“Noi” non capiamo “Loro”, e rinunciamo a comprendere il mondo. “Loro” conoscono bene “Noi”, e sono in ascesa su scala globale. Ma, in fin dei conti, qual è il vero confine tra “Noi” e “Loro” in un mondo multipolare e complesso, fatto di sfide geopolitiche, economiche e sociali complesse, di partite di portata globale?
Di questi temi si è discusso martedì 17 febbraio a Villa Pallavicino, Pilastro di Langhirano (Parma), sede di The Synergetic Group, holding di partecipazioni finanziarie e industriali a livello europeo, che assieme a InsideOver ha portato a dialogare due attenti osservatori dello scenario globale.
Da un lato, Pino Arlacchi, già vicesegretario delle Nazioni Unite; dall’altro, Marco Carnelos, in passato ambasciatore e consigliere di diversi governi. Due figure d’esperienza e dalla profonda capacità d’analisi che, moderati dall’editore di InsideOver Andrea Pontini, hanno letto gli scenari della competizione internazionale segnata dall’ascesa di Cina e India con grande attenzione.
Un tema fondamentale per l’uditorio, costituito da un parterre di imprenditori, manager e addetti ai lavori chiamati, nella loro quotidianità, a confrontarsi con gli scenari più importanti del sistema economico-commerciale, plasmato da una geopolitica sempre più dinamica e complessa. A cui è doveroso approcciarsi senza paraocchi.
Scarica il report dell’incontro
A tal proposito, inaugurando l’evento il Ceo di The Synergetic Group, Giampaolo Cagnin, ha riservato parole lusinghiere per la nostra testata, riconoscendole “il coraggio dell’oggettività” in un panorama informativo che a tale principio sembra spesso derogare.
InsideOver prova a portare concretezza e visione d’insieme in un panorama molto spesso arido. La necessità di concretezza, a nostro avviso, inficia il sistema-Paese Italia in ogni sua ramificazione. Quella concretezza è spesso fatta proprio da coloro che, nel pubblico, hanno assistito all’evento e sono i primi a vivere sulla propria pelle le conseguenze di scelte prese mettendo l’ideologia davanti alla realtà, visioni chiuse e limitanti prima del realismo e dell’oggettività nel disegnare le politiche che ci devono portare al domani.
E l’Italia, quarta potenza commerciale del pianeta e vincitrice della globalizzazione grazie alla forza delle sue imprese, necessità di un mondo a sua misura, di un sistema internazionale stabile, di un contesto geopolitico in cui tutti i rapporti globali tra “Noi” e “Loro” siano all’insegna del dialogo, del libero scambio, del confronto. Per questo l’intervento di Carnelos e Arlacchi ha soddisfatto con concretezza e visione quella domanda di concretezza che imprese, media leali alla loro missione e addetti ai lavori dell’analisi geopolitica domandano con forza.
Il dibattito è stato animato anche partendo da due recenti pubblicazioni dei due relatori. Arlacchi ha di recente pubblicato La Cina spiegata all’Occidente, in cui la Repubblica Popolare viene presentata come attore protagonista del sistema globale con un suo modello di sviluppo. Carnelos ha scritto con Giovanni Castellaneta Berlusconi, il mondo secondo lui, una disamina della comune esperienza da consiglieri dei governi del Cavaliere che ha rappresentato un’occasione per parlare della politica europea e globale nel periodo segnato dalla parabola dello storico leader italiano e del suo impatto sul contesto globale odierno.
Il terreno letto dai due relatori è quello di un mondo segnato da conflitti, competizione tra potenze, nuove dinamiche trasformative e in cui, essenzialmente, il fil rouge resta l’interconnessione tra lo spostamento del baricentro politico ed economico verso il cuore dell’Asia e la reazione dell’Occidente alla fine dell’era della Pax Americana e della primazia di Washington.
Dinamiche che hanno intersecato anche scenari conflittuali che, dall’Ucraina a Gaza, hanno contribuito a rendere il mondo più pericoloso e che i due autori hanno invitato a guardare nella loro complessità, senza pregiudizi ideologici.
Tentativi di fermare le lancette della storia, come quelli che gli Usa tramite il segretario di Stato Marco Rubio hanno segnalato nella recente Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, non aiutano alla comprensione del sistema-mondo e, anzi, rischiano di acuirne la prospettiva competitiva. Alla logica della competizione, della conflittualità e del contrasto bisognerebbe sostituire quella della cooperazione, della comprensione e del coordinamento.
Dalle tre “C” del caos a quelle della costruttività, la rotta tracciata da Carnelos e Arlacchi è un manifesto di realismo presentato davanti a un pubblico attento di imprenditori, manager e decisori chiamati a confrontarsi con i marosi della globalizzazione nelle loro scelte quotidiane.
Un clima di concordia tra “Noi” e “Loro” è ciò che servirebbe anche all’Europa, che necessita di giocare da ponte tra mondi, e all’Italia in particolare, la cui economia vive di globalizzazione e mercati aperti e le cui prosperità e sicurezza sarebbero tutelate da un dialogo costante col Sud Globale. Oggi più che mai imprescindibile per trasmettere un futuro di prosperità alle generazioni che verranno dopo le nostre.

