abbandonare la sua casa. Seduto su una sedia di plastica blu, lo sguardo fisso davanti a sé, ci racconta la sua storia. &#8220;Sono nato nel 1963 in una di queste grotte che vedete di fronte a voi. Anche la mia scuola elementare era in una grotta, vicino a quella in cui vivevo con la mia famiglia, e sempre qui venivo a giocare con i miei amici, tra una lezione e l&#8217;altra&#8221;. Gli abitanti di Hasankeyf hanno vissuto nelle grotte scavate nella roccia fino agli anni Settanta, quando il governo iniziò a costruire le prime case. &#8220;Quella fu la prima migrazione&#8221;, continua Ridvan. &#8220;Adesso stiamo assistendo alla seconda&#8221;. Questa volta però il cambiamento imposto alla popolazione locale è decisamente più drastico. &#8220;Il passato ci definisce, ma presto noi non ne avremo più uno. Stanno cancellando la nostra storia per farci dimenticare chi siamo&#8221;.</p>
<p>Per trovare conferma alle parole di Ridvan basta fare un giro nella Nuova Hasankeyf, un agglomerato di grigie villette a schiera, una uguale all&#8217;altra, costruite su una collina priva di vegetazione su cui il sole si abbatte impietoso. L&#8217;unica nota di colore sono gli scivoli in plastica di un piccolo parco giochi vuoto in cui il vento smuove leggermente un&#8217;altalena rossa. Il Governo ha costruito delle case solo per chi risulta residente ad Hasankeyf entro il 2016 e possiede dei certificati di proprietà. In tanti però, nonostante una vita passata nel villaggio, non hanno la documentazione necessaria e sono rimasti senza nulla, incapaci di reclamare ciò che era a tutti gli effetti loro. Ma anche chi è riuscito ad avere una nuova sistemazione vede davanti a sé un futuro incerto. Nella Nuova Hasankeyf è vietato avere animali e non ci sono terreni da coltivare: una tragedia per una popolazione che ha sempre basato la propria vita su agricoltura e allevamento. &#8220;Avere un lavoro qui è impossibile. Ci sono scuole, negozi e uffici ma il Governo ha già assunto persone da fuori. Per noi non c&#8217;è nulla, non ci resta che vivere con il<strong> sussidio statale</strong>&#8220;, ci spiega Ahmed, uno dei primi abitanti della nuova città, mentre tra le vie deserte e polverose risuona debolmente il canto del muezzin.</p>
<p>Hasankeyf non è l&#8217;unico villaggio che sparirà presto o tardi sotto le acque della diga Ilisu. Alcuni sono già stati sommersi per sempre, come nel caso di Cettape, che raggiungiamo dopo un&#8217;ora di viaggio per le strade sterrate che si snodano lungo la valle del Tigri. Ad attenderci troviamo un silenzio assordante e la luce abbagliante del primo pomeriggio che riflette i suoi raggi sulle acque del fiume ingrossate dalla diga e dalla cui superficie fanno capolino i tetti delle case e le punte dei pali della luce. &#8220;Anche i miei ricordi sono finiti sott&#8217;acqua e stanno svanendo lentamente, come un albero morente che perde le sue foglie&#8221;, ci dice Mohammed mentre con lo sguardo abbraccia quello che resta del suo villaggio. &#8220;Ci sentiamo come dei rifugiati&#8221;, aggiunge una donna arrivata fin lì con la sua famiglia per vedere la sua casa sprofondare ogni giorno di più, centimetro dopo centimetro. Dopo averci dato le spalle fa alcuni passi nel fiume, lasciando che i lembi del lungo vestito nero a fiori si bagnino in quelle acque dispensatrici di vita, ma anche di morte.</p>
<p><em>© Fotografie di <a href="https://it.insideover.com/autore/fabio-conti">Fabio Conti</a></em></p>
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		<title>REPORTAGE &#124; La Turchia e la guerra dell&#8217;acqua</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/la-turchia-e-la-guerra-dellacqua</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 13:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Diga Ilisu]]></category>
		<category><![CDATA[Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)]]></category>
		<category><![CDATA[Southeastern Anatolia Project (GAP)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="480" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/hqdefault.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/hqdefault.jpg 480w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/hqdefault-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>&#8220;Il Tigri attraversa la Siria e l&#8217;Iraq, per questo la turchia vuole controllarlo. Grazie al progetto GAP potrà fermare l&#8217;afflusso di acqua verso i Paesi limitrofi e usare il fiume come arma di ricatto&#8221;. Ma il controllo delle risorse idriche non è l&#8217;unico obiettivo del Governo. La costruzione della diga Ilisu lungo il confine con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/video/la-turchia-e-la-guerra-dellacqua">[...]</a></p>
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		<title>La Turchia si prepara alla guerra dell&#8217;acqua</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/la-guerra-dellacqua-della-turchia/la-turchia-si-prepara-alla-guerra-dellacqua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Dec 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Diga Ilisu]]></category>
		<category><![CDATA[Hasankeyf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Hasankeyf-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;La diga non serve per l&#8217;elettricità, come dice il governo. È stata costruita per cancellare la nostra memoria, la nostra identità&#8221;. Rojan (nome di fantasia) non è l&#8217;unico che a denti stretti e dietro richiesta di anonimato ci spiega qual è il vero obiettivo dello Stato turco. Nel Kurdistan turco quasi tutti hanno paura di dire quello che pensano delle autorità, abituati come sono agli arresti arbitrari e alle minacce delle forze dell&#8217;ordine. Finire in carcere in questa zona del mondo, se sei curdo, è questione di un attimo.</p>
<p>&#8220;Sono stato arrestato per un anno e mezzo nel 2012 perché stavo protestando contro la costruzione della diga&#8221;, ci racconta Ridvan. &#8220;Quando mi sono trovato davanti al giudice gli ho chiesto se secondo lui fosse giusto che venissi punito per aver difeso la terra e la storia di tutti. Mi ha detto che non lo era, ma sono stato comunque condannato&#8221;. Negli anni sono stati molti gli attivisti e i semplici cittadini arrestati dalle forze dell&#8217;ordine durante le manifestazioni, fino a quando il governo non ha deciso di proibire ogni forma di protesta nella zona di Hasankeyf. &#8220;Abbiamo fatto il possibile, ma adesso non possiamo più nemmeno esprimere apertamente il nostro dissenso. Non ci resta che far sentire la nostra voce tramite la stampa. È l&#8217;unico modo per essere ascoltati&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;alto di una piccola collina polverosa che sovrasta Hasankeyf, Ridavan pronuncia tre parole che evocano scenari di morte: guerra dell&#8217;acqua. &#8220;Il Tigri attraversa la Siria e l&#8217;Iraq, per questo lo Stato turco vuole controllarlo. Grazie alla diga e più in generale al progetto Gap potrà fermare l&#8217;afflusso di acqua verso i Paese limitrofi quando vorrà. Userà il fiume come arma di ricatto&#8221;. La costruzione della diga Ilisu non ha scatenato soltanto le reazioni degli abitanti della zona: anche in Iraq è nata una rete di associazioni contro la realizzazione del megaprogetto turco e in difesa di un&#8217;equa distribuzione delle acque. La loro voce, come quella di Hasankeyf, è rimasta inascoltata.</p>
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<p>Il controllo delle risorse idriche non è l&#8217;unico obiettivo del governo. La costruzione della diga Ilisu e di altre infrastrutture simili lungo il confine con Siria e Iraq funge da vera e propria barriera, limitando così i movimenti transfrontalieri del nemico storico dello Stato turco: il Pkk. Il <strong>Partito dei lavoratori</strong> ha una forte presenza nel Kurdistan turco e da decenni Ankara sta usando ogni mezzo a sua disposizione per reprimerlo e minarne il consenso tra la popolazione locale. &#8220;Terrorist, terrorist&#8221;: è l&#8217;unica parola che capiamo quando un signore ci racconta di alcuni amici arrestati da un giorno all&#8217;altro senza particolari motivi. La traduzione in inglese non rende il suo discorso meno surreale: se sei un&#8217;attivista e sei curdo, sei un terrorista. Se fai politica e sei curdo, sei certamente un terrorista. Se sei solo un pastore, ma sei curdo, potresti essere un terrorista per cui meglio tenerti d&#8217;occhio. Insomma, se sei curdo sei un terrorista. Fine della storia.</p>
<div id="gallery_246394" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_246394 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1-1.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2-1.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/3-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/3-1.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/4-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/4-1.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/5-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/5-1.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/6-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/6-1.jpg","subHtml":""}];</script>
<p>Secondo il governo una delle motivazioni per cui la popolazione del Bakur sostiene il Pkk è da rintracciarsi nell&#8217;estrema <strong>povertà</strong> che caratterizza la regione e che le politiche statali hanno contribuito a generare. La stessa incertezza sui tempi di realizzazione della diga ha disincentivato qualsiasi forma di investimento nell&#8217;area: &#8220;In tanti volevano aprire una nuova attività ad Hasankeyf&#8221;, ci spiega il proprietario di un ristorante, &#8220;ma ogni volta si tiravano indietro non sapendo se e quando il villaggio sarebbe stato sommerso. Se avessero investito nel turismo a quest&#8217;ora saremmo ricchi&#8221;. Secondo gli abitanti di Hasankeyf, il rilancio dell&#8217;area sarebbe dovuto passare per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e per la difesa delle tradizioni e del territorio. Ma il progetto del Governo prevede ben altro. &#8220;Vogliono cancellare la nostra memoria e la nostra identità&#8221;, ci dicono in tanti, con un misto di rassegnazione e rabbia nella voce. Inondando 199 villaggi e costringendo i loro abitanti non solo a lasciare le loro radici, ma anche a cambiare stile di vita, lo Stato spera di omogeneizzare la popolazione, trasformando i curdi in turchi. &#8220;Durante le guerre si colpiscono i monumenti e i luoghi di importanza storica per distruggere le persone e la loro memoria. Stanno facendo lo stesso con Hasankeyf&#8221;.</p>
<p>L&#8217;8 ottobre il villaggio è stato evacuato e chiuso al pubblico. Per le sue strade non risuonano più i rumori del mercato, le voci degli uomini seduti ai bar non si alterano più al tintinnio dei cucchiaini da tè, le risate dei bambini non si rincorrono più lungo il fiume, né si ode più il belare delle pecore nelle campagne. Qualche gallo, come tutte le mattine, starà cantando ancora per svegliare un paese condannato a un sonno perpetuo, destinato a scomparire per sempre per soddisfare i sogni e le ambizioni del suo Sultano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>© Fotografie di <a href="https://it.insideover.com/autore/fabio-conti">Fabio Conti</a></em></p>
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		<title>L&#8217;impatto climatico della diga di Ilisu</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/limpatto-climatico-della-diga-di-ilisu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 11:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diga Ilisu]]></category>
		<category><![CDATA[Tigri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="820" height="546" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/3_1_50_1_23.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/3_1_50_1_23.jpg 820w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/3_1_50_1_23-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/3_1_50_1_23-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p>"Quando le acque sommergeranno il villaggio il clima cambierà, sarà molto più umido. Non riusciremo più a respirare", spiega Ridvan, scuotendo la testa. Secondo gli attivisti che da anni lottano per fermare i lavori,'impatto ambientale della diga di Ilisu, in Turchia, sarà enorme, ma effettuare una stima precisa è impossibile a causa del sistema legislativo turco. Quello che però si sa è che la costruzione della diga metterà in pericolo centinaia di specie vegetali e animali, alcune già a rischio estinzione, senza contare l'impatto climatico del progetto, anch'esso di difficile definizione.</p>
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		<title>La guerra dell&#8217;acqua della Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/la-guerra-dellacqua-della-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 09:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Diga Ilisu]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
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<p>Attraverso la diga Ilisu sul fiume Tigri il governo turco potrà fermare l'afflusso di acqua verso i Paese limitrofi quando vorrà e usare il fiume come arma di ricatto, ma non solo: la diga fungerà anche da vera e propria barriera, limitando così i movimenti transfrontalieri del nemico storico dello Stato turco: il Pkk</p>
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		<title>Hasankeyf: il villaggio curdo minacciato dalla diga Ilisu</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/246378.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 09:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diga Ilisu]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
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		<category><![CDATA[Tigri]]></category>
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<p>Hasankeyf, villaggio del Kurdistan turco, ha i giorni contati. In un tempo che varia da pochi mesi a più di un anno, il villaggio sarà sommerso dalle acque della diga Ilisu, finita di costruire nel 2019 e la cui messa in funzione ha segnato la condanna a morte di 199 cittadine che sorgono nella valle del Tigri. Tra ottobre e novembre gli abitanti di Hasankeyf sono stati evacuati per motivi di sicurezza, secondo quanto affermato dal Governo.</p>
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