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	<title>KGB Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Aug 2024 15:33:41 +0000</lastBuildDate>
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	<title>KGB Archives - InsideOver</title>
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		<title>Storie &#8211; George Blake, la spia che non apparteneva a nessuno</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/storie-george-blake-la-spia-che-non-apparteneva-a-nessuno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2024 04:51:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[KGB]]></category>
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		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1818" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261.jpeg 1818w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-600x260.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-300x130.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-1024x443.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-768x332.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-1536x665.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1818px) 100vw, 1818px" /></p>
<p>“Per tradire qualcosa, prima bisogna appartenervi” ripeteva la spia doppiogiochista George Blake, agente &#8220;doppio&#8221; di MI6 e KGB, nato in Olanda e indottrinato in una neonata Corea del Nord. Considerato insieme a Kim Philby una delle spie più pericolose della Guerra Fredda per aver &#8220;bruciato&#8221; un gran numero di agenti segreti occidentali e aver rivelato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/storie-george-blake-la-spia-che-non-apparteneva-a-nessuno.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/storie-george-blake-la-spia-che-non-apparteneva-a-nessuno.html">Storie &#8211; George Blake, la spia che non apparteneva a nessuno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1818" height="787" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261.jpeg 1818w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-600x260.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-300x130.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-1024x443.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-768x332.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/Screenshot-2024-08-02-alle-22.14.32-e1723697624261-1536x665.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1818px) 100vw, 1818px" /></p>
<p>“<em>Per tradire qualcosa, prima bisogna appartenervi</em>” ripeteva la spia doppiogiochista <strong>George Blake</strong>, agente &#8220;doppio&#8221; di <strong>MI6</strong> e <strong>KGB</strong>, nato in Olanda e indottrinato in una <em>neonata</em> Corea del Nord. Considerato insieme a Kim Philby una delle spie più pericolose della Guerra Fredda per aver &#8220;bruciato&#8221; un gran numero di agenti segreti occidentali e aver rivelato informazioni essenziali per sabotare alcune operazioni spionistiche di rilievo, Blake,  <a href="https://www.nytimes.com/2020/12/26/obituaries/george-blake-british-spy-dead.html">morto</a> a 98 anni nel dicembre del 2020, non ha mai messo in discussione la “fascinazione” che lo aveva portato a servire l<strong>‘Unione Sovietica</strong> e il Comunismo, che, secondo lui, era “un grande esperimento che meritava di avere successo, ma non lo ebbe a causa della fragilità umana”. Lasciò al mondo una moglie russa, una ex moglie inglese con cui aveva recuperato ottimi rapporti, tre figli di patria inglese e uno di patria russa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spia che terrorizzò l&#8217;Occidente</h2>



<p>&#8220;Il colonnello Blake era un brillante professionista&#8221; con un &#8220;coraggio particolare&#8221;, dichiarò il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> dopo la morte dell&#8217;ex spia, aggiungendo che &#8220;negli anni del suo difficile e intenso servizio, ha dato un contributo davvero inestimabile per garantire la parità strategica e preservare la pace sul pianeta&#8221;.</p>



<p>Scoperto a rivelare segreti ai sovietici nel 1961 e imprigionato come traditore, George Blake, forse la spia più temuta d&#8217;Inghilterra, agente doppio che aveva bruciato l&#8217;identità di centinaia e più di spie occidentali di alto livello, organizzò un &#8220;<strong>fuga spettacolare</strong>&#8221; per vivere il resto della sua vita come colonnello del KGB a Mosca ed essere elogiato, anche dopo il crollo del muro di Berlino e dell&#8217;Unione Sovietica stessa, quale &#8220;leggendario ufficiale dell&#8217;intelligence&#8221; dai vertici dell&#8217;<strong>SVR</strong>, l&#8217;agenzia di intelligence estera della nuova Federazione Russa, che non ha mai interrotto il suo &#8220;<em>gioco di spie</em>&#8221; &#8211; per non chiamarla guerra &#8211; con l&#8217;Occidente. Abbiamo assistito proprio la settimana scorsa al più grande &#8220;<a href="https://www.cnn.com/2024/08/01/politics/inside-painstaking-negotiations-russia-us-prisoner-swap/index.html">scambio di prigionieri </a>tra Russia e Occidente&#8221; dai tempi della Guerra Fredda. Molti dei prigionieri russi rimpatriati, in realtà, erano spie.</p>



<p>Al pari dei &#8220;<a href="https://www.thecollector.com/who-were-the-cambridge-five/">Cinque di Cambridge</a>&#8220;, le <em>talpe istruite </em>come Kim Philby, Guy Burgess e Donald Maclean, l&#8217;agente Blake, divenuto un <strong>marxista</strong> convinto dopo aver sviluppato un forte senso di disillusione per le ragioni del capitale per aver visto la guerra in Europa e in Asia, decise di sfruttare la sua posizione di alto ufficiale dell&#8217;intelligence britannica che operava all&#8217;estero, la <strong>Sesta sezione</strong> del <strong>Military Intelligence</strong> (MI6), lavorando segretamente per i sovietici.</p>



<p>Così in meno di un decennio vissuto da temerario doppiogiochista mandò alla morte spie e traditori, segnando il <strong>fallimento</strong> di alcune delle più importanti operazioni<strong> </strong>condotte dai servizi segreti inglesi e statunitensi in Europa. Due su tutte, l&#8217;<strong>Operazione Silver</strong> e l&#8217;<strong>Operazione Gold</strong>, ossia il tentativo di sfruttare le comunicazioni della rete fissa del quartier generale dell&#8217;Armata Rossa a Vienna e Berlino istallando un tunnel dove tutti i messaggi dovevano essere &#8220;segretamente&#8221; ascoltati. Messi al corrente dell&#8217;operazione del 1950, i sovietici &#8220;giocarono&#8221; con gli occidentali lasciandoli liberi di investire denaro e risorse per costruire il tunnel dotato delle sofisticate tecnologie, e fornendo loro informazioni compromesse per 2 anni, dal 1954 al 1956, quando il<a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/operazione-pescerosso-agenti-segreti-kiev-spiavano-i-russi-2293468.html"> tunnel </a>venne &#8220;scoperto&#8221; davvero. Senza che nessuno potesse sospettare di Blake.</p>



<p>A differenza dai cinque di Cambridge, Blake venne catturato, processato segretamente e condannato a 42 anni di carcere, ma evase dalla prigione di Wormwood Scrubs di Londra per raggiugnere Mosca e restarci. Assumerà l&#8217;identità di <strong>Georgiy Ivanovich Bleyk</strong>, colonnello del KGB insignito dell&#8217;Ordine di Lenin, alta onorificenza dell&#8217;Unione Sovietica. Si diletterà nella scrittura di alcuni libri e nell&#8217;addestrare con i suoi vecchi trucchi i nuovi agenti segreti russi che avrebbero dovuto sfidare a lungo gli avversari occidentali.</p>



<p>Nel 1991 la spia venne intervistata da un emittente occidentale ed &#8220;espresse rammarico&#8221; per la morte di agenti dei quali aveva rivelato l&#8217;identità, ma non si pentì mai per il suo ruolo nello spionaggio; rifiutando l&#8217;accusa di &#8220;<strong>traditore</strong>&#8220;. Blake, nato a <strong>Rotterdam</strong> nel novembre del 1922 da una protestante olandese e da un ebreo spagnolo nato in Turchia che aveva combattuto contro l&#8217;Impero ottomano ottenendo la cittadinanza britannica, insistette sul fatto di &#8220;non essersi mai considerato britannico&#8221;, sebbene fosse figlio di un suddito della Corona. &#8220;Per tradire, devi prima appartenere&#8221;. E Blake, nella sua singolare esistenza, era certo di non appartenere a nulla e nessuno.</p>



<p>Dopo aver vissuto in Egitto, ed essersi unito alla resistenza olandese nei primi anni della<strong> Seconda guerra mondiale</strong> &#8211; trasmetteva messaggi in codice e raccoglieva informazioni per l&#8217;intelligence inglese, probabilmente per conto dello Special Operation Executive (<strong>SOE</strong>). Tornato nel Regno Unito, dove si era arruolato nella Royal Navy per servire sui sottomarini della flotta, venne reclutato dal Secret Intelligence Service (SIS) britannico per le sue doti linguistiche: parlava fluentemente olandese, tedesco, arabo ed ebraico.</p>



<p>Dopo la guerra studiò russo a <strong>Cambridge</strong> sviluppando un amore per la cultura russa prima di essere inviato in Germania per stabilire una rete di spie dell&#8217;MI6 che avrebbero dovuto operare tra<strong> Berlino Ovest </strong>e Amburgo. Inviato in Corea sotto copertura diplomatica poco prima dello scoppio della guerra per stabilire un&#8217;altra rete di spie, Blake verrà catturato dalle forze d&#8217;invasione nordcoreane. E trattenuto per tre anni in <strong>Corea del Nord </strong>ne uscirà un &#8220;convinto&#8221; comunista. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La conversione al Comunismo di uomo &#8220;libero&#8221; </h2>



<p>La conversione al credo comunista di George Blake, che già nutriva una certa fascinazione per la cultura russa e le idee di Karl Marx, avvenne in Corea del Nord durante la sua prigionia.  La causa principale furono i <strong>bombardamenti a tappeto</strong> perpetrati dagli americani. &#8220;Il bombardamento incessante di tutti i villaggi coreani con le enormi fortezze volanti americane&#8221;. Uccidevano &#8220;donne, bambini e anziani&#8221;. &#8220;Ho sentito di <strong>essere impegnato dalla parte sbagliata</strong>&#8220;. &#8220;Mi faceva vergognare di appartenere a questi paesi prepotenti e tecnicamente superiori che combattevano contro quella che mi sembrava gente del tutto indifesa&#8221;.</p>



<p>L&#8217;incontro con un ufficiale del KGB in Corea del Nord basterà per accettare l&#8217;offerta di servire il <em>nemico</em>. In un primo momento rivelando segreti senza chiedere nulla in cambio, poi avviandosi verso la pericolosa vita della spia doppiogiochista che serviva sua Maestà alla luce del sole, operando segretamente per gli alti ufficiali sovietici che sedevano nel&nbsp;<strong>palazzo della Lubjanka</strong> a Mosca.</p>



<p>Il suo servizio nel &#8220;controspionaggio&#8221; sovietico fu essenziale. Attraverso lui il KGB e il GRU poterono guardarsi dai doppiogiochisti reclutati dagli inglesi e dagli americani come i russi avevano fatto con lui. In meno di dieci anni fornì l&#8217;identità di quelle che si ritengono essere &#8220;400 spie occidentali&#8221;. </p>



<p>Questo prima di essere tradito a sua volta da un disertore dell&#8217;intelligence polacca, <strong>Michael Goleniewski</strong>, un agente triplo di KGB, MI5 e della CIA, definito pazzo da quando iniziò a credersi &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/goleniewski-spia-voleva-farsi-zar-2002240.html">figlio</a>&#8221; dell&#8217;ultimo <strong>Zar di Russia</strong>. Goleniewki, per gli americani l&#8217;agente &#8220;Sniper&#8221;, avvertì la CIA che due agenti doppi, denominati in codice Lambda-1 e Lambda-2, stavano passando segreti ai russi. Erano Harry Houghton e George Blake.</p>



<p>Interrogato per giorni da uno specialista del SIS in un appartamento di Londra, Blake non cadrà mai in errore. Solo all&#8217;ultimo, quando il suo presupposto tradimento verrà messo in luce come la<strong> conseguenza di un ricatto</strong>, dichiarerà con ferma convinzione che<em> sì</em>, era una spia russa, ma per suo volere: &#8220;..mi sono avvicinato ai sovietici e ho offerto i miei servizi di mia spontanea volontà&#8221;. Era molto peggio di Kim Philby secondo il capo dei servizi segreti inglesi di allora. </p>



<p>Blake forse era stato <strong>la più grande sconfitta</strong> del sistema e il più grande pericolo per il sistema mai materializzatisi in un solo singolo uomo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ultima spia ideologica </h2>



<p>Con l&#8217;aiuto di altre tre detenuti fuggì grazie a una semplice scala di corda gettata oltre il muro di quello che doveva essere un carcere di massima sicurezza per poi raggiungere un&#8217;auto. Uscito di nascosto dal Regno Unito, fuggì a Mosca dove il KGB lo accolse come un eroe assegnandogli quanto necessario per vivere in tranquillità per il resto dei suoi giorni.</p>



<p>Esaminando l&#8217;era della <strong>Guerra Fredda</strong> e l&#8217;Unione Sovietica, Blake &#8211; l&#8217;ultima <a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/george-blake-death-communism-russia-b1779087.html">spia <em>ideologica</em></a> secondo gli storici &#8211; asserì che le sue azioni nello spionaggio furono sempre giustificate nella sua mente con la convinzione di &#8220;contribuire a costruire una nuova società in cui ci sarebbe stata uguaglianza,<strong> giustizia sociale</strong>, niente più guerre&#8221;.</p>



<p>Un pensiero che nutriva nel sogno marxista. Un&#8217;utopia che a pochi anni dalla morte trovava ancora &#8220;abbastanza concepibile&#8221;. Qualcosa che &#8220;con il tempo&#8221;, sosteneva, avrebbe portato tutte le nazioni del mondo a vivere in <strong>pace</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/storie-george-blake-la-spia-che-non-apparteneva-a-nessuno.html">Storie &#8211; George Blake, la spia che non apparteneva a nessuno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per spiare l&#8217;Armata Rossa arruolavano gli ex nazisti. Falanga racconta il Flop dell&#8217;Organizzazione Gehlen</title>
		<link>https://it.insideover.com/letteratura/per-spiare-larmata-rossa-arruolavano-gli-ex-nazisti-falanga-racconta-il-flop-dellorganizzazione-gehlen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 16:02:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[KGB]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Guerra Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1368" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-1536x1094.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il libro "Gli uomini di Himmler", Gianluca Falanga demolisce il mito dell'Organizzazione Gehlen, antesignana del moderno BND tedesco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/per-spiare-larmata-rossa-arruolavano-gli-ex-nazisti-falanga-racconta-il-flop-dellorganizzazione-gehlen.html">Per spiare l&#8217;Armata Rossa arruolavano gli ex nazisti. Falanga racconta il Flop dell&#8217;Organizzazione Gehlen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1368" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240626100149380_e0ec3e62924b9794a49c02610e241318-1536x1094.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le macerie di una Germania devastata al termine della Seconda guerra mondiale, gli americani si trovarono presto a porsi una domanda esistenziale: come gestire l&#8217;ingombrante presenza dell&#8217;<strong>Armata rossa</strong> a due passi dalla linea che demarcava la sfera d&#8217;influenza occidentale da quella sovietica?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Arruolare nazisti per competere con i russi</h2>



<p>La soluzione era soltanto una: per capire come fronteggiare la potenza che aveva schiacciato la testa al serpente nazista, occorrevano persone che quella potenza l&#8217;avevano studiata nel tentativo (miseramente fallito) di disarticolarla: analisti geopolitici e militari, esperti della più varia natura, uomini d&#8217;intelligence con una vasta conoscenza dell&#8217;Unione Sovietica.<strong> Chi meglio degli uomini dell&#8217;apparato himmleriano</strong> scampati alla morte o alla cattura da parte dei russi?</p>



<p>Per apprestarsi a giocare alla pari in uno scenario che già si delineava altamente competitivo, gli americani non si facevano troppe illusioni, bisognava affidarsi a chi già da decenni studiava le mosse e le strutture dell&#8217;apparato staliniano. In poche parole, <strong>bisognava affidarsi ai nazisti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Reinhard Gehlen, l&#8217;uomo sbagliato al momento giusto</h2>



<p>E infatti, quasi inviato dalla divina provvidenza (ma in realtà con una mossa strategica attentamente studiata in tutte le sue variabili e messa in atto con invidiabile sangue freddo),<strong> a bussare alle porte dell&#8217;intelligence americana nel maggio 1945 arrivò un uomo che di Unione Sovietica se ne intendeva</strong>. Conosciuto come <em>Herr Doktor</em> o con lo pseudonimo di Dottor Schneider, <strong>Reinhard Gehlen</strong>, durante la guerra, era stato <strong>capo dei servizi segreti del Reich sul fronte orientale</strong>.</p>



<p>Con &#8220;<em><strong>Gli uomini di Himmler, il passato nazista dei servizi segreti tedeschi</strong></em>&#8220;, libro edito da Carocci, il ricercatore <strong>Gianluca Falanga</strong>, che è consulente scientifico, a Berlino, del Museo della Stasi, demolisce un mito che &#8211; pur nella sua aura cinerina &#8211; ha resistito fino ad oggi: quello dell&#8217;<strong>Organizzazione Gehlen</strong>, l&#8217;apparto spionistico che poi prenderà il nome di <strong>BND</strong>, messo in piedi inizialmente sotto la tutela (solo apparente) degli americani e della neonata <strong>CIA</strong>, ma presto smarcatosi dal controllo alleato per godere di piena autonomia.</p>



<p>Nel giro di pochi anni, Gehlen ricostruì intere cordate di potere nazista, ricompose uffici degli apparati dell&#8217;SD himmleriano (il servizio segreto delle SS),<strong> ripulì la fedina penale lorda di sangue di migliaia di assassini che, durante la guerra, si erano macchiati dei crimini più atroci</strong>. Ma com&#8217;è stato possibile tutto questo all&#8217;alba di quella che avrebbe dovuto essere una nuova era di pace? Scrive Falanga:</p>



<p>&#8220;<em>Fu [&#8230;] l&#8217;urgenza di compensare velocemente grosse lacune informative su quello che si profilava divenire il nuovo avversario [l&#8217;Unione Sovietica], non tanto la mancanza di personale specializzato a motivare l&#8217;interesse per gli esperti militari e dei servizi segreti tedeschi di almeno una parte degli organi informativi statunitensi</em>&#8220;</p>



<p>In pratica sin dalla fine del conflitto la <em><strong>real politik</strong></em> prese il sopravvento, permettendo il risorgere in sordina di un tentacolare organismo spionistico di matrice squisitamente nazionalsocialista. Eppure, dicevamo, in questo libro Gianluca Falanga &#8220;demolisce&#8221; la leggenda nera dell&#8217;Organizzazione Gehlen. In che modo? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un servizio segreto imbarazzante</h2>



<p>In un modo molto semplice: raccontando come &#8211; alla prova dei fatti &#8211; il servizio segreto tedesco dell&#8217;era post bellica, che aveva gonfiato le proprie fila di uomini provenienti da settori himmleriani nell&#8217;illusione che questi avrebbero potuto efficacemente tamponare l&#8217;ingerenza dell&#8217;intelligence d&#8217;oltrecortina, si rivelò non solo inadatto allo scopo, ma addirittura<strong> rappresentò la porta d&#8217;ingresso principale per il dilagare in Europa &#8211; e non solo &#8211; di uomini del Kgb russo e della Stasi tedesco-orientale</strong>. </p>



<p>Sì, perché la scelta di arruolare nel futuro BND uomini dal passato compromesso si rivelò presto un clamoroso autogol. Nella sua infinita &#8211; e presunta &#8211; saggezza spionistica, Reinhard Gehlen non aveva previsto una cosa: <strong>se sei compromesso, sei ricattabile</strong>. E se per puro caso la tua famiglia è rimasta bloccata nella Germania Est, sotto il controllo sovietico, lo sei ancora di più.</p>



<p>Nel corso dei decenni, almeno fino al principio degli anni Sessanta, l&#8217;Organizzazione Gehlen/BND fu penetrata a più riprese dai servizi segreti comunisti, anche con <strong>operazioni di infiltrazione spettacolari che arrecarono danni all&#8217;intelligence occidentale di cui forse ancora oggi viene sottovalutata la portata</strong>. Uno dei casi più gravi riguardò Heinz Felfe. Nativo di Dresda, arruolatosi giovanissimo nelle SS, nel dopoguerra assurse ai vertici dell&#8217;Organizzazione Gehlen. Era uno dei pochi a conoscere nel dettaglio l&#8217;organigramma del servizio segreto e a essere informato di tutte le operazioni in programma e in corso di svolgimento. </p>



<p>Asso dello spionaggio, solo a posteriori si comprese che i suoi successi erano attentamente studiati e programmati insieme ai suoi &#8220;veri&#8221; datori di lavoro: i servizi segreti sovietici. Quando venne arrestato insieme ad altri due colleghi, si comprese &#8211; tardivamente &#8211; che &#8220;<strong>era stato il complesso himmleriano a rivelarsi fatale, un vero tarlo, il ventre molle del sistema di sicurezza della Repubblica</strong>&#8220;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Fare i conti con il passato</h2>



<p>Da quel momento iniziò l&#8217;opera di &#8220;repulisti&#8221;. Una commissione di giovani agenti non compromessi con il passato nazista fu incaricata di valutare il curriculum dei colleghi più anziani, proponendo il congedo di chi sarebbe risultato più compromesso e, quindi, ricattabile. Il percorso fu tuttavia lungo e <strong>il BND non riuscirà mai ad assurgere a grande agenzia spionistica al pari, per esempio, della Stasi</strong>. </p>



<p>Poca capacità di penetrazione, scarso rendimento spionistico e nessuna o quasi facoltà di prevedere scenari dell&#8217;imminente futuro. L&#8217;Organizzazione Gehlen descritta nel libro di Falanga è piuttosto un colabrodo costoso e imbarazzante, il presidio di un passato che non vuole arrendersi alla disfatta, ma che nell&#8217;ombra di un&#8217;agenzia di intelligence cerca di mettere nuove radici. E in parte ci riesce anche. </p>



<p>Solamente nel 2014, infatti, il BND accettò di istituire una Commissione indipendente di storici con il compito di studiare la genesi e l&#8217;evoluzione dell&#8217;Organizzazione Gehlen e, di conseguenza, fare i conti con i propri fantasmi. Per la prima volta dal 1945, uomini e donne esterne al servizio segreto hanno potuto accedere senza limitazioni alla documentazione conservata negli archivi del BND, contribuendo a un&#8217;opera di informazione e trasparenza che ha segnato non la fine di un percorso, ma soltanto l&#8217;inizio. Scrive in proposito Gianluca Falanga: &#8220;Con questo pregevole lavoro finisce il lungo silenzio del BND sul suo passato, cade il segreto sulle sue radici naziste, ma il processo di elaborazione della storia del BND non è affatto concluso, anzi, è appena cominciato&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/letteratura/per-spiare-larmata-rossa-arruolavano-gli-ex-nazisti-falanga-racconta-il-flop-dellorganizzazione-gehlen.html">Per spiare l&#8217;Armata Rossa arruolavano gli ex nazisti. Falanga racconta il Flop dell&#8217;Organizzazione Gehlen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quando il colonnello Vetrov decise che Parigi era meglio del Kgb</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/quando-il-colonnello-vetrov-decise-che-parigi-era-meglio-del-kgb.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 13:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[KGB]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="970" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271.jpg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271-600x340.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271-768x435.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Nel  1981 un alto ufficiale del KGB passò ai colleghi francesi migliaia di documenti e i nomi di 400 agenti sovietici. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-il-colonnello-vetrov-decise-che-parigi-era-meglio-del-kgb.html">Quando il colonnello Vetrov decise che Parigi era meglio del Kgb</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="970" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271.jpg 970w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271-600x340.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271-768x435.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/KGB_Building_Moscow-e1778230694271-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></p>
<p>Nel 1981, in piena<strong> Guerra Fredda,</strong> un alto ufficiale del KGB, <strong>Vladimir Vetrov,</strong> decide di voltare le spalle al suo paese e offrire i suoi servizi alla <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/come-funzionano-i-servizi-segreti-francesi.html">DST, il servizio segreto interno francese.</a></strong> Vetrov, che aveva già assaporato la vita a Parigi tra il 1965 e il 1970, sentiva un affetto speciale per la Francia. E così, sotto il nome in codice &#8220;Farewell&#8221;, trasmette da Mosca quasi 3.000 documenti rivelatori sullo spionaggio tecnologico sovietico in Occidente.</p>



<p>Per oltre un anno, <strong>Vetrov fornisce alla DST</strong> più di 400 nomi di agenti sovietici operanti in Francia e all&#8217;estero. Queste informazioni vengono condivise con gli americani, che ne confermano l&#8217;importanza strategica. Tuttavia, il KGB non è lento a reagire: <strong>Vetrov viene arrestato, smascherato e giustiziato nel 1983</strong>, con modalità che restano tuttora avvolte nel mistero.</p>



<p>Questa operazione è stata salutata come il più grande successo del controspionaggio francese durante la Guerra Fredda. Ma è opportuno mettere le cose in chiaro: Farewell non fu l’operazione decisiva che portò alla caduta dell’URSS, come qualcuno potrebbe suggerire. È essenziale inquadrare l’operazione nel contesto più ampio delle grandi manovre di intelligence dell&#8217;epoca. Parliamo di controspionaggio offensivo, un gioco pericoloso e clandestino che implica l&#8217;infiltrazione nel cuore dei servizi avversari. In questo caso, nella roccaforte del KGB a Mosca.</p>



<p>La DST, con questa operazione, ha di fatto superato i confini del suo mandato tradizionale, che era la sicurezza interna. Logicamente, avrebbe dovuto passare il dossier al <strong>SDECE, il servizio preposto alle missioni all&#8217;estero.</strong> Ma rivalità interne, la stretta sorveglianza del SDECE a Mosca e sospetti di infiltrazioni del KGB portarono la DST a gestire l’operazione. Mancando di un’infrastruttura adeguata, i francesi si appoggiarono a un rappresentante di Thomson-CSF e a un addetto militare per la trasmissione delle informazioni.</p>



<p>La segretezza era tale che anche all’interno della DST si temeva una manovra di disinformazione da parte dei sovietici, noti per la loro maestria in questo campo. Ma il successo non può essere negato, benché sia importante relativizzarlo: è stato l&#8217;unico grande colpo messo a segno contro i sovietici da parte francese durante la Guerra Fredda. Inoltre, fu Vetrov a proporsi alla Francia, non il contrario.</p>



<p>Comparato ai successi americani, Farewell appare meno impressionante. La CIA, per esempio, ha potuto contare su <strong>Dmitri Poljakov, un ufficiale del GRU che per 25 anni rivelò ogni segreto dell’Armata Rossa</strong>. E che dire delle rivelazioni di Penkowsky nel 1961? Vetrov completò solo ciò che già si sapeva.</p>



<p>Le conseguenze di questa vicenda furono soprattutto politiche. Oltre a smantellare le reti di spionaggio sovietico in Francia, il colpo della DST rafforzò le relazioni franco-americane in un momento delicato, con la sinistra al potere e i comunisti nel Governo. Tuttavia, il presidente<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-francois-mitterrand.html"> Mitterrand</a> sospettava che l&#8217;affare fosse una manovra americana per mantenere la <strong>Francia saldamente ancorata alla NATO, </strong>e reagì con veemenza quando il giornalista Edwy Plenel rivelò l’operazione su Le Monde nel 1985.</p>



<p>La stampa francese, nel trattare questi eventi, ha dimostrato una sconfortante mancanza di competenza sulle questioni di <em>intelligence</em>. Errori grossolani, esagerazioni e superficialità hanno caratterizzato le analisi mediatiche, riflettendo una scarsa conoscenza del settore. Questo è particolarmente grave dato l&#8217;enorme potere dei media nel formare l&#8217;opinione pubblica.</p>



<p>In sintesi, l&#8217;operazione Farewell è stata un colpo di genio della DST, ma non rappresenta un unicum nella storia dello spionaggio occidentale contro il KGB. Fu un tassello importante, ma non l&#8217;operazione definitiva che cambiò le sorti della Guerra Fredda. Gli americani, con operazioni ben più ampie e prolungate, detenevano il vero primato nello spionaggio contro i sovietici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-il-colonnello-vetrov-decise-che-parigi-era-meglio-del-kgb.html">Quando il colonnello Vetrov decise che Parigi era meglio del Kgb</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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