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	<title>Peter Korotaev Archives - InsideOver</title>
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	<title>Peter Korotaev Archives - InsideOver</title>
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		<title>Caos, violenza e terrorismo per cambiare la società: l’ascesa inquietante dell’Order of Nine Angles</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 12:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="order of Nine Angels" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La setta satanista, nata nel Regno Unito negli anni Settanta, propaganda il caos e la violenza come un sistema per cambiare la società. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/caos-violenza-e-terrorismo-per-cambiare-la-societa-lascesa-inquietante-dellorder-of-nine-angles.html">Caos, violenza e terrorismo per cambiare la società: l’ascesa inquietante dell’Order of Nine Angles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="684" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="order of Nine Angels" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/order-of-nine-angels-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ci sono nomi e sigle che circolano da decenni negli angoli più bui dell’estremismo, che sembrano destinati a restare relegati a note a piè di pagina nella storia dell’Occidente, fino a quando non lo sono più. L’<strong>Order of Nine Angles </strong>(O9A) è uno di questi: <a href="https://www.middlebury.edu/institute/academics/centers-initiatives/ctec/publications/dangerous-organizations-and-bad-actors-order-nine">una setta satanista</a> <strong>di matrice neo-nazista nata in Inghilterra</strong> negli anni Settanta, con un culto dell’occulto e della violenza che sembrava troppo marginale per avere conseguenze concrete, riemersa negli ultimi anni come un&#8217;entità inquietante nella galassia della radicalizzazione, lasciando dietro di sé una scia di sangue e di domande.</p>



<p>La sua tradizione sinistra si fonda su una sorta di <em>accelerazionismo esoterico</em> che invita i giovani adepti a rifiutare i valori della società contemporanea e a <strong>considerare l’omicidio, il terrorismo e l&#8217;abuso sessuale come strumenti di trasformazione.</strong> Questo non è il fine politico ultimo, ma un p<strong>ercorso iniziatico</strong>: il caos come precondizione per un nuovo ordine: un “<strong>Imperium galattico</strong>” che punta alla colonizzazione di Marte. In questo schema perverso, gli atti di violenza non sono soltanto sabotaggi alla società “corrotta” ma rituali di affermazione e passaggi obbligati per ascendere nella gerarchia.</p>



<p>Nella parla in questi giorni anche <strong>Peter Korotaev </strong>nella sua splendida newsletter sulle derive psicotiche della più recente <a href="https://it.insideover.com/tag/guerra-in-ucraina">guerra europea</a>, <em>Events in Ukraine</em><strong>.</strong> Per anni l’O9A è rimasto confinato a riviste autoprodotte come&nbsp;<em>Fenrir</em>&nbsp;o a romanzi disturbanti pubblicati da sigle come <strong>Martinet Press</strong>. Più recentemente,<strong> l’internazionalizzazione</strong> dell’Ordine aggiunge un ulteriore livello di complessità. Nel 2013 Martinet ha pubblicato in russo&nbsp;<em>Kiss of Marena &#8211; Temple of the Black Sun</em>, romanzo ambientato in una città anonima e centrato su un culto nazionalsocialista di adolescenti assassini. </p>



<p>Uno dei suoi autori, <strong>Kirill Kanakhin</strong>, ex attore fallito, ha ammesso di appartenere al&nbsp;<em>nexion</em>&nbsp;russo dell’O9A: oggi milita nel <strong>Corpo dei Volontari Russi </strong>(Rdk), un’unità neonazista sotto il controllo dell’intelligence militare ucraina (Sbu). Durante i raid nella <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-riconquistano-kursk-e-con-lannuncio-mandano-messaggi-a-zelensky-e-alleuropa.html">regione russa di Kursk</a> nel 2024-25, i leader del Rdk hanno invocato apertamente il&nbsp;<em>rahowa</em>, la &#8220;guerra santa razziale&#8221;.</p>



<p>Ma anche in <strong>Russia</strong> si registrano riferimenti all&#8217;estetica e ai testi dell&#8217;O9A. Gruppi come i&nbsp;<em>Maniacs: Cult of Murder</em>&nbsp;(Mku), ispirati all’Ordine, prosperano sulle piattaforme criptate, alimentando spirali di violenza che sempre più spesso si sfogano nelle scuole della Federazione, tra adolescenti in cerca di senso.</p>



<p>A rendere il quadro ancora più cupo è <strong>l’uso sistematico di minori</strong> nei conflitti ibridi: nelle settimane scorse abbiamo letto inchieste su come in Ucraina e Russia i servizi segreti di entrambi i Paesi ricorrono a giovanissimi, spesso ricattati con <strong>materiale intimo</strong>, per colpire obiettivi civili e militari. In sintesi: <em>tu metti una bomba lì o diffondo del revenge porn</em>. Una prassi che richiama pericolosamente l’ossessione dell&#8217;Ordine degli Angeli per la psiche infantile, con i bambini visti come strumenti sacrificabili di una lotta senza scopo apparente.</p>



<p>Oggi l&#8217;influenza si misura dell&#8217;O9A si misura anche nelle<a href="https://it.insideover.com/politica/sparatorie-negli-usa-e-in-canada-stragi-narcos-in-messico-il-prossimo-mondiale-di-calcio-ha-un-problema-sicurezza.html"> cronache statunitensi</a>: Gennaio 2025: una scuola a <strong>Nashville</strong>, Tennessee, fa da teatro a una strage. Agosto: un attentato in una chiesa di <strong>Minneapolis</strong> uccide due bambini. Settembre: in <strong>Colorado</strong>, un altro giovane apre il fuoco contro i compagni di classe. Tre episodi in pochi mesi, tutti connessi, secondo Korotaev, in un modo o nell’altro, alla nebulosa O9A. Non sempre i legami sono netti, e alcuni studiosi mettono in guardia contro attribuzioni affrettate; eppure la ripetizione di motivi &#8211; <strong>culto del sacrificio, estetica esoterica, odio totalizzante</strong> &#8211; suggerisce l’esistenza di un filo comune.</p>



<p>Nel 2021 un processo federale negli Stati Uniti ha rivelato che Martinet, la casa editrice più influente del movimento, era diretta da oltre vent’anni da un informatore dell’Fbi:<strong> Joshua Sutter</strong>, ex militante neonazista del Sud Carolina, pagato più di 140mila dollari per produrre testi di culto come <em>Iron Gates</em>, un manuale che glorifica l&#8217;umiliazione sessuale.</p>



<p>È qui che si innesta il dispositivo più pericoloso: <strong>l’infiltrazione deliberata in altri movimenti radicali.</strong> I manuali O9A parlano di <em>insight roles</em>, ruoli d’infiltrazione che spingono i propri membri a inserirsi in ambienti estremisti già esistenti &#8211; gruppi neonazisti, circoli jihadisti, collettivi violenti &#8211; per diffondere testi e pratiche, mescolando ideologie diverse sotto il comune denominatore dell’odio e del nichilismo.</p>



<p>Negli Stati Uniti che in questi giorni stanno <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/laddio-a-charlie-kirk-le-parole-di-erika-le-accuse-di-carlson-e-i-punti-oscuri-dellomicidio.html/amp">seppellendo</a> l&#8217;attivista <strong>Charlie Kirk</strong> e si vedono dominati dalla sua santificazione a destra, l’Fbi parla di un aumento del 300% dei casi collegati al cosiddetto “<strong>Nihilist Violent Extremism</strong>”: una categoria ibrida che sfugge alle etichette tradizionali e che prospera nell’estetica digitale, tra forum criptati e canali Telegram. La soluzione dei più bigotti è  soffocare i canali editoriali e digitali che diffondono propaganda; investire in programmi di prevenzione mirati ai giovani a rischio. </p>



<p>Oggi, forse, il pericolo più grande non è tanto l’O9A in sé, quanto il fatto che le sue narrazioni &#8211; il culto della catastrofe, la violenza come linguaggio universale &#8211; trovino eco in segmenti di civiltà stremati e disillusi. </p>
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		<title>Sovietici o azoviani? Le faide nell&#8217;esercito che minacciano la resistenza dell&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sovietici-o-azoviani-le-faide-nellesercito-che-minacciano-la-resistenza-dellucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 10:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Sempre più netta, nelle forze armate ucraine, la frattura tra gli ufficiali di scuola sovietica e quelli della nuova ondata nazionalista.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, mentre a Washington <a href="https://www.instagram.com/insideover/p/DIyaAH0NisK/">si sta decidendo</a> il destino dei territori occupati dalla Russia, i segnali di tensione all’interno delle forze armate ucraine si sono moltiplicati. A colpire gli osservatori non è solo la stanchezza da guerra, il l<a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-crisi-del-reclutamento-il-flop-del-contratto-giovani-e-la-sfiducia-nelle-elite.html">ogoramento umano</a> e materiale dopo oltre due anni di conflitto ad alta intensità contro la Russia, ma anche e soprattutto <strong>una spaccatura sempre più visibile tra due anime dell’esercito</strong>: da un lato, l’élite degli alti ufficiali formatisi nell’epoca sovietica, ancora largamente dominante nei vertici militari; dall’altro, una nuova generazione di ufficiali cresciuti nel fervore nazionalista post-Maidan, spesso legata a movimenti come Azov, in forte ascesa.</p>



<p>Una guerra nella guerra, combattuta non solo sui campi minati del Donbass ma anche nelle sale del Comando Generale, tra rivalità personali, scontri di potere, accuse incrociate e una narrazione pubblica che oscilla tra l’eroismo collettivo e l&#8217;accoltellamento reciproco tra figure che si odiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il “generale sovietico” e il caso Syrsky</h3>



<p>A incarnare il volto più controverso dell’establishment militare è il generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, comandante in capo dell’esercito ucraino. Formatosi nell’Urss, veterano delle strutture post-sovietiche, Syrsky è diventato il bersaglio preferito dei nazionalisti ucraini e persino di alcuni membri della maggioranza presidenziale. L’accusa principale? Immobilismo, opacità nelle nomine, e <strong>una gestione del conflitto ancorata a schemi obsoleti</strong>, spesso letali per i soldati al fronte.</p>



<p>L’11 aprile, la deputata <strong>Mariana Bezuhla</strong>, fedelissima di Zelensky, ha accusato pubblicamente Syrsky di sabotare la creazione di un nuovo sistema di corpo d’armata, ostacolando le riforme organizzative necessarie e relegando in posizioni marginali i comandanti più innovativi. Tra questi, il generale <strong>Mykhailo Drapaty</strong>, comandante del fronte orientale, descritto come uno dei pochi artefici della recente tenuta dell’esercito nell’area di Pokrovsk. Secondo Bezuhla, Syrsky avrebbe sistematicamente bloccato le sue nomine e diffuso voci denigratorie per minarne il prestigio.</p>



<p>Dietro le parole della deputata non si cela solo uno scontro di visione strategica, ma la conferma di una <strong>logica feudale</strong> che permea l’intero apparato militare: clientele, esili interni, vendette personali e promozioni imposte dall’alto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Azov e la nuova generazione militarista</h3>



<p>Contro questa gestione si è andato formando un vero e proprio “partito militare” alternativo, incarnato dal <strong>Battaglione Azov</strong>. Nato come milizia volontaria nel 2014, questo gruppo ultra-nazionalista radicale è stato ufficialmente trasformato, nel marzo dell&#8217;anno scorso, nel “1° Corpo d’armata Azov”, primo esempio di unità di tale livello in Ucraina. Il suo comandante, <strong>Denis Prokopenko</strong>, è divenuto simbolo della nuova leva militare che punta a sostituire i vecchi quadri con una generazione più ideologica, più integrata con gli standard Nato, più “patriottica” &#8211; secondo la loro stessa retorica &#8211; ma anche più intransigente e settaria. Di sicuro, se la &#8220;denazificazione&#8221; dell&#8217;Ucraina è uno degli slogan usati dai russi per giustificare l&#8217;invasione, Kyiv non ha fatto molto per fare pulizia della sua anima &#8220;nera&#8221;.</p>



<p>Del resto, Azov e i suoi alleati rappresentano l’unica componente che sembra ancora capace di attrarre reclute motivate, mentre <strong>il resto dell’esercito fatica con diserzioni, demoralizzazione</strong> e reclutamenti con la forza che fanno il giro dei social. A differenza delle truppe regolari, i reparti legati ad Azov godono di maggiore autonomia logistica, un’efficiente comunicazione interna, e di un’immagine pubblica ben curata. Sono i primi a ricevere volontari, e sono i preferiti dai mobilitati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno scontro che minaccia la coesione militare</h3>



<p>Blogger come <strong>Peter Korotaev</strong>, autore della strepitosa e durissima newsletter <em>Events in Ukraine</em>, parla spesso del conflitto tra “sovietici” e “riformatori&#8221;. Non è solo uno scontro tra generazioni, o approcci. È <strong>la spia, dice, di un sistema che fatica a rinnovarsi </strong>mentre combatte la più difficile guerra della sua storia. La creazione delle strutture di corpo &#8211; necessaria per razionalizzare il comando e integrarsi meglio con le dottrine Nato &#8211; è al momento ostacolata da resistenze interne e da logiche gerarchiche anacronistiche.</p>



<p>Nel frattempo, la propaganda ufficiale continua a puntare il dito contro il tradimento occidentale, evocando parallelismi con il Vietnam del Sud. L’articolo di&nbsp;<em>Ukrainska Pravda</em> ha ripreso questa narrativa, suggerendo che l’Ucraina rischia di fare la fine di<strong> Saigon</strong> cinquant&#8217;anni fa, dovesse l’Occidente abbandonare il campo senza garanzie di sicurezza per Kyiv. Ma c&#8217;è una differenza fondamentale: al contrario del Vietnam (o di Kabul, per restare a scenari più prossimi) l’Ucraina possiede un esercito strutturato, numeroso e ideologicamente compatto in alcune sue componenti. Sebbene, e questo va detto, anche profondamente lacerato nella leadership.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il paradosso dei droni e l’autonomia industriale</h3>



<p>A complicare il quadro, c’è la questione dell’autonomia tecnologica e industriale. Negli ultimi mesi, il governo Zelensky ha puntato su una narrazione autocelebrativa: <strong>l’Ucraina sarebbe diventata una potenza dei droni</strong>, capace di sopperire alla carenza di munizioni e uomini con l’intelligenza artificiale e la produzione interna.</p>



<p>Ma la realtà è più ambigua. I droni sono efficaci nel difendere, meno nell’offendere. Inoltre, sono assemblati in larga parte con componenti cinesi, e l’Ucraina, nel tentativo di guadagnare i favori dell’amministrazione Trump, <strong>ha recentemente imposto sanzioni a tre aziende cinesi </strong>accusate di rifornire la Russia. Per non parlare dell&#8217;accusa, da parte di Zelensky, dopo la <a href="https://it.insideover.com/guerra/quello-che-non-torna-dei-soldati-cinesi-catturati-in-ucraina.html">cattura</a> di qualche soldato parlante cinese in Donbass, di un coinvolgimento sempre più diretto di Pechino nella guerra. Una mossa criticata da molti analisti come incendiaria, data la scarsità di prove tangibili che riguardano quei prigionieri, e che potrebbe alienare ancora di più la Cina.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Frattura o militarizzazione della politica?</h3>



<p>Nel frattempo, le unità di Azov continuano a ottenere qualche avanzamento nel Donbass, ma i successi sono spesso vanificati dalla superiorità numerica e logistica dei russi. L’attuale divisione all&#8217;interno nell’esercito non è allora solo un rischio per l’efficacia della resistenza. <strong>È anche un pericolo per la tenuta dello Stato ucraino</strong>, sempre più delegittimato. Un&#8217;armata fratturata rischia di trascinare con sé l’intera struttura politica, in una spirale di destabilizzazione. Le accuse incrociate tra ufficiali, la politicizzazione dei quadri, e la crescente influenza dei movimenti militaristi come Azov sollevano interrogativi inquietanti sul futuro della democrazia ucraina.</p>



<p>Zelensky, che ha finora puntato sullo scaricare le responsabilità sull’<em>establishmen</em>t militare, potrebbe trovarsi prigioniero delle stesse forze che ha alimentato. Se il fronte interno collassa, anche quello esterno, oggi già fragile, non potrà reggere a lungo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sovietici-o-azoviani-le-faide-nellesercito-che-minacciano-la-resistenza-dellucraina.html">Sovietici o azoviani? Le faide nell&#8217;esercito che minacciano la resistenza dell&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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