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	<title>Kfor Archives - InsideOver</title>
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	<title>Kfor Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Esercito in massima allerta&#8221;. Ancora tensione tra Kosovo e Serbia</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/esercito-in-massima-allerta-ancora-tensione-tra-kosovo-e-serbia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 16:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Kfor]]></category>
		<category><![CDATA[kosovo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1330" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-1536x1064.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-2048x1419.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra Kosovo e Serbia la tensione continua a crescere. Nelle ultime ore, il ministro della Difesa di Belgrado, Milos Vucevic, ha annunciato che lo stato di allerta delle forze armate è al livello più alto. La notizia conferma quella tendenza negativa innescata agli inizi di dicembre &#8211; ma di cui già si intravedevano le prime &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/esercito-in-massima-allerta-ancora-tensione-tra-kosovo-e-serbia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/esercito-in-massima-allerta-ancora-tensione-tra-kosovo-e-serbia.html">&#8220;Esercito in massima allerta&#8221;. Ancora tensione tra Kosovo e Serbia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1330" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-768x532.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-1536x1064.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227173507873_60d5ea4c5224b07b18d939dff8e462ad-2048x1419.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra <strong>Kosovo </strong>e <strong>Serbia </strong>la tensione continua a crescere. Nelle ultime ore, il ministro della Difesa di Belgrado, Milos Vucevic, ha annunciato che lo stato di allerta delle forze armate è al livello più alto. La notizia conferma quella tendenza negativa innescata agli inizi di dicembre &#8211; ma di cui già si intravedevano le prime avvisaglie in estate &#8211; che riguarda i rapporti tra minoranza serba e maggioranza albanese in Kosovo, e che vede inevitabilmente coinvolto il governo di Belgrado, non solo come protettore dei serbi kosovari ma anche come Paese che continua a non riconoscere l&#8217;indipendenza del vicino meridionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="sr" dir="ltr">Војска Србије од синоћ је у највишем степену приправности.</p>&mdash; Милош Вучевић (@milos_vucevic) <a href="https://twitter.com/milos_vucevic/status/1607721306862276608?ref_src=twsrc%5Etfw">December 27, 2022</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Da quando sono iniziate a sorgere le prime barricate serbe nel nord del Kosovo, con l&#8217;epicentro delle proteste nell&#8217;enclave di <strong>Mitrovica</strong>, la situazione è diventata sempre più tesa. L&#8217;Europa e la Nato, impegnate in prima linea nel ristabilire i normali rapporti tra le parti, si stanno impegnando affinché non ci siano episodi che possono innescare pericolose spirali di violenza. Tuttavia, come dimostrato anche dalle dichiarazioni che giungono da Bruxelles, l&#8217;impressione è che in questa fase del duello da entrambe le parti non ci siano vere spinte verso il compromesso, avvertendo dei rischi di un aumento delle tensioni che potrebbero diventare incontrollate soprattutto a causa delle forze nazionaliste che spingono verso uno scontro sempre più acceso da una parte e dall&#8217;altra.</p>



<p>In queste settimane, con le barricate serbe che continuano a destare la rabbia di Pristina e, di contro, il sostegno di Belgrado (oggi una nuova manifestazione a Kragujevac), si sono aggiunti ulteriori elementi di preoccupazione. Il governo kossovaro vuole rimuovere le barricate il prima possibile.&nbsp;&#8220;Le barricate non sono più tollerabili&#8221; ha detto il premier <strong>Albin Kurti</strong>, che ha incontrato anche i vertici della missione civile europea (Eulex), Lars-Gunnar Wigemark, e il comandante della Forza Nato (Kfor), il generale italiano Angelo Michele Ristuccia. Dall&#8217;altro lato, il governo serbo ha proposto di fare entrare un contingente militare in Kosovo in base alla risoluzione 1244 delle Nazioni Unite a garanzia della minoranza presente nel Paese, mentre il capo di stato maggiore serbo, Milan Mojsilovic, come riporta <em>Agi </em>ha proposto il dispiegamento di truppe al confine dopo avere visto il presidente Aleksandar Vucic. Il vicepremier e ministro degli Esteri Ivica Daci ha poi rilanciato con un discorso molto chiaro: &#8220;Noi siamo per la pace e il dialogo, ma se si arrivasse ad attacchi fisici e all&#8217;uccisione di serbi, e se la Kfor non dovesse intervenire, la Serbia sarà costretta a farlo&#8221;.</p>



<p>Nel frattempo, due più recenti episodi hanno di nuovo scosso i già fragili rapporti tra le parti. Domenica si sono registrati degli <strong>spari </strong>in una zona molto vicina a una pattuglia di Kfor impegnata nella zona di Zubin Potok. <a href="https://www.facebook.com/NATOKFOR/posts/pfbid02nB2JyBb6jBpKguyCjowAHztnUB2NyTrYaMMtaA9TmzdXKrwkm4MVY83RUHv1yoCbl">Sui canali ufficiali social</a>, <strong>Kfor </strong>ha annunciato di avere avviato un&#8217;indagine chiedendo a tutti gli attori coinvolti nelle tensioni di evitare &#8220;dimostrazioni di forza&#8221; e di lavorare per &#8220;garantire la sicurezza di tutte le comunità&#8221;.</p>



<p>Da Pristina, invece, è arrivato il divieto di ingresso per il <strong>patriarca Porfirije</strong>, capo della Chiesa serba ortodossa, che doveva recarsi in visita in Kosovo per le celebrazioni natalizie che si tengono in questi giorni. Il governo kossovaro aveva subordinato l&#8217;ingresso del patriarca all&#8217;esplicita condanna contro i serbi che secondo Pristina sono entrati illegalmente nel nord per sostenere i gruppi che hanno costruito le barricate. Dopo il divieto di accesso, il patriarca serbo ha incontrato il presidente Vucic con il quale ha tenuto una conferenza stampa congiunta. Porfirije ha avvertito che quanto sta accadendo tra Serbia e Kosovo ha raggiunto &#8220;un punto da cui si possono aprire strade che nessuno vuole&#8221;. &#8220;Dio non voglia che ci siano conflitti armati, perché non porterebbero del bene a nessuno&#8221;, ha affermato il patriarca. Un appello che conferma che il rischio di una escalation di violenza sia molto meno remoto di quanto si possa immaginare, anche perché le parole di Vucic sono apparse molto meno propense al dialogo. <a href="https://www.tanjug.rs/english/politics/5440/vucic-pristina-wants-to-banish-serbia-serbs-from-kosovo-metohija-forever/vest">Secondo il presidente serbo</a>, l&#8217;obiettivo di Pristina è bandire per sempre la Serbia e i &#8220;serbi disobbedienti&#8221; dal Kosovo-Metohija.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/esercito-in-massima-allerta-ancora-tensione-tra-kosovo-e-serbia.html">&#8220;Esercito in massima allerta&#8221;. Ancora tensione tra Kosovo e Serbia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché il governo punta sui Balcani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-governo-italiano-balcani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 07:08:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Kfor]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall&#8217;inizio del mandato, il governo italiano si è caratterizzato &#8211; fra le altre cose &#8211; per avere inserito molte volte i Balcani nella propria agenda. Giorgia Meloni, nel vertice di Tirana tra i leader dell&#8217;Unione europea e dei Balcani occidentali, ha ribadito la centralità della regione nei piani di Palazzo Chigi, sottolineando il fatto che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-governo-italiano-balcani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221227080825189_e282e22159770257039101bb0c0bc1f1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall&#8217;inizio del mandato, il governo italiano si è caratterizzato &#8211; fra le altre cose &#8211; per avere inserito molte volte i <strong>Balcani </strong>nella propria agenda.</p>



<p><strong>Giorgia Meloni</strong>, <a href="https://www.governo.it/it/articolo/il-presidente-del-consiglio-meloni-al-vertice-dei-leader-ue-balcani-occidentali/21196">nel vertice di Tirana</a> tra i leader dell&#8217;Unione europea e dei Balcani occidentali, ha ribadito la centralità della regione nei piani di Palazzo Chigi, sottolineando il fatto che tutti questi Stati possono fare affidamento sull&#8217;Italia come partner e alleato anche per la loro volontà di entrare a far parte dell&#8217;Ue o rafforzare l&#8217;integrazione dei rispettivi sistemi economici. In questi giorni, il ministro degli Esteri, <strong>Antonio Tajani</strong>, da sempre attento alle dinamiche balcaniche, ha annunciato una conferenza ad hoc a Trieste sulla regione, e alla XV Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d&#8217;Italia ha definito i Paesi dell&#8217;area &#8220;un&#8217;opportunità, una necessità&#8221; ma anche &#8220;strategicamente fondamentali&#8221;. Mentre il ministro della Difesa <strong>Guido Crosetto</strong>, dal Comando operativo di vertice interforze (Covi), ha sfruttato gli auguri per i contingenti impegnati all&#8217;estero ricordando come sia &#8220;essenziale&#8221; la &#8220;partecipazione alle operazioni Nato nei&nbsp;Balcani&nbsp;occidentali, in particolare in Kosovo&#8221;. Nel Paese, dove le tensioni con la Serbia non accennano a diminuire, l&#8217;Italia è impegnata con un contingente di quasi mille uomini sotto mandato dell&#8217;Alleanza Atlantica e in questo momento è il generale italiano Angelo Michele Ristuccia ad avere il comando di tutta Kfor (la forza Nato in Kosovo).</p>



<p>L&#8217;attenzione dell&#8217;esecutivo Meloni al dossier balcanico è giustificata non solo dalla semplice vicinanza geografica con l&#8217;Italia, condizione di per sé sufficiente per sviluppare una politica estera più articolata verso l&#8217;area, ma anche perché i Balcani, specialmente in questi ultimi mesi, rappresentano una regione dove le criticità dell&#8217;Europa trovano vecchie ferite e nuove sfide. Con annesse opportunità, ma anche pericoli.</p>



<p>La regione dei Balcani è una delle frontiere più complesse dell&#8217;intera Alleanza Atlantica oltre che luogo in cui si proietta la volontà dell&#8217;Ue di rafforzare la propria sfera politica. Una condizione fatta di luci e ombre che, specialmente per l&#8217;Europa, si è caratterizzata nell&#8217;ultimo anno anche da alcune importanti note positive. Il via libera al percorso di <strong>adesione all&#8217;Ue</strong> per Albania e Macedonia del Nord, che da molti anni aspettavano che si sbloccasse l&#8217;impasse per iniziare il processo, così come il riconoscimento a dicembre dello status di Paese candidato per la Bosnia Erzegovina da parte del Consiglio europeo, nell&#8217;ultima riunione di dicembre, sono stati momenti di svolta non secondari in un&#8217;era di pericoloso stalli per tutta la regione sotto il profilo della proiezione verso l&#8217;Unione europea.</p>



<p>Nello stesso tempo però nei Balcani si assiste da anni una sfida tra le varie potenze, regionali ma anche di livello mondiale, per aumentare il proprio peso. Da un lato qui si riverberano in modo più marcato le conseguenze del <strong>duello tra Russia e Stati Uniti</strong>, con questi ultimi che cercano di ridurre sempre di più l&#8217;influenza di Mosca e in cui la Serbia, oggi, rappresenta l&#8217;ultimo baluardo del Cremlino in tutta la regione sud-orientale dell&#8217;Europa. Questo duello è il copione principale che si attua in tutti i Balcani, e che vede il suo principale palcoscenico a Belgrado e Pristina ma che interesse anche altre aree. Insieme a questo tradizionale scontro dell&#8217;epoca della Guerra Fredda e maturata dopo la dissoluzione dell&#8217;Urss e della Jugoslavia, si sono aggiunti altri interessi di altre forze, antiche e nuove, vicine ma anche lontanissime. La <strong>Turchia </strong>ha ampliato la propria proiezione ripercorrendo gli antiche percorsi dell&#8217;impero ottomano, culturali ma anche economici e strategici. Germania e Francia cercano di rafforzare le proprie posizioni anche incanalando in precisi binari la rotta politica dell&#8217;Unione europea nella regione. I Paesi arabi, specialmente le petromonarchie, possono sfruttare le loro sconfinate risorse economiche e i canali religiosi per ampliare la rete di partnership e di investimenti. E nel frattempo la <strong>Cina</strong>, attraverso la via della seta ma anche grazie alle possibilità di finanziare progetti infrastrutturali in tutti i Paesi, ha allargato la propria sfera di influenza dalla Grecia fino all&#8217;Ungheria, passando per Montenegro e Serbia.</p>



<p>Accanto a queste sfide tra potenze, si inseriscono poi le difficile questioni interregionali, mai sopite nel corso di questi anni. Gli Stati non riescono spesso a gestire in modo coordinato e armonico l&#8217;intera area, anche per fornire maggiore stabilità e garanzie di politiche integrate. I rapporti bilaterali sono molto diversi tra i diversi Paesi, mentre esistono ancora nodi irrisolti potenzialmente esplosivi come appunto il <strong>Kosovo</strong>, in particolare la sua regione settentrionale, o la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. Sfide etniche e culturali che fanno da substrato a una condizione economica fragile e in cui tutti i Paesi cercano di elevarsi in un misto di integrazione e di competizione.</p>



<p>A queste difficoltà diplomatiche che rappresentano appunto il terreno dove si attua questo scontro complesso e articolato tra potenze medie e grandi, si uniscono poi quelle criticità nate dalla stessa struttura balcanica, terra di confine e <strong>crocevia </strong>tra Mediterraneo e Europa centrale, Oriente e Occidente. I Balcani sono percorsi da una delle principali<strong> rotte migratorie</strong> verso il cuore del Vecchio Continente: una via che in alcuni momenti si è riempita di persone provenienti da diverse parti del Medio Oriente e dell&#8217;Asia che, valicato il territorio turco, si dirigevano verso nord provocando reazioni diverse dai governi locali, scontri tra popolazioni e migranti, difficoltà a gestire i flussi sia sotto il profilo dell&#8217;accoglienza che per quanto riguarda controlli di sicurezza e esigenze economiche. Accanto a queste rotte dell&#8217;immigrazione clandestina, si aggiungono poi le rotte, o meglio, le potenziali rotte per l&#8217;energia, in particolare gli sviluppi del Balkan Stream, prolungamento balcanico del Turkish Stream.</p>



<p>Di fronte a questi complessi sommovimenti strategici, l&#8217;Italia ha posto di nuovo l&#8217;attenzione sui Balcani sia proiettandosi come forza per mediare tra Kosovo e Serbia, proponendo, come detto in precedenza, la <strong>conferenza di Trieste</strong> sui Balcani, ma anche rafforzando la propria diplomazia in tutte le cancellerie della regione. In assenza di una forte leadership tedesca e francese e con la Nato che ha bisogno di interlocutori solidi nell&#8217;area, l&#8217;Italia può sfruttare non solo gli indubbi legami geografici ma anche l&#8217;impegno sul campo di migliaia di militari che hanno preso parte alle missioni nella regione, dalla Bosnia al Kosovo. Inoltre, anche sul fronte adriatico, Roma ha un forte interesse nella costruzione di rapporti sempre più saldi con i Paesi rivieraschi sia per lo sfruttamento delle risorse energetiche che per la logistica e il commercio. E questo è stato dimostrato anche sul fronte delle zone economiche esclusive.</p>
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		<title>Kosovska Mitrovica, com&#8217;è la vita quotidiana nella città divisa del Kosovo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/kosovska-mitrovica-come-la-vita-quotidiana-nella-citta-divisa-del-kosovo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 04:41:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Kfor]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_20210814_190232_edit_51909601941036-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_20210814_190232_edit_51909601941036-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_20210814_190232_edit_51909601941036-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_20210814_190232_edit_51909601941036-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_20210814_190232_edit_51909601941036-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_20210814_190232_edit_51909601941036-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/IMG_20210814_190232_edit_51909601941036-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Sarà il passo svelto con cui mi proietto giù dalla via principale di Mitrovica Nord verso le barricate di cemento che sorgono su una sponda del fiume Ibar, o sarà per la malcelata insofferenza che si avverte mentre cerco di capire perché un ponte bianco di circa un centinaio di metri possa diventare una dogana &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/kosovska-mitrovica-come-la-vita-quotidiana-nella-citta-divisa-del-kosovo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/kosovska-mitrovica-come-la-vita-quotidiana-nella-citta-divisa-del-kosovo.html">Kosovska Mitrovica, com&#8217;è la vita quotidiana nella città divisa del Kosovo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>A <strong>Kosovska Mitrovica</strong>, la Berlino del nord del Kosovo, essere italiani è una sorta di passepartout. A sorvegliare il ponte che è la manifestazione architettonica della divisione tra le due etnie della regione, serba e albanese, ci sono infatti i carabinieri italiani. Fanno parte della <strong>MSU</strong>, l’Unità Specializzata Multinazionale dell&#8217;Arma che da oltre 20 anni partecipa alla missione <strong>Kfor</strong> (Kosovo Force) con compiti di stabilizzazione del Paese che nel 2008 si è dichiarato indipendente dalla Serbia. Una dichiarazione riconosciuta da &#8220;soli&#8221; 115 Paesi Onu e che è sempre stata rifiutata dai serbi. Nel corso degli anni, dalla guerra del 1999 in poi, nel Kosovo le tensioni hanno spinto le due comunità (quella albanese è ormai la stragrande maggioranza) a ricollocarsi anche su base territoriale. Così, tre distretti a nord del Kosovo, che confinano con la Serbia, sono stati considerati dei salvacondotti da parte dei serbi. Dei <strong>100mila</strong> che abitano nella Regione, circa due terzi vivono stabilmente in quattro città e una dozzina di villaggi della parte settentrionale (gli altro sparpagliati in enclave, circondate dalla maggioranza albanese della popolazione, come i 10mila serbi di Gračanica, a pochi chilometri da Pristina).</p>
<p>Incastonata nel mezzo tra i distretti serbi e tutto il resto, Kosovska Mitrovica, o &#8220;Mitrovicë&#8221; per gli albanesi, è diventata una <strong>città di frontiera</strong>. I quartieri del sono Nord serbi, quelli a Sud albanesi. Le due comunità vengono a contatto diretto non solo su base cittadina, ma parastatale. Le istituzioni kosovare nella parte nord non esistono, semplicemente perché sono rifiutate dalla popolazione serba. Scuole, uffici pubblici, ospedali, qui sono tutti gestiti direttamente dalla Serbia, attraverso strutture precedenti al 1999. E la regola non scritta vuole che i serbi debbano evitare di andare a Sud, così come gli albanesi hanno ben pochi motivi, se non lavorativi, per muoversi nei quartieri a Nord.</p>
<p><div id="gallery_333498" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_333498 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_182941_edit_52201814594637-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_182941_edit_52201814594637-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_185546_edit_52103496926423-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_185546_edit_52103496926423-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_175519_edit_52538844329481-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_175519_edit_52538844329481-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_175802_edit_52466243807096-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_175802_edit_52466243807096-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_175847_edit_52437845788351-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_175847_edit_52437845788351-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_175913_edit_52411742267001-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_175913_edit_52411742267001-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_180008_edit_52387020673254-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_180008_edit_52387020673254-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_181643_edit_52256123175879-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_181643_edit_52256123175879-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_182757_edit_52222401565988-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_182757_edit_52222401565988-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_183452_edit_52182371006098-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_183452_edit_52182371006098-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_185434_edit_52136413199334-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_185434_edit_52136413199334-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_185628_edit_52086498704550-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_185628_edit_52086498704550-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_185944_edit_51967866442589-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_185944_edit_51967866442589-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_190143_edit_51944713999364-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_190143_edit_51944713999364-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_190232_edit_51909601941036-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_190232_edit_51909601941036-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_211931-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210814_211931-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210815_063509_edit_51875258704062-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210815_063509_edit_51875258704062-scaled.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210815_064637_edit_37304921122432-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20210815_064637_edit_37304921122432-150x150.jpg","subHtml":""}];</script></p>
<p>A dividerli, oltre al calcestruzzo e alle bandiere degli uni o degli altri che servono a marcare il territorio (i punti di accesso alla città sono tre, e uno dei ponti, carrabili, non è sorvegliato dal Kfor, così l&#8217;unico modo per capire da che parte della città ci si trovi è quello di guardare le bandiere che si hanno intorno), ci sono i posti di blocco dei carabinieri: &#8220;La situazione qui è sempre tranquilla fino a prova contraria &#8211; ci sussurra uno di loro -. Il malcontento generale non rende felici né gli uni né gli altri, e basta una scintilla per far scoppiare di nuovo un putiferio. Basta dare un&#8217;occhiata ai gruppi social e ai commenti che vengono postati e ci rendiamo che le tensioni sono tutt&#8217;altro che sopite&#8221;.</p>
<p>E se dovessero esplodere da qualche parte, sarà certamente a Mitrovica. Come nel <strong>2004</strong>, quando la violenza interetnica toccò il punto più critico dalla fine della guerra, con giorni di scontri, guerriglie e assalti da una parte all&#8217;altra della città che costarono la vita a 14 persone e il ferimento di centinaia di altre (tra cui forze di polizia e Kfor). A scatenare le violenze, le continue provocazioni reciproche che portarono al ferimento di un ragazzo serbo nella città di Čaglavica (nel centro del Kosovo) e al ritrovamento il giorno dopo di tre bambini albanesi nel fiume Ibar proprio a Mitrovica, annegati pare per sfuggire a dei serbi che li rincorrevano. Gli scontri in breve tempo eruttarono ovunque, da Pristina a Pec, da Lipjan a Prizren. Oltre agli scontri fisici almeno 30 siti, tra chiese e monasteri, della chiesa ortodossa serba rimasero distrutti o danneggiati (in generale sono più di 100, dal &#8217;99 ad oggi, ad aver dovuto fare i conti col vandalismo religioso). Sebbene l&#8217;escalation venne limitata più possibile, Mitrovica è sempre rimasta una polveriera.</p>
<p>Nel 2008 altri scontri e altri feriti hanno accompagnato un’operazione della polizia dell’Onu e del Kfor per sgomberare la sede del tribunale <strong>Onu locale</strong>. Negli scontri morì un casco bianco ucraino. Nel 2011 alcuni dimostranti serbi eressero delle <strong>barricate</strong> alla frontiera con la Serbia e le conseguenze degli scontri con i militari del Kfor arrivarono fino a Mitrovica dove esplosero delle bombe. Nel 2014 altre rivolte esplosero proprio in prossimità del ponte, tra la polizia e un gruppo di manifestanti di origini albanesi, che stavano cercando di rimuovere il blocco stabilito da un gruppo di serbi.</p>
<p>Nel 2018 a Mitrovica Nord venne ucciso a colpi d&#8217;arma da fuoco <strong>Oliver Ivanović</strong>, leader del partito serbo SPD (Sloboda, demokratija, pravda). Un omicidio non da poco, perché Ivanović, oltre ad essere stato processato per crimini di guerra (processo annullato dalla Corte d&#8217;appello di Pristina) era salito alla ribalta come leader di una formazione paramilitare chiamata <em>bridgewatchers</em>, &#8220;guardiani del ponte&#8221;, costituita da giovani serbi che nel 2000 durante l&#8217;avanzata dell&#8217;Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK) si adoperarono per impedire il rientro degli albanesi cacciati da Slobodan Milosevic e la presa delle istituzioni kosovare nel nord della città. Per riuscirci, ingaggiarono una sorta di guerriglia con l&#8217;UCK che culminò con l&#8217;uccisione di 10 persone nel febbraio 2000, e la cacciata dei civili albanesi dalla parte nord della città, sancendo la divisione che sussiste ancora oggi.</p>
<p>Appena un paio di anni fa, ancora, il presidente serbo Aleksandar Vucic minacciò la mobilitazione dell&#8217;esercito dopo che 13 poliziotti di etnia serba nel nord del Kosovo vennero arrestati dalle autorità kosovare, e le forze speciali della polizia kosovara (Rosu) rimasero dopo un&#8217;incursione che l&#8217;ex presidente del Kosovo Ramush Haradinaj (ex membro dell&#8217;UCK e a sua volta sospettato di crimini di guerra, poi assolto con formula piena anche a causa della morte misteriosa di diversi testimoni e del rifiuto di altri a testimoniare) definì &#8220;di contrasto al contrabbando e al crimine organizzato&#8221;.</p>
<p>Mitrovica, insomma, è una <strong>polveriera</strong>. Lo è da 20 anni. Ed è una di quelle città schizofreniche in cui gli abitanti, quasi 90mila, passeggiano in strada godendosi il fresco delle sere d&#8217;estate, affollano i café del centro, si concedono qualche ora in discoteca pur con le chiusure anticipate causa Covid, ma dove la normalità <strong>non esiste</strong>. Perché si convive con un gigantesco elefante nella stanza, l&#8217;odio interetnico, che può degenerale da un momento all&#8217;altro anche solo per un &#8220;hvala!&#8221; (grazie) sfuggito a qualche serbo nel quartiere albanese.</p>
<p>A Mitrovica, anche se non si direbbe, <strong>ci si sente osservati</strong>. Perché di stranieri se ne vedono pochi. Di italiani ancora meno. E soprattutto perché, da oggetti misteriosi si attira ancor più l&#8217;attenzione. In una città del genere guardarsi intorno e riconoscersi è troppo importante, per tutti. Quindi anche le buone pratiche quotidiane come chiacchierare, salutarsi o condividere un caffè possono diventare <strong>segni d&#8217;appartenenza</strong>. Così, un visitatore straniero non può non sentire su di sé le riflessioni degli altri che cercano di capire se sei o non sei ostile, o ancor peggio, se porti con te quella solita, presunta superiorità morale dell&#8217;occidentale arrivato ad impartire lezioni di tolleranza. Come paradosso dei paradossi, Mitrovica è una città dalla doppia, fervente identità, dove la vita rurale e quella urbana coesistono in un paesaggio in cui le attività quotidiane, gli odori e i suoni sono saldamente localizzati, dove i manifesti in alfabeto cirillico serbo si alternano alle insegne di un negozio albanese, dove le campane ortodosse si misurano coi canti dei muezzin, ma dove il superpotere più bramato sarebbe l&#8217;<strong>anonimato</strong>. Il passato e il presente di Mitrovica hanno modellato una vita all&#8217;insegna delle contraddizioni, delle negoziazioni e dei compromessi quotidiani.</p>
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		<title>Kosovo-Serbia, sale la tensione: ecco le due versioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/kosovo-serbia-sale-la-tensione-ecco-le-due-versioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 09:40:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Kfor]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione tra Serbia e Kosovo appare sempre più tesa, confusa e controversa dopo il raid della polizia kosovara nella zona a maggioranza serba di Mitrovica dello scorso 28 maggio che ha portato all&#8217;arresto di 23 persone, inclusi 19 agenti di polizia di cui 11 serbi, quattro bosgnacchi e quattro kosovari di etnia albanese, secondo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/kosovo-serbia-sale-la-tensione-ecco-le-due-versioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9790578-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La situazione tra Serbia e Kosovo appare sempre più tesa, confusa e controversa dopo il raid della polizia kosovara nella zona a maggioranza serba di Mitrovica dello scorso 28 maggio che ha portato all&#8217;arresto di 23 persone, inclusi 19 agenti di polizia di cui 11 serbi, quattro bosgnacchi e quattro kosovari di etnia albanese, secondo quanti riportato dal sito <em><a href="https://balkaninsight.com/2019/05/28/kosovo-holds-19-policemen-after-organised-crime-crackdown/">BalkanInsight</a></em>.</p>
<p>Il presidente serbo <strong>Aleksandar Vucic</strong> ha conseguentemente posto in stato di massima allerta l&#8217;esercito e ha convocato con urgenza una riunione del <strong>Consiglio per la Sicurezza Nazionale</strong>. Vucic ha poi avvertito l&#8217;Unione europea che Belgrado reagirà se la polizia di Pristina non abbandonerà la zona di Mitrovica popolata dai serbi. Nel frattempo nella città serbo-kosovara è stato chiuso il ponte sul fiume Ibar che separa il settore nord (serbo) da quello sud (kosovaro). La Kfor ha rafforzato la propria presenza nell&#8217;area interessata mentre nella mattinata di martedì nella zona nord di Mitrovica suonavano le sirene d&#8217;allarme e i cittadini serbi si riversavano nella piazza centrale per protestare contro l&#8217;intervento della polizia kosovara, ritenuto provocatorio oltre che una grave interferenza.</p>
<p>Mercoledì il sindaco Goran Rakic ha invitato i propri connazionali serbi alla calma: &#8220;Vi chiedo di resistere alle provocazioni preparate nelle cucine occidentali. Finché i serbi restano in Kosovo la terra sarà anche nostra&#8221;. Eloquente l&#8217;intervento del capo della commissione parlamentare per il Kosovo, Milovan Drecun, che da Belgrado dichiara: &#8220;I kosovari rispondono ai nostri messaggi di pace con messaggi di guerra&#8221;, aggiungendo che l&#8217;obiettivo di tali provocazioni sarebbe quello di arrivare a scontri con la popolazione serba per provocare un intervento armato della Serbia, con tutte le relative conseguenze sul piano internazionale.</p>
<p>Tra gli arrestati dalle forze di polizia kosovare figurano anche due delegati della missione Onu in Kosovo, tra cui il diplomatico russo <strong>Mikhail Krasnoshchenkov</strong>, liberato il giorno successivo e trasferito all&#8217;ospedale di Mitrovica nord.</p>
<h2>La versione kosovara</h2>
<p>Secondo la versione fornita dal presidente kosovaro, la polizia di Pristina sarebbe intervenuta a Mitrovica nord in un&#8217;operazione contro gruppi della criminalità organizzata attivi nel contrabbando di merci, tangenti ed altre attività illegali, con collusione di agenti di polizia e doganieri, avvisando tra l&#8217;altro le autorità locali prima dell&#8217;intervento e cercando di limitare i danni nel contrastare le barricate innalzate dai serbi. Haradinaj ha inoltre aggiunto che gran parte delle <strong>testimonianze</strong> utili alle indagini sono state fornite da testimoni serbi e che in ogni caso il Kosovo ha diritto di perseguire il crimine organizzato. Le autorità kosovare hanno aggiunto che le forze di polizia sono state bersagliate da colpi di armi da fuoco mentre i serbi piazzavano barricate per resistere all&#8217;avanzata della polizia inviata da Pristina.</p>
<h2>La versione serba</h2>
<p>Differente invece la posizione dei serbi che accusano la polizia kosovara di aver invaso la zona nord con un imponente e aggressivo dispiegamento di forze per mettere in atto una provocazione volta a generare un&#8217; &#8220;escalation&#8221; di violenza. Interessante la testimonianza del giornalista serbo dell&#8217;emittente <em>Prva</em>, <strong>Zoran Maksimovic</strong>: &#8220;Stavo guidando nei pressi del villaggio di Ugljare e mi sono imbattuto nelle barricate: da una parte i serbi e dall&#8217;altra la polizia kosovara. Mi sono fermato per girare un filmato e a quel punto la polizia ha iniziato le manovre per buttare giù le barricate, sparando anche verso la mia direzione e demolendo tutto quello che si presentava davanti, tra cui diverse auto (inclusa la mia).</p>
<p>Controversa la posizione del presidente serbo Vucic che se inizialmente ha dichiarato di aver messo l&#8217;esercito in stato di allerta affermando che avrebbe lanciato l&#8217;intervento in caso fosse stato necessario proteggere la popolazione serba dai kosovari, in seguito ha poi moderato i toni durante una <a href="http://www.tanjug.rs/full-view_en.aspx?izb=483901">conferenza stampa</a>, lamentandosi con un giornalista per avergli messo in bocca parole che non avrebbe detto: &#8220;Non ho affatto detto che la Serbia sarebbe intervenuta militarmente. Ho detto che siamo pronti a proteggere la nostra gente. Non vogliamo causare una <strong>guerra</strong> e stiamo proteggendo la pace a tutti i costi. Non ho menzionato alcun intervento, lo ha fatto lei&#8221;, come riportato dall&#8217;agenzia serba <em>Tanjung</em>.</p>
<h2>La reazione russa</h2>
<p>Non si è fatta attendere la reazione da parte di Mosca che ha duramente condannato l&#8217;intervento della polizia kosovara tramite una dichiarazione del ministero degli Esteri: &#8220;Consideriamo l&#8217;intrusione delle forze speciali del Kosovo albanese nei municipi popolati dai serbi una provocazione mirata a minacciare e cacciare la popolazione non albanese e ottenere il controllo su questi comuni tramite l&#8217;utilizzo della forza&#8230;Ovviamente tale comportamento provocatorio è una conseguenza diretta di quella connivenza con Unione Europea e Stati Uniti che dura ormai da anni&#8221;.</p>
<p>Duro anche il ministro degli Esteri russo, <strong>Sergei Lavrov</strong>, che durante una visita in Slovenia ha<a href="https://thepublicsradio.org/article/russia-serbia-blame-nato-for-kosovo-tensions"> affermato</a> che l&#8217;intervento kosovaro a Mitrovica nord è stato istigato da coloro che vogliono creare una &#8220;zona cuscinetto&#8221; anti-russa nell&#8217;area e che mirano a espandere ovunque la Nato. Ora non resta che attendere le prove riguardo all&#8217;operazione contro la criminalità organizzata indicata da <strong>Pristina</strong> mentre tra i serbi sono in molti a credere che il Kosovo si senta forte dell&#8217;appoggio incondizionato ricevuto dagli Stati Uniti e dalla Nato e dunque legittimato a intraprendere azioni come quelle di martedì.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/kosovo-serbia-sale-la-tensione-ecco-le-due-versioni.html">Kosovo-Serbia, sale la tensione: ecco le due versioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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