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	<title>Matteo Castellucci Archives - InsideOver</title>
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	<title>Matteo Castellucci Archives - InsideOver</title>
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		<title>Pronta la &#8220;Ley de Vivienda&#8221;, la legge sugli espropri che infiamma la Spagna</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spagna-ley-de-vivienda-espropri-spagna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2021 04:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Spagna fa discutere la nuova Ley de Vivienda. L’esecutivo di Pedro Sánchez vuole obbligare i palazzinari ad abbassare gli affitti e, al tempo stesso, intervenire contro il carovita abitativo delle città, stabilizzando i prezzi. I popolari hanno già annunciato battaglia: contestano la costituzionalità della norma e non la applicheranno nelle regioni che guidano. La &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-ley-de-vivienda-espropri-spagna.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-ley-de-vivienda-espropri-spagna.html">Pronta la &#8220;Ley de Vivienda&#8221;, la legge sugli espropri che infiamma la Spagna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/madrid-centro-Agenzia_Fotogramma_IPA19684889-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">In <strong>Spagna</strong> fa discutere la nuova </span><i><span style="font-weight: 400;">Ley de Vivienda</span></i><span style="font-weight: 400;">. L’esecutivo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pedro-sanchez.html"><strong>Pedro Sánchez</strong></a> vuole obbligare i palazzinari ad abbassare gli affitti e, al tempo stesso, intervenire contro il carovita abitativo delle città, stabilizzando i prezzi. I popolari hanno già annunciato battaglia: contestano la costituzionalità della norma e non la applicheranno nelle regioni che guidano. La mossa del governo è una concessione dei socialisti agli alleati di Podemos, indispensabili per il governo di minoranza uscito dalle urne del novembre del 2019. </span></p>
<h2>Il disegno di legge</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova legge non ha ancora cominciato l’iter parlamentare e sta concludendo una gestazione durata un anno in Consiglio dei ministri. È stata oggetto di trattative nella coalizione, lo dimostra il fatto che i suoi dettagli sono stati presentati con otto mesi di ritardo sulle aspettative. L’accordo tra socialisti e Podemos è stato chiuso solo martedì 5 ottobre. &#8220;Garantirà il diritto alla casa, soprattutto a chi è in difficoltà&#8221;, ha detto il ministro socialista Félix Bolaños, &#8220;rispetterà le autonomie regionali, aiuterà i giovani nel loro progetto di vita&#8221;. Ma come funzionerà?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel dettaglio, la legge si propone di intervenire sui prezzi degli affitti, per abbatterli nel caso dei &#8220;grandi proprietari&#8221; e calmierarli, mantenendoli stabili contro la speculazione, nel caso dei &#8220;piccoli proprietari&#8221;. Il discrimine tra queste due categorie di locatari non è ancora stato definito, nel testo si parlerà di persone fisiche e giuridiche, ma sarà decisivo il numero di proprietà: chi possiede più di dieci appartamenti verrà considerato un &#8220;grande proprietario&#8221;. La <strong>Moncloa</strong> ha previsto incentivi fiscali, sotto forma di crediti d’imposta, per agevolare gli sconti sul canone. </span></p>
<h2>Una bandiera di Podemos</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La misura è un cavallo di battaglia del partner di governo più a sinistra, </span><i><span style="font-weight: 400;">Unidas Podemos</span></i><span style="font-weight: 400;">. Si applicherà, infatti, alle cosiddette &#8220;zone sollecitate&#8221; (</span><i><span style="font-weight: 400;">t</span></i><i><span style="font-weight: 400;">ensionadas </span></i><span style="font-weight: 400;">in spagnolo), dove l’abbassamento degli affitti risponderà a un indice di mercato che tenga conto dei prezzi medi. In un paese gelosissimo delle autonomie locali, a stabilire quali quartieri rientreranno in queste aree protette, però, non sarà il governo centrale. Spetterà a regioni e comuni. Una biforcazione che potrebbe innescare conflitti in futuro, in particolare quando le amministrazioni sono di diversi colori politici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra le altre richieste del partito di <strong>Yolanda Díaz</strong>, c’è l’innalzamento al 30% della quota di edilizia protetta, metà della quale da destinare a finalità sociali, nelle nuove costruzioni. Verrà introdotta una maggiorazione fino al 150% sulla tassa di proprietà (l’&#8221;Ibi&#8221;, equivalente alla nostra Imu) per le case sfitte o vuote. Di nuovo, saranno i comuni a decidere se far scattare l’aumento. Infine, si vieterà di vendere alloggi pubblici ai privati, per sventare alienazioni di massa come quelle avvenute a Madrid, dove l’esecutivo regionale in passato ha ceduto tremila abitazioni alla </span><span style="font-weight: 400;">Goldman Sachs e 1.860</span> <span style="font-weight: 400;">al fondo di investimento Blackstone. Questa &#8220;tutela permanente&#8221; durerà trent’anni. </span></p>
<h2>La sollevazione del PP</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Contro i piani del governo è insorta l’opposizione del </span><i><span style="font-weight: 400;">Partido Popular</span></i><span style="font-weight: 400;">. Il presidente <strong>Pablo Casado</strong> ha annunciato un ricorso di incostituzionalità. Si tratta del secondo esposto alla Corte costituzionale da parte dei popolari, che hanno impugnato anche una legge analoga della <strong>Catalogna</strong>. In quel caso, è una nota di colore ma anche politica, avevano assunto come legale Albert Rivera, ex leader di </span><i><span style="font-weight: 400;">Ciudadanos</span></i><span style="font-weight: 400;"> e quindi ex concorrente nel centrodestra. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ostruzionismo legale anticipa quello in aula, ma permetterà da subito al PP di intestarsi il merito di aver congelato l’applicazione della normativa, almeno dove è al potere. &#8220;Un governo che parla di </span><i><span style="font-weight: 400;">co-governance</span></i><span style="font-weight: 400;"> spinge una legge senza consultare le comunità locali&#8221;, è la stroncatura del presidente andaluso Juanma Moreno. Sempre in quota popolare, si oppongono anche i governatori di Castilla y León e Galizia. &#8220;È una legge di espropri&#8221;, ha detto Fernando López Miras della Murcia. </span></p>
<h2>L’alternativa di Madrid, il precedente di Barcellona</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Il PP, che nei sondaggi ha staccato in primavera il PSOE di un punto percentuale, non si limita a contestare la </span><i><span style="font-weight: 400;">Ley de Vivienda</span></i><span style="font-weight: 400;">, ma propone soluzioni alternative. L’esempio è il caso della comunità autonoma di <strong>Madrid</strong>, conquistata nel 2019 da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/isabel-diaz-ayuso-la-presidente-madrilena-cui-guarda-il-centrodestra-europeo.html">Isabel Díaz Ayuso</a></strong>, astro nascente dei popolari. </span><span style="font-weight: 400;">Puerta del Sol (nome del governo madrileno) varerà detrazioni per chi dà alloggio ai giovani e ridurrà ulteriormente le <strong>tasse</strong>, già calate di 112 milioni di euro negli ultimi due anni. Anche </span><span style="font-weight: 400;">Díaz Ayuso ha promesso di opporsi in tribunale a una norma che, a suo avviso, «colpisce il diritto di proprietà e la concorrenza diretta». </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova legge è, invece, meno severa del regolamento adottato in Catalogna un anno fa. Nella versione di Barcellona, città dove vive in affitto il 40% degli abitanti, infatti non c’è distinzione tra &#8220;grandi&#8221; e &#8220;piccoli&#8221; proprietari. Contro questa stretta si era unito al ricorso dei popolari il governo nazionale di centrosinistra. Ora la </span><i><span style="font-weight: 400;">Generalitat</span></i><span style="font-weight: 400;"> potrebbe vendicarsi: se la misura invaderà le competenze catalane, ha promesso la ministra <strong>Violant Cervera</strong>, sarà Barcellona ad appellarsi alla Corte costituzionale. In questi giorni, il tema immobiliare è centrale nel dibattito pubblico spagnolo: su un’altra scala, stanno facendo rumore le rivelazioni dei </span><i><span style="font-weight: 400;">Pandora Papers</span></i><span style="font-weight: 400;"> sulle abitazioni di lusso acquistate da ricchi iberici tramite opache società straniere. </span></p>
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		<title>Perché la crisi nel Regno Unito non dipende solo dalla Brexit</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/regno-unito-crisi-forniture-brexit.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 04:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Regno Unito va verso un «inverno del malcontento». Trema il governo di Boris Johnson in crisi di consensi come quello laburista del 1978-1979, quando gli scioperi portarono a Downing Street Margaret Thatcher. Più di quarant’anni dopo, l’inverno inglese resta uno snodo politico cruciale. E quell’espressione, rubata al Riccardo III di Shakespeare, viene rispolverata dai &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/regno-unito-crisi-forniture-brexit.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/scorte-regno-unito-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>Regno Unito</strong> va verso un «inverno del malcontento». Trema il governo di <strong>Boris Johnson</strong> in crisi di consensi come quello laburista del 1978-1979, quando gli scioperi portarono a Downing Street Margaret Thatcher. Più di quarant’anni dopo, l’inverno inglese resta uno snodo politico cruciale. E quell’espressione, rubata al <em>Riccardo III</em> di Shakespeare, viene rispolverata dai giornali britannici. Ma il malcontento, stavolta, è cominciato in autunno.</p>
<h2>La vera carenza è di braccia</h2>
<p>La partita riguarda gli &#8220;<em>shortages</em>&#8220;, quelli macroscopici hanno colpito distributori di benzina e supermercati. Lo spettro della traduzione varia da &#8220;scarsità&#8221; a &#8220;carestia&#8221;, a seconda della connotazione. Che un problema esista è un dato di fatto, al di là del vocabolario. Le nuove regole, meno permissive, sull’<strong>immigrazione</strong> hanno decapitato le catene di approvvigionamento di lavoratori vitali, altri hanno lasciato il paese. La vera carenza, dunque, riguarda le braccia.</p>
<p>I conservatori contavano su un riequilibrio del mercato del lavoro, con un ingresso di manodopera britannica che finora non è avvenuto perché la <strong>pandemia</strong> ha bloccato il ricambio fisiologico di varie categorie professionali. La crisi, però, è strutturale; potrebbe volerci un biennio per superarla. Si calcola, per esempio, che l’industria alimentare e delle bevande sia in difetto di mezzo milione di occupati. Questa filiera – insieme alla logistica dei camionisti, migrati al servizio della più redditizia distribuzione dell’e-commerce – riempie gli scaffali dei negozi, per questo i «buchi» a monte diventano evidenti a valle, nella vita quotidiana.</p>
<h2>Il caso dei camionisti</h2>
<p>&#8220;Gli shortages sono l’unica cosa che non stiamo esaurendo qui nel Regno Unito&#8221;, è l’attacco di un pezzo della <em>Bbc</em>. Mancano sia le scorte sia la forza lavoro. Un caso su tutti spiega quanti colpevoli concorrano alla paralisi. La penuria di benzina e di altri generi è scattata anche per il &#8220;panic-buying&#8221;, cioè la psicosi, di media e cittadini, è vero. Ma prima del coronavirus mancavano già 60 mila camionisti, oggi la voragine si è allargata a centomila. L’Office for National Statistics stima che 16 mila degli «scomparsi» fossero europei, poi tornati a casa.</p>
<p>Sull’esodo ha influito la pandemia che nel 2020 ha temporaneamente congelato la mobilità. Sempre il Covid ha fermato gli esami per le nuove licenze agli autisti. L’emorragia di candidati va avanti da alcuni anni: nel 2020 hanno partecipato ai test 25 mila persone in meno del 2019. In un comparto già vecchio, l’età media è di 55 anni, chi è andato in pensione non è stato sostituito. Anche le riforme della tassazione hanno reso meno conveniente, in termini di <strong>stipendio</strong>, lavorare nel Regno Unito o per conto di ditte britanniche.</p>
<h2>Tra Brexit e pandemia</h2>
<p>Il riassestamento <strong>post-Brexit</strong> è lento. La competitività persa dai prodotti inglesi sul mercato comunitario è stata parzialmente compensata: se a luglio le esportazioni verso il vecchio continente sono affondate (-900 milioni di sterline), quelle verso nazioni extra-europee sono cresciute (+700 milioni). È presto per i bilanci, ma la &#8220;Global Britain&#8221; dei Tories, cioè una nazione meno legata all’Europa e più aperta al resto del mondo, sta tardando a dare risultati. Londra ha firmato accordi commerciali con una settantina di paesi per sostituire quelli di cui godeva da Stato membro dell’Ue, ma continua a mancare il trattato più importante, quello con gli Stati Uniti, che da soli valgono il 15% delle esportazioni di Londra.</p>
<p>Sul lungo periodo la Brexit favorirà l’economia, ha promesso il ministro delle finanze <strong>Rishi Sunak</strong> al congresso dei conservatori di Manchester. Per ora, i costi non bastano ripagare i benefici perduti: secondo le proiezioni tedesche, il Regno Unito sta per uscire dalla lista dei primi dieci partner commerciali della Germania. Sarebbe la prima volta negli ultimi settant’anni. Intanto, i prezzi del carburante hanno raggiunto i massimi dal settembre 2013, mentre nei supermercati si registrano rincari: l’1,3% di settembre ha triplicato il +0,4% di agosto, ma a ottobre il balzello potrebbe toccare quota 5%.</p>
<figure id="attachment_333047" aria-describedby="caption-attachment-333047" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-333047 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/boris-johnson-la-presse-1024x683.jpeg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/boris-johnson-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/boris-johnson-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/boris-johnson-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/boris-johnson-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/boris-johnson-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/boris-johnson-la-presse-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-333047" class="wp-caption-text">Boris Johnson durante la convention del partito conservatore a Manchester (Foto La Presse).</figcaption></figure>
<h2>Gli errori del governo</h2>
<p>Il divorzio dall’<strong>Unione europea</strong> ha influito, con i controlli doganali all’ingresso sospesi a più riprese all’ultimo minuto utile, stavolta fino al 2022. Il vero game-changer, però, è stato la pandemia. &#8220;Il meteorite che ha distrutto la nostra economia&#8221;, l’ha definita Johnson dal podio di Manchester. Non va però in questa direzione l’exit-plan dalla crisi del governo. Da un lato, l’esecutivo conservatore più interventista di sempre chiama il settore privato alle sue responsabilità: non può essere lo Stato a correggere ogni falla nella catena, spetta alle imprese. Un rimpallo non comune per un partito che nel mondo del business identifica, o identificava, una grossa fetta del suo elettorato.</p>
<p>Dall’altro, la contromossa ministeriale è stata una pioggia di visti per cittadini europei: 5 mila in più per gli autotrasportatori, altri 5.500 per la filiera del pollame, mentre quella della carne suina è così al collasso da rischiare di bruciare – in senso letterale, perché non è in grado di lavorarli in tempo – 120 mila capi. A due mesi dal Natale, i produttori di tacchini non riusciranno a soddisfare gli ordini. Come ha scritto Paola Peduzzi sul <em>Foglio</em>, c’è il paradosso di una nazione neoisolazionista che al cenone mangerà pollame di origine europea invece di quello a chilometro zero (nei supermercati, quando ancora non erano vuoti, lo union jack svettava nei bollini sulle confezioni delle merci &#8220;britanniche al 100%&#8221;).</p>
<h2>Il cortocircuito di Manchester</h2>
<p>&#8220;La soluzione – ha detto il primo ministro al congresso – è controllare l’immigrazione per consentire a gente di talento di venire in questo paese, ma non useremo l’immigrazione come scusa per aver fallito a investire nelle persone, nelle competenze, nella tecnologia e nei macchinari&#8221;. La finestra di visti sarà aperta sino a fine anno. Da sola potrebbe non bastare, vanno convinti i diretti interessati: finora solo 27 camionisti hanno risposto alla prima tranche di trecento permessi. A Manchester, Johnson ha evocato la Thatcher per giustificare l’aumento delle tasse, ha delineato la sua visione post-Brexit come quella di &#8220;un governo del si-può-fare&#8221; che &#8220;invertirà la direzione di marcia del Regno Unito&#8221;, dove però i conservatori sono al potere ininterrottamente da 11 anni.</p>
<p>Il fatto che esista ancora un ministro alla Brexit, l’ex capo-negoziatore <strong>Lord Frost</strong> elogiato dal premier, ora che la Brexit è finita – almeno in teoria – la dice lunga sulla durata dello scacco. &#8220;È cominciato il Rinascimento Britannico&#8221;, ha vaticinato proprio Frost. La situazione nel paese suona come una smentita. Prima si passa dal medioevo. Tanto ha brillato per finalizzare la Brexit e nella campagna vaccinale, quanto il governo di Johnson sta faticando con i dossier di politica interna, quelli che tradizionalmente rappresentavano il core-business dei Tories. Ritenere la separazione da Bruxelles l’unica causa della crisi è eccessivo persino per un partito che a quello scisma deve i trionfi alle urne.</p>
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