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	<title>Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 07 Aug 2026 10:59:28 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Medio Oriente Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Perché la Siria di al-Sharaa non attaccherà Hezbollah</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-siria-di-al-sharaa-non-attacchera-hezbollah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 10:59:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807085820481_f2754059be5b8ad725bbcd4d34b29b29-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Al-Sharaa ha un vecchio conto in sospeso con Hezbollah, ma oggi la Siria ha altre priorità, per primo l'ISIS.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-siria-di-al-sharaa-non-attacchera-hezbollah.html">Perché la Siria di al-Sharaa non attaccherà Hezbollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Sulla carta, <strong>Ahmed al-Sharaa</strong> avrebbe avuto più di una ragione per colpire Hezbollah. In realtà, la rivalità tra le due parti nasce a partire dal 2011 quando, durante la rivolta siriana, Hezbollah intervenne a sostegno di Bashar al Assad e partecipò a battaglie decisive contro le forze ribelli, tra cui lo stesso al-Sharaa. Allora perché non attaccare, ora che Hezbollah risulta indebolito dagli attacchi israeliani? La risposta potrebbe trovarsi tanto nella storia recente del Medio Oriente quanto nelle priorità strategiche della nuova leadership siriana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fantasma del passato</strong></h2>



<p>Nonostante al-Sharaa abbia più di un conto in sospeso con <strong>Hezbollah</strong>, la nuova leadership siriana sembra guardare oltre le rivalità maturate durante la guerra civile.&nbsp;A pesare sulle valutazioni di Damasco è soprattutto&nbsp;<a href="https://levant24.com/en/article/how-the-scars-of-wars-past-shape-syrias-lebanon-policy">il precedente del 1976</a>, quando Hafez al-Assad intervenne militarmente in Libano. Quella che doveva essere una missione temporanea si trasformò in una presenza destinata a durare quasi trent&#8217;anni, fino alla cosiddetta <strong>Rivoluzione dei Cedri del 2005.</strong> Una lezione che la Siria sembrerebbe non aver dimenticato: entrare in Libano può essere semplice, uscirne molto meno. In questo senso, la storia aiuta a comprendere la prudenza di Damasco, ma non basta a spiegare il rifiuto di al-Sharaa.</p>



<p>La cautela del leader siriano emerge ancora di più guardando alle <strong>pressioni americane</strong> delle ultime settimane. È il 21 luglio quando&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/features/2026/7/22/trump-push-for-syrian-intervention-against-hezbollah-short-sighted">Donald Trump riceve alla Casa Bianca il presidente libanese Joseph Aoun</a>. Ma se Beirut arriva a Washington per discutere di ricostruzione e del ritiro delle forze israeliane dal sud del Paese, il presidente americano sembra avere un&#8217;altra priorità: trovare un attore capace di ridimensionare Hezbollah. Eppure, Trump aveva già provato a percorrere un&#8217;altra strada: convincere la Siria di Ahmed al-Sharaa a farsi carico del dossier Hezbollah. L’invito in questione risale a novembre scorso, mentre diverse testate riprendono un’interessante dichiarazione di Trump: «Ho suggerito ad Israele che sia la Siria a occuparsi di Hezbollah, perché ad essere onesti, farebbero (la Siria) un lavoro migliore».</p>



<p>Al contrario di quanto Trump abbia voluto fare credere al presidente Aoun durante il loro incontro nella Casa Bianca, il leader siriano ha prontamente declinato la proposta americana, <strong>escludendo qualsiasi intervento militare contro Hezbollah</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ISIS prima di Hezbollah</strong></h2>



<p>In un&#8217;analisi pubblicata da&nbsp;<em>Middle East Eye</em>, l’analista Ali Rizk propone infatti una lettura diversa. Secondo l&#8217;analista, Hezbollah continua certamente a rappresentare un avversario storico della nuova leadership siriana, ma <strong>non costituisce la minaccia più grave</strong> alla sua sopravvivenza politica. Quel ruolo spetterebbe invece allo Stato Islamico. Rizk osserva come, nonostante la lunga storia di ostilità tra Damasco e il gruppo sciita libanese, Hezbollah non abbia dichiarato guerra all&#8217;attuale governo siriano. Al contrario, <strong>il vero pericolo per al-Sharaa sarebbe rappresentato dalle reti jihadiste dell&#8217;ISIS</strong>, che continuano a costituire una minaccia per la sicurezza del Paese proprio mentre la Siria cerca di ricostruire le proprie istituzioni dopo anni di conflitto.<br>Non è un caso che negli ultimi mesi le autorità siriane abbiano concentrato gran parte dei propri sforzi sul contrasto ai gruppi jihadisti e sul rafforzamento della cooperazione di sicurezza con il Libano. Aprire un nuovo fronte contro Hezbollah significherebbe inevitabilmente disperdere risorse preziose e spostare l&#8217;attenzione da quello che Damasco considera il nemico prioritario.</p>



<p>A dimostrazione di quanto la sicurezza condivisa sia diventata una priorità per entrambi i Paesi, <a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/why-syria-will-not-join-fight-against-hezbollah-lebanon">Rizk osserva</a>: «Il Libano si è affermato come un partner importante per la Siria nella<strong>l otta contro l’IS</strong>IS. Secondo quanto riferito, la condivisione di informazioni dei servizi segreti ha contribuito a smascherare e smantellare la cellula accusata di aver orchestrato un attentato dinamitardo a Damasco».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una guerra che potrebbe ritorcersi contro Damasco</strong></h2>



<p>C&#8217;è poi un altro elemento che contribuisce a rendere poco appetibile l&#8217;opzione militare. Secondo Rizk, un intervento siriano contro Hezbollah rischierebbe di riaccendere la storica <strong>contrapposizione tra sunniti e sciiti </strong>nella regione, un terreno sul quale organizzazioni come <strong>lo Stato Islamico</strong> hanno costruito negli anni parte della propria narrativa e della propria capacità di reclutamento. È proprio nei momenti di maggiore instabilità, infatti, che gruppi come l&#8217;ISIS riescono a guadagnare terreno, inserendosi nei vuoti di potere lasciati dagli Stati.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, un nuovo conflitto regionale rischierebbe di offrire proprio quelle condizioni di caos e frammentazione dalle quali lo Stato Islamico ha storicamente tratto vantaggio.</p>



<p>Ma non è l&#8217;unico rischio. Paradossalmente, <strong>una guerra pensata per indebolire Hezbollah potrebbe persino produrre l&#8217;effetto opposto</strong>. Diversi osservatori ritengono infatti che il movimento sciita potrebbe sfruttare un eventuale intervento siriano per presentarsi ancora una volta come difensore della sovranità libanese contro interferenze esterne, recuperando parte del consenso perso negli ultimi anni. A ciò si aggiunge un problema d&#8217;immagine non trascurabile. Accettare una proposta sostenuta pubblicamente da Donald Trump rischierebbe di alimentare la percezione di una Siria allineata agli interessi statunitensi, fornendo argomenti tanto ai gruppi jihadisti quanto agli oppositori più radicali del nuovo governo.</p>



<p>Più che il desiderio di colpire un vecchio nemico, sembra quindi prevalere una fredda valutazione strategica. Per quanto Hezbollah rimanga legato a una delle pagine più dolorose della guerra civile siriana, Damasco non sembra intenzionata ad aprire un nuovo fronte. <strong>La priorità, oggi, è un&#8217;altra</strong>: evitare che il caos della regione offra allo Stato Islamico l&#8217;occasione di tornare protagonista.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I negoziati su Hormuz e il fallito attentato a Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-negoziati-su-hormuz-e-il-fallito-attentato-a-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:18:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I negoziati su Hormuz e il fallito attentato a Trump" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-1024x597.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-1536x896.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-600x350.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La sospensione dell'intesa con l'Oman all'accoglienza o meno degli Stati Uniti delle richieste iraniane offre spazi di manovra ai tanti sabotatori all'opera, che possono sempre contare sulle tragiche contraddizioni e la fragilità di Trump per far saltare tutto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I negoziati su Hormuz e il fallito attentato a Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-1024x597.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-1536x896.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260805184430925_8fdb823d30b6042c3a26b4869a764464-600x350.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump continua a minacciare: per l&#8217;Iran è l&#8217;ultima possibilità; se Hormuz non sarà liberato ricominceranno gli attacchi etc. Un disco rotto. Resta, però, che bloccando l&#8217;attacco su larga scala previsto per l&#8217;inizio della settimana ha dato una chance alla diplomazia, che in effetti si sta muovendo.</p>



<p>Lo sviluppo più rilevante è il dialogo Oman-Iran su Hormuz nel quale si sta concretizzando l&#8217;ipotesi di aprire in via provvisoria una rotta aperta al traffico marittimo sotto il controllo dei due Paesi.</p>



<p>Secondo a indiscrezioni si starebbe lavorando a un accordo per cui le navi in entrata nello Stretto dovrebbero interfacciarsi con le autorità di vigilanza iraniane, quelle in uscita con quelle omanite, che dovrebbero però comunicare alle prime il via libera concesso ai naviganti (sembra sottinteso che l&#8217;Iran potrebbe revocarlo).</p>



<p>In tal modo, si unificherebbero le due rotte utilizzate finora dalle navi in transito, una più prossima alla costa iraniana e l&#8217;altra a quella omanita, con quest&#8217;ultima utilizzata da navi spinte dalla Marina statunitense a sfidare la fortuna nel tentativo di eludere il regime di transito imposto dalle autorità di Teheran, che chiede ai naviganti di coordinarsi con esse per attraversare lo Stretto (inutile ricordare che i tentativi di sfuggire alla vigilanza iraniana sono stati spesso vanificati dal fuoco di sbarramento della stessa).</p>



<p>A stare alle precisazioni iraniane, l&#8217;intesa con l&#8217;Oman (sempre che si raggiunga) non riaprirebbe immediatamente Hormuz: probabile che Teheran collegherà l&#8217;apertura a richieste concrete. Sicuramente esigerà la fine dell&#8217;embargo imposto dagli Usa ai porti iraniani e probabilmente anche lo scongelamento dei propri beni depositati all&#8217;estero, congelati nuovamente, dopo l&#8217;iniziale apertura, a seguito della ripresa del conflitto. Possibile che a queste richieste, alquanto ovvie, l&#8217;Iran ne aggiunga altre, ma tentare di indovinarle basandosi su impressioni o indiscrezioni è un esercizio inutile.</p>



<p>Resta da vedere se l&#8217;accordo Oman-Iran verrà inserito nel Memorandum di Islamabad come specifica del punto nel quale il documento affronta il regime di transito provvisorio dello Stretto, la cui asserita ambiguità è stata usata dagli Stati Uniti per contestare il controllo di Hormuz da parte dell&#8217;Iran e riprendere le ostilità.</p>



<p>La sospensione dell&#8217;intesa con l&#8217;Oman all&#8217;accoglienza o meno degli Stati Uniti delle richieste iraniane offre spazi di manovra ai tanti sabotatori all&#8217;opera, che possono sempre contare sulle tragiche contraddizioni e la fragilità di Trump per far saltare tutto.</p>



<p>Ma che l&#8217;intesa sia più che possibile lo denotano anche le dichiarazioni del guerrafondaio Marco Rubio che, confermando con apparente soddisfazione lo sviluppo positivo dei colloqui Teheran-Muscat, ha aggiunto che resta il problema della &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=-sni_ktCxf8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">de-nuclearizzazione</a>&#8221; dell&#8217;Iran.</p>



<p>Si noti come Trump abbia sempre più spesso affermato, in particolare negli ultimi tempi, che non permetterà mai a Teheran di produrre un&#8217;arma atomica, che è tutt&#8217;altra cosa dalla de-nuclearizzazione perché lascia spazio a un&#8217;intesa che permetta all&#8217;Iran di sviluppare il programma nucleare a uso civile, che necessita di un uranio arricchito sotto la soglia utile per produrre la bomba atomica.</p>



<p>Nelle sue dichiarazioni, invece, il Segretario di Stato è tornato alla pretesa di smantellare il programma atomico, un massimalismo che Teheran ha sempre respinto al mittente. Al solito, Rubio cerca in tutti i modi di avvelenare i pozzi. Le sue dichiarazioni, infatti, hanno lo scopo di alimentare la diffidenza degli iraniani e rafforzare la fazione intransigente convinta che non c&#8217;è modo di trovare un&#8217;intesa con Washington, implicita o esplicita che sia.</p>



<p>Al di là del particolare, resta la retromarcia di Trump sui raid, che discende anche dall&#8217;erosione delle risorse militari: non solo la carenza di intercettori già evidenziata; infatti, secondo la Reuters, gli Stati Uniti hanno esaurito anche le scorte di <a href="https://www.reuters.com/3fec1b0a85a0/world/us-has-used-virtually-all-its-long-range-precision-missiles-during-iran-war-2026-08-04/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">missili di precisione a lungo raggio</a>. Ciò non vuol dire che siano disarmati, ma resta una criticità di non poco conto.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.reuters.com/3fec1b0a85a0/world/us-has-used-virtually-all-its-long-range-precision-missiles-during-iran-war-2026-08-04/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-R-2-1024x477.jpg" alt="US has used 'virtually all' of its long-range precision missiles during Iran war, sources say" class="wp-image-83129"/></a></figure>



<p>All&#8217;erosione di cui sopra va aggiunta anche quella delle risorse strategiche. Il Centcom, infatti, ha diramato un comunicato nel quale si invita i selezionati destinatari dello stesso a suggerire metodi nuovi e creativi per punire l&#8217;Iran. In parole povere, sono alla frutta.</p>



<p>Le possibilità che si chiuda l&#8217;accordo Oman-Iran sono alte, o meglio lo sarebbero se gli Stati Uniti fossero meno aggressivi e meno soggetti a influenze nefaste. Ma già solo la possibilità che vada in porto non fa dormire sonni tranquilli ai guerrafondai statunitensi e israeliani, con questi ultimi che stanno subendo pressioni per <a href="https://www.haaretz.com/us-news/2026-08-02/ty-article/.premium/the-art-of-the-deal-or-of-bullshit-trumps-wariness-of-another-iran-war/0000019f-c27e-de7a-afff-cffeb4b60000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">moderare</a> la macchina assassina a Gaza e in Libano. Tel Aviv <a href="https://news.antiwar.com/2026/08/04/netanyahu-says-israel-didnt-agree-to-proposal-on-hamas-disarmament-announced-by-trump/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non cede, ma</a> il braccio di ferro deve irritare non poco l&#8217;aggressivo Netanyahu.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/us-news/2026-08-02/ty-article/.premium/the-art-of-the-deal-or-of-bullshit-trumps-wariness-of-another-iran-war/0000019f-c27e-de7a-afff-cffeb4b60000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-H-24-1024x296.jpg" alt="The Art of the Deal – or the Art of Bullshit? Trump's Wariness of Another Iran War" class="wp-image-83131"/></a></figure>



<p>Insomma, pur nelle tragiche contraddizioni del caso, si assiste a un tentativo del presidente americano di moderare le tensioni mediorientali &#8211; iniziativa che corre in parallelo al tentativo saudita di tentare una <a href="https://news.antiwar.com/2026/08/04/report-saudi-arabia-seeks-to-contain-new-yemen-conflict-through-diplomacy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">de-escalation</a> con gli Houti dello Yemen, che stanno arrecando non pochi danni al Regno con il loro embargo (reazione al lungo embargo subito ad opera dalla controparte).</p>



<p>Impossibile prevedere il futuro, anche per le tante ambiguità di Trump, acuite da diversi fattori esogeni. Tra questi anche l&#8217;ennesimo tentato attentato: domenica è stato arrestato un tizio armato che stava <a href="https://www.axios.com/2026/08/05/trump-golf-course-arrest-la" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monitorando la sicurezza</a> di un campo da golf di proprietà di Trump in California, nel quale il presidente <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4R60QfI3H10" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si è recato ieri</a> per una raccolta di fondi per il suo partito.</p>



<p>Bizzarro, o forse no, che a sventare il piano sia stata la polizia locale e non l&#8217;Fbi o la sicurezza presidenziale&#8230; Attentato fallito o solo intimidazione che sia, non aiuta il presidente ad affrontare i dossier scottanti, anzitutto quello mediorientale, con la dovuta lucidità (già alquanto incerta).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-negoziati-su-hormuz-e-il-fallito-attentato-a-trump.html">I negoziati su Hormuz e il fallito attentato a Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La giravolta di Trump: non bombardo più&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-giravolta-di-trump-non-bombardo-piu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 18:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La giravolta di Trump: non bombardo più..." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nuova giravolta di Trump: dopo la tanto minacciata escalation, ieri ha dichiarato che, su sollecitazione dell'Iran e dei Paesi arabi, ha riposto le pistole nelle fondine "in quanto i parametri di un accordo sono stati concordati"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-giravolta-di-trump-non-bombardo-piu.html">La giravolta di Trump: non bombardo più&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La giravolta di Trump: non bombardo più..." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260803194134543_bf10121361a69454d7dd01e1ba604190-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nuova giravolta di Trump: dopo la tanto minacciata escalation, ieri ha dichiarato che, su sollecitazione dell&#8217;Iran e dei Paesi arabi, ha riposto le pistole nelle fondine &#8220;<a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/117023461141824050" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in quanto i parametri di un accordo sono stati concordati</a>&#8220;, come ha scritto su Truth social (quel &#8220;parametri concordati&#8221; non sembra farina del suo sacco, lessico troppo elaborato&#8230; il fatto che si sia affidato a qualcuno più competente ha la sua importanza).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/117023461141824050"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-T-8-1024x479.jpg" alt="" class="wp-image-83105"/></a></figure>



<p>Nello specifico, come si legge nel post, si sarebbe trovata un&#8217;intesa sul transito commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz e sul nucleare iraniano. Al solito ha aggiunto che Iran e Stati Uniti stanno negoziando, attirandosi le usuali smentite iraniane. Nondimeno, gli immaginifici scenari di Trump sembrano avere un fondo di verità.</p>



<p>Infatti, nonostante non ci sia traccia di un dialogo tra Iran e Stati Uniti, è vero che qualcosa si sta muovendo. Anzitutto, domenica il principe ereditario saudita Mohamed bin Salman ha telefonato a Trump chiedendogli di accordare spazio alla diplomazia.</p>



<p>Per comprendere la portata della richiesta va tenuto conto &#8211; oltre che dell&#8217;importanza della petromonarchia per la regione e per gli States in particolare &#8211; che solo quattro giorni prima Riad ha partecipato a un raid contro le milizie irachene alleate dell&#8217;Iran, sviluppo che avrebbe potuto preludere all&#8217;adesione del Regno alla jihad contro Teheran.</p>



<p>Inoltre, appare più che significativa l&#8217;evoluzione del dialogo tra Iran e Oman sul transito di Hormuz, un bilaterale che va avanti da mesi e che finora non ha prodotto risultati concreti.</p>



<p>Anzi, quando l&#8217;Iran alcuni giorni fa ha respinto l&#8217;ennesima ipotesi omanita, che prevedeva di applicare a Hormuz il modello dello Stretto di Malacca (proposta sulla quale Muscat aveva trovato ampie convergenze internazionali), gli ambiti guerrafondai e i loro corifei avevano gioito. A loro parere, era la conferma che è impossibile trovare un compromesso con l&#8217;Iran.</p>



<p>Invece, nonostante le distanze, il dialogo tra i due Paesi è proseguito e ha prodotto risultati, tanto che gli interessati hanno dichiarato che sono giunti alla fase conclusiva delle trattative. Va sottolineato che Muscat non parla solo con Teheran, ma con il mondo, quindi è davvero difficile credere che le proposte avanzate all&#8217;interlocutore regionale non siano passate al vaglio dei tanti Paesi interessati a riaprire al traffico internazionale quella vitale strozzatura marittima.</p>



<p>A quanto pare, Iran e Oman avrebbero trovato una convergenza sull&#8217;ipotesi di aprire al traffico commerciale un&#8217;unica rotta marittima temporanea attraverso lo Stretto, che sarebbe vigilata da entrambi.</p>



<p>In questo modo si supererebbe lo sciocco stratagemma americano che, per vanificare il controllo iraniano sullo Stretto che impone alle navi commerciali di ricercare l&#8217;autorizzazione di Teheran per attraversarlo, richiede alle imbarcazioni suddette di utilizzare una rotta parallela, prossima alle coste omanite, al riparo dai mezzi di intercettazioni iraniani.</p>



<p>Sciocco perché, anche se le navi che hanno aderito all&#8217;opzione americana hanno usato la rotta omanita di notte e con i transponder spenti, spesso sono state ugualmente individuate dai sistemi di rilevamento iraniani e ricacciate indietro o, peggio, colpite quando le intimazioni a farlo sono state ignorate.</p>



<p>Probabilmente, quando Trump sul post accenna a uno sviluppo proficuo dei negoziati con l&#8217;Iran, con il quale si sarebbero trovate intese sui parametri fondamentali per un accordo su Hormuz, si riferiva proprio ai negoziati tra Muscat e Teheran.</p>



<p>Non sappiamo se a margine di tali trattative se ne siano svolte altre sul dossier nucleare, l&#8217;altro punto nodale di cui ha fatto cenno Trump nel post citato. Possiamo solo ricordare che prima che tutto precipitasse lo scorso 28 ottobre, i negoziati sul nucleare iraniano (focus della precedente conflittualità Usa-Iran) erano stati mediati proprio dall&#8217;Oman, in particolare dal ministro degli Esteri Badr bin Hamad al Busaidi (che peraltro, il giorno prima del proditorio attacco Israele-Usa contro Teheran aveva dichiarato che il dialogo con l&#8217;Iran aveva prodotto risultati molto positivi e che l&#8217;accordo era &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Pg5sXQDR8NY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alla portata</a>&#8220;).</p>



<p>Probabile che lo stop di Trump all&#8217;escalation contro Teheran sia stata imposto anche dalla scarsità di vettori atti all&#8217;intercettazione e di altre risorse belliche, erosione su cui si stanno moltiplicando gli allarmi provenienti dagli alti gradi dell&#8217;U.S. Army, ultimo dei quali quello del generale Alexus Grynkewich, a capo del Comando europeo degli Stati Uniti.</p>



<p>Questi ha avvertito che la flotta dispiegata contro l&#8217;Iran non è bastevole a difendere le forze statunitensi e Israele, quindi, nel caso di escalation, sarebbe costretto a decidere chi difendere.</p>



<p>Abbiamo riportato il suo allarme perché giocoforza coinvolge Tel Aviv in una guerra nella quale per ora non vuole essere coinvolta. Infatti, come ha <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/iran-trump-dichiara-lescalation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">affermato</a> di recente il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, a Israele va benissimo che ad affrontare l&#8217;Iran siano solo gli Stati Uniti, con Israele preservata dalle rappresaglie.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://x.com/ForeignOfficePk/status/2084284593533067605?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2084284593533067605%7Ctwgr%5E5271f09df470918884c8bfdb75c3f67f7390e4da%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.dawn.com%2Flive%2Firan-israel-war"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-X-7-1024x406.jpg" alt="" class="wp-image-83107"/></a></figure>



<p>Di interesse un&#8217;altra notizia sul fronte diplomatico: il Ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha <a href="https://x.com/ForeignOfficePk/status/2084284593533067605?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2084284593533067605%7Ctwgr%5E5271f09df470918884c8bfdb75c3f67f7390e4da%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.dawn.com%2Flive%2Firan-israel-war" target="_blank" rel="noreferrer noopener">parlato</a> oggi con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi invitandolo a visitare Islamabad &#8220;al più presto&#8221;.</p>



<p>Spiragli di ragionevolezza che potrebbero essere spazzati via domani dal volatile Trump o dagli agguerriti guerrafondai che lo incalzano. Ma val la pena registrarli con la speranza del caso, in questi tempi si vive alla giornata.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>Pochi Patriot e arsenali sotto pressione: il vero motivo per cui Trump ha sospeso gli attacchi all’Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/pochi-patriot-e-arsenali-sotto-pressione-il-vero-motivo-per-cui-trump-ha-sospeso-gli-attacchi-alliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=525183</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Patriot Usa Iran Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> il dietrofront di Trump sugli attacchi all'Iran è dovuto principalmente alla critica carenza di missili intercettori Patriot</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/pochi-patriot-e-arsenali-sotto-pressione-il-vero-motivo-per-cui-trump-ha-sospeso-gli-attacchi-alliran.html">Pochi Patriot e arsenali sotto pressione: il vero motivo per cui Trump ha sospeso gli attacchi all’Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Patriot Usa Iran Trump" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_2026080307451086_daa05d9d2f635b55dee7f726ee37aa47-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dove la diplomazia fatica ad arrivare, a volte deve supplire la matematica. Il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, ha sospeso i pesanti attacchi pianificati contro l&#8217;Iran per il weekend, dopo che i vertici del Pentagono <a href="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html" type="link" id="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html">lo hanno avvertito che una nuova escalation</a> avrebbe potuto prosciugare in modo pericoloso le già ridotte scorte di missili intercettori Patriot necessari a difendere le basi americane in Medio Oriente<a href="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="http://fr.jpost.com/middle-east/iran-news/article-903628" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Ufficialmente, la decisione dell&#8217;amministrazione Usa è maturata al termine di <a href="https://www.wsj.com/world/middle-east/trump-approves-landmark-nuclear-deal-with-saudi-arabia-in-big-win-for-kingdom-2ed77584" type="link" id="https://www.wsj.com/world/middle-east/trump-approves-landmark-nuclear-deal-with-saudi-arabia-in-big-win-for-kingdom-2ed77584">conversazioni con gli alleati della regione: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar</a> oltre che lo stesso Iran, come ha ricostruito lo stesso Trump parlando con i giornalisti a bordo dell&#8217;Air Force One, di rientro dal suo campo da golf in New Jersey. Il presidente ha annunciato la sospensione degli attacchi, subordinando un accordo definitivo alla «Immediata, Completa e Totale APERTURA DELLO STRETTO DI HORMUZ e alla fine della minaccia nucleare iraniana».</p>



<p>Secondo fonti diplomatiche citate dalla televisione israeliana <em>Channel 12</em>, il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> avrebbe accettato una proposta di compromesso dei mediatori qatarioti per la ripresa delle operazioni nello Stretto. L&#8217;Iran ha tuttavia immediatamente smentito tale ricostruzione. Uno schema che si è ripetuto decine di volte, ormai, dall&#8217;inizio del conflitto: Trump annuncia un accordo ancora prima che venga effettivamente raggiunto. Tempo qualche giorno &#8211; o settimana &#8211; e gli attacchi riprendono. Gli americani, però, non gli credono più: <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2026/jul/30/trump-approval-rating-poll-midterm-elections" type="link" id="https://www.theguardian.com/us-news/2026/jul/30/trump-approval-rating-poll-midterm-elections">secondo un recente sondaggio</a>, <strong>solo il 28% approva le azioni di Trump in Iran</strong>, e una percentuale ancora inferiore, il 25%, ritiene che il conflitto sia valso la pena in termini di costi e vite americane perse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c&#8217;è (davvero) dietro la presunta svolta diplomatica</h2>



<p>Ma dietro la presunta svolta diplomatica si nasconde, soprattutto, oltre agli ottimi rapporti con Riad, la grave carenza di missili. Il generale <strong>Dan Caine</strong>, capo di Stato Maggiore congiunto, aveva avvertito privatamente Trump che riprendere le operazioni di combattimento su larga scala contro l&#8217;Iran era fattibile, ma avrebbe ridotto pericolosamente gli intercettori disponibili per il Comando Centrale americano in Medio Oriente<a href="https://www.nytimes.com/2026/07/25/us/politics/trump-iran-military.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="http://fr.jpost.com/middle-east/iran-news/article-903628" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>.</p>



<p>Il&nbsp;<em>New York Times</em>&nbsp;riporta che i funzionari del Pentagono e i comandanti militari americani avevano indicato all&#8217;inizio della settimana come Trump sembrasse orientato ad approvare una prima fase di una campagna di bombardamenti in più fasi. L&#8217;operazione avrebbe dovuto colpire radar costieri, lanciamissili anti-nave, una flotta di piccole imbarcazioni d&#8217;attacco iraniane e altri siti che, secondo il Pentagono, hanno contribuito agli attacchi contro le navi commerciali in transito nello Stretto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">“Do the leakers think this public admission of weakness will make the Iranians more likely to open the Strait? Do they think it’s wise to tell enemies trying to kill U.S. soldiers not to worry about a sustained American response?” <a href="https://t.co/VNQ4PfZICr">https://t.co/VNQ4PfZICr</a></p>&mdash; Mark Dubowitz (@mdubowitz) <a href="https://x.com/mdubowitz/status/2082027529896886575?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Il <strong>Dipartimento della Difesa</strong> aveva frettolosamente rafforzato le sue capacità in Medio Oriente nei giorni precedenti, preparandosi a una possibile escalation. Erano stati presi in considerazione anche attacchi mirati contro ponti ferroviari utilizzati sia dai civili che dai comandanti iraniani per rifornire la regione costiera meridionale, nonché contro impianti energetici e siti nucleari. Lo stesso Trump, in un&#8217;intervista ad Axios di giovedì, aveva anticipato: «Sto valutando un attacco massiccio. Più grande che mai. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti».</p>



<p>Poi, il dietrofront. A frenare il presidente, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato anche il <strong>timore di una rappresaglia iraniana più pesante che avrebbe messo ulteriormente sotto pressione le difese aeree americane,</strong> già messe a dura prova.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ridotte di due terzi le scorte di Patriot</h2>



<p>I numeri parlano chiaro. <a href="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories" type="link" id="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories">Un&#8217;analisi del <em>Center for Strategic and International Studies (CSIS)</em></a> rivela che il conflitto con l&#8217;Iran ha <strong>ridotto di circa due terzi le scorte pre-belliche di missili intercettori Patriot</strong>. <a href="https://abcnews.com/Politics/us-patriot-interceptor-stockpile-diminished-65-iran-war/story?id=135198306" type="link" id="https://abcnews.com/Politics/us-patriot-interceptor-stockpile-diminished-65-iran-war/story?id=135198306">Secondo stime</a>, il numero di missili Patriot sarebbe sceso da circa 2.230 prima della guerra a una cifra compresa tra <strong>759 e 827 al momento del cessate il fuoco di aprile</strong>. I missili THAAD sarebbero passati da 452 a una disponibilità stimata tra 234 e 278 nello stesso periodo. Complessivamente, le scorte di missili Patriot, THAAD e PrSM sarebbero state dimezzate, mentre gli arsenali di JASSM, SM-2/3/6 e Tomahawk si sarebbero ridotti di circa un terzo.</p>



<p>Il Pentagono, nel frattempo, ha richiesto al Congresso <strong>18,2 miliardi di dollari per ricostituire le scorte di missili intercettori e armi di precisione</strong>, mentre il budget di emergenza complessivo proposto per l&#8217;anno fiscale 2026 ammonta a 67 miliardi di dollari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intaccate anche le scorte di Tomahawk</h2>



<p><a href="https://www.theamericanconservative.com/the-real-munitions-shortage-transcends-the-iran-war/" type="link" id="https://www.theamericanconservative.com/the-real-munitions-shortage-transcends-the-iran-war/">La rivista <em>the</em> <em>American Conservative</em> sottolinea</a> conferma come la cautela di Trump di queste ore abbia a che fare con le scorte in esaurimento. In particolare, il giornale conservatore osserva che, sebbene gli Stati Uniti dispongano ancora di decine di migliaia di JDAM e altre munizioni &#8220;stand-in&#8221; relativamente economiche e facili da produrre, <strong>le scorte di armi più sofisticate come i missili da crociera Tomahawk e i nuovi PrSM</strong> sono state seriamente intaccate. L&#8217;operazione &#8220;Epic Fury&#8221; avrebbe bruciato quasi tutte le scorte di PrSM disponibili e circa un terzo dei Tomahawk.</p>



<p>Il giornalista <strong>Ken Klippenstein</strong>, <a href="https://www.kenklippenstein.com/p/the-pentagons-new-missile-gap" type="link" id="https://www.kenklippenstein.com/p/the-pentagons-new-missile-gap">in un&#8217;analisi pubblicata su <em>Substack</em></a>, aggiunge un ulteriore elemento di riflessione: da un lato, funzionari di Washington vogliono più fondi per i militari; dall&#8217;altro, devono rassicurare che nessuna carenza di armi sta limitando gli Stati Uniti nella lotta contro l&#8217;Iran. Un paradosso che ha raggiunto livelli quasi (tragi)comici quando l&#8217;ambasciatore americano all&#8217;Onu, <strong>Mike Waltz</strong>, ha prima incolpato Biden per la carenza di missili, per poi affermare immediatamente che non esiste alcuna carenza e che chi diffonde tali informazioni dovrebbe essere perseguito, quando sono gli stessi funzionari del Pentagono, o perlomeno alcuni, ad ammettere le difficoltà degli Stati Uniti. </p>



<p>Il fallimento della guerra contro Teheran ha portato Washington ad essere più debole anche nei confronti dell&#8217;avversario strategico principale degli Usa: Pechino. La <strong>Cina possiede oltre 3.000 missili balistici</strong>, <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://media.defense.gov/2025/Dec/23/2003849070/-1/-1/1/ANNUAL-REPORT-TO-CONGRESS-MILITARY-AND-SECURITY-DEVELOPMENTS-INVOLVING-THE-PEOPLES-REPUBLIC-OF-CHINA-2025.PDF" type="link" id="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://media.defense.gov/2025/Dec/23/2003849070/-1/-1/1/ANNUAL-REPORT-TO-CONGRESS-MILITARY-AND-SECURITY-DEVELOPMENTS-INVOLVING-THE-PEOPLES-REPUBLIC-OF-CHINA-2025.PDF">più di quattro volte il numero di intercettori Patriot</a> rimasti agli Stati Uniti. In un eventuale conflitto contro Pechino, l&#8217;esercito americano non potrebbe contare sui JDAM, data la schiacciante potenza delle difese aeree e missilistiche cinesi. </p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><a href="https://apnews.com/article/aipac-israel-democratic-party-spending-dark-money-illinois-new-jersey-564cfdd46e0119501939452018be846a" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/pochi-patriot-e-arsenali-sotto-pressione-il-vero-motivo-per-cui-trump-ha-sospeso-gli-attacchi-alliran.html">Pochi Patriot e arsenali sotto pressione: il vero motivo per cui Trump ha sospeso gli attacchi all’Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran. Della tregua violata e di altre false flag</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-della-tregua-violata-e-di-altre-false-flag.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 16:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Della tregua violata e di altre false flag" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutto, quindi, è iniziato dalle accuse di Riad contro le milizie iraniane, confermate dagli Usa. E, però, resta che l'Iraq non solo non ha confermato tali accuse, ma ieri ha rincarato la dose affermando che "non ci sono prove che gli attacchi [contro Riad] siano stati lanciati dal territorio iracheno" </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Della tregua violata e di altre false flag" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260731183041344_2a0b39509f747ce85c5162c3430fc833-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ad innescare il rinnovato incendio che rischia di divorare l&#8217;intero Medio oriente è stata una false flag, un po&#8217; come l&#8217;inesistente atomica iraniana per la fase precedente del conflitto. Infatti, tutto è iniziato con un attacco all&#8217;Arabia saudita che Riad e Stati Uniti hanno attribuito alle milizie filo-iraniane attive in Iraq, da cui la rappresaglia contro di esse da parte delle asserite vittime e dei loro potenti protettori. Da cui la reazione di Teheran contro le basi americane per quanto si era consumato nello Stato confinante a danno dei propri alleati.</p>



<p>Tutto, quindi, è iniziato dalle accuse di Riad contro le milizie iraniane, confermate dagli Usa. E, però, resta che l&#8217;Iraq non solo non ha confermato tali accuse, ma ieri ha rincarato la dose affermando che &#8220;<a href="https://www.dawn.com/news/2019487/iraq-military-spokesman-says-no-evidence-attacks-launched-from-its-territory" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non ci sono prove</a> che gli attacchi [contro Riad] siano stati lanciati dal territorio iracheno&#8221; (così il generale Sabah Al-Numan, portavoce del Capo di Stato Maggiore dell&#8217;esercito).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.dawn.com/news/2019487/iraq-military-spokesman-says-no-evidence-attacks-launched-from-its-territory"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/a1-d-3-1024x397.jpg" alt="Iraq military spokesman says no evidence attacks launched from its territory" class="wp-image-83064"/></a></figure>



<p>Qualcuno porebbe pensare che sia una fonte di parte, ma dovrebbe ignorare che appena due settimane fa il primo ministro iracheno Ali al Zaidi era a Washington a scambiarsi sorrisi con Trump e a stipulare accordi con le compagnie petrolifere americane.</p>



<p>Non solo, al Zaidi era atteso a Riad il giorno successivo all&#8217;attacco: visita annullata. Peraltro, appena tornato dagli States, al Zaidi si era recato in Iran e si diceva che portasse in dote una proposta di Washington per chiudere il conflitto. Missione negata dall&#8217;Iran e dall&#8217;interessato, ma è possibile che la visita a Riad facesse parte di questa mediazione di alto livello (necessariamente riservata).</p>



<p>L&#8217;altra cosa bizzarra è che la reazione iraniana contro gli States è stata presentata come una violazione della tregua non dichiarata iniziata alla fine della settimana scorsa. Come se l&#8217;attacco alle milizie iraniane sia tutt&#8217;altro dal conflitto in corso e non una parte di esso. Un tentativo di negare l&#8217;ennesima violazione degli accordi da parte degli americani.</p>



<p>Una narrativa tanto dilagante e data per scontata che ci è cascato addirittura<a href="https://www.theamericanconservative.com/zelenskys-caspian-gambit-failed-for-now/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> The American Conservative</a>, forse il media più critico delle guerre infinite (e di quella iraniana in particolare), sul quale si legge: &#8220;Washington ha sospeso le ostilità nel fine settimana, eppure l&#8217;Iran ha lanciato un attacco a sorpresa contro gli Stati Uniti in Giordania, prendendo l&#8217;iniziativa strategica&#8221;. Nessuna iniziativa strategica, appunto, semplice rappresaglia (non a sorpresa).</p>



<p>Al di là come è iniziata, la nuova fase bellica appare diversa dalla precedente, come affermano tanti analisti. Anzitutto non sembra più uno scontro tra Israele &#8211; Stati Uniti e Iran, ma qualcosa di più ampio, sia per il tentativo di ampliare le conflittualità &#8211; come denota il drone che ha colpito il porto di Damietta in Egitto &#8211; sia perché alcuni dei Paesi che in passato si erano prodigati a preservare la pace regionale &#8211; favorendo la sottoscrizione del Memorandum &#8211; oggi sembrano vacillare nelle loro posizioni, indulgendo a volte a intrupparsi nell&#8217;asse Washington-Tel Aviv.</p>



<p>Tra questi ultimi spicca l&#8217;Arabia saudita anche perché, incrociando di nuovo le spade con gli Houti, di fatto ha in Teheran, alleata dei ribelli yemeniti, un&#8217;antagonista. Uno spostamento, quello di Riad, che potrebbe assumere valenza tettonica, come dimostra la querelle sull&#8217;attacco attribuito alle milizie filo-iraniane.</p>



<p>Riad sta attraversando una fase particolarmente dinamica, come evidenzia il fatto che abbia dato vita a una &#8220;coalizione per la difesa marittima&#8221;, volta a preservare la sicurezza delle vie di navigazione della regione, alla quale hanno aderito <a href="https://www.arabnews.com/node/2652842/saudi-arabia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">13 Paesi: </a>Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania, Yemen, Bangladesh, Nigeria, Sudan, Gibuti e Somalia. Si tratta di una coalizione eterogenea che comprende Paesi ancora decisamente impegnati nella de-escalation regionale, quindi difficilmente dovrebbe schierarsi da una parte o dall&#8217;altra, ma ha potenzialità di blocco tutte da seguire.</p>



<p>Altro particolare che allarma su un ampliamento del fronte medio orientale, frammentario e magmatico, è lo strano attacco al porto di Damietta, che Il Cairo ha evitato di attribuire ad alcunché. Su tale attacco appare significativo il post su X del ministro degli Esteri Abbas Araghchi (nella foto in apertura con il ministro degli esteri dell&#8217;Iraq Fuad Hussein), il quale, ricordando la partnership tra Teheran e Il Cairo, ha allarmato sulle <a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/araghchi-warns-of-israeli-false-flags-after-egypt-drone-stri" target="_blank" rel="noreferrer noopener">false flag</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://english.almayadeen.net/news/politics/araghchi-warns-of-israeli-false-flags-after-egypt-drone-stri"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-AM-3-1024x504.jpg" alt="Araghchi warns of Israeli false flags after Egypt drone strike" class="wp-image-83066"/></a></figure>



<p>In realtà, anche nella precedente fase bellica si erano registrati attacchi difficilmente ascrivibili che avevano interessato un po&#8217; tutti i Paesi della regione, con Teheran che negava la responsabilità di alcuni di essi (negazione che aveva un peso ponderale perché ha sempre annunciato e rivendicato gli obiettivi delle proprie operazioni militari). Ma se l&#8217;altra volta tale strategia era stata vanificata dalla pazienza dei Paesi interessati, i quali hanno continuato a lavorare per la pace, stavolta potrebbe essere diverso.</p>



<p>L&#8217;incendio della regione e la destabilizzazione permanente conseguente avrebbe un unico vincitore: Israele, o meglio la grande Israele. Infatti, la nuova Israele, nata dalle ceneri &#8211; da intendersi in senso letterale &#8211; del popolo palestinese e dei loro territori, ampliata a ricomprendere parte della Siria e del Libano, avrebbe facile agio a gestire tale destabilizzazione secondo i propri interessi. Si ergerebbe a potenza regionale e, insieme, globale, stante le risorse alle quali potrebbe attingere.</p>



<p>La spinta ad ampliare la scala e il raggio del conflitto mediorientale è analizzata da Shahid Beheshti, docente presso l&#8217;Università di Teheran su <a href="https://www.irna.ir/news/86223114/%D8%B7%D8%B1%D9%81-%D9%85%D9%82%D8%A7%D8%A8%D9%84-%D8%A8%D9%87-%D8%AF%D9%86%D8%A8%D8%A7%D9%84-%DA%AF%D8%B3%D8%AA%D8%B1%D8%B4-%D8%AC%D8%BA%D8%B1%D8%A7%D9%81%DB%8C%D8%A7%DB%8C%DB%8C-%D8%AC%D9%86%DA%AF-%D8%A7%D8%B3%D8%AA-%D8%A7%DB%8C%D8%B1%D8%A7%D9%86-%D8%A8%D8%A7%DB%8C%D8%AF-%D9%87%D9%88%D8%B4%DB%8C%D8%A7%D8%B1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Irna</a>, il quale afferma: &#8220;Oltre a Israele, anche negli Stati Uniti operano forze potenti che lavorano per raggiungere questo obiettivo.&nbsp;Sembra che un potere transregionale stia sconvolgendo gli equilibri. Logicamente, ciò non gioca a favore degli Stati Uniti, ma anche il governo statunitense ne è coinvolto e si troverà invischiato in guai ancora più grossi con l&#8217;escalation delle tensioni&#8221;.</p>



<p>Se abbiamo riportato le sue parole è anche per un altro cenno: &#8220;Resta da vedere se, come è stato sottolineato nei discorsi dei funzionari (tra cui il dottor Araghchi), esistano persino correnti interne al nostro Paese coinvolte in questa cospirazione&#8221;. Il fatto che tale allarme sia riportato dall&#8217;Agenzia stampa ufficiale dell&#8217;Iran interpella.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>Netanyahu e Zelensky da Trump. Tempesta a metà</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-zelensky-da-trump-tempesta-a-meta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 13:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu e Zelensky da Trump. Tempesta a metà" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'idea era quella di collegare direttamente le due guerre [ Ucraina e Iran] così da trascinare gli Stati Uniti a un ingaggio diretto con la Russia analogamente a quanto accade per il conflitto iraniano. Sarebbe l'opzione apocalisse, da tempo agognata da neocon e soci. Un'opzione respinta al mittente da Washington…</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-zelensky-da-trump-tempesta-a-meta.html">Netanyahu e Zelensky da Trump. Tempesta a metà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu e Zelensky da Trump. Tempesta a metà" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260730145416194_3b5f52adb2663362035f1dbe78e6f2fe-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le visite di Netanyahu e Zelensky alla Casa Bianca nelle intenzioni dei visitatori avrebbero dovuto imprimere una svolta alle rispettive guerre, convincendo Trump a impegnarsi più a fondo. Non sembra sia andata così.</p>



<p>Per quanto riguarda l&#8217;Ucraina, Zelensky si era peritato di farla precedere dall&#8217;usuale escalation, che gli consente di affermare che l&#8217;Ucraina sta vincendo la guerra e che gli servono altre armi per chiudere definitivamente la partita, cioè costringere Putin alla resa (la percezione di una sconfitta renderebbe vana la questua: sarebbe solo un inutile spreco di risorse per i donatori).</p>



<p>Un&#8217;escalation che non ha interessato solo la Russia, ma anche l&#8217;Iran, con Zelensky che ha rivendicato personalmente l&#8217;attacco a un mercantile iraniano colto in fragrante mentre trasportava armi ai russi. E di avere prove dell&#8217;aiuto di Teheran a Mosca.</p>



<p>L&#8217;idea era quella di collegare direttamente le due guerre così da trascinare gli Stati Uniti a un ingaggio diretto con la Russia analogamente a quanto accade per il conflitto iraniano. Sarebbe l&#8217;opzione apocalisse, da tempo agognata da neocon e soci.</p>



<p>Un&#8217;opzione respinta al mittente da Washington, il cui establishment ha sempre avuto cura di evitare un coinvolgimento diretto, sia manovrando perché della guerra ucraina se ne occupasse la Ue (alla quale dare il dovuto supporto), sia, nel caso di Trump e degli ambiti che rappresenta, perché interessato invece a chiudere il conflitto per poter concentrare tutta la potenza di fuoco dell&#8217;Impero contro la Cina.</p>



<p>Ma, a quanto pare, a tale sviluppo si è opposto anche Netanyahu, come sembra indicare il rifiuto di un incontro formale con Zelensky, col quale si è intrattenuto solo per una <a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-and-zelensky-speak-in-person-for-first-time-in-3-years-at-graham-funeral/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fugace chiacchierata</a> al funerale del senatore Lindsey Graham, al quale hanno partecipato entrambi (di fatto una celebrazione della guerra, di cui Graham è stato alfiere instancabile). Netanyahu in questo momento vuole che l&#8217;America si concentri sul Medio oriente, l&#8217;Ucraina sarebbe solo una distrazione di attenzione e risorse.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-and-zelensky-speak-in-person-for-first-time-in-3-years-at-graham-funeral/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-TOI-22-1024x379.jpg" alt="Netanyahu e Zelensky da Trump. Tempesta a metà" class="wp-image-83045"/></a></figure>



<p>Così al povero ex comico è andata male e quando ha tentato la mossa del collegamento iraniano si scontrato sul muro eretto da Trump, il quale ha liquidato la questione con un laconico &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=zZwaFy8WnEI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo chiederò a Putin</a>&#8220;. In tal modo non ha solo rifiutato di coinvolgersi, ma ha anche colto l&#8217;occasione per tentare un nuovo contatto con lo zar, cosa che irrita non poco gli sponsor del conflitto ucraino.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=zZwaFy8WnEI"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-TRUMP-1-1024x641.jpg" alt="" class="wp-image-83047"/></a></figure>



<p>Così, nel colloquio con Trump, Zelensky ha spuntato solo la promessa che questi avrebbe accelerato le procedure per poter avviare la produzione dei Patriot in Ucraina, iniziativa che Trump aveva annunciato un mese fa senza mai provvedere a concretizzarla.</p>



<p>Resta che se anche Trump facesse quanto promesso, la produzione di Patriot non potrà iniziare che tra uno o due anni, né darà a Kiev quanto necessario a rendere i cieli meno permeabili dai missili russi. Basti pensare che la potente e rodata macchina da guerra americana ne produce qualche decina al mese.</p>



<p>Conscio di essere menato per il naso, l&#8217;ex comico ha chiesto che gli sia assicurata una fornitura per il prossimo inverno di almeno 300 testate, ottenendo una risposta favorevole. Ma, alla luce verde, Trump <a href="https://www.axios.com/2026/07/29/zelensky-axios-interview-putin-iran-war" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha aggiunto</a> che, ottemperare gli sarà &#8220;difficile a causa della necessità di tali intercettori per la guerra con l&#8217;Iran&#8221;.</p>



<p>Insomma, per Zelensky un viaggio a vuoto, tanto che ha dovuto accettare che Witkoff e Kushner, che Trump usa per le mediazioni, sbarchino a Kiev, notizia <a href="https://ctrana.one/news/509781-uitkoff-i-kushner-sohlasilis-posetit-kiev.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confermata</a> dagli interessati.</p>



<p>Così, Kiev ha dovuto ripiegare su tutta la linea, con il ministro degli Esteri Andriy Sybiha che di fatto ha dovuto <a href="https://it.euronews.com/2026/07/29/iran-e-ucraina-dopo-lattacco-alla-nave-nel-mar-caspio-kiev-parla-di-errore-teheran-chiede-" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiedere scusa</a> al suo omologo iraniano Abbas Araghchi, spiegando che l&#8217;attacco al mercantile non era stato intenzionale (smentita secca del proclama di Zelensky). Questione chiusa, con l&#8217;Iran che, dopo aver minacciato ritorsioni, ha accettato le scuse.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.euronews.com/2026/07/29/iran-e-ucraina-dopo-lattacco-alla-nave-nel-mar-caspio-kiev-parla-di-errore-teheran-chiede-"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-E-1-1024x240.jpg" alt="Iran e Ucraina dopo l'attacco alla nave nel Mar Caspio: Kiev parla di errore, Teheran chiede i danni" class="wp-image-83049"/></a></figure>



<p>Miglior fortuna ha avuto Netanyahu, anche lui accompagnato dall&#8217;usuale escalation, stavolta nella forma di un attacco tramite droni contro i sauditi con ritorsione immediata degli States contro le milizie fino-iraniane irachene, accusate dell&#8217;aggressione. Da cui la reazione rapida di Teheran per i raid contro i suoi alleati regionali: attaccate le basi americane in Giordania. E, stanotte, i rinnovati raid americani contro l&#8217;Iran.</p>



<p>Tutto secondo copione? Netanyahu ha nuovamente convinto Trump a riprendere la guerra? Sembra di sì: sulla regione sono ripresi a spirare venti di guerra, con l&#8217;Iran che ha risposto ai raid americani rivendicando, tra altre cose, la distruzione di tre F-35 di stanza in Giordania (se fosse vero, sarebbe un disastro per gli States).</p>



<p>Restano le domande sull&#8217;attacco Usa-Arabia saudita all&#8217;Iraq che ha scatenato tutto questo. Le milizie attaccate hanno negato la responsabilità dell&#8217;aggressione contro Riad che l&#8217;ha innescato. E le autorità irachene hanno <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/7/29/iraq-calls-saudi-us-attacks-flagrant-violation-of-sovereignty" target="_blank" rel="noreferrer noopener">protestato per la violazione della sovranità &#8211;</a>&nbsp;smentendo Trump che aveva parlato di un <a href="https://www.brecorder.com/news/40432378/trump-says-us-saudi-attacks-in-iraq-coordinated-with-iraqi-govt-fox-news" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coordinamento</a> con le stesse &#8211; e perché era ancora in corso un&#8217;inchiesta per appurare la veridicità delle accuse saudite. E ieri hanno chiesto &#8220;<a href="https://www.dawn.com/live/iran-israel-war#2019291" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prove concrete</a>&#8221; della responsabilità delle milizie irachene (non arriveranno).</p>



<p>Strano attacco quello contro Riad, che fa il paio con quello contro il <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/egypt-confirms-it-was-a-drone-that-caused-fire-on-two-ships-doesnt-assign-blame/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">porto egiziano di Damietta,</a> incendiate due navi. L&#8217;Iran non ha alcun interesse a colpire l&#8217;Egitto, che sta lavorando per la stabilità regionale. Il Cairo ha appurato che l&#8217;attacco è stato portato da droni, ma ha evitato di accusare Teheran. L&#8217;impressione è che qualcuno stia giocando sporco. Non sarebbe una novità.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/egypt-confirms-it-was-a-drone-that-caused-fire-on-two-ships-doesnt-assign-blame/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-TOI-2-1-1024x351.jpg" alt="Egypt confirms it was a drone that caused fire on two ships, doesn’t assign blame" class="wp-image-83051"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Guerra in espansione nel Golfo: pesanti attacchi Usa in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 05:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524836</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1485" height="764" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-1024x527.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-600x309.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p>La guerra d&#8217;Iran si espande nella sua nuova fase estiva e sembra essere sempre più lontana ogni possibilità di ricomposizione del franato memorandum di Islamabad: il Comando Centrale degli Usa rivendica l&#8217;effettuazione nella notte di pesanti attacchi contro la Repubblica Islamica proclamando che essi sono una risposta ai tentativi di Teheran di colpire a sorpresa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1485" height="764" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-1024x527.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-600x309.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p>La <strong>guerra d&#8217;Iran si espande</strong> nella sua nuova fase estiva e sembra essere sempre più lontana ogni possibilità di ricomposizione del franato <strong>memorandum di Islamabad</strong>: il Comando Centrale degli Usa rivendica l&#8217;effettuazione nella notte di pesanti attacchi contro la Repubblica Islamica proclamando che essi sono una risposta ai tentativi di Teheran di colpire a sorpresa le postazione di Washington in Medio Oriente nella giornata di ieri. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/kk3XPDc73G">https://t.co/kk3XPDc73G</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://x.com/CENTCOM/status/2082651747869147214?ref_src=twsrc%5Etfw">July 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">I pesanti raid Usa contro l&#8217;Iran</h2>



<p>L&#8217;operazione, stando alle ricostruzioni, sembra essere stata la più imponente dalla fine della fase più calda della guerra, l&#8217;8 aprile scorso, e sicuramente da quando il memorandum è franato l&#8217;8 luglio scorso: aerei, missili e droni americani hanno colpito lungo l&#8217;intera catena costiera del Paese che blinda gli accessi allo Stretto di Hormuz e preserva le capacità d&#8217;interdizione marittima e i commerci della Repubblica Islamica. DropSite, riprendendo fonti Osint, cita almeno 8 bersagli, tra cui i porti di Bandar Abbas e Abadan</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">💢 Iranian state-affiliated media report that US strikes launched roughly one hour ago have hit sites across southern and southwestern Iran, including:<br><br>▪️ Khorramshahr and Abadan, neighboring cities in Khuzestan province near the Iraqi border and northern Persian Gulf<br>▪️ Bandar… <a href="https://t.co/UNUJEaffjv">https://t.co/UNUJEaffjv</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2082634022895690145?ref_src=twsrc%5Etfw">July 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><a href="https://x.com/AJENews/status/2082687501521559784?s=20">Ancora incerto il conto delle vittime</a>, anche se Al Jazeera cita almeno tre morti, una coppia e il figlio di due anni, in un raid a Queshm. I bersagli sono gli <strong>snodi critici dell&#8217;Iran: porti, basi logistiche, impianti energetici</strong> e tutto ciò, dunque, che fornisce l&#8217;ossatura e le risorse alla Repubblica Islamica per competere come potenza e connettersi alle rotte globali. Un segnale, questo, della <strong>rinnovata portata dell&#8217;azione americana</strong> che non sembra fermarsi al tentativo di ribaltare l&#8217;esito negativo e fallimentare della prima parte del conflitto ma ha anche un ruolo a tutto campo nel cercare di disarticolare lo spazio di proiezione dell&#8217;Iran stesso e l&#8217;architettura strategica ove è inserito. E qui, ovviamente, il pensiero va <strong>direttamente alla Cina e alle sue rotte di interconnessione,</strong> messe nel mirino durante la rilanciata campagna americana e su cui è piovuto, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-colpisce-una-nave-iraniana-nel-mar-caspio-per-kiev-le-due-guerre-sono-una-sola.html" type="post" id="524389">domenica scorsa, anche il raid ucraino contro una nave iraniana nel Mar Caspio diretta in Russia.</a> </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨🇮🇷 🇺🇸 BREAKING: Footage reportedly shows American missiles striking Abadan, Iran&#39;s oil refining heartland in the southwest.<br><br>-The unconfirmed video appears to capture strikes on Abadan in Khuzestan province, part of the wave CENTCOM launched at 8 p.m. ET<br><br>-Abadan holds one of…</p>&mdash; Mario Nawfal (@MarioNawfal) <a href="https://x.com/MarioNawfal/status/2082629544704446776?ref_src=twsrc%5Etfw">July 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Perché gli Usa attaccano e Israele no</h2>



<p>Non è un caso che in tal senso <strong>attualmente siano gli Stati Uniti a prendersi sulle spalle l&#8217;onere degli attacchi a tutto campo contro l&#8217;Iran</strong> e non si abbia ancora notizia di un possibile intervento di <strong>Israele</strong> a fianco di Washington. La guerra scoppiata il 28 febbraio era israelo-americana a tutti gli effetti: Tel Aviv mirava al rovesciamento o all&#8217;implosione del regime iraniano sotto i colpi degli attacchi, Washington ha cercato il <strong>colpo decisivo per dimidiare la potenziale capacità di proiezione della Repubblica Islamica</strong> e disarticolare le forniture energetiche alla Cina. </p>



<p>Ora, complice il calo degli stock di intercettori antiaerei e antimissile americani, lo spalleggiamento a un possibile intervento israeliano dopo il cessate il fuoco appare più complesso da immaginare e, parimenti, a Tel Aviv va benissimo una situazione in cui è l&#8217;America a assumersi costi, oneri e rischi della guerra, anche considerato il fatto che ad oggi la priorità strategica è quella statunitense: <strong>ribaltare l&#8217;onta di Hormuz e della perdita del controllo dello Stretto,</strong> evitando una territorializzazione del mare e che <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html" type="post" id="524592">Pechino potesse ottenere spazio in Medio Oriente</a>, come sta già di fatto facendo, alla luce dell&#8217;onta americana. E non a caso ieri emergeva l&#8217;ipotesi che Washington intende chiedere come condizione di pace futura la rimozione di ogni pedaggio dal transito da Hormuz, come riportato da Al Arabiya. Un obiettivo decisamente più americano che israeliano.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🔴 There are going to be no tolls and no fees for passage through the Strait of Hormuz in a deal being discussed in relation to the waterway restricted by the Iran war, a US official said<br><br>🔴 The US official said Iran was making unreasonable demands that were rejected by Oman and… <a href="https://t.co/mcjAjmgBEz">pic.twitter.com/mcjAjmgBEz</a></p>&mdash; Al Arabiya English (@AlArabiya_Eng) <a href="https://x.com/AlArabiya_Eng/status/2082221201607323903?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-903898">Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz,</a> parlando a Channel 14, ha del resto di recente segnalato che Tel Aviv è comunque coinvolta in questa fase della guerra, annunciando (senza essere smentito) che gli aerei Usa che di recente hanno ripreso a colpire l&#8217;Iran hanno usato anche le basi israeliane e definendo le regole d&#8217;ingaggio dello Stato Ebraico: colpirà se la Repubblica Islamica la attaccherà per prima. In Israele, peraltro, tra pochi mesi si vota e sarebbe sconveniente per la destra di governo già in difficoltà <strong>affrontare una campagna elettorale sotto lo scacco delle sirene antiaeree</strong> e dei missili iraniani. I segnali di una guerra in espansione, però, nel frattempo ci sono tutti anche se l&#8217;Israel Air Force resta nelle sue basi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra si espande</h2>



<p><strong>Lo conferma la discesa in campo dell&#8217;Arabia Saudita</strong> nell&#8217;attacco in Iraq contro un&#8217;unità filo-iraniana, le Forze di Mobilitazione Popolare: si tratta della prima operazione aerea congiunta americano-saudita di cui si abbia memoria e, soprattutto, si indicano nei partner dell&#8217;asse sciita un bersaglio strategico. Riad non è in guerra con Teheran, ma la sua risolutezza impone di guardare anche allo Yemen, dove gli <strong>Houthi </strong><a href="https://geopolitica.info/gli-houthi-rischio-di-un-nuovo-fronte-nella-guerra-in-medio-oriente/"><strong>stanno risvegliandosi</strong> e dopo aver colpito infrastrutture energetiche in Arabia Saudita </a>iniziano a pensare di imporre un pedaggio per i traffici nel Mar Rosso. En passant, c&#8217;è chi come il Kuwait si tutela alzando l&#8217;asticella della <a href="https://it.insideover.com/difesa/asse-kuwait-pakistan-sulla-difesa-il-peso-di-islamabad-nel-golfo-cresce.html" type="post" id="524417">garanzia di sicurezza con un Paese chiave della regione, il Pakistan.</a> </p>



<p>L&#8217;analista <a href="https://x.com/citrinowicz/status/2082329823653818602">dell&#8217;Institute for National Security Studies della Tel Aviv University Danny Citrinowicz </a>parla del rischio &#8220;di un&#8217;escalation incontrollata&#8221; in Medio Oriente in cui al cuore del conflitto c&#8217;è la rivalita americano-iraniana, che si autoalimenta in &#8220;un ciclo sempre più instabile in cui ciascuna parte ritiene che una ritirata minerebbe la propria credibilità&#8221; attorno a cui si agglomerano e addensano le crisi regionali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa e Iran, guerra senza limiti?</h2>



<p><strong>L&#8217;amministrazione Usa del presidente Donald Trump e il rinnovato regime della Repubblica Islamica</strong> hanno deciso per imboccare, di fatto, nuovamente il sentiero della guerra. Per l&#8217;Iran la sfida rimane la stessa: la battaglia esistenziale per difendere il regime e la struttura statuale dal rischio di rovesciamento, ad oggi tutelabile secondo l&#8217;élite di Teheran più con un ritorno alle armi che tramite un cessate il fuoco visto come mal applicato dagli Usa e non in grado di presuppore una vera pace. Per Washington c&#8217;è nel mirino la proiezione della Repubblica Islamica come partner di un sistema euroasiatico potenzialmente rivale di quello statunitense e c&#8217;è in ballo la supremazia marittima sugli stretti che garantisce una fetta importante del potere navale, marittimo e economico a stelle e strisce e a cui a Washington si è ritenuto impossibile recedere. Obiettivi ambiziosi e massimalisti che riducono al lumicino ogni prospettiva di un rinnovato confronto diplomatico come quello, ambizioso e coraggioso, dei mesi scorsi, che sembra un lontano ricordo.</p>



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		<title>Chi è (e che cosa ha fatto) Khalil al-Hayya, il nuovo leader politico di Hamas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-e-che-cosa-ha-fatto-khalil-al-hayya-il-nuovo-leader-politico-di-hamas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 12:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hamas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Hamas ha scelto come leader politico un negoziatore ma questo non significa che il movimento abbia scelto anche la pace.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1337" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Hamas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-1024x713.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/khalil-al-hayya-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Hamas ha scelto <strong>Khalil al-Hayya </strong>come nuovo capo del proprio ufficio politico. Succede a <strong>Yahya Sinwar,</strong> ucciso nell’ottobre 2024 durante uno scontro con le forze israeliane nella Striscia di Gaza, e conclude almeno formalmente la fase della direzione collegiale istituita dopo l’eliminazione dei principali dirigenti del movimento. La nomina non è soltanto una questione organizzativa. <strong>Al-Hayya eredita un movimento decimato nei vertici, indebolito militarmente, espulso in larga parte dalle strutture di governo della Striscia e sottoposto a una pressione regionale senza precedenti.</strong> Ma eredita anche una rete politica e militare che, nonostante le perdite, conserva capacità operative, legami internazionali e una presenza radicata nella società palestinese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla Fratellanza musulmana ai vertici di Hamas</h2>



<p>Nato a Gaza nel 1960, al-Hayya appartiene alla generazione che precedette la nascita ufficiale di Hamas. <strong>Nei primi anni Ottanta aderì alla Fratellanza musulmana</strong> insieme a figure come Ismail Haniyeh e Yahya Sinwar. Entrò poi nel movimento islamista palestinese fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1987 durante la prima rivolta palestinese.</p>



<p>La sua formazione è religiosa e politica. <strong>Ha studiato all’Università islamica di Gaza </strong>e ha svolto attività nelle organizzazioni studentesche e sindacali. Nel 2006 venne eletto nel Consiglio legislativo palestinese, durante le elezioni vinte da Hamas, e dal 2017 ricoprì l’incarico di vice responsabile dell’ufficio politico del movimento nella Striscia.</p>



<p>A differenza di Sinwar, identificato soprattutto con l’apparato militare e di sicurezza, al-Hayya ha costruito la propria influenza attraverso l’organizzazione politica, i rapporti internazionali e le trattative indirette con Israele. Non è tuttavia un moderato nel significato occidentale del termine. <strong>Ha sempre difeso la lotta armata, rivendicato l’attacco del 7 ottobre 2023 </strong>come un punto di svolta per la causa palestinese e sostenuto che Hamas non possa rinunciare alle armi senza una soluzione politica complessiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il volto dei negoziati</h2>



<p>Negli ultimi anni al-Hayya è diventato il principale negoziatore di Hamas nei colloqui mediati da Qatar ed Egitto. Aveva già partecipato agli accordi che contribuirono a concludere la guerra del 2014 ed è stato al centro delle trattative successive per le tregue, gli scambi di prigionieri e il cessate il fuoco a Gaza.</p>



<p>La sua nomina segnala quindi che Hamas vuole affidarsi a una figura capace di parlare contemporaneamente con l’ala militare, con Teheran e con i mediatori arabi. <strong>Al-Hayya conosce il linguaggio della diplomazia regionale, ma la utilizza come prosecuzione della lotta politica. </strong>Per lui il negoziato non sostituisce la resistenza armata: serve a consolidarne i risultati, ottenere la liberazione dei detenuti palestinesi e garantire la sopravvivenza dell’organizzazione.</p>



<p>Questa doppia funzione, militante e negoziale, spiega perché abbia prevalso su <strong>Khaled Meshaal,</strong> esponente storico della direzione estera. La competizione tra i due rappresentava anche un confronto fra due sensibilità: da una parte una linea più legata a Gaza, all’Iran e alle conseguenze della guerra; dall’altra una direzione maggiormente radicata nella diaspora e più prudente nei rapporti con le monarchie arabe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto con l’Iran</h2>



<p>Al-Hayya è considerato <strong>uno dei dirigenti di Hamas con i rapporti più solidi con la Repubblica islamica iraniana, </strong>principale fonte di sostegno finanziario, militare e tecnologico per il movimento. Nel 2022 guidò inoltre una delegazione a Damasco per ricucire i rapporti con il governo siriano, interrotti dopo che Hamas aveva sostenuto la rivolta contro Bashar al-Assad. La riconciliazione con Damasco serviva a ricostruire l’asse regionale sostenuto da Teheran e comprendente Hezbollah, la Siria e altri gruppi armati.</p>



<p>La scelta di al-Hayya può quindi essere letta come una riaffermazione dell’appartenenza di Hamas a questo sistema di alleanze. Ma il nuovo leader dovrà evitare che il movimento appaia come un semplice strumento iraniano. La sua sopravvivenza politica dipende anche dal Qatar, che ospita parte della direzione, dall’Egitto, che controlla l’accesso meridionale a Gaza, e dalla Turchia. <strong>Il compito sarà mantenere l’appoggio dell’Iran senza perdere gli interlocutori arabi necessari a qualsiasi accordo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una famiglia colpita dalla guerra</h2>



<p>La biografia di al-Hayya è segnata da perdite familiari che ne hanno rafforzato il prestigio negli ambienti di Hamas. Nel 2007 un bombardamento israeliano contro la sua abitazione nel quartiere di Shujaiya uccise diversi parenti. <strong>Durante la guerra del 2014, un altro attacco provocò la morte del figlio maggiore Osama, della moglie di quest’ultimo e di tre loro figli.</strong></p>



<p>Nel settembre 2025 al-Hayya fu inoltre tra i dirigenti presi di mira in un attacco israeliano a Doha. La delegazione impegnata nei negoziati sopravvisse, ma l’episodio mostrò che nemmeno il territorio qatariota garantiva più una protezione assoluta alla dirigenza di Hamas. Questa storia personale gli consente di presentarsi non come un dirigente lontano dalla popolazione, ma come un uomo direttamente colpito dallo stesso conflitto che ha devastato Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La ricostruzione impossibile senza una scelta politica</h2>



<p>La prima sfida di al-Hayya sarà <strong>stabilire quale Hamas dovrà sopravvivere alla guerra. </strong>Il movimento può tentare di conservare una struttura militare clandestina, mantenendo il controllo indiretto di una parte della Striscia, oppure accettare una progressiva separazione tra ala politica, amministrazione civile e apparato armato. La rinuncia formale al governo di Gaza potrebbe permettere la nascita di un’amministrazione tecnica sostenuta dai Paesi arabi. Tuttavia, nessuna ricostruzione sarà realmente possibile finché resteranno irrisolti il disarmo, il ritiro israeliano, la liberazione degli ostaggi e il futuro politico della Striscia.</p>



<p>Al-Hayya potrebbe mostrarsi più flessibile sulle forme del potere, ma difficilmente accetterà la dissoluzione dell’organizzazione. La sua strategia potrebbe essere quella di cedere l’amministrazione quotidiana, conservando però la rete politica, sociale e militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una successione che non cambia il conflitto</h2>



<p>Israele considererà la nuova nomina come la sostituzione di un bersaglio con un altro. L’eliminazione di Haniyeh e Sinwar non ha determinato la fine di Hamas, ma ha modificato la sua direzione, rendendola più dispersa e prudente.</p>



<p><strong>La scelta di un negoziatore non significa dunque che il movimento abbia scelto la pace.</strong> Significa che Hamas cerca una figura capace di garantire la continuità politica dopo la distruzione materiale di Gaza e la perdita di gran parte della vecchia dirigenza. Al-Hayya dovrà tenere insieme l’ala militare, i dirigenti all’estero, l’Iran, i mediatori arabi e una popolazione palestinese che ha pagato un prezzo immenso. È un equilibrio quasi impossibile. Ma proprio questa capacità di muoversi tra guerra e negoziato spiega perché Hamas abbia affidato a lui la propria sopravvivenza.</p>
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		<title>Siria, l’accusa shock della giornalista Usa contro il diplomatico di al-Sharaa: &#8220;Mi rapì nel 2016&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-laccusa-shock-della-giornalista-usa-contro-il-diplomatico-di-al-sharaa-mi-rapi-nel-2016.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 04:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La giornalista Lindsey Snell accusa l'incaricato d'affari siriano a Washington, Mohammed Qantri, di aver partecipato al suo rapimento </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-laccusa-shock-della-giornalista-usa-contro-il-diplomatico-di-al-sharaa-mi-rapi-nel-2016.html">Siria, l’accusa shock della giornalista Usa contro il diplomatico di al-Sharaa: &#8220;Mi rapì nel 2016&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260729104543410_f8fc954056efdc401e3eb05413dcd875-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La giornalista e documentarista <strong>Lindsey Snell</strong> ha mosso un’accusa gravissima nei confronti di <strong>Mohammed Qantri</strong>, attuale incaricato d’affari dell’ambasciata siriana a Washington: quella di <a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" type="link" id="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/">aver partecipato attivamente al suo rapimento</a> da parte del Fronte al-Nusra, la diramazione sriana di al-Qaeda, nell’estate del 2016. Nel servizio diffuso da Snell su X vengono mostrate delle immagini che sembrabo mostrare Qantri &#8211; all’epoca combattente del gruppo jihadista &#8211; affiancato da altri miliziani mentre accompagna la giornalista in uno dei suoi viaggi all’interno della Siria. </p>



<p>Snell ha inoltre diffuso stralci di un’intervista da lei condotta con un uomo incappucciato, che lei identifica proprio in Qantri: per dimostrarlo, confronta occhi, voce e accento dell’intervistato<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://www.enabbaladi.net/818545/%d8%b5%d8%ad%d9%81%d9%8a%d8%a9-%d8%a3%d9%85%d8%b1%d9%8a%d9%83%d9%8a%d8%a9-%d8%aa%d8%aa%d9%87%d9%85-%d8%af%d8%a8%d9%84%d9%88%d9%85%d8%a7%d8%b3%d9%8a%d9%8b%d8%a7-%d8%b3%d9%88%d8%b1%d9%8a%d9%8b%d8%a7/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Nella conversazione, il presunto Qantri espone le idee radicali ed estremiste del Fronte al-Nusra sull’assetto futuro della Siria e dichiara: <strong>«Uccideremo Assad e il suo regime e le milizie sciite,</strong> e istituiremo uno Stato islamico, forse non entro uno o due anni, forse avremo bisogno di dieci anni, ma nulla ci fermerà».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Here’s Al-Sharaa’s top Beltway think tank fixer, Charles Lister, with his “good friend,” former Jabhat Al-Nusra kidnapper Mohammed Qanatri <br><br>Qanatri is now Syria’s Charge D’Affairs to the US <a href="https://t.co/JrS7dcF83E">https://t.co/JrS7dcF83E</a> <a href="https://t.co/eyaulpOLLu">pic.twitter.com/eyaulpOLLu</a></p>&mdash; Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) <a href="https://x.com/MaxBlumenthal/status/2082145524229050626?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La vicenda del rapimento</h2>



<p>Secondo il racconto della giornalista, nel luglio 2016 aveva ottenuto il permesso dal <strong>Fronte al-Nusra</strong> per filmare nelle zone sotto il loro controllo<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Stava documentando i bombardamenti russi e gli attacchi dell’allora aviazione governativa siriana, accompagnando una fazione dell’opposizione armata<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Nonostante l’autorizzazione, <strong>Snell venne arrestata e trattenuta per circa due settimane</strong>. </p>



<p>Dopo la fuga, <strong>la giornalista varcò il confine con la Turchia</strong>, ma venne immediatamente arrestata dalle autorità turche nella provincia di Hatay con l’accusa di “violazione di zona militare” e ingresso illegale<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Il governatore di <strong>Hatay, Ercan Topaca</strong>, dichiarò all’agenzia Anadolu che le forze di sicurezza avevano fermato la cittadina americana per accertare se fosse una spia, e aggiunse che erano stati avvistati elicotteri statunitensi pronti a prelevarla prima dell’arresto<a href="https://english.enabbaladi.net/archives/2026/07/american-journalist-accuses-syrian-diplomat-of-abducting-her-10-years-ago/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>. Dopo circa due mesi di detenzione, la Turchia rilasciò Snell, che poté fare ritorno negli Stati Uniti. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi è Mohammed Qantri</strong></h2>



<p>Mohammed Qantri è stato nominato incaricato d’affari dell’ambasciata siriana a Washington alla fine di gennaio. In precedenza aveva ricoperto il ruolo di vicedirettore del Dipartimento America presso il Ministero degli Esteri siriano, sotto la guida di Qutaiba Idlbi. Secondo attivisti e persone a lui vicine, Qantri avrebbe gestito fascicoli sensibili nelle cosiddette «aree liberate», ovvero i territori del nord-ovest della Siria controllati dalle fazioni islamiste prima della caduta di Assad. Tra queste figurava anche al-Nusra, la diramazione siriana di al-Qaeda, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-usa-assolvono-hayat-tahrir-al-sham-gli-ex-qaedisti-ora-sono-interlocutori-affidabili.html" type="link" id="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-usa-assolvono-hayat-tahrir-al-sham-gli-ex-qaedisti-ora-sono-interlocutori-affidabili.html">poi evolutasi in Hayat Tahrir al-Sham, la stessa organizzazione da cui proviene l’attuale presidente siriano Ahmed al-Sharaa</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">You can&#39;t make this up!<br><br>Syria&#39;s top diplomat in the US is a former Al-Qaeda/Nusra terrorist who kidnapped and imprisoned an American journalist after she had interviewed him.<br><br>Here&#39;s her story &#8211; and her interview with the Al-Qaeda operative before he became a diplomat&#8230; <a href="https://t.co/R3vJXj5OgY">https://t.co/R3vJXj5OgY</a></p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://x.com/tparsi/status/2082084720511201338?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Implicazioni diplomatiche</strong></h2>



<p>La denuncia di Snell rischia di avere pesanti ripercussioni sulle relazioni tra Stati Uniti e la nuova Siria. Che un alto diplomatico siriano a Washington venga accusato di aver militato in un’organizzazione terroristica e di aver partecipato al sequestro di una cittadina americana è una circostanza che difficilmente potrà essere ignorata dal Dipartimento di Stato.</p>



<p>Al momento, né l’ambasciata siriana né Qantri hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito. Resta da vedere se le prove portate dalla giornalista – i video, il confronto fisionomico e vocale – saranno ritenute sufficienti per aprire un’indagine formale o se prevarrà la linea della prudenza diplomatica.</p>



<p>Nei mesi scorsi <strong>Ahmed al-Sharaa</strong>, attuale presidente della Siria e <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html">già noto come Abu Mohammad al-Jolani, ex comandante di gruppi jihadisti affiliati ad al-Qaeda</a> su cui gli Stati Uniti avevano messo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-jolani-gli-anni-sporchi-di-sangue-tra-al-qaeda-in-iraq-e-al-nusra-in-siria.html" type="link" id="https://it.insideover.com/terrorismo/al-jolani-gli-anni-sporchi-di-sangue-tra-al-qaeda-in-iraq-e-al-nusra-in-siria.html">una taglia di 10 milioni di dollari</a>, si è recato a Washington, D.C. Nell’occasione, nell’novembre 2025, ha incontrato il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca, diventando il primo capo di Stato siriano a compiere una visita ufficiale nella capitale americana dalla dichiarazione d’indipendenza del 1946.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-laccusa-shock-della-giornalista-usa-contro-il-diplomatico-di-al-sharaa-mi-rapi-nel-2016.html">Siria, l’accusa shock della giornalista Usa contro il diplomatico di al-Sharaa: &#8220;Mi rapì nel 2016&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I funerali di Lindsey Graham, senatore del tardo impero Usa e cultore del potere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 04:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un missile su Lindsey Graham" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono stati uno spaccato del potere americano i funerali di Lindsey Graham, il senatore della Carolina del Sud morto il 12 luglio scorso a 71 anni, </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-funerali-di-lindsey-graham-senatore-del-tardo-impero-usa-e-cultore-del-potere.html">I funerali di Lindsey Graham, senatore del tardo impero Usa e cultore del potere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un missile su Lindsey Graham" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260331225043874_26ee3ce77145608b75e6fa6f3bbaefb2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono stati uno spaccato del potere americano i <strong>funerali di Lindsey Graham, il senatore della Carolina del Sud</strong> morto il 12 luglio scorso a 71 anni, che mostrano gli equilibri profondi delle istituzioni statunitensi, i rapporti di forza in evoluzione nel Partito Repubblicano e la proiezione internazionale del sistema di Washington. Un capo di Stato, <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, e uno di governo, <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, sono volati a Washington per commemorarlo e ricordare il suo supporto alla causa ucraina e israeliana in nome della proiezione globale americana; prima del funerale alla Casa Bianca hanno incontrato un presidente, <strong>Donald Trump,</strong> che dopo essere stato eletto nel 2016 promettendo di cambiare rotta all&#8217;America e di chiudere l&#8217;epoca delle guerre infinite è arrivato a commemorare il falco interventista per eccellenza al <a href="https://time.com/article/2026/07/28/trump-lindsey-graham-funeral/">Capitol Memorial, definendolo</a> nella cerimonia di ieri &#8220;un grande politico&#8221; e un &#8220;<a href="https://www.bbc.com/news/articles/cwyj6xqn40lo">gigante del Senato</a>&#8221; Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il falco tra i falchi</h2>



<p><strong>Graham è stato da senatore, dal 2003 alla morte avvenuta dal ritorno da un viaggio a Kiev,</strong> un uomo di potere che sapeva esercitare capacità d&#8217;azione e influenza, divenendo una figura centrale nel Partito Repubblicano e non solo. Un vero e proprio <strong>grand commis dell&#8217;impero</strong>, di cui sosteneva la necessaria leadership morale, strategica, geopolitica, aprendo la strada alla difesa della leadership occidentale e morendo pochi mesi dopo aver coronato l&#8217;obiettivo da lungo perseguito: contribuire a far marciare Usa e Israele nella stessa direzione sul sentiero dello scontro con l&#8217;Iran. </p>



<p><a href="https://www.wsj.com/politics/national-security/lindsey-graham-iran-war-netanyahu-call-598b1e85">Il <em>Wall Street Journal</em> ha visionato dei filmati </a>che ritraevano Graham al lavoro negli ultimi mesi di vita, parte di un documentario che era in via di registrazione al momento della sua morte, commentando che essi manifestavano una <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/7/28/lindsey-graham-almost-cried-tears-of-joy-over-war-on-iran-footage-shows">&#8220;<strong>spinta ossessiva</strong>&#8221; per la guerra con Teheran</a>. Parimenti, Graham perseguiva anche un approccio duro contro la Russia e <a href="https://moderndiplomacy.eu/2026/07/14/can-lindsey-grahams-ukraine-legacy-survive-after-his-death/">Modern Diplomacy</a> ha scritto che la sua morte potrebbe condizionare il futuro appoggio statunitense all&#8217;Ucraina invasa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Graham, senatore americano con richiami romani</h2>



<p><strong>Insomma, Graham era un senatore americano che per sua natura appariva la moderna versione di un senatore romano</strong> dell&#8217;era del tardo impero, custode di una capacità d&#8217;azione e di un&#8217;influenza in grado di superare il ciclo transeunte dei sovrani (presidenti) di turno e custodire una continuità d&#8217;interessi e azione non scalfibile facilmente. Un &#8220;<strong>Richelieu dell&#8217;interventismo&#8221;</strong> che ha preso le redini dell&#8217;ala più vigorosamente animata dai falchi conservatori del Partito Repubblicano dall&#8217;amico <strong>John McCain,</strong> spostandosi al contrario dell&#8217;ex senatore dell&#8217;Arizona e candidato presidenziale contro Barack Obama nel 2008 nella direzione dell&#8217;abbraccio politico con Trump.</p>



<p>Morto scapolo e senza figli, Graham ha dedicato al suo progetto di sistema l&#8217;intera carriera. <strong>In un certo senso la sua parabola racconta della saldatura tra principi America First trumpisti</strong> e tradizionali linee politiche del <strong>conservatorismo repubblicano mainstream</strong> che il suo intervento e l&#8217;avvicinamento a The Donald di altri membri di spicco del Grand Old Party, come Marco Rubio, hanno contribuito a plasmare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un uomo di potere a tutto tondo</h2>



<p>Da senatore, Graham ha potuto costruirsi una zolla di influenza rilevante. Solidamente certo della sua conferma a Capitol Hill in rappresentanza del Palmetto State, roccaforte conservatrice (dal 2002 al 2020, in quattro elezioni, per tre volte si attestò attorno al 54% e nel 2008 toccò il 57,5%), ha potuto dedicare molte energie politiche al <strong>sostegno all&#8217;agenda estera della superpotenza e a costruirsi un ruolo decisivo nel Grand Old Party</strong>. </p>



<p>Questo gli ha concesso di lasciare un solco, e c&#8217;è stato un Graham per tutte le stagioni: i politici interventisti lo elevano a loro campione; i repubblicani tradizionali e <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2026/jul/28/lindsey-graham-capitol-memorial">il Guardian ricorda che figure come il <strong>vicepresidente J.D. Vance</strong></a> ne hanno commemorato il ruolo giocato al Senato per favorire l&#8217;espansione del controllo conservatore sulla <strong>Corte Suprema sbloccando l&#8217;elezione di Brett Kavanaugh</strong>, nominato da Trump, nel 2018. Da figura nota per la ricerca di compromessi bipartisan con i democratici a Capitol Hill Graham negli anni è diventato un pontiere tra varie anime della formazione di Trump, provando a fare una sintesi tra l&#8217;agenda di un presidente fumantino, unilaterale e muscolare e l&#8217;obiettivo di fondo del suo campo: preservare la primazia statunitense nel mondo, a qualunque costo.</p>



<p><a href="https://www.fairobserver.com/united-states/lindsey-grahams-legacy-and-the-price-of-relevance/">Fair Observer ha eccezionalmente</a> ricostruito la parabola del defunto senatore: &#8220;Era un attore istituzionale, qualcuno che aveva capito che a Washington l&#8217;accesso è potere, e il potere si ottiene allineandosi con chi detiene il centro&#8221;, sottolineando che &#8220;la tragedia è che, in un momento in cui il sistema aveva più bisogno di limiti, Graham li ha considerati facoltativi&#8221;  e &#8220;quando il progetto di Trump è diventato il centro di gravità dominante, il ruolo di Graham è passato dal contestare il progetto al difenderlo&#8221;, rendendolo scalabile dalla sua personale agenda, che ha provato a <strong>reinterpretare, sostanzialmente, l&#8217;America First</strong> come continuazione in versione radicale dell&#8217;unilateralismo neoconservatore in politica estera. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità di Graham</h2>



<p>La presenza del presidente ucraino e del primo ministro israeliano alle sue esequie racconta di quanto Graham interpretasse un ruolo-chiave nell&#8217;architettura di potere a stelle e strisce e del riscontro internazionale che questo ruolo aveva. <strong>Per influenzare la Casa Bianca, passare da Graham era fondamentale,</strong> e il senatore si era reso indispensabile a cavallo tra Capitol Hill, presidenza e potere profondo tanto da poter condurre una propria diplomazia personale, che ha accompagnato e sostenuto nell&#8217;ultima fase il neo-interventismo trumpista, dallo Yemen al Venezuela per arrivare alla tempesta d&#8217;Iran.  </p>



<p>In tal senso <a href="https://www.dailysabah.com/opinion/op-ed/what-lindsey-grahams-career-reveals-about-us-foreign-policy">è stato il perfetto continuatore dell&#8217;opera di McCain</a>: una figura di establishment pura che aveva capito le <strong>regole del gioco dell&#8217;America in crisi di certezze di fronte a un mondo inquieto</strong> e in cui la propria leadership veniva erosa, il cui peso reale non si misurava in relazione alle proposte di legge o a quello del proprio Stato, ma della capacità d&#8217;influenza sulle decisioni critiche. </p>



<p>La morte lo ha colto quando il suo campo ha potuto rivendicare indubbi risultati: un regime change in Venezuela, il Segretario di Stato <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-deputati-dalla-florida-in-visita-e-ritiro-dalla-cpi-il-trionfo-della-linea-rubio.html" type="post" id="524422">Marco Rubio</a> regista di una politica estera muscolare, nell&#8217;estero vicino e non solo, il Congresso intento a promulgare riforme su un più stretto <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/usa-israele-un-solo-esercito-tel-aviv-ancora-piu-forte-nei-centri-del-potere-americani.html" type="post" id="518864">processo d&#8217;integrazione militare e tecnologica con Israele</a>, nessun passo indietro sostanziale sulla rivalità con la Russia e, pochi giorni prima della sua scomparsa, la messa in discussione del memorandum di intesa per il cessate il fuoco con l&#8217;Iran. <strong>Il colpo di coda di un neoconservatorismo fattosi motore dell&#8217;America First</strong>: la <em>legacy</em> di Graham si percepisce nella cronaca e nelle dinamiche globali coinvolgenti l&#8217;America. E se si confermeranno le lezioni di una carriera politica, non farà rima con maggior sicurezza per gli Usa e il sistema mondo.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><br></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-funerali-di-lindsey-graham-senatore-del-tardo-impero-usa-e-cultore-del-potere.html">I funerali di Lindsey Graham, senatore del tardo impero Usa e cultore del potere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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