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	<title>Milo Yiannopoulos Archives - InsideOver</title>
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	<title>Milo Yiannopoulos Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il tentativo dei media americani  di avvicinare Trump ai neonazisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2017 16:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sta facendo molto discutere un  articolo pubblicato da Buzzfeed  riguardante i rapporti tra l&#8217;Alt-Right e i suprematisti bianchi negli States, quelli che alcuni non esitano a definire &#8220;nazisti&#8220;. Una serie di documenti, scambi di mail, contatti di vario genere e collegamenti giornalistici finalizzati a dimostrare l&#8217;assoluta contiguità tra gli esponenti istituzionali della destra alternativa americana e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quei-collegamenti-lalt-right-neonazisti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quei-collegamenti-lalt-right-neonazisti.html">Il tentativo dei media americani  di avvicinare Trump ai neonazisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20170813021656_24015926-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sta facendo molto discutere <a href="https://www.buzzfeed.com/josephbernstein/heres-how-breitbart-and-milo-smuggled-white-nationalism?utm_term=.qte4bbXzA#.regd9981r">un  articolo </a>pubblicato da <em>Buzzfeed  </em>riguardante i rapporti tra l&#8217;Alt-Right e i suprematisti bianchi negli States, quelli che alcuni non esitano a definire &#8220;<strong>nazisti</strong>&#8220;. Una serie di documenti, scambi di mail, contatti di vario genere e collegamenti giornalistici finalizzati a dimostrare l&#8217;assoluta contiguità tra gli esponenti istituzionali della destra alternativa americana e il sottobosco estremista della stessa. I &#8220;presentabili&#8221; e gli &#8220;impresentabili&#8221;, insomma, sarebbero membri di unico gruppo. Il tutto, ovviamente, ricollegato ai fatti di Charlottesville e alla prese di distanza di <strong>Donald Trump</strong> e <strong>Steve Bannon</strong> da quell&#8217;episodio. Un vero e proprio attacco mediatico, che prova a strutturare e chiarificare in modo piramidale gli equilibri interni dell&#8217;Alt-Right. Il principale filtro tra i <em>Mercers</em>, cioè gli esponenti di <em>Breitbart News</em>, e il terriccio estremista della destra alternativa, manco a dirlo, sarebbe <strong>Milo Yiannopoulos</strong>, che ha da poco inaugurato l&#8217; &#8220;Accademia dei Troll&#8221;, un&#8217; ennesima iniziativa provocatoria. Nello specifico, è saltato fuori <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.youtube.com/watch?v=XLNLPIRS62g">questo video</a>, che mostra Milo cantare in un festival dei suprematisti durante il 2016, cioè quando ancora collaborava con <em>Breitbart, </em>prima che uno scandalo scaturito da alcune sue dichiarazioni sulla pedofilia lo travolgesse. Nel video, in effetti, si vedono alcuni militanti effettuare il saluto nazista, mentre Milo intona l&#8217;inno nazionale americano. Così, il fenomeno dell&#8217; &#8220;hate speech&#8221; finisce di nuovo al centro della polemica a stelle e strisce.</p>
<p style="text-align: center">Vogliamo andare nel cuore dell&#8217;America profonda: <strong><a style="color: #0000ff" href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/la-destra-alternativa-dietro-trump/" target="_blank"><br />ecco cosa vogliamo fare</a></strong></p>

<p>Ma Joseph Bernstein, il giornalista autore dell&#8217;inchiesta, non si ferma qui. La tesi di fondo è che i testi della mail pubblicate, mail scambiate tra <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-ultraconservatori-verso-partito-nazionalista-1432149.html">Bannon</a>, Milo e alcuni esponenti più che discutibili, sarebbero serviti a creare e poi rafforzare un legame di cui Bannon, invece, avrebbe sempre negato l&#8217;esistenza. In una di queste conversazioni, ad esempio, lo stratega di <strong>Trump</strong> in campagna elettorale, istruisce Yiannopoulos dicendogli: &#8220;Go help save western civilitazion&#8221;, cioè &#8220;vai ad aiutare il salvataggio della civiltà occidentale&#8221;.</p>
<p style="text-align: left"><em>Buzzfeed news </em>avrebbe anche <a href="http://www.businessinsider.com/documents-video-show-breitbart-yiannopoulos-nazi-ties-2017-10?IR=T">scoperto </a>che alcune delle password utilizzate da Milo per i propri account, farebbero riferimento alla notte dei lunghi coltelli e alla Kristallnacht, due episodi, com&#8217;è noto, legati all&#8217;Olocausto. Elementi che rappresenterebbero un&#8217;anomalia non da poco, se confermati, dato che Milo ha più volte <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://forward.com/fast-forward/361705/watch-milo-yiannopoulos-says-hes-a-jew-not-a-nazi/">dichiarato</a> di essere di cultura ebraica, oltre che omosessuale. Il leader dell&#8217;Alt-Right. per ora, sembra sorvolare sulla questione. Poche ora fa si è limitato a scrivere sul proprio profilo Facebook: &#8220;Pensate a chi viene per le persone più dure, e perché. Me, Bannon e Trump, Sono terrorizzati da noi. E dovrebbero esserlo. Li spazzeremo via&#8221;. Senza mezzi termini, insomma, il leader dell&#8217;Alt-Right sta sostenendo che l&#8217;attacco sia indirizzato a indebolire la presidenza e il consenso di un mondo che sta lentamente uscendo da quelle che una volta si chiamavano &#8220;fogne&#8221; della politica.</p>

<p style="text-align: center">Ti interessa il reportage sull&#8217;Alt Right? Ecco come puoi sostenerlo</p>
<p style="text-align: center"><a class="creativ-shortcode creativ-shortcode-button creativ-shortcode-button-colour-green creativ-shortcode-button-size-large creativ-shortcode-button-edge-rounded" href="http://www.occhidellaguerra.it/purchase-continua-a-sostenerci/?purchaseform=1&amp;prodid=19" target="_self">Paga con carta di credito</a><a class="creativ-shortcode creativ-shortcode-button creativ-shortcode-button-colour-green creativ-shortcode-button-size-large creativ-shortcode-button-edge-rounded" href="http://www.occhidellaguerra.it/fai-un-bonifico-per-gli-occhi-della-guerra/" target="_self">Paga con bonifico</a></p>

<p> La vicenda, comunque, continuerà a far discutere. Due, però, sono le sottolineature da fare: Steve Bannon è stato rimosso dal consiglio nazionale per la sicurezza dopo i fatti di Charlottesville e <a href="http://www.occhidellaguerra.it/milo-yiannopoulos-nei-guai/">Milo Yannopoulos</a> non collabora più con <em>Breitbart</em> dal febbraio scorso. Non è chiaro, insomma, se tutto il costrutto di <em>Buzzfeed </em>possa risultare attuale anche per le dinamiche contemporanee interne all&#8217;Alt-Right. Si pensi, esemplificativamente, che il discusso video di Milo che canta tra i nazisti è del 2016, quando la candidatura di Trump esisteva solo, forse, nei progetti futuribili del Tycoon. Forzata e probabilmente indimostrabile appare, infine, la possibilità che l&#8217;attuale presidente degli Stati Uniti d&#8217;America fosse a conoscenza di questi precedenti e di questi legami. Di certo c&#8217;è che il giornalismo americano continua quotidianamente ad occuparsi dell&#8217;Alt-Right, segno di quanto questo movimento stia influenzando il dibattito politico e l&#8217;opinione pubblica a stelle e strisce. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quei-collegamenti-lalt-right-neonazisti.html">Il tentativo dei media americani  di avvicinare Trump ai neonazisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Viaggio nell&#8217;alt right americana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dentro-breitbart-viaggio-nellalt-right-americana-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 14:22:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alt-right]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570-768x451.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570-1024x602.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Breitbart News, il sito dell&#8217;alt right americana da cui provengono numerosi sostenitori di Donald Trump, è costantemente sotto le luci dei riflettori da quando Stephen Bannon, ex direttore esecutivo, è stato nominato chief strategist alla Casa Bianca.Breibart News network non è un sito qualunque: è stato al centro di continue e ripetute accuse di razzismo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dentro-breitbart-viaggio-nellalt-right-americana-2.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dentro-breitbart-viaggio-nellalt-right-americana-2.html">Viaggio nell&#8217;alt right americana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="705" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570-768x451.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/LAPRESSE_20170210212451_22136610-e1487859759570-1024x602.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p><em>Breitbart News</em>, il sito dell&#8217;alt right americana da cui provengono numerosi sostenitori di <strong>Donald Trump</strong>, è costantemente sotto le luci dei riflettori da quando <strong>Stephen Bannon</strong>, ex direttore esecutivo, è stato nominato chief strategist alla Casa Bianca.<em>Breibart News network</em> non è un sito qualunque: è stato al centro di continue e ripetute accuse di razzismo, omofobia e misoginia. In questa settimana se n&#8217;è parlato tanto per via della vicenda che ha riguardato <strong>Milo Yiannopoulos</strong>, le sue parole sulla pedofilia e le conseguenti dimissioni richieste dai redattori ed ottenute da <em>Breitbart</em>. Milo, insomma, non è più uno degli editorialisti del sito. Il giovane trumpiano era in realtà molto seguito sulle colonne della rivista, tant&#8217;è che aveva creato un&#8217;enormità di seguito tra quella che in gergo si chiama &#8220;fan base&#8221;, sostenuto da Bannon, peraltro, che avrebbe avuto un ruolo centrale nella costruzione del personaggio Yiannopoulos.Ma cos&#8217;è, veramente, <em>Breitbart</em>? Fondato nel 2007 dall&#8217;imprenditore <strong>Andrew Breitbart</strong> era inizialmente un sito incentrato sulla difesa della storia e dei valori di <strong>Israele</strong>, successivamente si è spostato tematicamente all&#8217;interno del quadro generico dei &#8220;populismi&#8221;. Bannon nel 2016 ha definito il sito &#8220;la piattaforma per l&#8217;alt right&#8221;, negando, tuttavia, qualunque accostamento al razzismo, alla xenofobia ed alla misoginia. Il politologo Matthew Goodwin ha dichiarato che la rivista sarebbe &#8220;ultra-conservatrice&#8221;.Tra i personaggi legati al sito ci sono <strong>Larry Solov</strong>, cofondatore, Ceo e presidente di <em>Breitbart</em>,<strong> Joel Barry Pollak</strong>, commentatore politico, autore e senior editor della rivista dopo aver perso le elezioni come candidato dei repubblicani al congresso in Illinois per il nono distretto e, soprattutto, <strong>Alexander Marlow</strong>, attuale caporedattore di <em>Breitbart</em>, assistente del fondatore, primo vero e proprio dipendente e creatore di contenuti per l&#8217;online e uomo guida delle direttive attuali del sito.Un generatore di editoriali, analisi e notizie che ha scalato le vette delle visualizzazioni dei siti negli States, tanto da arrivare davanti ad alcuni colossi della pornografia. Per essere più specifici, dall&#8217;ottobre del 2013, cioè da quando Marlow ha preso in mano la gestione editoriale, <em>Breitbart</em> ha contato circa tre milioni di visitatori. Nel 2016, invece, il sito ha generato 240 milioni di pagine e 37 milioni di visitatori unici.L&#8217;ascesa di <strong>Bannon</strong> sta contribuendo a chiarire sia la visione del mondo del sito in questione, sia le sue origini e in molti si stanno esercitando in un&#8217;analisi di quello che potrebbe essere il futuro della rivista online. Essendosi apertamente schierata con Trump sin dalle primarie, infatti, alcuni si chiedono se <em>Breitbart</em> sia adesso destinata a divenire un sito mainstream a sostegno dell&#8217;attuale presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Gli uffici di <em>Breitbart</em> non sono, tuttavia, solo negli States: oltre alla redazione principale di <strong>Los Angeles,</strong> infatti, il network possiede delle sedi anche in <strong>Texas</strong>, a <strong>Gerusalemme</strong> e a <strong>Londra</strong>.Quali sono, infine, le questioni mediatiche per cui il sito è balzato alle cronache di tutto il mondo? La più chiacchierata è probabilmente quella per cui la rivista si è resa protagonista durante la scorsa campagna per le presidenziali, quella che aveva messo in risalto dei presunti problemi di natura fisica di <strong>Hilary Clinton</strong>. Un altro caso chiacchierato è quello della presunta, poi smentita, mancanza di cittadinanza americana dell&#8217;ex presidente  <strong>Barack</strong>  <strong>Obama</strong>. Nel 2009 il sito fece scoppiare uno scandalo che costrinse l&#8217;<strong>Acorn</strong>, l&#8217;associazione organizzativa delle comunità delle riforme, a perdere i finanziamenti pubblici e privati. Nel 2011, poi, fece scoppiare lo scandalo su <strong>Antony Weiner</strong>, quello che poi sarebbe divenuto il marito di <strong>Huma Abedin</strong>, braccio destro della Clinton, a causa di alcune foto inappropriate inviate via social. Giornalismo d&#8217;inchiesta, quindi, quasi sempre legato ai temi e agli interessi politici della destra tradizionalista. Una realtà che viene letta spesso in modo semplicistico, ma che nasconde legami culturali spesso meno banali del previsto: ultimamente è venuto fuori che Bannon sarebbe un conoscitore di <strong>Julius Evola</strong>, filosofo italiano tradizionalista, rivalutato solo negli ultimi anni (anche a sinistra) dopo decenni d&#8217;oblio per via degli accostamenti con le dittature nazifascite del Novecento. Mentre i giornaloni progressisti sparano a zero contro <em>Breitbart</em>, il sito di Bannon consolida il suo ruolo nella politica americana (e non solo). I dati degli accessi, tra l&#8217;altro, sono lì a testimoniare come dietro questo palinsesto ci sia qualcosa di più di un manipolo di sprovveduti.</p>
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		<title>Milo Yiannopoulos è nei guai</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/milo-yiannopoulos-nei-guai.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 14:47:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Milo Yiannopoulos, giovane trumpiano che ha fatto della provocazione il suo biglietto da visita, già finito sotto le luci dei riflettori per aver causato una fragorosa protesta all&#8217;università di Berkeley, è di nuovo al centro della scena mediatica per una vicenda che lo riguarda: è comparso un video dove l&#8217;esponente dell&#8221;alt-right difenderebbe la pedofilia o &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/milo-yiannopoulos-nei-guai.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/milo-yiannopoulos-nei-guai.html">Milo Yiannopoulos è nei guai</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/Milo_Yiannopoulos_Journalist_Broadcaster_and_Entrepreneur-1441_8961808556-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><strong>Milo Yiannopoulos</strong>, giovane trumpiano che ha fatto della provocazione il suo biglietto da visita, già finito sotto le luci dei riflettori per aver causato una fragorosa protesta all&#8217;università di Berkeley, è di nuovo al centro della scena mediatica per una vicenda che lo riguarda: è comparso un video dove l&#8217;esponente dell&#8221;alt-right difenderebbe la <strong>pedofilia</strong> o comunque assumerebbe in merito posizioni poco chiare.Succede così che l&#8217;editore Simon&amp;Schuster decida di cancellare la sua autobiografia &#8220;Dangerous&#8221; dai piani nonostante avesse già coperto parte dei costi e che alcuni redattori di<em> Breitbart,  </em>il sito per cui Yiannopoulos lavora, chiedano di estrometterlo.Più precisamente questi avrebbero minacciato di <strong>dimettersi</strong> se questi non dovesse essere licenziato. In America, insomma, chi sbaglia paga. Milo Yiannopoulos, dal canto suo,  ha immediatamente postato su Facebook: &#8220;Ne ho passate di peggio, questo non mi sconfiggerà&#8221;.La polemica è scoppiata dopo che in rete è stato pubblicato un video proveniente da una diretta su internet nella quale Yiannopoulos si direbbe favorevole al sesso tra ragazzi non ancora maggiorenni ed adulti. Yiannopoulos avrebbe aggiunto, inoltre, riguardo l&#8217;età del consenso sessuale che questa non sarebbe una cosa scritta in bianco in nero ed avrebbe asserito anche che: &#8220;Tra ragazzi giovani e uomini adulti possono essere esperienze estremamente positive&#8221;.Questi avrebbe specificato in modo dettagliato la sua visione delle cose. &#8220;La pedofilia non è un&#8217;attrazione per un tredicenne, sessualmente maturo. La pedofilia è un&#8217;attrazione per bambini che non hanno raggiunto la pubertà&#8221;. Posizioni che non hanno lasciato indifferente nessuno, neppure nell&#8217;ambiente di Yiannopoulos stesso, tant&#8217;è che l&#8217;Unione conservatrice americana ha deciso di revocargli l&#8217;invito a parlare durante il consueto evento annuale dell&#8217;associazione, proprio in virtù del video online chiacchierato.Il presidente dell&#8217;Acu, Matt Schlapp, ha voluto chiarire la vicenda dicendo che la difesa di Yiannopoulos è stata considerata &#8220;insufficiente&#8221;. Questi, infatti, aveva provato a stemperare il clima mediante un video sulla sua pagina Facebook, dicendo che &#8220;nulla può essere più lontano della verità&#8221; rispetto le notizie che lo avrebbero visto avallare la pedofilia.Yiannopoulos ha aggiunto: &#8220;Trovo questi crimini assolutamente disgustosi, trovo queste persone assolutamente disgustose&#8221;.  Quella trapelata, insomma, sarebbe una sorta di “fake news”. Il giovane trumpiano, però, nonostante  abbia tenuto a ribadire di essere gay, per quanto contrario ai diritti Lgbt, e d&#8217;essere stato vittima di abusi è finito dentro una vicenda dalla quale crediamo sarà difficile uscire indenni.Il giovane trumpiano era già stato bandito da Twitter per le sue offese ad una cantante di colore e questa vicenda, anche se fosse vero che Yiannopoulos stesse facendo della pesante ironia sul fatto d&#8217;essere stato abusato lui stesso, è riuscito ad infilarsi in un ginepraio mediatico per cui difficilmente negli States si è soliti perdonare. Da segnalare, infine, la difesa di Julian Assange che mediante twitter ha sostenuto che il giovane animatore della destra americana stia subendo il classico meccanismo di censura tipico di certi liberal.</p>
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