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	<title>Infodemia Archives - InsideOver</title>
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	<title>Infodemia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il rapporto tra Covid-19, superfici e sanificazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-rapporto-tra-covid-19-superfici-e-sanificazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 06:23:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Infodemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1230" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Variante inglese coronavirus (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-1024x656.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-1536x984.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-2048x1312.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rischio di contrarre il Covid-19 toccando superfici od oggetti contaminati è molto basso. C&#8217;è appena una possibilità su 10mila, come confermato da uno studio realizzato dai Centers for Disease and Control (CDC, un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica americana), di infettarsi in questo modo. &#8220;La modalità principale attraverso la quale le persone &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-rapporto-tra-covid-19-superfici-e-sanificazione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-rapporto-tra-covid-19-superfici-e-sanificazione.html">Il rapporto tra Covid-19, superfici e sanificazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1230" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Variante inglese coronavirus (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-1024x656.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-1536x984.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/02/Variante-inglese-coronavirus-La-Presse-2048x1312.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il rischio di contrarre il <strong>Covid-19</strong> toccando superfici od oggetti contaminati è molto basso. C&#8217;è appena <strong>una possibilità su 10mila</strong>, come confermato da uno studio realizzato dai Centers for Disease and Control (CDC, un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica americana), di infettarsi in questo modo. &#8220;La modalità principale attraverso la quale le persone vengono infettate dal <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">SARS-CoV-2</a>&#8221; è segnalato nella ricerca ( <a href="https://www.mlive.com/public-interest/2021/04/covid-19-risk-from-touching-contaminated-surface-is-less-than-1-in-10000-new-cdc-study-says.html">riportata</a> dal sito mlive.com) &#8221; è tramite l&#8217;esposizione a goccioline che vengono emesse respirando (i famigerati droplet) e che contengono il virus&#8221;. A corroborare la tesi dei CDC ci aveva già pensato la rivista <strong>Nature</strong> che, nel mese di febbraio, aveva pubblicato un approfondimento in materia. La rivista suggeriva di non investire eccessivamente in sanificazioni e disinfezioni mentre veniva consigliato di concentrare le risorse sui sistemi di ventilazione dell&#8217;aria e sull&#8217;installazione di purificatori.</p>
<h2>Non bisogna eccedere</h2>
<p>Tra le voci che ridimensionano il rischio proveniente dagli oggetti c&#8217;è quella del microbiologo Emmanuel Goldman che, su Lancet (<a href="https://www.sanitainformazione.it/salute/covid-e-superfici-ce-troppa-confusione-la-trasmissione-dagli-oggetti-e-molto-rara/">come riportato</a> da sanitainformazione.it), ha ricordato come le notizie relative alla<strong> sopravvivenza del virus</strong> sulle superfici per più giorni vadano lette nel modo giusto. Gli scenari simulati in laboratorio sono stati realizzati utilizzando grandi quantità di campioni del virus e ciò ha portato a sovrastimarne la sopravvivenza che, secondo alcuni, avrebbe potuto raggiungere anche i sei giorni. La scienza è riuscita ad infrangere, negli ultimi mesi, alcuni miti (piuttosto consolidati) sul nuovo coronavirus. <strong>I guanti,</strong> considerati uno strumento salvifico nel corso del primo lockdown nazionale ed il cui uso è stato imposto all&#8217;interno di numerosi esercizi commerciali, non offrono, ad esempio, una protezione aggiuntiva nei confronti del Covid-19 e non possono impedire ad un soggetto di infettarsi. L&#8217;uso (talvolta ossessivo) dei guanti ha contribuito di certo ad aumentare la produzione di rifiuti e l&#8217;inquinamento urbano mentre non ha influito quasi per nulla sulla lotta al Covid-19. Un capitolo a parte è legato ai <strong>disinfettanti per le mani</strong> che, per essere realmente efficaci, vanno utilizzati in modo corretto ed evitando un uso eccessivo che rischia di facilitare, nei soggetti predisposti ed in chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo, la comparsa di ansie ed ossessioni.</p>
<h2>Cosa succede quando si pulisce (troppo)</h2>
<p>L&#8217;esplosione dell&#8217;emergenza coronavirus ha contribuito a rendere sempre più importante un settore in precedenza trascurato, quello della <strong>sanificazione</strong>. Le aziende che operano in questo ambito hanno dovuto far fronte ad un aumento esponenziale della domanda, in controtendenza a quello che è accaduto alla maggior parte degli altri settori e questi sviluppi hanno portato alla creazione di un vero e proprio business. L&#8217;obbligatorietà delle sanificazioni, tanto per i soggetti pubblici quanto privati, ha dato origine anche a fenomeni speculativi, con un enorme aumento delle tariffe richieste. L&#8217;abuso di <strong>prodotti disinfettanti</strong>, provocato dall&#8217;emergenza Covid-19, ha già avuto ricadute sulla salute degli esseri umani e su quella ambientale. Sono aumentate, in maniera consistente, le intossicazioni che colpiscono i bambini e gli adulti mentre alcuni prodotti , come la candeggina, hanno effetti negativi e persistenti sugli <strong>ambienti acquatici</strong> dove vengono smaltiti. A subire danni, in questo caso, sono le alghe ed i pesci senza dimenticare la catena alimentare che può subire effetti che durano nel tempo. La ripetizione di comportamenti eccessivi ed esagerati, dunque, rischia di rovinare l<strong>a qualità della vita</strong> delle persone e di infliggere danni all&#8217;ambiente che le circonda. Una corretta informazione da parte dei mezzi di comunicazione di massa potrebbe contribuire a risolvere (almeno in parte) questi problemi ma sembra che a mancare, in molti casi, sia la volontà di informare piuttosto che quella di allarmare.</p>
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		<title>Nei media italiani si parla troppo di coronavirus?</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/nei-media-italiani-si-parla-troppo-di-coronavirus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 06:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Infodemia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei media italiani c&#8217;è un&#8217;eccessiva pressione comunicativa sul coronavirus? La percezione crescente è che col finire dell&#8217;estate il sistema informativo rischi una pressione simile a quella subita nel pieno della primavera, quando l&#8217;esplosione dell&#8217;emergenza pandemica portò i media a focalizzarsi pressoché esclusivamente sull&#8217;avanzamento dei contagi. Per il sociologo canadese Derrick de Kerckhove, tra i maggiori studiosi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/nei-media-italiani-si-parla-troppo-di-coronavirus.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Rassegna-stampa-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nei media italiani c&#8217;è un&#8217;eccessiva pressione comunicativa sul <strong>coronavirus</strong>? La percezione crescente è che col finire dell&#8217;estate il sistema informativo rischi una pressione simile a quella subita nel pieno della primavera, quando l&#8217;esplosione dell&#8217;emergenza pandemica portò i media a focalizzarsi pressoché esclusivamente sull&#8217;avanzamento dei contagi.</p>
<p>Per il sociologo canadese <strong>Derrick de Kerckhove</strong>, tra i maggiori studiosi al mondo dei fenomeni di &#8220;<strong>intelligenza collettiva&#8221;</strong>, in Italia si rischia concretamente l&#8217;insorgere di una nuova ondata di <a href="https://it.insideover.com/societa/la-psicosi-e-piu-pericolosa-del-covid-19.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;infodemia&#8221;,</a> ovvero &#8220;il caos generato da un numero strabordante di articoli e approfondimenti&#8221;, con la conseguenza che ondate di incertezza possono portare a fenomeni di allarme sociale e paure incontrollate. Lo studioso parla a <em>La Nazione </em>e pone sul tavolo una questione importante: in contesti di crescente incertezza, diventa più difficile separare il grano dal loglio e, di conseguenza, valutare l&#8217;efficacia di <strong>misure volte a contenere il contagio </strong>in un contesto in cui notizie, ordinanze e voci incontrollate si rincorrono in continuazione.</p>
<p>Certo, il coronavirus ha creato un vero e proprio shock emotivo e sociale in Italia, <a href="https://it.insideover.com/societa/come-covid-19-e-arrivato-in-italia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">primo Paese europeo a dover affrontar la pandemia.</a> Da tempo la nostra società era in preda all&#8217;ansia legata all&#8217;incertezza economica e alla precaria percezione del futuro, come del resto anche de Kerckhove ben consapevolmente nota: &#8220;Gli italiani sono molto sensibili a questo aspetto. Inoltre siete tra i popoli più espansivi e il morbo, che si trasmette stando vicino ad altre persone infette, pesa direttamente sulle vostre abitudini. È una minaccia alla vita quotidiana e i media ne parlano&#8221;. Ma sul lungo periodo il <strong>troppo stroppa</strong>. E incrementare il rumore di fondo mediatico non può far altro che creare confusione e straniamento.</p>
<p>Prendiamo un esempio per tutti: la disinvoltura eccessiva dimostrata da numerosi operatori dell&#8217;informazione nel maneggiare i <strong>dati del contagio</strong>, sciorinati dai tempi del &#8220;rituale delle 18&#8221; dell&#8217;era della quarantena senza alcun approfondimento o alcuno studio serio sulla loro interpretazione. Numeri usati come monito, come arma, come base per articoli e servizi senza che i loro commentatori avessero in alcun modo approfondito le più banali nozioni non diciamo di epidemiologia, ma anche di <strong>matematica </strong>e <strong>statistica</strong>. Ammontano a una sparuta minoranza coloro, ad esempio, che nel contesto della &#8220;seconda ondata&#8221; hanno focalizzato l&#8217;attenzione sul vero dato determinante, e cioè il <strong>numero di ricoveri ospedalieri</strong>, statistiche<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/aumento-dei-ricoveri-e-assenza-di-strategie-il-lungo-autunno-del-coronavirus/"> che come ha scritto l&#8217;analista Pierluigi Fagan</a> &#8220;d’un colpo, azzerano tutto il confuso vociare&#8221; di media e social. &#8220;Non c’è gente che si diverte a farsi ricoverare senza motivo e soprattutto abbiamo un servizio sanitario che è in grado di decidere con coscienza chi va ricoverato e chi no”, nota Fagan, e da questo traiamo la conclusione che l&#8217;informazione dovrebbe <strong>coerentemente sostenere e informare la popolazione </strong>e svolgere una reale funzione sociale indicando gli scenari da monitorare con maggiore attenzione.</p>
<p>Drenare risorse nel contesto informativo verso l&#8217;esclusiva copertura dell&#8217;emergenza Covid-19 ha depotenziato la capacità dei giornali e delle Tv di coprire altri scenari molto interessanti e ha prodotto un proliferare di editoriali, articoli e note superflui, capaci solo di alimentare la <strong>rissa da saloon </strong>puntualmente pronta a scatenarsi nei salotti e nei dibattiti e di ridurre lo spazio concesso a coloro che con numeri, statistiche e scenari hanno maggior confidenza. La conseguenza è l&#8217;infodemia di cui giustamente de Kerckhove fa notare i rischi, compresa la possibile emergenza della <em>Coronavirus fatigue, </em>intesa come l&#8217;insofferenza e lo straniamento legati alla crescente sensazione di precarietà per la percepita inefficacia delle misure anti-contagio.</p>
<p>Paesi come F<strong>rancia e Regno Unito </strong>hanno un rapporto &#8220;mediatico&#8221; ben diverso col virus in quanto le dinamiche politiche sono molto accese in questi mesi e operatori dell&#8217;informazione e analisti non hanno perso di vista diversi scenari di riferimento, tra cui quello fondamentale sulle conseguenze economiche dell&#8217;emergenza pandemica. Negli Usa, invece, di coronavirus si parla ma nel quadro dell&#8217;animato confronto elettorale tra<a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-donald-trump.html"> Donald Trump</a> e <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden,</a> con una polarizzazione e un&#8217;enfasi ancora più &#8220;tossiche&#8221; di quanto avviene in Italia. In attesa del lungo autunno del Covid-19, dunque, l&#8217;allarme di una dilagante infodemia è uno scenario che i media devono prendere in considerazione, dato che la sua realizzazione è pressochè interamente legata al loro atteggiamento futuro. La stampa può analizzare, criticare, commentare e, ovviamente, errare, ma anche sul coronavirus serve un <strong>approccio bilanciato</strong>. Troppe notizie sul Covid-19, specie se superflue o addirittura fuorvianti, possono creare pericolose crisi di rigetto e abbattere anche la capacità e la volontà dell&#8217;opinione pubblica di informarsi rigorosamente sull&#8217;emergenza pandemica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/nei-media-italiani-si-parla-troppo-di-coronavirus.html">Nei media italiani si parla troppo di coronavirus?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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