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	<title>Marco Carnelos Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 10 Sep 2026 14:15:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Marco Carnelos Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Siamo sonnambuli, come nel 1914&#8221;: da Gaza alla Russia, parla l&#8217;ambasciatore Marco Carnelos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-600x312.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla Germania dell'AfD all'Ucraina, da Gaza all'Iran: l'analisi dell'ambasciatore Marco Carnelos sulle crisi che stanno ridisegnando lo scacchiere internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siamo-sonnambuli-come-nel-1914-da-gaza-alla-russia-parla-lambasciatore-marco-carnelos.html">&#8220;Siamo sonnambuli, come nel 1914&#8221;: da Gaza alla Russia, parla l&#8217;ambasciatore Marco Carnelos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-1536x798.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260910151806566_27c98098a07ddfc0c0b91fadcb0b6d39-e1789046487397-600x312.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Ambasciatore, partirei dalla Germania. Dopo la vittoria dell&#8217;AfD e il crollo di SPD e CDU alle ultime elezioni locali, il ministro della Difesa Pistorius ha annunciato l&#8217;invio di un nuovo pacchetto di armi per l&#8217;Ucraina. Come giudica questa scelta?</strong></p>



<p>&#8220;È la dimostrazione plastica di quella definizione, attribuita apocrifamente ad Albert Einstein, sulla follia: «Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi ogni volta un risultato diverso». L&#8217;elettorato che ha votato AfD è un elettorato negletto da decenni. Parliamo di Länder che hanno subito un processo di deindustrializzazione massiccia a partire dalla riunificazione: interi comparti industriali sono stati trasferiti a Ovest o acquisiti, senza portare benefici reali a chi è rimasto. Da un punto di vista economico quei territori hanno avuto grossi problemi, e sul piano dei benefici sociali ne hanno avuti pochi — secondo alcuni analisi persino inferiori a quelli garantiti ai tempi della DDR. È un elettorato che da anni è, passatemi il termine, incazzato. Il risultato elettorale non dovrebbe stupire nessuno. Ciò che stupisce è che SPD e CDU si dicano ancora sorpresi: significa che non hanno più alcuna aderenza con la realtà, nessuna consapevolezza delle esigenze autentiche dell’elettorato tedesco&#8221;. </p>



<p><strong>Il cancelliere Merz ha deciso di tirare dritto. </strong></p>



<p>&#8220;Un partito intellettualmente onesto, di fronte a quel voto, dovrebbe cambiare registro. Invece la risposta è mandare altre armi in Ucraina: non hanno capito nulla. E se al prossimo test elettorale a Berlino l&#8217;AfD venisse confermata sopra la media nazionale — che è intorno al 22% — avvicinandosi al 25-30%, allora sì che si potrebbe dire che sono davvero ciechi di fronte all&#8217;evidenza&#8221;.</p>



<p><strong>Restando sull&#8217;Ucraina: nei giorni scorsi c&#8217;è stato il viaggio degli inviati americani Witkoff e Kushner. Cosa ne pensa?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;Anche in questo caso è andato in scena il solito repertorio di illazioni, come quelle sul capo della CIA John Ratcliffe e sull&#8217;aereo di grandi dimensioni utilizzato per il suo spostamento a Mosca.  La spiegazione, in realtà, è più semplice di quanto si voglia far credere: si trattava di un C-17A Globemaster III, quadrimotore da trasporto strategico della U.S. Air Force. Banalmente, un velivolo di quel tipo può trasportare il convoglio di auto blindate destinato a scortare il funzionario fino a Mosca, insieme ai dispositivi elettronici necessari a proteggere le comunicazioni: quando è in auto, lui vuole poter parlare, e l&#8217;abitacolo deve trasformarsi in una bolla di sicurezza a prova di intercettazione. Invece abbiamo letto un sacco di congetture e analisi tecniche&#8221;. </p>



<p><strong>Possiamo attenderci una ripresa dei negoziati?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;Nessuno sa davvero di cosa abbia parlato Ratcliffe a Mosca con i russi. Le ipotesi si moltiplicano; subito dopo la sua visita sono arrivati anche Witkoff e Kushner, altri due emissari americani — segno che forse qualcosa si sta muovendo, anche se non si registrano ancora svolte concrete. Resta comunque una finestra temporale ristretta, un mese, al massimo due, per condurre operazioni militari sul terreno prima che l&#8217;inverno si abbatta sulle pianure ucraine: eventuali sviluppi dovranno arrivare in fretta, altrimenti la situazione tornerà a congelarsi. E qui va detto un punto con chiarezza: al di là della capacità ucraina di colpire sporadicamente qualche raffineria, sono i colpi inferti dai russi sul terreno a mettere Kiev in crescente difficoltà. Un dato che, temo, nella cronaca politica dei media occidentali non viene rilevato a sufficienza — e, temo, non per caso&#8221;.</p>



<p><strong>Spostandoci in Medio Oriente: la sorprende la rivelazione di <em>Haaretz</em> secondo cui Netanyahu era stato avvertito in anticipo?</strong></p>



<p>&#8220;Non è un caso isolato: negli ultimi tre anni le rivelazioni e i sospetti si sono moltiplicati. Ci sono stati anche moniti dell&#8217;intelligence egiziana rimasti senza seguito. La vera domanda è se questi avvertimenti siano stati ignorati per sciatteria — cosa che stento a credere in un apparato rodato come quello israeliano, abituato a non sottovalutare alcuna minaccia — oppure se dietro ci sia stato qualcosa che lascia pensare molto peggio. Non voglio arrivare a certe conclusioni, ma un&#8217;ipotesi del genere spaventerebbe, a dir poco. Nella migliore delle ipotesi c&#8217;è stata una palese sottovalutazione; nella peggiore, c&#8217;è ben altro. Va detto che gli Emirati Arabi, nel contesto degli Accordi di Abramo, avevano tutto l&#8217;interesse a lanciare quel monito: si rendevano conto che un attacco di quella portata avrebbe rappresentato un colpo potenzialmente mortale per gli Accordi, o quantomeno una gigantesca battuta d&#8217;arresto&#8221;.</p>



<p><strong>E sul fronte iraniano? Negli ultimi giorni si è un po&#8217; riscaldato, con qualche botta e risposta…</strong></p>



<p>&#8220;Ricorda più una guerra di trincea da Prima guerra mondiale che una strategia definita: si attacca, si risponde, si contrattacca. È una corsa contro il tempo tra due scommesse opposte. Gli americani scommettono che l&#8217;Iran crolli prima; gli iraniani sperano che siano gli Stati Uniti a cedere, complice il peso del debito e il prezzo del petrolio tornato a 100 dollari al barile — fattori che a un certo punto potrebbero indurre Trump a dichiarare vittoria e mollare la presa. Una mossa che lo esporrebbe comunque a un contraccolpo d&#8217;immagine, ma su cui lui potrebbe contare proprio perché gli americani hanno una memoria molto breve: se i prezzi caleranno un po&#8217; prima di novembre, quando si vota, avranno probabilmente già dimenticato tutto&#8221;. </p>



<p><strong>Nel frattempo, dodici Paesi, guidati dal Regno Unito laburista, hanno annunciato sanzioni contro i coloni israeliani&#8230;</strong></p>



<p>&#8220;È un sussulto di dignità, se vogliamo, di un governo che almeno prova a onorare la tradizione laburista di stare dalla parte di chi soffre e dei più deboli. Ma diciamoci la verità: le sanzioni ai coloni fanno ridere. Bisognerebbe sanzionare il governo, non i coloni. È come dare uno schiaffetto sul polso a un ragazzino che ha commesso qualcosa di gravissimo&#8221;. </p>



<p><strong>E l’Italia non c’è.&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che la risposta deve essere europea ma il Ministro sa benissimo che non ci sarà mai un consenso reale in Europa, perché la Germania in primis, e l&#8217;Italia in secondo luogo, affosseranno probabilmente qualsiasi misura più incisiva contro <strong>il vero bersaglio, che è l’attuale Governo di</strong> Israele&#8221;. </p>



<p><strong>Un&#8217;ultima domanda, tornando al punto di partenza: come si esce dalla narrazione secondo cui la guerra con la Russia sarebbe ormai inevitabile e ineluttabile?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;In Germania sembrano in molti ad essere convinti che una mobilitazione bellica possa salvarli dal declino industriale, trasformando Volkswagen da produttore di automobili a produttore di carri armati — senza rendersi conto che le riconversioni industriali non si fanno dall&#8217;oggi al domani, e sono costosissime. C&#8217;è un tentativo costante, e temo deliberato, di alimentare una psicosi collettiva, spaventando a morte l&#8217;opinione pubblica. È qualcosa di spaventoso. Una situazione simile a quella descritta dal celebre saggio <em>I sonnambuli</em> di Christopher Clark sulle origini della Prima guerra mondiale: leadership che si muovono inconsapevolmente verso un baratro, ripetendo ostinatamente lo stesso schema, senza più essere in grado di fare un&#8217;analisi lucida della situazione. Anche a livello comunicativo si respira la stessa aria&#8221;. </p>



<p><strong>Ovvero?&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;Penso a chi, come qualcuno ha fatto con il generale Vannacci a Cernobbio, parlando di futuro dell&#8217;Europa e di crollo demografico, si limita a osservare che la gente non se la sente di mettere al mondo un figlio in condizioni economiche così difficili — un&#8217;osservazione tanto ovvia quanto disattesa da chi dovrebbe occuparsene. Certe platee, temo, perseverano nel restare disancorate dalla realtà. Una spiegazione politica, per ora, resta possibile; ma tracimando verso una guerra come sta accadendo in questo momento, si fa presto a scivolare verso una lettura quasi psichiatrica degli atteggiamenti di alcune classi dirigenti, che definirei cachistocratiche piuttosto che democratiche. E forse, più che di analisi politiche, servirebbe proprio quella.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siamo-sonnambuli-come-nel-1914-da-gaza-alla-russia-parla-lambasciatore-marco-carnelos.html">&#8220;Siamo sonnambuli, come nel 1914&#8221;: da Gaza alla Russia, parla l&#8217;ambasciatore Marco Carnelos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia tra Usa e Israele nella tempesta mediorientale. Parla Marco Carnelos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/litalia-tra-usa-e-israele-nella-tempesta-mediorientale-parla-marco-carnelos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 23:02:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1293" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026041418354366_e3a557dd02e8b0496992dc700063f836.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026041418354366_e3a557dd02e8b0496992dc700063f836.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026041418354366_e3a557dd02e8b0496992dc700063f836-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026041418354366_e3a557dd02e8b0496992dc700063f836-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026041418354366_e3a557dd02e8b0496992dc700063f836-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026041418354366_e3a557dd02e8b0496992dc700063f836-1536x1034.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_2026041418354366_e3a557dd02e8b0496992dc700063f836-600x404.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Ci stiamo finalmente svegliando", commenta l'ambasciatore Marco Carnelos, "ma come al solito troppo poco e troppo tardi". </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-tra-usa-e-israele-nella-tempesta-mediorientale-parla-marco-carnelos.html">L&#8217;Italia tra Usa e Israele nella tempesta mediorientale. Parla Marco Carnelos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L&#8217;Italia è nella tenaglia israelo-americana dopo l&#8217;assalto di Donald Trump a Giorgia Meloni per il mancato sostegno contro l&#8217;Iran e lo scontro con Tel Aviv sull&#8217;accordo sulla Difesa? Più in generale, Roma deve fare i conti con una tempesta geopolitica mediorientale che ci tocca da vicino. <strong>Marco Carnelos legge queste sfide con attenzione da studioso e commentatore</strong> e si confronta con <em>InsideOver</em> a riguardo. Carnelos è stato a lungo un funzionario d’alto rango, avente alle spalle venticinque anni nella carriera diplomatica, incarichi in Somalia, Nazioni Unite, Iraq e come consigliere di tre Presidenti del Consiglio in diversi ambiti (Medio Oriente, Terrorismo, Russia, promozione economico-commerciale, attrazione degli investimenti). Ultimo incarico è stato quello di ambasciatore d’Italia in Iraq. Di recente <a href="https://it.insideover.com/politica/il-mondo-secondo-lui-gli-ambasciatori-carnelos-e-castellaneta-raccontano-come-berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana.html">ha pubblicato assieme a Gianni Castellaneta il saggio <strong><em>Berlusconi &#8211; Il mondo secondo lui</em>.</strong></a></p>



<p><strong>Donald Trump ha attaccato Giorgia Meloni a freddo. Dopo molti tentativi di tenere in equilibrio atlantismo e legami con l&#8217;Europa, come dovrà reagire la premier?</strong></p>



<p>&#8220;L’attacco a freddo da parte di Trump la Meloni doveva attenderselo e forse lo aveva anche messo in preventivo. Se il Presidente USA non ha riguardo nemmeno per un Papa americano, figuriamoci se può averlo per il Premier di un Paese che &#8211; benché un alleato fedele (forse troppo) – è situato comunque in un continente come l’Europa che nel Presidente USA e tra i suoi cortigiani suscita solo disprezzo. Il Presidente del Consiglio ci ha comprensibilmente provato, per un po&#8217; di tempo gli è andata bene, è riuscita a fare esercizi di equilibrismo certamente non facili, ora si ritrova all’improvviso spiazzata non su uno ma addirittura su 3 fronti, in Europa, in America e in Asia . In queste condizioni non è che possa fare molto, soprattutto perché Trump si sta rivelando una sorta di Re Mida al contrario, tutto quello che tocca lo trasforma non certamente in oro ma… Qualcuno intorno a lei era ed è pagato per prevederlo, forse lo ha fatto, ma non sembra sia stato ascoltato. Non saprei&#8221;.</p>



<p><strong>⁠L&#8217;Italia è in una situazione delicata. La guerra nel Golfo la tocca economicamente. Il puntello ai partner regionali e la difficoltà a un&#8217;azione comune Ue vanno di pari passo con le distanze da Usa e Israele. Che impatti avrà questa crisi sul medio periodo?</strong></p>



<p>&#8220;In effetti usciamo perdenti su tutti i fronti. Vi erano ampie possibilità e motivazioni per sganciarsi prima, anche da Israele, doverlo fare ora, tutto insieme e frettolosamente sia sul fronte USA che israeliano, finisce per alimentare la forte percezione di una débâcle che sta prendendo rapidamente forma. I Paesi del Golfo &#8211; mi auguro &#8211; ci presteranno una certa attenzione, ma anche loro hanno le loro gatte da pelare, anche perché Trump non appare rassicurante nemmeno per loro. Sponde in Cina non le troveremo dopo la denuncia del MoU sulla Via della Seta, a Pechino – contrariamente a Roma – hanno una memoria lunghissima. Quanto all’Europa, la Meloni non può contare su sponde solide e la crisi nel medio periodo, che poi è quello che coinciderà con gli importanti appuntamenti istituzionali ed elettorali del 2027, avrà un impatto forte come evidenziano anche le ultime previsioni, nere, del FMI. Non possiamo certo reinventarci una nostra dignitosa collocazione internazionale così all’improvviso contando solo sul Piano Mattei (con tutto il rispetto per i suoi destinatari) o su una – attualmente non esistente &#8211; politica nei confronti dell’America Latina&#8221;.</p>



<p><strong>In quest&#8217;ottica, si inserisce anche la querelle sull&#8217;accordo sulla cooperazione nella Difesa tra Italia e Israele. Che scenari segnala il distacco italiano?</strong></p>



<p>&#8220;In primo luogo, che ci stiamo finalmente svegliando! Ma, come al solito, troppo poco e troppo tardi. Il mancato rinnovo automatico dell’Accordo sulla Difesa con Israele fa ridere, è una misura tampone, equivale a richiedere che Israele metta la marmitta catalitica ai suoi carri armati che scorrazzano a Gaza, in Cisgiordania e Libano. In secondo luogo, si profila una situazione comunque minacciosa come da allusioni di ambienti governativi di Gerusalemme nelle ultime ore, soprattutto se si rivelasse vero che tempo fa avremmo sub-appaltato allo Stato ebraico tutta la nostra cyber-security. Quello che invece occorre capire è che Governi super ideologizzati e messianici come quello di Netanyahu non saranno mai contenti del sostegno ricevuto, da chiunque. Basti vedere il trattamento sprezzante ricevuto dal Cancelliere Merz da parte del Ministro Smotrich dopo che la Germania ha offerto copertura totale ad Israele negli ultimi tre anni&#8221;.</p>



<p><strong>⁠Il ministro degli Esteri Tajani ha espresso la volontà italiana di giocare un ruolo nella pacificazione del Libano. Ipotesi possibile dopo questi sviluppi?</strong></p>



<p>&#8220;Avremmo dovuto farlo diverso tempo fa. Abbiamo smesso di giocare un ruolo in Libano da quasi un ventennio, lasciando campo libero alla Francia, che peraltro non ha combinato nulla. Il Trattato del Quirinale potevamo almeno utilizzarlo con questa finalità ma temo che nessuno ci abbia pensato, ammesso poi che Parigi fosse effettivamente interessata.  Ora se ne stanno occupando per la seconda volta gli Stati Uniti, con la solita &#8211; “ermetica” &#8211; sponda saudita; ma si è purtroppo visto quanto poco Israele si sia sentito vincolato dal cessate il fuoco dell’Autunno del 2024 patrocinato da Washington. Adesso Trump ci riprova con un formato certamente innovativo (colloqui diretti Israele-Libano) ma visti i precedenti – anche più recenti &#8211; e soprattutto il curriculum ed il retroterra politico-culturale di chi coordina la politica USA nella regione (mediatori inclusi) in una scala di ottimismo da 1 a 10 mi posizionerei a -4&#8221;.</p>



<p><strong>Sul cambio di paradigma italiano, quanto può aver pesato lo scotto della sconfitta referendaria di Meloni, arrivata anche sulla scorta delle critiche al governo per la linea pro-Trump e per l&#8217;atteggiamento tenuto su Gaza, e l&#8217;emersione di un trend che vede sconfitti tutti gli alleati del presidente Usa nei voti nel mondo?</strong></p>



<p>&#8220;Non ho ancora visto analisi scientifiche del voto che mettano in correlazione la nostra politica estera con la sconfitta referendaria, ma sospetto che un nesso possa esservi. Peraltro, ho invece un ulteriore sospetto: che la sconfitta al referendum (a prescindere dalle ragioni profonde) possa essere l’innesco dell’inizio del declino del Governo Meloni come la disfatta in Libia nella primavera del 2011 lo fu per Berlusconi. L’autocritica che la nostra Premier non ha voluto fare sul referendum potrebbe uscire &#8211; o già si intravede indirettamente &#8211; sul fronte della politica internazionale. Ma se l’onda lunga – catastrofica e destabilizzante &#8211; del conflitto nel Golfo voluto dai due sodali della Premier (Trump e Netanyahu) dovesse effettivamente – come temo – determinare un logoramento feroce e costante, allora le “palesemente sofferte” prese di distanza della Premier potrebbero risultare ampiamente insufficienti. Alla Meloni a quel punto resterebbe solo una speranza: la storica memoria corta degli italiani&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-tra-usa-e-israele-nella-tempesta-mediorientale-parla-marco-carnelos.html">L&#8217;Italia tra Usa e Israele nella tempesta mediorientale. Parla Marco Carnelos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Noi e loro&#8221;: Carnelos e Arlacchi leggono l&#8217;Occidente alla prova del resto del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/noi-e-loro-carnelos-e-arlacchi-leggono-loccidente-alla-prova-del-resto-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[The Synergetic Group]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>&#8220;Noi&#8221; non capiamo &#8220;Loro&#8221;, e rinunciamo a comprendere il mondo. &#8220;Loro&#8221; conoscono bene &#8220;Noi&#8221;, e sono in ascesa su scala globale. Ma, in fin dei conti, qual è il vero confine tra &#8220;Noi&#8221; e &#8220;Loro&#8221; in un mondo multipolare e complesso, fatto di sfide geopolitiche, economiche e sociali complesse, di partite di portata globale? Di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/noi-e-loro-carnelos-e-arlacchi-leggono-loccidente-alla-prova-del-resto-del-mondo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/001-Noi-e-Loro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>&#8220;Noi&#8221; non capiamo &#8220;Loro&#8221;, e rinunciamo a comprendere il mondo. <strong>&#8220;Loro&#8221; conoscono bene &#8220;Noi&#8221;,</strong> e sono in ascesa su scala globale. Ma, in fin dei conti, qual è il vero confine tra &#8220;Noi&#8221; e &#8220;Loro&#8221; in un mondo <strong>multipolare e complesso, fatto di sfide geopolitiche, economiche e sociali complesse</strong>, di partite di portata globale? </p>



<p>Di questi temi si è discusso martedì 17 febbraio a Villa Pallavicino, Pilastro di Langhirano (Parma), sede di The Synergetic Group, holding di partecipazioni finanziarie e industriali a livello europeo, che assieme a InsideOver ha portato a dialogare due attenti osservatori dello scenario globale.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&quot;Noi e loro&quot;: Carnelos e Arlacchi leggono l&#039;Occidente alla prova del resto del mondo" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/cPeCOK_-WzU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_cPeCOK_-WzU");</script>
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<p>Da un lato, <strong>Pino Arlacchi, già vicesegretario delle Nazioni Unite</strong>; dall&#8217;altro, <strong>Marco Carnelos, in passato ambasciatore</strong> e consigliere di diversi governi. Due figure d&#8217;esperienza e dalla profonda <strong>capacità d&#8217;analisi che, moderati dall&#8217;editore di InsideOver Andrea Pontini</strong>, hanno letto gli scenari della competizione internazionale segnata dall&#8217;ascesa di Cina e India con grande attenzione. </p>



<p><strong>Un tema fondamentale per l&#8217;uditorio, </strong>costituito da un parterre di imprenditori, manager e addetti ai lavori chiamati, nella loro quotidianità, a confrontarsi con gli scenari più importanti del sistema economico-commerciale, plasmato da una geopolitica sempre più dinamica e complessa. A cui è doveroso approcciarsi senza paraocchi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://thesynergeticgroup.it/opinion/the-world-reset-2026">Scarica il report dell&#8217;incontro</a></h2>



<p>A tal proposito, inaugurando l&#8217;evento il Ceo di The Synergetic Group,<strong> Giampaolo Cagnin</strong>, ha riservato parole lusinghiere per la nostra testata, riconoscendole &#8220;<strong>il coraggio dell&#8217;oggettività</strong>&#8221; in un panorama informativo che a tale principio sembra spesso derogare. </p>



<p><em>InsideOver</em> prova a portare concretezza e visione d&#8217;insieme in un panorama molto spesso arido. La necessità di concretezza, a nostro avviso, inficia il sistema-Paese Italia in ogni sua ramificazione. Quella concretezza è spesso fatta proprio da coloro che, nel pubblico, hanno assistito all&#8217;evento e sono i primi a vivere sulla propria pelle le conseguenze di scelte prese mettendo l&#8217;ideologia davanti alla realtà, visioni chiuse e limitanti prima del realismo e dell&#8217;oggettività nel disegnare le politiche che ci devono portare al domani.</p>



<p>E l&#8217;Italia, <strong>quarta potenza commerciale del pianeta</strong> e <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html">vincitrice della globalizzazione</a></strong> grazie alla forza delle sue imprese, necessità di un mondo a sua misura, di un sistema internazionale stabile, di un contesto geopolitico in cui tutti i rapporti globali tra &#8220;Noi&#8221; e &#8220;Loro&#8221; siano all&#8217;insegna del dialogo, del libero scambio, del confronto. Per questo l&#8217;intervento di Carnelos e Arlacchi ha soddisfatto con concretezza e visione quella domanda di concretezza che imprese, media leali alla loro missione e addetti ai lavori dell&#8217;analisi geopolitica domandano con forza. </p>



<p>Il dibattito è stato animato anche partendo da due recenti pubblicazioni dei due relatori. <strong>Arlacchi ha di recente pubblicato <em><a href="https://it.insideover.com/politica/pino-arlacchi-la-cina-e-una-risorsa-per-il-mondo-non-una-minaccia-e-litalia-dovrebbe-capirlo.html">La Cina spiegata all&#8217;Occidente</a></em>, </strong>in cui la Repubblica Popolare viene presentata come attore protagonista del sistema globale con un suo modello di sviluppo. Carnelos ha scritto con Giovanni Castellaneta <strong><em><a href="https://it.insideover.com/politica/il-mondo-secondo-lui-gli-ambasciatori-carnelos-e-castellaneta-raccontano-come-berlusconi-ha-cambiato-la-politica-estera-italiana.html">Berlusconi, il mondo secondo lui</a></em>,</strong> una disamina della comune esperienza da consiglieri dei governi del Cavaliere che ha rappresentato un&#8217;occasione per parlare della politica europea e globale nel periodo segnato dalla parabola dello storico leader italiano e del suo impatto sul contesto globale odierno.</p>



<p>Il terreno letto dai due relatori è quello di un mondo segnato da conflitti, competizione tra potenze, nuove dinamiche trasformative e in cui, essenzialmente, il <em>fil rouge</em> resta l&#8217;interconnessione tra lo spostamento del baricentro politico ed economico verso il cuore dell&#8217;Asia e la reazione dell&#8217;Occidente alla fine dell&#8217;era della <em>Pax Americana</em> e della primazia di Washington. </p>



<p>Dinamiche che hanno intersecato anche scenari conflittuali che, dall&#8217;Ucraina a Gaza, hanno contribuito a rendere il mondo più pericoloso e che i due autori hanno invitato a <strong>guardare nella loro complessità, senza pregiudizi ideologici</strong>.</p>



<p>Tentativi di fermare le lancette della storia, come quelli che gli Usa tramite il <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/marco-rubio-a-monaco-risveglia-la-pericolosa-illusione-dei-neocon.html">segretario di Stato Marco Rubio</a> hanno segnalato nella recente Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, non aiutano alla comprensione del sistema-mondo e, anzi, rischiano di acuirne la prospettiva competitiva. <strong>Alla logica della competizione, della conflittualità e del contrasto</strong> bisognerebbe sostituire quella della <strong>cooperazione, della comprensione e del coordinamento</strong>. </p>



<p>Dalle tre &#8220;C&#8221; del caos a quelle della costruttività, la rotta tracciata da Carnelos e Arlacchi è un manifesto di realismo presentato davanti a un pubblico attento di imprenditori, manager e decisori chiamati a confrontarsi con i marosi della globalizzazione nelle loro scelte quotidiane. </p>



<p>Un clima di concordia tra &#8220;Noi&#8221; e &#8220;Loro&#8221; è ciò che servirebbe anche all&#8217;Europa, che necessita di giocare da ponte tra mondi, e all&#8217;Italia in particolare, la cui economia vive di <strong>globalizzazione e mercati aperti</strong> e le cui prosperità e sicurezza sarebbero tutelate da un dialogo costante col Sud Globale. Oggi più che mai imprescindibile per trasmettere un futuro di prosperità alle generazioni che verranno dopo le nostre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/noi-e-loro-carnelos-e-arlacchi-leggono-loccidente-alla-prova-del-resto-del-mondo.html">&#8220;Noi e loro&#8221;: Carnelos e Arlacchi leggono l&#8217;Occidente alla prova del resto del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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