<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>gru Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/gru/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/gru</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 21 May 2026 05:14:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>gru Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/gru</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Combattere a 6 mila metri di profondità: così la Russia si prepara alla guerra sui fondali marini</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/combattere-a-6-mila-metri-di-profondita-cosi-la-russia-si-prepara-alla-guerra-sui-fondali-marini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 05:14:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[gru]]></category>
		<category><![CDATA[Marina russa]]></category>
		<category><![CDATA[sabotaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarino Belgorod]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=517685</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="456" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569.webp 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569-300x171.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569-768x438.webp 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La Russia nonostante la guerra in Ucraina destina sempre maggiori risorse per la guerra nel dominio sottomarino, in particolare sui fondali</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/combattere-a-6-mila-metri-di-profondita-cosi-la-russia-si-prepara-alla-guerra-sui-fondali-marini.html">Combattere a 6 mila metri di profondità: così la Russia si prepara alla guerra sui fondali marini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="456" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569.webp 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569-300x171.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/Image-3-Belgorod-Nuclear-Powered-Submarine.jpg-e1718015752569-768x438.webp 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Le infrastrutture sottomarine, o che hanno un&#8217;importante componente sottomarina, come cavi di comunicazione, elettrodotti, linee di trasporto di idrocarburi e piattaforme di esplorazione/estrazione <strong>sono diventate cruciali nell&#8217;architettura di sopravvivenza di un Paese avanzato</strong>, al punto che, a fronte delle nuove minacce <em>underwater </em>rese possibili anche (ma non solo) dai recenti ritrovati tecnologici, sono state definite “critiche”.</p>



<p>Su <em>InsideOver </em>abbiamo trattato questo aspetto <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-perche-il-primo-colpo-di-una-guerra-sara-inferto-ai-cavi-sottomarini.html">in tempi non sospetti</a>, ovvero prima che il sabotaggio delle linee Nord Stream avesse acceso i riflettori sulla fragilità intrinseca di queste infrastrutture ad attacchi mirati, e prima ancora che fosse cominciata una vera e propria campagna “ibrida” di <strong>attacchi ai cavi sottomarini</strong> che, in Europa, si è <a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-finlandia-lituania-e-la-guerra-dei-cavi-sottomarini.html">focalizzata nel Mar Baltico</a>, ma che altrove ha visto episodi degni di nota in Estremo Oriente e nel Mar Rosso. L&#8217;importanza, oggi, dei cavi sottomarini è stata già sviscerata ma vale la pena ricordarla: <strong>più del 90% delle comunicazioni dati globali passa attraverso di essi,</strong> e il mercato della loro posa – affidata principalmente a società private – è in continua crescita per sopperire alla “fame” di velocità di connessione e diffusione di accesso alla rete.</p>



<p>In prospettiva, il mare offrirà altre <strong>opportunità di sviluppo</strong> che si tramuteranno istantaneamente in ulteriori problematiche di sicurezza. Due esempi valgano su tutti: lo sfruttamento delle risorse minerarie presenti sui e nei fondali oceanici (idrati di metano, noduli metalliferi), e l&#8217;avvio su larga scala di acquacolture per il sostentamento umano. </p>



<p>Non è quindi lontano dalla realtà ritenere che si debba decisamente avviare la definizione in ambito militare di un <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/giunto-momento-definire-lunderwater-warfare-2260658.html">dominio <em>underwater </em></a></strong>che racchiuda la <em>seabed warfare</em> in un ambito separato rispetto al dominio marittimo generale, stante le differenze fisiche che si incontrano a grandi profondità e lo sviluppo esponenziale di nuovi assetti per la lotta sottomarina, che grazie ad automazione spinta, nuovi materiali, e tecnologie quantistiche <strong>pone in essere una minaccia di un livello mai osservato prima nella storia dei conflitti,</strong> proprio per la dipendenza di una società moderna dalle infrastrutture sottomarine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dominio sottomarino è fondamentale per la Russia </h2>



<p>In questo contesto, e date le operazioni “ibride” sui cavi sottomarini già osservate in anni recenti, è di fondamentale importanza comprendere lo sviluppo delle capacità della <strong>Russia </strong>che potrebbero essere impiegate in tali operazioni, poiché la direzione di questo sviluppo, tra le altre cose, indica le reali intenzioni russe e gli scenari specifici che si stanno preparando. </p>



<p>Va osservato innanzitutto un dato interessante: nonostante il conflitto in Ucraina stia drenando risorse militari russe, in modo sempre più incisivo, <strong>Mosca non ha cessato di investire nel settore <em>underwater </em></strong>destinato a compiere attacchi ibridi in tempo di pace, che in tempo di guerra aperta diventerebbero tra le prime azioni militari. In particolare, sebbene il taglio di cablaggi nel Baltico non sia stato attribuito con certezza alla Russia – ma ci sono tutti gli indizi del caso – è interessante notare che questi abbiano avuto il loro picco tra il 2023 e il 2024 ovvero quando lo stallo dissanguante del conflitto ucraino si è stabilizzato. Significa quindi che Mosca ritiene il dominio <em>underwater </em>e la <em>seabed warfare</em> un <strong>livello chiave</strong> della sua postura militare, che, proprio per questo, non può che essere rivolta al contrasto alla NATO.</p>



<p>Un elemento importante delle capacità di guerra sottomarina della Russia è la Direzione Principale per la Ricerca sugli Abissi del Ministero della Difesa, nota come <strong>GUGI </strong>o come unità militare 40056. Si tratta di una delle unità più segrete dell&#8217;apparato militare russo i cui compiti principali includono la <em>seabed warfare</em> e le operazioni in acque profonde, tra cui l&#8217;installazione di apparecchiature per l&#8217;intercettazione delle telecomunicazioni sottomarine, il danneggiamento e la distruzione di infrastrutture subacquee, la mappatura dei fondali marini e il dispiegamento dei sistemi di sorveglianza e navigazione sottomarina. </p>



<h2 class="wp-block-heading">GUGI e GRU per ampliare la portata delle azioni</h2>



<p>Sappiamo che il GUGI è in grado di condurre <strong>operazioni a profondità fino a 6mila metri,</strong> utilizzando sistemi sottomarini a propulsione nucleare di tipo Losharik, altri come il Paltus e veicoli sottomarini autonomi di tipo Rus e Konsul, nonché utilizza sottomarini di grandi dimensioni come il <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-il-sottomarino-russo-belgorod-ha-preso-il-mare.html">Belgorod</a> come “nave madre” per altri veicoli autonomi – anche di grandi dimensioni – e per l&#8217;utilizzo del drone/siluro a propulsione e carica nucleare <strong>Poseidon</strong>, una delle armi di rappresaglia della Russia. È interessante notare che, pur essendo impegnata in una guerra difficile ed estenuante contro l&#8217;Ucraina, la Russia non smette di spendere le sue risorse per la creazione di costose infrastrutture che non hanno alcuna rilevanza per la vittoria in quella guerra, ma che sono <strong>estremamente necessarie in caso di una prolungata guerra convenzionale con l&#8217;Occidente</strong>, e per il miglioramento dei suoi assetti come il sottomarino <a href="https://www.rid.it/shownews/8069/nuovi-dettagli-sul-sottomarino-ldquo-speciale-rdquo-russo-khabarovsk">Khabarovsk</a>, anch&#8217;esso in grado di lanciare i Poseidon e di operare con ROV e altri sottomarini più piccoli, destinato a operare nella Flotta del Pacifico. Tra le unità impiegate figurano anche navi oceanografiche speciali, come la <strong>Yantar</strong> osservata più volte nei mari dei Paesi della NATO, che fungono da vettori per veicoli sottomarini di tipo Rus e Konsul sospettati di poter essere utilizzati per spionaggio e/o sabotaggio.</p>



<p><a href="https://www.rusi.org/explore-our-research/publications/commentary/seabed-war-russias-secretive-defence-units-and-undersea-sabotage-architecture">A partire dal 2023</a>, il GUGI ha avviato una stretta collaborazione con un&#8217;altra unità estremamente segreta dell&#8217;intelligence russa: il GRU (o GU) ovvero il servizio militare di intelligence e di operazioni segrete come sabotaggi, uccisioni mirate e destabilizzazione. Il risultato di questa cooperazione è stata la creazione, in Crimea, del 235esimo Centro di Addestramento Specializzato, unità militare 71712, <strong>specializzato in sabotaggio marittimo mediante veicoli senza pilota</strong>, anche a grandi profondità. L&#8217;appoggiarsi del GUGI al GRU ha un significato ben preciso: aumentare le capacità di sabotaggio/spionaggio sottomarine non solo con strumenti tecnici, ma anche affidandosi a risorse <strong>HUMINT (<em>Human Intelligence</em>)</strong>, nella fattispecie il reclutamento di agenti non russi in Paesi considerati ostili. L&#8217;ambiente sottomarino a grandi profondità è però, come detto, un ambiente altamente tecnologico, pertanto ci troveremo davanti ad un ampliamento dell&#8217;attività HUMINT di alto livello.</p>



<p>L&#8217;approccio russo è quindi sempre fortemente orientato al <strong>contrasto della NATO</strong> e al tentativo di uscire dallo strangolamento geografico imposto dal GIUK (Greenland, Iceland, United Kingdom) Gap con ogni mezzo, aumentando le capacità underwater per cercare di degradare le capacità dell&#8217;Alleanza in modo rapido durante le prime fasi di un conflitto aperto. Pertanto, anche in un&#8217;ottica globale in quanto il dominio <em>underwater </em>è teatro di scontro in altre aree di crisi che vedono la presenza di interessi europei e occidentali in senso lato, sarebbe opportuno velocizzare non solo lo sviluppo di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/consegnata-nave-tritone-marina-militare-si-rafforzano-2651847.html">contromisure difensive</a>, ma anche offensive per esprimere anche in questo ambito un efficace <strong>deterrenza</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/combattere-a-6-mila-metri-di-profondita-cosi-la-russia-si-prepara-alla-guerra-sui-fondali-marini.html">Combattere a 6 mila metri di profondità: così la Russia si prepara alla guerra sui fondali marini</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intelligence di Mosca: come lavorano e si dividono i compiti le spie del Cremlino</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-di-mosca-come-lavorano-e-si-dividono-i-compiti-le-spie-del-cremlino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 17:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[gru]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi federali per la sicurezza (Fsb)]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[Svr]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=515992</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1235" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-1536x988.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-600x386.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tre servizi segreti e due asset a cui appoggiarsi per le operazioni clandestine. Ecco quali sono gli obiettivi, la forza e le debolezze dell'apparato spionistico russo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-di-mosca-come-lavorano-e-si-dividono-i-compiti-le-spie-del-cremlino.html">L&#8217;intelligence di Mosca: come lavorano e si dividono i compiti le spie del Cremlino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1235" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-1536x988.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/russia-2-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Tre servizi segreti</strong>, due nati dalle ceneri del famigerato KGB, l’FSB e l’SVR, e poi il GRU, l’onnisciente servizio segreto militare che è nato dai figli della rivoluzione, fondato da Lenin nel 1918 e ancora oggi il più attivo su ogni campo e a ogni livello. Al di sotto di loro, <strong>due asset a cui appoggiarsi per le operazioni clandestine</strong>: le unità Spetsnaz, forze speciali alle dirette dipendenze dei servizi segreti, e la Wagner, la componente paramilitare a cui viene assegnato, sempre più frequentemente, il “lavoro sporco” nelle zone grigie o nel nuovo <em>Grande Gioco post-coloniale</em>. Così le spie del Cremlino si muovono sullo scacchiere globale, dall’Ucraina all’Africa, dall’Europa alle Americhe, dividendosi ruoli e operazioni ma servendo insieme, come un’unica entità, il presidente <strong>Vladimir Putin</strong>, che ne è stato parte come agente operativo e direttore, e gli interessi specifici della Federazione Russa nata dalle ceneri della grande Unione Sovietica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sicurezza interna e il controspionaggio</h2>



<p>Il <strong>Servizio Federale di Sicurezza</strong>, o <strong>FSB</strong>, spesso considerato come il diretto erede del KGB e il principale organo di sicurezza interna con la delicata funzione di controspionaggio, opera sotto la direzione di Alexander Bortnikov e concentra tutte le sue risorse sulla stabilità interna della Federazione Russa, svolgendo <strong>operazioni di controspionaggio</strong>, antiterrorismo, controllo delle frontiere e sicurezza ad ampio spettro. Il focus principale dell’FSB riguarda il <strong>contrasto a qualsiasi forma di influenza occidentale</strong> percepita come minaccia: tentativi di infiltrazione dei servizi stranieri, attività di Organizzazioni non governative considerate sospette, reti diplomatiche e altri vettori di penetrazione interna. Essenzialmente ciò che i servizi segreti occidentali, come l’MI5 britannico o la nostra AISI, oppongono alla minaccia ibrida che viene continuamente attribuita alle potenze che sorgono a oriente dei confini della NATO. </p>



<p>Pur concentrandosi sulle questioni che riguardano il territorio all’interno dei confini della Federazione, l’FSB estende le proprie attività anche all’estero, in quella che Mosca definisce una <strong>dimensione “difensiva”</strong>. Monitora diplomatici stranieri, ostacola operazioni di reclutamento di agenti da parte delle spie occidentali e conduce sempre più frequentemente operazioni informatiche e di influenza con impatto internazionale. Il servizio è stato inoltre profondamente coinvolto nel contesto ucraino, sia nella fase preparatoria che ha anticipato il <strong>conflitto con Kiev</strong>, sia nella gestione dei territori occupati e annessi dalla Russia, dalla Crimea alle Repubbliche separatiste del Donbass, mostrando quelli che gli americani hanno definito “<em>limiti significativi nella valutazione della resistenza ucraina</em>”. L’FSB può avvalersi, secondo quanto reso noto, di alcune unità di Spetsnaz sotto la sua direzione: il <strong>Gruppo Alpha</strong>, anche noto come Specgruppa A, un’unità d’élite specializzata nell’antiterrorismo, e il Gruppo Vympel, o Direttorato V, focalizzato sulla sicurezza di installazioni strategiche che sorgono oltre i confini territoriali. Il presidente russo Vladimir Putin è stato direttore dell’<strong>FSB dal 1998 al 1999</strong> per nomina del presidente Boris Eltsin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo spionaggio estero e le vere &#8220;spie&#8221; di Mosca</h2>



<p>Il <strong>Servizio di Intelligence Estera</strong>, o <strong>SVR</strong>, costituisce invece lo strumento principale per lo spionaggio all’estero. Diretto, secondo fonti ampiamente riportate ma non del tutto chiare, da <strong>Sergey Naryshkin</strong>, ha come missione la <strong>raccolta di informazioni strategiche</strong>, l’<strong>influenza politica</strong> e il reclutamento di agenti stranieri, anche se è ben noto il ruolo svolto dal GRU, l&#8217;intelligence militare, in questo ambito. Gli obiettivi privilegiati dell&#8217;SVR, il servizio segreto meno &#8220;citato&#8221; in Occidente, includono le istituzioni governative dei principali &#8220;avversari&#8221; teorici, come il governo degli Stati Uniti, le diverse leadership della NATO, i sistemi politici europei in genere, i <em>think tank</em> che collaborano con tali governi, centri economici rilevanti e, ovviamente, i servizi d&#8217;intelligence rivali. L’SVR è l’equivalente più vicino alla direzione operativa della CIA statunitense e svolge il ruolo che in Italia compete all&#8217;AISE.</p>



<p>Secondo Ken Robinson, esperto di antiterrorismo ed ex ufficiale delle forze speciali statunitensi, l&#8217;approccio di questa altra agenzia di spionaggio, che raccoglie l&#8217;eredità del KGB, si distingue per un metodo di &#8220;<em>lungo periodo, fondato sulla pazienza e sull’accesso strategico</em>&#8220;. Emblematico è il programma dei cosiddetti &#8220;<strong>illegali</strong>”, agenti sotto copertura inseriti per decenni nei Paesi target che operano senza copertura diplomatica, e che a differenza degli ufficiali di intelligence che lavorano sotto la protezione dell&#8217;immunità diplomatica nelle ambasciate, dunque sono <strong>formalmente registrati</strong>, vivono sotto false identità per infiltrarsi negli apparati straniere e raccogliere informazioni o fungere da agenti dormienti per essere attivati quando necessario. Questi agenti dovrebbero essere addestrati e gestiti da una particolare sezione nota come <strong>Direttorato S</strong>.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intelligence militare, la più aggressiva</h2>



<p>Il <strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-losint-ha-individuato-le-unita-del-gru-che-conducono-la-guerra-psicologica.html">GRU</a></strong>, ovvero la Direzione principale dello Stato Maggiore, rappresenta l’intelligence militare russa ed è generalmente considerato l’<strong>attore più aggressivo dal punto di vista operativo</strong>. Guidato, secondo diverse fonti, da <strong>Igor Kostyukov,</strong> si occupa di <strong>intelligence militare</strong>, supporto diretto al campo di battaglia, operazioni segrete, <strong>sabotaggio</strong> e <strong>guerra informatica</strong>. I suoi obiettivi includono infrastrutture militari della NATO, reti logistiche, industrie della difesa e infrastrutture critiche europee. </p>



<p>A differenza dell’SVR, il GRU privilegia l’azione immediata rispetto alla costruzione di lungo periodo. Tra i suoi reparti operativi figurano numerose forze speciali impiegate in missioni di ricognizione, sabotaggio e guerra non convenzionale, le già note <strong>unità Spetsnaz</strong>, gli &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/omini-verdidi-putin-ai-confini-delleuropa-2552762.html">omini verdi</a>&#8221; ampiamente utilizzati in Crimea e in Ucraina, che secondo gli osservatori internazionali stanno svolgendo ricognizioni in diversi territori ai confini della NATO, in particolare intorno all&#8217;exclave di Kaliningrad. <br><br>Tra le unità dirette dall&#8217;intelligence militare russa vi è la ben nota <strong>unità 29155</strong>, specializzata in operazioni di &#8220;<em>sovversione, sabotaggio e assassinio</em>&#8220;, collegata a operazioni clandestine e tentativi di assassinio in Europa e alla quale è stato attribuito l&#8217;attentato all&#8217;ex spia doppiogiochista <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-non-perdona-le-spie-skripal-gas-nervino-8-anni.html">Sergej Skripal</a>, e le unità 26165 e 74455, responsabili di campagne di guerra informatica, incluse interferenze elettorali e attacchi a infrastrutture. La forza del GRU risiede nella sua propensione all’azione, ma la sua &#8220;debolezza&#8221; emergerebbe nello scarso livello di furtività, essendosi esposta in diverse occasioni e diventando la principale realtà di spionaggio russa monitorata in Europa.</p>



<p>Sebbene formalmente distinti, questi servizi operano con ampie sovrapposizioni negli stessi campi &#8211; <strong>soprattutto in Europa, Ucraina e nei principali centri economici globali </strong>&#8211; dove le loro attività comprendono il reclutamento di agenti nelle istituzioni occidentali, l’infiltrazione nelle industrie della difesa, operazioni di sabotaggio e la <strong>manipolazione</strong> della <strong>narrazione politica</strong>. Secondo gli esperti d&#8217;intelligence il sistema russo è progettato per integrare rapidamente raccolta informativa e azione, comprimendo il tempo tra analisi e intervento in modo difficilmente replicabile dalle burocrazie occidentali: un&#8217;arma a doppio taglio che rappresenta allo stesso tempo un vantaggio e uno svantaggio, e <strong>rischia di ledere operazioni di lungo termine con azioni aggressive elaborate nel breve termine</strong> dove i diversi servizi segreti si &#8220;<em>accavallano</em>&#8220;. Ciò nonostante, si può chiaramente osservare come negli ultimi anni la dottrina operativa russa si sia evoluta verso un modello di guerra ibrida, che combina strumenti militari e non militari in una campagna continua e multidimensionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spetnaz e paramilitari, i nuovi asset della Guerra Ibrida </h2>



<p>È in questo contesto che le forze Spetsnaz e il Gruppo Wagner hanno iniziato a svolgere ruoli chiave come asset dei servizi d&#8217;intelligence convenzionali che li hanno resi una risorsa preziosa e non sempre riconducibile al loro operato. <br><br>Come sappiamo come il termine “<strong>Spetsnaz</strong>” non viene sempre indicata una determinata formazione o unità, ma un insieme non sempre lineare di forze speciali appartenenti a diversi rami, in particolare al GRU, che hanno diversi ruoli, dall&#8217;antiterrorismo alle operazioni speciali in territori ostili dove vengono condotte, ad esempio, operazioni di guerra a bassa intensità. Queste unità sono impiegate in azioni dirette, ricognizione e operazioni non convenzionali, con obiettivi che includono posizioni avanzate dei potenze avversarie, linee di rifornimento e infrastrutture critiche. In Ucraina, ad esempio, hanno svolto compiti di attacco mirato e supporto alle forze convenzionali, evidenziando sia elevate capacità operative sia vulnerabilità legate a intelligence imprecisa. <br><br>Il&nbsp;<strong>Gruppo Wagner</strong>, fondato da Yevgeny Prigozhin, il vertice dei paramilitari di punti che è morto a bordo del suo jet privato caduto tra Mosca e San Pietroburgo il 23 agosto, ha rappresentato invece uno <strong>strumento paramilitare</strong> operante nella <strong>zona grigia tra Stato e attori non statali</strong>. Impiegato in teatri come <strong>Siria,</strong> <strong>Libia</strong>, <strong>Repubblica Centrafricana</strong>, <strong>Mali</strong> e Ucraina, dove ha consentito alla Russia di proiettare potenza mantenendo una plausibile negabilità fin dal principio delle operazioni. In Ucraina ha avuto un ruolo rilevante, in particolare in battaglie ad alta intensità come Bakhmut, dove è stato utilizzato come forza d’assalto con tattiche estremamente costose in termini di perdite.</p>



<p>L&#8217;autonomia di questa grande struttura paramilitare, inquadrante secondo criteri diversi da quelli previsti dall&#8217;apparato militare, che è notoriamente permeato da gravi casi di negligenza e mancanza di disciplina, ha portato alla grave crisi del 2023, culminata nella sfida posta alla leadership militare di Mosca che ha portato a un rapido smantellamento del gruppo. Secondo le informazioni raccolte progressivamente, la <strong>Wagner è stata assorbita dallo Stato</strong>, che ha recuperato e reclutato le risorse più utili per metterle sotto il controllo del Ministero della Difesa e del GRU. Questo approccio si inserisce in una strategia più ampia, visibile già dal 2014 e intensificata dopo il 2022, basata su cyberattacchi, disinformazione, sabotaggio e uso di intermediari criminali. Tali attività operano <strong>sotto la soglia del conflitto aperto</strong>, ma nel lungo periodo erodono la coesione degli avversari, aumentando incertezza e costi decisionali. L’obiettivo non è una vittoria rapida e decisiva, ma la creazione di attrito diffuso e continuo che è poi regolarmente &#8220;sottolineato&#8221; dalle fonti d&#8217;intelligence che preferiscono rimanere anonime, e che accusano Mosca di condurre una <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/nuova-guerra-ombra-mosca-cos-rete-wagner-recluta-giovani-2610502.html">guerra ombra</a> in Europa. <br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Forze e debolezza di un sistema complesso</h2>



<p>I servizi russi presentano punti di forza strutturali rilevanti: capacità di sostenere operazioni a lungo termine, elevata tolleranza al rischio e integrazione diretta con il potere statale. Tuttavia, queste caratteristiche sono <strong>controbilanciate da debolezze sistemiche</strong>. La politicizzazione dell’intelligence genera distorsioni analitiche, le rivalità interne ostacolano il coordinamento e la corruzione compromette l’affidabilità dei dati. Inoltre, l’ambiente operativo occidentale si è trasformato radicalmente. Le società europee e nordamericane sono caratterizzate da un ecosistema di sorveglianza diffuso e decentralizzato, basato su dati finanziari, digitali e biometrici. Questo rende sempre più difficile per gli agenti operare in anonimato. Le tecniche tradizionali, efficaci durante la <strong>Guerra Fredda</strong>, risultano oggi meno adattive, come dimostrato dalla scoperta di numerose reti clandestine in Europa. Il moderno “<em>campo di battaglia della sorveglianza</em>” è definito da un’enorme quantità di dati generati quotidianamente, che consente alle agenzie di tracciare movimenti e correlare comportamenti con grande rapidità. Di conseguenza, lo spionaggio resta possibile, ma l’esposizione è molto più probabile e le reti individuate possono essere rapidamente smantellate. </p>



<p>In questo contesto, <strong>la guerra ibrida rappresenta il vero centro di gravità dell’approccio russo.</strong> Operazioni informatiche, disinformazione, influenza politica e pressione economica sono integrate in una strategia unificata volta a creare confusione e rallentare il processo decisionale degli avversari. In Europa ciò si traduce in interferenze elettorali e sostegno a movimenti estremisti, mentre in Ucraina include attacchi cyber e campagne di influenza rivolte anche al pubblico occidentale. L’obiettivo finale non è necessariamente la vittoria, ma la paralisi decisionale. L&#8217;analisi del complesso sistema di spionaggio russo ci mostra, almeno in superficie, come le spie del Cremlino e i le loro nuove risorse combinino <strong>pazienza strategica, integrazione con il potere statale, aggressività operativa</strong> e una notevole capacità di operare nella zona grigia in con contesto di ridondanza non necessariamente preventiva. <br><br>Ciò lo rende allo stesso tempo estremamente efficace e vulnerabile, specialmente dalle rivalità interne, e dai limiti operativi in ambienti ad alta sorveglianza dove un singolo passo falso può elevare la sorveglianza vanificando gli sforzi del servizio d&#8217;intelligence che ha operato meglio negli anni, causando, secondo alcune visioni, la &#8220;<strong>crescente esposizione</strong>&#8221; che si sta registrando in questi ultimi anni, che non può o deve sempre essere collegata a un crescere delle operazioni spionistiche condotte dalla Russia, ma alle <strong>negligenze</strong> che in uno scenario di maggiore allerta possono essere monitorate con maggiore efficienza, e portano all&#8217;attivazione delle contromisure o delle procedure necessarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lintelligence-di-mosca-come-lavorano-e-si-dividono-i-compiti-le-spie-del-cremlino.html">L&#8217;intelligence di Mosca: come lavorano e si dividono i compiti le spie del Cremlino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Così l&#8217;Osint ha individuato le unità del GRU che conducono la guerra psicologica</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-losint-ha-individuato-le-unita-del-gru-che-conducono-la-guerra-psicologica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[gru]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=506341</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1024x632.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-768x474.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1536x948.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-2048x1264.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Gli analisti avrebbero tracciato una delle unità più segrete dell'intelligence russa con la faleristica, lo studio di medaglie e decorazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-losint-ha-individuato-le-unita-del-gru-che-conducono-la-guerra-psicologica.html">Così l&#8217;Osint ha individuato le unità del GRU che conducono la guerra psicologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-300x185.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1024x632.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-768x474.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-1536x948.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220320181014490_13fe1ea552dc4d022ed11c780f79965e-2048x1264.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Svelare unità e operativi del <strong>GRU</strong>, l&#8217;intelligence militare russa, con Osint è possibile? Degli analisti avrebbero &#8220;t<em>racciato l&#8217;infrastruttura di una delle unità più segrete dell&#8217;intelligence russa</em>&#8221; utilizzando la faleristica, ovvero lo studio accademico di medaglie e decorazioni militari, e attraverso altre tecniche Osint, attività di <strong>Open Source Intelligence</strong>. Cosa ne è venuto fuori?</p>



<p>L’analisi delle operazioni informative russe ha spesso sofferto di un limite strutturale: la difficoltà di collegare attività digitali, apparentemente frammentate, a unità militari concrete. Un recente studio basato su tecniche OSINT propone però un approccio diverso, capace di ricostruire – almeno in parte – l’<strong>architettura delle cosiddette </strong><em><strong>Information Operations Troops</strong> </em>del GRU. Il punto di partenza è tanto semplice quanto inusuale: medaglie, distintivi e simboli militari. Attraverso la raccolta e l’<strong>analisi sistematica di immagini pubbliche</strong>, i ricercatori hanno <a href="https://checkfirst.network/wp-content/uploads/2026/02/OSINT_Phaleristics_Unveiling_GRUs_Information_Operations_Troops.pdf">applicato principi di Phaleristics</a> (lo studio delle decorazioni militari, <em>ndr</em>) per individuare ricorrenze, connessioni e riferimenti incrociati tra personale, unità e funzioni operative.</p>



<p>Il risultato della <strong>mappatura preliminare pubblicata da CheckFirst 2026</strong> mostra un ecosistema che, fino a oggi, era noto soprattutto per singoli episodi – attacchi cyber, campagne di disinformazione, operazioni di influenza – ma raramente osservato come struttura organizzata. Citiamo testualmente: &#8220;<em>Sulla base degli indicatori visibili sulle decorazioni che abbiamo analizzato, e corroborati attraverso ricerche open-source, le Truppe per le Operazioni Informatiche (VIO) del GRU sembrano comprendere oggi almeno quindici unità, che abbracciano tre specializzazioni storicamente radicate: crittografia e crittoanalisi, operazioni di rete informatica e operazioni psicologiche. La maggior parte di queste unità precedono la creazione delle VIO e hanno avuto origine all&#8217;interno di diverse branche del GRU. Tuttavia, sono state successivamente riunite sotto una struttura di comando unificata che è stata molto probabilmente istituita nel 2014 e, secondo quanto riferito, supervisionata dall&#8217;Unità Militare 55111 del GRU. Alcune delle unità VIO sono note al pubblico da tempo, in particolare le Unità 26165 e 74455, poiché le rivelazioni pubbliche hanno rispettivamente attribuito loro le operazioni dei gruppi di hacker APT28 e Sandworm. Altre, invece, sono state scarsamente documentate, o non documentate affatto, né precedentemente collegate al VIO, come le unità 20766, 48707 o 20978.</em>&#8220;</p>



<p>Tuttavia, il contributo più rilevante dello studio è l’emersione di strutture meno visibili, che suggeriscono un livello di complessità e coordinamento superiore rispetto a quanto ipotizzato in precedenza. L’elemento distintivo dell’indagine è il metodo: invece di partire dagli attacchi per risalire agli attori, il processo si sviluppa “<em>dal basso</em>”, aggregando indizi apparentemente marginali. Un <strong>distintivo fotografato durante una cerimonia</strong>, una medaglia conferita a personale tecnico, un simbolo ricorrente su uniformi non ufficiali: ciascun dettaglio diventa un nodo informativo che, se correlato ad altri, contribuisce a delineare una rete. Chi è amante delle trame di spionaggio, ricorderà l&#8217;analisi che si faceva un tempo degli scatti fotografici rubati durante gli eventi pubblici che potevano attirare funzionari e ufficiali di alto livello, come le parate militari nella Piazza Rossa, per studiare i profili, confrontare posizioni, uniformi, gradi, e volti di uomini e donne che potevano essere inviati oltre cortina, sotto copertura, magari proprio in <strong>missione diplomatica</strong> presso le ambasciate.</p>



<p>Dalle evidenze raccolte emerge un quadro che, pur restando incompleto, appare coerente e soprattutto temporalmente radicato: le cosiddette <em>Information Operations Troops </em>del GRU risultano operative almeno dal 2014, in coincidenza con una fase di profonda trasformazione della postura strategica russa nel dominio informativo. Non si tratterebbe, quindi, di strutture nate in modo estemporaneo o reattivo, ma di un dispositivo progressivamente consolidato, verosimilmente articolato in circa quindici unità distinte, ciascuna con funzioni specifiche ma inserita in un disegno complessivo. L’analisi suggerisce infatti una ripartizione lungo tre direttrici principali. Da un lato, una componente tecnico-analitica legata alla <strong>crittografia</strong> e all’<strong>intelligence dei segnali</strong>, fondamentale per l’intercettazione, la protezione e l’elaborazione delle informazioni; dall’altro, un asse più propriamente offensivo, riconducibile alle operazioni cyber, in cui rientrano <strong>attività di intrusione, sabotaggio e accesso illecito ai sistemi</strong>; infine, una dimensione più sfumata ma altrettanto centrale, quella delle operazioni psicologiche e della <strong>disinformazione</strong>, <strong>orientate a influenzare percezioni, narrazioni e comportamenti</strong>. In breve, le azioni più attuali, frequenti e in un certo senso importanti che l&#8217;intelligence moderna può svolgere, dato che nell&#8217;era dell&#8217;informazione telematica la percezione dell&#8217;opinione pubblica, e l&#8217;influenza che si riesce imporre su di essa, può creare una &#8220;vittoria&#8221; prima ancora che essa venga raggiunta, o tramutare una sconfitta sul campo in una vittoria percepita. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nella guerra dell’informazione chi è più convincente, vince.</h2>



<p>All’interno di questo perimetro, alcune unità risultano già note alla comunità di analisti, come la 26165, comunemente associata al <strong>gruppo APT28</strong>, <strong>Fancy Bear</strong>, o la<strong>74455</strong>, collegata a operazioni attribuite a Sandworm: sigle che negli anni sono diventate quasi sinonimo delle capacità offensive russe nel cyberspazio. Tuttavia, ciò che conferisce maggiore rilevanza allo studio è l’emersione di ulteriori entità che, fino a oggi, erano rimaste ai margini dell’attenzione o del tutto sconosciute. La loro individuazione, seppur ancora parziale, suggerisce che <strong>l’ecosistema delle operazioni informative del GRU sia più ampio e stratificato di quanto precedentemente ipotizzato</strong>, con livelli di specializzazione e compartimentazione che riflettono una vera e propria istituzionalizzazione della guerra informativa.</p>



<p>Questo approccio evidenzia uno degli aspetti più rilevanti dell’Osint contemporaneo: la capacità di <strong>trasformare dati pubblici e non classificati in intelligence operativa</strong>. In un contesto in cui le organizzazioni militari adottano misure sempre più sofisticate per occultare le proprie attività, l’esposizione involontaria attraverso canali aperti rimane un punto di vulnerabilità. Va tuttavia sottolineato che le conclusioni dello studio restano, per natura, parziali. L’assenza di fonti interne e la dipendenza da materiali <em>open source</em> impediscono di definire con precisione la dimensione delle unità, le catene di comando complete e, soprattutto, il dettaglio delle operazioni condotte.</p>



<p>Nonostante questi limiti, il quadro che emerge è significativo: le operazioni informative non rappresentano più un’estensione accessoria delle attività militari, ma una componente strutturata e istituzionalizzata. L’integrazione tra <strong>cyber warfare </strong>e <strong>guerra psicologica</strong> appare sempre più sistematica, con unità dedicate, simboli identificativi e – verosimilmente – percorsi di carriera specifici. In questa prospettiva, lo studio non si limita a descrivere un insieme di unità, ma contribuisce a ridefinire il modo in cui osserviamo il conflitto contemporaneo. La dimensione informativa non è più un dominio parallelo: è parte integrante del campo di battaglia. E, come dimostra questo caso, può essere analizzata – e in parte svelata – anche partendo da <strong>dettagli</strong> che, a prima vista e per dei &#8220;<strong>non addetti ai lavori</strong>&#8220;, potrebbero sembrare del tutto <em>irrilevanti</em>.<br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/cosi-losint-ha-individuato-le-unita-del-gru-che-conducono-la-guerra-psicologica.html">Così l&#8217;Osint ha individuato le unità del GRU che conducono la guerra psicologica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/224 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-11 19:46:29 by W3 Total Cache
-->