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	<title>G-7 Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 19 Sep 2019 19:15:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>G-7 Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il patto tra Macron e Trump: il governo italiano deciso a Biarritz?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/patto-macron-merkel-trump-conte-biarritz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 08:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G-7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="816" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118-768x326.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118-1024x435.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente del Consiglio italiano è stato deciso a Biarritz? È questo il dubbio che può sorgere unendo tutti i puntini del percorso dell&#8217;ultima crisi di governo,m arrivata mentre il premier Giuseppe Conte era impegnato nella riunione del G7 in Francia. Riunito insieme ai grandi della Terra, il capo del governo italiano (dimissionario) ha ricevuto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/patto-macron-merkel-trump-conte-biarritz.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="816" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118-768x326.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/G7-Macron-Merkel-e-Trump-Conte-Biarritz-La-Presse-e1567411995118-1024x435.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il presidente del Consiglio italiano è stato deciso a <strong>Biarritz</strong>? È questo il dubbio che può sorgere unendo tutti i puntini del percorso dell&#8217;ultima crisi di governo,m arrivata mentre il premier Giuseppe Conte era impegnato nella riunione del G7 in Francia. Riunito insieme ai grandi della Terra, il capo del governo italiano (dimissionario) ha ricevuto numerosi endorsement da parte dei leader arrivati nella cittadina francese. Ma è soprattutto su tre personalità che bisogna puntare gli occhi: Donald Trump, Emmanuel Macron e Angela Merkel.</p>
<p>La leader tedesca è da sempre interessata alla possibilità che in Italia vi sia un governo fedele alla linea di Bruxelles. L&#8217;Unione europea quale moltiplicatore di potenza di <strong>Germania</strong> (e Franca) è un tratto caratteristico dei governi di Berlino, che considerano da sempre l&#8217;Ue quale la struttura attraverso cui costruire la propria potenza regionale. La cancelliera, leader del Partito popolare europeo e soprattutto a capo della superpotenza europea per eccellenza, ha fatto capire in maniera netta di non volere un governo spostato eccessivamente verso l&#8217;Atlantico o verso la Russia o un esecutivo che non garantiva l&#8217;appartenenza cieca ai vincoli europei. E non è un caso che il retroscena di Repubblica di alcuni giorni fa abbia portato alla luce <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/telefonata-merkel-pd-conte-bis-va-fatto-ogni-costo-1746461.html">una telefonata della stessa Merkel</a> a un esponente di alto livello del Partito democratico in cui si chiedeva a gran voce un governo di matrice progressista con l&#8217;esclusione dei sovranisti. E con Conte premier.</p>
<p>Dello stesso avviso, il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong>. Il capo dell&#8217;Eliseo, considerato un rivale strategico del governo giallo-verde, vede nella nascita di un esecutivo rosso-giallo uno strumento di tutela degli interessi francesi, dal momento che il Pd ha storicamente ottimi rapporti con l&#8217;establishment di Parigi e non ha mai negato la volontà di fermare l&#8217;innalzamento dei toni tra Palazzo Chigi e il governo francese. Durante l&#8217;esperienza di governo Lega-Movimentano Cinque Stelle, più volte Italia e Francia hanno avuto scontri molto accesi su diversi fronti. Dall&#8217;immigrazione agli interessi strategici in Libia fino agli affari industriali, Parigi e Roma si sono viste su fronti contrapposti. E l&#8217;asse di <strong>Matteo Salvini</strong> con Marine Le Pen così come la (ormai conclusa) alleanza tra M5S e gilet gialli avevano manifestato una vera e propria conflittualità tra i due Paesi. In mezzo, Quirinale e Patito democratico, che invece hanno sempre rappresentato i ponti tra i due lati delle Alpi. E l&#8217;idea che l&#8217;Italia potesse passare da un governo avverso a un governo fondamentalmente in linea con l&#8217;Europa a trazione franco-tedesca non può non piacere a Macron ,intenzionato da molto te po a ergersi quale guida dell&#8217;Europa in un momento di indebolimento dell&#8217;industria tedesca e di fisiologica perdita di leadership della cancelliera tedesca. Amica sì, ma non alleata a tal punto da non pensare a un cambio della guardia nella leadership dell&#8217;Unione europea.</p>
<p>Infine, Donald Trump. Il tweet del presidente americano con cui è stato espresso l&#8217;augurio di vedere ancora Conte presidente del Consiglio è stato interpretato come un <strong>endorsement di Trump</strong> al governo composto da Movimento 5 Stelle e Pd. Ma la questione è fondamentalmente diversa. Trump, come suggerito anche da personalità vicine alla sua cerchia, non ha espresso un endorsement verso il governo con il Pd, ma, come spiegato su questa testata, un augurio personale nei confronti del premier Conte. Un premier amico che ha sempre fatto capire di avere interesse a mantenere un ottimo rapporto con gli Stati Uniti anche in chiave di apertura alla Russia nel G7, oltre che nel mostrare piena appartenenza all&#8217;asse atlantico e condivisione di certi obiettivi strategici americani. Obiettivi di cui fa parte anche l&#8217;Europa e il grande fronte del Mediterraneo allargato, dove gli Stati Uniti vogliono risolvere alcune crisi. la prima delle quali è proprio quella dell&#8217;Iran.</p>
<p>L&#8217;Iran è stato al centro del dibattito di Biarritz. E Trump si gioca tutto sulla risoluzione dell&#8217;escalation del<strong> Golfo Persico</strong>. Ma per farlo gli serve l&#8217;Europa, e l&#8217;Europa significa Francia e Germania. Soprattutto la prima, visto che Macron ha già fatto capire di poter giocare un ruolo di primaria importanza nella definizione dello scontro tra Teheran e Washington. I due presidente hanno parlato a lungo (e da soli) a margine del G7 francese. E quel cinguettio di Trump nei confronti di Conte può essere letto anche come la conclusione, o meglio, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/quelle-pressioni-macron-dietro-lendorsement-trump-conte-1745454.html">la certificazione di un patto</a>. L&#8217;amministrazione repubblicana, almeno per il momento, non si metterà contro un esecutivo guidato da un &#8220;amico&#8221;. E questo, probabilmente, è un conto da pagare per avere Francia e Germania dalla propria parte nelle trattative con l&#8217;Iran: il vero scoglio per il governo americano. Uno scoglio che, unito alla guerra dei dazi con la Cina, sarà il vero snodo strategico dei prossimi mesi del governo guidato da The Donald.</p>
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		<title>Zarif arriva in Francia: la crisi iraniana sbarca al G7</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zarif-francia-biarritz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2019 14:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G-7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437-1024x515.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, è arrivato a Biarritz, in Francia. E al G-7 di Emmanuel Macron entra di diritto la crisi tra Iran e Stati Uniti. Il potente ministro iraniano è arrivato a sorpresa nella città francese su invito del governo francese. Da quanto si evince, non per parlare al summit &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/zarif-francia-biarritz.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="965" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437-300x151.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437-768x386.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_10172288-e1566745057437-1024x515.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il ministro degli Esteri iraniano, <strong>Mohammad Javad Zarif</strong>, è arrivato a Biarritz, in Francia. E al G-7 di Emmanuel Macron entra di diritto la crisi tra Iran e Stati Uniti. Il potente ministro iraniano è arrivato a sorpresa nella città francese su invito del governo francese. Da quanto si evince, non per parlare al summit ma per discutere direttamente con il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian. Un incontro che segue il vertice tra Zarif e Macron a Parigi e che dimostra una cosa: se è vero che la Francia non ha ricevuto il &#8220;mandato di discutere&#8221; con Teheran, come affermato da alcune fonti durante il G-7, è altrettanto chiaro che è ora la Francia l&#8217;epicentro europeo della crisi del Golfo Persico.</p>
<p>Dopo il vertice nella capitale francese, Zarif aveva detto all&#8217;emittente francese &#8220;France 24&#8221; che vi erano &#8220;buone proposte per salvare l&#8217;accordo sul nucleare&#8221;. &#8220;Oggi, continuiamo a discutere con Emmanuel Macron&#8221;, ha detto il capo della diplomazia di Teheran, che considera l&#8217;Eliseo quale vero interlocutore occidentale di questa escalation tra Washington e la Repubblica islamica che sta infiammando non solo il Golfo Persico, ma anche l&#8217;intero Medio Oriente. Lo hanno dimostrato i sequestri delle petroliere sia a Gibilterra che nelle acque tra Penisola arabica e Iran, sia i nuovi raid israeliani in Iraq prima e in Siria dopo. La tensione sale ed è tutta una concatenazione di eventi e di tensioni che non possono essere distinte l&#8217;una dall&#8217;altra. Fa tutto parte di un un unico blocco. E risolvere il nodo del nucleare iraniano significa di conseguenza muovere tutti i fili dei diversi campi di battaglia che coinvolgono rotte petrolifere e le guerra di Siria e Yemen.</p>
<p>La Francia, in tutto questo, ha assunto un ruolo essenziale. Macron ha da sempre mostrato la volontà di mettere in salvo l&#8217;accordo sul programma nucleare iraniano. E il fatto che adesso, a sorpresa, a Biarritz arrivi Zarif, è un segnale inequivocabile della volontà di ergersi a guida del gruppo europeo che vuole tutelare il mantenimento dell&#8217;accordo del 2015 firmato dal cosiddetto 5+1 e che Trump ha stracciato non appena entrato nella Casa Bianca. E non è un caso che il presidente degli Stati Uniti abbia avuto un pranzo con Macron non appena sbarcato in Francia così come non è altrettanto casuale che nei giorni precedenti entrambi i leader abbiano aperto i canali con un altro Paese al centro delle crisi mondiali: la Russia di Vladimir Putin.</p>
<p>Segnali inequivocabili su come l&#8217;asse tra Parigi e Washington corre su due direttrici: una diretta verso il Cremlino, l&#8217;altra direttamente all&#8217;epicentro della crisi della crisi iraniana: Teheran. Una partnership che per gli Stati Uniti ha un duplice significato. Da un lato vogliono dividere l&#8217;asse franco-tedesco confermando di puntare più sulla Francia e di assediare, invece, la Germania. Dall&#8217;altra parte, Trump ha ben chiaro che uno scontro diretto con l&#8217;Iran non è nell&#8217;interesse della sua amministrazione, ma che può riuscire a modificare a suo vantaggio l&#8217;accordo del 2015 soltanto con l&#8217;aiuto francese, che ha da sempre un canale privilegiato con l&#8217;Iran. E forse è anche per questo che è arrivata la minaccia del presidente Usa sui dazi al vino francese. un segnale di come Washington voglia garantirsi un impegno molto diverso da parte dei partner europei per costringere l&#8217;Iran a trovare un accordo.</p>
<p>Sul fronte dell&#8217;Eliseo, invece, la mossa di Macron e Le Drian è un colpo a sorpresa che manifesta la volontà di Parigi di consolidare l&#8217;immagine di un Paese diverso, che vuole ergersi a guida dell&#8217;Unione europea in chiave diplomatica e militare. Un&#8217;occasione ghiotta con una Merkel sempre più debole e con l&#8217;Italia fuori dai giochi. L&#8217;arrivo di Zarif, da quello che dicono i francesi, non è per un invito al G7 ma per un vertice bilaterale. M,a è del tutto evidente che c&#8217;è dell&#8217;altro: i delegati iraniani non incontreranno quelli americani, ma è abbastanza chiaro che Biarritz e i francesi possono diventare un ponte: quello tra l&#8217;Iran e gli Stati Uniti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il ciclone Trump si abbatte sul G7 di Macron</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-g7-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2019 13:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G-7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="588" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864-768x301.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864-1024x401.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dazi, Iran, Unione europea, Brexit. Il ciclone Donald Trump si abbatte sul G7 di Biarritz e adesso, mentre per mesi siamo stati abituati a sentire parlare di un presidente isolato, bisogna fare i conti con un&#8217;altra realtà. Che può non piacere a quotati osservatori che per anni hanno narrato di un&#8217;America &#8220;alone&#8220;, ma che adesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-g7-macron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="588" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864-300x118.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864-768x301.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Donald-Trump-al-tavolo-del-G7-a-Biarritz-Getty-e1566740355864-1024x401.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dazi, Iran, Unione europea, Brexit. Il ciclone <strong>Donald Trump</strong> si abbatte sul G7 di Biarritz e adesso, mentre per mesi siamo stati abituati a sentire parlare di un presidente isolato, bisogna fare i conti con un&#8217;altra realtà. Che può non piacere a quotati osservatori che per anni hanno narrato di un&#8217;America &#8220;<em>alone</em>&#8220;, ma che adesso esiste e ne va preso atto: l&#8217;amministrazione Usa non è affatto sola. Anzi, la linea politica del presidente americano &#8211; sicuramente eccentrica e a tratti non priva di pericoli &#8211; sta ottenendo l&#8217;effetto sperato dai suoi strateghi.</p>
<p>Il capo della Casa Bianca, criticato in maniera pesantissima dai suoi oppositori per il suo eclettismo, si è presentato a questo G7 francese assumendo da subito la guida del summit. Altro che i leader europei: il vero mattatore è stato proprio The Donald, che in poche ore ha già fatto capire chi fosse a dettare l&#8217;agenda del vertice. Con in mano il dossier Iran e la guerra dei dazi con la Cina, il presidente degli Stati Uniti è sbarcato nella patria di <strong>Emmanuel Macron</strong> innanzitutto con una minaccia rivolta al padrone di casa: dazi verso i vini francesi. Un ultimatum da non prendere sottogamba, visto che Washington non sembra andarci troppo per il sottile nelle sfide commerciali. E se alla minaccia cui è arrivata la timida risposta di Donald Tusk &#8211; &#8220;Reagiremo&#8221; &#8211; subito dopo il presidente Usa ha chiesto a Macron un pranzo privato per discutere direttamente col suo omologo francese.</p>
<p>Un segnale inequivocabile: per Washington la minaccia dell&#8217;Unione europea non conta. A Trump interessa parlare faccia a faccia con i singoli leader dell&#8217;Ue, respingendo l&#8217;ipotesi di incontri multilaterali. Il problema dell&#8217;amministrazione americana riguarda, anzi, proprio <strong>l&#8217;Europa a trazione franco-tedesca</strong> e l&#8217;idea che Berlino possa aver costruito un sistema che le permette di espandersi a discapito dell&#8217;altra parte dell&#8217;Atlantico. Un moltiplicatore di potenza che gli Stati Uniti guardano con estremo sospetto. Ed è il motivo per cui premono sull&#8217;industria tedesca ed è lo stesso motivo per cui Trump ha voluto vedere Macron. Meglio dividere l&#8217;asse di Aquisgrana e minacciare dazi piuttosto che trovarsi con un&#8217;Unione guidata da Parigi e Berlino.</p>
<p>L&#8217;incontro con Macron sembra essere stato proficuo. La minaccia dei dazi sui prodotti francesi ha fatto capire al presidente francese di non poter contrapporsi troppo alla linea Usa. C&#8217;è in ballo la strategia mediorientale e quella africana, che Macron non ha mai messo da parte. C&#8217;è l&#8217;interesse degli Stati Uniti a fare in modo che gli Stati europei non si scindano dalla Nato. E c&#8217;è soprattutto l&#8217;Iran: che per Trump è un nodo fondamentale da sciogliere. La guerra non la vuole: ma il pantano del <strong>Golfo</strong> è molto rischioso e Teheran non è disposta a cedere senza garanzie sull&#8217;accordo. E la Francia appare la vera potenza Ue in grado di garantire forza politica e militare per contrattare con la Repubblica islamica.</p>
<p>Subito dopo l&#8217;incontro con Macron è arrivato il vertice con <strong>Boris Johnson</strong>. L&#8217;asse tra il presidente Usa e &#8220;Bojo&#8221; appare sempre più solida. E nonostante alcune divergenze strategiche inevitabili (Cina e Iran in primis), l&#8217;idea è che la <em>special relationship</em> tra Londra e Washington ora abbia ripreso forza. Johnson vuole andare fino in fondo con la Brexit e Trump è pronto a sostenere questa linea del nuovo primo ministro. Ha incoronato il premier britannico definendolo &#8220;l&#8217;uomo giusto per la Brexit&#8221; e ha confermato l&#8217;impegno a un accordo commerciale &#8220;molto ampio&#8221; con il Regno Unito non appena finirà l&#8217;appartenenza della Gran Bretagna all&#8217;Unione. Tradotto: Trump tira dirtto per portare a casa un accordo con Londra e per infliggere un altro colpo all&#8217;Unione europea.</p>
<p>Ma non è tutto. Sempre a Biarritz, Trump ha anche lanciato un altro messaggio, ben più importante negli schemi internazionali: l&#8217;apertura alla Russia per il ritorno nel gruppo dei grandi. Il presidente degli Stati Uniti si è rivolto al Cremlino dicendo di essere pronto al rientro di Mosca. &#8220;Abbiamo un certo numero di persone che vorrebbero vedere la Russia tornare. Penso che sarebbe vantaggioso per molte cose nel mondo, sarebbe positivo&#8221; ha detto il The Donald. Un&#8217;apertura che rientra in quella degli scorsi giorni sia dello stesso leader americano che del presidente francese Macron. Interessati a convergere per trovare un compromesso con Vladimir Putin e sfidando lo stallo imposto dall&#8217;Unione europea e dallo Stato profondo americano. Altro segnale che da Washington soffia un vento diverso, che può piacere o meno, ma che di sicuro non ha portato a quell&#8217;isolamento sperato da molti.</p>
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		<title>Brexit, dazi e Amazzonia: tutti i dossier bollenti del G7</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brexit-dazi-amazzonia-dossier-g7.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 16:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G-7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Gli occhi del mondo sono puntati sulla cittadina costiera francese di Biarritz che, da oggi, ospita l&#8217;incontro del G7: uno degli appuntamenti più importanti per la comunità internazionale. Diverse le questioni calde che verranno affrontate dai leader dell’Unione Europea e dal gruppo dei sette. Quest’anno il meeting si svolgerà sotto la presidenza della Francia che riceve &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/brexit-dazi-amazzonia-dossier-g7.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="727" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379-768x372.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Biarritz-G-7-La-Presse-e1566577589379-1024x496.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Gli occhi del mondo sono puntati sulla cittadina costiera francese di <strong>Biarritz</strong> che, da oggi, ospita l&#8217;incontro del G7: uno degli appuntamenti più importanti per la comunità internazionale. Diverse le questioni calde che verranno affrontate dai leader dell’Unione Europea e dal gruppo dei sette. Quest’anno il meeting si svolgerà sotto la presidenza della Francia che riceve il testimone dal Canada dove lo scorso anno si è tenuto l’incontro. Ad aprire le danze sarà il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk seguito dal presidente francese<strong> Emmanuel Macron</strong>. Grande assente sarà invece </span><a href="http://www.ansa.it/europa/notizie/qui_europa/2019/08/19/intervento-juncker-riuscito-ma-non-partecipera-al-g7_1d2e8e11-5b1a-4ea2-9596-11a7434b896a.html"><span style="font-weight: 400;">Jean-Claude Juncker per motivi di salute.</span></a><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Il &#8220;menu del giorno&#8221;</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra i punti in </span><a href="https://www.consilium.europa.eu/en/meetings/international-summit/2019/08/24-26/"><span style="font-weight: 400;">agenda</span></a><span style="font-weight: 400;"> svettano le tensioni commerciali che caratterizzano il panorama mondiale dall’insediamento del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. E ancora, </span><a href="https://www.reuters.com/article/us-g20-japan-europe/eu-to-call-for-help-from-g20-leaders-in-reforming-wto-idUSKCN1TS1QH"><span style="font-weight: 400;">la riforma della World Trade Organization</span></a><span style="font-weight: 400;"> giunta in eredità dal <strong>G20 di Osaka</strong> al fine di preservare al meglio il sistema regolamentato di scambi internazionali minacciato dalla guerra dei dazi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La presidenza francese punta tutto sulla lotta contro le &#8220;ineguaglianze&#8221;. Trovano spazio, quindi, la discussione sulla parità di genere con l’atteso annuncio </span><i><span style="font-weight: 400;">dell’</span></i><a href="https://www.afdb.org/en/topics-and-sectors/initiatives-partnerships/afawa-affirmative-finance-action-for-women-in-africa"><i><span style="font-weight: 400;">Affirmative Finance Action for Women</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;"> in </span></i><span style="font-weight: 400;">Africa, il supporto finanziario dell’Unione Europea alla Banca africana di sviluppo. Si parlerà anche dei crescenti rapporti con l’Africa e dei progetti dei paesi membri del G7 per la creazione di strumenti a supporto dello sviluppo economico sul continente. </span></p>
<div id="gallery_224719" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_224719 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190822170407_30235004.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190822170407_30235004-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190822170414_30235008.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190822170414_30235008-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190822170431_30235013.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190822170431_30235013-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204700_30229466.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204700_30229466-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204708_30229469.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204708_30229469-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204722_30229473.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204722_30229473-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204754_30229482.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204754_30229482-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204804_30229487.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204804_30229487-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204810_30229490.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204810_30229490-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204812_30229491.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204812_30229491-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204821_30229493.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204821_30229493-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204823_30229494.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190821204823_30229494-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190822162937_30234527.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/LAPRESSE_20190822162937_30234527-150x150.jpg","subHtml":""}];</script>
<p><span style="font-weight: 400;">Tra gli altri temi all&#8217;ordine del giorno rimane centrale la questione ambientale. In questa sede verrà rinnovato l’impegno dell’Unione europea con l’</span><a href="https://unfccc.int/process-and-meetings/the-paris-agreement/what-is-the-paris-agreement"><span style="font-weight: 400;">Accordo di Parigi</span></a><span style="font-weight: 400;"> per la riduzione delle emissioni di gas serra e per incentivare ed implementare gli investimenti finanziari in sostenibilità. I discorsi verteranno anche sui prossimi passi in tema di G7 </span><a href="https://www.canada.ca/en/environment-climate-change/services/managing-reducing-waste/international-commitments/ocean-plastics-charter.html"><span style="font-weight: 400;">Ocean Plastic Charter</span></a><span style="font-weight: 400;">, il provvedimento adottato durante lo scorso incontro a <strong>Charlevoix</strong> per la riduzione dell’inquinamento da plastica.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Le questioni aperte</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La tabella di marcia di questa tre giorni sembra essere, quindi, ben definita. Ci sono, tuttavia, diverse questioni che rimangono nel “fuori menu”. Partendo dall&#8217;Italia, il G7 vedrà la prima apparizione del premier uscente <strong>Giuseppe Conte</strong> dopo le dimissioni del 20 agosto. Una <em>deadline</em> importante incombe sull&#8217;Italia proprio nei giorni del G7 e nel procrastinarsi della crisi di governo. Il 26 agosto è infatti la data limite per la presentazione a Bruxelles del nome del </span><a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/conte-ingombrante-anche-come-commissario-ue_it_5d5d7816e4b0d043dd743653"><span style="font-weight: 400;">commissario europeo per l’Italia</span></a><span style="font-weight: 400;">, finora non pervenuto, e la formazione della nuova Commissione europea della von der Leyen non aspetterà i tempi della crisi politica italiana.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le luci della ribalta saranno, però,  tutte per </span><a href="https://www.cnbc.com/2019/08/23/g7-summit-trump-and-boris-johnson-meeting-could-be-awkward.html?&amp;qsearchterm=g7"><span style="font-weight: 400;">Boris Johnson</span></a><span style="font-weight: 400;"> nella sua prima apparizione internazionale in veste di premier britannico. Da un lato questo weekend rappresenta la prima occasione di BoJo, nominato successore di Theresa May, di presentarsi al cospetto di quell’Europa irremovibile sull&#8217;accordo per l’uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Unione ma forte della sua ipotesi “no-deal”. Dall&#8217;altro lato, Johnson attende anche l’incontro con Donald Trump, previso per domenica, per discutere di probabili accordi post-Brexit tra Gran Bretagna e Stati Uniti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio Donald Trump è il secondo protagonista del G7. Oltre ad essere uno dei principali attori della battaglia all&#8217;ultimo sangue sulle tariffe commerciali, Trump ha anche di recente riaperto la porta alla Russia per la formazione di un nuovo G8. “</span><a href="https://news.sky.com/story/donald-trump-it-would-be-appropriate-for-russia-to-rejoin-g7-11790100"><span style="font-weight: 400;">Sarebbe appropriato che la Russia tornasse a riunirsi al G7, per dare vita di nuovo al G8</span></a><span style="font-weight: 400;">” ha affermato il presidente dalla Casa Bianca che motiva l’estromissione del Paese per una sfida di orgoglio del suo predecessore, <strong>Barack Obama</strong>, piuttosto che per l’ufficiale occupazione russa della Crimea. Ad avallare l’idea di Trump è anche Emmanuel Macron ma secondo quanto riferiscono fonti Ue un secco “</span><a href="https://www.milanofinanza.it/news/no-dell-ue-alla-russia-a-partecipare-ai-colloqui-tra-i-leader-mondiali-del-g7-201908221252388514"><span style="font-weight: 400;">No</span></a><span style="font-weight: 400;">” è arrivato da parte dell’Europa la quale  crede che riaprire le porte al Cremlino “sarebbe controproducente e un segno di debolezza”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine, data la rilevanza del tema ambientale, il gruppo dei sette dovrà discutere anche di <a href="https://it.insideover.com/ambiente/dopo-la-siberia-gli-incendi-devastano-anche-lamazzonia.html">quanto sta accadendo in Amazzonia</a>. Il polmone del mondo va a fuoco e per <strong>Jair Bolsonaro</strong>, prima partito alla conquista dei terreni forestali con conseguente disboscamento, accusa le Ong di volerlo mettere in cattiva luce. E quando a lanciare l’allarme è anche il francese Macron, che con un </span><a href="https://twitter.com/EmmanuelMacron/status/1164617008962527232"><span style="font-weight: 400;">tweet</span></a><span style="font-weight: 400;"> da oltre oceano chiede che la questione venga affrontata durante il G7, Bolsonaro risponde con un vecchio cavallo di battaglia chiamato colonialismo. “Dispiaciuto che il presidente Macron cerchi di strumentalizzare una questione interna al Brasile e agli altri Paesi dell&#8217;Amazzonia, il tutto a scopi politici. Il tono sensazionalistico con il quale si riferisce all&#8217;Amazzonia non risolve affatto il problema – </span><a href="https://twitter.com/jairbolsonaro/status/1164667765799694345"><span style="font-weight: 400;">twitta il presidente brasiliano</span></a><span style="font-weight: 400;"> &#8211; Il governo brasiliano resta aperto al dialogo sulla base di questioni oggettive e di reciproco rispetto. La proposta del presidente francese di discutere di questioni dell&#8217;Amazzonia durante il G7, senza la partecipazione dei Paesi della regione, evoca uno spirito colonialista che mal si colloca nel Ventunesimo secolo&#8221;.</span></p>
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		<title>Biarritz si prepara per l&#8217;incontro del G7</title>
		<link>https://it.insideover.com/gallery/biarritz-si-prepara-per-lincontro-del-g7.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 16:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G-7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="888" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483-1024x474.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Biarritz, nel sud della Francia, le forze di sicurezza si preparano per il vertice del G7: Emmanuel Macron farà gli onori di casa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="888" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Polizia-a-Biarritz-La-Presse-e1568110202483-1024x474.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/gallery/biarritz-si-prepara-per-lincontro-del-g7.html">Biarritz si prepara per l&#8217;incontro del G7</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Adesso Trump apre alla Russia per cercare di strapparla alla Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2018 06:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G-7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="459" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-putin-getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-putin-getty.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-putin-getty-300x197.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>L&#8217;apertura di  Donald Trump alla Russia per far rientrare Mosca all&#8217;interno del G-7 non deve sorprendere. La sua è una scelta pragmatica e molto meno legata alle accuse di essere filo-russo, come sostenuto dal filone d&#8217;indagine passato alla storia come Russiagate. I suoi obiettivi sono molto meno ideologico e molto meno dietrologici di quanto si possa credere. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-russia.html">Adesso Trump apre alla Russia per cercare di strapparla alla Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="459" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-putin-getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-putin-getty.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-putin-getty-300x197.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p><p>L&#8217;apertura di  <strong>Donald Trump</strong> alla Russia per <a style="color: #0000ff" href="http://collaboratori.ilgiornale.it/news/politica/trump-spiazza-e-apre-mosca-ora-sanzioni-sono-rivedibili-1538424.html">far rientrare Mosca all&#8217;interno del G-7</a> non deve sorprendere. La sua è una scelta pragmatica e molto meno legata alle accuse di essere filo-russo, come sostenuto dal filone d&#8217;indagine passato alla storia come Russiagate.</p>
<p>I suoi obiettivi sono molto meno ideologico e molto meno dietrologici di quanto si possa credere. Non ci sono valigette di soldi né presunti aiuti alla campagna elettorale. C&#8217;è uno scopo strategico: evitare che la Russia consolidi la sua  <strong>alleanza con la Cina</strong>. Un incubo che a Washington iniziano a ritenere ancora più pericoloso di un eventuale blocco eurasiatico composto da Unione europea e Russia. </p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://collaboratori.ilgiornale.it/redirect/mondo/viaggio-putin-pechino-cementa-l-asse-russia-e-cina-1538527.html">L&#8217;incontro in Cina fra Xi Jinping e Vladimir Putin</a> ha mostrato che i tempi sono maturi per un consolidamento ulteriore dell&#8217;asse fra l&#8217;orso e il dragone. E le immagini provenienti da Pechino non devono avere lasciato dormire sonni tranquilli alla Casa Bianca, dove sono tutti consapevoli che l&#8217;isolamento nei confronti del Cremlino sta di fatto consegnando  <strong>la Russia nelle mani della Cina</strong>.</p>
<p>La strategia americana è tradizionalmente ancorata su un solo fine: evitare che siano blocchi in grado di primeggiare e mettere a repentaglio la supremazia statunitense. Obiettivo pragmatico che a Washington hanno portato avanti per decenni. Ma che adesso, nella fase di  <strong>transizione geopolitica</strong> che stiamo vivendo, rischia di sfuggire di mano.</p>
<p>Gli Stati Uniti hanno cercato, in questi ultimi anni, di isolare la Russia. Un percorso iniziato da anni e che ha avuto il suo apice in particolare con le sanzioni che hanno colpito gli interessi russi ed europei. Per anni, i partner del Vecchio Continente hanno seguito la politica americana. Ma adesso stanno ottenendo il risultato opposto: l&#8217;Europa si sta riavvicinando a Mosca mentre l&#8217;amicizia tra Putin e Xi rischia di consolidare  <strong>un polo asiatico</strong> incredibilmente forte.</p>
<p>Gli Stati Uniti al bivio</p>
<p>L&#8217;idea che è adesso gli Usa si trovino a un<strong> bivio strategico</strong> e, in ogni caso, devono perdere qualcosa per cercare di guadagnare altro.</p>
<p>Se riaprono alla Russia, dandole modo di rientrare nel blocco &#8220;occidentale&#8221;, rischiano di dare di nuovo ossigeno alla <strong><em>partnership  </em>fra Mosca e Stati dell&#8217;Europa</strong>. Una convergenza di interessi che sta già ritornando, sulla spinta dell&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2018/06/05/world/europe/putin-trump-europe-tariffs.html">incapacità europea di seguire la linea politica della nuova amministrazione americana</a>.</p>
<p>Se non riaprono alla Russia, possono provare a fare di tutto per spezzare i rapporti fra il Cremlino e il blocco europeo, sperando nell&#8217;alleanza con i partner Nato. Ma il rischio è quello che sta già avvenendo: fare in modo che la Russia diventi definitivamente parte di un grande blocco asiatico edificato sull&#8217;impalcatura della  <strong>Shangai Cooperation Organization</strong> voluta fortemente dalla Cina. </p>
<p>A lungo termine, bisognerà capire cosa interessa di più agli Stati Uniti. Attualmente, la Russia rappresenta un ostacolo a tutta la politica americana in Medio Oriente e Nordafrica. Ma a questo problema, si aggiunge anche  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.militarytimes.com/flashpoints/2018/06/06/heres-how-the-us-is-preparing-for-a-possible-russian-attack-in-europe/">la questione dell&#8217;Europa orientale</a>, che dall&#8217;Ucraina al Baltico vede le forze Nato impegnate a rafforzare continuamente il confine con Mosca. </p>

<p>Tuttavia, c&#8217;è anche il <strong>fronte del Pacifico</strong>, anzi,  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cina-stati-uniti/">dell&#8217;Indo-Pacifico</a>, in cui è la Cina ad essere il vero grande problema dell&#8217;America. Una Cina che sta assumendo la leadership asiatica con la Nuova Via della Seta, che mette le sue radici anche in Europa, ma che soprattutto sta creando i presupposti per la supremazia del Pacifico occidentale, dalla Corea al Sudest asiatico.</p>
<p>Tra la Russia e la Cina, probabilmente è quest&#8217;ultima ad essere considerata il vero nemico strategico di Washington. Ed è un problema rilevato recentemente anche dall&#8217;ex segretario di Stato  <strong>Madeleine Albright</strong> in un&#8217;intervista con il <a href="https://www.washingtonpost.com/video/postlive/former-secretary-of-state-albright-the-key-word-is-trust-when-it-comes-to-north-korea/2018/05/31/bb237a6c-64e1-11e8-81ca-bb14593acaa6_video.html?utm_term=.c7460acf65ff"><em>Washington Post</em></a> .</p>
<p>Il gelo di Putin alla proposta di Trump</p>
<p><strong> &#8220;La Russia è focalizzata su altri format&#8221;</strong>. È stata questa la risposta di Vladimir Putin mentre il presidente russo era in visita di Stato a Pechino, ospite del suo omologo cinese, Xi Jinping.</p>
<p>E su questa risposta si costruiscono tutti gli interrogativi del caso: al Cremlino interessa realmente rientrare nel blocco composto dalle cosiddette grandi potenze, e che tornerebbe ad essere di nuovo G-8? I dubbi rimangono. È chiaro che Putin cerchi di ottenere di nuovo una posizione riconoscitiva nel consesso internazionale anche ad Occidente.</p>

<p>Ma la situazione attuale impone a Mosca una serie di riflessioni. L&#8217;idea di Trump è  allettante: la Russia tornerebbe perché invitata proprio dal Paese che l&#8217;ha estromessa. Ma gli &#8220;altri format&#8221; di cui parla Putin, come è ad esempio l&#8217;Organizzazione di Shanghai, rendono evidente che il Cremlino voglia prendere tempo. I piano sono diversi.</p>
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		<title>Mentre il mondo guarda al Canada in Cina va in scena l&#8217;anti G-7</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/g-7-cina-qingdao.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jun 2018 14:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[G-7]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Mentre gli occhi del mondo si concentrano sul  Canada, a Qingdao, in  Cina, va in scena  l&#8217;anti G-7. Al vertice della  Shanghai Cooperation Organization(Sco), si riuniscono i leader di Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, India e Pakistan. E l&#8217;Iran è presente come osservatore. Le grandi potenze dell&#8217;Asia sono riunite per decidere le strategie del futuro. L&#8217;anti G-7 di Qingdao &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/g-7-cina-qingdao.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/g-7-cina-qingdao.html">Mentre il mondo guarda al Canada in Cina va in scena l&#8217;anti G-7</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/06/GETTY_20180608142705_26583090-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Mentre gli occhi del mondo si concentrano sul  <strong>Canada</strong>, a Qingdao, in  <strong>Cina</strong>, va in scena  <strong>l&#8217;anti G-7</strong>.</p>
<p>Al vertice della  <strong>Shanghai Cooperation Organization</strong>(Sco), si riuniscono i leader di Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, India e Pakistan. E l&#8217;Iran è presente come osservatore. Le grandi potenze dell&#8217;Asia sono riunite per decidere le strategie del futuro.</p>
<p>L&#8217;anti G-7 di Qingdao</p>
<p>A  <strong>Qingdao</strong> sono rappresentate le potenze emergenti (o ormai consolidate) che rappresentano non solo buona parte della popolazione mondiale, ma anche la maggior parte dell&#8217;Asia.</p>
<p>Proprio per questo motivo, il vertice cinese rappresenta un summit estremamente importante che svuota per certi versi di significato quello del Canada. Parlare di  <strong>grandi della Terra</strong> senza avere fra gli ospiti Cina, India e Russia, sembra essere una scelta sbagliata non solo a livello politico, ma anche a livello storico.</p>
<p>La Shangai Cooperation Orgaization oggi non è più un&#8217;organizzazione politica per contrapporsi alle forze occidentali, come se fosse un moto di ribellione post-coloniale. Oggi la Sco rappresenta Pil in crescita, <strong>potenze militari</strong>, Paesi che hanno una linea politica convergente su molti aspetti.</p>
<p>Il polo d&#8217;Oriente, cui rischia di entrare definitivamente anche la Russia, rappresenta ormai il  <strong>contrappeso ideologico e politico</strong> a tutto quello che rappresenta il mondo occidentale: Stati Uniti in testa.</p>
<p>La Cina guida il vertice</p>
<p>Xi Jinping ospita il summit con l&#8217;idea di presentarsi, ancora una volta, quale leader di un Paese che può avere la <em>leadership</em> del continente. La  <strong>Nuova Via della Seta</strong>, il progetto infrastrutturale, economico e politico desiderato con forza dal presidente, rappresenta l&#8217;immagine più eloquente di questo sogno di Pechino.</p>
<p>Il vertice sarà aperto da un discorso di Xi in cui la  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.xinhuanet.com/english/2018-06/09/c_137241789.htm">One Belt One Road</a>, lanciata nel 2013 dallo stesso presidente cinese in Kazakistan, avrà un ruolo essenziale. Ed è un progetto che investe gli interessi di tutti i Paesi coinvolti nella Sco. Per la Cina un simbolo del suo potere geopolitico. Per gli altri Stati uno strumento di crescita, ma anche un pericolo legato all&#8217;evidente supremazia economica di Pechino.</p>
<p>L&#8217;Iran e la Corea: la Sco come realtà alternativa</p>
<p>Le crisi in Corea e le tensioni con l&#8217;Iran sono sicuramente i nodi più importanti del summit. Per quanto riguarda l&#8217;Iran, rappresentato a Qingdao da Hassan Rohani, Cina e Russia hanno sempre sostenuto una politica del tutto contrapposta a quella degli Stati Uniti. Mosca e Pechino vogliono salvare l&#8217;accordo sul nucleare iraniano. E anche l&#8217;India  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/india-sanzioni-iran/">ha negato di voler seguire Donald Trump</a> nella sua politica anti-iraniana.</p>
<p>L&#8217;Iran vuole entrare nell&#8217;organizzazione. E oggi Putin, incontrando Rohani, ha dichiarato:  &#8220;L&#8217;Iran è coinvolto nella Sco da molto tempo, siamo consapevoli del vostro desiderio di partecipare pienamente. Voi conoscete la posizione della Russia e la sosterremo&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;unione d&#8217;intenti che è rappresentata anche nella questione della  <strong>Corea del Nord.</strong> Cina e Russia hanno sempre svolto una politica favorevole a una stabilizzazione della crisi e a una denuclearizzazione graduale. In questo, ancora una volta, contrapponendosi a Washington. </p>
<p>La Russia e la Sco: un rapporto complesso</p>
<p>la Russia vive con la Sco un rapporto complesso. Da un lato  <strong>Vladimir Putin</strong> ha cementato con Xi Jinping  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/putin-cina/">un asse di fondamentale importanza</a>. Ieri l&#8217;incontro a Pechino è stato il simbolo di un asse politico (ma anche umano) decisamente in crescita. Un&#8217;alleanza pragmatica che serve a entrambi.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, la Russia ha una  <strong>natura bicefala</strong> che le permette di guardare all&#8217;Asia e all&#8217;Europa nello stesso momento. Per Mosca è essenziale ancorarsi in Asia, ma sa che questo format continentale rischia di essere molto più legato ai desideri della Cina che a quelli della Russia.</p>
<p>Al Cremlino interessa essere inserito all&#8217;interno del blocco della Sco. Ma non vuole che questo enorme sistema politico ed economico diventi una sorta di grande  <strong>palcoscenico cinese</strong>. Per questo, i rapporti blaterali fra Cina e Russia sono essenziali per comprendere il gioco di pesi e contrappesi politici all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione di Shanghai.</p>
<p>L&#8217;asse fra i due Paesi regge, ma esistono una serie di ambiti in cui Mosca sa che  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/russia-e-cina-unalleanza-pragmatica-20160">Pechino può strapparle lo scettro</a>, <em>in primis</em> in  <strong>Asia centrale</strong>. Le repubbliche nate dalla dissoluzione dell&#8217;Unione sovietica erano tradizionalmente legati a Mosca. Oggi, l&#8217;ascesa di Pechino rende questi Stati molto più aperti all&#8217;influenza cinese.</p>
<p>Lotta al terrorismo</p>
<p>Al centro del vertice di Qingdao anche  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.analisidifesa.it/2018/05/shanghai-cooperation-organization-il-bilancio-del-contrasto-al-terrorismo-islamico/">la lotta contro gli estremismi, i separatismi e il terrorismo</a>, questioni che per la Cina e la Russia sono legate quasi indissolubilmente. Lo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.repubblica.it/esteri/2018/05/18/news/uiguri_islam_cina_campi_concentramento-196696639/">Xinjiang in Cina</a> come la Cecenia per la Russia rappresentano simboli di questa connessone fra separatismo e terrorismo. Con l&#8217;estremismo islamico a fare da matrice di fondo de nemici di entrambi</p>

<p>La guerra in Siria ha già evidenziato i legami fra la Russia e la Cina nella lotta al terrorismo. Putin ha sostenuto con forza Bashar al Assad contro le <strong>bandiere nere del Califfato</strong>. Ma anche la Cina, in maniera più silenziosa, ha supportato Damasco inviando consiglieri militari in territorio siriano.  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/sempre-piu-cinesi-combattono-con-lisis/">I terroristi uiguri arruolati dall&#8217;Isis</a> sono un problema.</p>
<p>Temi che interessano naturalmente anche le repubbliche dell&#8217;Asia centrale, dove <strong>l&#8217;Afghanistan</strong>, non ancora membro della Sco, rappresenta un buco nero di terrorismo. E fondamentali anche per <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, dove il terrorismo è un problema di natura fondamentale. Islamabad ha spesso utilizzato  gruppi criminali nella sua eterna sfida contro l&#8217;India. Ma l&#8217;asse creato con la Cina ha fatto sì che il governo pakistano si sia assestato su posizioni meno intransigenti. E la spinta degli Stati Uniti per un  <a href="https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2017/08/22/india-already-gives-afghanistan-billions-in-aid-now-trump-says-india-must-help-us-more/">maggiore coinvolgimento indiano in Afghanistan</a> nasce anche dall&#8217;esigenza di spezzare l&#8217;influenza pakistana sul territorio controllato dai talebani. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/g-7-cina-qingdao.html">Mentre il mondo guarda al Canada in Cina va in scena l&#8217;anti G-7</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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