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	<title>Oleksandr Syrsky Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Oleksandr Syrsky Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ucraina, sotto accusa le brigate scelte: violenze sulle reclute,  torture, fucilazione per chi si ritira</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 05:04:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Violenze sulle reclute, fucilazione di chi si ritira, disprezzo per la vita dei soldati. Indagati i comandanti dei reparti più prestigiosi.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-sotto-accusa-le-brigate-scelte-violenze-sulle-reclute-torture-fucilazione-per-chi-si-ritira.html">Ucraina, sotto accusa le brigate scelte: violenze sulle reclute,  torture, fucilazione per chi si ritira</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-2-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni guerra costruisce un proprio linguaggio morale, con violenze che diventano invisibili perché considerate necessarie. È in questo spazio grigio che si inserisce un&#8217;inchiesta del sito ucraino <em><a href="https://texty.org.ua/">Texty</a></em>, che solleva pesanti accuse sulle procedure interne e sui metodi di comando del<strong>225° Reggimento d&#8217;assalto dell&#8217;esercito ucraino</strong>, guidato da <strong>Oleg Shiraev</strong>: una brigata prestigiosa, uno dei fiori all&#8217;occhiello di Kyiv, accusata di fucilare i disertori, trattare in modo degradante le reclute e accettare perdite umane oltre il dovuto. E si riapre il discorso che tormenta <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-gli-orrori-del-reggimento-skala-violenze-torture-morti-sospette-e-il-comandante-sotto-inchiesta.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-gli-orrori-del-reggimento-skala-violenze-torture-morti-sospette-e-il-comandante-sotto-inchiesta.html">l&#8217;Ucraina invasa</a>: fino a che punto la sopravvivenza dello Stato si intreccia con la dissoluzione dei suoi limiti etici?</p>



<p>Il cuore delle rivelazioni riguarda la diffusione di una registrazione audio attribuita a<strong> Shiraev</strong>, non un ufficiale qualsiasi, ma uno insignito del titolo di <strong>Eroe d&#8217;Ucraina</strong> dal presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. Nel messaggio vocale inviato ai propri sottoposti, lui avrebbe ordinato di considerare come minaccia chiunque si muova senza autorizzazione, chiedendo di sparare ai soldati che abbandonano le posizioni e definendoli direttamente come nemici. Il comandante non ha smentito l’autenticità dell’audio, ma ha cercato di giustificarne il contenuto spiegando che nelle fasi più concitate dei combattimenti le truppe russe tentavano spesso di infiltrarsi dietro le linee indossando divise ucraine o abiti civili.</p>



<p>Ma il quadro è molto diverso e lo tracciano i racconti raccolti da <em>Texty</em> e le testimonianze di vari reduci: <strong>Oleksandr Shirshin</strong>, ex comandante di battaglione della <strong>47ª Brigata</strong>, ha raccontato di episodi in cui l&#8217;artiglieria del <strong>225° Reggimento d’assalto</strong> avrebbe colpito gruppi di soldati ucraini in ritirata, scambiandoli o trattandoli deliberatamente come disertori. Secondo le testimonianze riportate dalla stampa, la gestione della truppa si basava su minacce continue, punizioni corporali e sulla presenza di vere e proprie squadre di sbarramento incaricate di impedire la ritirata verso le retrovie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;metodo sovietico&#8221; dei generali ucraini</h2>



<p>Oltre alle violenze disciplinari, l’inchiesta ci parla di una strategia militare che prevede il raggiungimento degli obiettivi tattici anche a costo di un’ecatombe di morti: il famoso &#8220;metodo sovietico&#8221; che veniva attribuito al generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, ex capo delle forze armate ucraine, definito il &#8220;macellaio&#8221; dai critici per un approccio troppo arretrato e di stampo sovietico, incurante delle perdite fra i suoi soldati. Da qui le manifestazioni in sostegno del popolare ministro della Difesa, <strong>Mychajlo Fedorov</strong>, che negli ultimi sei mesi aveva cambiato l’approccio alla guerra dell’Ucraina facendo un maggiore affidamento sulla tecnologia, con droni e robot, messo in contrapposizione a Syrsky nelle proteste, con cartelli che dicevano: &#8220;Fedorov = più morti fra i russi, Syrsky = più morti fra gli ucraini&#8221;. A proposito del 225° reggimento, gli ufficiali hanno riferito che <strong>le unità d&#8217;assalto arrivavano a perdere fino al novanta per cento degli effettivi in operazioni offensive pianificate con poca preparazione,</strong> sostenendo che la leadership del reggimento considerasse i soldati rimpiazzabili in tempi brevi per mantenere la pressione sulle linee nemiche.</p>



<p>Per le grandi formazioni dell&#8217;esercito ucraino è un momento di verifiche molto dure e di polemiche. È di pochi mesi fa <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-gli-orrori-del-reggimento-skala-violenze-torture-morti-sospette-e-il-comandante-sotto-inchiesta.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-gli-orrori-del-reggimento-skala-violenze-torture-morti-sospette-e-il-comandante-sotto-inchiesta.html">un&#8217;altra dettagliata indagine</a>, pubblicata dal giornale ucraino <em>Babel</em>, che sollevava accuse analoghe nei confronti del <strong>425° Reggimento autonomo d’assalto</strong>, noto anche come <strong>Reggimento Skala</strong>. L&#8217;inchiesta su <strong>Skala</strong> ha portato alla sospensione del suo comandante, il tenente colonnello <strong>Yuriy Harkavyi</strong>, ed è ora al centro di un&#8217;indagine ufficiale condotta dall&#8217;<strong>Ufficio statale delle indagini</strong>. In quel caso, le testimonianze e le verifiche sui certificati medici hanno portato alla luce episodi di tortura, reclutamento forzato di persone vulnerabili, condizioni di detenzione degradanti all&#8217;interno dei centri di addestramento e decine di morti sospette coperte da diagnosi mediche ufficiali non corrispondenti ai traumi ritrovati sui corpi dei soldati. Scandali che aprono una riflessione critica sulle prassi di comando adottate nei settori più esposti del fronte, ma gettano anche una luce di speranza sulla libertà di stampa che ancora sopravvive in Ucraina.</p>



<p>Fonte: Texty <a href="https://texty.org.ua/">https://texty.org.ua/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-sotto-accusa-le-brigate-scelte-violenze-sulle-reclute-torture-fucilazione-per-chi-si-ritira.html">Ucraina, sotto accusa le brigate scelte: violenze sulle reclute,  torture, fucilazione per chi si ritira</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cambiare tutti per non cambiare nulla: il senso di Zelensky per gli equilibri del potere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cambiare-tutti-per-non-cambiare-nulla-il-senso-di-zelensky-per-gli-equilibri-del-potere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:17:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1536x1098.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'ultimo, profondo e discusso rimpasto di governo è servito a Zelensky per saldare il rapporto con gli uomini della sicurezza e della difesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cambiare-tutti-per-non-cambiare-nulla-il-senso-di-zelensky-per-gli-equilibri-del-potere.html">Cambiare tutti per non cambiare nulla: il senso di Zelensky per gli equilibri del potere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1373" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1024x732.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-768x549.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-1536x1098.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-1-600x429.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ora che la polvere delle dichiarazioni e delle proteste si è depositata, si possono prendere misure più precise all&#8217;ennesimo ribaltone che <strong>Volodymyr Zelensky </strong>ha imposto al governo dell&#8217;Ucraina. Per cominciare sarà utile ricostruire ricostruire il numero e il &#8220;peso&#8221; degli avvicendamenti, più numerosi di quelli che sono stati discussi pubblicamente.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Primo ministro: dopo appena un anno nella carica, <strong>Julija Svyrydenko </strong>(già ministro delle Finanze)è stata sostituita da <strong>Serhij Korec&#8217;kyj</strong>, finora affermato manager dell&#8217;industria energetica di Stato. <br><br>&#8211; Vice-primo ministro: <strong>Taras Kachka</strong>, anche lui da un anno in quella carica oltre che in quella di ministro per l&#8217;Integrazione euro-atlantica,  è stato sostituito da <strong>Vsevolod Chentsov,</strong> già ambasciatore ucraino presso la Ue, posto che ora sarà assunto da Kachka. Da notare che prima di Kachka quel ministero era diretto da <strong>Ol&#8217;ha Stefanišyna</strong>, poi trasformata in ambasciatrice ucraina a Washington, carica che sta abbandonando per accuse di corruzione e che Zelensky ha offerto, invano, alla Svyrydenko. <br><br>&#8211;  Vice-primo ministro: <strong>Oleksiy Kuleba, </strong>che era anche ministro per lo Sviluppo delle comunità e dei territori, è stato rimosso (anche per lui sospetti di corruzione) e il suo ministero scorporato in un ministero delle Infrastrutture (assegnato a Mykola Kalashnik) e un ministero delle Comunità e dei Territori (Vitalii Bezghin).<br><br>&#8211; Ministro della Difesa: <strong>Mychajlo Fedorov</strong>, in carica da appena sei mesi, è stato silurato e sostituito dal generale <strong>Yevheni Jmara</strong>.<br><br>&#8211; Ministro degli Interni: il generale <strong>Ihor Klymenko </strong>(già capo della polizia) che deteneva la carica è diventato segretario del Consiglio di sicurezza. Il suo successore al ministero non è ancora stato nominato.<br><br>&#8211;  Servizi segreti interni: <strong>Vasil Malyuk</strong>, capo dell&#8217;SBU, è stato sostituito dal generale <strong>Oleksandr Poklad</strong>, una lunga carriera nell&#8217;intelligence.<br><br>&#8211; Servizi segreti esteri: il nuovo capo è <strong>Rustem Umerov</strong>, già ministro della Difesa e segretario del Consiglio di sicurezza.<br><br>&#8211; Forze armate: il comandante generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong> è stato sostituito dal generale <strong>Mykhailo Drapatyi</strong>. <br><br>&#8211; Polizia: il nuovo capo della Polizia è <strong>Maksym Tsutskiridze.</strong><br><br><br>L&#8217;elenco è indubbiamente un po&#8217; noioso ma serviva per avere un quadro più completo. L&#8217;attenzione dei media internazionali si è molto concentrata sulle vicende relative a Fedorov e Syrsky, ovvero sulle faide tra il popolare ministro della Difesa Fedorov (il suo siluramento ha spinto molti ucraini a protestare in strada) e l&#8217;assai meno popolare comandante in capo Syrsky. E <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-ha-scelto-tutto-il-potere-ai-militari.html">non era stato difficile notare</a> da un lato l&#8217;accresciuta presenza degli uomini in uniforme negli organi di governo (per esempio un generale come ministro della Difesa, carica prima occupata da civili; o un poliziotto come Klymenko a guidare il Consiglio di sicurezza) e, dall&#8217;altro, l&#8217;indubbio alleggerimento del peso dei civili, con ministeri scorporati e tecnocrati di nullo profilo politico (il nuovo premier <strong>Korec&#8217;kyj</strong>, per esempio). <br><br>C&#8217;è una logica, in questa svolta. Nonostante che dal punto di vista strettamente militare male le cose non vadano affatto bene, come <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-generale-boni-il-donbass-e-ormai-compromesso-odessa-isolata-lucraina-rischia-il-collasso-totale.html">confermato dall&#8217;analisi del generale Boni pubblicata in queste </a><font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>pagine</u></span></font>, Zelensky ha incassato di recente due buone notizie. L&#8217;Unione Europea ha cominciato a versare il prestito da 90 miliardi (che sarà interamente devoluto entro il 2027), che per 60 miliardi andrà a finanziare le forze armate. E la Nato, nel summit di Ankara, ha ribadito la disponibilità a sostenere la resistenza dell&#8217;Ucraina. E la Nato è un&#8217;alleanza militare. È abbastanza naturale che Zelensky si appoggi il più possibile ai militari, che sia dall&#8217;interno (la forze armate sono da anni in tutti i sondaggi l&#8217;istituzione più stimata dagli ucraini) sia dall&#8217;esterno sono considerate in questo momento la spina dorsale del Paese.<br><br>Oltre che un politico nato, però, Zelensky a questo punto è anche un politico ultranavigato e alle sue decisioni non è mai estraneo un ragionamento relativo alla gestione e alla conservazione del potere. Emasculato da tempo il vertice del Governo (con la sua presidenza si sono avvicendati solo tecnocrati senza base politica, da Oleksij Honcharuk a Denis Shmyhal, dalla Svyrydenko a Korec&#8217;kyj), anche nel caso dell&#8217;ultimo ribaltone Zelensky si è preoccupato di neutralizzare le personalità più spiccate, quelle portatrici di un&#8217;idea. Il caso del giovane ministro Fedorov, che si batteva per la professionalizzazione delle forze armate (la mobilitazione forzata e spesso violenta è una delle pratiche più detestate dagli ucraini), l&#8217;arruolamento di mercenari e in generale per una riforma della gestione degli appalti militari, è stato il più emblematico.<br><br>Ma non va sottovalutata, per portata politica, la rimozione del vice-premier e ministro per l&#8217;Integrazione euroatlantica Kachka, che nel gennaio del 2025 aveva concordato con la commissaria europea all&#8217;Allargamento <strong>Marta Kos </strong>un piano in dieci punti per affrontare e risolvere entro un anno il problema della corruzione, che è un massiccio ostacolo sulla via dell&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nella Ue. <strong>L&#8217;arrivo alla guida del ministero di un ambasciatore dimostra che Zelensky non intende delegare a nessuno la pratica europea,</strong> e nemmeno vuole prendere impegni troppo stringenti sul tema corruzione che, di nuovo, riguarda da vicino la Difesa e le forze armate. Le Ong di monitoring ucraine hanno già fatto notare che gli obiettivi fissati dai dieci punti del piano Kos-Kachka sono realizzati solo al 15% e sono già passati 7 dei 12 mesi disponibili.<br><br>Anche per questo la società civile ucraina guarda con forte sospetto alle nomine ai vertici dei servizi di sicurezza e della polizia. Poklad (nuovo capo Sbu) è considerato uno dei principali ispiratori della legge che, nel luglio 2025, cercò di neutralizzare i poteri degli organismi anticorruzione e che Zelensky dovette poi ritirare per le proteste di piazza. E il nuovo capo della polizia, Tsutskiridze, è considerato un uomo di <strong>Oleh Tatarov,</strong> vice-capo dell&#8217;amministrazione presidenziale. E l&#8217;uno e l&#8217;altro sono due sopravvissuti del regime di <strong>Viktor Yanukovich</strong>, il presidente cacciato dall&#8217;Euromaidan, e sono stati entrambi coinvolti in sospetti di corruzione e abuso di potere. Molti quindi pensano che il loro arrivo al vertice possa incidere con un nuovo tentativo di sterilizzare le inchieste sulla corruzione, che sono arrivate così in alto da spazzar via persino <strong>Andrij Jermak</strong>, capo dell&#8217;amministrazione presidenziale, braccio destro di Zelensky,  ed eminenza grigia del suo potere.<br><br><br><br>In poche parole: con queste ultime nomine Zelensky si è circondato di pallidi esecutori o di uomini con le stellette. Per definizione suoi fedelissimi, almeno finché sarà lui (e se la guerra continua nulla cambierà in questo senso) l&#8217;unico possibile tramite tra gli aiuti (finanziari e militari) esterni e gli uomini che si sacrificano al fronte per proteggere il Paese. <br><br></li>
</ul>
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		<title>Wildberries Strategy: perché gli ucraini colpiscono l&#8217;Amazon russo (e che cosa sperano di ottenere)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/wildberries-strategy-perche-gli-ucraini-colpiscono-lamazon-russo-e-che-cosa-sperano-di-ottenere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wildberries" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia è nota: portare la guerra nelle case dei russi e minare l'economia russa. Ma di quanto tempo ha bisogno per funzionare?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wildberries" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Wildberries, comunemente ribattezzata l&#8217;Amazon russo, è stata fondata nel 2004 in un piccolo appartamento della periferia di Mosca da <strong>Tatyana Kim</strong>, oggi la donna più ricca di Russia, quando aveva solo 28 anni ed era in congedo di maternità. Oggi l&#8217;azienda ha 50 mila dipendenti, 200 magazzini, processa circa 20 milioni di ordini al giorno e mette in contatto con i clienti circa 200 mila esercizi commerciali. Insieme con l&#8217;altra piattaforma Ozon, intermedia beni e servizi per un valore equivalente a circa l’8,5% del Prodotto interno lordo russo e danno lavoro, direttamente o indirettamente, a 4 milioni di posti di lavoro, oltre il 5% degli occupati russi.<br><br>Un&#8217;ascesa impetuosa che ha beneficiato, a suo tempo, della clausura da Covid ma ha anche fasi difficili. Tuttora presente negli Emirati Arabi Uniti e in Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan, Kirgizystan, Uzbekistan e Tagikistan, ha scontato l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina con il ritiro da Francia, Germania, Israele, Italia, Polonia, Moldavia, Slovacchia, Spagna, Turchia e Usa. <strong>Non è mancata la saga familiare,</strong> con un&#8217;aspra e a tratti violenta separazione (con causa ovviamente milionaria) della Kim dal marito, sontuosamente liquidato.</p>



<p><strong>Oggi, però, Wildberries è nota soprattutto per essere diventata uno dei bersagli preferiti dei droni ucraini.</strong> Nel giro di nemmeno tre settimane gli ordigni hanno colpito una dozzina dei magazzini e centri logistici più grandi dell&#8217;azienda: l&#8217;ultimo poche ore fa a Novosemeykino, nella regione di Samara, in linea d&#8217;aria a circa 900 chilometri dal confine ucraino. La &#8220;Wildberries strategy&#8221; degli ucraini ha provocato danni ingenti: circa 2 miliardi in perdite dirette di materiali e vendite, con il più il timore che si scateni un&#8217;ondata di chiusure e fallimenti tra i piccoli esercizi che usano Wildberries come intermediario per le vendite.</p>



<p>Tutto questo ha ovviamente destato un grande clamore. Prima di tutto in Russia, dove Wildberries è un&#8217;istituzione. Ma anche all&#8217;estero, soprattutto nelle frange più filo-ucraine, che vedono svolte decisive a ogni angolo e già parlano di &#8220;crollo&#8221; di Wildberries e possibile crisi finale dell&#8217;economia russa. La realtà, come sempre, è assai più sfumata. <strong>I colpi ucraini, per quanto importanti e ben diretti, hanno ridotto le attività di Wildberries del 10%</strong>: un po&#8217; presto per parlare di crollo, anche se ovviamente gli ucraini non smetteranno di colpire e la Kim dovrà prendere provvedimenti complicati e costosi (anche nel rapporto con i clienti) come, a quanto pare, cercare nuovi magazzini in Kazakstan o, come già annunciato, cercare di rifondere produttori e negozianti che hanno perso le loro merci.</p>



<p>I problemi del retail? Reali, e infatti gli esponenti dei piccoli negozianti chiedono a gran voce agevolazioni fiscali. Ma in media i negozianti realizzano 7.500 dollari l&#8217;anno tramite Wildberries, che non è un&#8217;enormità. Altro argomento: la <em>Vneshtorgbank</em>, una delle più grandi banche di Russia, il cui capitale è detenuto al 60,9% dal Governo russo, <strong>ha rilevato una quota del 5% di Wildberries. </strong>L&#8217;idea era di portare un&#8217;azienda tanto importante più vicina al potere, ovviamente. In cambio, la banca avrebbe messo a disposizione di Wildberries le strutture (sportelli, bancomat&#8230;) con cui interagiscono 80 milioni di clienti. Colpire Wildberries significa minacciare la Vneshtorgbank? Sì, l&#8217;investimento è stato importante ma non così tanto da incrinare la solidità della banca.</p>



<p>Come sempre, l&#8217;eccesso di tifo e l&#8217;indubbia spettacolarità delle incursioni ucraine portano a distorcere la realtà. Anche se, altrettanto naturalmente, la &#8220;Wildberries strategy&#8221; ha un suo razionale. La &#8220;scusa&#8221; ufficiale per colpire quella che i russi definiscono una struttura civile è che Wildberries contribuiva allo sforzo bellico russo con la sezione <strong>&#8220;Tutto per l&#8217;Operazione militare speciale&#8221;</strong>, circa 200 mila prodotti (dalle torce elettriche ai giubbotti antiproiettile) spesso acquistati da individui o organizzazioni per i soldati al fronte. Dopo i primi attacchi la sezione è stata chiusa ma, comunque, pensare che la Russia sostenga la sua guerra comprando su Wildberries è una stupidaggine assoluta.</p>



<p>Lo scopo degli ucraini è sempre quello indicato da <strong>Volodymyr Zelensky:</strong> portare la guerra nella case dei russi, distruggere (cosa ormai avvenuta) <strong>la finzione putiniana che si possa fare una guerra senza che la popolazione ne sia affetta.</strong> All&#8217;effetto psicologico generale si aggiunge, come nel caso dei bombardamenti su raffinerie e depositi di petrolio, la pressione esercitata sull&#8217;economia che, nel caso della Russia, in questo 2026 è sottoposta a tensioni (in estrema sintesi: calo degli introiti e aumento delle spese) che negli anni precedenti erano state assorbite dallo sviluppo dell&#8217;industria bellica, <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html">come avevamo già raccontato qui.</a> I depositi di Wildberries, come le già citate raffinerie, sono un bersaglio ideale: sono tanti (come dicevamo, 200 in Russia), ed è quindi impossibile proteggerli tutti; sono grossi, ed è quindi impossibile mancarli; e sono immobili. </p>



<p>La strategia ucraina produce indubbi risultati. Dal punto di vista psicologico come da quello economico. Però c&#8217;è un problema: di quanto tempo ha bisogno per ottenere il proprio scopo, quello di una sollevazione dei russi contro il Cremlino o di un crollo dell&#8217;economia russa? Un mese? Un anno? Cinque anni? <strong>Poche settimane fa la grande stampa occidentale parlava di paralisi dei carburanti in Russia e di crisi irreversibile. Adesso non se ne parla più. </strong>Mentre invece è l&#8217;Ucraina, ora, a razionare il diesel. Poche settimane fa la &#8220;flotta ombra&#8221; russa sembrava allo sbando per i bombardamenti ucraini sul Mare di Azov. Ora non se ne parla più, anche perché i russi hanno cominciato a picchiare duro sulle navi diretta in Ucraina e sui porti ucraini del Mar Nero, tanto che il ministro degli Esteri ucraino <strong>Andrij Sybiha </strong>ha chiesto una riunione d&#8217;urgenza del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu. </p>



<p>E mentre Kiev aspetta che la sua strategia produca il vero risultato sperato, ovvero portare Putin a sedere seriamente al tavolo delle trattative di pace, <strong>Mosca prosegue imperterrita nella sua strategia di occupazione territoriale,</strong> che invece i risultati li produce subito, giorno per giorno. Di questo la grande stampa occidentale non parla ma gli analisti militari più seri sì, tanto da scrivere (come fa AMK Mapping suX) che &#8220;negli ultimi giorni, la situazione per l&#8217;Ucraina al fronte si è rapidamente deteriorata in modo senza precedenti, non visto dall&#8217;inizio del 2025&#8221;. Il che, tra l&#8217;altro, contribuisce a spiegare anche i recenti e clamorosi avvicendamenti al vertice del ministero della Difesa (via il ragazzo prodigio <strong>Mychajlo Fedorov </strong>e dentro il generale <strong>Jevheni Jmara)</strong> e delle forze armate (via il comandante <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, dentro il nuovo comandante <strong>Mychajlo Drapatyj</strong>). </p>



<p>In questa situazione servirebbe come il pane un mediatore vero e autorevole. Ma&#8230; Trump? Sarebbe il ruolo dell&#8217;Europa, che però ha deciso che la guerra deve proseguire fino alla vittoria ucraina. Auguri.</p>



<p>     </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/wildberries-strategy-perche-gli-ucraini-colpiscono-lamazon-russo-e-che-cosa-sperano-di-ottenere.html">Wildberries Strategy: perché gli ucraini colpiscono l&#8217;Amazon russo (e che cosa sperano di ottenere)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Zelensky ha scelto: tutto il potere ai militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zelensky-ha-scelto-tutto-il-potere-ai-militari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 13:55:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vengono dai ranghi delle forze armate i personaggi di spicco della verticale di potere di Zelensky. Il ruolo di Budanov e Drapatiy. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 20 maggio del 2019, cioè da quando è entrato in carica come presidente dell&#8217;Ucraina, <strong>Volodymyr Zelensky </strong>ha cambiato sette ministri della Difesa, in pratica uno all&#8217;anno:. Due prima dell&#8217;invasione russa ma con la guerra nel Donbass in corso (Stepan Poltorak e Andrij Zahorodnyuk), uno a cavallo dell&#8217;invasione (Andrij Taran) e quattro dopo l&#8217;invasione (Oleksij Reznikov, Rustem Umerov, Denys Šmyhal e <strong>Mychajlo Fedorov</strong>), con la tendenza a farli durare sempre meno: due anni scarsi per Reznikov e Umerov, sette mesi per Šmyhal e Fedorov. Adesso c&#8217;è un ministro ad interim, il generale <strong>Yevheni Jmara</strong> (interessante, un militare dopo tutti civili, vorrà dire qualcosa?), vedremo quanto durerà. E nel frattempo, per non farsi mancare nulla, il presidente ha silurato anche due capi delle forze armate: il generale <strong>Valerij Zalužhnyj </strong>nel febbraio del 2024 e adesso il generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, che di Zalužhnyj era il vice e tanto collaborò perché fosse eliminato dal comando. Adesso è arrivato il terzo, il generale <strong>Mychajlo Drapatyj, </strong>43 anni, che combatte filorussi e russi dal 2014 ed è considerato un &#8220;fedoroviano&#8221;, ovvero un soldato aperto alle innovazioni. Di certo un ufficiale con il senso dell&#8217;onore: nel giugno dell&#8217;anno scorso si dimise dopo che un bombardamento russo aveva colpito un centro di addestramento delle truppe ucraine, per essere però subito reintegrato nei ranghi.  </p>



<p>Persino quella parte della stampa occidentale che prende per oro colato qualunque cosa dica o faccia Zelensky ha smesso di cercare un senso in tutti questi cambiamenti, che in effetti di senso non ne hanno, soprattutto per un Paese impegnato in una guerra che dura da quattro anni e mezzo (o dal 2014, secondo i punti di vista) e che, per di più, dichiara di essere sul punto di vincerla. Tanto più che, seguendo il proprio innato senso per gli umori del pubblico, Zelensky non manca di assecondare la piazza quando il resilientissimo popolo ucraino rifiuta di farsi prendere per il naso. Nel luglio scorso il presidente ritirò di corsa, di fronte alla protesta dei cartoni, la legge che pure aveva promosso per sterilizzare i poteri delle agenzie anti-corruzione (e gli scandali successivi, arrivati fino al suo braccio destro <strong>Andrij Jermak</strong>, hanno fatto capire quale fosse lo scenario). Adesso cerca di smorzare la rabbia dei suoi connazionali <strong>offrendo un incarico dopo l&#8217;altro all&#8217;ex ministro della Difesa, il giovanissimo Fedorov, </strong>considerato l&#8217;artefice massimo della fortunata campagna degli attacchi con droni alle infrastrutture energetiche russe, il quale a propria volta pretende di essere reintegrato nel precedente incarico. Sacrificare Fedorov per salvare Syrsky, considerati gli inconciliabili punti di vista dei due, era una scelta: privilegiare il presente, la resistenza nel Donbass, la cui conquista è l&#8217;obiettivo fondamentale del Cremlino, rispetto alla strategia efficace ma di lungo periodo rappresentata da Fedorov. Scelta discutibile ma precisa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo (limitato) dei civili</h2>



<p>Liquidare Fedorov (dopo Reznikov, Umerov e Šmyhal) per liquidare anche Syrsky sa, invece, di confusione, di speculazione politica, di navigazione a vista da basso impero. <strong>Permessa dal fatto che, oggi, Zelensky è infallibile, come scrivono i nostri giornali, ma intoccabile:</strong> al momento non ha rivali interni (né reali né potenziali) che aspirino a condurre la guerra al posto suo e in ogni caso l&#8217;Europa e gli Usa lo sostengono: come dicono a Bruxelles, è il condottiero che &#8220;combatte per noi&#8221;, il presidente che resiste da quattro anni e mezzo, insostituibile. Il che non vuol dire che sappia anche governare un Paese: come pensavano gli ucraini alla fine del 2021, appena prima dell&#8217;invasione russa, che gli concedevano uno stentato 37% di gradimento.</p>



<p>Se per un attimo smettiamo di pensare alle difficoltà della Russia e agli importanti successi dei droni ucraini, se astraiamo Zelensky dalla cornice dei summit internazionali dove tutti gli rendono merito, vediamo un presidente che annaspa e che cambia tutti per non cambiare se stesso. Fino alla situazione attuale, che lo vede consegnato mani e piedi ai militari. Lo è <strong>Kyrylo Budanov,</strong> capo dell&#8217;amministrazione presidenziale dopo essere stato capo dell&#8217;intelligence militare; lo è il nuovo ministro della Difesa Jmara (già capo delle operazioni speciali dei servizi segreti); e di certo il generale <strong>Drapatyj,</strong> suo comandante delle forze armate, avrà un&#8217;autonomia e un&#8217;influenza notevole, viste le circostanze della nomina e considerato lo spazio che la nuova leva degli ufficiali, cresciuta con le teorie della Nato e ormai ribelle alle pratiche degli ufficiali della vecchia scuola come Syrsky, cerca di conquistarsi. Se a questo aggiungiamo che il nuovo primo ministro è un tecnocrate senza spessore politico come <strong>Serhiy Koretsky</strong>, ex manager del settore energetico, che succede a un&#8217;altra anonima tecnocrate come <strong>Julija Svyrydenko</strong>, capiamo che il percorso si è compiuto e che ora l&#8217;Ucraina si regge sull&#8217;asse tra Zelensky (l&#8217;uomo dei contatti internazionali che portano denaro e armi) e i militari (che combattono e sacrificano la vita). I civili al governo sono l&#8217;intendenza o poco più.   </p>



<p> </p>
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		<title>Ucraina, l&#8217;Operazione Re Mida: mentre il fronte crollava gli amici di Zelensky rubavano a man bassa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-loperazione-re-mida-mentre-il-fronte-crollava-gli-amici-di-zelensky-rubavano-a-man-bassa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 05:39:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky corruzione" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-1024x471.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-1536x706.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-600x276.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un socio storico di Zelensky, un suo ministro e diversi alti funzionari avevano organizzato un racket dell'energia.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-loperazione-re-mida-mentre-il-fronte-crollava-gli-amici-di-zelensky-rubavano-a-man-bassa.html">Ucraina, l&#8217;Operazione Re Mida: mentre il fronte crollava gli amici di Zelensky rubavano a man bassa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky corruzione" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-1024x471.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-1536x706.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-600x276.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel silenzio attonito dei media italiani, come certi politici ormai poco avvezzi a cimentarsi con la realtà, e in nessun caso disponibili ad ammettere che le decisioni con tanto entusiasmo propagandate (mai trattare, sconfiggeremo la Russia sul campo) si stanno trasformando nella tragedia di un popolo, <strong>l&#8217;Ucraina scivola nelle condizioni peggiori verso la resa dei conti.</strong> Nella regione di Donetsk la situazione è critica e le affermazioni del generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, comandante delle forze armate ucraine (&#8220;A Pokrovsk è tutto sotto controllo&#8221;), suonano di giorno in giorno più tristi. Ieri, per dire, i russi hanno approfittato della nebbia che accecava i droni ucraini, per portare in città altre centinaia di soldati. Nella regione di Zaporizhzhia le truppe ucraine sono arretrate e hanno abbandonato diversi insediamenti. E in quella di Khar&#8217;kiv la tuta di ponte russa si allarga.</p>



<p>Quel che accade al fronte è terribile. Ma <strong>la superiorità russa in termini di uomini (8 contro 1 nell&#8217;area di Pokrovsk)</strong> e in tutte le categorie degli armamenti (anche nei droni, che all&#8217;inizio della guerra furono la grande sorpresa a favore degli ucraini) è ormai soverchiante, e gli ucraini non potrebbero battersi con maggiore coraggio e spirito di sacrificio. Ma è quel che accade nelle retrovie, e soprattutto a Kiev, a dare l&#8217;idea di una resistenza sempre più precaria. I due organismi anticorruzione del Paese, <strong>l&#8217;Ufficio nazionale anticorruzione dell&#8217;Ucraina (NABU)</strong>, fondato nel 2015 su pressioni del Fondo monetario internazionale, e <strong>la Procura specializzata anticorruzione (SAP)</strong>, fondata poche settimane dopo il NABU, hanno lanciato l&#8217;Operazione Midas che ha coinvolto una serie di personaggi eccellenti: <strong>Timur Mindich</strong>, amico di vecchissima data del presidente Zelensky e suo socio, all&#8217;epoca, nella fondazione dello studio di produzione Tv Kvartal 95; <strong>Herman Halushchenko</strong>, già ministro dell&#8217;Energia e poi ministro della Giustizia; <strong>Ihor Myroniuk</strong>, già consigliere speciale di Halushchenko all&#8217;Energia; <strong>Dmytro Basov</strong>, direttore della sicurezza dell&#8217;azienda atomica di Stato Energatom; i fratelli Mykhailo e <strong>Oleksandr Tsukerman</strong>, affaristi e, a quanto pare, incaricati di riciclare i proventi illeciti (di cui diremo) del gruppo; e altri personaggi minori, tra i quali funzionari e dirigenti del ministero dell&#8217;Energia che Halushchenko, prima di passare alla Giustizia, avrebbe cooptato ai suoi fini.</p>



<p>Come funzionava? Semplice: le aziende che volevano vendere beni o servizi a Energoatom dovevano pagare al gruppo una tangente del 10-15%, altrimenti sarebbero state escluse dagli appalti e rimosse dall&#8217;elenco dei fornitori. Il tutto per una cifra imprecisata ma che viene valutata in centinaia di milioni di dollari. Che l&#8217;Ucraina sia, anche in questo ultimi anni di guerra, <strong>un Paese di straordinaria corruzione, persino più della Russia</strong>, è una notizia solo per chi non ha voluto sentire o vedere. Ne avevamo già <a href="https://it.insideover.com/politica/i-sondaggi-shock-in-ucraina-caro-zelensky-questo-paese-e-troppo-corrotto-e-la-colpa-e-tua.html">parlato in queste pagine</a>, facendo notare che le più recenti ricerche svolte nel Paese da istituti ucraini (in questo caso il Barometro Socis, vedi grafico sotto) davano come &#8220;il problema che influisce più negativamente sull’attuale situazione del Paese&#8221; proprio la corruzione con il 50,5% delle risposte, ben sopra la guerra.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="574" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-1024x574.jpg" alt="" class="wp-image-493374" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-600x336.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>   In più, alla domanda &#8220;di chi è la colpa?&#8221;, <strong>il 49,2% risponde “il Presidente” e un altro 48,1% risponde “il Parlamento”</strong>, dove la maggioranza assoluta dei seggi è detenuta da Servo del Popolo, il partito di Zelensky. Tutto questo dopo che, in luglio, il Parlamento zelenskiano aveva passato una legge che, di fatto, metteva la museruola a NABU e SAP e che Zelensky aveva dapprima rifiutato di bloccare, salvo vedersi poi costretto a intervenire di fronte a massicce proteste di piazza e alle (timide) osservazioni di una costernatissima Ue.</p>



<p>Tutto questo è un po&#8217; didascalico ma poiché i grossi giornali non ne parlano (ieri abbiamo contato Il Fatto, il Manifesto e il Sole 24 ore) tocca fare un po&#8217; di riassunto. Per arrivare all&#8217;oggi. Dietro l&#8217;Operazione Midas  (grande senso dell&#8217;umorismo, al NABU: dare alla banda di furfanti il nome del re che trasformava tutto ciò che toccava in oro) non c&#8217;è solo lo sforzo di stroncare un&#8217;enorme ruberia, particolarmente vergognosa perché condotta ai danni di un settore, quello dell&#8217;energia, mai così vitale per gli ucraini nell&#8217;inverno più drammatico della loro storia, visto anche l&#8217;accanimento russo nel demolirlo con migliaia di droni, missili e bombe. <strong>C&#8217;è anche un evidente regolamento di conti tra fronti contrapposti,</strong> una sfida tra il &#8220;partito della guerra&#8221; guidato da Zelensky, che sempre più risponde ai suoi sponsor esteri e sempre meno ai cittadini ucraini (a proposito: <strong>nelle ultime ricerche il 69% degli ucraini chiede la fine rapida della guerra, anche a costo di trattare con i russi</strong>), e chi invece non sopporta più questa impostazione che, oltre a un&#8217;infinita serie di sofferenze, comporta lo sciacallaggio di cui abbiamo appena detto e che peraltro preoccupava anche gli americani già ai tempi di Joe Biden, come <a href="https://it.insideover.com/difesa/armi-usa-allucraina-caos-e-sprechi-rivelati-dal-pentagono.html">ha ben raccontato qui </a><strong>Roberto Vivaldelli</strong>.</p>



<p>La resistenza fino all&#8217;ultimo uomo che Zelensky invoca ogni giorno sembra a molti ormai finalizzata <strong>soprattutto a dare all&#8217;Europa e alla Nato il tempo per far avanzare i progetti di riarmo. </strong>In cambio arrivano armi e quattrini, quelli che garantiscono a Zelensky l&#8217;appoggio delle forze armate e degli apparati di sicurezza. Un fronte ancora compatto, grazie soprattutto all&#8217;affetto popolare di cui godono i militari, di gran lunga l&#8217;istituzione più stimata del Paese. Sull&#8217;altro lato della barricata un fronte che cresce, come le iniziative NABU e SAP dimostrano, e che comprende le proteste dei giovani, i preparativi silenziosi  ma evidenti di candidati alternativi come l&#8217;ex generale <strong>Valerij Zaluzhny</strong>, le critiche del sindaco di Kiev <strong>Vitalyj Klitshko</strong>, la nuova leva degli ufficiali temprati dalla guerra ma scettici di fronte alla politica. Un fronte che però, almeno per ora, manca di un leader e di un programma politico preciso, riconoscibile. E, soprattutto, di un sostegno chiaro e concreto dall&#8217;estero.</p>



<p>Zelensky passerà oltre questo scandalo, che coinvolge un suo ministro e un suo amico di vecchia data, è facile prevederlo. Non è certo il primo. Anche perché Timur Mindich, il suo socio di Kvartal 95, e i fratelli Tsukerman, i cassieri della banda, <strong>sono scappati all&#8217;estero appena prima che arrivassero i poliziotti.</strong> Come se qualcuno li avesse avvertiti e li avesse aiutati uscire da un Paese da dove, da quasi quattro anni, agli uomini tra i 18 (portati a 22 pochi mesi fa) e i 60 anni è vietato uscire. Buffo, no?</p>



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<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-loperazione-re-mida-mentre-il-fronte-crollava-gli-amici-di-zelensky-rubavano-a-man-bassa.html">Ucraina, l&#8217;Operazione Re Mida: mentre il fronte crollava gli amici di Zelensky rubavano a man bassa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I russi sono entrati a Pokrovsk, il Donbass sta per cadere e ora Zelensky vuole andare a Budapest</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 11:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="pokrovsk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La "fortress belt" ucraina sta cedendo sotto gli attacchi dei russi. Zelensky non ha avuto i Tomahawk e ora vuole trattare.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html">I russi sono entrati a Pokrovsk, il Donbass sta per cadere e ora Zelensky vuole andare a Budapest</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="pokrovsk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>&#8220;Disastro russo a Pokrovsk&#8221;. Ventiquattro, quarantotto ore fa i titoli dei giornali italiani era questi. Nelle scorse ore, invece, è arrivata la notizia: <strong>le truppe russe sono arrivate al centro della città e controllano anche la stazione ferroviaria</strong> da cui, solo qualche settimana fa, ancora partivano i convogli. Che la stampa italiana ci prenda di rado e, per di più, porti anche sfortuna agli ucraini è fatto acclarato da tempo. Peccato, perché un altro ambiente informativo avrebbe permesso di capire perché, mentre <strong>gli aiuti militari globali all&#8217;Ucraina nella seconda metà del 2025 sono calati del 57% e quelli europei del 40%</strong> rispetto alla prima metà dell&#8217;anno, il presidente Zelensky chiedeva con tanta insistenza a Donald Trump i missili Tomahawk, e anche perché, non avendoli ottenuti, si è subito detto disponibile al negoziato e persino a un summit trilaterale a Budapest con Trump e <strong>Vladimir Putin</strong>.</p>



<p>Pokrovsk resiste agli assalti dei russi da più di un anno. E non è detto che i difensori ucraini abbiano intenzione di ritirarsi domani dalle residue parte della città che ancora controllano. Di certo, l&#8217;ultimo vero bastione ucraino che si frappone tra l&#8217;esercito russo e la conquista dell&#8217;intera regione di Donetsk (quella di Luhansk è già al 100% sotto il controllo russo) <strong>sta andando in pezzi.</strong> E da lì a Kramatorsk, l&#8217;altra grande città ancora in mani ucraine della regione, ma non munita come Pokrovsk, ci sono solo 80 chilometri.</p>



<p>Quando parliamo di &#8220;bastione&#8221; non intendiamo tanto la singola città ma piuttosto quella che <a href="https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/the-critical-importance-of-ukraines-fortress-belt-in-donetsk-oblast/">l&#8217;americano Institute for the Study of War definisce &#8220;fortress belt&#8221;</a>, ovvero la direttrice lunga una cinquantina di chilometri che va da Kramatorsk a Slovyansk a Kostyantynivka a Pokrovsk. <strong>Si veda la cartina sotto.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="791" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-791x1024.jpg" alt="" class="wp-image-490429" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-791x1024.jpg 791w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-232x300.jpg 232w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-768x994.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-1187x1536.jpg 1187w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-600x776.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1.jpg 1484w" sizes="auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px" /></figure>



<p><strong>Gli ucraini hanno cominciato a fortificare la zona già nel 2014, ai tempi del presidente Petro Poroshenko</strong>, investendo per anni grandi risorse e usando Pokrovsk e Kostyantynivka come avamposti più strettamente militari e riservando a Slovyansk e Kramatorsk maggiori funzioni di retrovia e centri di rifornimento. Il fatto che prima le milizie filo-russe del Donbass e poi l&#8217;esercito di Mosca nel 2022 non siano riusciti a prendere le città dimostra che l&#8217;opera di difesa è stata piuttosto efficace. La &#8220;fortress belt&#8221;, a sua volta, aveva come avamposti una serie di centri più o meno grandi che hanno molto rallentato, con la loro resistenza, l&#8217;avanzata russa. <strong>Si tratta di Myrnograd, Siversk, Kupyansk, Lyman, Volchansk, Dobropillja, Torezk e altri ancora.</strong> I russi hanno dovuto avvicinarli uno ad uno e combattere duramente per interrompere le strade di collegamento e rifornimento, poi bombardare a tappeto per fiaccare le guarnigioni e insediarsi almeno in parte del tessuto urbano per impedire loro di contrattaccare. Un lavoro faticoso, che ha comportato molte perdite solo in parte limitate dalla furia e dalla precisione dei bombardamenti.</p>



<p>La svolta strategica è avvenuta nel 2023. Ci è già capitato di <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-russia-e-la-guerra-delle-non-vittorie-gli-obiettivi-mancati-dei-due-contendenti.html">scrivere proprio in queste pagine</a> che la &#8220;sconfitta&#8221; dell&#8217;Ucraina è stata di non riuscire a impedire che la guerra di movimento si trasformasse in una guerra di logoramento che ovviamente, col tempo (e si ricordino anche le difficoltà nell&#8217;aiuto militare internazionale citate sopra), ha girato le cose a favore della Russia. Nello specifico delle recenti operazioni, <strong>un capitolo importante per i russi è stata la conquista di Chasiv Yar</strong>, nel luglio scorso, un punto sopraelevato (l&#8217;unico dell&#8217;area) da cui hanno potuto coordinare meglio il fuoco delle artiglierie e le incursioni dell&#8217;aviazione. <strong>Si veda la cartina sotto.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="750" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-750x1024.webp" alt="" class="wp-image-490441" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-750x1024.webp 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-220x300.webp 220w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-768x1049.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-1125x1536.webp 1125w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-600x819.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2.webp 1406w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>Il lungo sforzo russo, però, alla fine ha pagato. Come il Cremlino aveva previsto, <strong>con il tempo sono emersi tutti i limiti della mobilitazione ucraina</strong>, che magari non scarseggia in armi e denaro ma in uomini sì, ancor più dopo i colpi subiti con la salita invasione della regione russa di Kursk. Tanto che per consolidare il Donbass, il comandante in capo <strong>Oleksandr Syrsky</strong> ha dovuto spostare truppe d&#8217;élite (per esempio il famoso Battaglione Azov) dal fronte Sud a quello Nord, con il risultato che i russi hanno cominciato ad attaccare anche a Sud, nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhya, per mettere l&#8217;esercito ucraino di fronte a un&#8217;alternativa drammatica. <strong>Si veda la cartina sotto</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-1024x904.webp" alt="" class="wp-image-490449" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-1024x904.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-300x265.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-768x678.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-600x530.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A fermare l&#8217;avanzata di Mosca non sono bastati i bombardamenti sulle raffinerie russe, a conferma di quanto a suo tempo sostenuto dal generale <strong>Mark Milley</strong>, comandante degli stati maggiori riuniti Usa durante la prima parte del conflitto, e ribadito da Trump più di recente: una guerra che si combatte per il territorio va vinta sul territorio. E dunque per l&#8217;Ucraina, che non riesce a recuperare territorio e, anzi, pian piano ne perde altro, non è possibile vincere la guerra.</p>



<p>Se Pokrovsk dovesse cadere (e ora pare soprattutto questione non di &#8220;se&#8221; ma di &#8220;quando&#8221;) Putin sarebbe a un passo dalla conquista del Donbass, l&#8217;enorme bacino minerario e industriale che ha sempre dichiarato, anche durante gli incontri con Trump, essere il suo primo obiettivo territoriale.<strong> Da Pokrovsk al punto più lontano verso Ovest del confine amministrativo della regione di Doonetsk corrono solo 65 chilometri</strong>. Da lì, naturalmente, potrebbe anche tentare di spingersi oltre: da Pokrovsk a Dnipro, la quarta città dell&#8217;Ucraina, bastano due ore e mezza di automobile. Vorrebbe farlo? E soprattutto: potrebbe farlo? </p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html">I russi sono entrati a Pokrovsk, il Donbass sta per cadere e ora Zelensky vuole andare a Budapest</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sovietici o azoviani? Le faide nell&#8217;esercito che minacciano la resistenza dell&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sovietici-o-azoviani-le-faide-nellesercito-che-minacciano-la-resistenza-dellucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 10:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[zelensky]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Sempre più netta, nelle forze armate ucraine, la frattura tra gli ufficiali di scuola sovietica e quelli della nuova ondata nazionalista.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, mentre a Washington <a href="https://www.instagram.com/insideover/p/DIyaAH0NisK/">si sta decidendo</a> il destino dei territori occupati dalla Russia, i segnali di tensione all’interno delle forze armate ucraine si sono moltiplicati. A colpire gli osservatori non è solo la stanchezza da guerra, il l<a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-crisi-del-reclutamento-il-flop-del-contratto-giovani-e-la-sfiducia-nelle-elite.html">ogoramento umano</a> e materiale dopo oltre due anni di conflitto ad alta intensità contro la Russia, ma anche e soprattutto <strong>una spaccatura sempre più visibile tra due anime dell’esercito</strong>: da un lato, l’élite degli alti ufficiali formatisi nell’epoca sovietica, ancora largamente dominante nei vertici militari; dall’altro, una nuova generazione di ufficiali cresciuti nel fervore nazionalista post-Maidan, spesso legata a movimenti come Azov, in forte ascesa.</p>



<p>Una guerra nella guerra, combattuta non solo sui campi minati del Donbass ma anche nelle sale del Comando Generale, tra rivalità personali, scontri di potere, accuse incrociate e una narrazione pubblica che oscilla tra l’eroismo collettivo e l&#8217;accoltellamento reciproco tra figure che si odiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il “generale sovietico” e il caso Syrsky</h3>



<p>A incarnare il volto più controverso dell’establishment militare è il generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, comandante in capo dell’esercito ucraino. Formatosi nell’Urss, veterano delle strutture post-sovietiche, Syrsky è diventato il bersaglio preferito dei nazionalisti ucraini e persino di alcuni membri della maggioranza presidenziale. L’accusa principale? Immobilismo, opacità nelle nomine, e <strong>una gestione del conflitto ancorata a schemi obsoleti</strong>, spesso letali per i soldati al fronte.</p>



<p>L’11 aprile, la deputata <strong>Mariana Bezuhla</strong>, fedelissima di Zelensky, ha accusato pubblicamente Syrsky di sabotare la creazione di un nuovo sistema di corpo d’armata, ostacolando le riforme organizzative necessarie e relegando in posizioni marginali i comandanti più innovativi. Tra questi, il generale <strong>Mykhailo Drapaty</strong>, comandante del fronte orientale, descritto come uno dei pochi artefici della recente tenuta dell’esercito nell’area di Pokrovsk. Secondo Bezuhla, Syrsky avrebbe sistematicamente bloccato le sue nomine e diffuso voci denigratorie per minarne il prestigio.</p>



<p>Dietro le parole della deputata non si cela solo uno scontro di visione strategica, ma la conferma di una <strong>logica feudale</strong> che permea l’intero apparato militare: clientele, esili interni, vendette personali e promozioni imposte dall’alto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Azov e la nuova generazione militarista</h3>



<p>Contro questa gestione si è andato formando un vero e proprio “partito militare” alternativo, incarnato dal <strong>Battaglione Azov</strong>. Nato come milizia volontaria nel 2014, questo gruppo ultra-nazionalista radicale è stato ufficialmente trasformato, nel marzo dell&#8217;anno scorso, nel “1° Corpo d’armata Azov”, primo esempio di unità di tale livello in Ucraina. Il suo comandante, <strong>Denis Prokopenko</strong>, è divenuto simbolo della nuova leva militare che punta a sostituire i vecchi quadri con una generazione più ideologica, più integrata con gli standard Nato, più “patriottica” &#8211; secondo la loro stessa retorica &#8211; ma anche più intransigente e settaria. Di sicuro, se la &#8220;denazificazione&#8221; dell&#8217;Ucraina è uno degli slogan usati dai russi per giustificare l&#8217;invasione, Kyiv non ha fatto molto per fare pulizia della sua anima &#8220;nera&#8221;.</p>



<p>Del resto, Azov e i suoi alleati rappresentano l’unica componente che sembra ancora capace di attrarre reclute motivate, mentre <strong>il resto dell’esercito fatica con diserzioni, demoralizzazione</strong> e reclutamenti con la forza che fanno il giro dei social. A differenza delle truppe regolari, i reparti legati ad Azov godono di maggiore autonomia logistica, un’efficiente comunicazione interna, e di un’immagine pubblica ben curata. Sono i primi a ricevere volontari, e sono i preferiti dai mobilitati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno scontro che minaccia la coesione militare</h3>



<p>Blogger come <strong>Peter Korotaev</strong>, autore della strepitosa e durissima newsletter <em>Events in Ukraine</em>, parla spesso del conflitto tra “sovietici” e “riformatori&#8221;. Non è solo uno scontro tra generazioni, o approcci. È <strong>la spia, dice, di un sistema che fatica a rinnovarsi </strong>mentre combatte la più difficile guerra della sua storia. La creazione delle strutture di corpo &#8211; necessaria per razionalizzare il comando e integrarsi meglio con le dottrine Nato &#8211; è al momento ostacolata da resistenze interne e da logiche gerarchiche anacronistiche.</p>



<p>Nel frattempo, la propaganda ufficiale continua a puntare il dito contro il tradimento occidentale, evocando parallelismi con il Vietnam del Sud. L’articolo di&nbsp;<em>Ukrainska Pravda</em> ha ripreso questa narrativa, suggerendo che l’Ucraina rischia di fare la fine di<strong> Saigon</strong> cinquant&#8217;anni fa, dovesse l’Occidente abbandonare il campo senza garanzie di sicurezza per Kyiv. Ma c&#8217;è una differenza fondamentale: al contrario del Vietnam (o di Kabul, per restare a scenari più prossimi) l’Ucraina possiede un esercito strutturato, numeroso e ideologicamente compatto in alcune sue componenti. Sebbene, e questo va detto, anche profondamente lacerato nella leadership.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il paradosso dei droni e l’autonomia industriale</h3>



<p>A complicare il quadro, c’è la questione dell’autonomia tecnologica e industriale. Negli ultimi mesi, il governo Zelensky ha puntato su una narrazione autocelebrativa: <strong>l’Ucraina sarebbe diventata una potenza dei droni</strong>, capace di sopperire alla carenza di munizioni e uomini con l’intelligenza artificiale e la produzione interna.</p>



<p>Ma la realtà è più ambigua. I droni sono efficaci nel difendere, meno nell’offendere. Inoltre, sono assemblati in larga parte con componenti cinesi, e l’Ucraina, nel tentativo di guadagnare i favori dell’amministrazione Trump, <strong>ha recentemente imposto sanzioni a tre aziende cinesi </strong>accusate di rifornire la Russia. Per non parlare dell&#8217;accusa, da parte di Zelensky, dopo la <a href="https://it.insideover.com/guerra/quello-che-non-torna-dei-soldati-cinesi-catturati-in-ucraina.html">cattura</a> di qualche soldato parlante cinese in Donbass, di un coinvolgimento sempre più diretto di Pechino nella guerra. Una mossa criticata da molti analisti come incendiaria, data la scarsità di prove tangibili che riguardano quei prigionieri, e che potrebbe alienare ancora di più la Cina.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Frattura o militarizzazione della politica?</h3>



<p>Nel frattempo, le unità di Azov continuano a ottenere qualche avanzamento nel Donbass, ma i successi sono spesso vanificati dalla superiorità numerica e logistica dei russi. L’attuale divisione all&#8217;interno nell’esercito non è allora solo un rischio per l’efficacia della resistenza. <strong>È anche un pericolo per la tenuta dello Stato ucraino</strong>, sempre più delegittimato. Un&#8217;armata fratturata rischia di trascinare con sé l’intera struttura politica, in una spirale di destabilizzazione. Le accuse incrociate tra ufficiali, la politicizzazione dei quadri, e la crescente influenza dei movimenti militaristi come Azov sollevano interrogativi inquietanti sul futuro della democrazia ucraina.</p>



<p>Zelensky, che ha finora puntato sullo scaricare le responsabilità sull’<em>establishmen</em>t militare, potrebbe trovarsi prigioniero delle stesse forze che ha alimentato. Se il fronte interno collassa, anche quello esterno, oggi già fragile, non potrà reggere a lungo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sovietici-o-azoviani-le-faide-nellesercito-che-minacciano-la-resistenza-dellucraina.html">Sovietici o azoviani? Le faide nell&#8217;esercito che minacciano la resistenza dell&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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