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	<title>Carro armato Leclerc Archives - InsideOver</title>
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	<title>Carro armato Leclerc Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>C&#8217;è il rischio di sopravvalutare i carri per l&#8217;Ucraina?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/rischio-sopravvalutare-carri-armati-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 08:36:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi all&#039;Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Carro armato Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Carro armato Leopard 2]]></category>
		<category><![CDATA[carro armato M-1 Abrams]]></category>
		<category><![CDATA[esercito ucraino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1800" height="1013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>La discussione sul sostegno militare all&#8217;Ucraina da parte delle forze Nato ha registrato in quest&#8217;ultimo periodo un &#8220;salto di qualità&#8221;. Complice lo stallo delle operazioni russe e ucraine e il martellamento da parte dei missili russi, Kiev ha fatto capire di avere bisogno di due aiuti fondamentali: una difesa antiaerea in grado di proteggerla dai &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/rischio-sopravvalutare-carri-armati-ucraina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1800" height="1013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230115163456955_15c1389efddaa6d16f4d2ab0015f4bba-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>La discussione sul sostegno militare all&#8217;Ucraina da parte delle forze Nato ha registrato in quest&#8217;ultimo periodo un &#8220;salto di qualità&#8221;. Complice lo stallo delle operazioni russe e ucraine e il martellamento da parte dei missili russi, Kiev ha fatto capire di avere bisogno di due aiuti fondamentali: una <strong>difesa</strong> <strong>antiaerea</strong> in grado di proteggerla dai bombardamenti di Mosca; <strong>carri</strong> <strong>armati</strong> per dare una nuova spallata all&#8217;esercito nemico possibilmente durante la primavera. In questo secondo caso, con un occhio in particolare sulla Crimea e sulle aree che uniscono la penisola del Mar Nero al Donbass.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova corsa ai carri armati da dare a Kiev</h2>



<p>Gli Stati Uniti, che hanno varato un nuovo piano di aiuti per miliardi di dollari e iniziato ad addestrare nelle proprie basi soldati ucraini a usare il sistema Patriot, hanno premuto sugli alleati Nato per un <strong>maggiore coinvolgimento</strong>. Il Regno Unito è apparso da subito in prima linea con la promessa della cessione di carri <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/carro-armato-britannico-challenger-2.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Challenger 2</a>. Lo stesso dicasi per i baltici, la Polonia e altri Paesi che si sono mostrati completamente impegnati nel sostegno militare a Kiev. </p>



<p>In Italia si è parlato soprattutto del sistema Samp-T, per il quale sembra essere arrivato il via libera da parte di Roma dopo che gli stessi Usa avevano comunque parlato dell&#8217;Italia come di un partner che già fornisce un prezioso aiuto a Kiev. La Francia, per bocca del presidente Emmanuel Macron, sta valutando l&#8217;invio dei <strong>carri Leclerc</strong>, anche se con alcune condizioni. La Germania, invece, è sotto enorme pressione per dare il via libera a rifornire le forze ucraine con i <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-carri-armati-allucraina-dividono-usa-e-germania-cosa-svela-il-braccio-di-ferro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leopard 2</a>, vanto dell&#8217;industria bellica teutonica. </p>



<p>Nonostante le richieste incessanti del governo di Volodymyr Zelensky e il pressing dei clienti dei Leopard che hanno bisogno del &#8220;sì&#8221; di Berlino per cedere i loro mezzi a Kiev, il cancelliere Olaf Scholz non sembra intenzionato a cedere. Una sfida politicamente e strategicamente durissima, su cui sembra al momento giocarsi non solo la leadership del cancelliere, ma anche la faccia della Germania all&#8217;interno del blocco euro-atlantico.</p>



<p>Al netto della discussione politica, va sottolineato come il dibattito sui Leopard, al pari di quello sui Samp-T e sui Patriot indica che la strada percorsa dal blocco occidentale è quella di un <strong>supporto qualitativamente più elevato</strong>. Al punto che molti ritengono che sia proprio questo tipo di aiuto a poter essere la svolta decisiva per una guerra dove si assiste alla ripresa (pur minima) dell&#8217;offensiva russa a est.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tempi (lunghi) dell&#8217;addestramento</h2>



<p>Sul tema, tuttavia, vale la pena riflettere su alcuni elementi. Se infatti quasi nessuno tra decisori e osservatori occidentali dubita dell&#8217;opportunità di armare Kiev (lo stesso Joe Biden sembra essersi convinto della possibilità di supportare l&#8217;Ucraina nella riconquista di Mariupol e Melitopol), alcuni fattori indicano che vi sia l&#8217;incognita che questo sostegno così avanzato sia utile nell&#8217;immediato alla causa ucraina.</p>



<p>La questione, secondo diversi analisti e strateghi, risiede soprattutto nel <strong>fattore temporale</strong>. Le forze ucraine necessitano infatti di un addestramento quasi da zero su molti sistemi e mezzi che non appartengono agli arsenali di Kiev né della stessa &#8220;matrice&#8221;. Non è un caso che il governo ucraino abbia detto di volere iniziare da subito l&#8217;addestramento per i Leopard 2 in Polonia anche prima del semaforo verde tedesco sulla loro cessione. </p>



<p>Lo stesso portavoce del Consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, John Kirby, sull&#8217;addestramento dei soldati ucraini in Oklahoma per i Patriot aveva parlato di &#8220;diversi mesi&#8221; per istruire le truppe all&#8217;utilizzo del sistema: con qualcuno che parlava di un tempo tecnico di un anno da dovere assolutamente abbreviare. Sempre Kirby, parlando della mancata cessione dei carri Abrams, ha ricordato che la loro assenza dal pacchetto di aiuti è dovuta anche al fatto che si tratta di un mezzo &#8220;<strong>molto costoso</strong> da operare e mantenere e che richiede molto addestramento&#8221;. E pure Macron, parlando della possibilità di inviare i Leclerc a Kiev, ha sottolineato, tra le varie condizioni, che vi siano soldati di Kiev pronti all&#8217;impiego di questi mezzi.</p>



<p>L&#8217;analista Daniel L. Davis, ricercatore di <em>Defense Priorities</em> e tenente colonnello dell&#8217;Esercito degli Stati Uniti, <a href="https://www.19fortyfive.com/2023/01/giving-ukraine-modern-nato-weapons-is-no-game-changer/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha scritto </a>sul portale statunitense <em>1945</em> che i Leopard 2 ed eventualmente gli Abrams potrebbero non essere i &#8220;<strong><em>game-changer</em></strong>&#8221; della guerra. Davis non mette in dubbio che la tecnologia europea e Usa possa aiutare l&#8217;Ucraina. Tuttavia, l&#8217;analisi si sofferma soprattutto sull&#8217;importanza della preparazione nell&#8217;utilizzo di quei mezzi. In sintesi, senza un addestramento sufficientemente lungo e completo degli ucraini, i mezzi Nato, per quanto avanzati, potrebbero risultare molto meno incisivi nella operazioni. </p>



<p>Senza una piena consapevolezza del mezzo e senza una vera formazione nella manutenzione e con una necessità continua di munizioni, il rischio è che i carri armati di fabbricazione americana o tedesca non riuscirebbero a soverchiare quelli di fabbricazione sovietica. E questo vale soprattutto per un conflitto in cui, qualora ci fosse una battaglia con l&#8217;uso massiccio di carri, questa si combatterebbe tra tank di fabbricazione sovietica o russa ben noti alle truppe del Cremlino e mezzi occidentali con unità poco avvezze al loro uso.</p>



<p>Davis <a href="https://www.19fortyfive.com/2023/01/ukraine-wont-get-leopard-2-or-m1-abrams-tanks-does-it-matter/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fa l&#8217;esempio</a> dell&#8217;<strong>operazione Desert Storm </strong>in Iraq, in cui i mezzi Usa sbaragliarono quelli di fabbricazione sovietica appartenuti all&#8217;Iraq (i T-72) e dice: &#8220;Se gli iracheni avessero avuto gli stessi M1A1 che avevamo noi, o se noi fossimo stati equipaggiati con gli stessi T-72 che aveva l&#8217;Iraq, avremmo comunque vinto, perché alla fine è l&#8217;uomo che utilizza gli strumenti della guerra che vince, non gli strumenti stessi&#8221;.</p>



<p>Torna quindi il grande tema del fattore tempo, che a questo punto diventa il vero alleato (e allo stesso tempo nemico) dell&#8217;Ucraina al pari della Russia. Ma torna anche il tema di come esista un fattore mediatico e politico che a volte rischia di travolgere il dibattito confondendo i piani delle decisioni politiche e del loro impatto sul piano militare. Da un lato molti osservatori sottolineano il tema del training per le truppe. D&#8217;altra parte, qualcuno pone anche il problema della possibilità che l&#8217;Ucraina riceva <strong>troppi mezzi diversi</strong> tra loro ostacolando le unità che si occupano di manutenzione e l&#8217;intera logistica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I traffici in Francia e Germania  per le commesse con gli Emirati Arabi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-germania-coinvolte-un-giro-mazzette-commesse-militari-gli-emirati-arabi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 16:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Carro armato Leclerc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Emirati Arabi Uniti hanno acquistato dalla Francia e dalla Germania 436 carri da combattimento Leclerc per un valore complessivo di più di tre miliardi di dollari (2,6 miliardi di euro). I carri in questione sono stati modificati – oggi diremmo customizzati – per venire incontro alle esigenze di Abu Dhabi ed a questo ci &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-germania-coinvolte-un-giro-mazzette-commesse-militari-gli-emirati-arabi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8810647-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> hanno acquistato dalla <strong>Francia</strong> e dalla <strong>Germania</strong> 436 carri da combattimento <em>Leclerc</em> per un valore complessivo di più di tre miliardi di dollari (2,6 miliardi di euro). I carri in questione sono stati modificati – oggi diremmo customizzati – per venire incontro alle esigenze di Abu Dhabi ed a questo ci ha pensato la Germania fornendo nuovi motori e trasmissioni per il carro francese.</p>
<p>Come riportato da <em>Wikileaks</em>, che ha affidato le indiscrezioni in esclusiva al tedesco <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.spiegel.de/international/germany/shadowy-tank-deal-raises-suspicions-of-corruption-a-1230679.html" target="_blank">Der Spiegel</a></em>, al francese <em>Mediapart</em> e a <em>La Repubblica</em>, parte di quella enorme commessa, circa 195 milioni di dollari, sarebbe finita nelle tasche di un intermediario uomo d’affari arabo, tale <strong>Abbas Ibrahim Yousef al-Yousef</strong>, che avrebbe utilizzato il denaro per “oliare gli ingranaggi” per esportare i carri modificati.</p>
<p>La somma farebbe parte della commessa di Yousef, pari al 6,5% del totale (ovvero 235 milioni), e secondo le ricostruzioni sarebbe stata versata su un conto delle Isole Vergini Britanniche da parte della Giat, un’industria statale francese che fa parte del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.nexter-group.fr/en/press/630-giat-industries-fait-lacquisition-de-snpe" target="_blank">gruppo franco-tedesco Nexter</a>, e da lì sarebbe finita nelle tasche dell’uomo d’affari emiratense che l’avrebbe usata per <strong>corrompere funzionari e ufficiali arabi</strong>, ma si sospetta che sarebbe stata usata anche per facilitare l’<strong>ottenimento dei permessi per esportare i mezzi militari dalla Germania</strong>.</p>
<p>Germania che, come dicevamo in apertura, è coinvolta tramite la <strong>Mtu</strong> (Motoren und Turbinen Union) e la <strong>Renk AG</strong> che si sono occupate rispettivamente della nuova motorizzazione e della trasmissione del <em>Leclerc</em>. La legge tedesca, quando si tratta dell’esportazione di armamenti, è particolarmente restrittiva e ogni transazione deve avere l’approvazione di una commissione federale presieduta dal Cancelliere, che all’epoca dei fatti era <strong>Helmut Kohl</strong>, e formata da sette ministri della coalizione di governo.</p>
<p>La commissione, solitamente molto rigida, firmò il nulla osta per la vendita dei motori l’8 dicembre del 1992 dando così il via libera all’esportazione dei carri. Esportazione che, ad oggi, rappresenta un unicum nella storia dei francesi <em>Leclerc</em>. Della commessa miliardaria finita nelle casse francesi, una fetta consistente in circa <strong>150 milioni di euro</strong> di oggi (300 milioni di marchi dell’epoca) è finita nelle casse della Mtu che ha fornito i motori.</p>
<p>Il sospetto della corruzione</p>
<p>Il sospetto, che forse solo sospetto non è, che quei soldi siano stati usati per corrompere funzionari e ufficiali risiede in una alquanto singolare coincidenza temporale. La legge francese (e anche quella tedesca), prima del 2000, non prevedeva responsabilità penale se il reato fosse stato commesso per corrompere ufficiali e personale straniero, questo nell’evidente intento di <strong>favorire Parigi nelle varie gare d’appalto internazionali</strong> per le commesse militari – ma anche <a href="http://www.occhidellaguerra.it/eni-litalia-legitto-un-giacimento-cambia-gli-equilibri-nel-mediterraneo/" target="_blank">petrolifere</a> – che i vari Stati, soprattutto africani ed arabi, indicevano.</p>
<p>Dal <strong>2000</strong>, per venire incontro alle linee guida dell’Organizzazione per lo Sviluppo e Cooperazione Economica, la Francia ha penalizzato quella che in Italia definiamo “corruzione internazionale” e, guarda caso, proprio a partire dallo stesso anno <strong>il flusso di denaro destinato alle tasche di Yousef si è interrotto</strong>, provocando un ammanco di 40 milioni di dollari sul totale dei 235 stabiliti per la sua commissione. La Giat, infatti, proprio a partire dal 2000, ha dichiarato all’arbitrato internazionale &#8211; intervenuto su denuncia dello stesso Yousef che lamentava il mancato saldo della sua commessa &#8211; che il pagamento non era più possibile e addirittura i suoi legali, interrogati da <em>Der Spiegel</em> in merito, si rifiutano di rispondere.</p>
<p>La stessa dichiarazione dei rappresentanti della Giat suona come un’<strong>ammissione di colpa</strong>: “l’intenzione era quella di facilitare la chiusura del contratto con gli Eau offrendo al personale civile e agli ufficiami emiratensi parte della commissione”. Una dichiarazione che da un lato conferma la corruzione internazionale ma che dall’altro, forse, rappresenterebbe il tentativo di <strong>ammettere una colpa per celarne un’altra</strong>, molto più grave, come spesso accade.</p>
<p>Il sospetto che parte di quei soldi siano stati usati per corrompere anche funzionari europei affinché facilitassero le carte per l’esportazione dei carri resta alto secondo il giornale tedesco.</p>
<p></p>
<p><strong>Yousef però nega</strong>, davanti all’arbitrato internazionale, di aver mai corrotto funzionari arabi o europei e sostiene di aver investito quei soldi, di cui si sono perse le tracce cosi come avvenuto per i documenti che attestano le relazioni d’affari tra l’uomo d’affari arabo e la Giat, in varie compagnie sparse per il mondo, ma anche qui non c’è alcun documento che lo provi, in quanto lo stesso Yousef sostiene di aver distrutto le prove di questi investimenti.</p>
<p>Massima discrezione anche sui suoi contatti con la controparte tedesca. Interrogato dal giudice su chi avesse interpellato per la questione dei visti per l’esportazione Yousef si è trincerato dietro un perentorio “nessuno”.</p>
<p>Intanto arrivano le prime sentenze</p>
<p>L’inchiesta comunque è andata avanti seppur tra mille difficoltà. Se dal lato tedesco è difficile stabilire se vi sia o meno stata corruzione anche per via della morte dei presunti attori coinvolti come lo stesso ex Cancelliere Kohl, e per la “perdita di memoria” dell’allora <strong>ministro della Difesa</strong> Volker Rühe e del <strong>ministro delle Finanze</strong> Theo Waigel, da parte francese si è giunti alle prime condanne.</p>
<p>Nel <strong>2005</strong> due oscuri personaggi legati a quello che possiamo definire <em>affaire Leclerc</em> sono stati <strong>condannati per corruzione</strong> avendo versato 2,6 milioni di euro su un conto svizzero per “consulenze” e nella stessa indagine due impiegati della Renk AG sono stati condannati a 18 mesi con la condizionale e a 100mila euro di multa per lo stesso reato.</p>
<p></p>
<p>Lo stesso Yousef si è ritrovato a dover pagare il costo processuale dell’arbitrato internazionale, pari a 550mila dollari, quando il giudice, a settembre del 2010, ha stabilito che la sua richiesta di ricevere i 40 milioni di euro mancanti è stata negata perché l’intera operazione sarebbe accusata di corruzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-germania-coinvolte-un-giro-mazzette-commesse-militari-gli-emirati-arabi.html">I traffici in Francia e Germania  per le commesse con gli Emirati Arabi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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