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	<title>Jill Biden Archives - InsideOver</title>
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	<title>Jill Biden Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Più di 4.000 grazie a rischio: l’‘Autopen-gate’ travolge Biden e la sua amministrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 12:22:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1024x505.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-768x379.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1536x758.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un rapporto del Congresso spiega che non ci sarebbero prove del consenso di Biden sull'uso dell'autopen e potrebbe partire un'indagine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/piu-di-4-000-grazie-a-rischio-lautopen-gate-travolge-biden-e-la-sua-amministrazione.html">Più di 4.000 grazie a rischio: l’‘Autopen-gate’ travolge Biden e la sua amministrazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="947" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-600x296.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1024x505.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-768x379.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250116145236662_8a01487506fd170a2a47f3bc1a8a123d-e1737035841366-1536x758.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Joe Biden</strong> è di nuovo al centro del dibattito politico americano a quasi <a href="https://it.insideover.com/politica/le-contraddizioni-di-biden-nel-suo-discorso-daddio.html">un anno dall’addio</a> alla Casa Bianca.&nbsp; La Commissione di vigilanza del Congresso guidata dal repubblicano <strong>James Comer</strong> ha recentemente pubblicato una<a href="https://oversight.house.gov/wp-content/uploads/2025/10/The-Biden-Autopen-Presidency-Decline-Delusion-and-Deception-in-the-White-House-2025.10.24.pdf-UPDATED-Oct.-28.pdf"> relazione</a> che getta ombre sulla legittimità di numerosi atti esecutivi firmati dal 46esimo presidente degli Stati Uniti, tra cui diverse <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-contro-la-pena-di-morte-federale-grazia-37-condannati-ma-non-i-terroristi.html">migliaia di grazie.</a> I repubblicani puntano il dito contro il<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-malattia-di-joe-biden-e-una-questione-politica.html"> <strong>declino fisico e cognitivo di Biden</strong></a><strong>, </strong>manifestatosi palesemente negli ultimi anni del suo mandato, duranti i quali <strong>numerosissimi provvedimenti sarebbero stati sottoscritti tramite autopen</strong>, strumento in grado di riprodurre automaticamente la firma del presidente senza necessità di compiere un movimento con la mano.</p>



<p>Il rapporto è già arrivato sulla scrivania della procuratrice generale <strong>Pam Bondi</strong>, a cui James Comer chiede di <strong>avviare un’inchiesta</strong> volta ad accertare che le firme con autopen siano state autorizzate consciamente da Biden e che questi abbia realmente compreso il contenuto di tali atti senza che qualcuno ne abbia approfittato per prendere decisioni al posto suo. Il teorema sottoposto al dipartimento di Giustizia è che, data la scarsa lucidità mentale dell’ex presidente, <strong>molti di quegli atti sarebbero da considerarsi nulli se approvati senza un consenso consapevole.&nbsp;&nbsp;</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è l’autopen e com’è usata dai Presidenti</h2>



<p>L’autopen è un dispositivo meccanico che consiste nella fissazione di una penna a un braccio meccanico in grado di riprodurre un campione di scrittura autentico. <strong>Lo strumento è ormai in uso agli inquilini della Casa Bianca da qualche decennio</strong> per firmare documenti come lettere di cortesia o di corrispondenza, ove dovessero assentarsi dallo Studio Ovale.&nbsp;</p>



<p>Scavando nella storia più recente, il primo presidente ad aver autorizzato l’autopen per un atto dal valore politico, è stato <strong>Barack Obama</strong> nel 2011 per estendere l’ambito di efficacia nel <em>Patriot Act</em> &#8211; provvedimento disciplinante la lotta al terorismo &#8211; mentre si trovava in Francia. <strong>Il dipartimento di Giustizia, all’epoca, affermò che tale pratica era pienamente legittima</strong>, in quanto la Costituzione e le leggi federali non definiscono alcuna modalità di firma da parte del Governo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’utilizzo dell’autopen è tornato a tenere banco nel dibattito pubblico dopo che la Heritage Foundation, think tank conservatore, ha svolto un&#8217;indagine politica sulla mole di documenti prodotti sotto l’amministrazione Biden, rivelando che vastissima parte era stata validata con il dispositivo meccanico di firma. Fermo restando che tale strumento è ampiamente accettato per sbrigare gli affari di governo, <strong>un uso così eccessivo ha alimentato sospetti spingendo a credere che Biden non fosse in grado di firmare per conto suo, non comprendendo i contenuti documentali</strong>. Donald Trump ha colto la palla al balzo per accusare il suo predecessore di non sapere cosa stesse firmando, sebbene abbia anche ammesso di avere ricorso all’autenticazione meccanica della firma in passato, ma per atti privi della veste esecutiva.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il<em> j’accuse</em> del rapporto</h2>



<p>La relazione della Commissione di vigilanza non si limita a contestare l’impiego smodato dell’autopen, ma specifica che Biden potrebbe non aver preso delle decisioni in autonomia riguardo agli oltre quattromila indulti e commutazioni di pena  &#8211; il più alto numero mai autorizzato nella storia &#8211; in quanto mancherebbe della documentazione a supporto.</p>



<p>A sostegno della tesi, è divenuta cruciale <a href="https://www.zerohedge.com/political/top-biden-aide-releases-kraken-autopen-hunters-role-pardongate-and-joes-malfunctioning">l’audizione al Congresso di <strong>Jeff Zients</strong></a>, ex capo di gabinetto del 46esimo presidente. Esaminando il rapporto, si legge che <strong>una collaboratrice di Zients, tramite la posta elettronica di quest’ultimo, avrebbe dato il nullaosta a una sfilza di grazie firmate</strong> il 19 gennaio di quest’anno,<strong>  </strong>tra le quali alcune che hanno suscitato un certo clamore in quanto riguardavano i familiari del presidente. Ciononostante, <strong>non sarebbero presenti dei verbali o atti di riunioni in cui Biden avrebbe dato il proprio assenso</strong>. Nel corso dell’audizione, l’ex capo staff ha aggiunto che Joe Biden aveva sempre più <a href="https://nypost.com/2025/09/18/us-news/ex-biden-chief-of-staff-jeff-zients-called-for-post-debate-cognitive-test-said-46th-prezs-memory-grew-worse-in-office-source/">difficoltà di memoria e di articolazione del linguaggio</a>, tanto che il suo entourage negli ultimi tempi era impegnato a calendarizzare briefing extra e a ridurre gli orari di lavoro dell’ex numero uno della Casa Bianca.           </p>



<p>Tutt’al più, Zients avrebbe affermato che l’ex first lady <strong>Jill Biden</strong> si era detta preoccupata per la salute mentale del marito al punto da chiedere allo staff di contingentare i suoi impegni in modo da non procurargli troppo stress. Tali dichiarazioni hanno portato i membri della Commissione a domandarsi se il presidente democratico fosse stato coinvolto nella concessione delle grazie ai beneficiari più illustri come l’ex direttore del NIAID Anthony Fauci, i membri del comitato investigativo sull&#8217;assalto a Capitol Hill e <a href="https://it.insideover.com/politica/biden-grazia-il-figlio-hunter-ma-lo-scandalo-rimane.html">suo figlio Hunter</a>. L’ex first son è stato destinatario di un indulto &#8220;totale e incondizionato” per i reati federali di cui era accusato a meno di un mese dalla fine del mandato del padre.&nbsp;</p>



<p>Dal rapporto parrebbe che il secondogenito dell’allora comandante in capo abbia partecipato alle riunioni relative all’emissione dei provvedimenti di grazia, senza però ricoprire un ruolo ufficiale nel gabinetto del padre.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le potenziali conseguenze&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Pam Bondi ha già reso noto che il dipartimento di Giustizia sta valutando gli elementi per l’apertura di un’indagine sull’uso dell’autopen da parte dell&#8217;amministrazione precedente. Se le tesi repubblicane dovessero trovare conferma, le conseguenze sarebbero dirompenti: <strong>migliaia di indulti potrebbero risultare nulli e i loro beneficiari divenire penalmente perseguibili</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>I Biden si sono fatti sentire parlando di illazioni infondate e specificando che durante gli anni alla Casa Bianca ogni decisione è stata assunta in totale coscienza, mentre i democratici accusano il Partito Repubblicano di avere fabbricato un castello di carte senza nessuna prova concreta e tangibile come fondamenta. Tuttavia, questa vicenda ha ridato vigore a un interrogativo che per troppo tempo è stato ignorato e a cui oggi è doveroso dare una risposta: <strong>fino a che punto è legittimo l’uso di una macchina per esprimere la volontà del presidente degli Stati Uniti?</strong></p>



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		<item>
		<title>Biden manda avanti la moglie: cosa c&#8217;è dietro il viaggio in Europa della first lady</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/biden-manda-avanti-la-moglie-cosa-ce-dietro-il-viaggio-in-europa-della-first-lady.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2022 05:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti Biden, nel pieno delle difficoltà all’estero come in patria, sceglie di mettere in campo una classica mossa degli inquilini della Casa Bianca: utilizzare la first lady come “messaggio” politico e come “contenitore” del messaggio stesso. La visita lampo in Ucraina Alla luce di questo si spiega la visita lampo di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/biden-manda-avanti-la-moglie-cosa-ce-dietro-il-viaggio-in-europa-della-first-lady.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510191151528_bd677679bc0d8ee5f8da4f034b0cba93-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il presidente degli Stati Uniti Biden, nel pieno delle difficoltà all’estero come in patria, sceglie di mettere in campo una classica mossa degli inquilini della Casa Bianca: utilizzare la <em>first lady</em> come “messaggio” politico e come “contenitore” del messaggio stesso.</p>
<h2>La visita lampo in Ucraina</h2>
<p>Alla luce di questo si spiega la <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2022/05/08/jill-biden-ukraine/">visita lampo di <strong>Jill Biden</strong></a> in <strong>Ucraina</strong>, proprio nel giorno della Festa della Mamma: una tappa che carica di ulteriore significato la sua missione prima in Romania e poi in Slovacchia per visitare le truppe Usa, ribadire i forti legami bilaterali con i due alleati NATO ma soprattutto per mostrare solidarietà ai rifugiati ucraini e gratitudine per gli sforzi umanitari a tutti gli operatori coinvolti nell’area. Mrs Biden, “armata” di un bouquet di fiori ha incontrato la sua omologa, la signora <strong>Olena Zelenska</strong>, moglie blindatissima del presidente ucraino. L’incontro è avvenuto in una scuola di Uzhhorod, città di 100 mila abitanti a pochi chilometri dal confine con la Slovacchia. La moglie del presidente ucraino ha ringraziato per la sua visita, che ha definito &#8220;un atto molto coraggioso&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tutti noi sentiamo il vostro supporto e la leadership del presidente Usa ma vorremmo notare che la Festa della mamma è un giorno molto simbolico per noi perché sentiamo il vostro amore e sostegno durante questo giorno così importante&#8221;, ha proseguito Olena, apparsa in pubblico per la prima volta dal 24 febbraio, giorno dell&#8217;invasione russa. Le due <em>first lady</em>, che si sono scambiate una fitta corrispondenza in queste settimane di guerra, sono rimaste sole per un incontro di un&#8217;ora. Poi hanno visitato insieme una scuola trasformata in centro di accoglienza profughi, che ospita 163 ucraini, di cui 47 bambini. Alcuni di loro stavano facendo dei lavoretti da regalare alle loro mamme. Jill è quindi tornata in Slovacchia, dove ha visitato i profughi ucraini, soprattutto donne e bambini, incontrati a Kosice e a Vysne Nemecke.</p>
<h2>Una first lady schiva</h2>
<p>Un ruolo inusuale per la schiva Jill che, fin dai tempi da “<em>second lady</em>” tra il 2009 e il 20017, aveva abituato il pubblico a un ruolo defilato. Nessuna campagna “politica”, tantomeno smanie di protagonismo o regina del gossip. Eppure, dettaglio che sfugge ai più, durante il suo primo anno di “mandato”, la dottoressa Biden ha viaggiato in lungo e in largo per il globo. Ha continuato a impegnarsi in <strong>cause “domestiche”</strong> e di ordinaria amministrazione, solitamente appannaggio di tutte le <em>first lady</em>, anche quelle nell’ombra: sostenere le famiglie dei militari, supportare maggiori opportunità educative e impegnandosi nella lotta al cancro. Ha anche servito come un importante messaggero per le priorità più urgenti della Casa Bianca, tra cui la riapertura in sicurezza delle scuole, il sostegno all&#8217;agenda economica del Presidente e l&#8217;incoraggiamento di adulti e bambini a proteggere se stessi e le loro comunità vaccinandosi contro il Covid-19.</p>
<p>Nella primavera del 2021, ha annunciato la fase successiva e le priorità di <strong><em>Joining Forces</em></strong>, la sua iniziativa a sostegno delle famiglie, dei <em>caregiver</em> e dei sopravvissuti di militari e veterani, una piaga sociale che attanaglia gli Stati Uniti fin dai tempi della guerra di Corea. Insegnante da più di trent’anni ha sposato <strong>la causa dell’istruzione</strong>: dalla promozione dell&#8217;asilo universale al college comunitario gratuito, passando per il diritto all&#8217;istruzione superiore. Cosa che pochi sanno è che nonostante il ruolo di prima donna della Nazione, continua a insegnare inglese presso il Northern Virginia Community College, diventando la prima <em>first lady</em> a mantenere una carriera indipendente al di fuori della Casa Bianca.</p>
<h2>Il ruolo delle <em>first lady</em></h2>
<p>Un ruolo strano, quello delle <em>first lady</em> americane, ma fondamentale. Sebbene non vengano elette tantomeno scelgano di stare sotto i riflettori, rappresentano un aspetto complementare dell’immagine della presidenza stessa: i Padri Fondatori, infatti, dubitarono perfino che un uomo celibe potesse essere un un buon presidente, necessitando, per forza di cose, di essere ammogliato. Fin dai tempi di <strong>Eleanor Roosevelt</strong>, quando la coppia presidenziale si in un’immagine reale e potente, le <em>first lady</em> hanno smesso di essere rappresentate come semplici angeli del focolare e stoiche madri della Repubblica. La storia politica americana, strizzando l’occhio ad una certa letteratura, ha spesso romanzato ed ecceduto nel pesare l’influenza politica che alcune consorti hanno avuto sui presidenti, ma sta di fatto che l’era post-moderna americana ha reso la prima donna d’America una figura centrale, culturalmente e politicamente, con incarichi precisi, un’agenda personale. Se la consorte di Roosevelt ruppe gli schemi da più punti di vista, diventando essa stessa una delle figure politiche più influenti dello scorso secolo, <strong>Jacqueline Kennedy</strong> è stata forse “la” first lady per antonomasia: carismatica, colta, dal fascino magnetico ed eleganza impareggiabile che l’hanno resa un’icona di stile nel mondo. Durante la campagna elettorale del 1960 John Fitzgerald Kennedy ne dispose come di un vero e proprio strumento di propaganda: Jacqueline doveva essere il prototipo di donna americana del Dopoguerra, lavoratrice, madre e moglie. Colei che doveva smussare le perplessità sull’inesperienza del marito e galvanizzare l’elettorato femminile. Fu molto di più: spesso e volentieri fu elegante inviata della Casa Bianca in contesti che richiedevano una distensione: è quanto accadde in India nel 1962, quando la signora Kennedy giunse a Delhi per ricucire gli strappi fra suo marito e Nehru.</p>
<p>Che dire poi di <strong>Hillary Clinton</strong> e <strong>Michelle Obama</strong>, icone contemporanee. Donne energiche, professioniste, paladine dei diritti civili, oratrici carismatiche, madri e spose. La prima, impassibile di fronte agli scandali legati alle turbolenze del marito, lanciata poi verso la propria carriera politica che l’ha portata ad un passo dalla Casa Bianca. L’altra, icona della <em>self made woman</em>, diventata iper-popolare spesso oscurando la figura dell’altrettanto popolare marito. Social e <em>à la page</em>, ha legato la propria immagine a numerosi progetti sociali e umanitari: talmente popolare da essere invocata dal basso come candidata dei <em>Dem</em> alla Presidenza degli Stati Uniti. La storia racconta che siano state soprattutto le <em>first lady</em> progressiste a porsi maggiormente sotto l’occhio dei riflettori e a compartecipare alla vita pubblica e politica dei mariti. Più nell’ombra le prime donne del GOP: alcune relegate in un ruolo più tradizionale come Laura Bush, altre totalmente scollate dal legame affettivo con la nazione come Melania Trump che scelse addirittura di non vivere in quel di Pennsylvania Avenue.</p>
<h2>Una manovra di soccorso?</h2>
<p>Jill Biden giunge in Europa nel momento peggiore in un anno e mezzo di presidenza del consorte. La visita in Ucraina arriva pochi giorni dopo quella della speaker della Camera <strong>Nancy Pelosi</strong> e dei segretari di Stato e alla Difesa Usa, <strong>Antony Blinken</strong> e <strong>Lloyd Austin</strong>. La visita sembra quasi essere necessaria per non lasciare la primazia alla Pelosi, ma soprattutto per smussare l’aspetto bellicista e di sicurezza incarnato da Blinken e Austin. Ma soprattutto, la signora Biden fa da apripista al marito, il cui viaggio a Kiev tarda ad arrivare per ragioni di sicurezza ma soprattutto di opportunità: l’immagine del presidente (<em>gaffeur</em>) degli Stati Uniti d’America, fulcro della NATO, che sia addentra fra le macerie della capitale ucraina sarebbe percepita come una chiara provocazione in quel di Mosca, un guanto di sfida che è meglio non lanciare dopo i fatti di Varsavia. Si tratta, dunque, di un modo per esserci senza esserci.</p>
<p>Nelle stesse ore della visita di Jill Biden, giungeva in Ucraina <strong>Justin Trudeau</strong>, protagonista anche lui di un blitz tenuto riservato per incontrare Zelensky a margine della video call tra i leader del G7. Il premier canadese ha prima fatto tappa a Irpin, accompagnato dal sindaco Oleksander Markushyn. Una sorta di doppia missione al di là dell’Atlantico che ha portato sul suolo ucraino i due pilastri NATO d’Oltreoceano. Le due visite, in contemporanea, hanno un significato simbolico non da poco: assieme non valgono esattamente quanto una visita di Biden ma sono quanto di più vicino possa esserci, ovvero la prima donna d’America e il presidente della nazione sorella per eccellenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/biden-manda-avanti-la-moglie-cosa-ce-dietro-il-viaggio-in-europa-della-first-lady.html">Biden manda avanti la moglie: cosa c&#8217;è dietro il viaggio in Europa della first lady</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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