San Marino vuole rilanciare la sua economia attraendo pensionati d’oro. Questa la nuova strategia della piccola Repubblica del Monte Titano per uscire dalle strettoie del rischio-recessione in cui il Paese si trova all’incirca dalla crisi pandemica in avanti. L’antico Stato ha di recente lanciato un’ampia campagna comunicativa per sottolineare l’importanza per la sua economia della misura legata alla cosiddetta “residenza atipica“, che permette ogni anno la concessione di fino a 500 permessi abitativi nel Paese per titolari di pensione ad alto reddito e con un patrimonio cospicuo dirottabile nelle banche del Titano e garantisce una fiscalità favorevole agli
San Marino vuole attrarre i pensionati
In particolare, tra il 2017 e il 2020, anno dello shock pandemico, San Marino ha introdotto un’ampia prospettiva di leggi che hanno aperto a un regime agevolato di tassazione al 6% per i pensionati con un reddito superiore ai 50mila euro l’anno e con almeno 300mila euro di patrimonio. I posti sono 500 all’anno ma, ricorda La Stampa, “per adesso i numeri sono piuttosto lontani”, dato che “le residenze atipiche nel 2021 sono state 17, nel 2022 sono state 29 e 58 nel 2023”. Il 7%, dunque, dei 1.500 posti disponibili è stato colmato. Un risultato sotto le aspettative che San Marino mira a rafforzare. Tanto che nelle ultime settimane sono apparsi su molti quotidiani italiani annunci riportanti le parole di Marco Gatti, Segretario di Stato per le finanze e il bilancio, sull’attrattività del Paese. A maggior ragione ora che il Portogallo, dall’inizio del 2024, ha fissato uno stop definitivo all’attrazione di pensionati con la tassazione agevolata.
San Marino ha visto una graduale crisi economica dispiegarsi dopo la tempesta finanziaria del 2007-2008, il suo Pil e la raccolta bancaria scendere a lungo, il 40% della produzione economica nel Paese volatilizzarsi fino al 2019 e la pandemia mettere a rischio il suo modello. Avvicinandosi a nuove forme di trasparenza finanziaria, San Marino vuole spostare dalla finanza ai redditi delle persone fisiche la fonte continua e strutturale della sua crescita in termini di disponibilità di risorse economiche. Nonostante tutto, per Pil pro capite il Paese resta il decimo più ricco al mondo e sia nel 2023 che nel 2024 l’economia è data, stando alle previsioni, in espansione. Ma i venti gelidi che soffiano sull’economia internazionale nel mondo in crisi. Il Paese si trova di fronte a un serio rischio di virata in recessione nel secondo semestre del 2024. A febbraio La Ciarulla, la principale azienda manifatturiera del Paese, produttrice di profilati in alluminio, è andata in crisi e il governo ha dovuto intervenire per risanarne il capitale. I 250 posti di lavoro dell’azienda produttrice dell’allumino sanmarinese vanto dell’export industriale della Repubblica del Titano restano in bilico, in un trend che potrebbe correggere negativamente la tendenza positiva di un mercato del lavoro vicino alla piena occupazione (3% di disoccupazione a fine 2023).
La leva fiscale di San Marino tocca anche piloti e ciclisti
Da qui l’attenzione di San Marino alla ricerca di una leva fiscale vantaggiosa. Capace di far concorrenza a Grecia, Bulgaria, Spagna (con le Canarie) e gli altri Paesi che spingono sulla tassazione favorevole dopo la fine del regime lusitano. Ci sarebbe, nel suo piccolo, anche l’Italia con l’insediamento nelle Regioni del Sud ma la misura introdotta dal governo Conte I a trazione M5S-Lega non è mai veramente decollata. San Marino punta a essere il paradiso fiscale dei pensionati dopo aver messo a terra misure settoriali che, viste dall’esterno, possono apparire curiose: una delle più atipiche strategie è stata una legge d’attrazione fiscale studiata appositamente per favorire l’afflusso fiscale sul Titano di corridori di ciclismo e motociclismo che si allenano o operano nelle squadre e nelle scuderie tra Emilia e Romagna e possono trovare casa a San Marino.
“La normativa, entrata in vigore nel giugno 2022, prevede un’imposta del 7% sui redditi prodotti all’estero per i residenti, con un importo minimo di 10mila euro e un massimo di 100mila”, nota Giornale San Marino. “Questa imposta sostituisce quella sui redditi delle persone fisiche e offre un trattamento fiscale favorevole ai redditi stranieri di chi sceglie di risiedere in Repubblica per la prima volta, provvedendo in modo autonomo alla propria cura sanitaria e siglando un contratto preliminare per l’acquisto o l’affitto di un’abitazione”.
Una legge che sembra costruita su misura per pedalatori e centauri della “classe media” dei gregari, molti dei quali scelgono questa versione nazionalpopolare del regime fiscale favorevole per gli sportivi garantito da Paesi come Andorra e Montecarlo (è curioso notare come molti paradisi tributari si trovino in cima a salite attraenti per gli amanti delle due ruote). Non si troveranno, dunque, nei registri fiscali di San Marino i redditi di Pecco Bagnaia o Vincenzo Nibali, ma quelli di dignitosi mestieranti come i motociclisti Enea Bastianini, campione del mondo Moto2 nel 2020 e Nicolò Bulega, campione Supersport 2023, e il ciclista Giulio Ciccone, miglior scalatore al Giro 2019 e al Tour 2023. Insomma, tutto fa brodo in un Paese che per la sua economia punta tutto sul fisco. E dunque sulla sua attrattività come buen ritiro. “Relinquo vos liberos ab utroque homine” è il motto latino con cui si dice che il diacono Marino abbia, nel 331, invitato alla libertà da Papa e imperatore di Roma gli abitanti del Titano. Una leggenda, ovviamente, su cui però si basa la storia dell’indipendenza della Serenissima Repubblica. Il cui motto è sempre stato: “Non dipendere da nessuno” (Nemini temeri). Ironia della sorte, ora San Marino dipenderà per la sua economia da redditi e pensioni prodotti all’estero. Chiudendo col cerchio dei motti latini ciò si può commentare in un modo solo: Sic transit gloria mundi.
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