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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 May 2025 08:52:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Guerra a Gaza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Un&#8217;unica ONG per gestire tutti gli aiuti a Gaza: ecco il piano di Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ununica-ong-per-gestire-tutti-gli-aiuti-a-gaza-ecco-il-piano-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 08:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il governo israeliano intende affidare gli aiuti a una sola organizzazione non governativa, la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ununica-ong-per-gestire-tutti-gli-aiuti-a-gaza-ecco-il-piano-di-israele.html">Un&#8217;unica ONG per gestire tutti gli aiuti a Gaza: ecco il piano di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250525191055345_baebde35f63d774fc1c42ba07abe9aa1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella Striscia di Gaza, una nuova fase della gestione degli aiuti umanitari sembra profilarsi all’orizzonte. Secondo fonti diplomatiche e umanitarie, il Governo israeliano intende affidare a una sola organizzazione non governativa, la <strong>Gaza Humanitarian Foundation</strong> (Ghf), il compito esclusivo di distribuire gli aiuti alimentari e sanitari alla popolazione palestinese.</p>



<p>La mossa, che escluderebbe centinaia di enti fino a oggi attivi nella zona, ha sollevato numerose critiche e preoccupazioni sia sul piano operativo che politico. Per la precisione 200 Ong e 15 agenzie delle Nazioni Unite attualmente attive non potrebbero più operare nella Striscia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi c&#8217;è dietro l&#8217;Ong sconosciuta</h2>



<p>La Gaza Humanitarian Foundation è una Ong registrata in <strong>Svizzera </strong>l’11 febbraio 2025 da&nbsp;<strong>David Papazian,</strong> ex amministratore delegato del Fondo di interesse nazionale armeno (Anif). In realtà diverse <a href="https://www.shomrim.news/eng/humanitarian-program-in-gaza">indagini </a>hanno sottolineato che esistono due organizzazioni sotto lo stesso nome, una delle quali registrata negli Stati Uniti, cosa che ha destato sospetti. Al momento non esiste una lista pubblica dei suoi finanziatori, ma diplomaticamente la fondazione gode del sostegno degli<strong> Stati Uniti</strong>. Secondo una <a href="https://s3.documentcloud.org/documents/25933457/gaza-humanitarian-foundation-overview-1.pdf">presentazione informale</a>, Ghf dovrebbe garantire l’assistenza inizialmente a 1,2 milioni di palestinesi, con l’obiettivo di raggiungerne 2 milioni.</p>



<p>Alla guida dell&#8217;organizzazione era stato designato <strong>Jake Wood</strong>, ex marine statunitense e fondatore di <strong>Team Rubicon</strong>, una Ong specializzata nei soccorsi durante e dopo disastri e crisi. Nella stessa presentazione figurano tra i collaboratori anche nomi di rilievo come <strong>Nate Mook</strong>, ex direttore di World Central Kitchen (l’organizzazione colpita da un attacco israeliano nell’aprile 2024 in cui persero la vita alcuni operatori) e l’ex primo ministro britannico <strong>Tony Blair</strong>. Ma Wood nella giornata di domenica ha fatto un passo indietro: &#8220;Sono orgoglioso del lavoro che ho supervisionato, compreso lo sviluppo di un piano pragmatico che potrebbe sfamare le persone affamate, affrontare le preoccupazioni di sicurezza relative alla deviazione e integrare il lavoro delle ONG di lunga data a Gaza&#8221;, ha dichiarato, aggiungendo che &#8220;è chiaro che non è possibile attuare questo piano rispettando rigorosamente i principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza, che non abbandonerò&#8221;.</p>



<p>Il piano d&#8217;azione è molto chiaro. Se solo la Ghf verrà autorizzata a operare a Gaza, verrebbero drasticamente ridotti i punti di distribuzione, da circa 400 a 4, ma soprattutto verrebbero localizzati solo ed esclusivamente nel Sud della Striscia.</p>



<p>I nuovi <strong>Secure Distribution Sites</strong> (Sds), così vengono chiamati, previsti da Ghf obbligherebbero quindi decine di migliaia di palestinesi a <strong>spostarsi forzatamente verso Sud</strong>, non potendo coprire quotidianamente lunghe distanze per accedere agli aiuti. E questo spostamento forzato suona proprio come quei piani definiti ormai molto tempo fa dal regime israeliano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una strategia coerente con gli obiettivi militari</h2>



<p>Questa nuova centralizzazione sembra infatti rispecchiare la linea già delineata dalle autorità israeliane, che da mesi ipotizzano la concentrazione degli aiuti in pochi grandi centri, con accessi controllati attraverso <strong>sistemi biometrici</strong> per identificare i palestinesi ai cancelli di ingresso. Una proposta già <strong><a href="https://idtechwire.com/unicef-rejects-israels-facial-recognition-plan-for-gaza-aid-distribution/">respinta dalle Nazioni Unite</a></strong>. </p>



<p>L&#8217;istituzione degli Sds coordinati con l’esercito israeliano ricorda da vicino la proposta avanzata a inizio maggio e si inserisce nel più ampio disegno militare di “svuotamento” del Nord della Striscia, nonché parte della campagna portata avanti dal Governo Netanyahu.</p>



<p>A partire dal 2 marzo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/un-mese-senza-aiuti-umanitari-a-gaza.html">Israele ha imposto un<strong> blocco totale</strong> </a>all’ingresso di cibo, carburante e medicinali, portando la <strong>crisi umanitaria</strong> a livelli estremi. Solo il 19 maggio il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato la ripresa (parziale) degli accessi per “ragioni pratiche e diplomatiche”, affermando che “non possiamo arrivare al punto delle morti per fame”. Una decisione presa senza coinvolgere il Consiglio dei Ministri, pur rientrando nelle prerogative legali del premier.</p>



<p>Nei giorni successivi, Israele ha annunciato l’ingresso di 98 camion di aiuti umanitari attraverso il valico di Kerem Shalom. Tuttavia, secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, i convogli sono stati trattenuti dalle forze israeliane e <strong>non sono ancora stati distribuiti</strong> ai civili gazawi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crescente pressione internazionale</h2>



<p>Di fronte alla gravità della situazione, l’<strong>Unione Europea</strong> ha deciso di rivedere il trattato di associazione commerciale con Israele, in vigore dal 2000. La proposta di revisione, avanzata dai Paesi Bassi, è stata approvata con 17 voti favorevoli su 27, tra cui quelli di Francia, Spagna, Belgio, Svezia e Irlanda. Si sono opposti invece Italia, Germania, Ungheria e Croazia.</p>



<p>Non è passata invece la proposta svedese di imporre <strong>sanzioni personali ai ministri </strong>del governo Netanyahu considerati parte dell’ala più estremista, bloccata dal veto ungherese. Ora la decisione finale spetta alla<strong> Commissione Europea</strong>, che dovrà valutare la portata delle presunte violazioni da parte di Israele e stabilire se interrompere o meno alcune forme di cooperazione bilaterale.</p>



<p>Parallelamente, Regno Unito, Canada e Francia stanno considerando l’imposizione di sanzioni per violazioni dei diritti umani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo controverso delle Ong “private” e i legami con i contractor americani</h2>



<p>La Gaza Humanitarian Foundation è al centro di una rete complessa che coinvolge società di sicurezza private statunitensi. In particolare, come<a href="https://s3.documentcloud.org/documents/25933457/gaza-humanitarian-foundation-overview-1.pdf"> dichiarato nel progetto </a>di 14 pagine,&nbsp; le operazioni logistiche e di sicurezza della Ghf saranno affidate a due contractor americani, nonché responsabili del progetto: <strong>Safe Reach Solutions</strong> e <strong>UG Solutions</strong>.</p>



<p>Safe Reach Solutions ha precedentemente operato nel corridoio di Netzarim, un&#8217;area controllata da Israele che separa il nord dal sud di Gaza, fornendo supporto logistico e pianificazione operativa. UG Solutions, fondata nel 2023 in North Carolina, è incaricata della gestione dei checkpoint interni e dell&#8217;ispezione dei veicoli, con personale armato impiegato per garantire la sicurezza delle operazioni.</p>



<p>Nella<a href="https://it.insideover.com/guerra/a-gaza-arrivano-i-mercenari-americani.html"> newsletter <strong>InsideOsint</strong></a>, disponibile per gli abbonati e resa accessibile ai lettori, è stata condotta un’indagine approfondita proprio sulla UG Solutions. È emerso che la UG Solutions è direttamente collegata a una Ong statunitense, la <strong>Sentinel Foundation</strong>, che si presenta come un&#8217;organizzazione dedita alla protezione dei bambini e alla risposta alle crisi umanitarie.</p>



<p>Secondo quanto ricostruito da InsideOsint, le due entità condividono amministratori e figure dirigenziali, alimentando i dubbi su una sovrapposizione tra operazioni umanitarie e attività paramilitari. La presenza della Sentinel Foundation nel cuore operativo della Striscia è stata documentata presso il checkpoint di Netzarim, dove personale riconducibile alla Ong è stato osservato durante la distribuzione di beni di prima necessità, come acqua e frutta.</p>



<p>Questa commistione tra soggetti apparentemente umanitari e contractor privati solleva interrogativi sulla <strong>trasparenza </strong>e <strong>l’imparzialità </strong>dell’assistenza prevista nel nuovo assetto a Gaza. In un contesto dove la gestione degli aiuti è sempre più controllata da Israele e mediata da attori esterni, l’uso di strutture ibride rischia di trasformare l’intervento umanitario in un’estensione indiretta della strategia militare e politica.</p>



<p>L&#8217;accentramento della gestione umanitaria nelle mani di una sola Ong, di recente fondazione, <strong>ideata da israeliani e sostenuta dagli Stati Uniti</strong>, rappresenta un possibile pericolo nel sistema degli aiuti a Gaza. In un contesto segnato da mesi di assedio, distruzioni massicce, morti indiscriminate e spostamenti forzati, le Ong indipendenti e le agenzie Onu denunciano il rischio che l&#8217;assistenza umanitaria venga strumentalizzata per fini politici e militari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ununica-ong-per-gestire-tutti-gli-aiuti-a-gaza-ecco-il-piano-di-israele.html">Un&#8217;unica ONG per gestire tutti gli aiuti a Gaza: ecco il piano di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>All eyes on Trump, ma intanto a Gaza si muore: Israele uccide 141 palestinesi in due giorni</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-trump-ma-intanto-a-gaza-si-muore-israele-uccide-141-palestinesi-in-due-giorni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 14:44:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1590" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1.jpg 1590w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-600x725.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-248x300.jpg 248w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-848x1024.jpg 848w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-768x927.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-1272x1536.jpg 1272w" sizes="(max-width: 1590px) 100vw, 1590px" /></p>
<p>All eyes on Trump, ma intanto a Gaza si continua a morire: ecco cosa sta succedendo in queste ore nella Striscia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-trump-ma-intanto-a-gaza-si-muore-israele-uccide-141-palestinesi-in-due-giorni.html">All eyes on Trump, ma intanto a Gaza si muore: Israele uccide 141 palestinesi in due giorni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1590" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1.jpg 1590w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-600x725.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-248x300.jpg 248w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-848x1024.jpg 848w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-768x927.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240714162621434_26d491a8d4637aa797cfab3b856a4b02-1-1272x1536.jpg 1272w" sizes="auto, (max-width: 1590px) 100vw, 1590px" /></p>
<p>Tra il 13 e il 14 luglio l&#8217;attenzione dei media internazionali è stata, spesso con interventi non esattamente centrati, comprensibilmente attirata dall&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/donald-trump-e-la-violenza-della-politica-usa.html">attentato </a>subito dall&#8217;ex e aspirante presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump,</strong> ferito a un orecchio a Butler, Pennsylvania. E in pochi minuti dalle cronache è scomparsa la notizia che fino a quel momento dettava l&#8217;agenda della politica internazionale, l&#8217;espansione dei <strong>bombardamenti israeliani su Khan Younis, nella Striscia di Gaza,</strong> che ieri sembravano aver provocato altre 70 vittime civili.</p>



<p>Il giorno dopo, ci tocca purtroppo ampliare questa conta: i morti registrati dal ministero della Sanità di Gaza nel raid contro il campo profughi di Al-Mawasi sito nella città di Khan Younis sono <strong>almeno 90, di cui 45 sarebbero donne o bambini, </strong>e come ricorda<strong> <a href="https://www.newarab.com/news/gaza-death-toll-mawasi-rises-90-after-israeli-massacre"><em>The New Arab</em></a></strong><a href="https://www.newarab.com/news/gaza-death-toll-mawasi-rises-90-after-israeli-massacre"> </a>&#8220;le vittime sono state causate da almeno quattro attacchi aerei israeliani separati su quattro case in diverse aree della città. Residenti e funzionari sanitari palestinesi hanno affermato che l&#8217;esercito israeliano ha intensificato i bombardamenti aerei e terrestri&#8221;. Ma non finisce qui. Tra sabato e domenica sarebbero almeno 141 i civili uccisi in  tutti gli attacchi israeliani nella Striscia compreso quello sul campo di Khan Younis. Un numero cosi elevato in soli due giorni non si vedeva dai bombardamenti su Rafah di fine maggio che hanno reso virale, complici i video violenti che mostravano la devastazione della città sotto tiro dell&#8217;Israel Defense Force, l&#8217;indignazione contro Tel Aviv secondo lo slogan &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-rafah-quel-messaggio-virale-che-risveglia-le-coscienze.html">All Eyes on Rafah&#8221;</a></strong>.</p>



<p>Come <em>InsideOver,</em> rivendichiamo con forza un dato di fatto: e cioè marcare bene e con attenzione la differenza tra <strong>il racconto della politica estera e quello dei tradizionali fatti di cronaca che riguardano tragedie o problematiche sociali</strong>. Se su quest&#8217;ultimo fatto un certo gradiente di mediaticità può essere indotto dall&#8217;emersione di particolari fatti di cronaca, si pensi ad esempio un episodio di &#8220;nera&#8221; complessa o a un disastro naturale, confondere i piani e applicare alla grande politica internazionale <strong>le regole della cronaca di altri settori </strong>è fuorviante. Altrimenti si finisce per <strong>dare priorità a singoli scenari</strong> dimenticando tutto il resto: oggi Gaza, domani l&#8217;Ucraina, dopodomani il Mar Rosso, estemporaneamente eventi-choc come l&#8217;attentato a Trump. La cui importanza non deve far <strong>dimenticare la necessità di parlare di tutti gli altri scenari</strong> che, purtroppo, vanno avanti incondizionatamente alla stessa maniera.</p>



<p>Per questo è importante, ora che metaforicamente si può affermare &#8220;<strong>All Eyes on Trump</strong>&#8220;, <strong>non dimenticarsi di tragedie come quella palestinese</strong> e ricordare l&#8217;ampiezza delle sofferenze subite dai cittadini di Gaza in ore in cui la pressione mediatica sul conflitto è, temporaneamente, ridotta. E in cui invece sulla <strong>guerra si amplificano le prese di posizione politiche</strong>: dai colloqui di pace a Doha si arriva alle recenti, nette dichiarazioni del neo-ministro degli Esteri britannico <strong>David Lammy</strong>, che in visita in Israele e in Cisgiordania ha condannato il prosieguo della guerra a Gaza: &#8220;La morte e la distruzione a Gaza sono intollerabili. Questa guerra deve finire ora, con un cessate il fuoco immediato, rispettato da entrambe le parti&#8221;, Israele e Hamas. Per le cancellerie internazionali il momento decisivo per provare a <strong>fermare una guerra che ha già fatto decine di migliaia di morti</strong>, ufficialmente <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-i-morti-a-gaza-possono-essere-cinque-volte-piu-di-quelli-dichiarati-dai-palestiniesi.html">40mila ma si teme siano molti di più</a>, non appare destinato a durare a lungo. E ogni morto è una tragedia ulteriore in un conflitto che nessuno pare capace di vincere militarmente. Un dato di fatto che non si può, oggi più che mai, dimenticare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/all-eyes-on-trump-ma-intanto-a-gaza-si-muore-israele-uccide-141-palestinesi-in-due-giorni.html">All eyes on Trump, ma intanto a Gaza si muore: Israele uccide 141 palestinesi in due giorni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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