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	<title>Redazione Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 19 Oct 2026 11:12:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Redazione Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Nasce &#8220;Officina AI&#8221;: a Milano la nuova Zona di Innovazione e Sviluppo di Regione Lombardia</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/nasce-officina-ai-a-milano-la-nuova-zona-di-innovazione-e-sviluppo-di-regione-lombardia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 13:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260811162841576_e0d642823a1d825fd3a0895c9266631e-600x393.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Regione Lombardia ha approvato la candidatura della Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di ‘Officina AI’. Promossa da Assolombarda, con MADE Competence Center nel ruolo di hub e soggetto gestore, la nuova ZIS, la terza ad essere approvata, riunisce un partenariato pubblico-privato di 19 soggetti tra istituzioni, università, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nasce-officina-ai-a-milano-la-nuova-zona-di-innovazione-e-sviluppo-di-regione-lombardia.html">[...]</a></p>
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<p>Regione Lombardia ha approvato la candidatura della Zona di Innovazione e Sviluppo (ZIS) dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di ‘Officina AI’. Promossa da Assolombarda, con MADE Competence Center nel ruolo di hub e soggetto gestore, la nuova ZIS, la terza ad essere approvata, riunisce un partenariato pubblico-privato di 19 soggetti tra istituzioni, università, imprese e formazione, con l’obiettivo di accelerare il trasferimento tecnologico e accompagnare le aziende, in particolare le PMI, nello sviluppo e nell’industrializzazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale.</p>



<p>Con l’approvazione della ZIS milanese, Regione Lombardia prosegue il percorso avviato per valorizzare le competenze e le vocazioni produttive dei territori attraverso una collaborazione strutturata tra imprese, mondo della ricerca, università e istituzioni. Un modello che punta a trasformare le eccellenze locali in opportunità concrete di innovazione, crescita e occupazione qualificata. Le Zone di Innovazione e Sviluppo rappresentano una delle novità più significative nel panorama delle politiche industriali regionali, una strategia fortemente voluta dall’assessore Guido Guidesi per sostenere la competitività del sistema produttivo lombardo.</p>



<p>La nuova iniziativa si inserisce nel solco delle ZIS già approvate di Bergamo e Lecco, confermando la volontà regionale di sostenere lo sviluppo attraverso progetti capaci di mettere a sistema le risorse e le specializzazioni dei diversi territori lombardi.</p>



<p>L’obiettivo è rafforzare la competitività del sistema economico regionale, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di innovazione e rendendo le nuove tecnologie sempre più accessibili al tessuto produttivo. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva strategica per sostenere la trasformazione industriale, aumentare la produttività e consolidare la capacità delle imprese lombarde di competere sui mercati internazionali.</p>



<p>L’annuncio è stato dato dal presidente di Assolombarda, <strong>Alvise Biffi</strong>, dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, <strong>Guido Guidesi</strong>, e da <strong>Marco Taisch</strong>, presidente Competence Center Industria 4.0.</p>



<p>“Milano oggi fa un passo concreto verso l’obiettivo che abbiamo indicato all’Assemblea Generale: fare del nostro territorio la fabbrica dell’AI &#8211; ha detto <strong>Alvise Biffi</strong>. &#8211; Perché noi non vogliamo limitarci ad adottare la tecnologia: vogliamo contribuire a costruirla, a partire dalla physical AI, dove la nostra manifattura e la nostra meccatronica sono un vantaggio unico in Europa. Nel Quadrilatero di Assolombarda l’industria attiva più di 44 miliardi di valore aggiunto l’anno, ben il 45% del totale lombardo e l’11% nazionale. I numeri ci dicono che la strada è giusta: in meno di due anni le nostre imprese con progetti di AI sono passate da meno di una su cinque a una su due. Ma il divario tra grandi imprese e PMI è ancora ampio, ed è qui che la ZIS deve fare la differenza: portare l’AI nelle piccole e medie imprese, insieme alle competenze per usarla. Lo stiamo già facendo con forgIA, l’ecosistema digitale condiviso e sicuro che abbiamo promosso per mettere a valore i dati industriali e sviluppare applicazioni concrete, nel rispetto della sovranità del dato e della proprietà intellettuale delle imprese: la forgia in cui la fabbrica dell’AI prende forma. Con la ZIS, è la dimostrazione &#8211; conclude il presidente Biffi &#8211; di come la Grande Milano sappia fare sistema: istituzioni, università, grandi aziende, startup e formazione insieme, in un partenariato pubblico-privato che mette l’AI al servizio delle persone e della produttività, l’unica strada per generare benessere diffuso.”</p>



<p>“La strategia delle Zone di Innovazione e Sviluppo nasce dalla volontà di valorizzare le vocazioni e le competenze dei territori lombardi, mettendo a sistema imprese, università e centri di ricerca per rafforzare la competitività dell’intero sistema produttivo – ha dichiarato <strong>Guido Guidesi</strong> -. Con questa nuova ZIS proseguiamo un percorso che punta a creare un distretto manifatturiero di produzione dell’intelligenza artificiale, favorendo il trasferimento tecnologico e accompagnando le imprese nell’affrontare le sfide del futuro. Vogliamo creare le condizioni affinché le eccellenze dei nostri territori possano continuare a crescere, attrarre investimenti e generare nuove opportunità di sviluppo e occupazione qualificata, soprattutto per le nuove generazioni”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla sperimentazione all’industria: l’AI al servizio delle imprese</strong></h2>



<p>‘Officina AI’ nasce con l’ambizione di consolidare Milano come uno dei principali ecosistemi italiani per l’adozione, la sperimentazione e lo sviluppo industriale dell’Intelligenza Artificiale. La ZIS si propone di accompagnare le imprese lungo l’intero percorso dell’innovazione: dalla definizione dei progetti alla sperimentazione, fino all’applicazione concreta delle tecnologie nei processi produttivi.</p>



<p>Il mercato italiano dell’AI ha raggiunto nel 2025 un valore stimato di 1,8 miliardi di euro, in crescita del 50% rispetto al 2024. Anche l’adozione da parte delle imprese è in accelerazione, sebbene permangano differenze significative in base alla dimensione aziendale.</p>



<p>Secondo l’indagine condotta da Assolombarda con il Politecnico di Milano su 700 aziende del Quadrilatero di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, il 49% delle imprese ha progetti di AI attivi, rispetto a meno del 20% alla fine del 2024, mentre un ulteriore 18% prevede di avviarli a breve. Il divario resta tuttavia significativo: l’adozione raggiunge il 79% tra le grandi imprese, il 48% tra le medie, il 41% tra le piccole e il 40% tra le microimprese.</p>



<p>È proprio in questo passaggio che la ZIS intende svolgere un ruolo determinante, favorendo il trasferimento delle competenze e delle tecnologie al tessuto produttivo e aiutando le PMI a superare gli ostacoli che ancora frenano l’adozione dell’AI.</p>



<p>“Per le imprese, e per le PMI in particolare, la questione non è più capire se l’AI funzioni, ma come portarla dentro i processi e farle produrre risultati misurabili – ha aggiunto <strong>Marco Taisch</strong> –. È in questo passaggio, dal progetto pilota all’industrializzazione, che MADE metterà a disposizione della Zona di Innovazione e Sviluppo neocostituita la propria esperienza, in qualità di hub e soggetto gestore. Lo faremo partendo da ciò che sappiamo fare: dalla nostra fabbrica dimostrativa, dove le aziende possono vedere in azione le tecnologie, prima ancora di investire; dagli ambienti di sperimentazione protetti, come quelli del nodo italiano di AI-MATTERS, che coordiniamo; dai percorsi di formazione costruiti sui fabbisogni delle imprese. ‘Officina AI’ si inserisce in un ecosistema che stiamo costruendo, con Assolombarda e altri prestigiosi soggetti istituzionali, per fare di Milano una delle capitali mondiali dell’AI. Un grande sistema di competenze di cui fanno parte forgIA, AI4I e Euro-FMX, uno dei due progetti flagship della Commissione europea. Tutto ciò è di estrema importanza, perché nessuna tecnologia, tanto meno l’AI, si rivela utile senza persone in grado di governarla e senza contesti in grado di abilitarla. Grazie ad Assolombarda, agli atenei coinvolti e tutti i partner, ‘Officina AI’ ha le carte in regola per diventare il luogo in cui l’innovazione smette di essere una promessa e diventa pratica quotidiana delle fabbriche del territorio.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un territorio con una forte vocazione industriale e innovativa</strong></h2>



<p>La scelta di Milano si fonda su una combinazione di competenze industriali, capacità di ricerca e presenza di imprese innovative che rende il territorio particolarmente adatto allo sviluppo e all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale.</p>



<p>Accanto al ruolo di capitale italiana dei servizi ad alta intensità di conoscenza, Milano rappresenta infatti il cuore di un grande polo manifatturiero, in cui convivono settori storici del Made in Italy e filiere ad alto potenziale strategico.</p>



<p>Nel Quadrilatero di Assolombarda operano 34 mila imprese manifatturiere, con 347 mila addetti, capaci di generare oltre 44 miliardi di euro di valore aggiunto industriale. La meccatronica conta 13,4 mila unità locali, quasi 120 mila addetti e 36 miliardi di euro di esportazioni annue. L’area concentra il 40% delle unità locali, il 25% degli addetti e il 42% delle vendite estere della meccatronica lombarda; a livello nazionale, le quote sono rispettivamente dell’11%, del 7% e del 13%.</p>



<p>A questa base industriale si affianca un ecosistema dell’innovazione di primo piano, con oltre 2.500 startup innovative, pari al 22% del totale nazionale.</p>



<p>È in questo contesto che “Officina AI” intende favorire nuove sinergie tra ricerca, imprese e formazione, rafforzando la capacità del territorio di sviluppare soluzioni tecnologiche, attrarre investimenti e generare nuove opportunità di crescita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un partenariato che integra ricerca, imprese e formazione</strong></h2>



<p>Al centro della ZIS c’è una piattaforma aperta nella quale imprese, università e startup possono progettare, testare e validare soluzioni di Intelligenza Artificiale in contesti industriali reali.</p>



<p>Il progetto integra AI generativa, agentica e fisica, con applicazioni nei diversi ambiti produttivi. Un ruolo centrale è riservato allo sviluppo delle competenze, attraverso percorsi di formazione, aggiornamento professionale e riqualificazione, con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra scuola, università e industria.</p>



<p>Il partenariato copre l’intera catena del valore dell’AI: ricerca, sperimentazione, formazione, trasferimento tecnologico, incubazione di startup e supporto all’industrializzazione.</p>



<p>Oltre ad Assolombarda e MADE, ne fanno parte Città Metropolitana di Milano, Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi, Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, grandi imprese tecnologiche, PMI innovative, soggetti dell’ecosistema dell’innovazione ed enti di formazione. La partecipazione è aperta anche agli altri atenei del territorio. Il progetto nasce inoltre con la collaborazione di AI4I, l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale per l’Industria.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Trump attacca ancora Zelensky: &#8220;Ha distrutto il suo Paese&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-attacca-ancora-zelensky-ha-distrutto-il-suo-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 13:49:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1331" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-1024x710.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-1536x1065.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-600x416.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump è tornato a criticare fortemente il presidente ucraino Zelensky, accusandolo di aver rovinato l'Ucraina. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1331" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-1024x710.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-1536x1065.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/trump-1-600x416.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Non sono un grande fan di Zelensky, ha distrutto il suo Paese&#8221;, ha dichiarato Trump in un&#8217;intervista a Newsmax. A sostegno delle sue parole, Trump ha citato un&#8217;intervista che ha visto di recente con una giovane ucraina, che accusa Zelensky di aver distrutto lo Stato e causato la morte della popolazione maschile dell&#8217;Ucraina.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Trump:  &quot;Zelensky is not a good guy for us to deal with&#8230;  They&#39;re not going to settle with him. He doesn&#39;t want to settle. He says he wants to settle, but he doesn&#39;t. I&#39;m not a big fan of Zelensky. They&#39;ve destroyed their country.&quot;<br><br> <a href="https://t.co/hAS9x2ZV4S">pic.twitter.com/hAS9x2ZV4S</a></p>&mdash; Ivan Katchanovski (@I_Katchanovski) <a href="https://x.com/I_Katchanovski/status/2110929069256614285?ref_src=twsrc%5Etfw">October 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://it.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Trump.mp4" alt="" class="wp-image-532604"/></figure>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Michela Loberto e Studio Segni Degni aprono le porte del loro Atelier: moda e eleganza nel cuore di Milano</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/michela-loberto-e-studio-segni-degni-aprono-le-porte-del-loro-atelier-moda-e-eleganza-nel-cuore-di-milano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 09:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Atelier Michela Loberto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="726" height="1064" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00.jpeg 726w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00-205x300.jpeg 205w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00-699x1024.jpeg 699w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00-600x879.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 726px) 100vw, 726px" /></p>
<p>Il 26 maggio 2026, dalle ore 18 alle ore 21 l”Atelier Michela Loberto &#38; Studio Segni Degni aprono le porte dei loro Atelier, in un cortile stile vecchia Milano — uno spazio sospeso nel tempo, cuore pulsante di una Milano autentica e ricercata — per un evento esclusivo all&#8217;insegna della contaminazione tra moda e arte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/michela-loberto-e-studio-segni-degni-aprono-le-porte-del-loro-atelier-moda-e-eleganza-nel-cuore-di-milano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="726" height="1064" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00.jpeg 726w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00-205x300.jpeg 205w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00-699x1024.jpeg 699w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-10.27.00-600x879.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 726px) 100vw, 726px" /></p>
<p>Il 26 maggio 2026, dalle ore 18 alle ore 21 l<strong>”Atelier Michela Loberto &amp; Studio Segni Degni aprono le porte dei loro Atelier, in un cortile stile vecchia Milano </strong>— uno spazio sospeso nel tempo, cuore pulsante di una Milano autentica e ricercata — per un evento esclusivo all&#8217;insegna della contaminazione tra moda e arte contemporanea. L&#8217;occasione è Art &amp; Fashion, un progetto nato dalla collaborazione tra Michela Loberto, designer milanese specializzata in capi unici e nella ricerca di tessuti d&#8217;alta moda, e Miky Degni,<strong> artista visivo e pubblicitario. </strong></p>



<p>Un incontro tra due linguaggi creativi che, per una sera, si fondono in un&#8217;esperienza dal vivo irripetibile. A partire dalle ore 19, Miky Degni darà vita a una performance pittorica dal vivo: dipingere su t-shirt pezzi unici, creati in tempo reale davanti agli ospiti, ciascuno diverso dall&#8217;altro, ognuno irripetibile. </p>



<p><strong>Le opere saranno disponibili non semplici indumenti,</strong> ma oggetti d&#8217;arte da indossare. L&#8217;evento si inserisce nella filosofia che da sempre contraddistingue l&#8217;Atelier Loberto: la convinzione che il bello non abbia categorie, che un abito possa essere un&#8217;opera d&#8217;arte e che un&#8217;opera d&#8217;arte possa essere indossata. Una serata pensata per le clienti dell&#8217;atelier e per chi condivide questa visione del lusso — intimo, artigianale, autentico.</p>



<p>Michela Loberto è stilista e fondatrice dell&#8217;omonimo atelier milanese, specializzato nella creazione di capi unici attraverso una ricerca attenta e appassionata di tessuti d&#8217;alta moda. Il suo lavoro nasce dall&#8217;ascolto della cliente e si traduce in abiti che coniugano eleganza, personalità e qualità artigianale.</p>



<p>Miky Degni è artista visivo e pubblicitario. La sua ricerca si muove al confine tra pittura, fotografia e performance, esplorando la possibilità di rendere il gesto creativo un atto pubblico e condiviso. Le sue t-shirt dipinte a mano sono pezzi unici, collezionabili, portatori di un racconto visivo personale.</p>
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		<title>&#8220;Democrazia addio&#8221;: che cosa sta succedendo in Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/democrazia-addio-che-cosa-sta-succedendo-in-occidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 05:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Europa-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto tra decisioni giudiziarie, regole istituzionali e volontà popolare riapre il dibattito sul futuro delle democrazie contemporanee.</p>
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<p>Negli ultimi anni il <a href="https://it.insideover.com/academy/splendori-e-miserie-del-populismo-anatomia-di-uno-strano-fenomeno-politico.html">funzionamento </a>delle democrazie occidentali è tornato al centro di un acceso dibattito. Sentenze giudiziarie, decisioni istituzionali e conflitti politici sempre più duri alimentano una domanda di fondo: f<strong>ino a che punto le regole del sistema possono intervenire nella competizione politica senza entrare in tensione con il principio della sovranità popolare? </strong>È una questione che riapre un dilemma antico ma oggi più che mai attuale, quello tra legalità e legittimità, e che porta molti osservatori a interrogarsi sul futuro stesso della democrazia. Per comprendere meglio questi fenomeni e le trasformazioni in corso nel panorama politico contemporaneo, vi inviatiamo seguire <a href="https://it.insideover.com/course-landing/populismo-sovranismo-e-democrazia">il corso “Populismo, sovranismo e crisi della democrazia: capire i fenomeni della politica contemporanea”</a>, realizzato da <strong>Marco Tarchi</strong> per <em>InsideOver</em>.</p>



<p>Il <a href="https://it.insideover.com/academy/come-decifrare-la-politica-contemporanea-iscriviti-al-corso-su-populismo-e-crisi-della-democrazia-di-marco-tarchi.html">corso </a>offre gli strumenti per analizzare le tensioni che attraversano oggi le democrazie liberali, dal ruolo crescente dei tribunali nella vita politica al rapporto sempre più problematico tra istituzioni, opinione pubblica e rappresentanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Democrazia addio</strong></h2>



<p>&#8220;Che la condanna all’ineleggibilità di <strong>Marine Le Pen</strong> per cinque anni – con esecuzione immediata anche nel caso, poi concretizzatosi, di un ricorso in appello – avrebbe riattizzato per l’ennesima volta il classico scontro tra <strong>destre </strong>e <strong>sinistre</strong>, con le prime a lamentarsi del carattere politico della sentenza contro la candidata <strong>data dai sondaggi al 37% al primo turno dell’elezione presidenziale del 2027 </strong>e le seconde a ribattere che le sentenze vanno rispettate e che chi commette un reato deve essere punito senza sconti per il suo ruolo politico, era scontato ancora prima che il verdetto venisse pronunciato. E i commenti che si sono ascoltati o letti nei giorni successivi alla sentenza non hanno fatto altro che ribadirlo, con l’aggiunta dei toni comprensibilmente irritati o sconsolati di parte conservatrice e di quelli altrettanto ovviamente gongolanti o irridenti degli esponenti del versante progressista.</p>



<p>C’era anche da aspettarsi che la vicenda, già di per sé clamorosa, desse la stura alla consueta corsa alla delegittimazione reciproca dei due schieramenti, in cui da un lato si è fatto ricorso alla mai spuntata arma della denuncia del complotto – dell’Unione europea, secondo <strong>Matteo Salvini </strong>– e dall’altro ci si è affidati a comparazioni mistificanti – con il portavoce di Avs Bonelli che ha accostato l’uso di fondi destinati ad assistenti all’<strong>Europarlamento</strong> e utilizzati per far lavorare costoro a profitto del partito in Francia ai famosi milioni del finanziamento pubblico della Lega finiti nel buco nero del “cerchio magico” bossiano.</p>



<p>Quello che in pochi potevano supporre è che l’unica stecca a questo coro venisse dall’avversario più dichiarato e costante della leader del <strong>Rassemblement national</strong>, <strong>Jean-Luc Mélenchon</strong>, che non ha avuto remore nel sostenere che «la decisione di destituire un eletto dovrebbe spettare al popolo», come del resto prevede il progetto di «referendum revocativo», versione transalpina dell’istituto del <em>recall</em> statunitense, proposto già da anni dal capofila della sinistra radicale francese. Presentata dai media come una sorta di romantico sfogo di nostalgia per un duello sospirato da tempo e mancato sia nel 2017 che nel 2022 per l’intrusione di Macron, questa presa di posizione, anticipata di pochi minuti dal comunicato collegiale de La <strong>France Insoumise</strong>, in cui si esternava il «rifiuto di principio dell’impossibilità di ricorso per qualsiasi imputato» e quello di «utilizzare un tribunale come strumento di azione per sbarazzarsi del Rassemblement national», da combattere invece «nelle urne e nelle piazze», pone invece un problema cruciale per il presente e il futuro della democrazia. Un dilemma che si manifesta periodicamente sulla scena politica da oltre un secolo (perlomeno dai tempi della Repubblica di Weimar) ed è rimasto sino ad epoca recente confinato negli angusti limiti della discussione accademica fra giuristi: <strong>il rapporto fra <em>legalità</em> e <em>legittimità</em> in ambito politico.</strong> Con la prima dettata e garantita da un sistema di norme e la seconda dall’unzione popolare testimoniata dai risultati elettorali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti i dubbi sulla vicenda Le Pen</h2>



<p>Ci sono innanzitutto un paio di punti da chiarire. Primo: i fatti da cui è scaturita la condanna di Le Pen non hanno nulla a che vedere con vicende di corruzione personale e neppure di finanziamento illegale di un partito. Niente tangenti estorte con accordi di scambio, niente mediazioni affaristiche, nessun pacco di banconote nascoste in cassaforte o sotto il letto. Che al Front National (oggi divenuto Rassemblement National) sia stato utile impiegare nel lavoro quotidiano sul territorio francese un certo numero di propri militanti pagati dall’Europarlamento per fare da assistenti dei deputati all’assemblea di Strasburgo, è sicuro: l’illecito è quindi difficilmente contestabile. E non è giustificabile con il ricorso all’argomento, pur fondato, che «così fan tutti»: <strong>la condotta è stata così incauta ed evidente – il partito ha dichiarato l’utilizzo dei fondi in questione nei propri bilanci pubblici annuali, facendo così scattare la procedura giudiziaria</strong> – da aggiungere semmai al reato il peccato di ingenuità. Secondo: è vero che la legge che l’ha messa adesso in questa difficilissima situazione è stata da Marine Le Pen fortemente difesa e sostenuta in più sedi, anche con interventi televisivi oggi riproposti da giornali e social, addirittura proponendo di trasformare la condanna all’ineleggibilità da temporanea a permanente. Ma è altrettanto vero che quella richiesta si riferiva soltanto ai casi in cui il reato commesso avesse comportato un arricchimento personale del condannato o una tangente illegale concessa al partito in cambio di favori.</p>



<p>Stabilito ciò, il dato che rende inequivocabilmente politica la sentenza pronunciata da un tribunale che – si noti – è composto da giudici di una sezione speciale, delegata ad occuparsi esclusivamente di questo genere di imputazioni, è la decisione di rendere <em>immediatamente esecutiva </em>la pena comminata (già di per sé molto elevata: 4 anni di reclusione, di cui 2 con braccialetto elettronico). Il tutto aggravato dalle motivazioni che i tre giudici hanno addotto a sostegno della loro scelta: il «fondato rischio» di una reiterazione del delitto e il «grave rischio di turbativa della vita pubblica» nel caso in cui la condannata fosse rimasta in libertà ed avesse potuto presentarsi alla prossima elezione presidenziale.</p>



<p>Ora, occorre una massiccia dose di faziosità per sottoscrivere entrambe le ragioni addotte. Chi mai potrebbe immaginare che, all’indomani di una condanna così pubblicizzata, la più accreditata candidata alla conquista dell’Eliseo avrebbe continuato a perpetrare l’illecito di cui le si è fatto carico (e che peraltro non si è più verificato a partire dal 2014)? Un sospetto di questo genere è, più ancora che infondato, palesemente risibile. E quanto alla seconda illazione, non è forse vero che a turbare la vita pubblica è semmai l’eliminazione per via giudiziaria di una pretendente alla presidenza della Repubblica che ha già ora dalla sua il sostegno di oltre un terzo dell’elettorato, piuttosto che la sua partecipazione a quell’elezione?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Democrazia nominale</h2>



<p>Le cose vanno quindi guardate in faccia. <strong>Ricorrendo al suo potere discrezionale, la corte parigina ha falsato la corsa elettorale e pregiudicato la libertà di scelta degli elettori francesi.</strong> Cosa che non è accaduta in casi analoghi. Per sincerarsene, basta constatare che cos’è accaduto al <strong>Mouvement Démocrate</strong> dell’ ex primo ministro francese <strong>François Bayrou</strong>, imputato dello stesso reato: fondi pubblici europei che dovevano essere destinati per pagare gli assistenti parlamentari ma in realtà versati a membri del&nbsp;movimento. Il 5 febbraio 2024, otto di costoro sono stati&nbsp;condannati&nbsp;a pene&nbsp;detentive fra i 10 e i 18 mesi (poi sospese),&nbsp;a multe dai 10.000 ai 50.000 euro, e a 2 anni di neleggibilità (anch’essa sospesa). E Bayrou è stato assolto sulla base del principio <em>in dubio pro reo</em>, consentendogli così di accedere, 10 mesi più tardi, alla guida del governo.</p>



<p>Agendo nel modo indicato, la magistratura francese – il cui sindacato ha in più occasioni espresso apertamente la sua ostilità verso “l’estrema destra” (si legga Rassemblement national) e il timore di vederla conquistare la guida del paese, ed alcuni dei cui esponenti sono arrivati al punto di collocare all’interno di un ufficio giudiziario una bacheca, poeticamente denominata <em>mur des côns</em>, sulla quale affiggere le foto dei politici detestati – ha offerto l’ennesima replica del metodo Al Capone: se non posso metterti fuori gioco in uno scontro frontale, lo farò con un sotterfugio. Negli Usa dell’epoca l’accusa di evasione fiscale, oggi quella di uso disinvolto di fondi pubblici</p>



<p>Questo criterio non è peraltro rimasto circoscritto a questo caso, ma anzi pare essere diventato particolarmente gradito a quei governanti di <strong>Paesi nominalmente democratici</strong> che si trovano improvvisamente in imbarazzo di fronte al crescente consenso di inattesi <em><strong>outsiders</strong></em>, generalmente bollati dell’etichetta infamante di populismo o addirittura da quella ancora più squalificante di estrema destra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;caso Georgescu&#8221;</h2>



<p>Anche se è rapidamente scomparsa dalle pagine dei quotidiani, la vicenda rumena culminata nella messa al bando del candidato <strong>“filorusso” Georgescu </strong>dalla competizione elettorale per la presidenza della Repubblica che, stando ai sondaggi, avrebbe quasi certamente vinto è emblematico di questa situazione, che ormai non costituisce più un unicum. E anche in questo caso è opportuno chiarire in che modo il risultato desiderato è stato raggiunto.</p>



<p>Nel dicembre dello scorso anno, la Corte Costituzionale della Romania – composta di nove membri tutti nominati dal potere politico, cioè dai presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato – ha annullato, a 48 ore dal ballottaggio fra i due candidati più votati al primo turno la procedura elettorale nel suo complesso. La motivazione della sconcertante sentenza, disponibile in traduzione italiana integrale<sup><a href="#sdendnote1sym" id="sdendnote1anc"><sup>i</sup></a></sup>, è, paragrafo dopo paragrafo, una prova trasparente della prevaricazione degli interessi politici di parte sulla presunta imparzialità del diritto. E tuttavia, ad avviso dell’autorevole giurista italiano che l’ha chiosata, Fulco Lanchester, <strong>è giustifica dalla «emergenza democratica» in cui verserebbe la Romania,</strong> «derivante dalla attuale situazione del quadro geopolitico e dalla dinamica politico-istituzionale interna», talché «le osservazioni operate dalla Corte sulla necessità di garantire il mantenimento di standard di correttezza e veridicità del procedimento elettorale» sarebbero «condivisibili, anche se desta dubbi l&#8217;intervento operato in extremis, che favorisce obiettivamente la posizione del Primo ministro in carica Ion-Marcel Ciolacu, presidente del partito socialdemocratico, arrivato al terzo posto nella competizione del 24 novembre».</p>



<p>Quanto fondato sia il giudizio del costituzionalista liberale, lo si può appurare scorrendo il testo del giudizio della Corte. Quest’ultima dichiara di aver deliberato sulla base di «note informative del Ministero dell’Interno» del governo socialdemocratico, basate a loro volta su informazioni dei servizi segreti desecretate all’indomani del voto che aveva messo fuori gioco Ciolacu (il quale, si noti, ad urne chiuse e basandosi sulle previsioni dei sondaggi di pochi giorni prima, che lo davano vincente, aveva parlato di «un’elezione assolutamente trasparente») e di <strong>aver riscontrato tracce di gravi interventi esterni – cioè russi </strong>– volti a manipolare l’opinione degli elettori. O, per dirla con le parole stesse contenute nel documento ufficiale, «un uso non trasparente della tecnologia digitale», dato che «l’esposizione significativa di un candidato ha portato alla riduzione direttamente proporzionale dell’esposizione mediatica online degli altri candidati nel procedimento elettorale».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;patentino&#8221; della democrazia</h2>



<p>Persino chi è ormai da trent’anni abituato all’uso della museruola della legge sulla <em>par condicio</em> che Scalfaro riuscì ad imporre per indebolire il detestato Berlusconi non può non rendersi conto delle conseguenze che affermazioni di questo tipo sono destinate a comportare sul futuro di ciò che resta della democrazia nei Paesi occidentali che a parole ne osannano le virtù. Se infatti, in un’epoca in cui cresce di continuo il numero di coloro che, per informarsi, ricorrono alle “reti sociali”, per loro natura pressoché incontrollabili – a meno di non mettere in atto espedienti censori, come accade in paesi autoritari con grande scandalo dei commentatori liberali –, il favore degli <em>influencers</em> per un determinato candidato o partito o l’esponenziale aumento della sua visibilità causato dalla logica virale degli algoritmi dovesse essere considerato un fattore sufficiente a invalidare un’elezione, c’è da scommettere che nei prossimi anni o decenni di competizioni elettorali valide ne avremmo ben poche o nessuna. Con grande soddisfazione di quanti, sempre più numerosi, da tempo vituperano i “voti di pancia” per soggetti politici da loro osteggiati e il comportamento “irrazionale” di elettori a cui si vorrebbero infliggere corsi di formazione e “patentini” per poter esercitare il diritto ad esprimere le proprie preferenze politiche.</p>



<p>Che questo sia un rischio concreto, e non un’affermazione polemica, è la stessa sentenza rumena a chiarirlo, laddove <strong>ammette lo scopo <em>pedagogico</em> della decisione assunta dalla Corte</strong>, volta – si legge – a «rafforzare la resilienza degli elettori, anche attraverso la sensibilizzazione dell’elettorato all’uso delle tecnologie digitali nelle elezioni, in particolare attraverso la fornitura di informazioni e sostegno adeguati. Pertanto, lo Stato deve far fronte alle sfide e ai rischi generati dalle campagne di disinformazione organizzate».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo delle Ong</h2>



<p>Sono frasi che fanno accapponare la pelle a chiunque sia affezionato al concetto di democrazia, cioè di concessione al popolo del diritto di scegliere da chi farsi governare. Chi fornirebbe ai cittadini le informazioni e il sostegno «adeguati» di cui parla la sentenza? Quale «uso delle tecnologie digitali» dovrebbe essere loro imposto? E da chi? La risposta è esplicita: dallo Stato, fatto strumento di parte contro le parti politiche sgradite. <strong>Si esplicita così la considerazione della popolazione come una massa di beoti incapaci di discernimento,</strong> stregati da TikTok o da Instagram, condotti al suicidio (politico) da <em>influencers</em> in veste di replicanti del pifferaio di Hamelin. Una versione occidentale e <em>soft </em>delle motivazioni con cui i tribunali sovietici, fino a qualche decennio fa, spedivano i dissidenti in ospedali psichiatrici per aiutarli a riconoscere la retta via e curare le loro “deviazioni”. Una sorta di regola del contrappasso che ha di nuovo per protagonista l’orso o orco russo, ieri rappresentato nell’uniforme del Kgb e oggi in quelle del Putin finanziatore presunto, con 381.000 euro, di alcune star dei social scese in campo a favore di Georgescu.</p>



<p>Quel che la sentenza peraltro non dice, ma che il giornalista investigativo Lee Fang ha rivelato sul sito Substack, è che le critiche rivolte da Georgescu all’Alleanza Atlantica nel corso della campagna elettorale «hanno allarmato i funzionari statunitensi e della Nato», dato che «la Romania è il punto di partenza per i programmi di addestramento della Nato destinati ai piloti ucraini e ospita un progetto di costruzione che porterà alla&nbsp;<a href="https://balkaninsight.com/2024/03/21/romania-to-host-largest-nato-military-base-in-europe/#:~:text=The%20military%20base%20at%20Mihail,Ramstein%2C%20Germany%2C%20in%20size.">realizzazione della più grande base Nato in Europa</a>», che sorgerà nei pressi dell’attuale&nbsp;base militare Mihail Kogalniceanu, situata vicino a Costanza, che sarà adeguatamente ampliata. E, alla luce di ciò non è certo un caso che, fra le Ong finanziate dagli Usa che si sono distinte nelle accuse mosse a&nbsp;Georgescu,&nbsp;ci sia&nbsp;<a href="https://expertforum.ro/.well-known/sgcaptcha/?r=%2Fen&amp;y=powf:193.186.4.20:1733998672.725"><em>Expert Forum</em></a><em>,</em> la quale ha ipotizzato che TikTok abbia violato i suoi termini di utilizzo consentendo la diffusione di contenuti pro-Georgescu durante le elezioni.&nbsp; Septimius Pârvu, direttore esecutivo dell’organizzazione, ha dichiarato in un recente&nbsp;webinar&nbsp;che alcuni account TikTok pro-Georgescu erano stati creati nel 2016, sostenendo che ciò provava l’esistenza di una «operazione a lungo termine». I registri federali mostrano che l’Ambasciata degli Stati Uniti a Bucarest ha fornito un flusso costante di denaro a Expert Forum. L’ultimo contratto&nbsp;<a href="https://www.usaspending.gov/award/ASST_NON_SRO10023GR0065_1900">assegna al gruppo 79.964 dollari</a>&nbsp;per sviluppare una &#8220;soluzione integrata contro il regresso democratico in Romania&#8221;&#8221;.</p>



<p>[…]</p>



<p><em>Estratto dell’editoriale presente sul numero 384 di&nbsp;<strong>Diorama Lettarario</strong></em>.&nbsp;<em>Per abbonarsi alla rivista</em><strong>&nbsp;</strong><em>(10 numeri in un anno) versare&nbsp;</em><strong>35 euro&nbsp;</strong><em>sul&nbsp;</em><strong>conto corrente postale 14898506&nbsp;</strong><em>intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze&nbsp;</em><strong>oppure&nbsp;</strong><em>effettuare un bonifico sul ccb</em><strong>&nbsp;IBAN IT72Y0760102800000014898506&nbsp;</strong><em>intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a&nbsp;</em><strong><a href="mailto:mtdiorama@gmail.com">mtdiorama@gmail.com</a>&nbsp;</strong><em>per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
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		<title>&#8220;Talents Do It Better&#8221; spiega perché il vero vantaggio competitivo è il talento</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/talents-do-it-better-spiega-perche-il-vero-vantaggio-competitivo-e-il-talento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 09:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="848" height="698" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14.jpg 848w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14-300x247.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14-768x632.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14-600x494.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 848px) 100vw, 848px" /></p>
<p>Talents Do It Better di Pasquale Frega, Stephan Bissig e Chris Howarth propone un modello di leadership basato sull'Hypertalenting e sulle 4S</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="848" height="698" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14.jpg 848w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14-300x247.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14-768x632.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-23.08.14-600x494.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 848px) 100vw, 848px" /></p>
<p>In un&#8217;epoca in cui l&#8217;intelligenza artificiale riscrive le regole del business e i mercati oscillano tra incertezza geopolitica e nuove opportunità, esiste una leva spesso sottovalutata che può fare la differenza tra un&#8217;azienda che sopravvive e una che guida il cambiamento: <strong>il talento</strong>. È questo il messaggio al centro di <em>Talents Do It Better</em>, il nuovo libro di <strong>Pasquale Frega</strong>, <strong>Stephan Bissig</strong> e <strong>Chris Howarth</strong>, presentato il 29 aprile a Milano.</p>



<p>Il volume, <a href="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/talents-do-it-better-libro-armi-segrete-luiss-university-press/?srsltid=AfmBOoqRBwieB0EILx2k2wiqHia5chlt5e-F9NQbN9pqfZjv66s2vS2H" type="link" id="https://luissuniversitypress.it/pubblicazioni/talents-do-it-better-libro-armi-segrete-luiss-university-press/?srsltid=AfmBOoqRBwieB0EILx2k2wiqHia5chlt5e-F9NQbN9pqfZjv66s2vS2H">pubblicato da <em>Luiss University Press</em></a>, nasce dall&#8217;esperienza diretta degli autori in contesti internazionali e propone una rilettura radicale del ruolo della <em>leadership</em> nelle organizzazioni contemporanee. Lontano dai (boriosi e noiosi) manuali tradizionali, gli autori offrono un approccio nuovo per guidare le persone, <strong>senza mai perdere di vista la dimensione umana</strong>. Elemento essenziale in un&#8217;analisi fuori dagli schemi e, per questo, innovativa. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Hypertalenting</em>: il coraggio di scommettere sui talenti dirompenti</h2>



<p>Al centro della riflessione si colloca il concetto di <strong>Hypertalenting</strong>: una strategia orientata all&#8217;individuazione e alla valorizzazione di talenti capaci di sfidare lo <em>status quo</em> e <strong>generare un impatto reale e misurabile</strong>. L&#8217;innovazione, spiegano gli autori, non nasce esclusivamente da processi o strategie, ma dalla presenza di una massa critica di persone che pensano e agiscono in modo diverso. </p>



<p>«È stata un&#8217;esperienza unica condividere la mia passione per lo sviluppo dei talenti in un&#8217;opera che mostra come il talento, se valorizzato, possa essere dirompente e fare la differenza», ha dichiarato <strong>Pasquale Frega</strong>, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia. «Un approccio che ho l&#8217;opportunità di portare avanti anche in Philip Morris Italia, promuovendo una cultura della leadership fondata sulla valorizzazione delle persone, sulla fiducia e sulla responsabilità».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello delle 4S: dalla teoria alla pratica quotidiana</h2>



<p>A dare concretezza a questo approccio è il&nbsp;<strong>modello delle 4S</strong>&nbsp;—&nbsp;<em>Spot, Steward, Stretch, Sustain</em>&nbsp;— che traduce l&#8217;Hypertalenting in una pratica di leadership quotidiana.</p>



<p><strong>Spot</strong> è l&#8217;arte di riconoscere il talento andando oltre competenze ed esperienza, per cogliere potenziale, mindset e capacità di adattamento. All&#8217;interno di questo framework si colloca la *Formula del Talento 70/30*: un equilibrio intenzionale tra il 30% di talenti dirompenti — capaci di innescare l&#8217;innovazione — e il 70% di <em>enablers</em>, essenziali per garantire stabilità ed esecuzione. Per identificare quel 30% dirompente, gli autori introducono lo <strong>STAR</strong> (<em>State of Mind, Trials, Activator, Results</em>), un sistema di valutazione in quattro dimensioni pensato per riconoscere l&#8217;autentico potenziale dirompente;</p>



<p><strong>Steward</strong> ridefinisce il ruolo del leader come facilitatore e sponsor, superando il paradigma del controllo. I talenti dirompenti non vanno gestiti, ma accompagnati attraverso fiducia, protezione e sponsorship, creando contesti psicologicamente sicuri in cui le idee possano trasformarsi in risultati concreti; <strong>Stretch</strong> riguarda l&#8217;accelerazione dello sviluppo, affidando al talento ruoli e missioni capaci di ampliare competenze, modo di pensare e identità professionale. Invece di attendere che le persone siano «pronte sulla carta», il leader assume rischi calcolati, allineando la crescita individuale a obiettivi organizzativi ambiziosi.</p>



<p>Infine,&nbsp;<strong>Sustain</strong>&nbsp;assicura continuità e coerenza nel tempo: l&#8217;Hypertalenting non deve essere un&#8217;iniziativa episodica, ma un approccio strutturato supportato da strumenti come il&nbsp;<em>Talent Review Process</em>, che permettono di allineare strategia, struttura e&nbsp;<em>succession planning</em>&nbsp;alle esigenze future.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre il «tick-the-box»: il coraggio di scommettere</h2>



<p>Il libro <strong>sfida apertamente l&#8217;approccio tradizionale alla gestione del talento</strong>, quello che gli autori definiscono «tick-the-box»: la tendenza a valutare le persone sulla base di credenziali formali, anni di esperienza e percorsi di carriera convenzionali. In un mondo che cambia rapidamente, avvertono Frega, Bissig e Howarth, questo approccio non è più sufficiente. Le competenze più critiche per il futuro — pensiero dirompente, adattabilità, curiosità — sono difficili da quantificare, ma sono proprio quelle che fanno la differenza.</p>



<p>«<em>Talents Do It Better</em>&nbsp;nasce dalla consapevolezza che in tempi di continui cambiamenti, i modelli tradizionali non sono più efficaci. Il nuovo vantaggio competitivo deriva da scommesse audaci sui talenti», ha spiegato&nbsp;<strong>Stephan Bissig</strong>, Founder di Leader Growth LLC. Ma il libro, ha aggiunto, va oltre il tema del talento in sé: «Parla del coraggio di investire sulle persone e di riconoscerne il potenziale».</p>



<p><br><br></p>
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		<title>Guerra Ibrida: un corso per spiegare cosa è davvero</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/insideover-presenta-il-corso-online-sulla-guerra-ibrida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 12:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Hybrid warfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>E' online il corso di InsideOver sulla Guerra Ibrida. Un corso fondamentale nel mondo odierno per riconoscere questa minaccia diffusa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405232233238_b2fe39e96a2cc569f4fca4cea5309f26-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Al via&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">il nuovo corso sulla Guerra ibrida di Paolo Mauri&nbsp;</a>per InsideOver: quattro moduli per comprendere &nbsp;il modo in cui la Guerra ibrida agisce nelle reti digitali, i principali contesti in cui viene impiegata, le soluzioni messe in campo per arginarla</strong></p>



<p><br>Se è vero che la <strong>guerra ibrida</strong> ha tantissimi strumenti a sua disposizione, è anche vero che se tutto è guerra ibrida, come troppo facilmente a livello giornalistico oggi si va affermando, niente è guerra ibrida.</p>



<p><strong>InsideOver</strong> vi presenta il<a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida"> <strong>suo corso online</strong> </a>per poter apprendere le dinamiche di base di un conflitto ibrido, e quindi poterlo riconoscere, fornendovi esempi tratti dalla cronaca di ogni giorno e del recente passato. Un corso fondamentale per chi vuole capire il mondo odierno, perché le guerre combattute “nella zona grigia” dei conflitti, oltre a essere attuali, ci vedono tra i belligeranti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="396" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-1024x396.jpg" alt="" class="wp-image-497002" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-1024x396.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-768x297.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-1536x594.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri-600x232.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/mauri.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Ogni giorno subiamo atti di <strong>disinformazione</strong> studiata ad arte, e nel corso vi mostriamo molti esempi spiegandovi come si può cercare di mettersi al riparo da questa minaccia, molto più subdola di quanto si possa immaginare. Gli attacchi nel dominio <strong>cyber</strong>, ovvero nel mondo dell&#8217;informatica, sono sempre più diffusi e pervasivi, e mettono a rischio la nostra sicurezza e il nostro modo di vivere quando toccano reti energetiche, idriche, sistemi bancari, di trasporto e perfino ospedalieri. </p>



<p>La guerra ibrida <strong>è multiforme</strong>, non è sempre possibile individuare l&#8217;esecutore di certe azioni – soprattutto nel campo cyber – ma è anche fatta di <strong>azioni cinetiche</strong>, ovvero condotte usando mezzi che colpiscono “con la forza” un avversario, e in questo corso vi spieghiamo come sia possibile effettuarle e perché non sono causa diretta di uno scontro diretto. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida">SCOPRI IL CORSO DI PAOLO MAURI &#8220;LA GUERRA IBRIDA&#8221;</a></strong></h2>



<p>La guerra ibrida <strong>è diffusa</strong>: ci sono avversari e competitor del nostro Paese che la utilizzano per i loro scopi strategici che possono essere molteplici: dal minare la coesione dell&#8217;opinione pubblica all&#8217;effettuare “operazioni simpatia”. </p>



<p>Possiamo difenderci dalla guerra ibrida? Possiamo reagire alla guerra ibrida? A queste e ad altre domande troverete risposta in questo primo corso sugli scenari globali che afferiscono a quel grande mondo rappresentato dalla Difesa, quella con la D maiuscola.</p>



<p>Il corso che vi proponiamo è suddiviso in <strong>quattro moduli</strong>, della durata di circa 20 minuti ciascuno:<br>&#8211; Che cos&#8217;è la guerra ibrida, la parte introduttiva per spiegare come si manifesta questa particolare forma di conflitto.<br>&#8211; L&#8217;approccio russo, dove troverete un&#8217;analisi storica e metodologica della guerra ibrida &#8220;in salsa russa&#8221; con un caso di studio.<br>&#8211; La guerra senza limiti cinese, ovvero come la Repubblica Popolare Cinese intende questa forma di conflitto con vari esempi della sua attuazione.<br>&#8211; Come difendersi, le proposte per cercare di riconoscere e quindi mettersi al riparo da questo fenomeno, a livello personale e a livello statale.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/autore/paolo-mauri"><strong>Paolo Mauri</strong> </a>è un analisti indipendente e giornalista pubblicista che collabora con alcune riviste di Forza Armata (Aeronautica, Marina e SMD), istituti di ricerca e testate giornalistiche. La sua formazione, di base scientifica, nel corso degli anni si è ampliata con la frequentazione di corsi universitari specifici del mondo della Difesa, geopolitica, intelligence e sicurezza nazionale.</p>



<p>👉🏻Se sei pronto a comprendere il ruolo della guerra ibrida nello scenario globale,<a href="https://it.insideover.com/course-landing/guerra-ibrida"><strong> iscriviti subito al corso GUERRA IBRIDA</strong> </a>. Con soli 60 euro avrai accesso a 4 moduli esclusivi ed un canale di contatto diretto con il docente. </p>



<p>Se vuoi farci domande chiamaci al📞 3514080530 o scrivi una mail 📩&nbsp;info@insideover.com</p>



<p></p>
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		<title>Cuba sull&#8217;orlo del collasso: aiutaci a raccontarlo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cuba-sullorlo-del-collasso-aiutaci-a-raccontarlo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 14:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cuba sta subendo gli effetti di una delle forme più gravi di violenza economica imposta dagli Stati Uniti, mirata apertamente al cambio di regime. Una crisi indotta con effetti devastanti: mancano elettricità, carburante, cibo e medicine, il sistema sanitario collassa, aumenta la mortalità infantile e migliaia sono costretti a migrare. Nell’ora più buia dell’isola, rimasta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cuba-sullorlo-del-collasso-aiutaci-a-raccontarlo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cuba-sullorlo-del-collasso-aiutaci-a-raccontarlo.html">Cuba sull&#8217;orlo del collasso: aiutaci a raccontarlo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_2026032511271660_6c09e5ef836abc41e772e40046bf709e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cuba sta subendo gli effetti di una delle forme più gravi di <strong>violenza economica imposta dagli Stati Uniti</strong>, mirata apertamente al cambio di regime. </p>



<p>Una crisi indotta con effetti devastanti: mancano elettricità, carburante, cibo e medicine, il sistema sanitario collassa, aumenta la mortalità infantile e migliaia sono costretti a migrare.</p>



<p>Nell’ora più buia dell’isola, rimasta sola, vogliamo raccontare cosa sta succedendo davvero. </p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aiutaci a farlo sostenendo questo reportage: puoi fare una donazione all&#8217;Associazione per il Giornalismo indipendente tramite <a href="https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=R6TC5L9B8YBQG">Paypal</a><a href="https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=4X3UWNQCE9WYN"> </a>o bonifico bancario </strong><br><strong>Intestazione: ASSOCIAZIONE PER IL GIORNALISMO INDIPENDENTE<br>Banca Popolare di Sondrio<br>IBAN: IT85 N056 9601 6000 0002 8459 X71</strong></h3>



<p>Da oltre sessant’anni l’isola subisce un blocco economico (el bloqueo) imposto dagli Stati Uniti. Dopo l’intervento militare statunitense in Venezuela e la cattura di Nicolás Maduro all’inizio di gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno di fatto bloccato le forniture di petrolio venezuelano dirette a Cuba, una fonte storica di carburante per l’isola.</p>



<p>Un ordine esecutivo e una serie di misure successive hanno interrotto gli arrivi di carburante essenziale, aggravando una cronica carenza di energia. Oggi Cuba deve far fronte a blackout continui, interruzioni dei trasporti pubblici e difficoltà nel garantire servizi sanitari di base, mentre la scarsità di petrolio e carburante ha fatto sì che scuole, università e raccolta dei rifiuti siano stati ridotti o sospesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa vogliamo raccontare?</strong></h2>



<p>Vogliamo mostrare cosa significa <strong>vivere questa crisi dal punto di vista di chi la subisce</strong>: cittadini nelle file per beni essenziali, famiglie senza corrente, persone che si spostano o cercano opportunità altrove.</p>



<p>Non ci limiteremo alle voci della strada: vogliamo parlare anche con leader politici e religiosi, intellettuali e altre figure della società civile per capire come Cuba sta affrontando questa pressione esterna e quali scenari si aprono per il futuro.</p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Se pensi che valga la pena raccontare quello che sta succedendo a Cuba andando sul posto, <a href="https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=4X3UWNQCE9WYN">sostieni questo reportage </a>tramite l&#8217;Associazione per il giornalismo indipendente</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché parlare di Cuba?</strong></h2>



<p>Cuba mostra in modo evidente gli effetti devastanti di un regime di sanzioni economiche imposto dagli Stati Uniti. <strong>Non sono strumenti diplomatici: sono guerra economica che grava sulla popolazione</strong>, una vera e propria forma di <strong>punizione collettiva</strong>, illegale secondo il diritto internazionale.</p>



<p>Per questo vogliamo andare a Cuba: per <strong>testimoniare cosa gli Stati Uniti stanno facendo a un intero popolo</strong>, con il beneplacito del resto dell’Occidente e senza che una parte significativa del dibattito internazionale ne dia conto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Cuba sta attraversando l’ora più buia della sua storia.<br><br>C’è un blocco economico imposto dagli Stati Uniti da oltre sessant’anni e da gennaio 2026 la situazione e&#39; drasticamente peggiorata quando l&#39;ammnistrazione Trump ha intensificato il blocco, impedendo l&#39;arrivo di petrolio… <a href="https://t.co/QhP1nJJUwD">pic.twitter.com/QhP1nJJUwD</a></p>&mdash; InsideOver (@insideoverita) <a href="https://twitter.com/insideoverita/status/2036860138506879222?ref_src=twsrc%5Etfw">March 25, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi vogliamo mandare?</strong></h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/autore/eleonora-piergallini"><strong>Eleonora Piergallini</strong></a>, firma di InsideOver dal 2021, è basata a New York ed è Communications Associate del team internazionale del Center for Economic and Policy Research (CEPR) di Washington DC, un think tank che analizza in chiave critica gli impatti globali delle politiche economiche e di politica estera degli Stati Uniti, con particolare attenzione al Sud globale e all’America Latina.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=4X3UWNQCE9WYN"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="806" height="144" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-25-alle-16.14.53.png" alt="" class="wp-image-510533" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-25-alle-16.14.53.png 806w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-25-alle-16.14.53-300x54.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-25-alle-16.14.53-768x137.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-25-alle-16.14.53-600x107.png 600w" sizes="auto, (max-width: 806px) 100vw, 806px" /></a></figure>
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		<title>Gaza e la scorta mediatica: Incontro ad Arco (TN) con Raffaele Oriani e Andrea Pontini</title>
		<link>https://it.insideover.com/eventi/gaza-e-la-scorta-mediatica-incontro-ad-arco-tn-con-raffaele-oriani-e-andrea-pontini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 10:47:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>7 ottobre 2023 un orrendo massacro sconvolge Israele; da quel giorno, la vendetta israeliana fa strage di palestinesi. I mesi passano, ma l’onda di sangue continua a travolgere case, scuole, ospedali e la vita di civili innocenti. Ma mentre l’opinione pubblica è sempre più atterrita, i grandi organi d’informazione tacciono. Si può essere spettatori al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/eventi/gaza-e-la-scorta-mediatica-incontro-ad-arco-tn-con-raffaele-oriani-e-andrea-pontini.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/raffaele_oriani_intervista_libri_genocidio_gaza-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>7 ottobre 2023 un orrendo massacro sconvolge <strong>Israele</strong>; da quel giorno, la vendetta israeliana fa strage di palestinesi. I mesi passano, ma l’onda di sangue continua a travolgere case, scuole, ospedali e la vita di civili innocenti. Ma mentre l’opinione pubblica è sempre più atterrita, i grandi organi d’informazione tacciono. Si può essere spettatori al tempo delle stragi? Si può sostenere chi dice di difendersi, quando la difesa diventa sterminio? <strong>Raffaele Oriani</strong>, storico collaboratore del <em>Venerdì</em> di Repubblica, sceglie di dimettersi per non prendere parte alla “scorta mediatica” che accompagna l’apocalisse di Gaza. La sua scelta, e la lettera con cui l’ha motivata, hanno un’enorme risonanza social: si ha la sensazione che abbiano rotto un muro di omertà. In questo libro Oriani racconta la sua esperienza e mette nero su bianco le tappe di un prolungato silenzio: <strong>la libera stampa era chiamata a denunciare un genocidio. Non l’ha fatto. Perché?</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="722" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Vol-Orizzonti-Crisi_page-0001-722x1024.jpg" alt="" class="wp-image-510379" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Vol-Orizzonti-Crisi_page-0001-722x1024.jpg 722w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Vol-Orizzonti-Crisi_page-0001-212x300.jpg 212w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Vol-Orizzonti-Crisi_page-0001-768x1089.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Vol-Orizzonti-Crisi_page-0001-600x851.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Vol-Orizzonti-Crisi_page-0001.jpg 875w" sizes="auto, (max-width: 722px) 100vw, 722px" /></figure>



<p><strong>Raffaele Oriani</strong> (Trieste, 1966) ha vissuto a Monaco, a Roma e a Berlino, in una vita precedente si occupava di letteratura tedesca (traduzioni da Freud, Canetti, Heiner Müller), poi ha lavorato al mensile «Reset» e ora è giornalista di «Io donna», il femminile del «Corriere della Sera» per cui scrive di storie non sempre a lieto fine dall’Italia e dall’estero. È autore di «Pompei. Scene da un patrimonio» (I libri di Reset, 1998), un’inchiesta sulla malagestione del più prezioso bene culturale italiano, e di «A Nord. Volti e storie dal tetto d’Europa» (Editori Riuniti, 2000), un reportage sulla memoria e il futuro del mar Baltico, ma soprattutto un viaggio che rifarebbe domani. Del 2009 il libro scritto con Riccardo Staglianò «Miss Little China. Sudano, piangono, sognano. L&#8217;Italia dei cinesi» (Chiarelettere).</p>



<p><strong>L&#8217;autore dialogherà con Andrea Pontini</strong>, editore di <em>InsideOve</em>r.  </p>



<p><strong>L’inizio è alle ore 20.30, l’ingresso libero con prenotazione consigliata (Eventbrite, 0464 516115, biblioteca@comune.arco.tn.it).</strong></p>



<p>La rassegna «Orizzonti di crisi. Capire il mondo che cambia» è organizzata dall&#8217;assessorato alla Cultura e dalla biblioteca civica «Bruno Emmert» di Arco.</p>
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		<title>“Splendori e miserie del populismo”: anatomia di uno strano fenomeno politico</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/splendori-e-miserie-del-populismo-anatomia-di-uno-strano-fenomeno-politico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 08:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=505624</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il populismo, fenomeno complesso e controverso che intreccia politica, società e cultura, al centro del corso di Marco Tarchi su InsideOver.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/splendori-e-miserie-del-populismo-anatomia-di-uno-strano-fenomeno-politico.html">“Splendori e miserie del populismo”: anatomia di uno strano fenomeno politico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Farsi largo tra le etichette e le definizioni della politica è sempre più caotico e complesso. Il caso del <strong>populismo </strong>è probabilmente quello più emblematico. Negli ultimi anni ne avrete sicuramente sentito parlare in maniera spesso confusionaria. Dunque, per capire di cosa stiamo parlando e avere contezza di come questo fenomeno influisce sul dibattito politico odierno, vi invitiamo a seguire il corso <a href="https://it.insideover.com/course-landing/populismo-sovranismo-e-democrazia">“Populismo, sovranismo e crisi della democrazia: capire i fenomeni della politica contemporanea”</a> realizzato da <strong>Marco Tarchi</strong> per <strong><em>InsideOver</em></strong>.</p>



<p>Il populismo, fenomeno complesso e controverso che intreccia politica, società e cultura, è uno dei temi affrontato dal <a href="https://it.insideover.com/academy/come-decifrare-la-politica-contemporanea-iscriviti-al-corso-su-populismo-e-crisi-della-democrazia-di-marco-tarchi.html">corso di Tarchi</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il populismo ai raggi X</strong></h2>



<p>&#8220;Osteggiata dalla quasi totalità dei mezzi d’informazione “che contano”, demonizzata da un’identica percentuale delle classi politiche di governo e di opposizione, invisa fin oltre i limiti dell’astio dal ceto intellettuale, sgradita alle gerarchie ecclesiastiche, paventata come una minaccia dagli attori di primo piano della scena economica sia padronale che sindacale, combattuta con ogni mezzo dai principali <em>players </em>dei mercati finanziari, l’<strong>ascesa dei movimenti e partiti populisti</strong>, in <strong>Europa </strong>e altrove, è stata vista di buon occhio da due sole categorie di persone: da un lato gli appartenenti a quei ceti sociali che si considerano danneggiati dagli effetti della globalizzazione e/o diffidano della capacità e dell’onestà dei politici di professione che non hanno saputo o voluto impedirli, dall’altro coloro che soffrono della sempre più rigida restrizione alla libertà di pensiero imposta a chi non sottoscrive ai principi del “politicamente corretto”.</p>



<p>Se il primo di questi agglomerati ha espresso le convinzioni attraverso la scelta di voto che ha premiato le formazioni dichiaratamente avverse all’establishment, il secondo ha offerto all’ondata populista il pur limitato sostegno di prese di posizioni pubbliche ogni volta che ciò gli era consentito: molto raramente in tv e in radio, qualche volta in più su giornali e riviste, abbastanza spesso attraverso messaggi depositati in quell’affollatissimo oceano che è il mondo del web. Dove è apparso chiaro che, “da destra” come e più che “a sinistra”, gli ambienti del radicalismo erano in prima linea nel compiacersi, a seconda dei casi, del <strong>successo di Trump</strong> o della <strong>Brexit</strong>, dei risultati elettorali di <strong>Marine Le Pen</strong> o di <strong>Mélenchon</strong>, della <strong>Lega </strong>o di <strong>Podemos</strong>, della <strong>Fpö </strong>o del <strong>M5S</strong>, o delle prese di posizione ostili a talune politiche dell’Unione europea di <strong>Orbán </strong>o dell’intero <strong>gruppo di Visegrád</strong>.</p>



<p>[&#8230;]</p>



<p>Se infatti si pensa che sia ancora possibile far breccia nella mentalità collettiva che caratterizza la nostra epoca, e che nella sua versione attuale (modellata con cura da decenni dagli operatori culturali promotori dello <strong>“spirito del tempo” progressista </strong>e consumista) fa da sostegno all’azione delle classi politiche liberali e socialdemocratiche, è certamente sull’insieme pur eterogeneo dei movimenti populisti che occorre puntare. Non certo su gruppuscoli marginali di qualsiasi colore, imbevuti di nostalgie, utopie e velleitarismo, la cui immagine truculenta e a tratti grottesca, molto spesso accompagnata da corrispondenti modalità di manifestazione, è funzionale alla sopravvivenza del sistema che essi dichiarano – e probabilmente pensano sinceramente – di voler combattere.</p>



<p>Tuttavia, se questa simpatia per un certo numero di prese di posizione dei movimenti populisti è comprensibile e quasi automatica per chi contrasta le derive economiciste, edoniste, cosmopolite e individualiste del tempo attuale, lasciarsene trasportare passivamente, sottoscrivendo ognuna delle mosse di questi soggetti potrebbe indurre a pesanti equivoci e scatenare, a termine, forti delusioni (e l’ulteriore depressione di un ambiente che ne è già affetto da molti anni). Per indurre a una più ponderata valutazione della situazione, e a comportamenti conseguenti – primo fra tutti un uso equilibrato di commenti nei canali comunicativi – è quindi opportuno mettere in fila un certo numero di <strong>rilievi critici</strong>.</p>



<p>[&#8230;]</p>



<p>I movimenti populisti hanno individuato alcuni dei <strong>versanti di conflitto più rilevanti</strong> della nostra epoca – la difesa delle identità collettive contro la loro diluizione in funzione degli interessi di un capitalismo cosmopolita, la riscossa dei ceti popolari contro le oligarchie che da lungo tempo li dominano, la tutela delle specificità culturali contro l’ideologia dell’omologazione, il richiamo ad un ordine naturale olistico contro il relativismo dei diritti esclusivamente individuali. Tuttavia non sono stati capaci produrre nessuna visione d’insieme che colleghi fra loro ognuno di questi fronti, in una prospettiva capace di comprenderli simultaneamente tutti.</p>



<p>[&#8230;]</p>



<p>Il caso-limite è quello della <strong>politica estera</strong>. Pur non essendo dei nazionalisti vecchio stile e non avendo alcun appetito di conquista, i populisti si preoccupano esclusivamente di quel che può accadere al proprio popolo all’interno delle frontiere che circoscrivono la sua collocazione territoriale e, ovviamente, alle possibili minacce che dall’esterno a quel popolo possono provenire.</p>



<p>Degli scenari geopolitici cruciali hanno scarsa cognizione e delle crisi che li coinvolgono fanno poco conto. Perciò, quando sono costretti a doversene occupare procedono in modo casuale e/o miope, guardando a ipotetiche convenienze del momento: se pensano che possa servire ad apparire ancor più anti-arabi (e quindi nemici dell’immigrazione dai paesi islamici) sponsorizzano Israele, ma possono anche schierarsi dal lato dei palestinesi; possono simpatizzare per Putin ma, se Trump ringhia, diventano anti-russi e si rimangiano l’ostilità all’embargo; prima se la prendevano con l’egemonia statunitense ma adesso adorano il grande fratello della Casa Bianca; fustigano i regimi autoritari ma i propositi filogolpisti di Bolsonaro li incantano. E, soprattutto, quando si parla di Europa, spesso non sanno andare oltre le deprecazioni della commissione di Bruxelles, senza pensare a fare del continente un grande spazio da ricollocare al centro dello scenario multipolare.</p>



<p>Per tutti questi motivi, fare del populismo un oggetto di culto sarebbe un imperdonabile errore. Occorre <strong>capirne e studiarne le mosse</strong> e, ove possibile, cercare di influenzarle ed orientarle. Non astenersi dalla critica, ma indirizzarla nella giusta direzione&#8221;.</p>



<p><em>Estratto dell&#8217;editoriale presente sul numero 346 di <strong>Diorama Lettarario</strong></em>. <em>Per abbonarsi alla rivista</em><strong> </strong><em>(10 numeri in un anno) versare </em><strong>35 euro </strong><em>sul </em><strong>conto corrente postale 14898506 </strong><em>intestato a Diorama Letterario, Codice Postale 1292, 50121 Firenze </em><strong>oppure </strong><em>effettuare un bonifico sul ccb</em><strong> IBAN IT72Y0760102800000014898506 </strong><em>intestato a Marco Tarchi. Inviare quindi una mail a </em><strong><a href="mailto:mtdiorama@gmail.com">mtdiorama@gmail.com</a> </strong><em>per comunicare l’indirizzo al quale si vorrà ricevere la rivista.</em></p>
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		<title>&#8220;Conflitto in Ucraina. Quale pace è possibile?”, il convegno a Roma</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/conflitto-in-ucraina-quale-pace-e-possibile-il-convegno-a-roma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 11:35:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1127" height="805" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 1127w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1127px) 100vw, 1127px" /></p>
<p>E’&#160;possibile invertire la rotta di collisione tra&#160;Unione&#160;Europea,&#160;NATO&#160;e Russia&#160;e&#160;perseguire un’altra politica continentale? Invio armi, sanzioni e mancata diplomazia:&#160;quali conseguenze&#160;reali possono avere&#160;sullanostra economia? Sabato 24&#160;gennaio 2026&#160;–&#160;dalle&#160;ore 14.30&#160;alle ore 18.30&#160;(ore 16 coffe break)&#160;presso&#160;Centro Congressi Cavour&#160;– Sala Palatino&#160;–&#160;Via Cavour 50/a&#160;–&#160;ROMA&#160;proveremo a dare risposta a queste domane e ad analizzare in modo approfondito la situazione generata dal conflitto in Ucraina &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/conflitto-in-ucraina-quale-pace-e-possibile-il-convegno-a-roma.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/conflitto-in-ucraina-quale-pace-e-possibile-il-convegno-a-roma.html">&#8220;Conflitto in Ucraina. Quale pace è possibile?”, il convegno a Roma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1127" height="805" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 1127w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1127px) 100vw, 1127px" /></p>
<p>E’&nbsp;possibile invertire la rotta di collisione tra&nbsp;Unione&nbsp;Europea,&nbsp;NATO&nbsp;e Russia&nbsp;e&nbsp;perseguire un’altra politica continentale?</p>



<p>Invio armi, sanzioni e mancata diplomazia:&nbsp;quali conseguenze&nbsp;reali possono avere&nbsp;sullanostra economia?</p>



<p><strong>S</strong><strong>abato 24</strong><strong>&nbsp;gennaio 2026</strong><strong>&nbsp;–&nbsp;</strong><strong>dalle&nbsp;</strong><strong>ore 1</strong><strong>4.30</strong><strong>&nbsp;alle ore 18.30</strong><strong>&nbsp;(ore 16 coffe break)</strong><strong>&nbsp;</strong><strong>presso&nbsp;</strong><a></a><strong>Centro Congressi Cavour</strong><strong>&nbsp;</strong><strong>– Sala Palatino</strong><strong>&nbsp;–</strong><strong>&nbsp;Via Cavour 50/a&nbsp;</strong><strong>–</strong><strong>&nbsp;ROMA</strong><strong>&nbsp;</strong>proveremo a dare risposta a queste domane e ad analizzare in modo approfondito la situazione generata dal conflitto in Ucraina con:</p>



<p>&#8211;&nbsp;On. Stefania Ascari&nbsp;</p>



<p>&#8211;&nbsp;On. Roberto Vannacci (on line)</p>



<p>&#8211;&nbsp;Gen. Maurizio Boni&nbsp;</p>



<p>&#8211;&nbsp;Gen. Francesco Cosimato&nbsp;</p>



<p>&#8211;&nbsp;Amb.&nbsp;Elena Basile&nbsp;​</p>



<p>&#8211;&nbsp;Amb.&nbsp;Marco Carnelos</p>



<p>&#8211;&nbsp;Dr. Giorgio Bianchi</p>



<p>L’Iniziativa&nbsp;è&nbsp;a cura del&nbsp;CeSEM &#8211;&nbsp;Centro Studi Eurasia Mediterraneo</p>



<p>La partecipazione è&nbsp;libera&nbsp;previa prenotazione a:&nbsp;<a href="mailto:cpeurasia@gmail.com">cpeurasia@gmail.com</a></p>



<p>Secondo le analisi di&nbsp;diverse&nbsp;associazioni&nbsp;imprenditoriali e&nbsp;di categoria italiane, il costo complessivo sostenuto dal&nbsp;nostro&nbsp;Paese tra il 2022 e il 2024&nbsp;per il conflitto in Ucraina&nbsp;si&nbsp;è&nbsp;collocato&nbsp;<strong>tra gli 85 e i 110 miliardi di euro</strong>, una cifra che equivale a tre manovre finanziarie e che ha inciso in profondità su famiglie, imprese e finanza pubblica. E mentre il Governo&nbsp;Meloni&nbsp;continua a ribadire il proprio sostegno a “una pace giusta e duratura in Ucraina”, alle PMI italiane sembra invece destinare una morte rapida, lasciandole sole a sopportare il peso di questi costi enormi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1127" height="805" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg" alt="" class="wp-image-502496" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 1127w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-13-at-23.43.39-e1768995323298.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1127px) 100vw, 1127px" /></figure>



<p>La voce più pesante riguarda le misure straordinarie&nbsp;adottate&nbsp;contro il caro-energia, con un esborso complessivo stimato&nbsp;<strong>tra i 45 e i 60 miliardi di euro</strong>&nbsp;per contenere l’esplosione dei prezzi di gas, elettricità e carburanti. A questa si aggiunge l’accelerazione verso gli impegni NATO, che ha comportato&nbsp;<strong>5–7 miliardi di euro</strong>&nbsp;<strong>di spesa militare aggiuntiva</strong>; gli aiuti diretti all’Ucraina –&nbsp;militari – che&nbsp;<strong>superano&nbsp;</strong><strong>i 3</strong><strong>&nbsp;miliardi</strong>; e i costi per l’accoglienza dei rifugiati, pari ad almeno&nbsp;<strong>600 milioni di euro</strong>. A tutto questo va aggiunto l’effetto macroeconomico dell’inflazione derivata dal conflitto. L’impennata dei prezzi dell’energia ha spinto&nbsp;i prezzi&nbsp;ai massimi degli ultimi decenni, innescando il successivo rialzo dei tassi da parte della BCE. Questo doppio shock ha eroso margini, ridotto investimenti e rallentato la crescita, con un costo per l’Italia stimabile tra i&nbsp;<strong>10 e i 15 miliardi di euro</strong>, considerando la perdita di PIL rispetto allo scenario pre-guerra.</p>



<p>Nel biennio 2025-2026, l’impatto economico della guerra in Ucraina sull’Italia è stimato in&nbsp;<strong>circa 18,8 miliardi di euro</strong>, a causa principalmente degli aumenti dei prezzi energetici che colpiscono il PIL.</p>



<p>Ma il rischio maggiore è quello dell’escalation bellica. Rifiutarsi di accettare “la pace possibile”,&nbsp;frutto&nbsp;di quanto avvenuto sul campo negli ultimi 4 anni, rischia di trascinare l’Italia e l’intero continente europeo&nbsp;in un conflitto armato diretto contro la Federazione Russa dalle conseguenze&nbsp;inimmaginabili e&nbsp;potenzialmente devastanti.</p>



<p>Rimanere schiacciati sulle attuali posizioni dell’Alleanza Atlantica è oggi per il nostro Paese insostenibile dal&nbsp;punto di vista militare ed&nbsp;economico,&nbsp;inaccettabile da quello costituzionale,&nbsp;ecco perché è necessario incrementare le iniziative diplomatiche in corso.</p>



<p>Relatori del Convegno:</p>



<p><strong>On. Stefania Ascari</strong>&nbsp;–&nbsp;<strong>Movimento Cinque Stelle</strong><strong>,</strong><strong>&nbsp;</strong><strong>parlamentare&nbsp;</strong><strong>italiana</strong>: “Il doppio standard dell’Occidente: se la Russia attacca l&#8217;Ucraina, la si chiama “invasione” e si riempie di armi l’Ucraina dandole anche la possibilità di bombardare il territorio russo, se Israele invade il Libano, invece, i toni si fanno più timidi, l’invasione diventa “incursione”, “operazione di comando”, “entrata”, si continua ad armare Netanyahu e a mantenere rapporti commerciali con Israele” (2 ottobre 2024).</p>



<p><strong>On. Roberto Vannacci</strong>&nbsp;–&nbsp;<strong>Lega</strong><strong>,</strong><strong>&nbsp;</strong><strong>europarlamentare</strong><strong>&nbsp;italiano</strong>: “Ucraina, Stop alla guerra subito, aspettare peggiorerà solo la situazione” (maggio 2025).</p>



<p><strong>Prof.ssa Elena Basile</strong>&nbsp;–&nbsp;<strong>ex Ambasciatrice dell’Italia in Belgio</strong><strong>, scrittrice</strong>: “Le élite europee vogliono la guerra con la Russia” (3 dicembre 2025).</p>



<p><strong>Generale Maurizio Boni</strong>&nbsp;– è stato, tra gli altri, vice comandante dell’Allied Rapid Reaction Corps (ARRC) di Innsworth (Regno Unito), capo di stato maggiore del NATO Rapid Reaction Corps Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (Varese), nonché capo reparto pianificazione e politica militare dell’Allied Joint Force Command Lisbon (JFCLB) a Oeiras (Portogallo): “Negoziati Ucraina, passo indietro, Cavo Dragone? Parole inopportune per un militare” (3 dicembre 2025).</p>



<p><strong>Generale Francesco Cosimato</strong>&nbsp;&#8211; Ha ricoperto numerosi incarichi di comando e staff, tra cui missioni in Somalia (1993), Bosnia (1998 e 2006) e Kosovo (2000). Ha comandato unità come il I Gruppo del 33° Reggimento artiglieria terrestre Acqui e il 21° Reggimento Artiglieria Trieste. E ha operato presso lo Stato Maggiore dell’Esercito e presso la NATO: “Guerra ibrida: l’obiettivo siamo noi e il mandante non è la Russia” (31 dicembre 2025).</p>



<p><strong>Dr. Giorgio Bianchi</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<strong>fotogiornalista, documentarista e blogger italiano.</strong>&nbsp;Ha realizzato reportage in Europa, Siria, Russia, Burkina Faso, Vietnam, Myanmar: “Ucraina? Capiremo tardi perché la Germania ci sta trascinando nel burrone” (26 novembre 2025).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/conflitto-in-ucraina-quale-pace-e-possibile-il-convegno-a-roma.html">&#8220;Conflitto in Ucraina. Quale pace è possibile?”, il convegno a Roma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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