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	<title>Mark Carney Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mark Carney Archives - InsideOver</title>
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		<title>Chi è Mark Carney, il nuovo premier tecnocrate, woke e anti-Trump del Canada</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-mark-carney-il-nuovo-premier-tecnocrate-woke-e-anti-trump-del-canada.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 13:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra dei dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente corretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Canada ha un nuovo premier paladino del green, del woke e del capitalismo liberale che vuole fare l'anti-Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-mark-carney-il-nuovo-premier-tecnocrate-woke-e-anti-trump-del-canada.html">Chi è Mark Carney, il nuovo premier tecnocrate, woke e anti-Trump del Canada</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Mar-Carney-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;L&#8217;America non è il Canada. E il Canada non farà mai, mai, parte dell&#8217;America in alcun modo, forma o aspetto&#8221;. Con queste parole <strong>Mark Carney</strong>, nuovo primo ministro del Canada dal 14 marzo, ha salutato i militanti del Partito Liberale dopo le dimissioni di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/canada-il-capolinea-di-justin-trudeau-progressista-di-facciata.html">Justin Trudeau</a></strong> dalla guida del Paese. Uomo d’affari, banchiere centrale e infine rappresentante delle istituzioni, Carney giunge a tenere le redini del Governo di Ottawa senza aver mai ricoperto una carica elettiva prima d’ora e dopo un’ondata di impopolarità che ha travolto i liberali i quali, per evitare <strong>il tracollo alle elezioni generali</strong> che si celebreranno in autunno, necessitavano di un cambio della guardia.&nbsp;</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/il-tramonto-di-trudeau-dopo-dieci-anni-di-governo-il-canada-verso-il-voto.html">Dopo dieci anni di governo</a>, la stella di Trudeau della galassia liberal-progressista nordamericana ha cominciato a brillare meno dopo l’implementazione di una serie di leggi che hanno avuto un impatto negativo sulle classi popolari come la <em>carbon tax</em>. Punto di non ritorno per una rinnovata luna di miele tra Trudeau e la sua gente, secondo diversi analisti, è stato <strong>il blocco dei conti correnti dei camionisti scesi in piazza a protestare contro gli obblighi vaccinali</strong>, che ha dato l’immagine di un leader disposto a promuovere iniziative molto stridenti con l’idealtipo di democrazia. Date le circostanze, per i liberali Carney può essere un cavallo da corsa più performante per tagliare il traguardo delle elezioni, ma secondo i più scettici il neo premier sarebbe l’incarnazione di istanze ancora più radicali di quelle sposate da Trudeau e che hanno suscitato <strong>la reazione populista in Europa e in America</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla finanza alla politica, chi è Mark Carney</h2>



<p>Nato a Fort Smith, nei Territori del Nord-Ovest, Mark Carney si è laureato in Economia ad Harvard nel 1988, per poi proseguire gli studi a Oxford, ottenendo un master nel 1993 e un dottorato nel 1995. Il suo percorso professionale ha preso slancio con <strong>un’esperienza di oltre dieci anni in Goldman Sachs dove ebbe un ruolo chiave nella gestione della crisi finanziaria russa del 1998</strong>, un episodio che suscitò polemiche per il duplice coinvolgimento della banca d’affari come consulente e, al contempo, speculatore sul debito di Mosca.</p>



<p>Nel 2003, Carney ha fatto il suo ingresso nella <strong>Banca del Canada</strong> come vice governatore e dopo una breve parentesi al ministero delle Finanze è diventato presidente dell’istituzione nel 2008, proprio agli albori della crisi economica da cui gran parte del mondo non si è ancora ripreso. All’epoca Carney assurse agli onori della cronaca per essere il più giovane governatore della Banca centrale di uno dei Paesi del G20. Il suo prestigio internazionale crebbe ulteriormente quando, nel novembre 2012, fu scelto per guidare la Banca d’Inghilterra, diventando <strong>il primo governatore non nativo del Regno Unito</strong>. Durante il suo mandato si scagliò con veemenza contro la campagna a favore della Brexit.</p>



<p>Dopo l’esperienza britannica, Carney è tornato sulla sponda dell’Atlantico che gli ha dato i natali e qui è diventato prima consigliere per il clima alle Nazioni Unite per poi essere accolto alla corte di Trudeau come possibile sostituto dell’ex ministra delle Finanze <strong>Chrystia Freeland</strong>, dimessasi in polemica con l’allora premier proprio sulla postura da tenere rispetto alla <strong>guerra commerciale</strong> che gli Usa si apprestavano a inaugurare. Non sarà diventato ministro, ma Corney è riuscito in qualcosa di meglio espugnando il partito e giurando come 24esimo primo ministro di Carlo III (il Canada è membro del <em>Commonwealth</em> britannico).&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contraltare a Trump&nbsp;</h2>



<p>Il rapporto tra il presidente degli Stati Uniti e il premier canadese non è mai stato idilliaco neanche in passato e non solo ora per via dell’<a href="https://it.insideover.com/economia/dopo-lacciaio-ecco-lalluminio-trump-alla-guerra-dei-dazi-per-rilanciare-lindustria-usa.html">introduzione dei dazi</a>. Nel 2018, un anno dopo l’insediamento di Trump e i primi effetti delle tariffe doganali, Carney dichiarò: &#8220;C&#8217;è una crescente possibilità che l&#8217;incertezza commerciale possa cristallizzare i rischi di lunga data di un brusco ritorno dei tassi di interesse a lungo termine, di una maggiore avversione al rischio e di un generale inasprimento delle condizioni finanziarie globali&#8221;.&nbsp;</p>



<p>A generare attrito tra i due non ci sono solo le differenze sui temi economici ma anche altro come le <strong>politiche <em>green</em></strong>. Durante un discorso a una conferenza sul clima a Glasgow, Carney affermò che tutte le decisioni finanziarie dovevano essere prese tenendo conto del cambiamento climatico in corso, mentre Trump aveva firmato l’uscita degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi.&nbsp;</p>



<p>Se poi si parla di <strong>cultura <em>woke</em></strong>,&nbsp; i due sono su posizioni del tutto inconciliabili. L’amministrazione Usa sta conducendo una vera e propria <a href="https://it.insideover.com/politica/crisi-climatica-femminismo-diversita-tutte-le-parole-che-con-trump-non-devi-usare.html#google_vignette">crociata contro l&#8217;armamentario ideologico e lessicale del politicamente corretto</a>, Carney ha recentemente asserito che il Canada promuoverà sempre le politiche di inclusività a differenza di quanto accade al di là del confine.</p>



<p>Dato il retroterra ideologico di Carney, per i detrattori si tratta di un semplice tecnocrate prestato alla politica che sposa temi cari alle élite neoliberali ma piuttosto impopolari nella popolazione e dunque destinato a fare la stessa fine di Trudeau. Intanto, però, <strong>il Partito Liberale con la sua leadership sta risalendo nei sondaggi </strong>e accorcia la distanza con il  Partito Conservatore che rimane tuttavia il favorito. Il motivo? Le recenti esternazioni di Trump relative all’<strong>annessione del Canada come 51esimo Stato della federazione a stelle e strisce</strong> sono salite <a href="https://it.insideover.com/politica/con-i-suoi-dazi-trump-ha-fatto-nascere-una-forza-nuova-il-nazionalismo-canadese.html">in cima alla classifica delle preoccupazioni dei canadesi</a> e su di esse Carney sta facendo leva per racimolare consenso accusando gli Usa di voler distruggere il loro stile di vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-mark-carney-il-nuovo-premier-tecnocrate-woke-e-anti-trump-del-canada.html">Chi è Mark Carney, il nuovo premier tecnocrate, woke e anti-Trump del Canada</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La maledizione di Libra, la criptovaluta di Facebook</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-sfortuna-di-libra-la-criptovaluta-di-facebook-che-non-piace-ai-governi-e-alle-banche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Battaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 14:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[criptovaluta]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Libra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="888" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Facebook Libra" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939-1024x474.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sembra non conoscere pace l’avventura di Libra, la criptovaluta di Facebook su cui Mark Zuckerberg ha scommesso il futuro dei pagamenti digitali ma il cui progetto sta attirando fin troppe maledizioni. Un destino infausto che sembra segnato ironicamente già dal nome, Libra, termine latino che indica il segno zodiacale della Bilancia, per tradizione simbolo di equilibrio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfortuna-di-libra-la-criptovaluta-di-facebook-che-non-piace-ai-governi-e-alle-banche.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="888" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Facebook Libra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Marck-Zuckerberg-La-Presse-e1571926767939-1024x474.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sembra non conoscere pace l’avventura di <strong>Libra</strong>, <a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-i-segreti-del-libra-la-criptovaluta-di-facebook.html">la criptovaluta di Facebook</a> su cui <strong>Mark Zuckerberg</strong> ha scommesso il futuro dei pagamenti digitali ma il cui progetto sta attirando fin troppe maledizioni.</p>
<p>Un destino infausto che sembra segnato ironicamente già dal nome, Libra, termine latino che indica il segno zodiacale della Bilancia, per tradizione simbolo di equilibrio e armonia. Di calma e tranquillità, però, il progetto di Facebook non ne ha neanche visto l’ombra finora. La <strong>moneta digitale</strong> di Zuckerberg sembrerebbe infatti nata sotto una cattiva stella che ne ha marchiato l’esistenza fin dagli albori e che adesso pare già metterne in serio dubbio il futuro.</p>
<h2>Tutti i nemici di Libra</h2>
<p>Sono in molti tifare contro la moneta di Facebook e il suo intento &#8211; per molti versi rivoluzionario &#8211; di trasformare per sempre il sistema dei pagamenti con implicazioni non da poco anche per la vita quotidiana e non solamente quella “social” di milioni di persone. A partire dalle <strong>banche</strong>, quelle tradizionali, che temono di vedersi sottrarre un’enorme fetta di mercato da un social media nato pochi decenni fa dall&#8217;idea geniale di due ragazzini e ormai diventato il gigante che tutti noi conosciamo.</p>
<p>L’entusiasmo di Facebook nel progetto Libra si deve scontrare suo malgrado anche con governi e banchieri centrali, che pretendono la stessa regolamentazione già applicata agli altri istituti finanziari. Per i leader delle maggiori economie mondiali e per i board delle loro banche centrali, Libra, come tutte le altre <strong>criptomonete</strong> che hanno cercato di farsi strada nel mercato finanziario negli ultimi anni, potrebbe diventare potenzialmente un veicolo per il riciclaggio di denaro sporco, e, come sottolinea il quotidiano britannico <em><a href="https://www.theguardian.com/technology/2019/oct/18/how-the-wheels-came-off-facebook-libra-project">The Guardian</a></em>, “una minaccia alla stabilità finanziaria globale, aperta all&#8217;abuso della privacy dei dati e pericolosa per i consumatori”.</p>
<p>La scorsa settimana, secondo quanto riferito da <em><a href="https://www.reuters.com/article/us-imf-worldbank-facebook/facebooks-libra-cryptocurrency-faces-new-hurdle-from-g7-nations-idUSKBN1WW33B">Reuters</a></em>, i <strong>Paesi del G7</strong> riuniti a Washington per le riunioni autunnali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca mondiale hanno affermato che le &#8220;stablecoin&#8221; come Libra, ovvero le criptovalute con un prezzo ancorato ad altre risorse quali l’oro o valute poco volatili come l&#8217;euro o il dollaro, non dovrebbero essere autorizzate a essere lanciate sul mercato “fino a quando non saranno affrontati i profondi rischi internazionali che queste monete pongono”.</p>
<p>Lo stesso <strong>Donald Trump</strong> <a href="https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1149472284702208000?s=20">ha dichiarato dal suo account Twitter</a> che Facebook dovrebbe essere soggetta alle leggi bancarie statunitensi nel caso il progetto Libra dovesse andare avanti.</p>
<p>A essere più preoccupati e più intenzionati a rallentare il progetto Libra, sono però i Paesi europei, che hanno più volte affermato di voler andare oltre al semplice vaglio delle autorità di regolamentazione finanziaria bloccando completamente la valuta fin dal suo nascere.</p>
<p>Alla crescente resistenza affrontata da Libra, non ultima anche quella del<strong> Congresso americano</strong>, si aggiunge così la ferma opposizione delle principali economie del Vecchio continente, con Francia, Italia e Germania, in primis, che hanno dichiarato guerra al progetto della cripto-currency social, promettendo che valuteranno provvedimenti decisivi nelle prossime settimane per dimostrare chiaramente che Libra non è la benvenuta in Europa.</p>
<h2>L’influenza di Libra su politica monetaria e sovranità degli Stati</h2>
<p>Oltre ai problemi di riciclaggio, frode e finanziamento illecito, c’è infatti un altro punto piuttosto delicato e molto caro ai banchieri centrali e ai governi: Libra rischia di privare le banche centrali del controllo delle loro economie privatizzando l&#8217;offerta di moneta.</p>
<p>La nuova moneta, scambiata a livello globale attraverso il social media che conta ad oggi oltre 2 miliardi di iscritti, potrebbe infatti diluire o rendere del tutto inefficaci le politiche monetarie dei banchieri centrali.</p>
<p>Un problema non da poco, come ha sottolineato il governatore della Bank of England, <strong>Mark Carney,</strong> che<a href="https://parliamentlive.tv/Event/Index/a22c3906-54d0-43fe-bbc1-03f0284e5491"> in un recente discorso presso il Treasury Committee</a> sui rischi della stabilità finanziaria, a proposito di Libra ha dichiarato: “Questo non sarà come i social media. Questo non sarà un caso in cui qualcosa si sviluppa, inizia a funzionare e poi il sistema cerca di capire dopo il fatto come lo regolerà&#8221;.</p>
<p>Una faccenda seria, in grado di influenzare notevolmente l’economia reale di intere nazioni e non solo quella degli iscritti al social media. Le stesse preoccupazioni del governatore della banca centrale di Londra sono state condivise anche dal Ministro delle finanze francese, <strong>Bruno Le Maire</strong>, che negli incontri della Banca Mondiale e del Fmi ha giustificato la totale opposizione di Parigi a Libra sottolineando i pericoli che questa rappresenta per la sovranità nazionale.</p>
<p>Le Maire, già sostenitore della <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nuova-gafa-tax-di-macron-e-il-futuro-dei-colossi-digitali-in-europa.html">Gafa Tax di Macron</a> contro i giganti della tecnologia come Google, Apple e la stessa Facebook, a margine degli incontri a Washington ha dichiarato: &#8220;Non permetteremo a una società privata di avere lo stesso potere monetario degli Stati sovrani. La principale differenza tra Facebook e i governi è che siamo soggetti al controllo democratico, cioè al <strong>controllo del popolo</strong>&#8220;.</p>
<h2>La Libra Association e il futuro della criptovaluta social</h2>
<p>Facebook ha ricevuto negli ultimi mesi pesanti critiche riguardo ai suoi piani di creare un sistema separato di valuta privata che consenta pagamenti a livello internazionale. Non solo perché questo influirebbe negativamente sulle politiche monetarie delle <strong>banche centrali</strong>, ma anche perché darebbe un enorme potere ad una società privata che già detiene immense quantità di dati ed informazioni strettamente personali su milioni di utenti.</p>
<p>Per scongiurare questo “azzardo morale” la stessa Facebook ha deciso di creare una società apposita per il controllo della criptovaluta: la <strong>Libra Association</strong>. La creazione di una entità separata da Facebook che gestisca la nuova valuta è stato visto come un modo per mantenere una certa distanza dal social media, che, di fatto, non possiederebbe Libra.</p>
<p>Lo scorso 14 ottobre, il board della Libra Association si è riunito per la prima volta a Ginevra, dove ha la sua sede legale, e ha annunciato ufficialmente la nascita della società composta da 21 membri fondatori, tra cui le società di telecomunicazioni Vodafone e Iliad, colossi del tech come Uber, Spotify e Farfetch, e società di blockchain come Anchorage, Xapo e Coinbase.</p>
<p>Tuttavia, separare Libra da Facebook non è bastato ad allontanare le sventure dal progetto di Zuckerberg. Poco prima della sua nascita ufficiale, dalla lista degli iniziali fondatori e investitori di Libra si sono chiamati fuori due nomi importanti, anzi, importantissimi per una società che punta a rivoluzionare i sistemi dei pagamenti elettronici: <strong>Visa</strong> e <strong>Mastercard</strong>.</p>
<p>Le due società dei pagamenti hanno entrambe annunciato nelle scorse settimane di voler abbandonare il progetto e di non voler più entrare a far parte della Libra Association, privando la criptovaluta di due partner potenzialmente fondamentali non solo in Europa e nel resto del mondo occidentale, ma soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove Facebook punta a fare davvero <a href="https://www.washingtonpost.com/technology/2019/06/18/with-calibra-facebook-launches-cryptocurrency-network/">una rivoluzione</a> nei sistemi di pagamento.</p>
<p>Come se non bastasse, anche altre grandi aziende hanno annunciato la loro uscita dalla Libra Association poco prima del battesimo ufficiale in Svizzera. Tra queste, <strong>Stripe</strong>, specializzata nell&#8217;elaborazione di pagamenti e il gigante delle vendite online eBay, mentre già da tempo si sapeva del ritiro di PayPal dal progetto, il primo grande partner di Libra ad andarsene.</p>
<p>A conti fatti, la pressione politica su Facebook per rivedere o abbandonare del tutto il progetto Libra è stata sufficiente a convincere parte dei membri fondatori a tagliare i legami con la nuova valuta. Che sia una maledizione o che sia il risultato dell’essersi attirata contro nemici “importanti”, il vento della fortuna non sembra davvero tirare dalla parte del progetto Libra. E pensare che i giorni della Bilancia sono appena terminati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfortuna-di-libra-la-criptovaluta-di-facebook-che-non-piace-ai-governi-e-alle-banche.html">La maledizione di Libra, la criptovaluta di Facebook</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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