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	<title>Nuclear Deal Archives - InsideOver</title>
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	<title>Nuclear Deal Archives - InsideOver</title>
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		<title>Zarif da New York avverte Kim: &#8220;Aspetta le decisioni sul nucleare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2018 11:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nuclear Deal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="943" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-1024x644.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Anche se non è ancora certa la data dell’incontro storico che, salvo ulteriori colpi di scena, dovrebbe tenersi tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, c’è la possibilità che a Pyongyang stiano aspettando con interesse per vedere che decisioni prenderà Trump sul Nuclear Deal con l’Iran, l’accordo sul &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/zarif-new-york-avverte-kim-aspetta-le-decisioni-sul-nuclear-deal.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="943" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180421143649_26225978-1024x644.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Anche se non è ancora certa la data dell’incontro storico che, salvo ulteriori colpi di scena, dovrebbe tenersi tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, <strong>c’è la possibilità che a Pyongyang stiano aspettando con interesse per vedere che decisioni prenderà Trump sul Nuclear Deal</strong> con l’Iran, l’accordo sul nucleare considerato il fiore all’occhiello dell’amministrazione Obama. I due eventi sembrano cadere a ridosso l’uno dell’altro: il presidente statunitense deciderà se applicare nuove e dure sanzioni contro Teheran il 12 maggio, mentre le <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.tpi.it/2018/04/21/trump-kim-jong-un-incontro-maggio/" target="_blank">ultime indiscrezioni</a><em>  </em>dicono che l’incontro tra i leader attualmente al centro dell’attenzione mondiale potrebbe avvenire entro maggio. </p>

<p>A Pyongyang dovrebbero guardare con interesse verso Washington per vedere cosa accadrà il 12 maggio. <strong>Questo il ministro degli Esteri iraniano Zarif</strong> – attualmente in viaggio negli Stati Uniti per fare lobbying in vista della decisione sul <strong>JCPOA</strong> (Joint Comprehensive Plan Of Action) – lo sa bene e per questo in un’intervista rilasciata alla <em><a href="https://www.cbsnews.com/news/iran-ready-to-resume-nuke-program-if-us-leaves-deal-foreign-minister-warns/" target="_blank">Cbs</a>  </em>ha deciso di lanciare un messaggio chiaro: “<strong>Se gli Stati Uniti decideranno di ritirarsi dall’accordo gli attori internazionali sapranno come si comportano gli americani</strong> quando stringono un accordo: semplicemente, non lo rispettano.” Il ministro degli Esteri iraniano può fare affidamento anche sul giudizio della comunità internazionale che non perde occasione per invitare Washington a rispettare l’accordo con Teheran e le dichiarazioni di Zarif possono essere viste come un monito a <strong>Kim Jong-un in vista dell’incontro che avrà con Trump</strong> per procedere con la denuclearizzazione della Corea del Nord. </p>

<p><strong>Zarif è arrivato a New York</strong> il 19 aprile in vista dell&#8217;incontro di alto livello sulla costruzione e il sostegno alla pace che si terrà alle Nazioni Unite il 24 e 25 aprile prossimo. Qui, oltre ai messaggi più o meno diretti verso il leader nordcoreano, ha affermato durante l’intervista alla Cbs che “l&#8217;Iran <strong>riprenderà il suo programma nucleare</strong> a un ritmo più veloce se gli Stati Uniti si ritireranno dall&#8217;accordo sul nucleare firmato nel luglio 2015.” Il ministro degli Esteri iraniano durante l’intervista ha voluto sottolineare come il suo paese non abbia mai avuto la volontà di usare il nucleare con l’intento di sviluppare un arsenale nucleare, piuttosto per sfruttarne l’aspetto energetico. Infine Zarif ha dichiarato: “Abbiamo una serie di opzioni e quelle per la ripresa del programma nucleare sono pronte. Vedremo cosa deciderà il presidente statunitense.”</p>
<p>L’accordo sul nucleare iraniano o JCPOA è stato firmato nel luglio 2015 dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza <strong>Onu</strong>, ovvero Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti più la Germania. Donald Trump durante la campagna elettorale non ha perso occasione per indicare l’accordo considerato il successo di Obama come un “disastro.” In realtà tra le tante nefandezze commesse dall’amministrazione Obama l’accordo sul nucleare può essere considerato davvero un successo diplomatico. In controcorrente rispetto all’attitudine americana sempre più incline verso il mondo sunnita guidato dall’Arabia Saudita piuttosto che verso quello sciita dell’Iran, <strong>l’accordo del 2015</strong> sembrava concedere delle aperture verso Teheran. </p>

<p>In realtà l’accordo era molto sfavorevole per l’Iran, che per esempio non ha comunque mai avuto la possibilità di intrattenere rapporti normali con le <strong>banche internazionali</strong> compromettendo significativamente la sua capacità di ripresa. Però poteva essere visto come un segnale positivo. Ora la retorica anti-iraniana si è acuita, anche a causa della sua <strong>vittoria insieme alla Russia e alle milizie di Hezbollah nel conflitto siriano</strong>, ma la mossa di Zarif è stata davvero ottima. E’ consapevole di come si trovi in una posizione di svantaggio rispetto agli Stati Uniti quando sono seduti al tavolo delle trattative. <strong>L’incontro annunciato tra Trump e Kim Jong un però gli ha fornito un ottimo assist per invitare il presidente statunitense alla pacatezza il 12 maggio</strong>, quando dovrà decidere cosa fare del Nuclear Deal: stracciarlo definitivamente applicando nuove sanzioni all’Iran o scegliere un approccio più diplomatico? Lo vedremo il 12 maggio. Appuntamento atteso con interesse anche in Corea del Nord. E chissà che la decisione sul JCPOA non possa influire sull’attitudine nordcoreana per quanto riguarda la denuclearizzazione chiesta da Washington.</p>
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		<title>In Iran il caos monetario acuisce la crisi dell&#8217;economia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-caos-monetario-acuisce-la-crisi-delleconomia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2018 19:50:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa)]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Nuclear Deal]]></category>
		<category><![CDATA[Teheran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153-1024x636.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sono settimane roventi per l&#8217;Iran, e non solo sul fronte internazionale che vede la Repubblica Islamica sempre più ai ferri corti con Israele nel teatro siriano: ad angustiare la leadership di Teheran è anche il dissesto dell&#8217;economia nazionale, in preda a gravi convulsioni a causa della debolezza della valuta iraniana, il rial, che ultimamente ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-caos-monetario-acuisce-la-crisi-delleconomia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="931" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153-768x477.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/LAPRESSE_20180418110225_26201153-1024x636.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sono settimane roventi per l&#8217;Iran, e non solo sul fronte internazionale che vede la Repubblica Islamica sempre più ai ferri corti con Israele nel teatro siriano: ad angustiare la leadership di Teheran è anche il dissesto dell&#8217;economia nazionale, in preda a gravi convulsioni a causa della debolezza della valuta iraniana, il rial, che ultimamente ha oscillato in maniera a dir poco pericolosa.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://eastwest.eu/it/opinioni/open-doors/iran-svalutazione-rial-economia-scontro-politico-usa" target="_blank">Come ha scritto Stella Morgana su </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://eastwest.eu/it/opinioni/open-doors/iran-svalutazione-rial-economia-scontro-politico-usa" target="_blank">Eastwest</a>, &#8220;</em>Esattamente un anno fa un dollaro oscillava tra i 36mila e 40 mila rial, dodici mesi dopo sfonda quota 60 mila. E ancora, se un euro valeva circa 45 mila rial all’inizio dell’estate scorsa, il 10 aprile  nei <em>sarrafi</em>, i cambiavalute di Teheran, veniva scambiato quasi a 70 mila. Così, alla fine, il <strong>governo iraniano</strong> ha deciso di correre ai ripari per cercare di fermare la <strong>svalutazione</strong> della moneta locale: è pronto a imporre un <strong>tasso di cambio unificato</strong> a 42 mila rial per un dollaro&#8221;.</p>
<p>Le precedenti crisi valutarie iraniane risalivano al 2012 ed erano indicatori della fragilità di un sistema economico fortemente diseguale e frenato, in maniera principale, dalle difficoltà del mercato del lavoro, che fatica a garantire uno sbocco professionale a una popolazione in larga crescita e in gran parte giovane. Ai tempi, le sanzioni internazionali isolavano l&#8217;Iran dai mercati monetari internazionali; dopo il <em>nuclear deal, </em>il Paese aveva provato ad avviarsi nuovamente sulla strada della stabilità, ma le recenti evoluzioni della geopolitica mediorientale hanno rilanciato l&#8217;instabilità sistemica.</p>
<p>L&#8217;ombra di Trump dietro la crisi in Iran?</p>
<p>Non è un caso che l&#8217;instabilità monetaria si sia palesata con veemenza a breve distanza dalla fatidica scadenza del 12 maggio, data che vedrà la decisione finale di Donald J. Trump sulla certificazione dell&#8217;accordo sul nucleare iraniano siglato nel 2015. </p>
<p>Un possibile ritorno alle stringenti sanzioni statunitensi contro Teheran complicherebbe il cammino dell&#8217;economia del Paese, che fatica a superare la dipendenza dalle materie prime, verso la normalità e significherebbe una nuova fase di criticità e incertezze. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.atimes.com/article/irans-parliament-thrown-chaos-amid-worsening-currency-crisis/" target="_blank">La mossa di imporre un cambio forzoso</a> potrebbe rallentare il tracollo del rial nelle prossime settimane, prima della scelta definitiva di Trump, ma un dato è certo: le scelte strategiche degli Stati Uniti giocano un ruolo importante nel condizionamento del sistema economico iraniano, ma non ne sono la determinante fondamentale. Questa è da ricercarsi, piuttosto, nelle contraddizioni di un sistema di potere quarantennale che oggi mostra le sue principali manchevolezze. </p>
<p>La tenaglia dei conservatori su Rouhani</p>
<p>Parlando della genesi delle proteste che hanno scosso l&#8217;Iran tra il dicembre e il gennaio scorso, sottolineavamo come <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/alle-radici-delle-proteste-scuotono-liran/" target="_blank">il Presidente Hassan Rouhani si trovasse tra i due fuochi</a> della rivolta da parte di giovani insoddisfatti per le carenti condizioni economiche e le scarse prospettive economiche e sociali e l&#8217;offensiva della componente più conservatrice del regime, legata a doppio filo all&#8217;Ayatollah, che sembra intenzionata a utilizzare le turbolenze economiche per screditare il capo dello Stato.</p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/rivolta-millenials-iran/" target="_blank">Ha scritto Alberto Negri</a>: &#8220;in Iran su 80 milioni di abitanti la metà ha meno di 30-35 anni. Tanti i giovani e i disoccupati: circa il 40-50% sotto i 30 anni non trova lavoro o un’attività soddisfacente, non riesce a uscire fuori di casa e a sposarsi&#8221;. L&#8217;architettura di potere, che ha portato enormi privilegi alle <em>bonayad </em>e all&#8217;alto clero sciita ultraconservatore, sfavorisce le giovani generazioni, ma Rouhani rimane comunque il bersaglio numero uno di un contesto evolutosi nel corso di diversi decenni.</p>
<p>Il quotidiano <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://ifpnews.com/exclusive/a-look-at-iranian-newspaper-front-pages-on-april-9-3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kayhan</a>,</em> deciso oppositore di Rouhani e della sua politica economica, il 9 aprile ha titolato: “Un dollaro per 58 mila rial: ecco cosa ha ottenuto il governo del Jpoa”. Nelle sue dichiarazioni, il vicepresidente della Repubblica Jahangiri, a sua volta, non ha escluso che la mano degli organizzatori dei moti invernali possa essere la stessa artefice dell&#8217;attuale turbolenza economica.</p>
<p>L&#8217;Iran a un bivio</p>
<p>Per riprendere la conclusione della Morgana, quella attuale &#8220;è una crisi che non nasce oggi e la svalutazione del rial ha tutta l’aria di essere una bolla rivelatrice di un sistema nel quale entrano in gioco anche <strong>speculazione, corruzione </strong>e un certo tipo di <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2018/04/iran-currency-depreciation-rial-devaluation-bubble-invest.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comportamenti da parte degli investitori</a>, oltre che un problema di accesso al dollaro. E, come ha fatto notare lo studioso Esfandyar Batmanghelidj, non è affatto indicatore di <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2018/04/iran-currency-depreciation-rial-devaluation-bubble-invest.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un’economia povera</a>. Il problema resta quello della distribuzione della ricchezza&#8221;.</p>

<p>Aggiungiamo noi: della distribuzione della ricchezza e delle opportunità di mobilità sociale, che in un Paese come l&#8217;Iran appaiono fortemente squilibrate tra i componenti dell&#8217;élite urbana e il resto della popolazione, fatto percepito con sofferenza da una popolazione fortemente scolarizzata. Sul futuro della sua economia l&#8217;attuale regime politico iraniano fonda il suo futuro: e il fatto che a pagare in prima persona in termini di consensi possa essere un uomo come Rouhani, più aperto dei suoi duri oppositori a riforme economiche che sblocchino l&#8217;impasse dannosa per il Paese, è da ritenersi a dir poco grottesco.</p>
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		<title>L&#8217;inversione di marcia di Israele: &#8220;Non stracciare l&#8217;accordo con l&#8217;Iran&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/linversione-di-marcia-di-israele-bolton-non-deve-stracciare-laccordo-con-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 08:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[idf]]></category>
		<category><![CDATA[Nuclear Deal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La domenica passata si è tenuta una conferenza alla quale hanno partecipato tutti i membri di alto rilievo del mondo militare israeliano: a intervenire durante l’incontro c’erano l’ex ministro della Difesa Shaul Mofaz (in carica dal 2002 al 2006), Moshe Ya’alon (in carica dal 2013 e attuale ministro della Difesa), nonché gli ex comandanti delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/linversione-di-marcia-di-israele-bolton-non-deve-stracciare-laccordo-con-liran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/LAPRESSE_20170922150436_24382782-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La domenica passata si è tenuta <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-5195226,00.html" target="_blank">una conferenza</a></strong> alla quale hanno partecipato tutti i membri di alto rilievo del mondo militare israeliano: a intervenire durante l’incontro c’erano l’ex ministro della Difesa <strong>Shaul Mofaz</strong> (in carica dal 2002 al 2006), <strong>Moshe Ya’alon</strong> (in carica dal 2013 e attuale ministro della Difesa), nonché gli ex comandanti delle Forze di difesa israeliane (<strong>Idf</strong>) Benny Gantz e Dan Halutz.</p>

<p>Nonostante durante il dibattito si sia molto parlato della crescente influenza iraniana nella regione, in riferimento soprattutto al ruolo di Teheran in <strong>Siria</strong> e in <strong>Libano</strong>, i rappresentanti del mondo militare e della difesa di Israele hanno dichiarato di essere d’accordo su un tema per nulla indifferente: &#8220;L’accordo sul nucleare <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Former-defense-minister-Mofaz-Bolton-tried-to-convince-me-to-attack-Iran-547019" target="_blank">non deve essere eliminato</a></strong> &#8220;. A seguito dell’arrivo del mastino americano <strong>John Bolton</strong> che ha rimpiazzato il tenente McMaster come <em>National Security Advisor</em> del presidente Trump gli apparati di sicurezza israeliani hanno percepito il rischio concreto di una possibile ulteriore escalation delle tensioni con l’Iran, mentre in Israele sono consapevoli &#8211; nonostante le dichiarazioni di facciata &#8211; che il <strong><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-laccordo-sul-nucleare-vantaggi-rinegoziazione/" target="_blank">Nuclear Deal</a></em></strong> sia un ottimo accordo per evitare che la più grande paura di Netanyahu si concretizzi, ovvero che Teheran possa avere la libertà di sviluppare un arsenale atomico. Israele è l&#8217;unica potenza in <strong>Medio Oriente</strong> ad avere armi nucleari e ovviamente vuole mantenere questo vantaggio, già potenzialmente minato dalle <strong><a href="https://www.middleeastmonitor.com/20180221-us-may-open-path-for-saudi-arabia-to-acquire-nuclear-weapons/" target="_blank">indiscrezioni</a></strong> che parlano di una <strong>Casa Bianca</strong> sempre più favorevole a concedere a <strong>Riyadh</strong> la possibilità di avere l&#8217;atomica, così da cambiare significativamente gli equilibri nella regione e facendo preoccupare Tel Aviv, che nei Saud vede un alleato nella lotta contro l&#8217;Iran sciita ma probabilmente non a tal punto da concedere a cuor leggero all&#8217;Arabia Saudita la possibilità di sviluppare un arsenale nucleare. </p>
<p>Comunque secondo Mofaz e Ya’alon in particolare è meglio evitare di prendere di petto la questione con il paese degli Ayatollah e proseguire per <strong>vie diplomatiche</strong> al fine di evitare un conflitto aperto con l’Iran nel futuro prossimo, ipotesi che ciclicamente torna sul tavolo. Secondo l’ex ministro della Difesa israeliano Teheran è ben consapevole della <strong>superiorità militare</strong> del piccolo stato di Israele e perciò anche in Iran, secondo Mofaz, preferirebbero trovare altre soluzioni prima di intraprendere un nuovo conflitto mentre bisogna ancora eliminare le ultime sacche in mano ai terroristi islamici tra Iraq e Siria. <strong>Gli Stati Uniti</strong> dovrebbero quindi evitare provocazioni inutili nei confronti di chi già si sente messo all’angolo e procedere invece nel percorso più adatto per soluzioni diplomatiche.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/linversione-di-marcia-di-israele-bolton-non-deve-stracciare-laccordo-con-liran.html">L&#8217;inversione di marcia di Israele: &#8220;Non stracciare l&#8217;accordo con l&#8217;Iran&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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