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	<title>Ilisu Dam Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il progetto di Erdogan per togliere l&#8217;acqua all&#8217;Iraq</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 05:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ilisu Dam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati turchi a Hasankeyf (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mesopotamia, terra di latte e di miele dove migliaia di anni fa è nata la nostra civiltà. Una terra incontaminata, apparentemente lontana da tutto e da tutti, ma terribilmente vicina: ad un passo dall&#8217;Europa, con un piede in Asia, adiacente le zone calde del Medio Oriente come la Siria e l’Iraq. Ci troviamo nel Kurdistan &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/erdogan-e-il-progetto-ilisu-dam-allagare-il-kurdistan-per-togliere-acqua-alliraq.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/erdogan-e-il-progetto-ilisu-dam-allagare-il-kurdistan-per-togliere-acqua-alliraq.html">Il progetto di Erdogan per togliere l&#8217;acqua all&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati turchi a Hasankeyf (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Soldati-turchi-a-Hasankeyf-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Mesopotamia, terra di latte e di miele dove migliaia di anni fa è nata la nostra civiltà. Una terra incontaminata, apparentemente lontana da tutto e da tutti, ma terribilmente vicina: ad un passo dall&#8217;Europa, con un piede in Asia, adiacente le zone calde del Medio Oriente come la Siria e l’Iraq. Ci troviamo nel <strong>Kurdistan turco</strong>, croce e delizia di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>, un crocevia nel crocevia abitato da un popolo che ancora oggi chiede un riconoscimento, esattamente nel momento in cui è proprio sulle milizie curde che il mondo occidentale ha fatto affidamento per combattere lo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener">Stato islamico</a>.</p>
<p>Questa terra meravigliosa, che sfiora i 12mila anni di storia, in un altro angolo del mondo probabilmente sarebbe uno di quei luoghi dove viaggiatori e turisti pagherebbero qualsiasi cifra per godere delle sue bellezze. Invece il destino ha voluto che quest’area cadesse proprio nel mezzo di una <strong>polveriera geopolitica</strong>: investimenti e speculazioni estere, le rivendicazioni del Pkk, le smanie autarchiche di Erdogan, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener">il conflitto nel Paese di Assad</a> ma soprattutto l&#8217;ostinazione per impoverire d&#8217;acqua l’Iraq attraverso la famigerata <strong>Ilisu Dam</strong>.</p>
<p>Ed è proprio quest&#8217;ultimo ad essere divenuto uno dei target principali della politica estera di Erdogan: ed è per togliere l&#8217;acqua agli iracheni che da circa dieci anni il leader turco progetta di far annegare sott&#8217;acqua questi luoghi millenari. Simbolo di questo scempio imminente, la città di <strong>Hasankeyf</strong>, perla meravigliosa scavata nella pietra e cullata dal fiume Tigri, che nei prossimi mesi finirà sotto metri e metri d&#8217;acqua.</p>
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<p>Il progetto paventato da anni è diventato realtà: prima è stata costruita una grande diga idroelettrica, poi si è iniziato progressivamente a riempirla nonostante le vivaci proteste: i lavori stanno causando e causeranno lo sfollamento di migliaia di persone (i villaggi interessati sono circa 200) e rischiano di causare una serie di grosse carenze idriche più a sud, in Iraq, dove gli arabi delle paludi lottano da sempre contro la siccità. Per non parlare delle gravi conseguenze sull’ecosistema globale che si abbatteranno su flora e fauna fino in <strong>Siria</strong>. L&#8217;acqua sta ormai iniziando ad accumularsi nella diga di Ilisu, progetto faraonico che ha come obiettivo ultimo generare 1200 Megawatt di elettricità per la Turchia sud orientale.</p>
<h2>Agosto 2019: i lavori accelerano</h2>
<p>Il piano era già stato varato nel 1997 e costituiva uno dei nodi nevralgici di una più ampia strategia di ammodernamento dell&#8217;Anatolia sud-orientale, volta a modernizzare questa regione povera e meno sviluppata della Turchia. Fortissime sono le proteste che, oggi, giungono dall’<strong>Iraq</strong>: la diga crea una forte mancanza d&#8217;acqua riducendo i flussi di uno dei fiumi fondamentali per il Paese, di cui il 70% dell’approvvigionamento idrico proviene proprio da Paesi vicini, soprattutto da i due grandi fiumi che hanno dato vita alla Mesopotamia. La diga non piace soprattutto ai locali, che si rifiutano di trasferirsi o di spostarsi nel grande Paese dormitorio (di cemento) costruito a monte e che non approvano il “furto” d’acqua ai vicini: “Impareremo a nuotare” è diventato il loro slogan.</p>
<p>Proprio perché il progetto è sempre stato accompagnato da proteste, è oggi attenzionato da un vasto movimento internazionale e locale (“<strong>Salviamo Hasankeyf</strong>”) che opera per la salvaguardia dei siti storici e del diritto all’acqua. Al momento, lo stato dell&#8217;arte dei lavori è rilevabile solo da immagini satellitari: queste, nelle ultime settimane, confermerebbero che la diga ha iniziato a trattenere l&#8217;acqua e che l’allagamento totale delle zone interessate è ormai prossimo. Un gruppo di organizzazioni non governative, attivisti e sindacati hanno condiviso le immagini della diga che mostrano un aumento sensibile dell&#8217;acqua nell&#8217;ultima settimana di luglio: ciò sarebbe la prova che le valvole sarebbero state chiuse definitivamente. Contemporaneamente, il livello dell&#8217;acqua all&#8217;interno del lago della diga sembrerebbe crescere ogni giorno e gli abitanti delle zone sarebbero sempre più in allerta perché non sono in grado di prevedere quando l&#8217;acqua arriverà ad inondare le proprie case, le proprie strade, le proprie vite.</p>
<h2>Una serie di <em>start</em> e <em>stop</em> e il tentativo presso l’Unesco</h2>
<p>Il progetto ha avuto inizio ufficialmente nel 2006 con un imponente lavoro di scavo. Nel corso del tempo, numerosi ostacoli di natura politica e burocratica ne hanno bloccato la realizzazione come nel 2008, quando alcuni investitori europei si sono ritirati dal progetto. Il caso del <strong>Kurdistan meridionale</strong>, ed in particolare della cittadina mesopotamica, è stato portato anche all&#8217;attenzione dell&#8217;<strong>Unesco</strong>, tentando di far riconoscere la zona come <em>Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità</em>. Con lo scarto di appena un criterio mancante, l’Unesco ha segnato, con la propria sentenza pilatesca, il destino di quest’area.</p>
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<p>Sullo sfondo di questo dramma di acqua e terra non solo il destino di migliaia di agricoltori, pescatori, tessitori e piccoli artigiani che qui di turismo sopravvivono, ma anche un grande crimine culturale e artistico: pareti di roccia millenaria, un antico ponte romano sospeso sul fiume Tigri, il canyon che quest&#8217;ultimo crea all&#8217;interno della valle; e poi ancora, lo scempio del taglio della celebre <strong>tomba di Zeynel Bey</strong>, monumento che vanta circa 500 anni di vita, letteralmente segato e portato via in pezzi. La diversione del fiume, già in atto dal 2012, si porterà via sotto circa 30 metri tutto questo: piccoli mercatini, palafitte, enormi ficheti ombrosi, piccole strade acciottolate, bar di fortuna dove si può gustare un caffè (rigorosamente alla turca) stando seduti nell&#8217;acqua del fiume, le barche dei pescatori, telai, alberi, bestiame e parte della storia di tutti noi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/erdogan-e-il-progetto-ilisu-dam-allagare-il-kurdistan-per-togliere-acqua-alliraq.html">Il progetto di Erdogan per togliere l&#8217;acqua all&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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