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	<title>Akademik Lomonosov Archives - InsideOver</title>
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	<title>Akademik Lomonosov Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Russia invia una centrale nucleare galleggiante nell&#8217;Artico</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/russia-invia-centrale-nucleare-galleggiante-artico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Aug 2019 06:59:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Akademik Lomonosov]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Akademik-Lomonosov-centrale-nucleare-russa-galleggiante-Wikimedia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Akademik-Lomonosov-centrale-nucleare-russa-galleggiante-Wikimedia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Akademik-Lomonosov-centrale-nucleare-russa-galleggiante-Wikimedia-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Akademik-Lomonosov-centrale-nucleare-russa-galleggiante-Wikimedia-768x415.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>È russa e si chiama Akademik Lomonosov la prima centrale nucleare galleggiante nata per essere commercializzata del mondo, ed ora ha intrapreso il suo viaggio verso la sua destinazione finale: la città della Siberia orientale di Pevek, nella regione di Chukotka. La centrale, costruita dalla Rosatom, l&#8217;agenzia per l&#8217;energia nucleare di Mosca, ha due reattori &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-invia-centrale-nucleare-galleggiante-artico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-invia-centrale-nucleare-galleggiante-artico.html">La Russia invia una centrale nucleare galleggiante nell&#8217;Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="432" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Akademik-Lomonosov-centrale-nucleare-russa-galleggiante-Wikimedia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Akademik-Lomonosov-centrale-nucleare-russa-galleggiante-Wikimedia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Akademik-Lomonosov-centrale-nucleare-russa-galleggiante-Wikimedia-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Akademik-Lomonosov-centrale-nucleare-russa-galleggiante-Wikimedia-768x415.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>È russa e si chiama <strong>Akademik Lomonosov</strong> la prima centrale nucleare galleggiante nata per essere commercializzata del mondo, ed ora ha intrapreso il suo viaggio verso la sua destinazione finale: la città della <strong>Siberia</strong> orientale di <strong>Pevek</strong>, nella regione di Chukotka.</p>
<p>La centrale, costruita dalla <strong>Rosatom</strong>, l&#8217;agenzia per l&#8217;energia nucleare di Mosca, ha <a href="https://tass.com/economy/1035685" target="_blank" rel="noopener">due reattori da 35 Mw</a> ciascuno in grado di fornire energia ad una città di 100mila abitanti per i prossimi 35/40 anni. La Akademik Lomonosov, una sorta di &#8220;megachiatta&#8221; lunga 144 metri e larga 30 dal peso di 21500 tonnellate, sfrutta la tecnologia nucleare navale russa e rappresenta il primo tentativo di commercializzazione di un tale tipo di centrale.</p>
<p>L&#8217;idea infatti non è nuova: gli Stati Uniti hanno fornito energia alle chiuse del canale di Panama tramite un reattore montato su una nave per decenni e attualmente ci sono 140 centrali nucleari galleggianti nel mondo, ma mai nessuno aveva pensato di poter produrre in serie una centrale nucleare galleggiante, e, quanto sembra, ci sono già Paesi &#8211; come il Sudan &#8211; interessati all&#8217;acquisto.</p>
<p>La costruzione è iniziata nel <strong>2007</strong> ed è terminata, straordinariamente viste le difficoltà economiche date dalle sanzioni, nei tempi previsti con un costo complessivo di <strong>458 milioni di dollari</strong> (30 miliardi di rubli). La centrale utilizza due reattori tipo <a href="https://inis.iaea.org/search/search.aspx?orig_q=RN:31058468" target="_blank" rel="noopener">KLT-40C</a> ed è pensata per operare nelle regioni artiche, quindi fornita di tutte le dotazioni per resistere al clima rigido di quelle latitudini. Come riporta la stessa Rosatom è anche in grado di essere usata come impianto di desalinizzazione: la sua capacità giornaliera di potabilizzazione dell&#8217;acqua marina si aggira intorno alle 240mila tonnellate.</p>
<p>Rosatom fa sapere anche che ha iniziato la costruzione di una seconda centrale di questo tipo, leggermente più piccola ma più potente, che potrà essere più facilmente esportabile.</p>
<h2>Una corsa all&#8217;Artico</h2>
<p>La Akademik Lomonosov ha cominciato il suo viaggio di quasi 5mila chilometri verso la sua destinazione finale da <strong>Murmansk</strong>, sede della Flotta del Nord e fulcro della difesa di quella che è diventata la frontiera nord della Russia.</p>
<p>Il cambiamento climatico ha aperto l&#8217;Artico a <a href="https://it.insideover.com/guerra/quella-nuova-base-degli-usa-per-sfidare-la-russia-nellartico.html" target="_blank" rel="noopener">nuove prospettive nel campo della ricerca mineraria, delle linee commerciali e quindi anche in quello delle operazioni militari</a> e Mosca si è mossa immediatamente per allungare il proprio raggio d&#8217;azione nell&#8217;area e stabilire il controllo su quella che si chiama <strong>Northern Sea Route</strong>, la rotta del nord che collega l&#8217;Oceano Atlantico al Pacifico dal Mar di Barents sino allo Stretto di Bering.</p>
<p>Infrastrutture stanno spuntando lungo tutta la Siberia e le isole russe nel Mar Glaciale Artico: dalla Terra del Principe Giorgio e la Novaya Zemlja sino appunto alle propaggini più orientali della Siberia dove ha sede la città portuale di Pevek.</p>
<p>Di pari passo con la rinascita e la costruzione <em>ex novo</em> di porti e aeroporti c&#8217;è il ritorno in grande stile nell&#8217;Artico delle Forze Armate russe che hanno costruito presidi e riaperto vecchie basi dismesse dai tempi del crollo dell&#8217;Unione Sovietica.</p>
<p>È stato creato infatti un comando interforze per l’Artico che dispone di due brigate motorizzate (la 200esima e la 80esima dislocate a Pechenga e Alakurtti) adibite al supporto delle attività di ricerca che i russi stanno effettuando nell’area. A queste due brigate di fanteria si aggiungono varie unità aeree e sistemi di difesa antiaerei basati a terra che, unitamente alle unità navali della Flotta del Nord, attivano una <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-bolle-difensive-della-russia-preoccupano-loccidente.html" target="_blank" rel="noopener">bolla A2/AD</a> quasi pari a quelle viste in <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-sistema-di-difesa-russo-in-siria.html" target="_blank" rel="noopener">Siria</a>, Crimea o Kaliningrad.</p>
<p>Oltre a questo, ovviamente, c’è stata una implementazione dei sistemi di sorveglianza, monitoraggio, tracciamento dei bersagli a medio, lungo e lunghissimo raggio. Tutte queste unità sono poste sotto il nuovo comando interforze creato a <strong>Severomorsk</strong> che ha assorbito interamente le funzioni di comando della Flotta del Nord e della Prima Divisione Difesa Aerea.</p>
<p>Il lavoro di ripristino di vecchie infrastrutture e di costruzione di nuove è stato enorme: negli ultimi 6 anni sono state riattivate 13 piste e sono state costruite nuove installazioni per permettere la presenza costante, a rotazione, delle truppe della <em>Task Force</em> Artica divisa tra il Mar di Barents, quello di Kara e di Laptev, oltre a tutta una serie di installazioni minori che corrono da Murmansk sino alle Curili.</p>
<p>I centri nevralgici di questo sistema difensivo che corre lungo i <a href="https://www.thearcticinstitute.org/countries/russia/" target="_blank" rel="noopener">24mila chilometri di coste dell&#8217;Artico russo</a> sono siti nelle isole della Novaya Zemlja, Kotelny e Zemlja Aleksandry dove è stato costruito il nuovo complesso chiamato “Trifoglio Artico” in grado di accogliere 150 uomini in modo permanente e con una nuovissima pista di atterraggio.</p>
<h2>Il bastione per la flotta del Cremlino</h2>
<p>Nella strategia navale di Mosca il concetto cardine è quello, sin dai tempi dell&#8217;Unione Sovietica, del <strong>&#8220;bastione&#8221;</strong>, ovvero di una vasta porzione di mare a ridosso delle proprie coste da difendere in modo che i propri sottomarini lanciamissili balistici possano operare indisturbati in caso di crisi.</p>
<p>Sottomarini lanciamissili come il projekt 941 Akula (Typhoon in codice Nato), con la sua mole e la sua bassa velocità massima erano nati appunto per operare da questi tratti di mare protetti. La <em>leadership</em> russa ha sempre dato la massima priorità, nell&#8217;ottica di questa dottrina, alla difesa della Penisola di Kola e delle sue acque circostanti, considerate di importanza strategica per la sicurezza nazionale della Russia.</p>
<p>Murmansk, Severomorsk, sono sempre stati i centri nevralgici della difesa nel Nord anche in considerazione della strategia della Nato, che era volta a imbottigliare la flotta sovietica nei mari di Norvegia e Groenlandia sorvegliando quel <em>choke point</em>, quella strozzatura, denominata <strong>Giuk Gap</strong> (da Greenland, Iceland e United Kingdom) in modo da poter mantenere libere le linee di navigazione atlantiche tra Europa e continente americano, vitali per i rifornimenti in caso di conflitto.</p>
<p>Con un Mar Glaciale Artico libero per molto più tempo l&#8217;anno dai ghiacci della banchisa, era naturale che Mosca modificasse la sua dottrina strategica allargando il suo &#8220;bastione&#8221; al Mar di Kara, di Laptev e a tutte le acque a nord della Siberia ora più facilmente navigabili.</p>
<p>Avere dei presidi &#8211; militari e non &#8211; permanenti nel Grande Nord significa però doverli rifornire di energia sia per la sopravvivenza sia per le nuove possibilità di sfruttamento minerario e per la costruzione di nuove infrastrutture in grado di fornire assistenza alla navigazione (arsenali, cantieri ecc), ed ecco perché è nata una centrale nucleare galleggiante come la Akademik Lomonosov che è in grado di essere spostata agevolmente là dove è più richiesto l&#8217;approvvigionamento energetico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-invia-centrale-nucleare-galleggiante-artico.html">La Russia invia una centrale nucleare galleggiante nell&#8217;Artico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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