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	<title>razzo Archives - InsideOver</title>
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	<title>razzo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Perché la spazzatura spaziale è un problema geopolitico</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/perche-la-spazzatura-spaziale-e-un-problema-geopolitico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2021 11:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia spaziale europea (Esa)]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[razzo]]></category>
		<category><![CDATA[satellite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="razzo cinese e rifiuti spaziali" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-2048x1152.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-334x188.jpeg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un’attesa in stile Armageddon, quella che costringerà 9 regioni del centro-sud Italia con il naso all’insù poiché interessate dalla caduta di frammenti del razzo spaziale cinese &#8216;Lunga marcia 5B&#8217;. La previsione di rientro sulla Terra è fissata per le ore 2:24 del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di ± 6 ore. Cos’è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/perche-la-spazzatura-spaziale-e-un-problema-geopolitico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/perche-la-spazzatura-spaziale-e-un-problema-geopolitico.html">Perché la spazzatura spaziale è un problema geopolitico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="razzo cinese e rifiuti spaziali" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-2048x1152.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/rifiuti-spaziali-La-Presse-334x188.jpeg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un’attesa in stile <em>Armageddon</em>, quella che costringerà 9 regioni del centro-sud Italia con il naso all’insù poiché interessate dalla caduta di frammenti del <a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2021-05-08/come-prepararsi-caduta-razzo-cinese-12468817/"><strong>razzo spaziale cinese</strong></a> &#8216;Lunga marcia 5B&#8217;. La previsione di rientro sulla Terra è fissata per le ore 2:24 del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di ± 6 ore.</p>
<h2>Cos’è la <em>space junk</em></h2>
<p>Sebbene l’evento contribuisca ad animare fantasie apocalittiche nel bel mezzo di una nuova Guerra Fredda, solleva una questione di sempre maggiore importanza geopolitica: il problema degli <strong><em>space debris</em></strong>, ovvero i detriti spaziali, noti anche come <strong><em>space junk</em></strong>, spazzatura spaziale. Si tratta di qualsiasi pezzo di macchinario o detrito lasciato dagli esseri umani nello Spazio e il termine può riferirsi a oggetti di grandi dimensioni come satelliti abbandonati che hanno fallito o sono stati lasciati in orbita al termine della loro missione. Nel corso del tempo tale definizione si è ampliata per includere cose grandi e piccole come satelliti in pensione, frammenti e pezzi rimanenti da veicoli spaziali, cacciaviti, strumenti, dadi e bulloni, frammenti, guanti persi e persino macchie di vernice.</p>
<p>In più di sessant’anni di avventure fuori dalla Terra, lo Spazio è disseminato di questi resti che, se di grandi dimensioni, possono costituire un grave pericolo nel momento in cui puntano verso il nostro Pianeta, incendiandosi. Alcuni veicoli spaziali, come ad esempio la <strong>Stazione Spaziale Internazionale</strong> sono stati equipaggiati con particolari protezioni per prevenire questo tipo di eventi, ma le attività extra-veicolari restano il problema principale. Per questa ragione nel 1993, sotto l’egida delle Nazioni Unite, fu costituito <em>l’<a href="https://www.iadc-home.org/">Inter-Agency Space Debris Committee</a></em>, con il compito di fare dialogare le principali agenzie spaziali del Mondo al fine di trovare soluzioni condivise.</p>
<h2>Anche questa è geopolitica</h2>
<p>Dopo decenni di stasi delle <em>Star Wars</em>, gli ultimi anni hanno dato il via ad una nuova corsa allo Spazio, soprattutto a fini tecnologici, plasmando nuovamente questa porzione di Universo. L’accresciuta importanza delle <strong>tematiche ambientali</strong>, poi, ha corredato la geopolitica spaziale di nuove sfumature legate all’inquinamento, ai principi di precauzione e “chi inquina paga”, oltre che alla responsabilità diplomatica legata a questi incidenti e ai danni che possono recare ad altre nazioni. Tutte domande nuove che richiedono approcci e soluzioni innovative. L’elevato grado di interdipendenza tecnologica ed economica, che il mondo ha raggiunto tra la fine della Guerra Fredda e l’inizio della pandemia, richiede più che mai l’applicazione del <strong>principio di cooperazione</strong> per la gestione globale dei problemi ambientali spaziali.</p>
<p>I detriti, tra l’altro, oltre a costituire un pericolo per la Terra, sono altamente rischiosi per le attività spaziali stesse: dai 23.000 pezzi di detriti nell&#8217;orbita terrestre che sono più grandi di 5-10 centimetri che possiamo tracciare e catalogare, alle centinaia di milioni che non possiamo rilevare, oggetti grandi e piccoli che sfrecciano a velocità letali mettono in pericolo missioni civili, commerciali e militari nello Spazio e, qualora un detrito battente bandiera di una Nazione/missione vada a colpire, danneggiando, strutture di altre nazioni (magari anche nemiche) le cose si complicano.</p>
<h2>Alcuni precedenti importanti</h2>
<p>Eventi di questo tipo si sono verificati più volte, ma solo dagli anni Novanta in poi hanno cominciato ad occupare le scrivanie degli studiosi e della politica. La NASA ha riportato la prima collisione mai conosciuta tra due oggetti nello spazio nel luglio 1996, quando il satellite da ricognizione militare francese Cerise fu colpito e gravemente danneggiato da, ironia della sorte, un frammento di esplosione nello stadio superiore dell&#8217;Ariane, un razzo vettore europeo. Tre anni prima, venne riscontrato un foro di oltre 1 cm di diametro in un&#8217;antenna montata sul telescopio spaziale Hubble: un ammasso di detriti era penetrato completamente nella parabola dell&#8217;antenna (ma l&#8217;unità continuò a funzionare). E ancora, nel 2001, le finestre dello <em>space shuttle</em> vennero sostituite 80 volte a causa di impatti sub-millimetrici. Tuttavia, gli incidenti possono anche avere un grande impatto sull&#8217;aumento della nube di detriti. Nel 2009, per la prima volta in assoluto, un satellite per comunicazioni statunitensi funzionante, Iridium-33, entrò in collisione con uno russo non funzionante, Cosmos-2251, mentre entrambi attraversavano l&#8217;estrema Siberia settentrionale. Questo singolo arresto anomalo ha generato più di 2.300 frammenti di detriti.</p>
<h2>Cosa si può fare</h2>
<p>L’<a href="http://www.esa.int/About_Us/ESOC/Space_debris_assessing_the_risk">Agenzia Spaziale Europea</a>, ad esempio, è fra gli organismi internazionali che compiono attività di monitoraggio utilizzando sia telescopi ottici che radar. Il radar è più efficiente per il rilevamento di detriti al di sotto dei 5000 km di altitudine, mentre il tracciamento ottico è preferito per i livelli più alti e per le zone orbitali geostazionarie utilizzate dalle telecomunicazioni e dai satelliti di trasmissione. I dati orbitali risultanti per oggetti detriti di grandi dimensioni vengono compilati in cataloghi ampiamente disponibili nella comunità spaziale; questi includono il database DISCOS (Database and Information System Characterizing Objects in Space) mantenuto dal personale di <em>Mission Analysis</em> presso lo <em>Space Operations Center</em> dell’ESA a Darmstadt.</p>
<p>Sebbene la cooperazione in questo ambito faccia registrare dei buoni risultati, alcuni studiosi sollevano alcuni dubbi circa la proliferazione di operazioni di “<strong>pulizia spaziale</strong>”. L&#8217;insieme di soluzioni governative o commerciali per contrastare i detriti orbitali &#8211; che si tratti di laser, reti, magneti, attacchi, braccia robotiche o satelliti di servizio coorbitanti – rischia di alimentare le prospettive di una <strong>corsa furtiva per il dominio nello Spazio</strong>. È di questa opinione di <a href="https://theconversation.com/why-space-debris-cleanup-might-be-a-national-security-threat-105816">Saadia Pekkanen</a>, co-presidente del Forum spaziale USA-Giappone e coodirettrice della <em>Space Security Initiative</em> presso l&#8217;Università di Washington. La stessa tecnologia che cattura, fulmina o trascina via i detriti può fare lo stesso con un&#8217;astronave funzionante. È importante sondare come e con quale intenzione contrastare i detriti spaziali con tecnologie a duplice uso, e ancor di più in un momento di mutamento nell&#8217;ordine mondiale. Secondo Pekkanen sia le vecchie che le nuove potenze spaziali, dunque, possono facilmente mascherare le loro intenzioni militari dietro legittime preoccupazioni internazionali.</p>
<h2>Una proposta interessante: una tassa sulla <em>space junk</em></h2>
<p>Finora, le soluzioni proposte sono state principalmente tecnologiche o manageriali. In definitiva, soluzioni ingegneristiche o gestionali come queste non risolveranno il problema dei detriti perché non cambiano gli incentivi per gli operatori. Ad esempio, la rimozione dei detriti spaziali potrebbe motivare gli operatori a lanciare più satelliti, affollando ulteriormente l&#8217;orbita terrestre bassa, aumentando il rischio di collisione e aumentando i costi. Un approccio migliore al problema dei detriti spaziali potrebbe essere quello di implementare una tariffa per l&#8217;uso orbitale, una <strong>tassa sui satelliti in orbita</strong>.</p>
<p>&#8220;Non è la stessa cosa di una tariffa di lancio&#8221;, sostiene Akhil Rao, professore di economia al Middlebury College. Le tariffe di lancio da sole non possono indurre gli operatori a disorbitare i loro satelliti quando necessario, e non è il lancio ma il satellite in orbita che causa il danno. In uno studio congiunto con altri due colleghi, intitolato <em><a href="https://www.pnas.org/content/117/23/12756">Orbital-use fees could more than quadruple the value of the space industry</a>, </em>si ipotizza che le tariffe per l&#8217;uso orbitale potrebbero essere tariffe dirette o permessi scambiabili e potrebbero anche essere specifiche per l&#8217;orbita, poiché i satelliti in orbite diverse producono rischi di collisione variabili. Soprattutto, la tariffa per ogni satellite sarebbe calcolata in modo da riflettere il costo per il settore di mettere in orbita un altro satellite, compresi i costi attuali e futuri previsti per il rischio di collisione aggiuntivo e la produzione di detriti spaziali &#8211; costi che gli operatori, attualmente, non tengono in conto dei loro lanci. Nel modello elaborato dai tre scienziati ciò che conta è che gli operatori satellitari paghino il costo del rischio di collisione imposto ad altri operatori. Si tratta di tasse aumenterebbero nel tempo, per tenere conto del valore crescente delle orbite più pulite: secondo i loro calcoli la tariffa ottimale aumenterebbe a un tasso del 14% all&#8217;anno, raggiungendo circa $ 235.000 per satellite all&#8217;anno entro il 2040.</p>
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		<item>
		<title>La storia del &#8220;razzo cinese&#8221; e le mire del piano spaziale di Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/razzo-cinese-piano-spaziale-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2021 11:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[razzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="razzo cinese" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rischio che i resti dell&#8217;ormai famigerato &#8220;razzo cinese&#8221; Lunga Marcia 5 possano cadere sulla Terra è altamente remoto. Eppure, da giorni, gli occhi sono comunque puntati verso il cielo. Allarmi, comunicati e indiscrezioni in merito alla possibile precipitazione di detriti sul territorio italiano hanno creato il solito tamtam mediatico che, come spesso accade in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/razzo-cinese-piano-spaziale-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="razzo cinese" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/cina-spazio-la-presse-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il rischio che i resti dell&#8217;ormai famigerato &#8220;<strong>razzo cinese</strong>&#8221; Lunga Marcia 5 possano cadere sulla Terra è altamente remoto. Eppure, da giorni, gli occhi sono comunque puntati verso il cielo. Allarmi, comunicati e indiscrezioni in merito alla possibile precipitazione di detriti sul territorio italiano hanno creato il solito tamtam mediatico che, come spesso accade in casi del genere, si risolverà in un nulla di fatto. La Protezione Civile <a href="http://www.protezionecivile.gov.it/media-comunicazione/comunicati-stampa/-/content-view/view/1427915">ha diramato un comunicato</a> nel quale ha spiegato come la caduta accidentale dei frammenti del razzo possa interessare undici regioni dell&#8217;Italia.</p>
<p>La previsione di rientro sulla Terra della Lunga Marcia è fissata per le ore 2:24 del 9 maggio, con un&#8217;incertezza temporale di 6 ore. Gli esperti, tuttavia, consigliano di &#8220;stare lontani dalle finestre e porte vetrate&#8221; perché i suddetti <strong>frammenti</strong>, &#8220;impattando sui tetti degli edifici, potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone&#8221;. Ma qual è il rischio che possa accadere un mezzo disastro? Altamente improbabile, se non impossibile. Così come &#8220;estremamente bassi&#8221;, secondo la Cina, sono i rischi per la ricaduta sulla Terra dei detriti del vettore Lunga Marcia.</p>
<p>Pechino, ha fatto sapere un portavoce del Ministero degli Esteri, sta seguendo con attenzione il rientro nell&#8217;atmosfera della <strong>fase finale</strong> del razzo ed è sicura che la maggior parte delle componenti si disintegrerà durante il processo di rientro. &#8220;La possibilità di causare danni alle attività dell&#8217;aviazione e al suolo è estremamente bassa&#8221;, ha aggiunto, &#8220;e le autorità segnaleranno tempestivamente la situazione&#8221;, hanno tagliato corto le autorità cinesi.</p>
<h2>Cos&#8217;è il Long March 5</h2>
<p>Questi i fatti delle ultime ore. Ma che cos&#8217;è il <strong>Long March 5B Y2</strong>? È stato definito &#8220;razzo cinese&#8221;, anche se sarebbe più corretto chiamarlo razzo vettore. La Cina lo ha lanciato <a href="https://edition.cnn.com/2021/04/29/world/iss-future-china-space-station-russia-us-intl-scn/index.html">lo scorso 29 aprile</a> dal sito di lancio di Wenchang nell&#8217;isola meridionale di Hainan, con l&#8217;obiettivo di portare in orbita <strong>Thiane</strong> (alla lettera &#8220;armonia dei cieli&#8221;), il primo modulo della <strong>nuova stazione spaziale</strong> cinese. Una volta terminata la missione (<a href="https://it.insideover.com/politica/cina-luna-potenze-spazio.html">una delle tante in agenda</a>), il razzo rientrerà nell&#8217;atmosfera terrestre. Ed è proprio questo che ha destato perplessità tra alcuni scienziati internazionali, intimoriti di fronte all&#8217;ipotetica eventualità che i rottami possano causare danni schiantandosi al suolo. La Cina ha scelto di affidarsi a un razzo senza sistemi di controllo in fase di rientro, affidandosi alla bassissima probabilità che i suoi detriti impattino su zone abitate. &#8220;Non c&#8217;è una normativa, la Cina non sta infrangendo nessuna legge. Ci sono degli accordi, ma tutto è&#8217; rimesso alla buona volontà e alla coscienza degli Stati&#8221;, <a href="https://www.dire.it/07-05-2021/630686-razzo-cinese-rientro-incontrollato-dovrebbe-cadere-sulla-terra-il-9-maggio/">ha spiegato</a> Marco Castronuovo dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). In ogni caso,<a href="https://it.insideover.com/politica/leducazione-spaziale-della-cina-i-giovani-pronti-per-la-conquista-di-marte.html"> rincorrendo l&#8217;ambizione</a> di voler mantenere una presenza umana permanente nello spazio, la Cina sta concretizzando il suo piano.</p>
<h2>Ipotesi e smentite</h2>
<p>La stazione spaziale cinese non è stata lanciata tutta in una sola volta. Al contrario, sarà assemblata da vari moduli che saranno sparati in orbita in momenti differenti. Secondo i media cinesi, la stazione sarà operativa entro la fine del 2022. Si prevede che possa operare per periodo compreso tra i 10 e i 15 anni. Nei prossimi due anni sono stati programmati 11 lanci, tra cui quattro con missioni di equipaggio e altrettante missioni cargo. Long March 5B è dunque soltanto la punta dell&#8217;iceberg. La vicenda del razzo cinese, appendice della solita <a href="https://it.insideover.com/politica/guerra-fredda-cina.html">guerra fredda in corso tra Usa e Cina</a>, è stata inizialmente sollevata da alcuni media statunitensi, secondo cui i detriti del razzo potrebbero rappresentare un pericolo per comunità abitate. Secca la replica degli esperti cinesi, per i quali la traiettoria di caduta dei detriti del razzo sarebbe stata attentamente considerata dalle autorità spaziali cinesi &#8220;dalla fase iniziale di progettazione del razzo, e sin dalla scelta del sito di lancio&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/razzo-cinese-piano-spaziale-cina.html">La storia del &#8220;razzo cinese&#8221; e le mire del piano spaziale di Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Israele, razzo colpisce casa a Tel Aviv</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-razzo-colpisce-casa-a-tel-aviv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 13:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[razzo]]></category>
		<category><![CDATA[Tel Aviv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il sistema difensivo Iron Dome non è stato attivato.  E, di conseguenza, non è stato in grado di intercettarlo prima della sua esplosione, alle 5.20 di questa mattina (ora locale). E così, dopo il lancio, un razzo ha colpito una casa a Moshav Herut, nella località di Kfar Saba, a Mishmeret, una comunità a nord di Tel Aviv. Sparato dalla zona meridionale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-razzo-colpisce-casa-a-tel-aviv.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190325104345_28853863-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il sistema difensivo Iron Dome non è stato attivato.  E, di conseguenza, non è stato in grado di intercettarlo prima della sua esplosione, alle 5.20 di questa mattina (ora locale). E così, dopo il lancio, un razzo ha colpito una casa a Moshav Herut, nella località di Kfar Saba, a Mishmeret, una comunità a nord di Tel Aviv.</p>
<p>Sparato dalla zona meridionale della Striscia di Gaza, il missile ha fatto crollare l’edificio e ha ferito sette persone, tra cui tre bambini. Tra le persone coinvolte, un 59enne e una donna di 30 anni hanno riportato ferite “moderate”, mentre il marito della giovane e i loro figli, una ragazzina dodicenne, un bimbo di tre anni e uno di sei mesi, sono rimasti feriti in modo “lieve”. Ma l’esplosione di questa mattina, in un luogo mai raggiunto prima da un ordigno simile, potrebbe riaccendere una nuova crisi. E, forse, influenzare il voto. In programma ad aprile.</p>
<h2>Nessuna rivendicazione</h2>
<p>Secondo le prime informazioni fornite dalle forze armate israeliane, il missile sarebbe stato lanciato a un centinaio di chilometri dalla comunità. Per i servizi segreti, gli unici a possedere razzi di una simile gittata sono Hamas e il gruppo Jihad Islamica. Ma, in queste ore, nessun gruppo palestinese avrebbe rivendicato l’attacco e il  leader di Hamas a Gaza, Yahnya Sinwar, avrebbe cancellato una conferenza stampa prevista.</p>
<h2>Hamas: “Razzo sparato per errore”</h2>
<p>Come riportato dalla radio israeliana Arutz Sheva, fonti interne ad Hamas avrebbero fatto sapere che il sistema missilistico sarebbe stato attivato da una tempesta di fulmini e che, quindi, il missile sarebbe caduto per errore. I leader del movimento islamico a Gaza avrebbero anche promesso all’Egitto, che in diverse circostanze fa da mediatore tra loro e lo Stato d’Israele, di avviare un’indagine sull’accaduto.</p>
<p>“Nessuno all’interno del movimento di resistenza, compreso Hamas, ha alcun interesse a sparare razzi di Gaza contro il nemico”. Un altro ufficiale del gruppo, parlando con il quotidiano israeliano Haaretz, ha spiegato che il fatto che non ci sia stata una rivendicazione dimostra che si tratta “o di un errore o di una decisione impulsiva portata avanti individualmente da un militante di uno dei gruppi presenti nella Striscia”.</p>
<h2>Netanyahu: “Risponderemo con forza”</h2>
<p>Intanto, però,  il premier Benjamin Netanyahu, arrivato ieri sera a Washington per l’incontro con il presidente Donald Trump, ha fatto sapere che il Paese “risponderà con forza” e che taglierà la visita negli Stati Uniti per rientrare al più presto in Israele: “Ho parlato con il capo di Stato maggiore, il capo dello Shin Bet e il capo dell’intelligence: è un atto criminale contro lo Stato d’Israele”.</p>
<p>Il ministro della cultura, Miri Regev, ha assicurato che i terroristi saranno perseguiti e ha invocato il ritorno “alla politica degli omicidi mirati”. E ha aggiunto: “Solo quando i leader di Hamas e del Jihad islamico nella Striscia di Gaza verranno colpiti, cominceranno a trattarci diversamente. Evacuare i quartier generali del terrore non li aiuterà questa volta. Li scoveremo ovunque”. E il portavoce del ministero degli Esteri, Emmanuel Nachson, accusa anche le Nazioni Unite: “Si è trattato di un atto di aggressione deliberato e pericoloso da parte dei terroristi palestinesi, incoraggiato senza dubbio dalla compiacenza del Consiglio Onu per i diritti umani”.</p>
<p>Come riporta Repubblica, “due diversi emittenti hanno riferito che l’esercito sta inviando due brigate di fanteria al confine della Striscia e richiamando un certo numero di riservisti”.</p>
<h2>Jihad islamica: “Se attaccate sarà dura risposta”</h2>
<p>La replica del movimento islamico è arrivata tramite la voce di Ziad al-Nakhla, leader della fazione palestinese. Che ha dichiarato: “La leadership israeliana dovrebbe sapere che risponderemo con forza a qualsiasi operazione aggressiva contro la Striscia di Gaza”.</p>
<h2>Le accuse a Netanyahu</h2>
<p>Da Gerusalemme, invece, arriva anche l’attacco di Benny Gantz , leader del partito Blu e Bianco e principale sfidante di Netanyahu alle elezioni del 9 aprile, che, su Twitter, ha accusato il premier di non essere in grado di garantire la sicurezza nel Paese: “Sarà soddisfatto della dichiarazione di Hamas che parla di un errore o finalmente si concentrerà sulla sicurezza dei cittadini e non sulle sue questioni legali?”. E il leader dei laburisti, Avi Gabbay, avrebbe definito Netanyahu “un fallimento come primo ministro e ministro della Difesa”: “È responsabile per la situazione di poca sicurezza. Ha perduto la sua deterrenza e rafforzato Hamas. Può restare negli Usa a fare pubbliche relazioni, che lasci la sicurezza nelle mani di chi ha piani pratici”.</p>
<h2>I razzi su Tel Aviv</h2>
<p>Qualche settimana fa, per la prima volta dalla guerra del 2014, due razzi sparati da Gaza sono caduti sulla città di Tel Aviv, senza provocare danni o feriti. Anche in quell’occasione, Hamas aveva parlato di missili sparati per errore. La risposta era arrivata subito, con il bombardamento di obiettivi nell’enclave palestinese. E oggi, a poche settimane dalle elezioni, Netanyahu deve provare a conservare la sua credibilità politica, allontanando le accuse di chi, dall’ultra-destra ai laburisti, gli attribuirebbe lo sgretolamento del sistema di sicurezza nel Paese.</p>
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