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	<title>Radoslaw Sikorski Archives - InsideOver</title>
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	<title>Radoslaw Sikorski Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Polonia e Nord Stream: l&#8217;ipocrisia di Varsavia, che ha finanziato lo sviluppo con i soldi Ue e il gas russo (1)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 12:25:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Ecco le ragioni per cui il governo polacco esulta per la liberazione dei sospetti attentatori del Nord Stream. E l'europeismo non c'entra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-e-nord-stream-lipocrisia-di-varsavia-che-ha-finanziato-lo-sviluppo-con-i-soldi-ue-e-il-gas-russo-1.html">Polonia e Nord Stream: l&#8217;ipocrisia di Varsavia, che ha finanziato lo sviluppo con i soldi Ue e il gas russo (1)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Polonia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/polonia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Pochi giorni fa un tribunale polacco ha respinto la richiesta tedesca di estradizione per l&#8217;ucraino <strong>Volodymyr Zhuravliov</strong>, 46 anni, sommozzatore esperto, che gli investigatori tedeschi sospettano essere uno degli uomini che piazzarono le cariche esplosive che, il 26 settembre del 2022, fecero saltare i gasdotti Nord Stream, e ne ha ordinato l&#8217;immediato rilascio. In contemporanea, la Corte di Cassazione italiana ha bloccato la stessa richiesta di estradizione arrivata dalla Germania per <strong>Serhii Kuznetsov</strong>, 49 anni, ucraino anche lui, sommozzatore anche lui e come Zhuravliov sospettato per l&#8217;attentato. Guarda tu le combinazioni&#8230;</p>



<p>Mentre il governo italiano, sempre attento a barcamenarsi, ha accolto la buona (rispetto alle alleanze europee ed extraeuropee) notizia in silenzio, quello polacco ha voluto esibire la soddisfazione. A festeggiare sono intervenuti tutti, dal capo dei servizi segreti al ministro degli Esteri <strong>Radoslaw Sikorski</strong> (il genio che, all&#8217;epoca dell&#8217;attentato, pubblicò su X un post che diceva &#8220;Grazie Usa!&#8221;, poi cancellato) fino al primo ministro <strong>Donald Tusk</strong> che, in diverse riprese, ha detto quanto qui riassumiamo: il problema non è stato aver distrutto quei gasdotti ma averli costruiti; tutto ciò che danneggia la macchina militare russa è benvenuto; decisione giusta (a proposito della mancata estradizione, <em>n.d.r.</em>), il caso è chiuso&#8221;. Il tutto, naturalmente, condito con prediche e sermoni sull&#8217;europeismo.</p>



<p>È vero che tra Germania e Polonia non corre buon sangue. Ancora agli inizi del settembre scorso il presidente polacco <strong>Karol Nawrocki</strong> ha rinnovato alla Germania la richiesta di pagare i danni per la seconda guerra mondiale, che fonti parlamentari polacchi stimano in 1,5 trilioni di euro. Ma nella questione Polonia-gas (russo o no) c&#8217;è molto di più, e vale la pena parlarne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Comprare il gas russo</h2>



<p>Già il precedente premier polacco, <strong>Mateusz Morawiecki</strong>, entrando al summit dei leader europei del 20 ottobre 2022, aveva detto: &#8220;Il gas russo, teoricamente a buon mercato, doveva essere una benedizione per la Germania ed è divenuta una maledizione per tutta l&#8217;Europa&#8221;. Quante volte l&#8217;abbiamo sentito dire, in questi anni? Una cosa è certa, però: non è stato una maledizione per la Polonia. Fino al 2022, <strong>Varsavia si procurava il 50% del fabbisogno di gas proprio dalla Russia </strong>attraverso il gasdotto Yamal, e il 10% del fabbisogno di petrolio attraverso il gasdotto Druzhba. In più, godeva anche, per l&#8217;uno per l&#8217;altro, dei diritti di transito, contrattati nel 2010 dopo una lunga controversia con Gazprom (Varsavia chiedeva all’epoca l’aumento da 1,94 a 2 euro per 1.000 metri cubi di gas ogni 100 chilometri) nella stessa occasione in cui l&#8217;azienda russa si impegnò ad aumentare la fornitura di metano a Varsavia di circa <strong>11 miliardi di metri cubi tra il 2012 e il 2022.</strong> Considerato che il gasdotto Yamal percorre su territorio polacco 650 chilometri, quegli 11 miliardi di metri cubi hanno reso alla Polonia un bel pacchetto di miliardi. L&#8217;avvio del Nord Stream 2, che passava sotto il Mar Baltico, avrebbe fatto saltare il gruzzolo.</p>



<p>Uno dirà: eh, ma allora la Polonia si fidava della Russia, non c&#8217;era ancora la guerra in Ucraina&#8230; Per niente: nel 2018 (solo un esempio), prima presidenza Trump, <strong>il governo polacco si offrì di investire 2 miliardi di dollari purché gli Usa insediassero in Polonia almeno una divisione corazzata.</strong> E per parte sua, la Russia già nel 2008 aveva dispiegato i suoi missili Iskander nell&#8217;esclave di Kaliningrad, a un paio di minuti di volo da Varsavia.</p>



<p>Quindi: la Polonia non si fidava della Russia ma comprava dalla Russia enormi quantità di gas e petrolio con cui non solo guadagnava in diritti di transito ma metteva benzina nel motore del proprio sviluppo economico: <strong>tra il 1996 e il 2024 il Pil della Polonia è cresciuto in media del 3,88% l&#8217;anno</strong>, con un picco nel 2007 (7,1%). Complici l&#8217;ingresso nella Ue e i cospicui fondi di stabilizzazione erogati da Bruxelles (la Polonia è da sempre tra i primi recipienti e gli ultimi contributori nell&#8217;Unione: per il periodo 2021-2027 le arriveranno 98 miliardi), ma utile anche il costo moderato dell&#8217;energia. <strong>Ai prezzi attuali non ce l&#8217;avrebbe fatta, e infatti il Pil 2024 è cresciuto &#8220;solo&#8221; del 2,9%.</strong></p>



<p>Ultima considerazione: non è stata la Polonia a rinunciare al gas e al petrolio russi, ma la Russia a interrompere le forniture: di gas nel 2022 e di petrolio nel 2023. Perché la Russia chiedeva di essere pagata in rubli, per reagire alle sanzioni e la Polonia non poteva rompere il fronte Ue. <strong>Ma il rubinetto l&#8217;ha chiuso la Russia, non la Polonia.</strong> Quindi: nessuna maledizione energetica russa (primo) e ragioni evidenti per cui la Polonia poteva detestare l&#8217;idea dei gasdotti Nord Stream (secondo): perché avrebbero collegato direttamente la Russia (manco al Cremlino si fidavano della Polonia, storicamente ostile e legata a filo doppio agli Usa) e Germania, togliendo alla Polonia succosi diritti di transito e un importante vantaggio strategico. <strong>Il tutto a favore della detestata Germania e dell&#8217;altrettanto detestata Russia.</strong> Si capisce quindi l&#8217;esultanza di Tusk e soci per la distruzione del gasdotto e il blocco alle indagini sul Nord Stream, e anche l&#8217;evidente complicità con i potenziali autori dell&#8217;attentato. Comprensibile che si difenda l&#8217;interesse nazionale (e ne parleremo nel prossimo articolo) ma le prediche sull&#8217;europeismo, ecco, quelle sarebbe carino che ci fossero risparmiate.</p>



<p>(<em>1. continua</em>)  </p>



<p></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Che bei tempi, quando la Russia ci ricattava col gas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/che-bei-tempi-quando-la-russia-ci-ricattava-col-gas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 14:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gas" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il crollo del Muro di Berlino, la nascita della Ue, l'allargamento della Nato e dell'Unione Europea... Questo quando la Russia ci ricattava.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="gas" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/gas-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Poche ore fa, Donald Trump ha emesso l&#8217;ennesimo ordine esecutivo per portare al 100% i dazi su qualsiasi prodotto farmaceutico marchiato o brevettato. Per scampare l&#8217;insostenibile gabella, il produttore ha una sola strada: <strong>costruire uno stabilimento farmaceutico negli Stati Uniti.</strong> All&#8217;annuncio mi sono venuti diversi pensieri sparsi. Il primo è stato: quanto ci rimetteranno i cittadini-pazienti americani? E quanto ci rimetterà l&#8217;Italia? L&#8217;una e l&#8217;altra cosa le <a href="https://it.insideover.com/societa/i-farmaci-made-in-italy-nel-mirino-dei-dazi-di-trump-a-rischio-il-nostro-export-e-la-salute-degli-americani.html">ha ben spiegate in queste pagine Francesca </a><font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>Salvatore</u></span></font>, intervenuta da par suo quando dei dazi sui farmaci si cominciò a parlare. Io qui sintetico: ci rimettono gli uni e l&#8217;altra, insieme con Irlanda, Germania e Svizzera che sono i maggiori fornitori europei degli Stati Uniti.</p>



<p>Poi, però, di pensiero me n&#8217;è venuto un altro. Anzi un ricordo: tutti gli anni in cui ho sentito dire, e ho letto sui maggiori giornali, che la Russia ci &#8220;ricattava&#8221; con il gas. E che per il nostro benessere e la nostra sicurezza dovevamo smetterla, toglierci quel cappio dal collo. Gli americani, soprattutto. Lo ripetevano un giorno sì e un altro no. <strong>Joe Biden, nel 2021, l&#8217;aveva chiesto ufficialmente alla Ue e la sua amministrazione</strong>, per risultare più convincente, aveva anche sanzionato alcune delle aziende che partecipavano alla costruzione del Nord Stream 2. Poi, guarda caso, nel 2022 un commando ucraino aveva fatto saltare i gasdotti, accolto da quel &#8220;Grazie Usa!&#8221; esclamato sui social da <strong>Radoslaw Sikorski</strong> che era stato ministro degli Esteri della Polonia dal 2007 al 2014 e, tu guarda sempre le combinazioni, avrebbe riottenuto la carica (più quella di vice-premier) nel 2023.</p>



<p>Certo, <strong>nel 2021 i dati dicevano che il 45% del gas importato dalla Ue veniva dalla Russia,</strong> larghissimamente il primo fornitore, <strong>per un quantitativo totale di 150 miliardi di metri cubi</strong> l&#8217;anno. Chiunque, e non necessariamente un esperto del settore, saprebbe che dipendere in misura così larga da un solo fornitore non è buona politica. Dal punto di vista commerciale non sarebbe nemmeno economicamente conveniente, se non fosse che, prima dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, il gas russo, oltre a essere facilmente ottenibile via gasdotto, aveva pure un prezzo competitivo sul mercato. Per dire: <strong>a dicembre 2021, il gas naturale russo costava 273 euro per milione di metri cubi mentre il GNL americano ne costava 413,3. </strong></p>



<p>Ma non stiamo a sottilizzare: avere un fornitore così predominante, che ci &#8220;ricattava&#8221;, non andava bene. Bisognava cambiare. Però&#8230; <strong>Quando eravamo ricattati dalla Russia, che cosa succedeva?</strong> In altre parole, questo ricatto a che cosa ci costringeva? L&#8217;Europa ha cominciato a importare petrolio e gas russo in maniera sistematica dai primissimi anni Sessanta e ha proseguito serenamente a farlo fino al 2021. Per essere onesti dovremmo dire che ancora oggi la Russia è il terzo fornitore di gas per l&#8217;Europa,<strong> dopo Norvegia (45,6%, toh), e Algeria (19,3%)</strong>, tant&#8217;è vero che Trump ce lo rimprovera e l&#8217;obbediente <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_25_1131">Von der Leyen si è subito messa in moto</a>, annunciando provvedimenti fatti apposta perché entro il 2027 sia messa &#8220;fine alla dipendenza dall&#8217;energia russa&#8221; (quella della dipendenza, come si vede, è proprio una fissa).</p>



<p>In tutto il periodo in cui siamo stati ricattati dal gas russo sono successe le seguenti cose, che citiamo un po&#8217; alla rinfusa: <strong>è crollato il Muro di Berlino (1989) e poco dopo anche l&#8217;Urss (1991)</strong>; è nata l&#8217;Unione Europea (1993) che a metà degli anni Duemila <a href="https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/eu-enlargement_it">è arrivata ai confini della Russia</a>; si è allargata la Nato, e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cronologia_della_NATO">pure l&#8217;Alleanza Atlantica a metà degli anni Duemila è arrivata ai confini della Russia</a>. E i due Paesi di più recente ingresso ufficiale nella Nato, Svezia e Finlandia, avevano comunque già goduto per molti anni una partnership privilegiata con l&#8217;Alleanza. In più, e scusate se inserisco una nota venale, il periodo del ricatto russo è coinciso con il periodo di massimo sviluppo dell&#8217;economia europea. Perché il nostro schema, detto in soldoni, era quello: energia accessibile, trasformazione, esportazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oggi liberi da ricatti. O no?</h2>



<p>Poi, come detto, tanti discorsi sul ricatto da eliminare e infine l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, quando si è finalmente deciso di togliere la testa dal cappio russo. Niente da dire: l&#8217;Europa voleva rispondere all&#8217;invasione e uno dei modi che ha scelto è stato questo. E il ricatto era così stringente che è bastato decidere, per eliminarlo. Un clic e non c&#8217;era più. Però&#8230; <strong>Oggi dovremmo essere liberi da ricatti, giusto? E invece no.</strong> Dicevamo più sopra dei farmaci: non è un ricatto dire &#8220;o costruisci una fabbrica da me o non entri?&#8221;. Credevamo che l&#8217;Organizzazione mondiale per il commercio avesse come fine statutale quello di &#8220;promuovere un commercio globale liberale e non discriminatorio&#8221; ma forse avevamo capito male, visto che da lì solo silenzio. Per l&#8217;Italia, l&#8217;esportazione negli Usa di farmaci vale circa 8 miliardi l&#8217;anno, mica bruscolini.</p>



<p>Ma restiamo all&#8217;energia. Quando la Von der Leyen è andata nella clubhouse scozzese di Trump a trattare (vabbè, si fa per dire) la questione dei dazi, si è impegnata ad aumentare le importazioni di energia dagli Usa. Ovviamente per liberarci dalla Russia, questa la motivazione ufficiale. <strong>L&#8217;impegno consiste nello spendere 250 miliardi di euro l&#8217;anno per comprare in America petrolio, gas, GNL e combustibile nucleare.</strong> Questo perché altrimenti i dazi sulle esportazioni europee sarebbero stati ancora più alti del 15% imposto. E  tutti gli osservatori sono concordi: quei 250 miliardi la Ue non li ha, non può spenderli. Senza avere, peraltro, alcuna vera garanzia: come i dazi al 100% sulle esportazioni farmaceutiche dei Paesi europei ben dimostrano.</p>



<p>Ma non solo. Anche nel <a href="https://it.euronews.com/my-europe/2025/09/25/fact-checking-le-bufale-di-donald-trump-sulleuropa-nel-discorso-allassemblea-generale-onu">recente discorso all&#8217;Onu</a> Trump, oltre a manifestare un chiaro disprezzo per l&#8217;Europa, ha detto che gli Usa non interverranno direttamente nella guerra in Ucraina. <strong>Che gli europei devono prendersi sulle spalle l&#8217;onere della difesa</strong>. E che se proprio vogliono, possono comprare le armi americane e poi farne ciò che vogliono, regalare agli ucraini o usarle in proprio. Alla faccia delle vecchie alleanze e delle vecchie amicizie.</p>



<p>Prima che salti su il solito pirla a darmi del putiniano, chiarisco. L&#8217;Europa voleva punire la Russia per l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina e colpirla nelle finanze privandola dei ricchi introiti del gas? Benissimo. E se rinunciare al gas russo significa fare sacrifici (perché, lo sappiamo bene, il vecchio modello economico è andato a rotoli) e pagare l&#8217;energia tre volte più di prima, con relativa crisi delle aziende, va bene uguale, se riteniamo che l&#8217;importante questione politica ed etica (non si cambiano i confini di Stati sovrani con la violenza) valga l&#8217;impegno. Perfetto. Ma non si venga a parlare di &#8220;ricatto&#8221;. <strong>Compravamo il gas russo perché ci conveniva, stop. E perché con quello abbiamo realizzato il più lungo periodo di sviluppo economico mai visto sul continente.</strong> Preoccupiamoci piuttosto del &#8220;ricatto&#8221; attuale. Che a differenza dal presunto ricatto russo si esercita a 360 gradi: dall&#8217;energia alla difesa, dal commercio alla tecnologia (vedi le polemiche del Governo e delle Big Tech Usa sui regolamenti europei). E vediamo che cosa riusciamo a fare in proposito. Sempre che la classe politica europea abbia qualche idea in proposito. E non sia tutta come il nostro Mario Draghi, che da primo ministri italiano ci faceva il mazzo perché preferivamo i condizionatori alla libertà, e da bramoso aspirante successore della Von der Leyen lamento che ora l&#8217;energia costa troppo. </p>



<p>      </p>



<p></p>
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		<title>È confronto-scontro con Trump ma l&#8217;Europa è ormai ridotta a un teatro dell&#8217;assurdo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/e-confronto-scontro-con-trump-ma-leuropa-e-ormai-ridotta-a-un-teatro-dellassurdo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 09:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-600x290.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-1024x495.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-1536x742.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Europa che non ha voluto la pace e non ha saputo vincere la guerra ora si lamenta per l'irruzione di Donald Trump. E perde il controllo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/e-confronto-scontro-con-trump-ma-leuropa-e-ormai-ridotta-a-un-teatro-dellassurdo.html">È confronto-scontro con Trump ma l&#8217;Europa è ormai ridotta a un teatro dell&#8217;assurdo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="928" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-600x290.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-1024x495.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250215125403284_d20185914da075eb497dc9eeecd88fa1-e1739620487265-1536x742.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Era scontato che la seconda presidenza Trump, arrivata tra l&#8217;altro dopo un successo elettorale quasi trionfale, potesse infastidire (dal punto di vista ideologico) o agitare (dal punto di vista dei rapporti di forza) l&#8217;arrangiaticcia Commissione Von Der Leyen, nata sulla base della più risicata maggioranza nella storia della Ue. Era difficile però aspettarsi che le tensioni esplodessero così in fretta e così clamorosamente, e mostrassero un&#8217;Europa così palesemente sull&#8217;orlo di una crisi di nervi.</p>



<p>Il vicepresidente Usa, <strong>J.D. Vance</strong>, è sbarcato in Europa sulla scorta dei dazi trumpiani contro l&#8217;acciaio e l&#8217;alluminio europei, e nel giro di qualche giorno <a href="https://it.insideover.com/politica/ia-e-social-vance-smonta-la-ue-lamerica-non-accettera-mai-le-vostre-regole.html">ha rifilato ceffoni a destra e a manca</a>. Il Digital Service Act della Ue? Regole assurde, un conto è proteggere i bambini dai pedofili e un altro è pretendere di dire a una persona adulta che cosa può o non può leggere. L&#8217;Intelligenza artificiale? Non la temiamo, la lasceremo libera e saremo il punto di riferimento del mondo. Avete paura della Russia e della Cina? Preoccupatevi piuttosto di <a href="https://it.insideover.com/politica/breton-musk-e-lo-scontro-sulle-elezioni-in-germania-e-romania.html#google_vignette">ciò che avete fatto in Romania e volete fare anche in Germania&#8230; </a> A parte le orecchie di <strong>Thierry Breton</strong>, grande esaltatore dell&#8217;opera dei servizi segreti rumeni che ha portato all&#8217;annullamento del primo turno delle elezioni presidenziali rumene (compreresti un&#8217;auto usata dai servizi segreti rumeni?), che si saranno riempite di fischi, bisognava vedere le facce di Von der Leyen e soci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ridicolo di Kaja Kallas</h2>



<p>Ma la vera scintilla che ha dato fuoco alle polveri è stato il <em>veni vidi vici</em> di Donald Trump sull&#8217;ipotesi di negoziato tra Russia e Ucraina per mettere fine alla guerra generata dall&#8217;invasione ordinata dal Cremlino il 24 febbraio del 2022. <strong>In un paio di settimane Trump ha ripreso i contatti con Vladimir Putin e ha convinto lui e Volodymyr Zelensky</strong> a esplorare l&#8217;ipotesi di una trattativa. Apriti cielo! Lì i nervi europei sono saltati di colpo e il tracollo ha messo in scena uno spettacolo tra il ridicolo e il penoso. Tutto piuttosto incomprensibile: gli europei non hanno voluto cercare la pace, non hanno saputo vincere la guerra e si sono schiacciati sulla ellittica dei Democratici americani come se questi fosse inquilini eterni della Casa Bianca. Sarà una <strong>pax americana</strong>, ovvio, ma che pretendiamo?</p>



<p>Nella sezione ridicolaggini va arruolata per prima <strong>Kaja Kallas</strong>, l&#8217;ex premier di un Paese di un milione di abitanti incredibilmente assurda al ruolo di Alta rappresentante di un&#8217;Unione Europea che di abitanti ne ha 450 milioni. Guardatevi il video in cui la Kallas scandisce che senza la partecipazione della Ue &#8220;nessun accordo (sull&#8217;Ucraina, n.d.r) avrà valore&#8221;, non crederete alle vostre orecchie. E questo non riguarda tanto il rapporto tra gli Usa trumpiani e la Ue vonderleyeniana, quanto il rapporto con l&#8217;Ucraina.</p>



<p>Perché anche Zelensky ha detto sì al negoziato. È chiaro che la cosa non gli piace, ma mettetevi nei suoi panni: i russi avanzano, sta cercando di arruolare persino i ragazzini tra i 18 e i 24 anni (gli danno il mutuo casa a 0% di interessi, che culo) e sa benissimo (e lo dice un giorno sì e un altro no) che senza gli Usa (ovvero con la sola Ue accanto) le speranze sarebbero ridotte al lumicino. Lui lo sa ma la Kallas no. Perché che cosa pensa la signora quando dice che senza la Ue, anche se Russia, Usa e Ucraina si mettessero d&#8217;accordo, nulla varrebbe? Che la Ue spingerebbe l&#8217;Ucraina a continuare a combattere? O che bisognerebbe continuare la guerra anche contro la volontà dell&#8217;Ucraina?</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa ridotta a teatro dell&#8217;assurdo</h2>



<p>È un teatro tragico dell&#8217;assurdo a cui bisognerebbe metter fine. E che non conosce confini. <strong>Emmanuel Macron</strong>, il retore, già esorta: &#8220;Che la pace non sia una capitolazione alla Russia&#8221;. Lui, ovviamente, non si chiede chi abbia contribuito a portare la situazione a questo punto, quali siano stati i politici (lui compreso) a ripetere per tre anni che si andava a sconfiggere la Russia sul campo, a piegarla cn le sanzioni, a stroncarla. E adesso, ops, succede il contrario e la colpa è&#8230; di Trump. Chiudo con l&#8217;ineffabile <strong>Frank-Walter Steinmeier</strong>, presidente della Germania. Lui non vuole che &#8220;le nostre società siano distrutte da TikTok o da X&#8221;. deve aver già dimenticato di essere stato il ministro degli Esteri della Germania proprio durante la crisi del Donbass (2014-2022) e come tale garante dell&#8217;allora abortito processo di pace e degli Accordi di Minsk. Si sente a posto, lui, con la coscienza? È contento dei risultati del suo operato, che tanta bella influenza hanno avuto sulle nostre società?</p>



<p>Una buffonata via l&#8217;altra, con qualche intermezzo purtroppo serio. Per esempio, il rapporto dei servizi segreti della Danimarca, che prevedono una guerra su vasta scala della Russia contro l&#8217;Europa entro cinque anni. Lo stesso scenario più volte ipotizzato anche dai polacchi, che hanno per ministro degli Esteri lo stesso <strong>Radoslaw Sikorski</strong> che era nello stesso ruolo già nel 2014 dell&#8217;Euromaidan e oltre, e per il quale vale lo stesso discorso già fatto per Steinmeier. O gli azzardati paragoni tra l&#8217;invasione russa del 2022 e il nazismo, insostenibili di fronte a qualunque seria analisi storica, politica e militare ma che inevitabilmente vanno a tenere alta la tensione nel confronto con la Russia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione della Russia</h2>



<p>Pare incredibile che non si pensi a quanto tutto questo possa nuocere all&#8217;Ucraina sull&#8217;orlo del tracollo. E che non si rifletta sui danni che, negli anni, ha fatto questa smania di assimilare qualunque evento contemporaneo al fascismo o al nazismo (tranne ovviamente i militanti del Battaglione Azov, ché quelli leggono Kant), e che è, nella sua speciosità, e nel mondo in cui le democrazia abbattono uno Stato dopo l&#8217;altro e massacrano i palestinesi, una delle ragioni per cui le destre vere avanzano dappertutto, dalla Francia alla Germania, dall&#8217;Austria all&#8217;Olanda e all&#8217;Europa del Nord (e l&#8217;Italia?). Forse sarebbe il momento, per l&#8217;alta politica, di <strong>credere meno ai mediocri soffietti dei media interessati o finanziati</strong>, e di rendersi conto che il mondo va da un&#8217;altra parte. </p>



<p>A certe sortite la Russia ha reagito molto in ritardo e molto imbufalita. Ci sono i fessi che continuano a raccontarsi che i russi sono tutti degli stupidoni che mangiano i bambini. Ma pensateci su, una buona volta e guardatevi intorno: trovate la diplomazia russa così sprovveduta? Se reagiscono così, a freddo, le ragioni sono solo due. La prima è: <strong>Sergej Lavrov</strong> e soci hanno la sensazione che qualcuno stia lavorando per far abortire le prospettive di un cessate il fuoco in Ucraina. Seconda ragione, conseguente: la Russia tiene ad arrivare a un accordo. È stanca della guerra che ha iniziato tre anni fa. Sul campo stiamo perdendo, non è il momento di approfittarne?</p>



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