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	<title>Ciclismo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ciclismo Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Sylvan Adams e il ciclismo come arma segreta per il soft power di Israele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 14:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclis]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È da poco terminata l’edizione numero 112 del Tour de France, la corsa di ciclismo a tappe più importante al mondo, seguita da milioni di persone in televisione e ai bordi delle strade che tratteggiano le 21 tappe di cui si compone la Grand Boucle. A dominare la corsa sono stati due team su tutti: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/sylvan-adams-e-il-ciclismo-come-arma-segreta-per-il-soft-power-di-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250803135055195_be31a7a3d4d8fd59c9b91719aaa53e4a-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È da poco terminata<strong> l’edizione numero 112 del Tour de France</strong>, la corsa di ciclismo a tappe più importante al mondo, seguita da milioni di persone in televisione e ai bordi delle strade che tratteggiano le 21 tappe di cui si compone la <em>Grand Boucle</em>. A dominare la corsa sono stati due team su tutti: la UAE Emirates del campione sloveno <strong>Tadej Pogacar</strong> e la Visma Lease-a-Bike del danese Jonas Vingegaard. Eppure, tra le 23 squadre che hanno preso il via alla competizione vi è anche una piccola compagine israeliana con ambizioni mondiali: la <strong>Israel-Premier Tech</strong>. La squadra ciclistica è alla sua sesta partecipazione sulle strade francesi pur avendo racimolato in tutto solo tre vittorie di tappa. Tuttavia, i piani della squadra israeliana sono a lungo termine e mirano non solo ai risultati sportivi ma soprattutto a quelli politici: <strong>sponsorizzare lo Stato israeliano</strong>, trasformando una bicicletta in uno strumento di soft power.</p>



<p>La presenza della squadra <strong>Israel-Premier Tech durante l’ultimo Tour de France è stata in questa edizione particolarmente contestata:</strong> durante l’undicesima tappa a Tolosa un pro-Pal ha cercato di intromettersi nella volata finale indossando una maglia con su scritto “Israele fuori dal Tour”. <strong>Prontamente placcato dal direttore di gara, è stato poi denunciato. </strong>Numerosi sono stati gli episodi di contestazione nei confronti della squadra israeliana. D’altronde, il team è stato scortato da agenti in borghese durante la presentazione del Tour nella Grand Place di Lille. </p>



<p>La squadra nasce nel 2014 dalla passione per il ciclismo del miliardario israelo-canadese<strong> Sylvan Adams</strong>, co-proprietario insieme all’ex ciclista Ran Margaliot e l’investitore Ron Baron. Proprio nel 2015, infatti, il filantropo nativo del Québec decise di fare ritorno in Israele – <em>aliyah</em> – iniziando la sua opera di promozione dell’immagine del Paese in tutto il mondo. Adams – oltre a sostenere progetti di cura attraverso la <em>Margaret and Sylvan Adams Family Foundation</em> – contribuisce anche a finanziare l’istruzione accademica israeliana con cospicue borse di studio. Ogni anno in suo nome viene assegnato il premio <em>Nefesh B&#8217;Nefesh Bonei Zion</em> (Costruttori di Sion) – istituito nel 2013 con l’assistenza dello stesso Adams – agli immigrati israeliani di lingua inglese più meritevoli. </p>



<p>Grande appassionato di ciclismo, Adams decide così di diventare comproprietario della squadra di ciclismo Israel Cycling Academy (ICA), compagine su due ruote che inizierà il proprio percorso sportivo con licenza UCI Pro Continental. Adams – autoproclamatosi <strong>“ambasciatore generale a titolo personale dello Stato di Israele”</strong> – ha fin da subito utilizzato la squadra di ciclismo come un mezzo per proiettare un’immagine ripulita dello Stato. Nel 2018 riesce ad ottenere un risultato senza precedenti: <strong>la partenza del Giro d’Italia da Israele.</strong> Per la prima volta la Corsa Rosa – dopo cento edizioni – sarebbe partita  al di fuori dei confini europei. Un risultato che lo stesso Adams sventolerà come storico al termine dell’evento:“ Grazie al Giro d’Italia un miliardo di persone ha visto un altro Israele”. L’operazione fu coordinata insieme all’allora ministra della Cultura e dello Sport <strong>Miriam Regev</strong>, durante il governo Netanyahu IV, e il ministro dello Sport renziano Luca Lotti. </p>



<p>La celebre Corsa Rosa divenne così il primo grande giro a tappe a cui parteciperà la Israel-Premier Tech in occasione del 70esimo anniversario della nascita dello Stato ebraico. Le prime tre frazioni crearono fin da subito polemica: la tappa inaugurale – <strong>la cronometro di Gerusalemme Ovest </strong>– venne subito contestata per l’utilizzo della dicitura storica, risultato di 57 anni di occupazione. Rcs Sports – organizzatrice della corsa –  decise prontamente di modificarla in “Gerusalemme-Gerusalemme”. In ballo vi erano i fondi del governo a guida Likud destinati al Giro: 10 milioni di shekel per la corsa e altri due milioni per la partecipazione del corridore britannico – il keniano d’Inghilterra – <strong>Chris Froome. </strong>«Non esistono Gerusalemme Ovest e Gerusalemme Est ma un’unica Gerusalemme capitale di Israele», fu la risposta del governo israeliano, tramite le parole del ministro del Turismo <strong>Yariv Levin</strong>. Mentre l’ex sindaco di Gerusalemme Nir Barkat si spinse oltre:“ Il nostro messaggio al mondo è chiaro: Gerusalemme è aperta a tutti”. Tranne che ai palestinesi. Proprio qualche mese prima – a dicembre del 2017 – si discusse la possibilità da parte dell’amministrazione trumpiana di spostare l’ambasciata da Tel Aviv nella Città Santa, riconoscendola come capitale unica di Israelem, servendosi del <a href="https://it.insideover.com/politica/ambasciata-usa-gerusalemme-riyad-appoggia-piano-trump.html">Jerusalem Embassy Act del 1995.</a> La decisione fu poi confermata a maggio 2018. Dietro a tutto ciò, oltre la cortina delle relazioni politiche, vi era la <em>longa manus</em> di Sylvan Adams. </p>



<p>Il miliardario, infatti, è stato il grande artefice dell’organizzazione del “più grande evento sportivo mai realizzato nel Paese” come Presidente onorario del Comitato Grande Partenza Israele. La prima volta per una corsa dei Grandi Giri (Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a Espana) in un territorio extraeuropeo. Per il magnate dell’immobiliare – che sempre a maggio del 2018 inaugurò il primo velodromo coperto del Medio Oriente a Tel Aviv – il Giro d’Italia era parte di una strategia che – attraverso il ciclismo – vorrebbe potenziare l’immagine di Israele. &#8220;Lo definirei l&#8217;antidoto al BDS&#8221;, ha dichiarato proprio l’imprenditore riferendosi alla campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro le politiche di apartheid israeliane. Un antidoto costato 80 milioni di shekel per sponsorizzare la candidatura per le prime frazioni del Giro d’Italia. </p>



<p>Nel 2021 Adams ha poi ingaggiato il campione iridato<strong> Chris Froome</strong> e l’eccezionale scalatore canadese Michael Woods, unitisi all’ex cecchino dell’esercito israeliano Guy Niv nel team. Dal 2022 l’azienda leader di elettrodomestici canadese Premier Tech è divenuta <em>main sponsor</em>. L’azienda è stata colpita da tre avvisi di garanzia per attività illegali di lobbying – pressioni illecite – sul governo canadese tra il 2008 e il 2016.</p>



<p>Se il team cerca di assumere un profilo basso e neutrale – sostenendo il proprio orientamento apolitico – non può di certo passare inosservato, invece, l’orientamento emanato dal miliardario Adams. Scelto per accendere una delle dodici torce sul Monte Herzl in occasione dell&#8217;apertura delle celebrazioni per il 75° Giorno dell&#8217;Indipendenza di Israele, ha commentato emozionato:“ Ho ereditato il senso del sionismo”. Inoltre, si ritiene che Adams abbia contribuito a portare Madonna ad esibirsi all’Eurovision Song Contest nel 2019 e che abbia ottenuto che la Supercoppa di Francia tra <a href="https://it.insideover.com/economia/dalla-francia-alla-germania-gli-affari-caldi-tra-leuropa-e-il-qatar.html">Paris St.Germain</a> e Nantes si disputasse nel 2022 a Tel Aviv. </p>



<p>Sempre più uomo ombra del governo israeliano, Adams è stato recentemente nominato presidente della sezione israeliana del World Jewish Congress (WJC). “Le persone in tutto il mondo non capiscono la vera situazione e non capiscono che siamo una nazione benevola, pluralista, tollerante e democratica”. Finendo poi per elogiare il presidente statunitense:“ Abbiamo il migliore amico mai avuto alla Casa Bianca, Donald Trump”. </p>



<p>A completare il trittico dirigenziale dell’Israel-Premier Tech, insieme all’ex ciclista Margaliot, vi è l’investitore Ron Baron. Direttore esecutivo e CIO del gruppo Livermore Investments Group, Baron è stato anche manager della filiale svizzera della Banca Leumi – la più antica banca israeliana – a Zurigo. Nata come filiale della Jewish Colonial Trust, denominata Anglo Palestine Company, ad inizio Novecento, l’istituzione bancaria rientra tra i soggetti economici che finanziano l’occupazione dei territori della Cisgiordania secondo il report delle Nazioni Unite del 12 febbraio 2020. Secondo tale dossier, infatti, tra le 112 aziende che favoriscono gli insediamenti illegali – <strong>in West Bank, sulle alture del Golan e a Gerusalemme Est </strong>–  vi è anche la Banca nazionale israeliana, grazie ad &#8220;operazioni bancarie e finanziarie che aiutano a sviluppare, espandere o mantenere gli insediamenti e le loro attività&#8221;. Inoltre, la Banca Leumi è da decenni contestata da una parte dell’opinione pubblica israeliana poiché tacciata – secondo una ricostruzione di <em>Al Jazeera</em> – di aver tratto profitto dall’Olocausto sottraendo milioni di risparmi alle vittime ebraiche. Dopo due anni d’indagine da parte della Commissione della Knesset, l’ex ministro della Giustizia Tommy Lapid definì l’istituzione: &#8220;l&#8217;ultima banca al mondo che si rifiuta di pagare i sopravvissuti alla Shoah&#8221;.</p>



<p>Le<strong> dinamiche di sportwashing</strong> investono così anche il ciclismo mettendo in funzione quella che lo stesso Baron ha definito come “diplomazia sportiva”. Dall’altra parte del muro, invece, la bicicletta diventa uno strumento di sopravvivenza. Durante i primi mesi della guerra un gruppo di para-ciclisti – i “ Gaza Sunbirds” – ha utilizzato le biciclette a disposizione per portare aiuti umanitari. Le biciclette rappresentano per i palestinesi uno strumento di libertà. Per Sohaib Samara – uno dei fondatori nel 2016 dei <strong>Ramallah Riders</strong>, ora Cycling Riders – la libertà di movimento insita nel pedalare è un forma di resistenza contro gli insediamenti illegali sempre più frequenti in Cisgiordania: riferendosi alla sottrazione coloniale della terra, nel 2020 disse: “Se smettiamo di muoverci, gli occupanti ne ruberanno di più”.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/sylvan-adams-e-il-ciclismo-come-arma-segreta-per-il-soft-power-di-israele.html">Sylvan Adams e il ciclismo come arma segreta per il soft power di Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quell&#8217;Italia non c&#8217;è più ma il Giro sì: l&#8217;epopea in rosa che ancora racconta il Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/quellitalia-non-ce-piu-ma-il-giro-si-lepopea-in-rosa-che-ancora-racconta-il-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 14:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1003" height="759" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI.jpg 1003w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI-600x454.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI-768x581.jpg 768w" sizes="(max-width: 1003px) 100vw, 1003px" /></p>
<p>Il Giro d'Italia è stato fermato solo dalle guerre e dalla pandemia. E anche oggi riesce a essere l'epopea che racconta il Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quellitalia-non-ce-piu-ma-il-giro-si-lepopea-in-rosa-che-ancora-racconta-il-paese.html">Quell&#8217;Italia non c&#8217;è più ma il Giro sì: l&#8217;epopea in rosa che ancora racconta il Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1003" height="759" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI.jpg 1003w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI-600x454.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI-300x227.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/COPPI-BARTALI-768x581.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1003px) 100vw, 1003px" /></p>
<p>Quando passava il <strong>Giro d&#8217;Italia</strong>, mio nonno Gino si faceva il segno della croce. Era la riprova storica e antropologica di cosa la bicicletta sia stata per la sua generazione e per l&#8217;Italia intera. Faticoso strumento di fatica e di lavoro, di scoperta e di emancipazione, trasporto e consolazione. Per questo si doveva correre giù in strada a &#8220;salutare&#8221; quel serpentone di ruote, quasi un dovere di tutti, come andare a votare.</p>



<p>Una festa di tutti, grandi e piccini. A quella generazione, quando i corridori passavano, le lacrime scendevano copiose sul volto pieno di rughe, anche quando si è dovuta accontentare di vedere un misero quadratino di giro, dalle finestre, quando le gambe si son fatte pesanti di tempo. Ed è forse così che si dovrebbe vivere, <strong>come quando sta per passare il Giro d&#8217;Italia</strong>, come quell&#8217;istante in cui si aspetta in cui c&#8217;è il solito pazzo che spunta da una curva e strilla &#8220;Arrivanoooo!&#8221;, rischiando di farsi arrotare. Poi la strada che esplode, per un istante, uno solo, tutti gregari di un fiume di bici che fuggono.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Giro d&#039;Italia 2025 | Grande Partenza Albania | Il Percorso" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/n2XPyUG2hOc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_n2XPyUG2hOc");</script>
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<p>Partito dalla dirimpettaia Albania, il <strong>Giro d&#8217;Italia 2025 </strong>è riapprodato nella Penisola. Di magia ne ha persa, restando però per pochi. Che al sole di maggio, con i pomeriggi che si allungano, seguono il fruscio di quel serpentone che taglia in due città, si inerpica per le montagne, mangia l&#8217;asfalto fresco di restauro dei paeselli, benedice campanili. <strong>Un rito che non si è fermato mai, eccezion fatta per le due guerre e per la pandemia</strong>. Uno sport popolare che premiò faticatori senza tempo: fu sulle curve strette dell’Appennino e tra i sampietrini delle città antiche che l’Italia, uscita dalle macerie della guerra, ritrovò fiato e orgoglio con uomini epici e biciclette amiche. Le biciclette della povera gente che diventavano regine con il loro rumore di catena, accolte da bandiere improvvisate, da mani che si tendevano, occhi lucenti. Compreso l’idiota che deve spingere sempre il malcapitato ciclista di turno. <strong>Ogni tappa era un Paese che si svegliava presto per lavare le strade</strong> e veder passare il miracolo, una corsa che cuciva insieme nord e sud con il filo sottile dei piedi. Come il calcio, ma forse di più.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Gli scatti di Marco Pantani, IL PIRATA." width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5FVOHIaxgro?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_5FVOHIaxgro");</script>
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<p><strong>Coppi e Bartali</strong>, rivali e fratelli, pedalarono non solo contro il tempo ma per un popolo intero, che si affacciava alle strade come a un confine tra speranza e mistero. E con loro il terzo incomodo, <strong>Fiorenzo Magni</strong>, ma anche quel diavolo rosso di <strong>Costante Girardengo</strong> che faceva tremare i francesi; il coraggio di <strong>Alfonsina Strada</strong>, l’unica donna a disputarlo nella storia; Anquetil, Gaul, quel cannibale di Merckx e Gimondi, Moser, Bugno e Indurain, fino all’epopea di sport e di vita di <strong>Marco Pantani</strong>. L’uomo che diede di nuovo vigore a una corsa appannata, galvanizzando una nazione che sonnecchiava all’ombra dei primi vagiti della Seconda Repubblica. Tanto coraggioso e triste che gli dei lo chiamarono presto a sé, quello sfortunato Pirata. Tanto indimenticabile che, ancora oggi, il suo fantasma danza sui tornanti, e ogni volta che un ciclista si alza sui pedali con rabbia e poesia, qualcuno urla infervorato: &#8220;<em>Questo è un attacco alla Pantani!!!</em>&#8220;.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="C&#039;era una volta il &quot;Processo alla tappa&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/MWM1DARarp8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_MWM1DARarp8");</script>
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<p>Il Giro d’Italia, più che una corsa, è sempre stato un racconto — e a narrarlo sono state penne straordinarie che hanno trasformato la fatica in letteratura. <strong>Dino Buzzati</strong>, con il suo stile visionario, raccontò il duello tra Coppi e Bartali come un’epopea omerica, mentre <strong>Gianni Brera</strong> inventava un lessico nuovo e popolare, capace di far vibrare la lingua come le ruote sulle strade bianche. <strong>Orio Vergani</strong> fu tra i primi a vedere nel Giro una cronaca dell’Italia profonda, fatta di borghi, polvere e volti scavati. Poi venne <strong>Sergio Zavoli</strong>, che con il suo <em><strong>Processo alla Tappa</strong></em> elevò il ciclismo a racconto dell’anima: una corsa tra uomini, ma anche tra emozioni e silenzi. <strong>Candido Cannavò</strong>, anima rosa della Gazzetta, seppe dare voce alla passione e al dolore dei campioni, mentre <strong>Marco Pastonesi</strong> riportò l’attenzione ai <strong>gregari </strong>e agli ultimi, restituendo dignità al sudore anonimo. E in questo pantheon non può mancare <strong>Nando Martellini</strong> che, pur non essendo la voce ufficiale del Giro, colse con eleganza il suo valore liturgico, definendolo “<em>un rosario laico di volti, sudori e salite</em>”. Insieme, questi cronisti hanno fatto molto più che raccontare lo sport: hanno reso eterno il respiro dell’Italia che pedala.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="POGACAR REGALA UNA BORRACCIA AD UN BAMBINO!" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/90NsEYQcn3o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_90NsEYQcn3o");</script>
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<p>Ma nonostante i tempi siano cambiati e quell’Italia sia appannata come non mai, forse proprio la partenza dall’Albania ci ha ricordato com’eravamo, quasi specchiati in una delle nazioni che ci guardano e che guardiamo al di là del mare. L’Albania, al di là degli accordi e degli sponsor, <strong>ha accolto il Giro con la gentilezza di chi sa cosa significa essere dimenticati,</strong> e la fierezza di chi vuole essere ricordato. Ha dato al giro le sue salite aspre, i suoi venti liberi, i suoi balconi pieni di voci. Una nazione in ascesa dopo tanto dolore e che ha guardato all’altra sponda come una piccola grande terra promessa. E a sparigliare le carte dei corridori, perfino una <strong>capretta</strong>, che spavalda si è lanciata tra le bici in corsa, rischiando di mandare a ramengo la gara&#8230;e le ossa dei ciclisti.</p>



<p>Lo guardano in pochi il giro, si dirà, ma come tutte le cose belle, sono in pochi a custodirle. E poi ci sono <strong>i bambini</strong>. I bambini rincorrono ancora i ciclisti chiedendo loro la borraccia. E si fanno ancora regalare biciclette per i loro compleanni. E allora, forse, non tutto è perduto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quellitalia-non-ce-piu-ma-il-giro-si-lepopea-in-rosa-che-ancora-racconta-il-paese.html">Quell&#8217;Italia non c&#8217;è più ma il Giro sì: l&#8217;epopea in rosa che ancora racconta il Paese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le mosse di San Marino per diventare il nuovo paradiso fiscale d&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-mosse-di-san-marino-per-diventare-il-nuovo-paradiso-fiscale-deuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 09:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[paradisi-fiscali]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1227" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-1536x982.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>San Marino vuole rilanciare la sua economia attraendo pensionati d&#8217;oro. Questa la nuova strategia della piccola Repubblica del Monte Titano per uscire dalle strettoie del rischio-recessione in cui il Paese si trova all&#8217;incirca dalla crisi pandemica in avanti. L&#8217;antico Stato ha di recente lanciato un&#8217;ampia campagna comunicativa per sottolineare l&#8217;importanza per la sua economia della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-mosse-di-san-marino-per-diventare-il-nuovo-paradiso-fiscale-deuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1227" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/pexels-pixabay-259100-1536x982.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>San Marino vuole rilanciare la sua economia <strong>attraendo pensionati d&#8217;oro.</strong> Questa la nuova strategia della piccola Repubblica del Monte Titano per uscire dalle strettoie del rischio-recessione in cui il Paese si trova all&#8217;incirca dalla crisi pandemica in avanti. L&#8217;antico Stato ha di recente lanciato un&#8217;ampia campagna comunicativa per sottolineare l&#8217;importanza per la sua economia della misura legata alla cosiddetta &#8220;<strong>residenza atipica</strong>&#8220;, che permette ogni anno la concessione di fino a 500 permessi abitativi nel Paese per <strong>titolari di pensione ad alto reddito e con un patrimonio cospicuo dirottabile nelle banche del Titano</strong> e garantisce una fiscalità favorevole agli</p>



<h2 class="wp-block-heading">San Marino vuole attrarre i pensionati</h2>



<p>In particolare, tra il 2017 e il 2020, anno dello shock pandemico, San Marino ha introdotto un&#8217;ampia prospettiva di leggi che hanno aperto a un regime agevolato di tassazione al 6% per i pensionati con un <strong>reddito superiore ai 50mila euro l&#8217;anno</strong> e con <strong>almeno 300mila euro di patrimonio</strong>. I posti sono 500 all&#8217;anno ma, ricorda <em>La Stampa,</em> &#8220;per adesso i numeri sono piuttosto lontani&#8221;, dato che &#8220;le residenze atipiche nel 2021 sono state 17, nel 2022 sono state 29 e 58 nel 2023&#8221;. Il 7%, dunque, dei 1.500 posti disponibili è stato colmato. Un risultato sotto le aspettative che San Marino mira a rafforzare. Tanto che nelle ultime settimane sono apparsi su molti quotidiani italiani annunci riportanti le parole di Marco Gatti, Segretario di Stato per le finanze e il bilancio, sull&#8217;attrattività del Paese. A maggior ragione ora che il <strong>Portogallo, dall&#8217;inizio del 2024, ha fissato uno stop definitivo</strong> all&#8217;attrazione di pensionati con la tassazione agevolata.</p>



<p>San Marino ha visto una graduale crisi economica dispiegarsi dopo la <strong>tempesta finanziaria del 2007-2008</strong>, il suo Pil e la raccolta bancaria scendere a lungo, il 40% della produzione economica nel Paese volatilizzarsi fino al 2019 e la pandemia mettere a rischio il suo modello. Avvicinandosi a nuove forme di trasparenza finanziaria, San Marino vuole spostare dalla finanza ai redditi delle persone fisiche la fonte continua e strutturale della sua <strong>crescita in termini di disponibilità di risorse</strong> economiche. Nonostante tutto, per Pil pro capite il Paese resta il <a href="https://www.sanmarinortv.sm/news/economia-c5/pil-procapite-san-marino-e-il-100-paese-piu-ricco-al-mondo-a239392">decimo più ricco al mondo</a> e sia nel 2023 che nel 2024 l&#8217;economia è data, stando alle previsioni, in espansione. Ma i venti gelidi che soffiano sull&#8217;economia internazionale nel mondo in crisi. Il Paese si trova di fronte a un serio rischio di <a href="https://www.libertas.sm/san-marino-assestamento-di-bilancio-libera-rischio-recessione/">virata in recessione nel secondo semestre del 2024</a>. A febbraio La Ciarulla, <a href="https://www.sanmarinortv.sm/news/economia-c5/crisi-per-l-alluminio-sammarinese-lonfernini-intervenire-per-salvaguardare-lavoratori-e-sistema-economico-a253968">la <strong>principale azienda manifatturiera del Paese</strong>, produttrice di profilati in alluminio, è andata in crisi e il governo ha dovuto intervenire per risanarne il capitale.</a> I 250 posti di lavoro dell&#8217;azienda produttrice dell&#8217;allumino sanmarinese vanto dell&#8217;export industriale della Repubblica del Titano restano in bilico, in un trend che potrebbe correggere negativamente<a href="https://www.libertas.sm/usl-tendenza-positiva-nel-mercato-del-lavoro-di-san-marino-ma-non-bisogna-farsi-trovare-impreparati-a-uneventuale-recessione/"> la tendenza positiva di un mercato del lavoro vicino alla piena occupazione (3% di disoccupazione a fine 2023).</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La leva fiscale di San Marino tocca anche piloti e ciclisti</h2>



<p>Da qui l&#8217;attenzione di <strong>San Marino alla ricerca di una leva fiscale vantaggiosa</strong>. Capace di far concorrenza a Grecia, Bulgaria, Spagna (con le Canarie) e gli altri Paesi che spingono sulla tassazione favorevole dopo la fine del regime lusitano. Ci sarebbe, nel suo piccolo, anche l&#8217;Italia con l&#8217;insediamento nelle Regioni del Sud ma <strong>la misura introdotta dal governo </strong><a href="https://www.true-news.it/esclusiva-true/un-paradiso-per-pensionati-anche-nel-sud-italia"><strong>Conte I a trazione M5S-Lega non è mai veramente decollata</strong>.</a> San Marino punta a essere il paradiso fiscale dei pensionati dopo aver messo a terra misure settoriali che, viste dall&#8217;esterno, possono apparire curiose: una delle più atipiche strategie è stata una <strong>legge d&#8217;attrazione fiscale</strong> studiata appositamente per favorire l&#8217;afflusso fiscale sul Titano di <strong>corridori di ciclismo e motociclismo</strong> che si allenano o operano nelle squadre e nelle scuderie tra Emilia e Romagna e possono trovare casa a San Marino. </p>



<p>&#8220;La normativa, entrata in vigore nel giugno 2022, prevede un’imposta del 7% sui redditi prodotti all’estero per i residenti, con un importo minimo di 10mila euro e un massimo di 100mila&#8221;, <a href="https://giornalesm.com/san-marino-scelta-come-residenza-dei-ciclisti-professionisti-pagano-solo-il-7-di-tasse-per-un-massimo-di-100-000-euro/">nota <em>Giornale San Marino</em></a>. &#8220;Questa imposta sostituisce quella sui redditi delle persone fisiche e offre un trattamento fiscale favorevole ai redditi stranieri di chi sceglie di risiedere in Repubblica per la prima volta, provvedendo in modo autonomo alla propria cura sanitaria e siglando un contratto preliminare per l’acquisto o l’affitto di un’abitazione&#8221;. </p>



<p>Una legge che sembra costruita su misura per pedalatori e centauri della &#8220;classe media&#8221; dei gregari, molti dei quali scelgono questa versione <strong>nazionalpopolare del regime fiscale favorevole per gli sportivi</strong> garantito da Paesi come <strong>Andorra e <a href="https://it.insideover.com/economia/montecarlo-sogna-di-diventare-la-dubai-del-mediterraneo.html">Montecarlo</a></strong> (è curioso notare come molti paradisi tributari si trovino in cima a salite attraenti per gli amanti delle due ruote). Non si troveranno, dunque, <strong>nei registri fiscali di San Marino i redditi di Pecco Bagnaia o Vincenzo Nibali</strong>, ma quelli di dignitosi mestieranti come i motociclisti <strong>Enea Bastianini, campione del mondo Moto2 nel 2020 e Nicolò Bulega</strong>, campione Supersport 2023, e il ciclista <strong>Giulio Ciccone, miglior scalatore al Giro 2019 e al Tour 2023</strong>. Insomma, tutto fa brodo in un Paese che per la sua economia <strong>punta tutto sul fisco</strong>. E dunque sulla sua attrattività come <em>buen ritiro</em>. &#8220;<em><strong>Relinquo vos liberos ab utroque homine</strong></em>&#8221; è il motto latino <strong>con cui si dice che il diacono Marino</strong> abbia, nel 331, invitato alla libertà da Papa e imperatore di Roma gli abitanti del Titano. Una leggenda, ovviamente, su cui però si basa la storia dell&#8217;indipendenza della Serenissima Repubblica. Il cui motto è sempre stato: &#8220;Non dipendere da nessuno&#8221; (<em>Nemini temeri</em>). Ironia della sorte, ora San Marino dipenderà per la sua economia da redditi e pensioni prodotti all&#8217;estero. Chiudendo col cerchio dei motti latini ciò si può commentare in un modo solo: <em>Sic transit gloria mundi</em>.</p>
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