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Società

“Talents Do It Better” spiega perché il vero vantaggio competitivo è il talento

Talents Do It Better di Pasquale Frega, Stephan Bissig e Chris Howarth propone un modello di leadership basato sull'Hypertalenting e sulle 4S

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale riscrive le regole del business e i mercati oscillano tra incertezza geopolitica e nuove opportunità, esiste una leva spesso sottovalutata che può fare la differenza tra un’azienda che sopravvive e una che guida il cambiamento: il talento. È questo il messaggio al centro di Talents Do It Better, il nuovo libro di Pasquale Frega, Stephan Bissig e Chris Howarth, presentato il 29 aprile a Milano.

Il volume, pubblicato da Luiss University Press, nasce dall’esperienza diretta degli autori in contesti internazionali e propone una rilettura radicale del ruolo della leadership nelle organizzazioni contemporanee. Lontano dai (boriosi e noiosi) manuali tradizionali, gli autori offrono un approccio nuovo per guidare le persone, senza mai perdere di vista la dimensione umana. Elemento essenziale in un’analisi fuori dagli schemi e, per questo, innovativa.

Hypertalenting: il coraggio di scommettere sui talenti dirompenti

Al centro della riflessione si colloca il concetto di Hypertalenting: una strategia orientata all’individuazione e alla valorizzazione di talenti capaci di sfidare lo status quo e generare un impatto reale e misurabile. L’innovazione, spiegano gli autori, non nasce esclusivamente da processi o strategie, ma dalla presenza di una massa critica di persone che pensano e agiscono in modo diverso.

«È stata un’esperienza unica condividere la mia passione per lo sviluppo dei talenti in un’opera che mostra come il talento, se valorizzato, possa essere dirompente e fare la differenza», ha dichiarato Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia. «Un approccio che ho l’opportunità di portare avanti anche in Philip Morris Italia, promuovendo una cultura della leadership fondata sulla valorizzazione delle persone, sulla fiducia e sulla responsabilità».

Il modello delle 4S: dalla teoria alla pratica quotidiana

A dare concretezza a questo approccio è il modello delle 4S — Spot, Steward, Stretch, Sustain — che traduce l’Hypertalenting in una pratica di leadership quotidiana.

Spot è l’arte di riconoscere il talento andando oltre competenze ed esperienza, per cogliere potenziale, mindset e capacità di adattamento. All’interno di questo framework si colloca la *Formula del Talento 70/30*: un equilibrio intenzionale tra il 30% di talenti dirompenti — capaci di innescare l’innovazione — e il 70% di enablers, essenziali per garantire stabilità ed esecuzione. Per identificare quel 30% dirompente, gli autori introducono lo STAR (State of Mind, Trials, Activator, Results), un sistema di valutazione in quattro dimensioni pensato per riconoscere l’autentico potenziale dirompente;

Steward ridefinisce il ruolo del leader come facilitatore e sponsor, superando il paradigma del controllo. I talenti dirompenti non vanno gestiti, ma accompagnati attraverso fiducia, protezione e sponsorship, creando contesti psicologicamente sicuri in cui le idee possano trasformarsi in risultati concreti; Stretch riguarda l’accelerazione dello sviluppo, affidando al talento ruoli e missioni capaci di ampliare competenze, modo di pensare e identità professionale. Invece di attendere che le persone siano «pronte sulla carta», il leader assume rischi calcolati, allineando la crescita individuale a obiettivi organizzativi ambiziosi.

Infine, Sustain assicura continuità e coerenza nel tempo: l’Hypertalenting non deve essere un’iniziativa episodica, ma un approccio strutturato supportato da strumenti come il Talent Review Process, che permettono di allineare strategia, struttura e succession planning alle esigenze future.

Oltre il «tick-the-box»: il coraggio di scommettere

Il libro sfida apertamente l’approccio tradizionale alla gestione del talento, quello che gli autori definiscono «tick-the-box»: la tendenza a valutare le persone sulla base di credenziali formali, anni di esperienza e percorsi di carriera convenzionali. In un mondo che cambia rapidamente, avvertono Frega, Bissig e Howarth, questo approccio non è più sufficiente. Le competenze più critiche per il futuro — pensiero dirompente, adattabilità, curiosità — sono difficili da quantificare, ma sono proprio quelle che fanno la differenza.

«Talents Do It Better nasce dalla consapevolezza che in tempi di continui cambiamenti, i modelli tradizionali non sono più efficaci. Il nuovo vantaggio competitivo deriva da scommesse audaci sui talenti», ha spiegato Stephan Bissig, Founder di Leader Growth LLC. Ma il libro, ha aggiunto, va oltre il tema del talento in sé: «Parla del coraggio di investire sulle persone e di riconoscerne il potenziale».



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