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	<title>Oleksandr Syrsky Archives - InsideOver</title>
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	<title>Oleksandr Syrsky Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ucraina, l&#8217;Operazione Re Mida: mentre il fronte crollava gli amici di Zelensky rubavano a man bassa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ucraina-loperazione-re-mida-mentre-il-fronte-crollava-gli-amici-di-zelensky-rubavano-a-man-bassa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 05:39:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky corruzione" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-1024x471.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-1536x706.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-600x276.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un socio storico di Zelensky, un suo ministro e diversi alti funzionari avevano organizzato un racket dell'energia.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-loperazione-re-mida-mentre-il-fronte-crollava-gli-amici-di-zelensky-rubavano-a-man-bassa.html">Ucraina, l&#8217;Operazione Re Mida: mentre il fronte crollava gli amici di Zelensky rubavano a man bassa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="883" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky corruzione" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-1024x471.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-768x353.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-1536x706.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_2025102010405350_f994cb7a4193e51e49106db33e617536-e1760949693818-600x276.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel silenzio attonito dei media italiani, come certi politici ormai poco avvezzi a cimentarsi con la realtà, e in nessun caso disponibili ad ammettere che le decisioni con tanto entusiasmo propagandate (mai trattare, sconfiggeremo la Russia sul campo) si stanno trasformando nella tragedia di un popolo, <strong>l&#8217;Ucraina scivola nelle condizioni peggiori verso la resa dei conti.</strong> Nella regione di Donetsk la situazione è critica e le affermazioni del generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, comandante delle forze armate ucraine (&#8220;A Pokrovsk è tutto sotto controllo&#8221;), suonano di giorno in giorno più tristi. Ieri, per dire, i russi hanno approfittato della nebbia che accecava i droni ucraini, per portare in città altre centinaia di soldati. Nella regione di Zaporizhzhia le truppe ucraine sono arretrate e hanno abbandonato diversi insediamenti. E in quella di Khar&#8217;kiv la tuta di ponte russa si allarga.</p>



<p>Quel che accade al fronte è terribile. Ma <strong>la superiorità russa in termini di uomini (8 contro 1 nell&#8217;area di Pokrovsk)</strong> e in tutte le categorie degli armamenti (anche nei droni, che all&#8217;inizio della guerra furono la grande sorpresa a favore degli ucraini) è ormai soverchiante, e gli ucraini non potrebbero battersi con maggiore coraggio e spirito di sacrificio. Ma è quel che accade nelle retrovie, e soprattutto a Kiev, a dare l&#8217;idea di una resistenza sempre più precaria. I due organismi anticorruzione del Paese, <strong>l&#8217;Ufficio nazionale anticorruzione dell&#8217;Ucraina (NABU)</strong>, fondato nel 2015 su pressioni del Fondo monetario internazionale, e <strong>la Procura specializzata anticorruzione (SAP)</strong>, fondata poche settimane dopo il NABU, hanno lanciato l&#8217;Operazione Midas che ha coinvolto una serie di personaggi eccellenti: <strong>Timur Mindich</strong>, amico di vecchissima data del presidente Zelensky e suo socio, all&#8217;epoca, nella fondazione dello studio di produzione Tv Kvartal 95; <strong>Herman Halushchenko</strong>, già ministro dell&#8217;Energia e poi ministro della Giustizia; <strong>Ihor Myroniuk</strong>, già consigliere speciale di Halushchenko all&#8217;Energia; <strong>Dmytro Basov</strong>, direttore della sicurezza dell&#8217;azienda atomica di Stato Energatom; i fratelli Mykhailo e <strong>Oleksandr Tsukerman</strong>, affaristi e, a quanto pare, incaricati di riciclare i proventi illeciti (di cui diremo) del gruppo; e altri personaggi minori, tra i quali funzionari e dirigenti del ministero dell&#8217;Energia che Halushchenko, prima di passare alla Giustizia, avrebbe cooptato ai suoi fini.</p>



<p>Come funzionava? Semplice: le aziende che volevano vendere beni o servizi a Energoatom dovevano pagare al gruppo una tangente del 10-15%, altrimenti sarebbero state escluse dagli appalti e rimosse dall&#8217;elenco dei fornitori. Il tutto per una cifra imprecisata ma che viene valutata in centinaia di milioni di dollari. Che l&#8217;Ucraina sia, anche in questo ultimi anni di guerra, <strong>un Paese di straordinaria corruzione, persino più della Russia</strong>, è una notizia solo per chi non ha voluto sentire o vedere. Ne avevamo già <a href="https://it.insideover.com/politica/i-sondaggi-shock-in-ucraina-caro-zelensky-questo-paese-e-troppo-corrotto-e-la-colpa-e-tua.html">parlato in queste pagine</a>, facendo notare che le più recenti ricerche svolte nel Paese da istituti ucraini (in questo caso il Barometro Socis, vedi grafico sotto) davano come &#8220;il problema che influisce più negativamente sull’attuale situazione del Paese&#8221; proprio la corruzione con il 50,5% delle risposte, ben sopra la guerra.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="574" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-1024x574.jpg" alt="" class="wp-image-493374" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-768x430.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione-600x336.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/corruzione.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>   In più, alla domanda &#8220;di chi è la colpa?&#8221;, <strong>il 49,2% risponde “il Presidente” e un altro 48,1% risponde “il Parlamento”</strong>, dove la maggioranza assoluta dei seggi è detenuta da Servo del Popolo, il partito di Zelensky. Tutto questo dopo che, in luglio, il Parlamento zelenskiano aveva passato una legge che, di fatto, metteva la museruola a NABU e SAP e che Zelensky aveva dapprima rifiutato di bloccare, salvo vedersi poi costretto a intervenire di fronte a massicce proteste di piazza e alle (timide) osservazioni di una costernatissima Ue.</p>



<p>Tutto questo è un po&#8217; didascalico ma poiché i grossi giornali non ne parlano (ieri abbiamo contato Il Fatto, il Manifesto e il Sole 24 ore) tocca fare un po&#8217; di riassunto. Per arrivare all&#8217;oggi. Dietro l&#8217;Operazione Midas  (grande senso dell&#8217;umorismo, al NABU: dare alla banda di furfanti il nome del re che trasformava tutto ciò che toccava in oro) non c&#8217;è solo lo sforzo di stroncare un&#8217;enorme ruberia, particolarmente vergognosa perché condotta ai danni di un settore, quello dell&#8217;energia, mai così vitale per gli ucraini nell&#8217;inverno più drammatico della loro storia, visto anche l&#8217;accanimento russo nel demolirlo con migliaia di droni, missili e bombe. <strong>C&#8217;è anche un evidente regolamento di conti tra fronti contrapposti,</strong> una sfida tra il &#8220;partito della guerra&#8221; guidato da Zelensky, che sempre più risponde ai suoi sponsor esteri e sempre meno ai cittadini ucraini (a proposito: <strong>nelle ultime ricerche il 69% degli ucraini chiede la fine rapida della guerra, anche a costo di trattare con i russi</strong>), e chi invece non sopporta più questa impostazione che, oltre a un&#8217;infinita serie di sofferenze, comporta lo sciacallaggio di cui abbiamo appena detto e che peraltro preoccupava anche gli americani già ai tempi di Joe Biden, come <a href="https://it.insideover.com/difesa/armi-usa-allucraina-caos-e-sprechi-rivelati-dal-pentagono.html">ha ben raccontato qui </a><strong>Roberto Vivaldelli</strong>.</p>



<p>La resistenza fino all&#8217;ultimo uomo che Zelensky invoca ogni giorno sembra a molti ormai finalizzata <strong>soprattutto a dare all&#8217;Europa e alla Nato il tempo per far avanzare i progetti di riarmo. </strong>In cambio arrivano armi e quattrini, quelli che garantiscono a Zelensky l&#8217;appoggio delle forze armate e degli apparati di sicurezza. Un fronte ancora compatto, grazie soprattutto all&#8217;affetto popolare di cui godono i militari, di gran lunga l&#8217;istituzione più stimata del Paese. Sull&#8217;altro lato della barricata un fronte che cresce, come le iniziative NABU e SAP dimostrano, e che comprende le proteste dei giovani, i preparativi silenziosi  ma evidenti di candidati alternativi come l&#8217;ex generale <strong>Valerij Zaluzhny</strong>, le critiche del sindaco di Kiev <strong>Vitalyj Klitshko</strong>, la nuova leva degli ufficiali temprati dalla guerra ma scettici di fronte alla politica. Un fronte che però, almeno per ora, manca di un leader e di un programma politico preciso, riconoscibile. E, soprattutto, di un sostegno chiaro e concreto dall&#8217;estero.</p>



<p>Zelensky passerà oltre questo scandalo, che coinvolge un suo ministro e un suo amico di vecchia data, è facile prevederlo. Non è certo il primo. Anche perché Timur Mindich, il suo socio di Kvartal 95, e i fratelli Tsukerman, i cassieri della banda, <strong>sono scappati all&#8217;estero appena prima che arrivassero i poliziotti.</strong> Come se qualcuno li avesse avvertiti e li avesse aiutati uscire da un Paese da dove, da quasi quattro anni, agli uomini tra i 18 (portati a 22 pochi mesi fa) e i 60 anni è vietato uscire. Buffo, no?</p>



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<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-loperazione-re-mida-mentre-il-fronte-crollava-gli-amici-di-zelensky-rubavano-a-man-bassa.html">Ucraina, l&#8217;Operazione Re Mida: mentre il fronte crollava gli amici di Zelensky rubavano a man bassa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I russi sono entrati a Pokrovsk, il Donbass sta per cadere e ora Zelensky vuole andare a Budapest</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 11:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="pokrovsk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La "fortress belt" ucraina sta cedendo sotto gli attacchi dei russi. Zelensky non ha avuto i Tomahawk e ora vuole trattare.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html">I russi sono entrati a Pokrovsk, il Donbass sta per cadere e ora Zelensky vuole andare a Budapest</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="pokrovsk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>&#8220;Disastro russo a Pokrovsk&#8221;. Ventiquattro, quarantotto ore fa i titoli dei giornali italiani era questi. Nelle scorse ore, invece, è arrivata la notizia: <strong>le truppe russe sono arrivate al centro della città e controllano anche la stazione ferroviaria</strong> da cui, solo qualche settimana fa, ancora partivano i convogli. Che la stampa italiana ci prenda di rado e, per di più, porti anche sfortuna agli ucraini è fatto acclarato da tempo. Peccato, perché un altro ambiente informativo avrebbe permesso di capire perché, mentre <strong>gli aiuti militari globali all&#8217;Ucraina nella seconda metà del 2025 sono calati del 57% e quelli europei del 40%</strong> rispetto alla prima metà dell&#8217;anno, il presidente Zelensky chiedeva con tanta insistenza a Donald Trump i missili Tomahawk, e anche perché, non avendoli ottenuti, si è subito detto disponibile al negoziato e persino a un summit trilaterale a Budapest con Trump e <strong>Vladimir Putin</strong>.</p>



<p>Pokrovsk resiste agli assalti dei russi da più di un anno. E non è detto che i difensori ucraini abbiano intenzione di ritirarsi domani dalle residue parte della città che ancora controllano. Di certo, l&#8217;ultimo vero bastione ucraino che si frappone tra l&#8217;esercito russo e la conquista dell&#8217;intera regione di Donetsk (quella di Luhansk è già al 100% sotto il controllo russo) <strong>sta andando in pezzi.</strong> E da lì a Kramatorsk, l&#8217;altra grande città ancora in mani ucraine della regione, ma non munita come Pokrovsk, ci sono solo 80 chilometri.</p>



<p>Quando parliamo di &#8220;bastione&#8221; non intendiamo tanto la singola città ma piuttosto quella che <a href="https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/the-critical-importance-of-ukraines-fortress-belt-in-donetsk-oblast/">l&#8217;americano Institute for the Study of War definisce &#8220;fortress belt&#8221;</a>, ovvero la direttrice lunga una cinquantina di chilometri che va da Kramatorsk a Slovyansk a Kostyantynivka a Pokrovsk. <strong>Si veda la cartina sotto.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="791" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-791x1024.jpg" alt="" class="wp-image-490429" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-791x1024.jpg 791w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-232x300.jpg 232w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-768x994.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-1187x1536.jpg 1187w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-600x776.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1.jpg 1484w" sizes="auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px" /></figure>



<p><strong>Gli ucraini hanno cominciato a fortificare la zona già nel 2014, ai tempi del presidente Petro Poroshenko</strong>, investendo per anni grandi risorse e usando Pokrovsk e Kostyantynivka come avamposti più strettamente militari e riservando a Slovyansk e Kramatorsk maggiori funzioni di retrovia e centri di rifornimento. Il fatto che prima le milizie filo-russe del Donbass e poi l&#8217;esercito di Mosca nel 2022 non siano riusciti a prendere le città dimostra che l&#8217;opera di difesa è stata piuttosto efficace. La &#8220;fortress belt&#8221;, a sua volta, aveva come avamposti una serie di centri più o meno grandi che hanno molto rallentato, con la loro resistenza, l&#8217;avanzata russa. <strong>Si tratta di Myrnograd, Siversk, Kupyansk, Lyman, Volchansk, Dobropillja, Torezk e altri ancora.</strong> I russi hanno dovuto avvicinarli uno ad uno e combattere duramente per interrompere le strade di collegamento e rifornimento, poi bombardare a tappeto per fiaccare le guarnigioni e insediarsi almeno in parte del tessuto urbano per impedire loro di contrattaccare. Un lavoro faticoso, che ha comportato molte perdite solo in parte limitate dalla furia e dalla precisione dei bombardamenti.</p>



<p>La svolta strategica è avvenuta nel 2023. Ci è già capitato di <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-russia-e-la-guerra-delle-non-vittorie-gli-obiettivi-mancati-dei-due-contendenti.html">scrivere proprio in queste pagine</a> che la &#8220;sconfitta&#8221; dell&#8217;Ucraina è stata di non riuscire a impedire che la guerra di movimento si trasformasse in una guerra di logoramento che ovviamente, col tempo (e si ricordino anche le difficoltà nell&#8217;aiuto militare internazionale citate sopra), ha girato le cose a favore della Russia. Nello specifico delle recenti operazioni, <strong>un capitolo importante per i russi è stata la conquista di Chasiv Yar</strong>, nel luglio scorso, un punto sopraelevato (l&#8217;unico dell&#8217;area) da cui hanno potuto coordinare meglio il fuoco delle artiglierie e le incursioni dell&#8217;aviazione. <strong>Si veda la cartina sotto.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="750" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-750x1024.webp" alt="" class="wp-image-490441" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-750x1024.webp 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-220x300.webp 220w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-768x1049.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-1125x1536.webp 1125w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-600x819.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2.webp 1406w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>Il lungo sforzo russo, però, alla fine ha pagato. Come il Cremlino aveva previsto, <strong>con il tempo sono emersi tutti i limiti della mobilitazione ucraina</strong>, che magari non scarseggia in armi e denaro ma in uomini sì, ancor più dopo i colpi subiti con la salita invasione della regione russa di Kursk. Tanto che per consolidare il Donbass, il comandante in capo <strong>Oleksandr Syrsky</strong> ha dovuto spostare truppe d&#8217;élite (per esempio il famoso Battaglione Azov) dal fronte Sud a quello Nord, con il risultato che i russi hanno cominciato ad attaccare anche a Sud, nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhya, per mettere l&#8217;esercito ucraino di fronte a un&#8217;alternativa drammatica. <strong>Si veda la cartina sotto</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-1024x904.webp" alt="" class="wp-image-490449" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-1024x904.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-300x265.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-768x678.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-600x530.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A fermare l&#8217;avanzata di Mosca non sono bastati i bombardamenti sulle raffinerie russe, a conferma di quanto a suo tempo sostenuto dal generale <strong>Mark Milley</strong>, comandante degli stati maggiori riuniti Usa durante la prima parte del conflitto, e ribadito da Trump più di recente: una guerra che si combatte per il territorio va vinta sul territorio. E dunque per l&#8217;Ucraina, che non riesce a recuperare territorio e, anzi, pian piano ne perde altro, non è possibile vincere la guerra.</p>



<p>Se Pokrovsk dovesse cadere (e ora pare soprattutto questione non di &#8220;se&#8221; ma di &#8220;quando&#8221;) Putin sarebbe a un passo dalla conquista del Donbass, l&#8217;enorme bacino minerario e industriale che ha sempre dichiarato, anche durante gli incontri con Trump, essere il suo primo obiettivo territoriale.<strong> Da Pokrovsk al punto più lontano verso Ovest del confine amministrativo della regione di Doonetsk corrono solo 65 chilometri</strong>. Da lì, naturalmente, potrebbe anche tentare di spingersi oltre: da Pokrovsk a Dnipro, la quarta città dell&#8217;Ucraina, bastano due ore e mezza di automobile. Vorrebbe farlo? E soprattutto: potrebbe farlo? </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html">I russi sono entrati a Pokrovsk, il Donbass sta per cadere e ora Zelensky vuole andare a Budapest</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sovietici o azoviani? Le faide nell&#8217;esercito che minacciano la resistenza dell&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sovietici-o-azoviani-le-faide-nellesercito-che-minacciano-la-resistenza-dellucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 10:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[zelensky]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Sempre più netta, nelle forze armate ucraine, la frattura tra gli ufficiali di scuola sovietica e quelli della nuova ondata nazionalista.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/syrsky-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, mentre a Washington <a href="https://www.instagram.com/insideover/p/DIyaAH0NisK/">si sta decidendo</a> il destino dei territori occupati dalla Russia, i segnali di tensione all’interno delle forze armate ucraine si sono moltiplicati. A colpire gli osservatori non è solo la stanchezza da guerra, il l<a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-crisi-del-reclutamento-il-flop-del-contratto-giovani-e-la-sfiducia-nelle-elite.html">ogoramento umano</a> e materiale dopo oltre due anni di conflitto ad alta intensità contro la Russia, ma anche e soprattutto <strong>una spaccatura sempre più visibile tra due anime dell’esercito</strong>: da un lato, l’élite degli alti ufficiali formatisi nell’epoca sovietica, ancora largamente dominante nei vertici militari; dall’altro, una nuova generazione di ufficiali cresciuti nel fervore nazionalista post-Maidan, spesso legata a movimenti come Azov, in forte ascesa.</p>



<p>Una guerra nella guerra, combattuta non solo sui campi minati del Donbass ma anche nelle sale del Comando Generale, tra rivalità personali, scontri di potere, accuse incrociate e una narrazione pubblica che oscilla tra l’eroismo collettivo e l&#8217;accoltellamento reciproco tra figure che si odiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il “generale sovietico” e il caso Syrsky</h3>



<p>A incarnare il volto più controverso dell’establishment militare è il generale <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, comandante in capo dell’esercito ucraino. Formatosi nell’Urss, veterano delle strutture post-sovietiche, Syrsky è diventato il bersaglio preferito dei nazionalisti ucraini e persino di alcuni membri della maggioranza presidenziale. L’accusa principale? Immobilismo, opacità nelle nomine, e <strong>una gestione del conflitto ancorata a schemi obsoleti</strong>, spesso letali per i soldati al fronte.</p>



<p>L’11 aprile, la deputata <strong>Mariana Bezuhla</strong>, fedelissima di Zelensky, ha accusato pubblicamente Syrsky di sabotare la creazione di un nuovo sistema di corpo d’armata, ostacolando le riforme organizzative necessarie e relegando in posizioni marginali i comandanti più innovativi. Tra questi, il generale <strong>Mykhailo Drapaty</strong>, comandante del fronte orientale, descritto come uno dei pochi artefici della recente tenuta dell’esercito nell’area di Pokrovsk. Secondo Bezuhla, Syrsky avrebbe sistematicamente bloccato le sue nomine e diffuso voci denigratorie per minarne il prestigio.</p>



<p>Dietro le parole della deputata non si cela solo uno scontro di visione strategica, ma la conferma di una <strong>logica feudale</strong> che permea l’intero apparato militare: clientele, esili interni, vendette personali e promozioni imposte dall’alto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Azov e la nuova generazione militarista</h3>



<p>Contro questa gestione si è andato formando un vero e proprio “partito militare” alternativo, incarnato dal <strong>Battaglione Azov</strong>. Nato come milizia volontaria nel 2014, questo gruppo ultra-nazionalista radicale è stato ufficialmente trasformato, nel marzo dell&#8217;anno scorso, nel “1° Corpo d’armata Azov”, primo esempio di unità di tale livello in Ucraina. Il suo comandante, <strong>Denis Prokopenko</strong>, è divenuto simbolo della nuova leva militare che punta a sostituire i vecchi quadri con una generazione più ideologica, più integrata con gli standard Nato, più “patriottica” &#8211; secondo la loro stessa retorica &#8211; ma anche più intransigente e settaria. Di sicuro, se la &#8220;denazificazione&#8221; dell&#8217;Ucraina è uno degli slogan usati dai russi per giustificare l&#8217;invasione, Kyiv non ha fatto molto per fare pulizia della sua anima &#8220;nera&#8221;.</p>



<p>Del resto, Azov e i suoi alleati rappresentano l’unica componente che sembra ancora capace di attrarre reclute motivate, mentre <strong>il resto dell’esercito fatica con diserzioni, demoralizzazione</strong> e reclutamenti con la forza che fanno il giro dei social. A differenza delle truppe regolari, i reparti legati ad Azov godono di maggiore autonomia logistica, un’efficiente comunicazione interna, e di un’immagine pubblica ben curata. Sono i primi a ricevere volontari, e sono i preferiti dai mobilitati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno scontro che minaccia la coesione militare</h3>



<p>Blogger come <strong>Peter Korotaev</strong>, autore della strepitosa e durissima newsletter <em>Events in Ukraine</em>, parla spesso del conflitto tra “sovietici” e “riformatori&#8221;. Non è solo uno scontro tra generazioni, o approcci. È <strong>la spia, dice, di un sistema che fatica a rinnovarsi </strong>mentre combatte la più difficile guerra della sua storia. La creazione delle strutture di corpo &#8211; necessaria per razionalizzare il comando e integrarsi meglio con le dottrine Nato &#8211; è al momento ostacolata da resistenze interne e da logiche gerarchiche anacronistiche.</p>



<p>Nel frattempo, la propaganda ufficiale continua a puntare il dito contro il tradimento occidentale, evocando parallelismi con il Vietnam del Sud. L’articolo di&nbsp;<em>Ukrainska Pravda</em> ha ripreso questa narrativa, suggerendo che l’Ucraina rischia di fare la fine di<strong> Saigon</strong> cinquant&#8217;anni fa, dovesse l’Occidente abbandonare il campo senza garanzie di sicurezza per Kyiv. Ma c&#8217;è una differenza fondamentale: al contrario del Vietnam (o di Kabul, per restare a scenari più prossimi) l’Ucraina possiede un esercito strutturato, numeroso e ideologicamente compatto in alcune sue componenti. Sebbene, e questo va detto, anche profondamente lacerato nella leadership.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il paradosso dei droni e l’autonomia industriale</h3>



<p>A complicare il quadro, c’è la questione dell’autonomia tecnologica e industriale. Negli ultimi mesi, il governo Zelensky ha puntato su una narrazione autocelebrativa: <strong>l’Ucraina sarebbe diventata una potenza dei droni</strong>, capace di sopperire alla carenza di munizioni e uomini con l’intelligenza artificiale e la produzione interna.</p>



<p>Ma la realtà è più ambigua. I droni sono efficaci nel difendere, meno nell’offendere. Inoltre, sono assemblati in larga parte con componenti cinesi, e l’Ucraina, nel tentativo di guadagnare i favori dell’amministrazione Trump, <strong>ha recentemente imposto sanzioni a tre aziende cinesi </strong>accusate di rifornire la Russia. Per non parlare dell&#8217;accusa, da parte di Zelensky, dopo la <a href="https://it.insideover.com/guerra/quello-che-non-torna-dei-soldati-cinesi-catturati-in-ucraina.html">cattura</a> di qualche soldato parlante cinese in Donbass, di un coinvolgimento sempre più diretto di Pechino nella guerra. Una mossa criticata da molti analisti come incendiaria, data la scarsità di prove tangibili che riguardano quei prigionieri, e che potrebbe alienare ancora di più la Cina.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Frattura o militarizzazione della politica?</h3>



<p>Nel frattempo, le unità di Azov continuano a ottenere qualche avanzamento nel Donbass, ma i successi sono spesso vanificati dalla superiorità numerica e logistica dei russi. L’attuale divisione all&#8217;interno nell’esercito non è allora solo un rischio per l’efficacia della resistenza. <strong>È anche un pericolo per la tenuta dello Stato ucraino</strong>, sempre più delegittimato. Un&#8217;armata fratturata rischia di trascinare con sé l’intera struttura politica, in una spirale di destabilizzazione. Le accuse incrociate tra ufficiali, la politicizzazione dei quadri, e la crescente influenza dei movimenti militaristi come Azov sollevano interrogativi inquietanti sul futuro della democrazia ucraina.</p>



<p>Zelensky, che ha finora puntato sullo scaricare le responsabilità sull’<em>establishmen</em>t militare, potrebbe trovarsi prigioniero delle stesse forze che ha alimentato. Se il fronte interno collassa, anche quello esterno, oggi già fragile, non potrà reggere a lungo</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sovietici-o-azoviani-le-faide-nellesercito-che-minacciano-la-resistenza-dellucraina.html">Sovietici o azoviani? Le faide nell&#8217;esercito che minacciano la resistenza dell&#8217;Ucraina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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