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	<title>libertà di stampa Archives - InsideOver</title>
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	<title>libertà di stampa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Romania, censura e bavaglio alla stampa in vista delle elezioni: giornalisti bannati e arrestati</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/romania-censura-e-bavaglio-alla-stampa-in-vista-delle-elezioni-giornalisti-bannati-e-arrestati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Mihaylova]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2025 12:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni Romania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Domenica 4 maggio in Romania si terranno, nuovamente, le elezioni presidenziali. Un voto, quello della Romania, che da mesi attira l’attenzione internazionale, dopo lo scandalo delle elezioni annullate lo scorso dicembre 2024 in un clima di sempre minore trasparenza. Com’è ormai noto, durante le scorse elezioni il candidato indipendente Calin Georgescu era uscito inaspettato vincitore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/romania-censura-e-bavaglio-alla-stampa-in-vista-delle-elezioni-giornalisti-bannati-e-arrestati.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/d83e8c93c887fd9a1996d9fe16176414-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p><strong>Domenica 4 maggio in Romania si terranno, nuovamente, le elezioni presidenziali.</strong> Un voto, quello della Romania, che da mesi attira l’attenzione internazionale, dopo lo scandalo delle <a href="https://it.insideover.com/politica/ieri-francia-e-romania-oggi-la-polonia-domani-leuropa-da-laddio-alla-democrazia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elezioni annullate lo scorso dicembre 2024</a> in un clima di sempre minore trasparenza. Com’è ormai noto, durante le scorse elezioni il candidato indipendente Calin Georgescu era uscito inaspettato vincitore al prima turno, con il 23% di preferenze; ma prima di poter affrontare il ballottaggio, le elezioni erano state annullate dalla Corte Costituzionale romena a causa di presunte “interferenze russe” attraverso TikTok, dove <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/romania-300-mila-in-piazza-per-georgescu-ma-la-democratica-europa-fa-finta-di-niente.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Georgescu nei mesi successivi è stato anche arrestato e definitivamente escluso</a></strong> dalla corsa alle presidenziali del 2025.</p>



<p>Proprio a causa di queste controversie, l’allerta sul voto romeno è massima. Eppure, a poche ore dall’apertura dei seggi, altre notizie poco rassicuranti arrivano da Bucarest: <strong>diversi giornalisti indipendenti, romeni, ma anche stranieri, </strong>hanno segnalato attraverso varie piattaforme social, <strong>limitazioni da parte delle autorità nello svolgimento del proprio lavoro</strong>, e nello specifico, proprio nel riportare l’andamento delle elezioni, subendo ban sui propri profili, o venendo persino interrogati dalla polizia, in un ambiente sempre più ostile alla libertà di parola e di stampa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso di Ion Cristou: il giornalista romeno bannato da TikTok a poche ore dal voto, senza giustificazione</h2>



<p>In particolare, <strong>il giornalista romeno Ion Cristou</strong>, molto noto in Romania per le sue posizioni critiche proprio sull’andamento delle scorse elezioni, <strong>è stato ufficialmente bannato da TikTok a poche ore dal voto.</strong> Il giornalista ha raccontato in diretta in una trasmissione tv romena che il suo account, che aveva oltre 150mila iscritti e otto milioni di visualizzazioni e “mi piace”, è stato bannato all’improvviso il 1° maggio, senza alcuna spiegazione: “Stavo registrando un programma verso mezzanotte e qualcuno mi ha mandato un messaggio ‘non ti vedo più su Tiktok’. Ho guardato il mio account, e c’era scritto ‘account bannato’” ha raccontato Cristou. Nei suoi video, Cristou era solito commentare in modo critico la situazione politica della Romania e la poca chiarezza nell’annullamento del voto di novembre.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇷🇴 Ion Cristoiu, one of the most famous journalists in Romania, who condemned the cancellation of the elections, was banned on TikTok hours before the start of the new presidential elections<br><br>&quot;They don&#39;t want me to be active between the two (presidential) rounds.&quot; <a href="https://t.co/Dpm3cvJx3I">pic.twitter.com/Dpm3cvJx3I</a></p>&mdash; Daily Romania (@daily_romania) <a href="https://twitter.com/daily_romania/status/1917994395183308823?ref_src=twsrc%5Etfw">May 1, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il giornalista ha specificato che il suo account era già stato chiuso una volta in passato, ma in quell’occasione aveva ricevuto una notifica con una spiegazione dettagliata sulle ragioni; mentre questa volta, <strong>nessun avviso né chiarimento diretto sulle cause sarebbe arrivato dalla piattaforma social cinese</strong>, riflettendo, forse, le pressioni dell’Unione europea sul “contrasto alla disinformazione”, dove però, in mancanza di spiegazioni precise, si è sollevato anche <strong>il più che legittimo sospetto della censura.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso di Chay Bowes: il giornalista irlandese arrestato ed espulso dalla Romania al suo arrivo</h2>



<p>Un altro caso, ancora più grave, è poi quello del <strong>giornalista irlandese Chay Bowes: </strong>arrivato a Bucarest giovedì 1° maggio, proprio allo scopo di riportare l’andamento delle elezioni, ha raccontato sui social di essere stato <strong>arrestato subito dopo essere atterrato in Romania, e dopo alcune ore di interrogatorio</strong>, gli è stato ufficialmente impedito, non solo si svolgere il suo lavoro, ma anche di rimanere in Romania, <strong>venendo formalmente espulso.</strong> Rispetto al caso di Chay Bowes è importante sottolineare che si era recato in Romania come corrispondente del media russo RT (<em>Russia Today</em>), le cui piattaforme sono state bannate dall’Unione europea il 1° marzo 2022, come forma di ritorsione contro l’invasione russa dell’Ucraina. Tuttavia, Chay Bowes è un giornalista con cittadinanza irlandese, e considerando che Irlanda e Romania fanno entrambe parte sia dell’Unione europea, che dell’area Schengen, la sua <strong>limitazione sul suolo di un altro paese europeo, senza alcuna dichiarazione o giustificazione ufficiale da parte delle autorità</strong>, lascia più di qualche perplessità.</p>



<p>Volendo fare un ipotetico parallelismo tra Romania e Russia, potremmo immaginare come, essendo la Russia un paese in guerra, che in questo momento sta senz’altro vivendo una fase complicata per la libertà di stampa, anche lì, un giornalista “sgradito” di un Paese straniero, senza specifici permessi, forse non potrebbe svolgere liberamente il suo lavoro d’indagine. Eppure, considerando che la Romania non solo non è in guerra, ma è parte dell’Unione europea da ormai 18 anni, è assurdo pensare che una situazione del genere si verifichi, senza chiare motivazioni e a scopo puramente intimidatorio, ledendo seriamente il diritto all&#8217;informazione, oltre che la libera circolazione delle persone. <strong>La libertà di parola, di stampa e di circolazione delle persone sono &#8211; almeno in teoria &#8211; tra i valori fondamentali e alla base dell’appartenenza alla comunità europea</strong>. Ma se la situazione di Chay Bowes non venisse chiarita, davvero possiamo ancora ritenere che la Romania &#8211; e per riflesso l&#8217;Unione europea &#8211; sia tanto meglio della Russia? </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">When an EU and NATO state like Romania arrests and bans  the leading cabdidate in an Election, with absolutely no evidence<br><br>They can easily arrest and ban the journalists trying to tell that story<br><br>This is the EU in 2025, and it should scare every European and American. <a href="https://twitter.com/JDVance?ref_src=twsrc%5Etfw">@JDVance</a> <a href="https://t.co/1FjCmhVXuf">pic.twitter.com/1FjCmhVXuf</a></p>&mdash; Chay Bowes (@BowesChay) <a href="https://twitter.com/BowesChay/status/1918282516664074354?ref_src=twsrc%5Etfw">May 2, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nel caso dell’arresto di Calin Georgescu, è stata più volte sbandierata la presenza delle “interferenze russe” &#8211; mai del tutto chiarite &#8211; nel processo elettorale; tuttavia, nel caso invece, del lavoro di un giornalista, le cui inchieste non sarebbero comunque potute apparire in Ue – dato che RT vi è bannato – <strong>le modalità repressive </strong>utilizzate, <strong>mostrano una situazione politica polarizzata e un ambiente dove la libertà d’informazione è sempre più minacciata.</strong> Non a caso, secondo il <em>World Press Freedom Index 2025</em> la Romania è considerata al 55esimo posto al mondo per libertà di stampa, di sole due posizioni sopra a<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-denuncia-dei-giornalisti-e-reporter-ucraini-sulla-repressione-e-controllo-di-zelensky-sui-media.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ll’Ucraina, in cui, nonostante quel che si dice spesso in Italia, i giornalisti non godono di piena libertà nel proprio lavoro</a>. Un dato che, nel quadro generale, è molto preoccupante: <strong>la trasparenza sulla situazione politica in Romania è sempre più scarsa, al punto che si è arrivati a silenziare anche chi voglia tentare di parlarne,</strong> segnando un precedente davvero pericoloso, per la democrazia, la libertà e il futuro, non solo della Romania, ma dell’intera Unione europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/romania-censura-e-bavaglio-alla-stampa-in-vista-delle-elezioni-giornalisti-bannati-e-arrestati.html">Romania, censura e bavaglio alla stampa in vista delle elezioni: giornalisti bannati e arrestati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Ucraina come gli Usa, la geografia impazzita della libertà di stampa</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/lucraina-come-gli-usa-la-geografia-impazzita-della-liberta-di-stampa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 05:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-1536x1022.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Reporters sans Frontières piazza gli Usa al 55° posto per libertà di stampa e l'Ucraina, in grande avanzata, al 61°. Com'è possibile?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lucraina-come-gli-usa-la-geografia-impazzita-della-liberta-di-stampa.html">L&#8217;Ucraina come gli Usa, la geografia impazzita della libertà di stampa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_2024050509205019_85f9eeb0881c6d3b4debe9499de82fb8-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È stato pubblicato <a href="https://rsf.org/fr/classement/2024/europe-asie-centrale">il Rapporto 2024</a> di <em>Reporteres sans Frontières</em> (RSF), che come sempre costituisce una lettura piuttosto interessante sullo stato della libertà di stampa nel mondo. Le classifiche sono sempre appassionanti e quindi diamo subito qualche dato. Ai primi tre posti per la libertà di stampa, tra i 180 Paesi esaminati, troviamo, come sempre, i Paesi dell&#8217;Europa del Nord, Norvegia, Danimarca e Svezia nell&#8217;ordine (e poi Olanda e Finlandia, a completare il trionfo nordico). Gli ultimi tre, cioè i peggiori, sono invece Eritrea, Siria e Afghanistan. E fin qui nulla di nuovo. Poi, però, cominciano i dubbi. L&#8217;Italia (anzi, come scrive RSF, &#8220;l&#8217;Italia di Giorgia Meloni&#8221;)  è 46°, subito dopo le Isole Toga e subito prima della Polonia, e in regresso di cinque posizioni. Davvero? Davvero l&#8217;Italia che, or non è molto, secretava la natura degli aiuti all&#8217;Ucraina e li faceva approvare in quella forma al Parlamento, senza che la grande stampa e la grande televisione protestasse, era messa così meglio quanto a informazione?</p>



<p>Ma vabbè, è una valutazione che RFS ha il diritto di fare. Proseguiamo. Gli Stati Uniti sono al 55° posto, un bel po&#8217; peggio della sfortunata &#8220;Italia di Giorgia Meloni&#8221;. Siamo sicuri che siano messi così male da sfangarla appena appena rispetto al Gabon che li tallona? Viene il dubbio che mettere a confronto, così, <em>sic et simpliciter</em>,  sistemi informativi massicci e complessi con altri che sono invece molto più limitati nelle dimensioni e negli effetti sia un criterio un po&#8217; grossolano per misurare certi fenomeni.</p>



<p>Ma andiamo avanti, passiamo all&#8217;Europa dell&#8217;Est. Sulla trasformazione della Russia da <em>demokratura</em> ad autocrazia <a href="https://it.insideover.com/politica/da-democratura-ad-autocrazia-la-stretta-sul-dissenso-in-russia-fino-al-caso-navalny.html#google_vignette">abbiamo già detto, proprio qui,</a> tutto quello che c&#8217;era da dire. La repressione di qualunque versione dei fatti che non corrisponda alla linea ufficiale è ormai totale e, a dispetto delle testate costrette a chiudere, delle centinaia di giornalisti russi spinti a emigrare e dei ricorrenti arresti di giornalisti stranieri accusati di spionaggio, non riguarda i soli operatori dell&#8217;informazione. È assai più pervasiva e investe i singoli cittadini. <a href="https://t.me/letteradamosca/20340">L&#8217;ultimo caso arrivato alle cronache</a> è quello di <strong>Nadezhda Buyanova</strong>, nota pediatra di un ospedale di Mosca: è stata arrestata (non si dice convocata in questura o interrogata ma proprio arrestata, messa in cella) perché la vedova di un soldato caduto in Ucraina ha detto di averla sentito dire al figlio di sette anni che suo padre &#8220;era un obiettivo legittimo per gli ucraini&#8221; e che la colpa della sua morte era &#8220;tutta della Russia&#8221;. La Buyanova nega di aver mai detto cose simili, e 150 medici della capitale hanno firmato una lettera in sua difesa. In altre parole, è bastata la parola di una persona per farne finire un&#8217;altra in cella, dove sta tuttora. </p>



<p>Se quindi RFS assegna alla Russia il 162° posto su 180 i conti tornano. E se <strong>al 164° troviamo l&#8217;Azerbaigian</strong> (cui, peraltro, in nome del gas e delle alleanze nessuno fa grandi prediche sulla libertà, di stampa e generale) e <strong>al 167° la Bielorussia </strong>è difficile fare obiezioni. Poi, però, guardando meglio, scopriamo che l&#8217;Ucraina è al 61° posto, con un improvviso avanzamento di 18 (diciotto) posti dovuto, scrive RSF, &#8220;al miglioramento degli indicatori di sicurezza &#8211; meno giornalisti uccisi &#8211; e politici&#8221;. Ma siamo sicuri? Davvero l&#8217;Ucraina di oggi ha fatto tali miglioramenti? Davvero possiamo considerarla appena dietro agli Usa quanto a libertà di stampa?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="551" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-04-at-18.11.28-1024x551.jpeg" alt="" class="wp-image-420550" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-04-at-18.11.28-1024x551.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-04-at-18.11.28-600x323.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-04-at-18.11.28-300x161.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-04-at-18.11.28-768x413.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-04-at-18.11.28-1536x827.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-04-at-18.11.28.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Vediamo quel che è successo in Ucraina negli ultimi tempi. Sono state chiuse cinque emittenti televisive. Naturalmente perché &#8220;filorusse&#8221;. Ma lo spazio concesso alle opinioni diverse non è l&#8217;essenza della libertà di stampa? Poi è stato creato un canale unico televisivo, chiamato Telemaratona, che trasmette sulle frequenze del canale Tv del Parlamento ed è controllato dal Governo, chiaramente chiamato a diffondere la linea ufficiale: indicatore di libertà di stampa? Un organismo di cui persino <em>Voice of America</em> <a href="https://www.voanews.com/a/journalists-question-relevancy-of-ukraine-s-united-tv-marathon-/7433684.html">discute la legittimità e l&#8217;utilità?</a> Tra l&#8217;altro questo canale non gode più della fiducia dei cittadini, infatti <a href="https://t.me/letteradamosca/20290">nelle più recenti rilevazioni degli istituti di ricerca ucraini</a>, arriva solo al quarto posto (con il 37% di indice di fiducia) tra le fonti di informazione più credibili, dietro a You Tube (40%), il passaparola di parenti e conoscenti (42%) e i canali Telegram (53%). Qual è stata la risposta delle autorità ucraine? Creare, presso il ministero delle Telecomunicazioni, una Commissione per il controllo dei media investita dell&#8217;autorità necessaria per bloccare qualunque testata in caso di &#8220;infrazione&#8221;. E portare in Parlamento una proposta di legge, attualmente in discussione, per bloccare Telegram, cioè la fonte di informazione di gran lunga preferita dagli ucraini.</p>



<p>Ora, nessuno può sottovalutare la condizioni di difficoltà in cui si trova l&#8217;Ucraina da quando ha dovuto difendersi dall&#8217;aggressione della Russia. Ed è molto complicato giudicare fin dove, nel campo dell&#8217;informazione, passa il confine tra la legittima difesa degli interessi nazionali e la contrazione delle libertà. Ma come può un Paese in guerra, affidato alla legge marziale e in un&#8217;infinità di aspetti alla censura di Stato (per esempio, sul numero reale dei caduti) essere considerato in forte progresso quanto a libertà di stampa? Ed essere considerato, per fare un altro esempio, molto meglio attrezzato del Giappone, che si piazza solo al 70° posto?</p>



<p>Il che fa il paio con il giudizio che RSF esprime a proposito della Georgia, classificata al 103° posto, in calo di 26 posizioni. Della Georgia si dice che &#8220;il partito al potere coltiva la polarizzazione della società, il riavvicinamento a Mosca e conduce una politica sempre più ostile alla libertà di parola&#8221;. Che la situazione in Georgia sia tesa è scontato, lo dimostrano se non altro le forti proteste delle ultime settimane contro la legge sugli &#8220;agenti stranieri&#8221; che è stata approvata dal Parlamento. Però l&#8217;attuale premier,<strong> Irakli Kobakhidze</strong>,  è anche quello che ha più volte ribadito che la Georgia vuole essere il primo Paese tra i prossimi a essere ammessi nell&#8217;Unione Europea. E il suo predecessore, <strong>Irakli Garibashvili</strong>, è quello che nel 2021 ha firmato la domanda georgiana di adesione alla Ue. Ed entrambi appartengono a Sogno Georgiano, quello che RFS definisce con una venatura di disprezzo &#8220;il partito al potere&#8221;. Per finire, il 14 dicembre del 2023 il Consiglio europeo ha deciso di concedere alla Georgia lo status di Paese candidato all&#8217;adesione, riconoscendo i molti progressi compiuti per allineare la legislazione nazionale a quella comunitaria. E non solo: l&#8217;UE ha chiesto alla Georgia di compiere passi significativi nella lotta alla disinformazione, alla retorica anti-UE e alla manipolazione delle informazioni estere, prendendo comunque nota degli sforzi compiuti dal Governo. E sappiamo bene che cosa si intenda per disinformazione: quella di Mosca, ovviamente. Non certo quella della Von Der Leyen che, due anni fa, diceva che i russi usavano i microchip delle lavatrici per far volare i missili e che la loro industria bellica era a pezzi&#8230;</p>



<p>Certi giudizi, quindi, vanno presi con le molle. Per infinite ragioni. Non ultima questa: stiamo parlando di <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-manca-allucraina-per-entrare-nellue.html#google_vignette">Paesi candidati a entrare nell&#8217;Unione Europea</a> ed è meglio avere le idee chiare su chi, se sarà il caso con il massimo piacere, ci vogliamo tirare in casa.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lucraina-come-gli-usa-la-geografia-impazzita-della-liberta-di-stampa.html">L&#8217;Ucraina come gli Usa, la geografia impazzita della libertà di stampa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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