Milo Yiannopoulos, giovane trumpiano che ha fatto della provocazione il suo biglietto da visita, già finito sotto le luci dei riflettori per aver causato una fragorosa protesta all’università di Berkeley, è di nuovo al centro della scena mediatica per una vicenda che lo riguarda: è comparso un video dove l’esponente dell”alt-right difenderebbe la pedofilia o comunque assumerebbe in merito posizioni poco chiare.Succede così che l’editore Simon&Schuster decida di cancellare la sua autobiografia “Dangerous” dai piani nonostante avesse già coperto parte dei costi e che alcuni redattori di Breitbart,  il sito per cui Yiannopoulos lavora, chiedano di estrometterlo.Più precisamente questi avrebbero minacciato di dimettersi se questi non dovesse essere licenziato. In America, insomma, chi sbaglia paga. Milo Yiannopoulos, dal canto suo,  ha immediatamente postato su Facebook: “Ne ho passate di peggio, questo non mi sconfiggerà”.La polemica è scoppiata dopo che in rete è stato pubblicato un video proveniente da una diretta su internet nella quale Yiannopoulos si direbbe favorevole al sesso tra ragazzi non ancora maggiorenni ed adulti. Yiannopoulos avrebbe aggiunto, inoltre, riguardo l’età del consenso sessuale che questa non sarebbe una cosa scritta in bianco in nero ed avrebbe asserito anche che: “Tra ragazzi giovani e uomini adulti possono essere esperienze estremamente positive”.Questi avrebbe specificato in modo dettagliato la sua visione delle cose. “La pedofilia non è un’attrazione per un tredicenne, sessualmente maturo. La pedofilia è un’attrazione per bambini che non hanno raggiunto la pubertà”. Posizioni che non hanno lasciato indifferente nessuno, neppure nell’ambiente di Yiannopoulos stesso, tant’è che l’Unione conservatrice americana ha deciso di revocargli l’invito a parlare durante il consueto evento annuale dell’associazione, proprio in virtù del video online chiacchierato.Il presidente dell’Acu, Matt Schlapp, ha voluto chiarire la vicenda dicendo che la difesa di Yiannopoulos è stata considerata “insufficiente”. Questi, infatti, aveva provato a stemperare il clima mediante un video sulla sua pagina Facebook, dicendo che “nulla può essere più lontano della verità” rispetto le notizie che lo avrebbero visto avallare la pedofilia.Yiannopoulos ha aggiunto: “Trovo questi crimini assolutamente disgustosi, trovo queste persone assolutamente disgustose”.  Quella trapelata, insomma, sarebbe una sorta di “fake news”. Il giovane trumpiano, però, nonostante  abbia tenuto a ribadire di essere gay, per quanto contrario ai diritti Lgbt, e d’essere stato vittima di abusi è finito dentro una vicenda dalla quale crediamo sarà difficile uscire indenni.Il giovane trumpiano era già stato bandito da Twitter per le sue offese ad una cantante di colore e questa vicenda, anche se fosse vero che Yiannopoulos stesse facendo della pesante ironia sul fatto d’essere stato abusato lui stesso, è riuscito ad infilarsi in un ginepraio mediatico per cui difficilmente negli States si è soliti perdonare. Da segnalare, infine, la difesa di Julian Assange che mediante twitter ha sostenuto che il giovane animatore della destra americana stia subendo il classico meccanismo di censura tipico di certi liberal.