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	<title>discriminazione Archives - InsideOver</title>
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	<title>discriminazione Archives - InsideOver</title>
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		<title>Donne senza finestre: l&#8217;ultimo degli 80 decreti dei Talebani per l&#8217;apartheid di genere</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/donne-senza-finestre-lultimo-degli-80-decreti-dei-talebani-per-lapartheid-di-genere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 11:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Apartheid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sabato 28 dicembre un nuovo decreto emesso dal governo afghano impone il divieto di avere finestre su aree destinate alle donne.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/donne-senza-finestre-lultimo-degli-80-decreti-dei-talebani-per-lapartheid-di-genere.html">Donne senza finestre: l&#8217;ultimo degli 80 decreti dei Talebani per l&#8217;apartheid di genere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Afghanistan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010423294335_429cdaaa1722937c283c0cb62a678d0b-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sabato 28 dicembre un <strong>nuovo decreto </strong>emesso dal <strong>governo afghano </strong>impone il <strong>divieto di avere finestre </strong>su aree destinate alle donne, imponendo la chiusura di quelle già esistenti. Il Governo ha imposto alle autorità locali di monitorare i cantieri per assicurarsi che non vi sia modo di vedere nelle case dei vicini. Le nuove direttive agiscono sulle nuove e vecchie costruzioni. Laddove una stanza ha già una finestra che si affaccia su una cucina, un cortile o un&#8217;area della casa dove è possibile che una donna svolga le proprie attività, il proprietario dell’immobile è obbligato a trovare una soluzione murando la finestra o utilizzando qualcosa che ne impedisca l’utilizzo e la vista attraverso &#8220;per evitare fastidi ai vicini&#8221;, afferma il decreto. Vedere le donne che lavorano in cucina, nei cortili o nei pozzi mentre raccolgono l’acqua, potrebbe indurre ad <strong>atti impuri</strong>”, si legge nel decreto a cinque articoli. Lo scopo è quello di evitare la possibilità di vedere i corpi delle donne in casa, l&#8217;unico luogo in cui possono evitare di indossare il burqa.</p>



<p>L’ultimo assurdo decreto della Polizia morale dei talebani prevede che “anche vedere il posto in cui le donne vivono, la cucina, il bagno e la porta del locale per il wc è pericoloso”. Il portavoce ufficiale dei talebani, <strong>Zabihullah Mujahid</strong>, che ha annunciato la pubblicazione del decreto su X, ha dichiarato che la normativa mira ad impedire “atti osceni”. L’applicazione del decreto è immediata, “in vigore dalla data di pubblicazione”, è specificato.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="ps" dir="rtl">د ودانیو جوړولو پر مهال د همسایه ودانۍ پر لور د کړکۍ اېښودلو د څرنګوالي په اړه د عالیقد امیرالمؤمنین حفظه الله تعالی فرمان <a href="https://t.co/HKNMbrhDs6">pic.twitter.com/HKNMbrhDs6</a></p>&mdash; ارگ &#8211; ARG (@ARG_1880) <a href="https://twitter.com/ARG_1880/status/1873001062053167479?ref_src=twsrc%5Etfw">December 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Le donne, relegate in quelle parti della casa che secondo lo stereotipo appartengono solo a loro, verranno ulteriormente isolate affinché lo sguardo e persino l’udito non possano più percepire la loro presenza.</p>



<p>Nel mese di agosto è stato infatti introdotto il <strong>divieto di utilizzare la voce </strong>femminile per le preghiere e i canti religiosi, anch’essa considerata strumento di seduzione e una possibilità di “cadere in tentazione” per gli uomini. Dal primo novembre, invece, il ministro<strong> Khalid Hanafi </strong>ha vietato alle donne afghane di udire anche le voci delle altre donne. Perciò, “anche quando una femmina adulta prega e un&#8217;altra femmina passa nei pressi, non deve pregare a voce così alta da farsi sentire”. La voce di una donna è considerata &#8220;<strong>awrah</strong>&#8220;, il che significa che dovrebbe essere coperta e non essere udita in pubblico, ha detto Hanafi secondo il <em>New York Post</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ultime leggi dei Talebani</h2>



<p>L&#8217;ultimo provvedimento fa parte del più ampio insieme di leggi emanate dal Ministero per la Prevenzione dei vizi e la Promozione delle virtù, con lo scopo di promuovere il rispetto secondo la rigida interpretazione della <strong>Sharia</strong>, ovvero la dottrina islamica. I 35 articoli del <a href="https://it.insideover.com/societa/afghanistan-ti-tagli-la-barba-e-non-vai-in-moschea-polizia-morale-e-via-in-galera.html">compendio </a>stabiliscono una serie di divieti che colpiscono prevalentemente le donne, tra cui impossibilità di cantare, recitare o leggere ad alta voce in pubblico, restrizioni di vestiario, divieto di frequentare scuole e università, di viaggiare e spostarsi liberamente senza la presenza di un uomo della famiglia, ma anche impossibilità di frequentare luoghi come palestre, saloni di bellezza e parchi pubblici. </p>



<p>Anche con il nuovo decreto a essere colpita è per l’ennesima volta la vita delle donne, che verrà ulteriormente limitata e separata da quella degli uomini in modo drastico e sempre più preoccupante. Recentemente sono stati vietati alle donne anche tutti i corsi (gli unici consentiti) per l’accesso alle professioni sanitarie, compresa <strong>ostetricia</strong>, una delle poche professioni aperte alle donne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Niente donne nelle Ong</h2>



<p>Qualche giorno dopo le ultime direttive, il regime ha anche annunciato la <strong>chiusura di associazioni e Ong </strong>afghane e straniere che vedono la partecipazione di donne. Un divieto simile era stato <a href="https://apnews.com/article/afghanistan-education-taliban-7583cf97e3d96e0d07cd7674c3b5a3c3">emanato </a>già nel 2022, ma senza la sua reale applicazione. Il ministero locale dell’Economia ha sottolineato lo scorso 26 dicembre che per le Ong internazionali stanziate in Afghanistan il mancato rispetto dell’ordine di non assumere collaboratrici donne, risalente a due anni fa, comporterà la sospensione della licenza e l’azzeramento di tutti i progetti in corso.</p>



<p>Il ministero ha infatti dichiarato di essere responsabile della registrazione, coordinamento, direzione e supervisione di tutte le attività svolte dalle organizzazioni nazionali e straniere. In una lettera pubblicata su X, il ministero ha poi intimato nuovamente di interrompere tutte le attività femminili nelle istituzioni non controllate dai talebani, presumibilmente perché non indossavano il velo islamico nel modo corretto. Ha poi aggiunto che “in caso di mancata collaborazione, tutte le attività di quell&#8217;istituzione saranno cancellate e anche la licenza di attività concessa dal ministero sarà annullata”.</p>



<p>Nonostante le promesse di una maggiore libertà per le donne, sin dal ritorno dei talebani nell’agosto 2021 le donne sono state progressivamente bandite dalla vita pubblica, creando quella che le Nazioni Unite hanno denunciato come “<strong>apartheid di genere</strong>”. Ben <strong>ottanta </strong>sono state in tutto le restrizioni fino ad oggi.</p>
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		<title>La lotta dei Gates al gender gap non convince neppure Microsoft</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/la-lotta-dei-gates-al-gender-gap-non-convince-neppure-microsoft.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 21:38:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-1536x1141.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sin dalla nascita della Gates Foundation, una delle principali preoccupazioni mostrate dall&#8217;organizzazione della no-profit è stata quella di ridurre le disparità a livello mondiale. Ciò ha significato un forte interesse per le aree più disagiate del mondo ma, al tempo stesso, anche per quelle battaglie sociali che tutti i giorni si svolgono anche in Occidente. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/la-lotta-dei-gates-al-gender-gap-non-convince-neppure-microsoft.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/la-lotta-dei-gates-al-gender-gap-non-convince-neppure-microsoft.html">La lotta dei Gates al gender gap non convince neppure Microsoft</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1427" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-768x571.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/12762798_large-1536x1141.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sin dalla nascita della <strong>Gates Foundation</strong>, una delle principali preoccupazioni mostrate dall&#8217;organizzazione della no-profit è stata quella di ridurre le disparità a livello mondiale. Ciò ha significato un forte interesse per le aree più disagiate del mondo ma, al tempo stesso, anche per quelle battaglie sociali che tutti i giorni si svolgono anche in Occidente. Una di queste, forse quella che sta maggiormente a cuore sia a Bill che a Melania, è stata la lotta per ridurre le disparità di genere, la cosiddetta &#8220;<strong>gender gap</strong>&#8220;.</p>
<h2>Che cosa si intende con Gender Gap</h2>
<p>Come sottolineato in precedenza, gli episodi che si verificano quotidianamente e che implicano una minore considerazione della figura della <strong>donna</strong> rispetto a quella dell&#8217;uomo interessano anche il mondo e la cultura Occidentale. Senza dunque allargare l&#8217;osservazione a quelle pratiche spesso di discendenza tribale che ancora vengono effettuate in alcuni Paesi africani e del mondo asiatico, è sufficiente consultare le annuali <a href="https://www.repubblica.it/dossier/cronaca/gender-gap-le-donne-presentano-il-conto/2020/01/09/news/battaglia_sul_salario_tra_uomini_e_donne_la_corsa_non_e_alla_pari-244248228/">indagini sui livelli di retribuzione</a>, a parità di mansione, tra uomini e donne. In quasi tutti i casi e quasi ovunque, infatti, la <strong>disparità</strong> degli stipendi e dei salari pende a sfavore del sesso femminile, evidenziando molto bene come anche a livello legislativo molte lacune ancora non siano state colmate.</p>
<h2>La mission della Gates Foundation</h2>
<p><a href="https://www.gatesfoundation.org/our-work/programs/gender-equality/gender-equality">Come si evince dalle stesse pagine della Gates Foundation</a>, l&#8217;impegno portato avanti dalla fondazione si è rivolto negli anni soprattutto al mondo africano e all&#8217;Asia meridionale, nel tentativo di aiutare le donne delle regioni maggiormente vessate dalla disparità di genere a conquistarsi la propria <strong>indipendenza</strong>. Ciò, soprattutto, passando dalle sovvenzioni all&#8217;imprenditoria femminile alla formazione sia strumentale sia psicologica volte a rendere le donne stesse consapevoli delle proprie potenzialità.</p>
<p>Data la complessità della questione soprattutto nelle zone più rurali del mondo, è difficile valutare se l&#8217;operato della Gates Foundation sino a questo momento abbia ottenuto risultati soddisfacenti o meno. Tuttavia, da quello che si è potuto evincere dai rapporti delle autorità e <a href="https://nypost.com/2018/03/13/microsoft-women-filed-238-discrimination-and-harassment-complaints/">dalle oltre 200 <strong>denunce</strong> delle dipendenti</a>, la mission dei Gates sembra non essere pienamente condivisa da quella società che, in fondo, è stato l&#8217;emblema stesso dell&#8217;ascesa di Bill: la Microsoft Corporation.</p>
<h2>Microsoft, una macchia nella lotta al Gender Gap</h2>
<p>Sebbene al momento Bill Gates abbia abbandonato ogni mansione dirigenziale all&#8217;interno del colosso tecnologico da lui fondato, chiaramente il nome della <strong>Microsoft</strong> rimarrà per sempre legato alla sua figura. E in questo scenario, dunque, le accuse di violenze fisiche e verbali avvenute tra i corridoi dell&#8217;azienda non possono che mettere in cattiva luce la stessa mission della Gates Foundation, la quale evidentemente non si è rivelata in grado di trasmettere il messaggio nemmeno a quelle istituzioni che più la dovrebbero rappresentare.</p>
<p>Il caso che destò maggior preoccupazione fu una <strong>denuncia</strong> fatta nel 2015 da una dipendente della società americana, la quale svelò di essere stata invitata più volte a &#8220;sedersi&#8221; sulle ginocchia di un collega senza che il responsabile delle risorse umane ponesse obiezione alcuna. Particolare, questo, che indusse a credere come il <em>modus operandi </em>fosse la normalità all&#8217;interno degli uffici della Microsoft.</p>
<p><a href="https://www.vox.com/policy-and-politics/2019/4/11/18304536/microsoft-women-discrimination-harassment-complaints">Come riportato dalla testata giornalistica <em>Vox</em></a>, all&#8217;interno della Microsoft però non sarebbero &#8220;soltanto&#8221; i maltrattamenti a interessare il genere femminile: anche in tema di retribuzione, infatti, i livelli dei salari sarebbero impari, non permettendo alle donne di guadagnare le stesse cifre dei loro colleghi. E questa concomitanza di questioni, purtroppo, altro non fa se non gettare ulteriori <strong>dubbi</strong> sulle volontà della società fondata dallo stesso Bill di seguire la mission della Gates Foundation.</p>
<h2>Quale credibilità ha la Gates Foundation senza il sostegno della Microsoft?</h2>
<p>Concludendo. Chiaramente non si possono mettere in correlazione le mission della Gates Foundation con il comportamento tenuto dai dipendenti della Microsoft Corporation, la quale ormai opera al di fuori del controllo dello stesso Gates. Tuttavia, il doppio nodo che <strong>lega</strong> i due nomi è inscindibile per quanto riguarda la credibilità pubblica, al punto che si potrebbe quasi affermare che, un progetto di Gates che non viene &#8220;assecondato&#8221; dalla Microsoft, in un certo senso manchi del proprio pilastro fondamentale. In uno scenario che, infine, rischia di azzoppare in partenza le speranze della Gates Foundation di affrontare adeguatamente, almeno in patria, i <strong>problemi</strong> legati al gender gap.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/la-lotta-dei-gates-al-gender-gap-non-convince-neppure-microsoft.html">La lotta dei Gates al gender gap non convince neppure Microsoft</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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