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	<title>Victoria Nuland Archives - InsideOver</title>
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	<title>Victoria Nuland Archives - InsideOver</title>
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		<title>Russia e Niger: gli attentati paralleli dell&#8217;Isis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 13:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attentato mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Crocus city hall]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240326143242580_4b473f884b4c79cbedf50252ea9e6b9b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La reazione di Putin all'attentato al Crocus è diversa da quanto visto dopo l'11 settembre o il 7 ottobre. La Nuland e l'attentato in Niger</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-niger-gli-attentati-paralleli-dellisis.html">Russia e Niger: gli attentati paralleli dell&#8217;Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La strage del 22 marzo al Crocus City Hall va analizzata a diversi livelli. Anzitutto si tratta di un attacco diretto a Putin. Vinte le elezioni, lo zar è più forte che mai. Si trattava di minare tale percezione, non per nulla il Washington Post titolava “L’attacco terroristico in Russia mette in luce le vulnerabilità del regime di Putin”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il discorso di Putin</h2>



<p>Non è casuale, infatti, che l’obiettivo dell’attacco fosse un teatro, richiamando alla memoria l’attacco al teatro Dubrovka, che fu il momento più critico della lunga storia presidenziale di Putin. Allora, la presa di ostaggi nel teatro, col passar dei giorni stava logorando l’autorità dello zar, rischiando di porre fine alla sua presidenza, un po’ (mutatis mutandis) come accadde per Jimmy Carter con la cattura di ostaggi presso l’ambasciata Usa in Iran. Da cui il blitz affrettato nel Dubrovka, che costò la vita a decine di civili. E però, ad oggi, non sembra che l’attacco al Crocus sia riuscito in tale obiettivo.</p>



<p>Lo denota anche la reazione indignata, ma ragionata di Putin. Avrebbe potuto reagire come gli Stati Uniti dopo l’11 settembre o Israele dopo il 7 ottobre, ma non l’ha fatto. Nel caso, l’Ucraina, verso cui convergono le accuse dei russi, avrebbe subito la stessa sorte dell’Iraq o di Gaza, ma ciò avrebbe danneggiato irreparabilmente l’immagine internazionale della Russia e l’avrebbe costretta a mosse affrettate e rischiose. Inoltre, ne sarebbe uscita rafforzata l’idea dell’attentato auto-inflitto a tale scopo, tesi propalata da Kiev subito dopo l’eccidio.</p>



<p>Invece, nel suo discorso alla nazione, Putin ha evitato di attaccare direttamente Kiev, limitandosi a riferire che gli attentatori erano diretti verso il confine ucraino, lungo il quale li attendeva una “finestra” per esfiltrare, come risultava dalle indagini. Non che abbia escluso eventuali responsabilità, ma si è lasciato il tempo per modulare la reazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’attacco</h2>



<p>Se le eventuali responsabilità ucraine sono da dimostrare, resta che la rivendicazione dell’Isis lascia dubbi, essendo gli autori della strage non radicalizzati, ma pagati, ed essendo fuggiti, al contrario di quanto avviene per i suoi agenti, usi ad auto-immolarsi.</p>



<p>La matrice islamista dell’attentato poneva un’altra criticità all’impero russo. Subito dopo l’attentato, infatti, il web russo era stato inondato da messaggi nei quali si incitava a reagire contro gli islamici sul territorio nazionale, incitando all’odio e al pogrom (en passant, si noti che anche Navalny, al tempo della crisi cecena, aveva assunto posizioni ferocemente anti-islamiche).</p>



<p>Dei messaggi anti-islamici ne informa Ria Novosti, spiegando che se tali appelli avessero attecchito il Paese ne sarebbe uscito destabilizzato, non solo per le violenze, ma anche per le ovvie recriminazioni degli islamici contro le autorità russe, criticate per la loro incapacità di assicurare loro sicurezza.</p>



<p>Non solo, come segnala un’altra nota del sito russo, avrebbe posto criticità anche nelle relazioni con le nazioni islamiche, proprio ora che si è sanata la frattura creatasi con l’invasione sovietica dell’Afghanistan, che innescò la jihad globale contro gli aggressori del Paese islamico (frattura e jihad alimentate dall’Occidente).</p>



<p>Un pericolo di cui Putin è conscio, tanto che nel suo discorso alla nazione ha rimarcato la natura “multietnica” dell’impero russo, sottolineando che non sarà messa in discussione. Elusa la trappola dello scontro di civiltà, nella quale è caduto a lungo l’Occidente, lo zar ha parlato dell’Agenzia del Terrore in altri termini, dichiarando che si tratta di assassini le cui azioni riecheggiano gli orrori perpetrati dai nazisti “nei territori occupati”.</p>



<p>Nel suo discorso, Putin non ha menzionato mai l’Isis, ma ha definito i terroristi come degli “individui disumani che non hanno nazionalità e non possono averne una, [i quali] si trovano di fronte a una triste prospettiva: punizione e oblio. Non hanno futuro&#8221;.</p>



<p>Cenni che richeggiano la diatriba verbale con l’Occidente, al quale Putin rimprovera di voler perpetuare forzosamente il dominio sul mondo attraverso la globalizzazione a trazione Usa (il mondo basato sulle regole etc.). Una prospettiva che, secondo lo zar, è senza futuro, essendo il mondo proiettato verso il multipolarismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Isis colpisce anche il Niger</h2>



<p>Putin, ha concluso il suo discorso chiedendo una cooperazione internazionale contro il Terrore, ma rivolgendosi specificamente a quegli Stati che “condividono sinceramente il nostro dolore” e sono interessati a unire gli sforzi per combattere il mostro (che sabato ha colpito Mosca e domani colpirà altrove, anche l’Europa).</p>



<p>Quel “sinceramente” è fondamentale. Infatti, ormai la Politica estera Usa, e di conseguenza quella dei suoi alleati, è influenzata in maniera decisiva da ambiti che vedono il confronto tra grandi potenze come una lotta esistenziale che non lascia alcuna possibilità di interlocuzione con l’antagonista.</p>



<p>Fulgido esempio di tale feroce determinazione è Victoria Nuland, che un mese fa rilanciava la sfida alla Russia affermando che, grazie agli aiuti Usa, Kiev avrebbe condotto una “guerra asimmetrica” contro Mosca che avrebbe riservato “sorprese” a Putin.</p>



<p>Se citiamo Toria, e non altri del suo bellicoso ambito neocon, è perché la Nuland si è fatta paladina di tale determinazione a ogni livello. Come accadde quando si precipitò in Niger lo scorso luglio, subito dopo il golpe che aveva deposto il governo fantoccio di Bazoum, per minacciare i nuovi leader di Niamey a non legarsi alla Russia e a non toccare la basi americane site nel Paese.</p>



<p>Sabato scorso, <strong>lo stesso giorno dell’attentato a Mosca</strong>, l’Isis ha rivendicato un attentato in Niger che ha mietuto decine di vittime, a chiusura di una settimana particolarmente critica per Niamey che il 16 marzo, dopo aver a lungo tentennato, aveva chiesto il ritiro delle basi americane perché inadempienti rispetto alla loro missione di contrastare il terrorismo, scopo precipuo della loro esistenza in loco.</p>
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		<title>Victoria Nuland, il falco del Dipartimento di Stato lascia il governo Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/victoria-nuland-il-falco-del-dipartimento-di-stato-lascia-il-governo-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 16:13:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Victoria Nuland lascerà l&#8217;amministrazione americana. La numero due di Tony Blinken al Dipartimento di Stato, la donna famosa per il &#8220;Fuck the Eu!&#8221; pronunciato dopo la crisi ucraina del 2014 e per essere un falco dell&#8217;interventismo liberal che rappresenta la versione progressista del movimento neoconservatore, ha annunciato che uscirà dal governo di Joe Biden. Nuland &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/victoria-nuland-il-falco-del-dipartimento-di-stato-lascia-il-governo-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/victoria-nuland-il-falco-del-dipartimento-di-stato-lascia-il-governo-usa.html">Victoria Nuland, il falco del Dipartimento di Stato lascia il governo Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/16305347528_9cf3e8297b_b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>Victoria Nuland</strong> lascerà l&#8217;amministrazione americana. La <strong>numero due di Tony Blinken</strong> al Dipartimento di Stato, la donna famosa per il &#8220;<em>Fuck the Eu!</em>&#8221; pronunciato dopo la <strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/maidan-dieci-anni-dopo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi ucraina del 2014</a></strong> e per essere un <strong>falco dell&#8217;interventismo liberal</strong> che rappresenta la versione progressista del movimento neoconservatore, ha annunciato che uscirà dal <strong>governo di Joe Biden</strong>.</p>



<p>Nuland è stata sottosegretario di Stato per gli affari politici dal 3 maggio 2021 e vicesegretario di Stato ad interim dal 29 luglio 2023 nell&#8217;amministrazione Biden. Ora l&#8217;interim volge al termine: Nuland,<a href="https://www.usnews.com/news/world/articles/2024-03-05/victoria-nuland-third-highest-ranking-us-diplomat-and-critic-of-russias-war-in-ukraine-retiring" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> spiega <em>Us News</em>,</a> &#8220;era stata candidata a succedere a Wendy Sherman come vice segretario di Stato e aveva ricoperto il <strong>ruolo di vice ad interim dal pensionamento di Sherman sette mesi fa</strong>, ma ha perso una battaglia interna sul personale amministrativo quando il presidente Joe Biden ha nominato Kurt Campbell come vice al suo posto.&nbsp;Campbell è entrato in carica il mese scorso&#8221;, e ora Nuland si trovava di fronte alla possibilità di un ritorno al terzo posto nella gerarchia.</p>



<p>Da qui la decisione di non continuare. Il Dipartimento di Stato di Blinken ha ringraziato calorosamente &#8220;Toria&#8221; elogiandone la &#8220;feroce passione&#8221; a partire dall&#8217;esordio consolare a Guangzhou quarant&#8217;anni fa. Il titolare di Foggy Bottom ha aggiunto ribadendo l&#8217;impegno di Nuland su fronti come <strong>Sahel, Haiti e Medio Oriente</strong> nell&#8217;amministrazione in corso. Impegno, a ben guardare, difficile da definire come di successo: Nuland ha ricevuto una risposta secca dai militari golpisti del <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-schiaffo-della-giunta-del-niger-agli-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Niger ad agosto, quando si è recata in visita a Niamey chiedendo il ripristino del governo deposto,</a> mentre in Medio Oriente, poco prima dei massacri di Hamas del 7 ottobre, indicava <a href="https://mondoweiss.net/2023/09/weekly-briefing-who-do-you-believe-about-palestine-victoria-nuland-or-roger-waters/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la <strong>normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita</strong> come via maestra per risolvere la questione palestinese e contenere l&#8217;Iran.</a> Una profezia presto smentita dai fatti.</p>



<p>Nuland ha da sempre promosso come sua visione politica la priorità del contenimento in profondità degli avversari di Washington, soprattutto nello scacchiere euroasiatico. I dossier su cui è più noto il suo impegno sono quelli legati all&#8217;Est Europa. Da inviata speciale per l&#8217;Ucraina di Barack Obama nel 2014 divenne celebre per il suo &#8220;Fuck the Eu&#8221; pronunciato in una telefonata con l’ambasciatore Usa in Ucraina, Geoffrey Pyatt, sul tema della <strong>risoluzione della crisi</strong>.</p>



<p>Nuland in quell&#8217;occasione stigmatizzò le reticenze europee a chiudere attivamente un accordo favorevole alla transizione oltre il governo di Viktor Yanukovich a Kiev e suggerí che le Nazioni Unite, piuttosto che l&#8217;Unione Europea, avrebbero dovuto essere gli interlocutori ideali per Washington. Seguì poi il celebre insulto diventato simbolo della scarsa considerazione americana del Vecchio Continente sui grandi dossier strategici che <strong>Christiane Wirtz</strong>, vice portavoce del governo e vice capo dell&#8217;ufficio stampa e informazione del governo federale tedesco, stigmatizzò su indicazione della cancelliera tedesca Angela Merkel definendo l&#8217;affermazione della diplomatica americana &#8220;assolutamente inaccettabile&#8221;.</p>



<p>Per &#8220;Toria&#8221; contava blindare Kiev come partner del blocco atlantico, a qualunque costo: non a caso Nuland è stata nel contesto del sostegno americano a Kiev la figura di riferimento dell&#8217;amministrazione Obama per quella che i manifestanti chiamavano &#8220;Rivoluzione della Dignità dell’Ucraina&#8221; e i russi hanno sempre visto come un golpe, stabilendo prolifici rapporti politici.</p>



<p>La Nuland fino al 2016 ha mediato con Kiev preziose <strong>garanzie sui prestiti all’Ucraina</strong> , inclusa una garanzia di prestito di 1 miliardo di dollari nel 2014, e l&#8217;avvio del sostegno militare. Insieme al segretario di Stato <strong>John Kerry e al segretario alla Difesa Ash Carter,</strong> ha aperto nel 2015-2016 all&#8217;inizio delle spedizioni di armi difensive americane all&#8217;Ucraina. Tornata al governo, nel 2022 ha sostenuto l&#8217;appoggio americano a Kiev con parole di fuoco verso la Russia e Vladimir Putin.</p>



<p>Oggi a sostituirla nel ruolo che ricopriva ad interim è stato promosso Campbell, che ha servito come coordinatore del Consiglio di sicurezza nazionale per l&#8217;Indo-Pacifico dal 2021 al 2024. Segno di nuove priorità geopolitiche. Fatto sta che il mondo della Nuland, quello degli interventisti dem <em>à la</em> Hillary Clinton, non esiste più. E anche Biden, da pragmatico, ha scelto lo specialista nel problema geopolitico più dirimente, l&#8217;Asia, al suo posto.</p>



<p>&#8220;Ciò che rende Toria davvero eccezionale è la feroce passione che mette nel combattere per ciò in cui crede di più: libertà, democrazia, diritti umani e la capacità duratura dell’America di ispirare e promuovere quei valori in tutto il mondo&#8221;, ha scritto Blinken nel suo saluto.&nbsp;&#8220;Questi erano i principi che guidavano Toria quando ci incontrammo per la prima volta più di 30 anni fa&#8221;, ha aggiunto il Segretario di Stato. Sottolineando implicitamente perché Nuland, a 62 anni, è <strong>rimasta fuori dal mondo</strong>. Per la figlia del mondo unipolare la complessità della globalizzazione in frantumi è diventata troppo problematica. E ha finito per archiviare anzitempo la sua esperienza di governo.&nbsp;</p>
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