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	<title>strage di Nizza Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 01 Jun 2020 08:49:03 +0000</lastBuildDate>
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	<title>strage di Nizza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Spagna, le spiagge nel mirino</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/spagna-antisommossa-nelle-spiagge-contro-il-terrorismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Calogero Migliore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2017 07:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Nizza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="466" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/ISIS-Terror-Promise-700x466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/ISIS-Terror-Promise-700x466.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/ISIS-Terror-Promise-700x466-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>La Spagna non diminuisce il livello di allerta nei confronti della minaccia del terrorismo e si prepara all’arrivo di centinaia di migliaia di turisti sulle sue spiagge. Secondo quanto riporta il quotidiano online El Confidencial, che cita fonti autorevoli del dipartimento di pubblica sicurezza, il governo spagnolo avrebbe dato l’avvio a un rafforzamento della presenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/spagna-antisommossa-nelle-spiagge-contro-il-terrorismo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="466" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/ISIS-Terror-Promise-700x466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/ISIS-Terror-Promise-700x466.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/06/ISIS-Terror-Promise-700x466-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p><p>La Spagna non diminuisce il livello di allerta nei confronti della minaccia del terrorismo e si prepara all’arrivo di centinaia di migliaia di turisti sulle sue spiagge. Secondo quanto riporta il quotidiano online <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.elconfidencialdigital.com/seguridad/Antidisturbios-desplegados-playas-espanolas_0_2950504935.html">El Confidencial</a>, che cita fonti autorevoli del dipartimento di pubblica sicurezza, il governo spagnolo avrebbe dato l’avvio a un rafforzamento della presenza delle forze di polizia in tutte le località marittime più interessate dal turismo di massa. Dopo la scorsa estate, quando Nizza fu colpita per mano di un terrorista su un camion, anche i luoghi del divertimento dell’estate sono diventati a rischio di attacchi, e la Spagna non può permettersi alcuna falla nel sistema di sicurezza soprattutto per un settore trainante come quello del turismo.</p>
<p>Con gli attentati di Manchester, Parigi e Londra, lo Stato Islamico ha dimostrato di avere interesse a colpire aree a forte affluenza di pubblico, a prescindere dal luogo in cui esse siano. Le forze di sicurezza francesi e britanniche hanno dovuto scegliere la strada della militarizzazione di molte aree delle zone a più alto rischio attentati. In questo, la Spagna, che ha già avviato un processo d’inserimento dei militari negli aeroporti, avrebbe dunque deciso di rafforzare la presenza della polizia sulle spiagge, simbolo del turismo spagnolo. Un rafforzamento che però presenta notevoli problematiche inerenti soprattutto alla logistica. A differenza delle grandi città, le località turistiche presentano difficoltà di manovra e soprattutto un numero di poliziotti notevolmente inferiore. Per questo motivo, il governo avrebbe deciso di inviare le forze antisommossa e le unità d’intervento rapido, capaci di spostarsi rapidamente in un raggio di svariati chilometri.</p>
<p>La decisione di inviare le forze speciali rispetto a quelle di polizia comune nelle località turistiche sarebbe dunque originata da due distinte esigenze. Da una parte l’esigenza logistica e numerica: l’impiego di reparti che non dovrebbero essere utilizzati a scopo di controllo nasce dal fatto che le località di mare non hanno il numero di agenti adeguato. Dall’altra parte, c’è un fattore dissuasivo e soprattutto di sicurezza non indifferente. Il motivo è che le località di mare presentano, in particolare le spiagge, peculiarità per le quali, in caso di attentato, i reparti speciali avrebbero migliori capacità di reazione. La strage di Nizza, così come l’attacco sulle spiagge di Tunisi, hanno dimostrato quanto fosse difficile per i reparti della polizia cittadina intervenire in contesti che sono difficilmente inquadrabili nel tipico contesto urbano e che necessitano di una capacità d’intervento differente.</p>
<p>La minaccia jihadista in Spagna è un fenomeno studiato da tempo dall’intelligence di Madrid. Gli arresti per attività vicine al terrorismo islamico, dal proselitismo al crimine, sono in aumento, a dimostrazione di un radicamento che fino a pochi anni fa si credeva difficile da realizzare. Non sono solo le enclave marocchine di Ceuta e Melilla a destare preoccupazione, ma anche la crescita di radicalizzazione all’interno delle grandi città, in particolare Barcellona. Soltanto nel 2015, uno studio condotto sui centri islamici e le moschee in territorio spagnolo, aveva dimostrato che almeno il 30% divulgava idee non troppo distanti da quelle considerate vicine al terrorismo di stampo salafita. Ma è soprattutto nelle case che si annida la minaccia più grave: in quella self-jihad che per le intelligence mondiali rappresenta la minaccia più temibile ed anche quella più complicata da gestire. Proprio dalla self-jihad, dal fenomeno dei cosiddetti “lupi solitari” si origina il pericolo di attentati in luoghi magari meno noti, ma comunque potenzialmente devastanti. Le spiagge piene di bagnanti rappresentano, in questo senso, obiettivi più facili da colpire per il terrorismo contemporaneo, legato all’azione del singolo, e molto più difficili da prevenire e neutralizzare per le forze dell’ordine.</p>

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		<title>Mappa del Natale negato</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/mappa-del-natale-negato-dentro-e-fuori-dalleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2016 15:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Nizza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ci sono Paesi in cui il Natale può trasformarsi in un&#8217;occasione di paura. Ci sono Paesi in cui i cristiani non possono manifestare liberamente la loro fede, pena la persecuzione o l’arresto. Nel mondo ci sono almeno tre nazioni che hanno posto il veto alla più sacra festività cattolica. Ma ce ne sono molte altre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/mappa-del-natale-negato-dentro-e-fuori-dalleuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/OLYCOM_20161225155320_21691222-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ci sono Paesi in cui il Natale può trasformarsi in un&#8217;occasione di paura. Ci sono Paesi in cui i cristiani non possono manifestare liberamente la loro fede, pena la persecuzione o l’arresto. Nel mondo ci sono almeno tre nazioni che hanno posto il veto alla più sacra festività cattolica. Ma ce ne sono molte altre che non l’hanno fatto apertamente scegliendo altre forme di dissuasione, come la limitazione delle libertà civili e politiche o di proselitismo.I primi veri “nemici” del Natale sono <strong>Somalia</strong>, <strong>Tagikistan</strong> e <strong>Brunei</strong>. Lo Stato del Corno d’Africa, dilaniato da una decennale guerra intestina e falcidiato dagli attentati degli islamisti di al-Shabaab, ha emesso dei provvedimenti pacifici contro le celebrazioni natalizie. Per Sheikh Mohamed Kheyrow ministro della Religione ha spiegato che il Natale è una celebrazione &#8220;che non ha nulla a che fare con l’Islam» e per questo viene osteggiata dalle autorità, dimenticando forse che anche nel Corano viene ricordata la nascita di Cristo celebrandolo come profeta. Il portavoce del sindaco di Mogadiscio ha affermato in più di un’occasione che «Tutti i somali sono musulmani e che non ci sono comunità cristiane in Somalia&#8221;.Il ricco sultanato del Brunei ha introdotto norme sempre più stingenti contro il Natale, in particolare i residenti del regno rischiano fino a 5 anni di carcere se colti nell’atto di celebrare la festività cristiana. Criticato dalla comunità internazionale le autorità hanno spiegato che il divieto non si applica ai cristiani, che possono celebrarlo esclusivamente nelle proprie case, ma solo ai musulmani. &#8220;Queste misure rinforzate &#8211; spiega il ministero per gli Affari religiosi &#8211; sono state introdotte per controllare eccessivi festeggiamenti che potrebbero danneggiare la fede della comunità musulmane&#8221;. Il provvedimento però ha tutta l’aria di volersela prendere con quei cittadini convertiti al cristianesimo.Misure ‘anti-Natale’ anche nell’ex repubblica sovietica del Tagikistan che ha scelto di bandire gli alberi di Natale e biglietti di auguri da scuole e università. Il provvedimento non ha tanto uno scopo di tipo religioso quanto una reticenza di stampo sovietico in un Paese diviso fra atei e comunità ortodossa.<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:70.25%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://telemaco87.carto.com/viz/b1d17f74-c837-11e6-b6da-0e3a376473ab/embed_map" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div><em>Cliccare sui singoli Paesi per leggere i dettagli.</em>Vietare il proselitismo e perseguitare i cristianiEsistono poi tutta una serie di Paesi che non condannano apertamente il Natale ma hanno introdotto negli anni una serie di misure che di fatto vanno a colpire la vita religiosa delle comunità cristiane. Ne è un esempio l’Arabia Saudita. In tutto il Paese è vietato il culto pubblico di altre religioni. Il milione e mezzo di fedeli cristiani nella terra dei Saud può professare la propria fede solo nel chiuso delle pareti domestiche evitando di manifestarla in pubblico.Destino analogo in Afghanistan dove il cristianesimo non è riconosciuto come religione non è consentito convertirsi, pena la morte. Le leggi vietano anche tutte le forme di proselitismo nel Paese. Proibiti anche tutti gli oggetti come crocifissi, statue e sculture. L’unica chiesa di tutta la nazione si trova nel quartiere diplomatico ma non è accessibile dalla popolazione.Destino simile anche in Algeria, nonostante due basiliche, un’arcidiocesi e tre diocesi. Il Natale non è riconosciuto come festività e dal 2006 la situazione si è fatta sempre più difficile. Algeri ha infatti introdotto una serie di restrizioni nei confronti delle minoranze. In particolare con il divieto di fare proselitismo. In più i cristiani possono professare la loro fede solo nei luoghi autorizzati dalle forze dell’ordine. Vietata anche la diffusione della Bibbia e dei &#8220;documenti che possano confondere un musulmano&#8221;.Destini simili invece per Yemen e Libia. Le guerre civili scoppiate dopo il 2011 hanno avuto pesantissime ricadute sulle minoranze cristiane. In Yemen negli ultimi anni gli attacchi alle piccole comunità cristiane sono aumentati, soprattutto da parte di organizzazioni vicine allo Stato islamico. In Libia dopo la caduta di Gheddafi gran parte della comunità è stata costretta alla fuga per le continue minacce ricevute dai gruppi islamisti. Stesso scenario anche nella Siria martoriata dalla guerra. Paese dalle profonde radici cristiane la Siria è <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/curdi-e-ribelli-ci-stanno-massacrando/" target="_blank">diventata una grande tomba</a> a cielo aperto per i milioni di fedeli sottoposti agli attacchi dei fondamentalisti dell&#8217;Isis, al Nusra e altre formazioni presenti nel Nord del Paese.<div style="position:relative;width:100%;padding-bottom:84.25%;height:0;overflow:hidden;"><iframe src="https://magic.piktochart.com/embed/19180237-spirito-natale" style="position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%;border:0;" allowfullscreen loading="lazy"></iframe></div>La speranza ferita dell&#8217;EuropaAll&#8217;interno dei Paesi europei il Natale non è mai stato in pericolo ma in questi anni prevale un sentimento di disincanto e cinismo, piegato sia alla paura che a logiche commerciali, che mette in pericolo il Natale nella sua essenza. Ne sono convinti gli spagnoli ad esempio. L&#8217;81% di loro, si scopre in una rilevazione dell&#8217;istituto britannico Youdem, è convinto che la festività sia ormai una ricorrenza solo consumistica. Dello stesso parere il il 77% dei britannici e il 73% dei tedeschi.Ma gli eventi dell&#8217;ultimo anno, e delle ultime settimane, mettono in luce anche che l&#8217;Europa ha sempre più paura, anche in occasione del Natale. Ne sono convinti i francesi ad esempio, il 34% di loro vivrà le prossime ricorrenze con ansia e preoccupazione. La Francia negli ultimi due anni <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/2016-lanno-del-terrore-in-europa/" target="_blank">è stata l&#8217;obiettivo di diversi attentati</a>, il più sanguinoso a Nizza, il più doloroso e simbolico a Saint Etienne du Rouvray dove un parroco è stato sgozzato da due estremisti islamici. Il sondaggio assume toni quasi beffardi se letti con gli occhi degli ultimi giorni. Il 68% dei tedeschi aveva dichiarato di avere aspettative positive in vista delle festività, nonostante la lunga scia di attacchi realizzati dai lupi solitari nel corso del 2016. Percentuale che dopo la strage di Berlino appare quanto mai un mero calcolo statistico. Perché se il Natale in Europa non è vietato come in altri Paesi del mondo non è vietato, sicuramente è sotto attacco da parte di chi vorrebbe vietarlo.</p>
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		<title>Da Charlie a Nizza: un anno di bugie</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/da-charlie-a-nizza-un-anno-di-bugie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Calogero Migliore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 11:23:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Bataclan]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Nizza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La strage di Nizza del 14 luglio scorso e tutto quello che ne è conseguito &#8211; polemiche tra governo e comune innanzitutto &#8211; ha riacceso i riflettori sugli errori compiuti da Mannuel Valls e dal suo entourage nella gestione dell&#8217;emergenza terrorismo dal massacro di  Charlie Hebdo ad oggi. Il 18 giugno 2015, infatti, è calato il segreto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/da-charlie-a-nizza-un-anno-di-bugie.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715124720_19976801-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">La strage di Nizza del 14 luglio scorso e tutto quello che ne è conseguito &#8211; polemiche tra governo e comune innanzitutto &#8211; ha riacceso i riflettori sugli errori compiuti da Mannuel Valls e dal suo entourage nella gestione dell&#8217;emergenza terrorismo dal massacro di  <em>Charlie Hebdo</em> ad oggi.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Il 18 giugno 2015, infatti, è calato il segreto di Stato sulla strage al settimanale satirico<a href="http://www.lemonde.fr/police-justice/article/2015/09/10/les-juges-demandent-la-levee-du-secret-defense-sur-la-surveillance-des-auteurs-des-attentats-de-janvier_4751840_1653578.html" target="_blank" rel="noopener">. Molti giudici hanno protestato apertamente</a> chiedendo la possibilità di investigare sul passato dei <strong>fratelli Kouachi</strong> e, soprattutto, su quello di <strong>Amedy Coulibaly</strong>. Non possono più. Tutto è stato coperto dal segreto di Stato.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Ad agosto 2015,l<a href="http://www.lavoixdunord.fr/region/affaire-hermant-quand-l-indic-veut-sortir-de-l-ombre-ia0b0n2987240" target="_blank" rel="noopener">a <i>Voix du Nord</i></a>, quotidiano di Calais, scopre che Coulibaly, l’attentatore dell’Hyper Cacher, sarebbe riuscito ad ottenere le armi per compiere la strage al supermercato ebraico grazie a <strong>Claude Hermant</strong>, 52 anni, un passato da paracadutista e da mercenario in Africa. Hermant è stato anche un attivista del Front National. Ma non solo: dal 2013 è l’uomo che si occupa, per i<strong> servizi segreti francesi</strong>, di investigare sul traffico d’armi che entrano ed escono dalla Francia. Un <strong>infiltrato</strong>, insomma. Che però, non si sa se per interessi personali oppure per coprire chi lo dirige, fa un gioco che non è chiaro. Interrogato, Hermant dice di non voler fare la fine di Marc Fievet. Una allusione fin troppo chiara – scrive la <i>Voix du Nord</i> – “all’ex ispettore doganale francese arrestato dalle autorità canadesi e abbandonato dai suoi superiori”. Se questa pista dovesse rivelarsi vera, dovremmo supporre che, seppur indirettamente, il governo francese ha armato le mani di chi poi ha colpito Parigi. Ma sul traffico di armi che ha permesso la carneficina al settimanale satirico non si potrà più investigare. Segreto di Stato.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Nel luglio del 2016 si è registrato – quasi in concomitanza con la strage di Nizza – l’ennesimo scivolone del governo Valls. La polizia avrebbe taciuto – non si sa ancora su ordine di chi – sui crimini degli attentatori al<strong> teatro Bataclan</strong> (13 novembre 2015). <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-3692359/French-government-suppressed-gruesome-torture-Bataclan-victims-official-inquiry-told-castrated-eyes-gouged-ISIS-killers.html" target="_blank" rel="noopener">La notizia viene data dal <i>Daily Mail </i></a>del 16 luglio 2016, quindi otto mesi dopo la strage in cui è morta la nostra connazionale <strong>Valeria Solesin</strong>. Il quotidiano inglese pubblica parte del rapporto della Commission Fenech-Pietrasanta, ovvero l’organo parlamentare competente in materia di terrorismo islamico e prevenzione di nuovi attacchi.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Sono pagine durissime in cui si parla apertamente di “<strong>torture abominevoli</strong>” compiute dai terroristi. Non solo: vengono anche mostrati gli errori compiuti dall’intelligence francese, completamente impreparata davanti ad un attacco simile.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Come riporta il <em>Daily Mail</em>, un poliziotto della <i>brigade anti-criminalité</i> (Bac), intervenuto sul luogo del massacro, ha raccontato: “Dopo la strage ero al passage Saint-Pierre-Amelot (nei pressi del teatro <i>NdA</i>) con i colleghi quando ho visto uno di loro piangere e vomitare, mi ha raccontato quello che aveva visto al secondo piano del Bataclan”.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">E cosa aveva visto quel poliziotto? I <strong>segni di tortura</strong> avvenuti al secondo piano del teatro, dove i terroristi avrebbero <strong>decapitato</strong> e <strong>sventrato</strong> a proprio piacimento i malcapitati. Il padre di una delle vittime, chiamato a riconoscere il cadavere del figlio, ha affermato di aver fatto fatica a riconoscerlo perché “gli hanno perforato l’occhio destro e rimosso mezzo volto”. Di tutto questo non si è parlato per otto mesi. Tutto insabbiato, ancora una volta.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Ma è dopo la strage di Nizza del 14 luglio del 2016 che il governo francese inanella una serie di errori. Gravissimi non solo per i francesi, ma anche per tutta l’Europa. Il 20 luglio del 2016, il quotidiano <i>Libération</i> pubblica un’inchiesta accurata che dimostra le bugie sulla sicurezza raccontate dal governo in merito alla strage di Nizza.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Secondo il quotidiano francese, la sera del 14 luglio non ci sarebbero stati agenti di polizia a guardia degli ingressi della zona resa pedonale per la celebrazione della Presa della Bastiglia, ma solo pochi <strong>vigili urbani</strong>. Per l’attentatore sarebbe stato quindi un gioco da ragazzi aggirare le (poche) forze dell’ordine, salendo con il camion sul marciapiede ed aggirandole senza incontrare resistenza. Le prove raccolte dal giornale, testimonianze e fotografie, contraddicono quanto avevano affermato il ministro dell&#8217;Interno Bernard Cazeneuve ed il primo ministro Manuel Valls, secondo i quali gli agenti della Polizia nazionale erano presenti in forze e bloccavano gli accessi alla Promenade con le loro vetture di servizio.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Persino i verbali delle tre riunioni tenute alla Prefettura in vista delle celebrazioni per la Festa nazionale francese, pubblicati da <i>Libèration</i>, dimostrano che non era nemmeno previsto che gli agenti di polizia presidiassero gli ingressi della zona pedonalizzata. Nonostante ciò, secondo il giornale, è difficile dire se un dispositivo di sicurezza rafforzato avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. Ma tant’è. Il governo francese avrebbe mentito ancora una volta. Potrebbe cadere tutto nel dimenticatoio dopo l’inchiesta di <i>Libèration</i>, <a href="http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2016/07/21/01016-20160721ARTFIG00225-attentat-de-nice-quand-la-justice-demande-a-la-mairie-de-detruire-24-heures-d-images.php">ma <i>Le Figaro</i></a>, il 21 luglio, dà una notizia preoccupante: la magistratura francese ha deciso che il comune di Nizza dovrà c<strong>ancellare tutti i fotogrammi registrati dalle telecamere di video sorveglianza</strong>. Come mai? Per evitare di diffondere immagini che possano ledere la dignità delle vittime. Bene. Ma il problema è che quei fotogrammi sono anche prove. Perché distruggerle dato che questa faccenda ha contorni parecchio fumosi? Non dovrebbero – gli inquirenti – sedersi davanti a un pc per studiarle a fondo per capire perché i sistemi di sicurezza non hanno funzionato? Invece no. Arriva l’ordine: “Distruggete tutto”.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Il 24 luglio arriva un altro punto di svolta per quanto riguarda questa assurda – quanto tragica – strage. <a href="http://www.lejdd.fr/Societe/La-policiere-responsable-de-la-videosurveillance-a-Nice-accuse-le-ministere-de-l-Interieur-798751" target="_blank" rel="noopener">In un’intervista al <i>Journal du dimanche</i></a>, la responsabile del centro di supervisione urbana (Csu) di Nizza, Sandra Bertin, accusa Bernard Cazeneuve, ministro dell&#8217;Interno francese, di averle fatto pressioni perché indicasse in un rapporto sull&#8217;attentato del 14 luglio la presenza della polizia nazionale, nonostante non l&#8217;avesse rilevata nei video di sorveglianza. &#8220;Ho subito insistenze per un&#8217;ora, mi è stato ordinato di indicare le posizioni specifiche della polizia nazionale, che io negli schermi non ho visto&#8221;, ha detto la Bertin, alla quale, il giorno dopo la strage, è stato richiesto &#8220;un rapporto in cui segnalare i punti di presenza della polizia municipale, le barriere, e di precisare bene che si vedeva anche la polizia nazionale in due punti&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Il problema è che tutti queste forze di sicurezza non c’erano, come ha affermato la responsabile: &#8220;Ho risposto che non avrei scritto ciò che non avevo visto. È possibile che la polizia nazionale fosse là, ma non compariva nei video. Allora questa persona mi ha chiesto di mandare per email una versione modificabile del rapporto, per &#8216;non dover riscrivere tutto”. Sfiancata dall’insistenza del governo, la Bertin afferma di aver &#8220;alla fine inviato via email una versione Pdf non modificabile e un&#8217;altra modificabile&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Poche ore dopo l’intervista della Bertin è arrivata – sotto forma di querela – la risposta del diretto interessato, il ministro Cazeneuve.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/da-charlie-a-nizza-un-anno-di-bugie.html">Da Charlie a Nizza: un anno di bugie</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cala il sipario sulla strage di Nizza</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/cala-il-sipario-su-nizza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 07:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Nizza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ancora polemica a Nizza dove, “per evitare un cattivo uso delle immagini”, la polizia francese ha chiesto al comune di cancellare i video della strage che si è consumata lo scorso giovedì su la Promenade des Anglais.Per approfondire: La verità non detta su NizzaCome riporta Le Figaro, mercoledì 20 luglio alle ore 11, la Sdat &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cala-il-sipario-su-nizza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1009" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715201424_19983215-1024x689.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ancora <strong>polemica</strong> a <strong>Nizza</strong> dove, “per evitare un cattivo uso delle immagini”, la polizia francese ha chiesto al comune di cancellare i video della strage che si è consumata lo scorso giovedì su la Promenade des Anglais.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-verita-non-detta-su-nizza/" target="_blank">Per approfondire: La verità non detta su Nizza</a><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2016/07/21/01016-20160721ARTFIG00225-attentat-de-nice-quand-la-justice-demande-a-la-mairie-de-detruire-24-heures-d-images.php" target="_blank">Come riporta <em>Le Figaro</em></a>, mercoledì 20 luglio alle ore 11, la Sdat (Sous-direction anti-terroriste) ha inviato al centro di supervisione urbana, sala operativa che conta 70 agenti designati al controllo dei monitor collegati alle 915 videocamere di sorveglianza disseminate in città, una singolare richiesta. Nella comunicazione viene infatti disposta, in forza di alcuni articoli di legge, la cancellazione “completa” delle tragiche sequenze dell’attacco che è costato la vita a 84 persone di cui 10 bambini.La domanda di cancellazione si riferisce in particolare alle 24 ore di girato catturate da sei telecamere, indicate con nome e numero, ma anche a tutto il materiale registrato dai sistemi di video sorveglianza a partire dal momento in cui il <strong>tir di Bouhlel ha fatto irruzione sulla Promenade</strong>.“Questa è la prima volta che ci viene chiesto di <strong>distruggere delle prove</strong>”, racconta a Le Figaro una fonte interna al centro di supervisione, nato nel 2011 per volere dell’allora sindaco di origine italiana Christian Estorsi.Dall’ufficio del procuratore antiterrorismo di Parigi arriva la conferma della notizia. “La cancellazione è stata disposta per evitare la diffusione incontrollata delle immagini”. Delle quasi mille telecamere presenti nella città della Costa Azzurra &#8211; dove c’è un “occhio di vetro” ogni 360 abitanti &#8211; “140 avevano elementi interessanti per l’indagine che la polizia ha già acquisito al 100%”. La distruzione del materiale, secondo il procura parigina, serve a “tutelare la dignità delle vittime ed evitare che vengano utilizzate da siti web jihadisti a scopi di propaganda”.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/nizza-i-mandanti-dellattacco/" target="_blank">Per approfondire: Nizza, i mandanti dell&#8217;attacco</a>La versione, però, non convince tutti. Soprattutto alla luce di “Attentato di Nizza: lacune di sicurezza e una bugia”: l’<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-verita-non-detta-su-nizza/" target="_blank">editoriale di ieri con cui <em>Libération</em></a> ha fatto tremare l’Eliseo. Il dossier, corredato di prove testimoniali ed evidenze fotografiche, smaschera la vulnerabilità del sistema di sicurezza approntato in occasione della Festa nazionale e le false dichiarazioni con cui il primo ministro Valls e il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve hanno invece respinto al mittente ogni accusa, negando con veemenza l’esistenza di “<strong>lacune nella nostra corazza antiterroristica il 14 luglio</strong>”.Il governo francese, con questa manovra, potrebbe sbarazzarsi di eventuali elementi scomodi contenuti nei filmati. Elementi che, per ipotesi, potrebbero confermare le tesi sostenute da Libé e dalle migliaia di cittadini francesi che hanno contestato Valls e gli altri membri della delegazione governativa, al termine del minuto di silenzio per le vittime di Nizza sulla Promenade ancora insanguinata, al grido di “<strong>dimissioni</strong>” e “<strong>assassini</strong>”.Inoltre le evidenze contenute nei filmati, una volta cancellati, potrebbero rischiare di non entrare nel fascicolo dell’inchiesta avviata, per volere dello stesso ministro dell’Interno, dall’Ispettorato generale della Police Nationale che esprimerà “una valutazione tecnica del dispositivo di sicurezza” messo in campo quel giorno a Nizza. L’inchiesta amministrativa dell’Ispettorato, istruita ad hoc proprio per rispondere alle accuse formulate da Libé, “consentirà di stabilire la realtà del dispositivo, in un momento in cui continuano polemiche inutili”, afferma il ministro Cazeneuve in una nota. Il presidente Hollande ha promesso “trasparenza e verità” sul dispositivo di sicurezza.Anche l’ex sindaco di Nizza, ideatore del capillare sistema di video sorveglianza cittadino, ha iniziato un vero e proprio braccio di ferro politico con l’esecutivo. Christian Estrosi, che nel frattempo è diventato presidente della Provence-Alpes-Côte d’Azur, si era subito rivolto a Valls alla ricerca di spiegazioni convincenti, tanto da esser criticato dallo stesso premier in occasione dell’Assemblea Nazionale francese. Valls, durante un intervento a difesa dell’azione dell’esecutivo contro il terrorismo, ha affermato, riferendosi chiaramente a Estorsi, che “sostenere il contrario, ancor più quando si è un deputato della città, equivale ad una rimessa in causa inaccettabile della parola pubblica”.</p>
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		<title>&#8220;Distruggere le immagini di Nizza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 06:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Nizza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="961" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754-1024x656.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La magistratura francese esige dal Comune di Nizza che cancelli la totalità delle immagini riprese dalle tante videocamere durante e dopo l&#8217;attentato del 14 luglio.Per approfondire: La verità non detta su NizzaNe parla Le Figaro, che non manca di registrare l’assoluto sconcerto degli operatori del centro di videosorveglianza del Comune, sbalorditi da una proposta tanto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/distruggere-le-immagini-di-nizza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="961" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160715093650_19973754-1024x656.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La<strong> magistratura francese</strong> esige dal<strong> Comune di Nizza</strong> che cancelli la totalità delle immagini riprese dalle tante videocamere durante e dopo l&#8217;attentato del 14 luglio.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-verita-non-detta-su-nizza/" target="_blank">Per approfondire: La verità non detta su Nizza</a><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2016/07/21/01016-20160721ARTFIG00225-attentat-de-nice-quand-la-justice-demande-a-la-mairie-de-detruire-24-heures-d-images.php" target="_blank">Ne parla <em>Le Figaro</em></a>, che non manca di registrare l’assoluto sconcerto degli operatori del centro di videosorveglianza del Comune, sbalorditi da una proposta tanto irrituale. Eppure è così: se non vogliono avere guai penali, dovranno eliminare immediatamente tutto ciò che le 140 videocamere piazzate intorno al luogo del delitto hanno visto dalle ore 22:30 del 14 luglio alle ore 18:00 del giorno dopo.La <strong>motivazione ufficiale</strong> per la distruzione delle prove è evitare <strong>diffusioni incontrollate di immagini</strong> che possano ledere la dignità delle vittime o che possano essere usate a fini propagandistici dai terroristi jihadisti.Ma nel concreto accadrà un&#8217;altra cosa: in Francia è in vigore da quasi 20 mesi una legislazione da &#8220;<strong>Stato d&#8217;eccezione</strong>&#8220;, per cui le copie incomplete delle registrazioni saranno affidate a un <strong>sistema opaco</strong>, che agisce con totale irresponsabilità in nome di un’emergenza ormai permanente, senza i normali bilanciamenti e controlli dello Stato di Diritto.I precedenti sono già preoccupanti: non abbiamo praticamente immagini della <strong><a style="color: #3366ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-polizia-francese-copre-orrore-isis/" target="_blank">strage del Bataclan</a></strong> del 13 novembre 2015 e quindi non possiamo arrivare a giudicare nulla su cosa sia davvero accaduto allora.<p>In questo caso cosa si vuole nascondere?</p>Partiamo dall’ipotesi minima. Può darsi che si vogliano insabbiare delle <strong>responsabilità legate a una semplice negligenza</strong>, come quella gravissima che ha denunciato<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.liberation.fr/france/2016/07/20/securite-a-nice-370-metres-de-questions_1467531" target="_blank"> un’inchiesta del quotidiano <em>Libération</em></a>, che sbugiarda le dichiarazioni del primo ministro socialista <strong>Manuel Valls</strong> e del ministro dell’interno <strong>Bernard Cazeneuve</strong>. I due avevano dichiarato che i controlli erano stati accurati e che c’era un posto di blocco robusto, con veicoli che bloccavano l’accesso al Lungomare degli Inglesi, tanto che il camion in mano all’assassino stragista avrebbe forzato il blocco solo salendo sul marciapiede. Tutto falso, come ha dimostrato il quotidiano <em>Libération</em> quando ha usato le armi più pericolose di un’inchiesta: immagini e testimonianze. <a href="http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/07/21/strage-di-nizza-il-governo-francese-ha-mentito/" target="_blank">Lo ha ricordato Marcello Foa</a>: &#8220;Il governo francese ha mentito. Ha cercato, a posteriori, di aggiustare la realtà per coprire le proprie clamorose lacune&#8221;.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/valls-ci-saranno-altri-attentati/" target="_blank">Per approfondire: Valls: &#8220;Ci saranno altri attentati&#8221;</a>Ebbene, in questo aggiustamento a posteriori potrebbe rientrare anche la cancellazione delle immagini della strage.Le motivazioni ufficiali francesi somigliano a quelle usate dagli americani per non far vedere il <strong>corpo di Osama Bin Laden</strong> dopo che venne rimosso dalla Storia nel 2011. Dissero che nessuno doveva vedere Osama morto per non far strumentalizzare le immagini dai terroristi jihadisti. Come no? Il presunto seppellimento in mare chiuse per sempre la questione. A quanto pare anche nel mare della Costa Azzurra si vuole seppellire tutto, per fidarci solo di chi detiene le chiavi dell’allarme.E qui l’atteggiamento delle autorità francesi autorizza a non trascurare altre ipotesi, più maligne. Ipotesi che non cercano solo la negligenza, ma vanno a rintracciare eventuali profonde<strong> complicità con la mano stragista</strong>.Se io fossi un magistrato abbastanza protetto dall’indipendenza della mia funzione, nell’indagare su un massacro terroristico cercherei di non essere precipitoso, non avrei tutta questa fretta di eliminare fotogrammi che potrebbero mostrarmi eventuali complici del “lupo solitario” in azione, e scoprire magari che i lupi sono tanti, e si accoppiano con i lupi che il mio Stato ha inviato &#8211; a centinaia &#8211; a destabilizzare mezzo Mediterraneo. Fuor di metafora, in Francia, dove la magistratura non è poi così tanto indipendente, un magistrato aveva messo ugualmente becco nell’oscura vicenda della strage parigina della rivista <em>Charlie Hebdo</em>. La sua inchiesta venne fermata d&#8217;imperio dal ministro dell’interno Cazeneuve, là dove emergevano i rapporti tra i <strong>terroristi</strong> e i <strong>servizi segreti francesi</strong>: segreto militare, e più non dimandare.Perfino il presidente turco Erdoğan, mentre difende le sue misure draconiane appena agli esordi in Turchia durante un’<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.aljazeera.com/news/2016/07/erdogan-turkish-democracy-threat-160720200310739.html" target="_blank">intervista ad <em>Al Jazeera</em></a>, ha buon gioco a citare lo Stato d’emergenza francese come un’anomalia molto più sperimentata.La domanda rimane: cosa si vuol nascondere a Nizza?AGGIORNAMENTO: Il quotidiano nizzardo <em>Nice Matin</em> riferisce che il Comune di Nizza intende rifiutarsi di cancellare le immagini. L&#8217;avvocato del Comune, Philippe Blanchetier, annuncia che l&#8217;amministrazione comunale non solo denuncerà il decreto ingiuntivo che ha ricevuto, ma che si appresta anche a chiedere al procuratore di Nizza di sequestrare queste immagini &#8220;al fine di non compromettere eventuali altre procedure che possano emergere al di là delle indagini anti-terrorismo attuali&#8221;.</p>
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		<title>La verità non detta su Nizza</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/la-verita-non-detta-su-nizza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 15:02:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Nizza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>“Una mancanza di trasparenza che mina la fiducia nell’esecutivo”. Dalle colonne del quotidiano francese Libération, un’inchiesta &#8211; a firma di Biseu, Moulillard, Le Devin e Halissat &#8211; torna a soffiare sul fuoco delle polemiche acceso dalla tragica notte in cui Mohamed Lahouaiej Bouhlel ha travolto e ucciso ottantaquattro persone sul lungomare di Nizza.Per approfondire: Valls: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-verita-non-detta-su-nizza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160714234223_19971079-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>“Una mancanza di trasparenza che mina la fiducia nell’esecutivo”. Dalle colonne del quotidiano francese <a style="color: #0000ff" href="http://www.liberation.fr/france/2016/07/21/attentat-de-nice-la-reponse-de-liberation-a-bernard-cazeneuve_1467612"><em>Libération</em></a>, un’inchiesta &#8211; a firma di Biseu, Moulillard, Le Devin e Halissat &#8211; torna a soffiare sul fuoco delle polemiche acceso dalla tragica notte in cui Mohamed Lahouaiej Bouhlel ha travolto e ucciso ottantaquattro persone sul lungomare di <strong>Nizza</strong>.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/valls-ci-saranno-altri-attentati/" target="_blank">Per approfondire: Valls: &#8220;Ci saranno altri attacchi&#8221;</a>“L’ingresso al perimetro pedonale della Promenade de Angleis non era protetto dalla polizia nazionale”. Lo rivela <em>Libération</em> corredando il suo pamphlet accusatorio di immagini e testimonianze che sbugiardano le dichiarazioni con cui il <strong>primo ministro Valls</strong> e il <strong>ministro degli Interni Bernard Cazeneuve</strong> hanno risposto a chi, come Christian Estrosi, ex sindaco di Nizza e attuale presidente del Consiglio regionale, gli ha domandato: “Come mai il camion è stato in grado di accedere alla zona pedonale?”.“Il controllo del perimetro era affidato, nei punti più sensibili, a squadre della <strong>polizia nazionale</strong> rinforzate da effettivi di quella municipale. Era il caso del punto d’entrata del camion, dove vigeva un divieto d’accesso materializzatosi nel posizionamento di veicoli che bloccavano l’ingresso. Il camion ha forzato il passaggio salendo sul marciapiede”: questa è la versione ufficiale che le prove raccolte da <em>Libération</em> smontano pezzo dopo pezzo. E adesso quel “vigliacchi”, con cui lo stesso Valls aveva apostrofato la folla di contestatori che al grido di “vergogna” lo aveva accolto sulla Promenade, indigna i francesi.Pochi minuti prima dell’irruzione del tir omicida sulla Promenade, non c’è traccia della polizia nazionale e del “posizionamento di veicoli che bloccavano l’ingresso”. Come documenta uno scatto dell’inchiesta, in corrispondenza dell’intersezione tra il lungomare e il Boulevard Gambetta, a presidio dell’accesso alla zona pedonale c’erano solo <strong>due agenti della polizia municipale</strong> e un’esile transenna metallica.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/nizza-i-mandanti-dellattacco/">Per approfondire: I mandanti dell&#8217;attentato</a>Quando alle 22:33 qualcuno si accorge di Bouhlel, che ha già iniziato la sua folle corsa omicida poche centinaia di metri più a ovest, è tardi. L’allarme viene dato via radio, da alcuni agenti che si trovano nei pressi del Centro universitario Mediterraneo, ma i colleghi stanziati poco prima dell’Hotel Negresco non hanno nemmeno il tempo di sfoderare i loro revolver.Inoltre, come racconta Yves Bergerat, della polizia municipale nizzarda, la armi in dotazione alle pattuglie “non consentono di attraversare il parabrezza o forare le gomme”, tant’è che, nonostante il tentativo di fermare l’attentatore sparandogli attraverso il finestrino laterale, saranno i colpi di una nove millimetri Sig-Sauer esplosi da una poliziotta federale a neutralizzare Bouhlel. Il tir bianco, che ha già percorso più di due chilometri, viene finalmente arrestato all’altezza del palazzo del Mediterraneo.Un nuovo guaio per l’Eliseo. Le rivelazioni di <em>Libération</em> arrivano pochi giorni dopo la relazione conclusiva con cui la Commissione Fenech-Pietrasanta ha bocciato i servizi di sicurezza francesi, in relazione alla scarso coordinamento dimostrato dall’intelligence transalpina negli attacchi del 2015, e rilevato la presenza sinora sottaciuta dei segni di “torture abominevoli” sui corpi di alcune delle ottantanove <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-polizia-francese-copre-orrore-isis/">vittime del Bataclan</a>.</p>
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		<title>Valls: &#8220;Ci saranno altri attentati&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/valls-ci-saranno-altri-attentati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 09:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Nizza]]></category>
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<p>Arresti e perquisizioni senza autorizzazione del Tribunale, nuovi blocchi stradali e sempre più controlli a telefoni e computer. Ma anche più restrizioni durante il coprifuoco e nuovi poteri speciali ai prefetti. Così l’Assemblea nazionale, la camera più importante del Parlamento francese, ha deciso di prorogare per altri sei mesi lo “stato di emergenza”, misura legislativa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/valls-ci-saranno-altri-attentati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160707145935_19871617.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160707145935_19871617.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160707145935_19871617-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160707145935_19871617-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160707145935_19871617-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Arresti e perquisizioni senza autorizzazione del Tribunale, nuovi blocchi stradali e sempre più controlli a telefoni e computer. Ma anche più restrizioni durante il coprifuoco e nuovi poteri speciali ai prefetti. Così l’Assemblea nazionale, la camera più importante del Parlamento francese, ha deciso di prorogare per altri sei mesi lo “<strong>stato di emergenza</strong>”, misura legislativa speciale che dà maggiori poteri alle autorità di sicurezza d’oltralpe.Il voto è arrivato questa mattina, poco prima delle 5 (ora italiana), dopo un’accesa discussione tra i vari deputati durata tutta la notte, alcuni dei quali contrari ad imporre nuove restrizioni ai cittadini, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lefigaro.fr/politique/2016/07/19/01002-20160719ARTFIG00404-etat-d-urgence-un-compromis-a-minima.php" target="_blank">come riportato da <em>Le Figaro</em></a>. Eppure, al di là delle critiche al governo, l’estensione della legge sullo “stato d’emergenza” sembra aver messo d’accordo tutti, o quasi. È stata infatti votata da una maggioranza schiacciante: 489 voti contro 26. Quattro, invece, gli astenuti. Ad opporsi alla richiesta dell’esecutivo, guidato da François Hollande, sono stati principalmente esponenti politici di sinistra che fanno capo al Front de Gauche.“<strong>Ci saranno altri attentati in Francia</strong>, questa misura legislativa è necessaria – ha detto il primo ministro <strong>Manuel Valls</strong>, in apertura della seduta parlamentare – non dobbiamo abituarci, ma è importante imparare a convivere con questa minaccia”.La legge dovrà passare nei prossimi giorni dal voto del Senato per la sua approvazione definitiva. E, probabilmente, nemmeno l’altra Camera del Parlamento francese, farà ostruzione per il passaggio finale. Questa è la quarta volta che il Parlamento francese nella sua storia decide di prorogare lo stato d’emergenza. È successo, per la prima volta, nel 1955, durante la guerra d’indipendenza d’Algeria. Poi anche nel 2005, con la rivolta delle banlieue.Lo stato d’emergenza durante il governo HollandeDurante il mandato di Hollande, lo stato di emergenza è stato proclamato per la prima volta il giorno dopo l’attentato del <strong>Bataclan</strong>, il 13 novembre scorso. Il consiglio dei ministri, in quell’occasione, decise di estenderlo a tutto il territorio francese affidando una serie di poteri speciali ai prefetti come, ad esempio, la possibilità di imporre il <strong>coprifuoco</strong>, interrompere manifestazioni pubbliche e la libera circolazione di persone o auto, chiudere bar o locali pubblici.Con la nuova estensione della legge per altri sei mesi, votata stamattina all’alba, le autorità francesi potranno effettuare arresti e blitz senza la preventiva autorizzazione del Tribunale (cosa prima impossibile), limitare gli spostamenti in territorio nazionale e all’estero di presunti terroristi, intercettare maggiormente telefonate o chat e condurre ricerche di sospetti senza l’ordine dei giudici.Le contraddizioni del ministero degli interni franceseSecondo il ministro degli interni Bernard Cazeneuve, intervenuto stanotte all’Assemblea nazionale, lo stato di emergenza è uno strumento indispensabile nella lotta contro il terrorismo, che ha permesso 44 arresti dall&#8217;inizio di maggio di presunti terroristi, molti dei quali avvenuti durante l’Europeo di calcio. Ma, se da una parte i francesi arrestano (o almeno dicono di farlo) jihadisti, dall’altra non riescono a mantenere sigillate le frontiere: sempre Cazeneuve ha riferito in Parlamento che, negli scorsi mesi in Francia, sono rientrati 203 foreign fighters di nazionalità francese. 179, invece, sarebbero partiti dalla Francia per raggiungere i territori controllati da Daesh.</p>
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		<title>Nizza, i mandanti dell&#8217;attacco</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/nizza-i-mandanti-dellattacco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 18:32:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Nizza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ero a Roma, e come tutti smanettavo sul telefonino per capire che cos&#8217;era successo a Nizza. I morti,l&#8217;attentato, l&#8217;Isis&#8230; In un posto che conosco bene e dove passeggiavo tranquillo solo pochi giorni fa. Però, nello stesso tempo, pensavo anche a quello che avevo sentito poche ore prima con le mie orecchie. All&#8217;East Forum 2016, dedicato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/nizza-i-mandanti-dellattacco.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1468533200-lapresse-20160714233911-19971041-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ero a Roma, e come tutti smanettavo sul telefonino per capire che cos&#8217;era successo a <strong>Nizza</strong>. I morti,l&#8217;attentato, l&#8217;Isis&#8230; In un posto che conosco bene e dove passeggiavo tranquillo solo pochi giorni fa. Però, nello stesso tempo, pensavo anche a quello che avevo sentito poche ore prima con le mie orecchie. All&#8217;East Forum 2016, dedicato con raro tempismo a “La nuova Europa: migrazioni, integrazione e sicurezza”, era intervenuto anche <strong>Franco Roberti</strong>, il nostro procuratore nazionale antimafia. Il massimo esperto italiano di criminalità organizzata, uno dei più stimati investigatori d&#8217;Europa.Roberti aveva lasciato cadere, durante i lavori, alcune constatazioni che per lui saranno normali ma che paragonate alla pochezza del dibattito politico italiano suonano sconvolgenti. Dice, per esempio, che “i terroristi non arrivano con i migranti” ma che dalle migrazioni l&#8217;Isis trae profitto organizzando il traffico di esseri umani, facendosi pagare dai migranti e diffondendo tra di loro il verbo del radicalismo islamico. Il che cambia la prospettiva: al posto di guardare in cagnesco i migranti come possibili stragisti, non  dovremmo affrettarci a eliminare l&#8217;Isis e i suoi compari, per tagliare alla radice almeno uno dei rami di questo meccanismo perverso? È possibile che da anni stiamo lottando contro i jihadisti, accontentandoci di una guerra di logoramento, quando tutto (anche le migrazioni) ci dicono che dovremmo lanciarci contro di loro con tutta la forza e la velocità di cui disponiamo?Ma Roberti dice anche un&#8217;altra cosa, ancora più “sconvolgente”. Dice che: “Non c&#8217;è mai un attentato islamista che non sia preceduto da un <strong>frenetico giro di denaro</strong>”; sappiamo con certezza che il denaro per il finanziamento dei gruppi islamisti radicali e delle formazioni terroriste viene dai<strong> Paesi del Golfo Persico</strong>; dalle indagini della sua Procura sono emerse evidenze anche su strutture di appoggio ai terroristi situate negli stessi Paesi del Golfo.Difficile sostenere che un grande servitore dello Stato della serietà, delle capacità e dell&#8217;esperienza di Roberti si sbagli. E allora dobbiamo chiederci: perché parole come le sue non bastano a fare di tutta una serie di Paesi (quelli che i nostri grandi giornali per anni hanno definito “musulmani moderati”) dei veri paria della comunità internazionale? Quei Paesi del Golfo Persico che tutti conosciamo per nome e cognome non dovrebbero scontare sanzioni e provvedimenti della comunità internazionale fino al punto di smettere di aiutare il terrorismo? Non dovrebbero, quei Paesi, essere convinti in ogni modo a tagliare i loro legami con gli estremisti?È giusto chiederselo in connessione con la strage di Nizza, anche se con il passare del tempo la presunta spinta islamista che avrebbe spinto <strong>Mohamed Bouhlel </strong>ad agire lascia spazio a motivazioni più personali, al limite del disagio psichico. Perché di Mohamed ce ne sono tanti, e da decenni i finanziatori dell&#8217;estremismo islamico lavorano e spendono cifre enormi per indottrinarli e arruolarli. Le innumerevoli moschee e scuole coraniche wahabite che nel tempo sono sorte ovunque, dal Pakistan alla Bosnia, dal Kosovo al Belgio, proprio a questo servono.La risposta razionale, se vogliamo davvero vincere la battaglia contro il terrorismo, non è guardare ogni migrante come a un potenziale terrorista (o portatore di Ebola, come pure si diceva) o inventarci mirabolanti piani d&#8217;attacco all&#8217;Europa da parte dell&#8217;Isis, che è un mero (anche se micidiale) fantoccio, ma colpire i mandanti. E diciamo “colpire” e non “trovare” perché i mandanti sappiamo benissimo chi sono. Nel caso avessimo le idee ancora confuse, possiamo chiedere notizie al procuratore antimafia Roberti. Lui, invece, le ha chiarissime.</p>
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