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	<title>Valerij gerasimov Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Valerij gerasimov Archives - InsideOver</title>
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		<title>Più controlli e più divieti: il Cremlino blindato e la paura che arriva dall’interno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-600x391.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Putin chiede protezione rafforzata e partono voci di golpe. Il quadro di un potere ancora forte, ma meno sicuro di sé.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-600x391.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia non è soltanto che <strong>Vladimir Putin</strong> avrebbe rafforzato in modo drastico la propria sicurezza personale. La notizia vera è che il potere russo, dopo quattro anni di guerra in Ucraina, sembra cominciare a temere non solo il nemico esterno, ma anche le crepe interne del proprio sistema. Secondo un rapporto di un servizio d’intelligence europeo ottenuto dalla Cnn, il Cremlino avrebbe introdotto nuove misure di protezione intorno al presidente russo: <strong>controlli doppi per chi deve incontrarlo, limitazioni agli spostamenti dei collaboratori più vicini, divieto per cuochi, fotografi e guardie del corpo di usare i mezzi pubblici,</strong> telefoni senza accesso a Internet per chi lavora a stretto contatto con lui, sistemi di sorveglianza installati perfino nelle abitazioni di alcuni membri dello staff.</p>



<p>Sono dettagli che, presi uno per uno, potrebbero sembrare parte della normale paranoia di ogni potere accerchiato. Ma messi insieme raccontano altro: un clima di sospetto, un senso di vulnerabilità, una paura crescente che la guerra non resti confinata al fronte ucraino ma entri nel cuore del sistema russo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Droni, attentati e vertici militari sotto pressione</h2>



<p>Il punto di svolta sarebbe arrivato dopo una serie di eliminazioni mirate di figure militari russe, in particolare dopo l’uccisione a Mosca, nel dicembre 2025, d<strong>el generale Fanil Sarvarov, attribuita con ogni probabilità ad agenti ucraini.</strong> L’episodio avrebbe provocato una riunione durissima ai vertici dello Stato russo, con il capo di Stato maggiore Valerij Gerasimov pronto ad accusare i servizi di sicurezza di non aver protetto adeguatamente gli ufficiali più esposti.</p>



<p>Il capo del servizio federale di sicurezza, <strong>Aleksandr Bortnikov,</strong> avrebbe risposto lamentando carenze di uomini e risorse. Una scena rara, se confermata: non il monolite russo che spesso viene rappresentato dall’esterno, ma una macchina di potere attraversata da tensioni, recriminazioni e accuse reciproche.</p>



<p>Da quel momento, la protezione del Servizio federale di protezione sarebbe stata estesa ad altri dieci alti comandanti. In parallelo, sarebbero state rafforzate anche le misure intorno a Putin. Il presidente avrebbe ridotto drasticamente i luoghi frequentati abitualmente, evitando residenze tradizionali come quelle nella regione di Mosca o a Valdaj. Avrebbe inoltre limitato visite a installazioni militari e trascorso lunghi periodi in strutture protette, comprese basi sotterranee rinnovate nella regione di Krasnodar, vicino al Mar Nero.</p>



<p>Il dato strategico è evidente: la minaccia dei droni ucraini, ormai capaci di colpire in profondità nel territorio russo, ha cambiato la grammatica della sicurezza. Non esiste più soltanto il fronte. Esiste una retrovia vulnerabile. <strong>E quando la retrovia coincide con Mosca, il messaggio politico diventa pesante.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fantasma del colpo di Stato</h2>



<p>L’elemento più delicato del rapporto riguarda <strong>Sergej Shoigu</strong>, ex ministro della Difesa e oggi segretario del Consiglio di sicurezza. Per anni uomo vicinissimo a Putin, Shoigu viene indicato come figura associata al rischio di un possibile colpo di mano, perché conserverebbe influenza significativa nell’alto comando militare.</p>



<p>Il rapporto collega questa tensione anche all’arresto, il 5 marzo 2026, di <strong>Ruslan Tsalikov,</strong> ex vice di Shoigu e suo stretto collaboratore, accusato di appropriazione indebita, riciclaggio e corruzione. In Russia le inchieste per corruzione ai vertici militari non sono una novità. Ma quando colpiscono uomini collegati a una figura di primo piano come Shoigu assumono un significato politico: non sono più soltanto procedimenti giudiziari, diventano strumenti di riequilibrio interno.</p>



<p>Qui serve cautela. Il rapporto non offre prove definitive contro Shoigu e la sua diffusione potrebbe avere anche una funzione di guerra psicologica: alimentare diffidenze, sospetti e divisioni dentro il Cremlino. Tuttavia il fatto stesso che un servizio europeo ritenga utile far emergere queste informazioni indica quanto la stabilità interna russa sia oggi considerata un terreno decisivo della guerra.</p>



<p>Dopo la marcia fallita di <strong>Evgenij Prigožin </strong>su Mosca nel giugno 2023, nessuno può più fingere che il sistema putiniano sia immune da fratture. Quella crisi fu superata, ma mostrò una verità semplice: il potere russo può apparire granitico finché nessuno lo sfida apertamente. Quando qualcuno lo fa, la reazione può essere rapida, ma la ferita resta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra che pesa sull’economia e sulla società urbana</h2>



<p>La pressione militare si somma a quella economica. <strong>Le stime occidentali parlano di circa trentamila tra morti e feriti russi al mese, a fronte di guadagni territoriali limitati.</strong> Anche se le cifre vanno sempre lette con prudenza, il quadro resta pesante: la guerra consuma uomini, mezzi, bilancio pubblico e stabilità sociale.</p>



<p>Per lungo tempo il Cremlino è riuscito a mantenere la popolazione urbana, soprattutto i ceti medi delle grandi città, relativamente distante dagli effetti diretti del conflitto. Ma questa separazione si sta incrinando. Gli attacchi con droni, i disagi nelle comunicazioni, le interruzioni dei dati mobili nelle grandi città e l’aumento dei costi economici rendono la guerra meno astratta anche per quella borghesia patriottica o rassegnata che finora aveva preferito non vedere.</p>



<p><strong>Lo Stato russo ha retto grazie a tre pilastri: controllo politico, spesa militare e adattamento economico alle sanzioni. </strong>Ma più la guerra si prolunga, più questi pilastri diventano costosi. La militarizzazione sostiene alcuni settori industriali, ma drena risorse civili. Le sanzioni non hanno distrutto l’economia russa, ma l’hanno resa più dipendente da canali alternativi, dalla Cina, dall’Asia centrale, da reti finanziarie opache e da un crescente intervento statale.</p>



<p>Lo scenario geoeconomico è dunque quello di una Russia che sopravvive, ma al prezzo di un irrigidimento strutturale. Meno flessibilità, meno investimenti produttivi civili, più dipendenza dal complesso militare-industriale. Una potenza che non crolla, ma si restringe intorno alla guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La parata ridotta e il messaggio al mondo</h2>



<p>Anche la decisione di ridimensionare la parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa, senza mezzi pesanti come carri armati e missili, ha valore simbolico. Ufficialmente si tratta di una misura di sicurezza legata alla minaccia terroristica e agli attacchi a lungo raggio ucraini. <strong>Ma sul piano politico comunica altro: persino il rito più solenne della potenza russa deve adattarsi alla vulnerabilità.</strong></p>



<p>La parata della vittoria, da sempre strumento di legittimazione storica e militare, diventa più sobria perché la guerra reale impone prudenza alla rappresentazione della forza. È un paradosso: Mosca continua a presentarsi come potenza assediata ma invincibile, mentre deve proteggere il proprio centro politico da una minaccia che non riesce più a confinare lontano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valutazione militare e geopolitica</h2>



<p>Dal punto di vista militare, il dato centrale è la trasformazione della guerra in un conflitto di profondità. L’Ucraina non può competere con la Russia sul piano quantitativo classico, ma cerca di colpire comando, logistica, simboli, industria e psicologia del nemico. <strong>I droni diventano l’arma della compensazione strategica: costano relativamente poco, obbligano Mosca a spendere molto in difesa, </strong>creano incertezza e rendono insicuro ciò che prima era considerato intoccabile.</p>



<p>Dal punto di vista geopolitico, il rapporto europeo si inserisce in una partita più ampia. <strong>L’Europa, mentre teme il disimpegno americano e l’usura ucraina, ha interesse a mostrare che anche la Russia è vulnerabile, stanca, divisa. </strong>È una forma di pressione narrativa e strategica: se il Cremlino vuole convincere l’Occidente che il tempo lavora per Mosca, le intelligence europee provano a suggerire il contrario, cioè che il tempo potrebbe logorare anche Putin.</p>



<p>Ma attendere il collasso interno russo non è una strategia sufficiente. Può essere una speranza, non un piano. La Russia ha già dimostrato una notevole capacità di assorbire perdite, repressione, isolamento e crisi economiche. Il problema, per Mosca, è che questa capacità non è gratuita. Ogni mese di guerra aumenta il prezzo interno del controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il potere quando comincia a guardarsi alle spalle</h2>



<p>Il quadro che emerge non è quello di un Cremlino prossimo al crollo. Sarebbe una conclusione affrettata. È piuttosto quello di un potere ancora forte, ma meno sicuro di sé; ancora repressivo, ma più guardingo; ancora capace di comandare, ma costretto a sorvegliare anche i propri uomini. In politica, la paura non è mai solo un sentimento. È un indicatore. <strong>Quando un regime moltiplica i controlli intorno al capo,</strong> restringe i suoi movimenti, limita l’accesso dei collaboratori, teme fughe di notizie e sospetta complotti dall’interno, significa che la guerra è entrata nella stanza del potere.</p>



<p>Putin resta al centro del sistema russo. Ma proprio per questo ogni segnale di vulnerabilità intorno a lui diventa una questione strategica. La Russia può continuare a combattere. Può continuare a colpire. Può continuare a reggere. Ma il prezzo della guerra non si misura soltanto in chilometri conquistati o persi nel Donbass. Si misura anche nel silenzio dei corridoi del Cremlino, nelle accuse tra apparati, nei telefoni senza Internet, nelle residenze abbandonate, nei bunker riaperti. E soprattutto in una domanda che nessun potere autoritario può permettersi di pronunciare ad alta voce: il nemico più pericoloso è ancora fuori dai confini, o comincia a muoversi dentro il palazzo?</p>
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		<title>Cosa sappiamo del Burevestnik, il missile nucleare esaltato da Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cosa-sappiamo-del-burevestnik-il-missile-nucleare-esaltato-da-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 05:42:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito russo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[missile]]></category>
		<category><![CDATA[Missile a propulsione nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="866" height="487" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/burevestnik-nuclear-powered-cruise-missile-866x486-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/burevestnik-nuclear-powered-cruise-missile-866x486-1.webp 866w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/burevestnik-nuclear-powered-cruise-missile-866x486-1-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/burevestnik-nuclear-powered-cruise-missile-866x486-1-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/burevestnik-nuclear-powered-cruise-missile-866x486-1-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/burevestnik-nuclear-powered-cruise-missile-866x486-1-600x337.webp 600w" sizes="(max-width: 866px) 100vw, 866px" /></p>
<p>Può rimanere in volo per giorni, percorrere fino a 20 mila chilometri, portare una testata nucleare e eludere le difese. Ecco il Burevestnik. </p>
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<p>Il&nbsp;<strong>Burevestnik</strong>, missile a propulsione nucleare russo che il presidente Vladimir Putin ha definito con orgoglio “<em>un’arma senza eguali al mondo</em>” dopo l&#8217;<a href="https://apnews.com/article/russia-missile-nuclear-test-launch-drills-burevestnik-dd6a424d6c545ad42848416b77e93619">ultimo test</a> avvenuto nei giorni scorsi, non è una novità per gli analisti. Tuttavia, in questo clima di tensione, non può che ricordare al mondo cosa può — o potrebbe — fare un missile intercontinentale a propulsione nucleare. Ma cosa sappiamo del&nbsp;9M730 Burevestnik?</p>



<p>Innanzitutto, si tratta di un <strong>missile a propulsione nucleare</strong> che può essere armato con testate nucleari. Grazie alla capacità di volare a bassa quota — tra i 50 e i 100 metri, a velocità subsonica, analoga a quella di un missile da crociera <strong>Tomahawk</strong> — può eludere più facilmente le difese avversarie, risultando più difficile da rilevare dai radar. Ma ciò che lo rende ancora più impressionante è la <strong>gittata praticamente illimitata</strong>, almeno secondo le affermazioni russe. Il Burevestnik, il cui nome in russo significa “<em>procellaria</em>” (nel senso di uccello che annuncia la tempesta), prometterebbe alle forze strategiche di Mosca la capacità di colpire con precisione obiettivi “<em>altamente protetti e situati a qualsiasi distanza</em>”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Moscow Times looks at the Burevestnik’s capabilities and what the timing of the latest test launch might signify. <a href="https://t.co/uNg1QX21Mm">https://t.co/uNg1QX21Mm</a></p>&mdash; The Moscow Times (@MoscowTimes) <a href="https://twitter.com/MoscowTimes/status/1982863291971141728?ref_src=twsrc%5Etfw">October 27, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lungo circa&nbsp;<strong>9–11 metri</strong>, con ali ripiegabili e un design dalle caratteristiche&nbsp;<strong>stealth</strong>, il nuovo missile russo — che la Nato ha classificato con il nome in codice molto meno poetico di&nbsp;<strong>Skyfall</strong>&nbsp;(“caduta del cielo”, <em>ndr</em>) — si ritiene possa essere trasportato e lanciato da sistemi mobili terrestri. Come già accennato, può trasportare testate nucleari.</p>



<p>Il capo di Stato maggiore russo,&nbsp;<strong>Valerij Gerasimov</strong>, ha dichiarato che durante l’ultimo test il&nbsp;Burevestnik&nbsp;ha “<em>coperto una distanza di 14.000 chilometri in 15 ore</em>”. “<em>Durante il volo</em>,” ha aggiunto, “<em>il missile ha completato tutte le manovre verticali e orizzontali prescritte, dimostrando un’elevata capacità di eludere i sistemi di difesa missilistica e aerea.</em>” Il generale ha inoltre sottolineato che un’arma di questo tipo verrebbe impiegata contro “<em>bersagli altamente protetti a qualsiasi distanza, con precisione garantita</em>”, grazie alla capacità di bypassare “<em>i sistemi antimissile e di difesa aerea</em>”.</p>



<p>Il&nbsp;Burevestnik&nbsp;è solo una delle&nbsp;<strong>sei armi strategiche</strong>&nbsp;annunciate dal presidente Putin nel 2018 come parte del nuovo arsenale nucleare russo. Già allora veniva presentato come <a href="https://it.insideover.com/guerra/burevestnik-il-nuovo-super-missile-di-putin.html">un’arma invincibile</a>, capace di “eludere le difese missilistiche americane”.</p>



<p>Secondo gli analisti, il&nbsp;Burevestnik&nbsp;potrebbe avere una<a href="https://www.iiss.org/online-analysis/online-analysis/2022/09/burevestnik-and-the-future-of-arms-control/"> gittata</a> fino a&nbsp;<strong>20.000 chilometri</strong>&nbsp;e la capacità di&nbsp;<strong>rimanere in volo per giorni</strong>, sganciando testate nucleari in modo imprevedibile. Il capo del Cremlino, che ha sfoggiato ancora una volta la tuta mimetica mentre assisteva ai test del missile e ne annunciava il successo, ha ordinato la preparazione delle infrastrutture necessarie per mettere in servizio la nuova arma nelle forze armate russe.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇷🇺 Burevestnik — dubbed &quot;Skyfall&quot; by NATO — boasts a practically unlimited range, capable of months of flight<br><br>This missile is built to be unstoppable: flying low and maneuvering to slip through enemy defenses<br><br>Its destructive power is immense, with a warhead estimated at up to… <a href="https://t.co/ASOsEnlqdh">https://t.co/ASOsEnlqdh</a> <a href="https://t.co/zGocb6vAbi">pic.twitter.com/zGocb6vAbi</a></p>&mdash; The Other Side Media (@TheOtherSideRu) <a href="https://twitter.com/TheOtherSideRu/status/1982366405971615796?ref_src=twsrc%5Etfw">October 26, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>La propaganda di guerra spara su di noi</title>
		<link>https://it.insideover.com/without-category/la-propaganda-di-guerra-spara-su-di-noi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 12:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Without category]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="724" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/polonia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/polonia.jpg 724w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/polonia-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/polonia-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></p>
<p>Ieri, il capo di stato maggiore russo Gerasimov ha dichiarato, dopo un&#8217;ispezione al fronte, che le truppe russe avanzano in tutte le direzioni. Nelle stesse ore, il presidente ucraino Zelensky ha invece dichiarato che i russi si ritirano dalla regione di Sumy e sono stati bloccati in tutte le altre zone. È solo uno dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/without-category/la-propaganda-di-guerra-spara-su-di-noi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/without-category/la-propaganda-di-guerra-spara-su-di-noi.html">La propaganda di guerra spara su di noi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="724" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/polonia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/polonia.jpg 724w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/polonia-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/polonia-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></p>
<p>Ieri, il capo di stato maggiore russo Gerasimov ha dichiarato, dopo un&#8217;ispezione al fronte, che le truppe russe avanzano in tutte le direzioni. Nelle stesse ore, il presidente ucraino Zelensky ha invece dichiarato che i russi si ritirano dalla regione di Sumy e sono stati bloccati in tutte le altre zone. È solo uno dei tanti possibili esempi (un altro, recente: <strong>il volo della Von der Leyen verso la Bulgaria, con la fake news del disturbo russo al Gps che l&#8217;avrebbe messo a rischio</strong>) di una triste realtà: noi tutti siamo il bersaglio di un bombardamento quotidiano che si chiama propaganda, teso a rendere sempre più difficile distinguere la realtà dalla narrazione di comodo. L&#8217;ultimo caso di sparatoria sull&#8217;opinione pubblica merita di essere ricostruito: quello dei 19 droni russi (o presumibilmente russi) che hanno invaso lo spazio aereo polacco. Con le rivelazioni che pian piano stanno emergendo. <strong><em>Trovi tutto in questa puntata di InsideRussia, la newsletter su Russia e dintorni che puoi ricevere in esclusiva in modo molto semplice: <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">diventando uno di noi e abbonandoti a InsideOver</a>. Ogni giovedì, le notizie che non trovi altrove. </em></strong></p>
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		<title>I russi riconquistano Kursk. E con l&#8217;annuncio mandano messaggi a Zelensky e all&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 14:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="kursk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L'annuncio del capo di stato maggiore Gerasimov a Putin è stato come un piece teatrale rivolta all'Occidente. Le conseguenze per l'Ucraina. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="kursk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/kursk-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Se c&#8217;è una cosa che non cambia mai, in Russia, è il senso della liturgia. Ai tempi dell&#8217;Unione Sovietica i cremlinologi dovevano analizzare la posizione sul Mausoleo di Lenin di questo o quello dirigente per provare a divinare se il suo rango fosse in ascesa o in discesa, e quali gruppi fossero prevalenti all&#8217;interno del Pcus. I modi con il tempo sono cambiati, ma non la sostanza: il come spesso vale più del cosa. Lo abbiamo visto in queste ore con <strong>l&#8217;annuncio della completa riconquista della regione di Kursk</strong>, invasa e in parte occupata dagli ucraini il 6 agosto scorso, da parte delle truppe russe. Da mesi si sapeva che sarebbe successo. Ma il modo in cui ne è stato dato l&#8217;annuncio è molto rivelatore.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇷🇺⚔️🇺🇦 &quot;The complete defeat of the enemy in the Kursk border area creates conditions for further successful actions by our forces on other critical sectors of the front, bringing the defeat of the neo-Nazi regime closer.&quot; — Putin announces the complete liberation of the Kursk… <a href="https://t.co/gFbpLKS0La">https://t.co/gFbpLKS0La</a> <a href="https://t.co/2CRPJIs30Z">pic.twitter.com/2CRPJIs30Z</a></p>&mdash; DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) <a href="https://twitter.com/DD_Geopolitics/status/1916105882523275452?ref_src=twsrc%5Etfw">April 26, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Con immagini ovviamente subito diffuse, ma sfacciatamente improntate a uno stile sobrio e <em>business oriented</em>, il capo di stato maggiore <strong>Valerij Gerasimov</strong> si rivolge a <strong>Vladimir Putin</strong> che, facendo finta di non essere al corrente, gli dice: &#8220;Ho saputo che ha delle notizie da darmi sull&#8217;andamento delle operazioni nella regione di Kursk&#8230;&#8221;. E già questo dice qualcosa: il messaggio che si vuole trasmettere ai russi è che la vittoria sull&#8217;Ucraina non è un evento ma un fatto normale, quasi più organizzativo che ideale. Tappa dopo tappa, non ci può essere altro esito.</p>



<p>Seconda considerazione: perché non è il ministro della Difesa <strong>Andrej Belousov</strong>, nominato l&#8217;anno scorso, ad annunciare il risultato al Presidente? Qui prevale un&#8217;altra logica. Qui è il capo di stato maggiore che parla al comandante in capo. Qui la politica non deve entrarci, è una questione tra militari, chiaramente un modo per onorare e gratificare le forze armate. Tanto più che Gerasimov veste la divisa da cinquant&#8217;anni e occupa il ruolo di capo di stato maggiore dal 2012. Da allora ha già visto passare tre ministri della Difesa tra i quali anche colui che fu il suo mentore, <strong>Sergej Shoigu</strong>. Nessuno più di lui incarna la continuità della vecchia guardia militare. Lasciandogli la scena, Putin ha così voluto &#8220;ringraziare&#8221; la classe degli ufficiali che è rimasta al suo fianco in questi tre anni, la stessa classe che lui peraltro ha difeso al momento prima delle critiche e poi della ribellione di <strong>Evgenyj Prigozhin</strong>. Un ultimo elemento: Belousov è un civile che ha fama di incorruttibile e che prima del 2024 non aveva mai avuto contatti con le gerarchie militari. La sua nomina (in qualche modo confermata dalla radicale &#8220;purga&#8221; dei generali collaboratori di Shoigu, licenziati e più spesso processati per corruzione) aveva un senso preciso: non voleva delegittimare chi conduceva le operazioni militari sul campo (nonostante gli insuccessi) ma stroncare le malefatte dei generali dei generali da ufficio e scrivania. Questo siparietto Gerasimov-Putin va nella stessa direzione.</p>



<p>Terzo elemento: Gerasimov, rivolgendosi a Putin, non dimentica di elogiare <strong>l&#8217;eroismo e il coraggio dei soldati della Corea del Nord </strong>che hanno combattuto nella regione di Kursk. Difficile che sia stata un&#8217;iniziativa del generale. Più facile che in questo modo gli <em>spin doctors</em> del Cremlino abbiano voluto non solo gratificare l&#8217;alleato ma esibirne l&#8217;esistenza e il &#8220;peso&#8221; (anche se sicuramente non decisivo), come in uno schiaffo rivolto ai Paesi occidentali che hanno di volta in volta ironizzato o drammatizzato sulla presenza dei nordcoreani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La testa di ponte</h2>



<p>Quarto elemento: l&#8217;annuncio della creazione di <strong>una testa di ponte nella regione ucraina di Sumy</strong>. Oltre al drammatico sberleffo nei confronti di Zelensky (hai invaso la nostra regione di Kursk? Bene, ora noi invadiamo la tua di Sumy), si tratta di un evidente strumento di pressione sull&#8217;andamento del negoziato, vero o presunto che sia, tra Usa, Russia e Ucraina. Un modo per rafforzare l&#8217;ultimo messaggio di Trump a Zelensky: accetta <a href="https://t.me/letteradamosca/26486">il nostro piano</a> (che comporta tra l&#8217;altro la rinuncia alla Crimea e il congelamento della linea del fronte) prima che Putin ti porti via tutto. All&#8217;orizzonte, se non ci sarà un cambiamento radicale della situazione al fonte, spunta <a href="https://it.insideover.com/guerra/con-le-bombe-sulle-citta-putin-chiede-agli-ucraini-di-convincere-zelensky.html">la minaccia di una nuova offensiva russa</a> su Sumy e magari anche Khar&#8217;kiv. Anche se Putin, agitando un po&#8217; il bastone e un po&#8217; la carota, ha detto a <strong>Steve Witkoff</strong>, l&#8217;inviato di Trump, che &#8220;la Russia è pronta a riprendere i colloqui con Kiev senza alcuna precondizione&#8221;.</p>



<p>Sui negoziati si vedrà, <strong>è difficile capire quale via d&#8217;uscita stia cercando Zelensky,</strong> stretto tra le richieste di Trump, le operazioni militari di Putin e le incertezze dell&#8217;Europa. Una cosa è certa: la spedizione nella regione russa di Kursk, a suo tempo ovviamente esaltata come un colpo di genio dalla stampa occidentale, è stata un disastro. Doveva servire ad allontanare le forze russe dagli altri fronti, è non è successo. A procurare all&#8217;Ucraina un &#8220;gettone&#8221; da usare in eventuali trattative, e ora il gettone è scomparso. In più, stando alle fonti russe (affidabili fino a un certo punto, ma gli ucraini naturalmente di questo non parlano), <a href="https://it.insideover.com/guerra/sovietici-o-azoviani-le-faide-nellesercito-che-minacciano-la-resistenza-dellucraina.html">la spedizione sarebbe costata alle forze armate ucraine 75 mila</a> uomini tra morti e feriti. Per ritrovarsi con nulla in mano e il nemico con un piede in casa. Non sorprende, per una lunga serie di ragioni, che Zelensky non voglia cedere alle condizioni previste dal piano americano. Colpisce, invece, <strong>l&#8217;incapacità dell&#8217;Europa di elaborare un&#8217;analisi realistica e concreta della situazione e di usarla per agire</strong>, invece di restare ancorata a una visione bellicistica in cui, sostanzialmente, l&#8217;Ucraina viene usata come scudo rispetto alla minaccia russa che ha provocato il famoso piano ReArm Europe. I vari Starmer e Macron ci dicano una buona volta se davvero credono in una pronta riscossa degli ucraini o se pensano di sacrificarli per avere il tempo necessario a comprare nuove armi.   </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-riconquistano-kursk-e-con-lannuncio-mandano-messaggi-a-zelensky-e-alleuropa.html">I russi riconquistano Kursk. E con l&#8217;annuncio mandano messaggi a Zelensky e all&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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