Sta facendo molto discutere un  articolo pubblicato da Buzzfeed  riguardante i rapporti tra l’Alt-Right e i suprematisti bianchi negli States, quelli che alcuni non esitano a definire “nazisti“. Una serie di documenti, scambi di mail, contatti di vario genere e collegamenti giornalistici finalizzati a dimostrare l’assoluta contiguità tra gli esponenti istituzionali della destra alternativa americana e il sottobosco estremista della stessa. I “presentabili” e gli “impresentabili”, insomma, sarebbero membri di unico gruppo. Il tutto, ovviamente, ricollegato ai fatti di Charlottesville e alla prese di distanza di Donald Trump e Steve Bannon da quell’episodio. Un vero e proprio attacco mediatico, che prova a strutturare e chiarificare in modo piramidale gli equilibri interni dell’Alt-Right. Il principale filtro tra i Mercers, cioè gli esponenti di Breitbart News, e il terriccio estremista della destra alternativa, manco a dirlo, sarebbe Milo Yiannopoulos, che ha da poco inaugurato l’ “Accademia dei Troll”, un’ ennesima iniziativa provocatoria. Nello specifico, è saltato fuori questo video, che mostra Milo cantare in un festival dei suprematisti durante il 2016, cioè quando ancora collaborava con Breitbart, prima che uno scandalo scaturito da alcune sue dichiarazioni sulla pedofilia lo travolgesse. Nel video, in effetti, si vedono alcuni militanti effettuare il saluto nazista, mentre Milo intona l’inno nazionale americano. Così, il fenomeno dell’ “hate speech” finisce di nuovo al centro della polemica a stelle e strisce.

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Ma Joseph Bernstein, il giornalista autore dell’inchiesta, non si ferma qui. La tesi di fondo è che i testi della mail pubblicate, mail scambiate tra Bannon, Milo e alcuni esponenti più che discutibili, sarebbero serviti a creare e poi rafforzare un legame di cui Bannon, invece, avrebbe sempre negato l’esistenza. In una di queste conversazioni, ad esempio, lo stratega di Trump in campagna elettorale, istruisce Yiannopoulos dicendogli: “Go help save western civilitazion”, cioè “vai ad aiutare il salvataggio della civiltà occidentale”.

Buzzfeed news avrebbe anche scoperto che alcune delle password utilizzate da Milo per i propri account, farebbero riferimento alla notte dei lunghi coltelli e alla Kristallnacht, due episodi, com’è noto, legati all’Olocausto. Elementi che rappresenterebbero un’anomalia non da poco, se confermati, dato che Milo ha più volte dichiarato di essere di cultura ebraica, oltre che omosessuale. Il leader dell’Alt-Right. per ora, sembra sorvolare sulla questione. Poche ora fa si è limitato a scrivere sul proprio profilo Facebook: “Pensate a chi viene per le persone più dure, e perché. Me, Bannon e Trump, Sono terrorizzati da noi. E dovrebbero esserlo. Li spazzeremo via”. Senza mezzi termini, insomma, il leader dell’Alt-Right sta sostenendo che l’attacco sia indirizzato a indebolire la presidenza e il consenso di un mondo che sta lentamente uscendo da quelle che una volta si chiamavano “fogne” della politica.

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 La vicenda, comunque, continuerà a far discutere. Due, però, sono le sottolineature da fare: Steve Bannon è stato rimosso dal consiglio nazionale per la sicurezza dopo i fatti di Charlottesville e Milo Yannopoulos non collabora più con Breitbart dal febbraio scorso. Non è chiaro, insomma, se tutto il costrutto di Buzzfeed possa risultare attuale anche per le dinamiche contemporanee interne all’Alt-Right. Si pensi, esemplificativamente, che il discusso video di Milo che canta tra i nazisti è del 2016, quando la candidatura di Trump esisteva solo, forse, nei progetti futuribili del Tycoon. Forzata e probabilmente indimostrabile appare, infine, la possibilità che l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America fosse a conoscenza di questi precedenti e di questi legami. Di certo c’è che il giornalismo americano continua quotidianamente ad occuparsi dell’Alt-Right, segno di quanto questo movimento stia influenzando il dibattito politico e l’opinione pubblica a stelle e strisce.