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	<title>Jovenel Moïse Archives - InsideOver</title>
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	<title>Jovenel Moïse Archives - InsideOver</title>
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		<title>Haiti va ai Mondiali: contro la povertà, le gang, le calamità naturali (ma senza tifosi)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 10:48:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="haiti" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una vera impresa, quella di Haiti, non solo per ragioni sportiva ma anche sociali, tra problemi di povertà e d'instabilità politica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/haiti-va-ai-mondiali-contro-la-poverta-le-gang-le-calamita-naturali-ma-senza-tifosi.html">Haiti va ai Mondiali: contro la povertà, le gang, le calamità naturali (ma senza tifosi)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="haiti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/haiti-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Haiti ha compiuto un&#8217;impresa storica: martedì 18 novembre ha battuto il Nicaragua per 2-0, <strong>ottenendo la qualificazione ai Mondiali di calcio dell&#8217;estate 2026</strong>. Si tratta del ritorno della selezione caraibica nella massima competizione del calcio globale, a cui non si qualificava dall&#8217;edizione del 1974, quando affrontò anche l&#8217;Italia (perdendo per 3-1).</p>



<p>L&#8217;impresa non è tale solamente per ragioni sportive, ma anche sociali, dato che stiamo parlando di un Paese con problemi molto seri di povertà e d&#8217;instabilità politica. Basti pensare che, per ragioni di sicurezza, la squadra haitiana <strong>non ha potuto giocare in casa propria</strong> nelle gare di qualificazione, venendo ospitata invece sul campo neutro di Curaçao.</p>



<p>L&#8217;immagine del successo di Haiti è un video, <a href="https://x.com/Caleb_Jephte/status/1991167078603051087" target="_blank" rel="noreferrer noopener">circolato molto sui social</a> negli scorsi giorni, in cui l&#8217;attaccante Duckens Nazon, incita i compagni prima della partita contro il Nicaragua. <strong>&#8220;C&#8217;è gente che non ha un soldo in tasca, che non ha niente. Contano solo su di noi. Possiamo farli sorridere, possiamo farli piangere di gioia&#8221;</strong>, diceva Nazon, sottolineando l&#8217;importanza di un traguardo non solo sportivo, ma soprattutto sociale.</p>



<p>Con un PIL pro capite a parità del potere d&#8217;acquisto di 2.800 dollari, Haiti risulta essere il Paese più povero del continente americano. <strong>L&#8217;80% dei suoi 9 milioni di abitanti vive al di sotto della soglia di povertà</strong>, il 75% abita nelle baraccopoli, e il 47% delle persone sopra i 15 anni d&#8217;età è analfabeta. Una situazione drammatica che dura da anni, ma che ha finito addirittura per aggravarsi di recente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una crisi politica perenne</h2>



<p>Dall&#8217;assassinio del Presidente Jovenel Moïse, nel luglio 2021, il Paese è <strong>sprofondato nel caos e in una crescente spirale di violenza</strong>. Si sono susseguiti due diversi capi di Stato, e oggi il potere è nelle mani di un Consiglio presidenziale di transizione, che in un anno e mezzo ha cambiato tre volte il proprio presidente. Nel frattempo, gran parte del territorio nazionale, compresi anche molti quartieri della capitale Port-au-Prince, è controllato dalle bande criminali.</p>



<p>A fine settembre, il Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU <a href="https://news.un.org/en/story/2025/09/1166006" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha approvato</a> <strong>l&#8217;invio di 5.500 soldati e poliziotti ad Haiti</strong>, nel tentativo di sconfiggere le gang e garantire la sicurezza della popolazione. Nonostante ciò, pochi giorni dopo Medici Senza Frontiere <a href="https://www.msf.org/msf-announces-permanent-closure-our-turgeau-emergency-centre-port-au-prince" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annunciava</a> la chiusura del proprio centro nel quartiere Turgeau di Port-au-Prince, dopo che nel marzo precedente i suoi operatori erano stati attaccati da uomini armati.</p>



<p>Ad aprile, dopo che un assalto alla prigione di Mirebalais aveva portato all&#8217;evasione di 500 prigionieri e a una nuova ondata di violenze, <strong>la calciatrice dell&#8217;Olympique Lione Melchie Dumornay</strong> <a href="https://it.insideover.com/societa/cosi-lo-sport-apre-una-finestra-sulla-tragedia-silenziosa-di-haiti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva pubblicato</a> un post su Instagram per chiedere la fine della guerra civile nel suo Paese natale. È servito a poco, e anzi a peggiorare ulteriormente le cose è arrivato, poche settimane fa, <strong>l&#8217;uragano Melissa</strong>. La calamità naturale ha causato <a href="https://apnews.com/article/melissa-haiti-jamaica-hurricane-storm-caribbean-bbc009020e6a2a8150ccecc5b6370833" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la morte di almeno 43 persone</a>, più numerosi altri danni.</p>



<p>La qualificazione della Nazionale di calcio maschile ai Mondiali arriva quindi ad alleviare un momento tragico per la popolazione haitiana. Eppure, <strong>questa gioia rischia di essere di breve durata</strong>. Il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-travel-ban-di-trump-rischia-di-creare-grandi-problemi-allo-sport.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">travel ban imposto da Donald Trump</a> a giugno di quest&#8217;anno proibisce infatti l&#8217;accesso negli Stati Uniti ai cittadini di Haiti. Sono previste eccezioni per gli atleti e i dirigenti delle squadre impegnate in competizioni internazionali, come sarà appunto la Coppa del Mondo, ma non per i tifosi.</p>



<p>Il giornalista di <em>The Athletic</em> Adam Crafton <a href="https://x.com/AdamCrafton_/status/1991523898299679122" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha confermato</a>, dopo aver sentito il Dipartimento di Stato degli USA, che <strong>sarà molto difficile che i tifosi haitiani possano ottenere il via libera per entrare nel Paese</strong> e seguire le partite della squadra. A questo punto, la palla passa alla FIFA, che il 5 dicembre prossimo terrà il sorteggio dei gironi del Mondiale. In via del tutto eccezionale, si potrebbe decidere di collocare Haiti (e l&#8217;Iran, che si trova nella medesima situazione) in un girone non ospitato sul territorio statunitense, ma in Canada o in Messico, gli altri due organizzatori dell&#8217;evento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Erik Prince e la crisi di Haiti: quando la sicurezza nazionale diventa un affare privato</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/erik-prince-e-la-crisi-di-haiti-quando-la-sicurezza-nazionale-diventa-un-affare-privato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 10:10:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Erik Prince, "re" dei mercenari, sotto contratto per garantire la sicurezza a Haiti. Ma i suoi obiettivi sono più ambiziosi... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Haiti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/haiti-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Dopo decenni di instabilità e una serie di colpi di Stato inframmezzati da un fragile processo di costruzione dell’alternativa democratica, la situazione ad Haiti sembra ormai disperata. Nel 2021 il presidente<strong> Jovenel Moïse</strong> è stato ucciso in un raid da uomini armati nella sua residenza privata di Pétion-Ville, un sobborgo della capitale Port-au-Prince. Dalla morte di Moïse, il Paese è amministrato da un Consiglio Presidenziale di Transizione, una sorta di governo provvisorio che dovrebbe traghettare <strong><a href="https://it.insideover.com/storia/haiti-prima-nazione-nera-libera-della-storia-soffocata-in-culla-dallavidita-della-francia.html">Haiti verso le elezioni del 2026.</a></strong> Tuttavia, l’ultimo dei presidenti ad interim nominati dal consiglio, Alix Didier Fils-Aimé, si trova a dover fronteggiare <a href="https://www.amnesty.org/fr/location/americas/central-america-and-the-caribbean/haiti/report-haiti/">una situazione disastrosa</a>: sull’isola mancano i beni primari essenziali, scarseggiano le medicine, oltre un milione di sfollati – su 12 milioni di haitiani – vivono in rifugi di fortuna e <strong>le organizzazioni criminali <a href="https://www.cbsnews.com/news/haiti-massacre-cite-soleil-port-au-prince-gang-violence-un-death-toll/">controllano</a> vaste porzioni del Paese,</strong> fra cui pare ci sia tra l’80% e il 100% del territorio della capitale.</p>



<p>Per contrastare il predominio delle bande criminali, con uno stato al collasso e una polizia male equipaggiata e ormai a ranghi ridotti, il presidente di Haiti Alix Didier Fils-Aimé avrebbe dunque deciso di stringere un accordo commerciale che prevederebbe la cessione della gestione della sicurezza nazionale a<strong> Erik Prince</strong>, un imprenditore statunitense che dal 1996 si occupa di arruolare mercenari per metterli al servizio del miglior offerente. Negli anni Novanta Erik Prince, ex marine, ha fondato la Blackwater, una compagnia privata nota per <a href="https://www.nytimes.com/2010/10/24/world/middleeast/24contractors.html?_r=1&amp;hp">le violenze</a> perpetrate ai danni della popolazione civile durante la guerra in Iraq. A partire dal 2003 la compagnia ha ricevuto <a href="https://www.nytimes.com/2007/10/03/opinion/03iht-edblack.1.7733227.html">una commessa</a> calcolata fra i 320 milioni e il miliardo di dollari per proteggere i principali leader della coalizione militare a guida statunitense presente in Iraq. </p>



<p>Siamo a conoscenza di almeno <a href="https://www.nytimes.com/2007/11/14/world/middleeast/14blackwater.html">un massacro di civili</a> perpetrato dalla compagnia il 16 settembre 2007 a Baghdad, in Piazza Nisour, quando i mercenari aprirono il fuoco sulla folla, <a href="https://www.theguardian.com/world/2012/jun/05/blackwater-guards-lose-appeal-iraq-shooting">uccidendo 17 persone</a> e ferendone almeno altre 20. Quattro mercenari condannati negli Stati Uniti per questo massacro hanno ricevuto <a href="https://www.nytimes.com/2020/12/23/world/middleeast/blackwater-trump-pardon.html">la grazia</a> da Donald Trump al termine del suo primo mandato, nel dicembre 2020. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I contratti di Blackwater</h2>



<p><a href="https://www.vanityfair.com/news/2010/01/blackwater-201001?currentPage=1">I contatti</a> di Erik Prince con l’apparato statale statunitense e con il presidente Donald Trump sono stretti e acclarati. Dal 2001 al 2010, la Central Intelligence Agency (CIA) <a href="https://www.nytimes.com/2007/10/03/opinion/03iht-edblack.1.7733227.html">ha assegnato</a> fino a 600 milioni di dollari in contratti top-secret alla Blackwater e alle sue società affiliate. <strong>La compagnia è diventata la più grande delle tre società di sicurezza private del Dipartimento di Stato,</strong> fornendo 987 guardie per ambasciate e basi all&#8217;estero. Erik Prince ha fatto addirittura costruire un poligono di tiro nella sua proprietà rurale in Virginia per utilizzarlo come centro di addestramento vicino alla sede della CIA a Langley, Virginia. Inoltre, Prince ha ricevuto un certo accesso alla figura del presidente Trump durante il suo primo mandato, essendo il fratello di Betsy DeVos, ministra dell’istruzione fra il 2017 e il 2021, e ha finanziato la campagna elettorale di Donald Trump nel 2016 con <a href="https://www.cbsnews.com/news/report-trump-donor-blackwater-founder-erik-prince-in-secret-meeting-with-russian-close-to-putin/">una donazione</a> privata di 200mila dollari (se consideriamo tutta la famiglia di Prince, la donazione arriva a 10 milioni). </p>



<p>Più di recente, Prince <a href="https://www.nytimes.com/2020/03/07/us/politics/erik-prince-project-veritas.html">è stato accusato</a> dal New York Times di aver reclutato ex agenti dei servizi segreti per infiltrare «le campagne elettorali dei Democratici al Congresso, le organizzazioni sindacali e altri gruppi considerati ostili all&#8217;agenda di Trump». Nel 2025, secondo la rivista Politico, Prince <a href="https://www.politico.com/news/2025/02/25/documents-military-contractors-mass-deportations-022648">avrebbe presentato</a> a Trump un piano per la deportazione di massa dei migranti gestito da società private. </p>



<p>Dopo la fine delle guerre in Iraq e Afghanistan, i reclutatori di mercenari come Prince hanno visto prosciugarsi le entrate in Asia e ora cercano nuovi mercati in America Latina. Prince avrebbe così ricevuto – <a href="https://www.reuters.com/world/americas/blackwater-founder-help-ecuador-do-what-it-takes-gangs-minister-says-2025-03-14/">secondo alcune fonti</a> &#8211; delle commesse dal nuovo presidente dell’Ecuador, il conservatore <strong>Daniel Noboa</strong>, per gestire la lotta al narcotraffico nel Paese, e starebbe formando una compagnia mercenaria per intervenire ad Haiti contro le bande criminali attive sull’isola. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le uccisioni con i droni</h2>



<p>Non è chiaro quale sia il coinvolgimento del Governo statunitense in questa operazione. Ufficialmente non esiste un impegno diretto dell’amministrazione Trump nella formazione di questa compagnia mercenaria ad Haiti. Tuttavia, Rod Joseph, veterano haitiano-americano e titolare di una compagnia di addestramento militare in Florida, <a href="https://www.nytimes.com/2025/05/28/us/haiti-erik-prince-blackwater-gangs.html">ha dichiarato</a> di essere stato contattato da Prince per fornire personale per questa operazione. Inizialmente gli era stato detto che l’operazione si sarebbe svolta sotto la direzione del governo statunitense, ma poi<strong> con il procedere delle trattative è diventata una missione ad ingaggio diretto del governo haitiano</strong>, senza mediazione statunitense. In realtà, Joseph ha espresso preoccupazione per la<strong> mancanza di supervisione USA</strong>. «Se si tratta di un incarico del governo, almeno significa che la compagnia deve rispondere al Congresso. Se è un contratto in proprio, non deve spiegazioni a nessuno». </p>



<p>Prince gli ha recentemente chiesto una lista di veterani da inviare, ma Joseph ha rifiutato poiché si è ritrovato senza garanzie precise sul tipo di missione che sarebbe stata portata avanti da Prince. Joseph ha anche sottolineato che affidarsi a contractor, specie se a farlo sono governi deboli come quello di Haiti, non rafforza le forze locali, ma sostituisce ad esse le attività di agenzie private che non si occupano di sviluppare le competenze in materia di sicurezza delle forze militari e civili locali. In effetti, <strong>in alcuni casi ad Haiti i mercenari hanno più che altro contribuito a generare il caos</strong>: ad esempio, un gruppo di colombiani reclutati da una compagnia statunitense <a href="https://apnews.com/article/haiti-presidential-assassination-moise-colombian-mercenaries-15546fb463ac121b10bbbe74a1acd151">è stato accusato</a> di aver partecipato all’uccisione del presidente Jovenel Moïse nel 2021. </p>



<p>Questo sembra vero ancora oggi. Da marzo scorso agiscono infatti diversi contractor sull’isola, che per lo più contrastano le attività delle bande criminali attraverso l’utilizzo di droni. In realtà, ad oggi non sono stati ancora annunciati arresti o morti di criminali di rilievo. Invece, secondo l’attivista per i diritti umani <strong>Pierre Esperance</strong>, i morti civili a causa dei droni sarebbero almeno 200. Tuttavia, la disperazione ad Haiti è tale che qualsiasi aiuto è benvenuto, anche se questo comporta l’uccisione di civili o il controllo, da parte di una agenzia privata straniera, di porzioni di territorio e di servizi essenziali: una fonte vicina a Prince ha dichiarato infatti che il suo obiettivo sarebbe espandere le attività ad Haiti fino a includere la gestione di dogane, trasporti e riscossione delle imposte, settori in crisi per via della corruzione dilagante e per il disfacimento della burocrazia statale. </p>



<p>Sembra che questo sarà davvero l’esito più probabile della missione dei contractors statunitensi: «le porte sono aperte» <a href="https://www.gazettehaiti.com/node/12261">ha dichiarato</a> Alfred Métellus, ministro haitiano dell’Economia, al giornale <em>Le Nouvelliste</em>. «Tutte le possibilità devono essere considerate. Oggi noi cerchiamo tutti gli haitiani, tutti gli stranieri con esperienza in questo settore che vogliano sostenerci, che vogliano sostenere la polizia e l’esercito, per sbloccare la situazione».</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/erik-prince-e-la-crisi-di-haiti-quando-la-sicurezza-nazionale-diventa-un-affare-privato.html">Erik Prince e la crisi di Haiti: quando la sicurezza nazionale diventa un affare privato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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