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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Trump si merita il Nobel per la pace?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-si-merita-il-nobel-per-la-pace.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2020 10:21:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-1024x598.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-1536x897.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-2048x1195.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La notizia ha fatto immediatamente impazzire i liberal: il presidente Usa Donald Trump è candidato al Nobel per la pace. Come spiega IlGiornale.it, la candidatura, resa nota da Fox News, è ufficiale e arriva direttamente da un membro del parlamento norvegese che è anche a capo della delegazione all&#8217;Assemblea parlamentare della Nato. Si tratta di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-si-merita-il-nobel-per-la-pace.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-1024x598.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-1536x897.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Donald-Trump-3-2048x1195.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La notizia ha fatto immediatamente impazzire i <em>liberal</em>: il presidente Usa <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Donald Trump</strong></a> è candidato al Nobel per la pace. Come spiega <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/trump-nominato-nobel-pace-1888676.html"><em>IlGiornale.it</em></a>, la candidatura, resa nota da <a href="https://www.foxnews.com/politics/trump-nominated-for-nobel-peace-prize-by-norwegian-official"><em>Fox News</em></a>, è ufficiale e arriva direttamente da un membro del parlamento norvegese che è anche a capo della delegazione all&#8217;Assemblea parlamentare della Nato. Si tratta di Christian Tybring-Gjedde che ha lodato Trump per il suo impegno teso alla risoluzione dei grandi conflitti mondiali. Un bel colpo per The Donald a poche settimane dall&#8217;accordo di normalizzazione dei rapporti tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, in cui la mediazione dell&#8217;amministrazione Trump è stata decisiva. A riconoscerlo è Tybring-Gjedde nella lettera di nomina inviata al Comitato per il Nobel. &#8220;Poiché si prevede che altri paesi del Medio Oriente seguiranno le orme degli Emirati Arabi Uniti, questo accordo potrebbe essere un punto di svolta che trasformerà il Medio Oriente in una regione di cooperazione e prosperità&#8221;, ha scritto.</p>
<h2>Trump Nobel per la pace dopo Obama?</h2>
<p>Dopo Roosvelt, Wilson, Carter e Obama, Donald Trump potrebbe essere il quinto presidente americano a vincere il Premio Nobel per la pace. L&#8217;ultimo presidente a vincere il prestigioso riconoscimento era stato proprio <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-barack-obama.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Barack Obama</strong></a>: il Comitato per il Nobel decise di assegnare il premio per la pace nel 2009 a Obama per i suoi &#8220;sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli&#8221;. In quell&#8217;occasione, il Comitato decise di dare &#8220;grande importanza all&#8217;impostazione di Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari. Obama da presidente ha creato un nuovo clima nelle relazioni internazionali. La diplomazia multilaterale ha riguadagnato centralità, evidenziando il ruolo che le Nazioni Unite ed altre istituzioni internazionali possono svolgere. Il dialogo ed i negoziati sono preferiti come strumenti per risolvere i conflitti, anche quelli più complessi. L&#8217;immagine di un mondo libero dalle armi nucleari ha fortemente stimolato il disarmo ed i negoziati sul controllo degli armamenti&#8221;.</p>
<h2>Le contraddizioni del presidente Usa</h2>
<p>È piuttosto complesso fare un bilancio della politica estera dell&#8217;amministrazione Trump. Il Presidente Usa si è distinto in questi quattro anni come un <em>dealmaker </em>piuttosto imprevedibile e la sua azione politica è stata segnata da numerose contraddizioni: troppo spesso alle parole di The Donald &#8211; basti pensare al ritiro delle truppe dal Medio Oriente &#8211; non sono susseguiti i fatti, e il Presidente Usa non si è &#8220;disimpegnato&#8221; dagli scenari esteri così come aveva promesso nella campagna elettorale del 2016. Se pensiamo ai rapporti con Mosca, i fatti ci dicono anche che Donald Trump ha portato avanti una politica estera spesso aggressiva nei confronti di una grande potenza come la Federazione Russa, come la decisione di ritirare gli Usa dal trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), siglato a Washington l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbacev, a seguito del vertice di Reykjavík.</p>
<p>Washington ha inoltre approvato due vendite di armi alle forze di terra di Kiev. La prima transazione risale al dicembre 2017 ed era limitata alle armi leggere: tale accordo includeva l’esportazione di fucili M107A1 e munizioni, per una vendita del valore totale di 41,5 milioni di dollari. La transazione dell’aprile 2018 è ben più seria. Non solo è più onerosa (47 milioni di dollari), ma includeva anche armi letali, in particolare 210 missili anti-carro Javelin – il tipo di armi che l’amministrazione di Barack Obama si era rifiutata di fornire a Kiev. Veniamo poi all&#8217;omicidio del generale iraniano Soleimani. Come notava al tempo <a href="http://piccolenote.ilgiornale.it/43631/assassinio-soleimani-impeachement"><em>Piccole Note</em></a>, <strong>Qassem Soleimani</strong> non era una minaccia imminente per gli Stati Uniti, è stato ucciso perché i repubblicani, la fazione neocon che ha grande influenza al Senato, hanno costretto il presidente ad agire, ricattandolo sull’impeachement. Come spiegava il <em>Wall Street Journal</em>, infatti, &#8220;Trump, dopo l’attacco, ha detto ai suoi amici che sulla vicenda del generale Soleimani era sotto pressione dei senatori del Gop che considera sostenitori importanti per il suo prossimo processo di impeachment al Senato&#8221;.</p>
<h2>Perché The Donald lo merita più di Obama</h2>
<p>Nonostante le tensioni con Teheran, è fuori discussione che l&#8217;amministrazione Trump abbia raggiunto alcuni risultati significativi. Oltre a non aver iniziato nessun nuovo conflitto armato, l&#8217;amministrazione Trump ha siglato uno <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2020/02/29/news/afghanistan_passi_verso_la_pace-249865362/">storico accordo di pace</a> con i talebani in Afghanistan e <a href="https://www.agi.it/estero/news/2020-09-09/afghanistan-iraq-trump-ritiro-truppe-9607812/">ha annunciato</a> proprio in queste ore il ritiro di altre truppe americane proprio da Iraq e Afghanistan; ha incontrato al confine tra Nord e Sud Corea il leader di Pyongyang, Kim Jong Un, promuovendo una distensione dei rapporti mai riuscita ai suoi più recenti predecessori; oltre, naturalmente, ad aver promosso la normalizzazione dei rapporti fra Israele ed Emirati Arabi Uniti.</p>
<p>Se poi paragoniamo Donald Trump al suo predecessore, il Nobel per la Pace non è meritato, di più. Nel solo 2016, l&#8217;amministrazione Obama ha sganciato <strong>26.172</strong> bombe in sette paesi diversi: Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan, secondo quanto descritto <a href="http://blogs.cfr.org/zenko/2017/01/05/bombs-dropped-in-2016/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dall’analisi annuale del Council on Foreign Relations</a>. Di queste oltre il 90% (24.287) sono state lanciate su Siria e Iraq nell’ambito della Operation Inherent Resolve (OIR), la campagna contro lo Stato Islamico. Come notava Giampaolo Rossi su <em>IlGiornale.it</em>, a tutto questo dobbiamo aggiungere che Obama nei suoi sette anni, è stato il Presidente Usa che <a href="https://it.insideover.com/politica/obama-mercante-darmi.html">ha autorizzato il maggior numero</a> di vendite d’armi in Medio Oriente nella storia americana. Aggiungiamoci pure il fatto che l&#8217;amministrazione Obama, insieme a Francia e Gran Bretagna, è stata la responsabile della destabilizzazione della Libia nel 2011, che ha provocato un vero e proprio<a href="https://oltrelalinea.news/2017/12/10/il-mercato-degli-schiavi-in-libia-ringraziamo-i-falchi-umanitari-del-2011/"> disastro umanitario</a>.</p>
<p>Non ci facciamo troppe illusioni: il Presidente di una grande potenze come gli Stati Uniti non sempre potrà essere autore di gesti che ai nostri occhi appaiono &#8220;umanitari&#8221;, ma se c&#8217;è un Presidente americano che merita il Premio Nobel per la Pace ben più di Barack Obama quello è che proprio Trump. Con la consapevolezza che parliamo di un premio politico: perlomeno Trump se lo guadagnerebbe sul campo, con tutte le contraddizioni che ne conseguono, e non come il suo predecessore che lo aveva ricevuto sulla fiducia, salvo poi rivelarsi per ciò che non era: un uomo di pace. In questo persino Donald Trump lo ha superato e gli va riconosciuto.</p>
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		<title>Anche l’Alleanza Atlantica teme lo spionaggio di Huawei</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/anche-lalleanza-atlantica-teme-lo-spionaggio-di-huawei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 15:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in linea con Washington mette in guardia i paesi membri dell’Alleanza sul rischio di spionaggio informatico che potrebbero portare all’interno della Nato le piattaforme per le telecomunicazioni del colosso cinese Huawei. Anche la futuristica rete 5G è considerata una possibile minaccia: chi l’ha inventata e vuole esportarla in tutto il mondo potrebbe avere il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/anche-lalleanza-atlantica-teme-lo-spionaggio-di-huawei.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9232296-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in linea con Washington mette in guardia i paesi membri dell’Alleanza sul rischio di spionaggio informatico che potrebbero portare all’interno della Nato le piattaforme per le telecomunicazioni del colosso cinese Huawei. Anche la futuristica rete 5G è considerata una possibile minaccia: chi l’ha inventata e vuole esportarla in tutto il mondo potrebbe avere il potere di “tagliare le comunicazioni” in ogni momento.</p>
<p>“Alcuni alleati della Nato hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo Huawei e il loro ruolo nel fornire l’infrastruttura 5G. La Nato deve prende molto sul serio queste preoccupazioni”; lo ha dichiarato il segretario dell’Alleanza Atlantica durante la sua ultima conferenza stampa a Bruxelles.</p>
<p>L’allarme arriva, come prevedibile, dai funzionari per la sicurezza nazionale statunitense che hanno già sollecitato il presidente Donald Trump ha firmare un ordine che impedisca formalmente a qualsiasi società statunitense di acquistare la tecnologia Huawei, poiché potrebbe fungere da “cavallo di troia” per lo spionaggio industriale e per la violazione di qualsiasi dato informatico, sensibile o meno, che potrebbe essere utilizzato contro gli Stati Uniti e i loro partner. Nell’ambito militare e della difesa, e a qualsiasi appaltatore o società sussidiaria, già da tempo è proibito l’impiego di apparati tecnologici prodotti dal colosso cinese.</p>
<p>Il comandante supremo della Nato, generale Curtis Scaparrotti, aveva già messo in guardia l’alleato tedesco avvertendo che se la Germania avesse dato accesso ai dati a Huawei per l’impiego della rete 5G gli Stati Uniti avrebbero smesso di comunicare e condividere dati per evitare il rischio di spionaggio.</p>
<p>Come riporta il Wall Street Journal infatti, la Casa Bianca aveva già inviato un monito a Berlino, avvertendo che la condivisione di dati avrebbe subito un brusco ridimensionato se le agenzie di sicurezza tedesche avessero lasciato “entrare” la Cina attraverso Huawei. Nonostante la compagnia con sede aShenzhenabbia più volte negato la possibilità che il governo cinese intenda e possa portare avanti operazioni di spionaggio attraverso la tecnologia sviluppata da Huawei – al costo di miliardi di dollari -, le pressioni mosse dall’altra parte dell’Atlantico sembrano sufficienti a frenare l’ascesa del 5G in tutta Europa: almeno per quanto concerne le organizzazioni governative e le comunicazioni di “alto livello”.</p>
<p>Stoltenberg ha infatti raccomandato a tutti i paesi membri della Nato di bandire la compagnia di telecomunicazione cinese come suggerito dall’alleato americano, nonostante non ci siano ancora state reali prove di attacchi informatici provenienti dal governo cinese. “Ci stiamo consultando attentamente questo problema, inclusi gli aspetti di sicurezza degli investimenti nelle reti 5G. So che questo è qualcosa che viene affrontato in molte capitali della Nato, ed è un problema in parte commerciale/economico, ma ha anche importanti e potenziali implicazioni nel campo della sicurezza ” – ” Stiamo valutando la questione per scoprire come l’Alleanza può affrontare nel migliore dei modi le sfide relative agli investimenti nell’infrastruttura 5G”.</p>
<p>Indipendentemente da queste consultazioni, il segretario generale della Nato ha rassicurato la stampa dichiarando che l’Alleanza sta in ogni caso intensificando gli sforzi per garantire la sicurezza per quanto concerne le cyber defense e la cybersecurity.</p>
<p>Se questa battaglia intrapresa dagli Stati Uniti nei confronti della Cina faccia parte della guerra commerciale, combattuta anche contro il primo competitor degli altri colossi della comunicazione come Apple e Samsung, o sia una necessaria precauzione ancora non è chiaro. Ciò che è inconfutabile però è che chiunque abbia le chiavi della rete attraverso la quale passano i dati dell’interno pianeta potrebbe decidere di chiudere nel suo cassetto qualsiasi informazione volesse, e potrebbe tagliare “la linea” a qualsiasi contendente nel momento che preferisse.</p>
<p>Se in passato ci siamo preoccupati dell’accesso ai nostri dati violato da parte di u’agenzia governativa di un paese alleto come l’Nsa statunitense, il nostro timore non può che aumentare se ipotizziamo l’uso che potrebbe farne il governo di una superpotenza non democratica come è a tutti gli effetti la Repubblica Popolare Cinese.</p>
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