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	<title>Reporter Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Reporter Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Raccontare la guerra oggi&#8221;: quarant&#8217;anni di conflitti visti con gli occhi dei giornalisti italiani</title>
		<link>https://it.insideover.com/eventi/raccontare-la-guerra-oggi-quarantanni-di-conflitti-visti-con-gli-occhi-dei-giornalisti-italiani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 16:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Reporter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-1536x992.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-2048x1322.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 26 settembre alle 18 nella cornice della Fondazione delle Stelline di Milano si terrà la conferenza a tema "Raccontare la guerra oggi". </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/eventi/raccontare-la-guerra-oggi-quarantanni-di-conflitti-visti-con-gli-occhi-dei-giornalisti-italiani.html">&#8220;Raccontare la guerra oggi&#8221;: quarant&#8217;anni di conflitti visti con gli occhi dei giornalisti italiani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-scaled-600x387.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-1024x661.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-768x496.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-1536x992.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/bilo-bassora-2048x1322.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Fausto Biloslavo,</strong>&nbsp;reporter di guerra e storica firma della nostra testata;&nbsp;<strong>Alberto Negri</strong>, a lungo inviato de&nbsp;<em>Il Sole 24 Ore</em>&nbsp;nei principali teatri del Medio Oriente;&nbsp;<strong>Lucia Goracci</strong>, corrispondente Rai da Istanbul;&nbsp;<strong>Giovanna Botteri</strong>, corrispondente Rai da Parigi. A moderare l&#8217;incontro&nbsp;<strong>Fulvio Scaglione</strong>, a lungo vicedirettore di<em>&nbsp;Famiglia Cristiana</em>. Sono questi i protagonisti dell&#8217;incontro &#8220;<strong>Raccontare la guerra oggi&#8221;</strong> che si terrà il 26 settembre alle 18 nella cornice della&nbsp;<strong>Fondazione delle Stelline</strong>. Inizialmente prevista per il 14 giugno scorso, l&#8217;iniziativa era stata posticipata a causa della morte di Silvio Berlusconi e per i concomitanti funerali di Stato dell&#8217;ex presidente del Consiglio, svoltisi proprio nel capoluogo lombardo quello stesso giorno.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">&#8220;RACCONTARE LA GUERRA OGGI&#8221;: <br><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi">ISCRIVITI ALL&#8217;EVENTO DEL 26 SETTEMBRE</a></h2>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>La valenza dei temi di cui la conferenza vuole discutere e su cui mira a coinvolgere il pubblico non è certamente scemata in questi mesi. Anzi, tra una guerra in Ucraina che non accenna a calare di intensità, con battaglie durissime consumatesi in tutta l&#8217;estate, il nuovo fronte caldo dell&#8217;Africa dalla Libia al Niger e tante <strong>situazioni critiche</strong> che restano aperte in forma conflittuale attiva o potenziale in tutto il mondo, il tema del racconto della guerra da parte del giornalismo contemporaneo è più attuale che mai. Le guerre, purtroppo, non cessano quando noi andiamo in vacanza e l&#8217;urgenza, la necessità di spiegare cosa sta succedendo nel mondo oggi, anche lontanto dai nostri occhi o dai media tradizionali, è quindi quanto mai pressante in questi giorni.</p>



<p>Il <strong>26 settembre</strong> ci sarà l&#8217;occasione per rilanciare la seconda iniziativa organizzata da <em>ilGiornale.it</em> con il patrocinio di Fondazione delle Stelline nello storico edificio oggi gestito dalla Fondazione stessa, che negli anni sta diventando un centro riconosciuto per la vita culturale e intellettuale milanese. A febbraio, nel dibattito&nbsp;<strong>&#8220;<a href="https://it.insideover.com/eventi/incontro-foa-tremonti-caracciolo-crisi-globalizzazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chi decide le sorti del nostro futuro?</a>&#8220;</strong>&nbsp;si erano alternati sul palco l&#8217;ex presidente della Rai&nbsp;<strong>Marcello Foa</strong>, il direttore di&nbsp;<em>Limes</em>&nbsp;<strong>Lucio Caracciolo</strong>&nbsp;e l&#8217;ex Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze&nbsp;<strong>Giulio Tremonti.</strong>&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un parterre d&#8217;eccezione per la conferenza</h2>



<p>Confermatissmo, per il 26 settembre, il parterre di alto profilo inizialmente previsto per il 14 giugno, con professionisti che hanno attraversato la storia di questa professione negli ultimi quarant&#8217;anni.</p>



<p>I relatori ci racconteranno le loro esperienze, le loro storie personali da inviati sul campo e da narratori dei maggiori conflitti degli ultimi decenni dall&#8217;Iraq all&#8217;Ucraina, ma si parlerà anche, se non soprattutto, del <strong>futuro del giornalismo in presa diretta</strong>.</p>



<p>Quale futuro per quel tipo di giornalismo che si fa&nbsp;<strong>consumando la suola delle scarpe</strong>&nbsp;e permette di raccontare i conflitti di oggi in prima persona, oltre i condizionamenti di poteri, di ogni forma di disinformazione e delle distorsioni che possono inquinare narrazioni e racconti? Come doppiare gli ostacoli di disinformazione, fake news e propaganda? Ne parleremo coi relatori, giornalisti dalla lunga carriera che hanno visto in prima persona delicatissimi scenari, contesti turbolenti e guerre raccontando, senza sconti, le sfide di mondi complessi. Dimostrando che il giornalismo <strong>può e deve</strong> prendere di petto le grandi questioni del presente.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre.png" alt="" class="wp-image-408851" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre-600x111.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre-300x56.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/strip_io_evento_26_settembre-768x142.png 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di andare nella direzione dei lettori</h2>



<p>Presentando l’iniziativa&nbsp;<strong>Andrea</strong>&nbsp;<strong>Pontini</strong>, amministratore delegato de ilGiornale.it dichiara che l’evento “porta in scena la filosofia di giornalismo che ilGiornale.it e InsideOver promuovono: quella di un’informazione aperta, leale e capace di andare in direzione dei lettori. Facendo sì che l’esperienza dei grandi protagonisti possa stimolare la riflessione, il dibattito e il confronto che rappresentano il sale della democrazia e della nostra libertà di pensiero. Un elemento, quest’ultimo, a cui non dobbiamo mai rinunciare, soprattutto quando si tratta di comprendere le conseguenze globali di guerre e conflitti che hanno cambiato profondamente l’ordine internazionale”.</p>



<p>Tale filosofia è condivisa dal presidente di Fondazione delle Stelline,&nbsp;<strong>Fabio</strong>&nbsp;<strong>Massa</strong>, per il quale tali occasioni di confronto sono di beneficio per il dibattito pubblico. Come dichiara Massa, infatti, “Fondazione delle Stelline è da sempre al centro del dibattito civile centrato sul futuro della città, della regione e, più in generale, della società italiana e, a partire dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, abbiamo puntato molto sul recupero del suo ruolo di palcoscenico nel cuore di Milano deputato all’approfondimento di queste tematiche. Proprio in quest’ottica abbiamo accolto la proposta di diversi media di organizzare e promuovere momenti di riflessione e di racconto sulla società contemporanea. Con molto piacere, quindi, abbiamo dato il patrocinio all’iniziativa “Raccontare la guerra oggi” di InsideOver e ilGiornale.it, che vedrà protagonisti ospiti di eccezione. Questa conferenza si colloca perfettamente all’interno di un palinsesto che include i tre appuntamenti della kermesse Direzione Nord, gli incontri organizzati con l’associazione ITALIASTATODIDIRITTO. – sulla riforma della Giustizia, del Fisco e sul ruolo dell’informazione – e le iniziative in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, come quelle che si sono tenute in occasione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come partecipare all&#8217;evento</h2>



<p>L&#8217;evento è a ingresso libero e gratuito previa registrazione e fino a esaurimento posti. Per registrarsi all&#8217;evento è necessario compilare&nbsp;<strong><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo form</a></strong>&nbsp;che si trova sul sito di&nbsp;<em>InsideOver</em>. A chi si fosse registrato per la data precedente del 14 giugno, chiediamo cortesemente di iscriversi nuovamente. Inoltre, a causa del numero limitati di posti disponibili, gli organizzatori chiedono cortesemente a coloro che si sono registrati di segnalare eventuali forfait qualora non riuscissero a partecipare fisicamente all&#8217;iniziativa, così da permettere una più efficiente gestione degli ingressi.</p>



<p>Al dibattito seguirà un momento di convivialità con i vini delle&nbsp;<a href="https://www.piazzo.it/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">cantine Piazzo</a>, storica cantina delle Langhe, e con grissini e focacce artigianali del&nbsp;<a href="https://alfierialimentari.it/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">pastificio Alfieri</a>. Un rinfresco all&#8217;interno della bellissima cornice di&nbsp;<strong>Fondazione delle Stellin</strong>e per dare la possibilità ai partecipanti di scambiare qualche parola con i relatori davanti ad un bicchiere di vino e assaporando la freschezza di prodotti artigianali.</p>



<p><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Costruire un reportage a tutto campo che coniughi testi e immagini: intervista a Marcello Brecciaroli</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/il-linguaggio-del-video-reportage-intervista-a-marcello-brecciaroli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 16:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[fotoreportage]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Reporter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-1536x1536.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-2048x2048.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La&#160;Masterclass di foto e videogiornalismo di InsideOver 2023 è un corso unico nel suo genere per molte ragioni. Innanzitutto il corso, promosso da The Newsroom Academy, insegna ai partecipanti come scrivere i testi sulle immagini e non, al contrario, come usare le immagini per coprire i testi. Stiamo inoltre parlando di una scuola unita ad &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/il-linguaggio-del-video-reportage-intervista-a-marcello-brecciaroli.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/il-linguaggio-del-video-reportage-intervista-a-marcello-brecciaroli.html">Costruire un reportage a tutto campo che coniughi testi e immagini: intervista a Marcello Brecciaroli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-1536x1536.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/Habibi_16-2048x2048.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La<a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-foto-e-videogiornalismo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Masterclass di foto e videogiornalismo di InsideOver 2023</a> è un corso unico nel suo genere per molte ragioni. Innanzitutto il corso, promosso da The Newsroom Academy, insegna ai partecipanti come scrivere i <strong>testi </strong>sulle <strong>immagini </strong>e non, al contrario, come usare le immagini per coprire i testi. Stiamo inoltre parlando di una scuola unita ad una <strong>realtà editoriale</strong>, una caratteristica che consente così di unire teoria e pratica, due facce imprescindibili della stessa medaglia. Queste sono soltanto alcune delle osservazioni fatte da <strong>Marcello Brecciaroli</strong>, uno degli ospiti della Masterclass che condividerà con gli studendi gli strumenti del mestiere e che li aiuterà ad elaborare una strategia individuale per rendere la passione per la fotografia una professione.</p>



<p>Regista e reporter, Brecciaroli ha lavorato per alcune tra le maggiori emittenti televisive italiane come Current TV, La7 e Dmax. Scrive e dirige documentari di inchiesta sociale per <strong>Presa diretta</strong>, Rai 3. Lo abbiamo intervistato per sapere qualcosa in più sul corso.</p>



<p><strong>Qual è l’importanza della Masterclass di The Newsroom Academy di InsideOver?</strong></p>



<p>L’aspetto più prezioso del corso, dal mio punto di vista, è la sua estensione sul <strong>lungo periodo</strong>. Questo permette ai ragazzi di apprendere, ma anche di assimilare. E, dopo aver assimilato, di confrontarsi con i docenti. Per quanto riguarda la mia lezione, sono stato felice che Antonio mi abbia cercato. Ci conosciamo da tempo, e insieme abbiamo più volte parlato del fatto che spesso, chi si approccia al reportage fotografico, anche per questione di costi e possibilità di mercato, vuole realizzare anche dei video. Il punto è che se non si hanno le conoscenze adatte è impossibile farlo.</p>



<p><strong>Per quale motivo?</strong></p>



<p>Il <strong>video </strong>non è un&#8217;appendice della <strong>fotografia</strong>. È qualcosa di diverso, che ha regole proprie, diverse da quelle della fotografia. Lo abbiamo visto nella guerra in Ucraina: diversi fotografi si sono cimentati con i video. Il loro materiale era prezioso ma, allo stesso tempo, molto problematico a livello di tecnica. Spesso e volentieri mandavano il loro girato alle redazioni e poi erano queste ultime che cercavano di dargli un senso. Serviva molta creatività per trovare un filo narrativo. Il più delle volte il copione era sempre lo stesso: premere rec sulla macchina fotografica, girarsi intorno e filmare ciò che si vede. Ebbene, <strong>il video reportage è più complesso</strong>. Se il fotografo freelance vuol realizzare un prodotto video, deve avere una <strong>formazione specifica</strong> e capire quali sono le esigenze di questo linguaggio. Avere uno spazio dedicato a questo, in una Masterclass di fotografia, è importantissimo.</p>



<p><strong>Perché hai scelto di partecipare a questo corso?</strong></p>



<p>Avere l’occasione di insegnare è qualcosa che colgo molto volentieri. <em>InsideOver </em>e <em>ilGiornale.it</em>, inoltre, hanno una fama riconosciuta e assoluta per quanto riguarda la produzione di contenuti dedicati agli Esteri. Io sono specializzato in Esteri, e quando sono stato chiamato ho subito accettato perché stiamo parlando di una realtà che in questo ambito ha sempre fatto un lavoro eccellente. Potersi affidare a una scuola che è unita ad una realtà editoriale seria è un enorme vantaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ecco perchè la masterclass non è il solito corso di fotografia: <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-foto-e-videogiornalismo">scopri il programma ed entra nella nostra Newsroom Academy</a></strong></h2>



<p><strong>Perché nel nostro Paese ci sono pochi corsi del genere?</strong></p>



<p>È vero. Se prendi le scuole ufficiali di giornalismo, sono tutte estremamente carenti per quanto concerne l’<strong>aspetto visuale</strong> del giornalismo. Stiamo parlando di programmi, scuole e corpo docente dedicate ad un giornalismo che andava bene 30 anni fa. Sono sempre meno le scuole di giornalismo che curano l’aspetto visuale. Quella del <strong>giornalista televisivo</strong>, poi, è una figura che in Italia tende ancora ad essere poco riconosciuta. Il giornalista viene considerato ancora solo &#8220;quello che scrive&#8221;, che poi si appoggia al fotografo e al cameraman che fa le riprese. Tutto ciò, da un paio di decenni, non ha più senso nel panorama dei media. Eppure, nel nostro Paese, continua ad essere così. La figura del giornalista a tutto campo che sa produrre, che pensa per immagini, è ancora qualcosa di esotico. E questo dipende da due ragioni: uno, le scuole di giornalismo non sviluppano ancora questo concetto e due, abbiamo un mercato del lavoro dominato da persone che ragionano con mentalità d’altri tempi. Un corso del genere è quindi fondamentale perché insegna ai partecipanti a <strong>scrivere i testi sulle immagini</strong>, e non ad usare le immagini per coprire i testi. All’estero lo hanno assimilato, da noi non ancora.</p>



<p><strong>C’è qualcosa che ti ha colpito della Masterclass?</strong></p>



<p>Il grande plus è che la parte fotografica è guidata da un fotografo come Antonio Faccilongo, che ha un’enorme esperienza sul campo e tanta sensibilità. Il suo modo di approcciare i temi è unico. Chi avrà l’opportunità di seguirlo sul campo e fare un lavoro con lui vivrà un’<strong>esperienza </strong>che si ricorderà per tutta la vita. A me è capitato di seguire Faccilongo in un lungo viaggio in Africa e mi ha aperto la mente. Non c’è niente come l’esperienza per capire come muoversi sul campo. I&nbsp;ragazzi devono capirlo, devono buttarsi, all’inizio anche da soli, e fare esperienza. Ma se qualcuno riesce a guidarli, ad insegnare loro l’approccio giusto, i risultati saranno decisamente diversi e migliori.</p>



<p><strong>Come ci si prepara per realizzare un video reportage?</strong></p>



<p>Per fare un video reportage la regola fondamentale è scrivere un <strong>copione</strong>. Non si va in un posto seguendo la logica del &#8220;vado lì e vedo cosa trovo&#8221;. Non funziona così. Bisogna avere tutto preparato nei dettagli e avere già un’idea precisa di cosa ci dirà ogni persona con cui andremo a parlare. E questo lo si fa preparandosi su ogni incontro che si farà. Studiando la persona, cercando di capire se ha rilasciato interviste pregresse o scritto libri. Quando si è sul campo si ha poco tempo, e se non sappiamo quali sono le caselle da riempire c’è il rischio di tornare a casa con dei buchi. Bisogna anche trovare qualcuno del posto che diventerà la nostra guida. Parlo di persone esperte del tema, che possano essere i nostri Ciceroni. Consiglio quindi tanta <strong>preparazione </strong>e fare <strong><em>scouting</em></strong>, ovvero capire chi sarà la persona giusta alla quale affidarci sul campo. Queste, a mio avviso, sono le due chiavi per avere il minimo possibile degli imprevisti.</p>



<p><strong>Perché questa Masterclass è una scuola unica nel suo genere?</strong></p>



<p>Intanto è un corso legato ad un giornale vero. Dopo di che, c&#8217;è la possibilità di imparare da gente che sta sul campo, che lavora oggi, che ha anche a che fare con la realtà editoriale, e questo mette i partecipanti al riparo dal rischio di imparare cose che non sono valide sul mercato. Potersi affidare ad una scuola che è unita ad una realtà editoriale seria è un enorme vantaggio. Tanto di cappello a The Newsroom Academy che ha realizzato questo progetto. Speriamo che tanti altri, in futuro, seguiranno l’esempio.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ancora indeciso se iscriverti? Chiama il numero 028566445 o scrivi una mail ad academy@ilgiornale-web.it e cercheremo di risolvere i tuoi dubbi</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/il-linguaggio-del-video-reportage-intervista-a-marcello-brecciaroli.html">Costruire un reportage a tutto campo che coniughi testi e immagini: intervista a Marcello Brecciaroli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Un corso avveniristico, The Newsroom Academy è una scommessa in un sogno&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/un-corso-avveniristico-una-scommessa-in-un-sogno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Piergallini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 07:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Reporter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1050" height="719" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560.jpeg 1050w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-300x205.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-1024x701.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-768x526.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></p>
<p>Daniele Bellocchio ci spiega come nasce il corso per diventare reporter e come è strutturato</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/un-corso-avveniristico-una-scommessa-in-un-sogno.html">&#8220;Un corso avveniristico, The Newsroom Academy è una scommessa in un sogno&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1050" height="719" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560.jpeg 1050w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-300x205.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-1024x701.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/WhatsApp-Image-2021-07-02-at-11.35.32-e1625238214560-768x526.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></p><p>Tra i vari corsi proposti da The Newsroom Academy, quello di Daniele Bellocchio è rivolto a chi vuole intraprendere la professione del giornalista o del reporter e a chi ha il desiderio di ampliare le proprie conoscenze in questo ambito. Grazie al contributo di illustri professionisti, i partecipanti avranno modo di interfacciarsi con una pluralità di linguaggi e con le loro peculiarità tecniche coniugando aspetti teorici, pratici e creativi. Nato a Lodi nel 1989, è giornalista pubblicista e dal 2012 si occupa in modo costante di Africa. Ha raccontato le principali crisi e guerre del continente africano e ha realizzato reportage anche in Centro-America, Balcani, Caucaso ed Oriente. I lavori, pubblicati dalle più importanti testate italiane e straniere, sono stati vincitori di svariati premi giornalistici e nel 2016 la medaglia di stato per meriti giornalistici in Nagorno Karabakh, con la motivazione «onestà nel raccontare la guerra nella regione caucasica del Nagorno Karabakh».</p>
<p><strong>Come nasce la tua collaborazione con <em>InsideOver</em>?</strong></p>
<p>Ho iniziato a collaborare con <em>InsideOver</em> più o meno quando l’idea è nata. All’epoca il progetto si chiamava <em>Gli occhi della guerra</em>. Io ero già un giornalista freelance e lavoravo con Marco Gualazzini. Insieme abbiamo visto la nascita di<em> InsideOver</em>, promossa da dei nomi del giornalismo che per me sono delle icone imprescindibili come, ad esempio, Fausto Biloslavo, Gian Micalessin e Pozzo*. Interessato all’idea, con un fare molto timido avevo provato a mandare, insieme a Gualazzini, una email di presentazione a <em>Gli occhi della guerra</em> con lo scopo di organizzare magari un incontro. Siamo rimasti particolarmente stupiti perché la redazione ci ha subito accolto e, molto tranquillamente, ci ha invitati per un colloquio. Ci siamo presentati, abbiamo mostrato il nostro portfolio e abbiamo proposto delle idee. All’epoca era stata organizzata una serie di reportage sui cristiani perseguitati in alcune zone dell’Africa e noi in quell’occasione avevamo proposto un lavoro che era un po’ l’inverso di questo trend: un reportage sui musulmani perseguitati nella Repubblica Centroafricana dove era in corso un durissimo conflitto. Con enorme stupore, questo reportage ci è stato approvato pur essendo un’idea che andava contro corrente e da lì è nato tutto. Ricordo che rimasi particolarmente colpito dall’enorme attenzione che questa giovane redazione riservava ai giornalisti freelance. Ci hanno infatti detto di partire e ci hanno supportati completamente. Così è iniziato il nostro rapporto di collaborazione, che dura ormai dal 2014.</p>
<p><strong>In che modo si svolgerà il corso di giornalismo e reportage e quali sono, secondo te, i suoi punti di forza?</strong></p>
<p>Partiamo dai punti di forza. È un corso che io definisco avveniristico, come lo è la tradizione di <em>InsideOver</em> che, per certi versi, è una scommessa in un sogno. In un mondo in cui ci si lamenta della mancanza di spazi per i giornalisti freelance, mancanza di giornalisti sul campo e in un mondo in cui si parla di crisi dell’editoria questa redazione davvero futuristica decide invece d&#8217;investire su quella che è l’identità e il DNA puro del mestiere del giornalista: andare sul campo. Sul solco del lavoro inaugurato da <em>InsideOver</em>, The Newsroom Academy offre qualcosa di unico: non è solo un corso accademico e didattico, ma è un corso anche tecnico e pratico. Non ci si limita soltanto a raccontare cosa è il giornalismo e come si dovrebbe fare, ma vuole fornire gli strumenti per poterlo fare. Quindi il suo punto di forza è proprio questo: si impara a fare giornalismo, si apprendono tutte le peculiarità di questo mestiere, si acquisisce una serie di linguaggi e, allo stesso tempo, si viene accompagnati praticamente nella realizzazione di un reportage che, se selezionato, verrà pubblicato sul sito di <em>InsideOver</em> e de <em>ilGiornale.it</em>. È davvero un’occasione unica. Dove è possibile trovare una proposta così audace e una redazione che voglia investire sui giovani per farli diventare dei professionisti?</p>
<p>Nello specifico, il mio corso si svolgerà cercando d&#8217;insegnare cosa è il giornalismo oggi e come deve essere fatto un reportage. Si partirà dalle differenze che sussistono tra le diverse forme di linguaggio: scrittura, video e podcast. Tutto ciò verrà realizzato con l’aiuto di professionisti del settore come Fausto Biloslavo, storico reporter italiano, Marco Maisano, volto noto delle Iene e oggi autore e protagonista del programma Piacere Maisano, Floriana Bulfon, pluripremiata giornalista d’inchiesta e autrice del libro “Casamonica. La storia segreta” e Giampaolo Musumeci, giornalista specializzato negli esteri e oggi autore dei programmi di Radio 24 “Nessun luogo è lontano” e “Io sono il cattivo”. Grazie a queste figure, si inviteranno i partecipanti a utilizzare diversi linguaggi, a prenderne pieno controllo e a padroneggiare nuovi mezzi di comunicazione. Li si guiderà verso la realizzazione di un reportage partendo dalle basi: che cosa è una storia, come la si trova e come la si realizza. Sarà un corso approfondito, lungo e si cercherà di non limitarsi a fare del semplice nozionismo. L’obiettivo è fare in modo che chi si iscrive alla fine del corso possa dire “posso essere un giornalista”.</p>
<p><strong>Hai fatto riferimento ai professionisti che parteciperanno con te al corso. Perché sono stati scelti proprio loro?</strong></p>
<p>Sono stati scelti perché sono professionisti di altissimo livello che riescono a raccontare il mondo del giornalismo in modo molto eterogeneo. Vengono da settori diversi per linguaggi, vissuti e specializzazioni. Come accennavo prima, abbiamo uno dei maestri nell’ambito dei reportage di guerra, Fausto Biloslavo, che ha vissuto le diverse fasi dell’evoluzione dei linguaggi nel mondo del giornalismo e che quindi sarà capace di raccontare ai partecipanti come questo mestiere è cambiato e come si fa il reporter sul campo. Marco Maisano ha invece vissuto diverse esperienze a livello televisivo ed è poi riuscito a creare il suo format. Il suo linguaggio funziona ed è accattivante anche per quella fascia di pubblico che è attratto da un giornalismo che potremmo definire un po’ più social, girato in presa diretta. Floriana Bulfon è una delle più grandi giornaliste d’inchiesta italiane e nessuno meglio di lei può insegnare come si conduce un’inchiesta e come avvicinarsi alle realtà di sofferenza e disagio presenti nel nostro Paese. Infine, Gianpaolo Musumeci ha dedicato una vita agli esteri, fino ad arrivare a scrivere e produrre un programma radiofonico tutto incentrato sulla politica internazionale. Io credo che con un parterre di docenti di questo tipo ci sia solo tanto da imparare.</p>
<p><strong>I linguaggi e le modalità di narrare una storia all’interno del mondo del giornalismo sono in costante evoluzione. Quali sono gli strumenti fondamentali da acquisire per poter fare oggi il mestiere del giornalista?</strong></p>
<p>Io credo che esistano degli strumenti imprescindibili per chiunque voglia fare il giornalista: una profonda curiosità ed una passione che sia più forte di ogni scoramento. Questo è infatti un mestiere che porta a dover affrontare situazioni di forte dispiacere e frustrazione nel momento in cui, ad esempio, si vede andare in frantumi un viaggio per un visto negato. Capita a tutti, a me è capitato molte volte. In questi momenti è necessaria una grande pervicacia che possa aiutare a superare le delusioni. Allo stesso tempo, bisogna rimanere umili per potersi interrogare sul mondo in modo genuino e disinteressato. Disinteressato nel senso di non pensare mai di aver ragione in assoluto e senza voler raccontare la storia degli altri partendo unicamente dal proprio punto di vista. Bisogna invece “acculturarsi” con il fine di imparare a conoscere e raccontare le storie degli altri. Queste, secondo me, sono delle componenti uniche che bisogna avere e che magari si potranno coltivare proprio durante questo workshop attraverso letture, riflessioni e confronti.</p>
<p>Per quanto riguarda l’aspetto più meccanico: il giornalismo si è evoluto moltissimo. Ha vissuto una profonda trasformazione. Non possiamo arrenderci al cambiamento del tempo, sarebbe una contraddizione. Piuttosto, dobbiamo imparare a maneggiare il presente. E dunque come si fa giornalismo oggi? Il giornalismo oggi ha tanto ampliato i suoi linguaggi quanto ha ridotto all’osso gli strumenti per poter raccontare il mondo. Talvolta basta un buon telefono per poter fare video, fotografie e registrazioni. Ciò che davvero fa la differenza è il valore della storia, come la si racconta e il proprio sguardo nel raccontarla. Durante il corso si parlerà dunque anche degli aspetti più tecnici, di come si realizza un video, di come muoversi agilmente senza dover sovraccaricarsi di attrezzature e, soprattutto, come si fa a portare a casa un prodotto professionale, spendibile e che sia accattivante anche per il lettore, portandolo proprio là dove è stato il giornalista.</p>
<p><strong>Nel corso della tua carriera ti sei occupato prevalentemente, anche se non solo, di Africa. Da dove nasce il tuo attaccamento per questa terra?</strong></p>
<p>Non so dirti se sia stato io ad andare verso l’Africa o se l’Africa sia venuta a me. Ero giovanissimo. Mi sono trovato a viaggiare nel continente africano a 22 anni con Marco Gualazzini, che ho avuto modo d&#8217;incontrare tramite conoscenze comuni. Io volevo iniziare a fare il giornalista e a occuparmi di esteri. Ero alla ricerca di un fotografo e ho trovato lui che aveva già portato a termine diversi lavori. Ci si è presentata un’occasione unica: quella di andare nel 2012 a Mogadiscio. È stata una grande scommessa su noi stessi poiché all’epoca Mogadiscio era un posto inaccessibile e pericoloso. Ci siamo incontrati e abbiamo deciso di affrontare insieme questa avventura che ci ha aperto mille universi e che ci ha portato innumerevoli riconoscimenti a livello professionale. Dopo quello che è stato il nostro battesimo in terra africana abbiamo deciso di concentrarci per molto tempo sull’Africa, un continente in evoluzione, difficile, pregno di contraddizioni e difficoltà. Un continente per certi aspetti feroce, ma anche ricco di umanità dove sicuramente ci sono le componenti per imparare a fare bene questo mestiere.</p>
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		<title>Billy Six, il reporter prigioniero in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/billy-six-il-reporter-prigioniero-in-siria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 14:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Fronte al Nusra]]></category>
		<category><![CDATA[Reporter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Germania7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Germania7.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Germania7-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Billy Six è un  reporter di guerra tedesco passato più volte alle cronache per le sue spericolate imprese giornalistiche. I suoi viaggi lo hanno portato a girare l’Europa tutta l’Africa, il Medio oriente e lo hanno condotto più di una volta ad un passo dalla morte: arrestato in Siria, sequestrato in Libano, rimasto senza cibo per settimane prima in Germania e poi in Ucraina, Billy è riuscito sempre a cavarsela e a ripartire di nuovo per una nuova avventura. “Quando viaggi vivo come vivono le persone del posto in cui sono. Solo così posso immedesimarmi veramente nel loro mondo” mi spiega appena mi vede arrivare alla banchina della stazione della S-Bahn. Piccolo di statura e di costituzione minuta, i suoi occhi sono di un azzurro intenso, la barba e i capelli biondi. Le sue mani sono rugose, mi spiega, perché ogni giorno lavora nel giardino di casa sua, coltivando la frutta e la verdura di cui si nutre</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Germania7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Germania7.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Germania7-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>Billy Six è un reporter di guerra tedesco passato più volte alle cronache per le sue spericolate imprese giornalistiche. I suoi viaggi lo hanno portato a girare l’Europa tutta l’Africa, il Medio oriente e lo hanno condotto più di una volta ad un passo dalla morte: arrestato in Siria, sequestrato in Libano, rimasto senza cibo per settimane prima in Germania e poi in Ucraina, Billy è riuscito sempre a cavarsela e a ripartire di nuovo per una nuova avventura. “Quando viaggi vivo come vivono le persone del posto in cui sono. Solo così posso immedesimarmi veramente nel loro mondo” mi spiega appena mi vede arrivare alla banchina della stazione della S-Bahn. Piccolo di statura e di costituzione minuta, i suoi occhi sono di un azzurro intenso, la barba e i capelli biondi. Le sue mani sono rugose, mi spiega, perché ogni giorno lavora nel giardino di casa sua, coltivando la frutta e la verdura di cui si nutre</span><strong>.</strong></p>
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		<title>Quella rete per aiutare i reporter di guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/in-soccorso-dei-giornalisti-in-difficolta-la-storia-del-committee-to-project-journalist.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2019 11:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Reporter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A salvare la vita a Gabriele Micalizzi è un semplice elmetto, lo stesso che distingue un reporter da tutti gli altri attori impegnati in un qualsiasi campo di battaglia. La scritta &#8220;Press&#8221; in bianco sull&#8217;elmetto scuro, sta ad indicare tante cose: in primis, che si sta facendo il proprio lavoro, magari quello sognato da una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-soccorso-dei-giornalisti-in-difficolta-la-storia-del-committee-to-project-journalist.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-soccorso-dei-giornalisti-in-difficolta-la-storia-del-committee-to-project-journalist.html">Quella rete per aiutare i reporter di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/Army.mil-2007-06-26-111327-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A salvare la vita a <strong>Gabriele Micalizzi</strong> è un semplice elmetto, lo stesso che distingue un reporter da tutti gli altri attori impegnati in un qualsiasi campo di battaglia. La scritta &#8220;Press&#8221; in bianco sull&#8217;elmetto scuro, sta ad indicare tante cose: <em>in primis</em>, che si sta facendo il proprio lavoro, magari quello sognato da una vita e già immaginato da bambino. In secondo luogo, che si è lì per raccontare la verità e per immortalarla con scatti vitali per far comprendere cos&#8217;è una guerra lì dove il conflitto viene visto come un qualcosa di distante dalla propria quotidianità. Ma, soprattutto, quell&#8217;elmetto che permette di ritornare a casa indica l&#8217;appartenenza ad una categoria che si riconosce sempre all&#8217;interno di una grande famiglia. E proprio la storia di Gabriele Micalizzi ne è un positivo e suggestivo esempio. </p>
<p>L&#8217;aiuto offerto dai gruppi di sostegno ai giornalisti </p>
<p>Sono passate poche ore dallo scoppio della granata che, oltre ad aver ucciso un miliziano curdo, a <strong>Baghuz</strong> provoca il ferimento di Gabriele Micalizzi. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gabriele-le-bombe-raccontare-la-guerra-isis/">Il nostro inviato Fausto Biloslavo viene avvertito da un fotografo brasiliano</a> dell&#8217;accaduto mentre ritorna verso il confine con l&#8217;Iraq. I fatti avvengono nella Siria in mano alle milizie filo curde dell&#8217;<a href="http://www.occhidellaguerra.it/cosa-sono-le-milizie-ypg/">Sdf,</a> in un fazzoletto di terra<a href="http://www.occhidellaguerra.it/cosa-sono-le-milizie-ypg/"> dove queste ultime attaccano il morente Stato islamico</a> a pochi passi dalle sponde orientali dell&#8217;Eufrate. Fausto Biloslavo, però, oltre al messaggio del collega brasiliano, ne riceve un altro che desta subito positiva attenzione: &#8220;Siamo del Cpj (<strong>Committee to Project Journalists</strong>), vogliamo chiederti informazioni circa le condizioni di Gabriele e se occorre assistenza&#8221;. Il gruppo in questione si offre subito per aiutare il giovane italiano ferito, mettendo a disposizione proprie strutture e propri contatti per far giungere quanto prima soccorsi ed assistenza logistica. </p>
<p></p>
<p>Un segno di come, di fronte a delle schegge che rimbalzano sopra un elmetto, a prescindere da dove ci si trovi c&#8217;è sempre un altro gruppo di colleghi e di giornalisti pronti ad aiutare. Anche gli ultimi anni sono caratterizzati un conteggio numeroso di reporter deceduti. Il collettivo <strong>Cesura</strong>, per il quale lavora Micalizzi, ne sa qualcosa: nel 2014 il fotoreporter <strong>Andrea Rocchelli</strong> viene ucciso in Ucraina mentre proprio per Cesura sta raccontando la guerra in corso nel Donbass. Ma in tutto il mondo sono molti, troppi, i giornalisti uccisi: in guerra come nel proprio paese, tra la polvere delle trincee così come sotto casa, mentre si filma un conflitto così come mentre si cerca di far luce su affari malavitosi. Il Cpj nasce proprio con l&#8217;intento di aiutare cronisti e giornalisti in difficoltà in ogni parte del mondo. </p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/3cdNKa8QEH4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>Ecco perché dalla 7th Avenue di Manhattan, dove vi è la sede dell&#8217;organizzazione, subito si cerca di mettersi in contatto con chiunque possa conoscere il fotografo italiano ferito durante l&#8217;ultima battaglia contro il califfato. La Cpj opera del resto da più di trent&#8217;anni e riesce ad avere sotto controllo le varie situazioni in giro per il mondo, forte di 14 sedi dislocate nei cinque continenti. In Europa gli uffici della no profit sono a Londra ed a Bruxelles, ma altre sedi si trovano in aree calde del pianeta. A partire da <strong>Istanbul</strong>, in quella Turchia non sempre in linea con i più elementari standard del rispetto della professione giornalistica e città dove, all&#8217;interno del consolato saudita, il 2 ottobre scorso viene ucciso il giornalista <strong>Jamal Kashoggi</strong>. </p>
<p></p>
<p>A contattare anche il nostro Fausto Biloslavo, sono anche altre due associazioni: la Rory Peck Trust e la Ffr, entrambe con sede a Londra. La prima è dedicata a Rory Peck, il cameraman irlandese ucciso a Mosca durante i disordini del 1993 mentre è intento a filmare i tentativi di assalto alla Duma. Da allora, l&#8217;associazione a suo nome è impegnata nei vari scenari dove operano giornalisti al fronte e fornisce assistenza di ogni tipo: logistica, legale e quando occorre anche medica. La Ffr invece è operativa dal 2013. La sua denominazione è acronimo di Frontline Freelance Register e fornisce aiuto ai reporter in difficoltà. E quando si sparge la notizia del ferimento di Micalizzi, subito si prova a capire come aiutare il nostro connazionale. Un retroscena, quello del ferimento del nostro connazionale in Siria, che non passa inosservato. Al contrario, è la dimostrazione di come, nonostante tante difficoltà, l&#8217;elmetto con la scritta &#8220;Press&#8221; non serva soltanto a proteggere la testa.</p>
<p>Esso segna l&#8217;appartenenza ad un mondo e ad una famiglia che, dal più noto al meno esperto, non lascia nelle retrovie nessuno dei suoi membri.</p>
<p>Le condizioni di Gabriele Micalizzi </p>
<p>&#8220;Nel giro di dodici ore, Gabriele è già a Baghdad e subisce i primi interventi&#8221;: a parlare ai nostri microfoni nei giorni scorsi è un ragazzo di Cesura, il collettivo per il quale lavora il fotoreporter ferito. &#8220;Finché non torna in Italia non vogliamo rilasciare dichiarazioni ufficiali &#8211; dichiarano ancora ai nostri microfoni dalla sede di Cesura &#8211; Possiamo solo dire di essere però ottimisti&#8221;. Micalizzi fino a sabato è ancora nella capitale irachena, è fuori pericolo di vita e, assicurano, lotta come sempre. Domenica il rientro in Italia e la corsa verso gli ospedali per continuare la riabilitazione. Un suo collega di Cesura racconta le dinamiche di quelle ore difficili, in cui il collettivo rivive i tristi ricordi del 2014 quando in Ucraina muore Andrea Rocchelli: &#8220;Sappiamo che ha fatto scalo ad <strong>Erbil</strong>, nel Kurdistan iracheno, poi da lì viene portato a Baghdad: curdi ed americani hanno badato a tutti i vari aspetti logistici&#8221;.</p>
<p>Fondato nel 2008, il collettivo Cesura opera da sempre in teatri di guerra: &#8220;Paradossalmente prima eravamo più conosciuti all&#8217;estero che in Italia&#8221;, afferma ancora un membro del gruppo. Intanto nella sede di Cesura si continua a lavorare: nel laboratorio situato a Pianello Val Tidone non ci si ferma, mentre si aspetta di poter rivedere ben presto in quei locali anche il fotoreporter ferito nell&#8217;ultimo lembo di terra in mano all&#8217;Isis. Porterà forse con sé quell&#8217;elmetto a cui deve la vita, pronto ad indossarlo nuovamente nella consapevolezza che finché si filma un conflitto si è sì in pericolo ma non si è mai soli. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-soccorso-dei-giornalisti-in-difficolta-la-storia-del-committee-to-project-journalist.html">Quella rete per aiutare i reporter di guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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