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	<title>Giuseppe De Donno Archives - InsideOver</title>
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	<title>Giuseppe De Donno Archives - InsideOver</title>
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		<title>Cos&#8217;è successo alla cura del plasma iperimmune</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/cose-successo-cura-del-plasma-iperimmune-de-donno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 09:29:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-1536x1022.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-2048x1363.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il dottor Giuseppe De Donno era divenuto noto alle cronache per la terapia del plasma iperimmune. Mentre scriviamo, il suicidio del medico, che l&#8217;Italia aveva conosciuto durante la prima fase della pandemia, è ancora avvolto dal mistero. Il Covid-19 aveva appena fatto la sua comparsa o quasi. Gli esperti erano al lavoro per comprendere almeno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/scienza/cose-successo-cura-del-plasma-iperimmune-de-donno.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/cose-successo-cura-del-plasma-iperimmune-de-donno.html">Cos&#8217;è successo alla cura del plasma iperimmune</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-768x511.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-1536x1022.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/palsma-Agenzia_Fotogramma_FGR2964075-2048x1363.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il dottor <strong>Giuseppe De Donno</strong> era divenuto noto alle cronache<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/dimissioni-plasma-abbandonato-e-silenzio-cosa-c-dietro-1965206.html"> per la terapia del plasma iperimmune</a>. Mentre scriviamo, il suicidio del medico, che l&#8217;Italia aveva conosciuto durante la prima fase della pandemia, è ancora avvolto dal mistero.</p>
<p>Il Covid-19 aveva appena fatto la sua comparsa o quasi. Gli esperti erano al lavoro per comprendere almeno come tamponare il quadro epidemiologico. Si parlava di vaccino, ma non con le certezze odierne. Il<strong> SarsCov2</strong> aveva sconvolto l&#8217;intero pianeta. La soluzione del problema appariva lontana. Avevamo appena preso confidenza con la figura del &#8220;virologo&#8221;, che ci avrebbe accompagnato per anni. Si avvicinava l&#8217;estate del 2020. Il primo lockdown del Belpaese era alle spalle. Il tempo e la situazione imponevano alla scienza di non cedere centimetri e di battere ogni strada percorribile.</p>
<p>Tra tanti virologi, epidemiologi e primari esposti in prima linea, sia sul piano mediatico-televisivo sia su quello della ricerca e dell&#8217;intervento medico-scientifico, era spuntato uno <strong>pneumologo</strong>. Il professor De Donno iniziava a raccontare di quanto e come funzionasse la sua &#8220;scoperta&#8221;. Il plasma iperimmune non era un&#8217;esclusiva per contrastare il Covid19: la tecnica era già utilizzata nei confronti di altre patologie, con una serie di applicazioni, sperimentali o meno.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/societa/il-professore-del-plasma-ora-racconta-tutto-perche-mi-combattono.html">Noi di InsideOver</a>, all&#8217;epoca, intervistavamo De Donno per comprendere al meglio se e quali speranze potessimo nutrire. E il dottore, senza girarci troppo attorno, ci spiegava sia i meccanismi alla base della &#8220;cura&#8221; sia quello che stava accadendo dal punto di vista &#8220;politico&#8221;: il medico aveva appena tenuto <strong>un&#8217;audizione</strong> in Senato. Una diretta social con Matteo Salvini, peraltro, diffondeva la figura e le tesi dello pneumologo lombardo.</p>
<p>La questione del plasma iperimmune era insomma discussa. Circolava un pronunciato scetticismo sulla terapia che il professore, che era incaricato presso l&#8217;ospedale di Mantova, cercava di difendere. Era nato un fenomeno social: sulle piattaforme proliferavano i gruppi di sostegno al dottore ed alle sua ragioni: &#8220;Guardi &#8211; ci raccontava De Donno &#8211; , il plasma del convalescente lo abbiamo utilizzato per pazienti con una grave insufficienza respiratoria. Va da sé &#8211; aggiungeva &#8211; che possa essere utilizzato anche nel paziente meno grave. Ma può essere utilizzato anche in profilassi, come stanno facendo negli Stati Uniti, dove lo stanno proponendo in favore del personale sanitario. Lo scopo è evitare che quel personale si ammali&#8221;. Poi la storia di Pamela, cui il dottore sembrava tenere particolarmente: una paziente afflitta da Covid-19 ed in stato interessante, che De Donno definiva &#8220;restituita alla famiglia&#8221; dopo la somministrazione del plasma.</p>
<p>Dicevamo degli aspetti &#8220;politici&#8221;: l&#8217;ospedale di De Donno &#8211; <a href="https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2020/05/19/news/studio-tsunami-per-ora-de-donno-e-franchini-out-1.38864264">come raccontava</a> la Gazzetta di Mantova &#8211; era stata esclusa in prima battuta dallo studio Tsunami sul plasma iperimmune, la ricerca predisposta dall&#8217;ISS e dall&#8217;Aifa per verificare l&#8217;eventuale utilità di quella &#8220;terapia&#8221;. Poi l&#8217;ospedale Poma sarebbe stato inserito nella sperimentazione. <a href="https://it.insideover.com/societa/che-fine-a-fatto-la-cura-con-il-plasma-iperimmune.html">Tra difficoltà varie e presunti boicottaggi</a>, lo Tsunami avrebbe poi fornito esiti negativi: &#8220;Nel complesso TSUNAMI non ha quindi evidenziato un beneficio del plasma in termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei primi trenta giorni&#8221;, <a href="https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/3f4alMwzN1Z7/content/covid-19-studio-tsunami-il-plasma-non-riduce-il-rischio-di-peggioramento-respiratorio-o-morte">si legge ancora</a> sul sito dell&#8217;ISS. Per quanto una piccola apertura venisse evidenziata: &#8220;Questo (una leggera positività statistica, ndr) potrebbe suggerire l’opportunità di studiare ulteriormente il potenziale ruolo terapeutico del plasma nei soggetti con COVID lieve-moderato e nelle primissime fasi della malattia&#8221;. Ma niente di più o quasi.</p>
<p>Per fortuna, la vaccinazione era divenuta realtà, per quanto fossimo al principio della diffusione a macchia d&#8217;olio tra tutta la popolazione. Il professor De Donno &#8211; lo aveva confermato pure nella nostra intervista &#8211; non era affatto contrario ai vaccini anti-<strong>Covid19</strong>, anzi li auspicava. Comunque, il dottore e le sue terapie, dopo un periodo di sovraesposizione, erano finite in secondo piano. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/dimissioni-plasma-abbandonato-e-silenzio-cosa-c-dietro-1965206.html">Tanto che oggi</a> si parla di &#8220;accantonamento&#8221;. Prima di togliersi la vita, De Donno aveva optato per le dimissioni dall&#8217;ospedale in cui aveva lottato contro la pandemia e per un incarico come medico di base.</p>
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		<title>Che fine ha fatto la cura con il plasma iperimmune</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/che-fine-a-fatto-la-cura-con-il-plasma-iperimmune.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2020 05:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[plasma dei guariti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Covid sangue" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il plasma iperimmune, tanto dal punto di vista medico-scientifico quanto da quello mediatico, è stato uno degli protagonisti principali dell&#8217;emergenza coronavirus. Se non altro perché i toni speranzosi legati alle sperimentazioni in essere presso i nosocomi di Mantova e Pavia avevano prodotto più di qualche aspettativa tra molti cittadini. Ad un certo punto, per lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/che-fine-a-fatto-la-cura-con-il-plasma-iperimmune.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/che-fine-a-fatto-la-cura-con-il-plasma-iperimmune.html">Che fine ha fatto la cura con il plasma iperimmune</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Covid sangue" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Analisi-sangue-coronavirus-La-Presse-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il <strong>plasma iperimmune</strong>, tanto dal punto di vista medico-scientifico quanto da quello mediatico, è stato uno degli protagonisti principali dell&#8217;emergenza <strong>coronavirus</strong>. Se non altro perché i toni speranzosi legati alle sperimentazioni in essere presso i nosocomi di Mantova e Pavia avevano prodotto più di qualche aspettativa tra molti cittadini. Ad un certo punto, per lo studio ufficiale, lo studio &#8220;Tsunami&#8221;, è stata scelta Pisa. Non senza stupore di chi aveva introdotto il <strong>plasma iperimmune</strong> nel dibattito scientifico. La cosa che può sembrare paradossale è che ora anche Pisa, in qualche modo, sembra lamentare qualche disattenzione da parte di chi è deputato ad accelerare. Comunque sia, l&#8217;Italia, in specie nelle settimane finali del lockdown, ha avuto la sensazione di aver trovato, se non un modo buono per risolvere la situazione dovuta al Covid-19, almeno un tampone, nel senso metaforico del termine, in grado di migliorare i quadri clinici di alcuni soggetti interessati dalla sindrome che sta sconvolgendo il pianeta. Anche perché si parlava di persone guarite. In qualche specifico caso, come riporta <a href="https://www.lastampa.it/novara/2020/05/23/news/plasma-iperimmune-dieci-pazienti-guariti-dal-covid-il-maggiore-rafforza-la-sinergia-con-gli-ospedali-di-pavia-e-pisa-1.38880100">questo articolo</a> de<em> La Stampa</em>, di decine di persone guarite.</p>
<h3>Il &#8220;caso&#8221; De Donno</h3>
<p>Nel corso di quel periodo (era maggio del 2020), <a href="https://it.insideover.com/societa/il-professore-del-plasma-ora-racconta-tutto-perche-mi-combattono.html">abbiamo anche intervistato</a> il professor <strong>Giuseppe De Donno</strong>, che ci aveva anche spiegato quale fosse il meccanismo della terapia: &#8220;Il donatore, che è un paziente guarito da malattia da coronavirus, in uno stato più o meno grave, dona 600 ml di plasma. Cosa vuol dire? Vuol dire che il paziente dona 600 ml di sangue. Noi restituiamo globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, ma tratteniamo la parte liquida del sangue, ossia il plasma che al suo interno ha, oltre ad alcune sostanze anti-infiammatorie, anche gli anticorpi che il guarito ha sviluppato contro il coronavirus&#8221;. Gli anticorpi vengono trasferiti nel corpo del malato, che avrebbe così qualche strumento in più per reagire agli effetti del Sars-Cov2. Lo pneumologo di Mantova ha utilizzato questo trattamento in funzione ed in favore di persone che avevano contratto il Covid-19. Durante questi mesi, sono nati gruppi in sostegno di De Donno, soprattutto sui social network. Almeno una porzione del Belpaese pensa che si debba continuare sulla strada che lo pneumologo ed altri hanno individuato. Ma è noto: è la scienza, con il contributo degli enti preposti, a decidere.</p>
<p>In contemporanea con lo sviluppo delle sperimentazioni è nato una sorta di &#8220;derby&#8221; con gli <strong>anticorpi monoclonali</strong>. Quasi come se una terapia escludesse l&#8217;altra. Il contrasto è stato più che altro comunicativo, per quanto il professor Roberto Burioni, una volta appresa la notizia sulla cura utilizzata per il quadro clinico di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>, abbia dichiarato &#8211; <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/10/03/burioni-trump-elogia-plasma-cura-con-anticorpi_tJiGSrkBJX0o1BCXC0tZWP.html">come ripercorso</a> dall&#8217;<em>Adnkronos</em> &#8211; quanto segue: &#8220;Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché a Donald Trump (al quale auguro pronta guarigione) stanno somministrando un cocktail di anticorpi monoclonali e non il plasma iperimmune che tanto ha glorificato fino a pochi giorni fa&#8221;. Se non fossimo all&#8217;interno di confini precisi &#8211; quelli scientifici &#8211; sembrerebbe quasi di raccontare una dialettica politica. Ma qual è, ad oggi, lo stato degli studi su questa tipologia di terapia? Una delle ultime risultanze era comparsa su <em>Haematologica, </em>una rivista scientifica. Il testo, firmato pure da De Donno, sosteneva una riduzione del tasso di mortalità assoluta pari al 9% dei pazienti.</p>
<h3>Lo stato degli studi</h3>
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<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql">Il divulgatore scientifico Gianluca Pistore, che abbiamo sentito per comprendere a pieno come stiano le cose, ha anzitutto sgomberato il campo dalle logiche di parte: &#8220;<span style="font-size: 1rem;">Il dibattito sul plasma iperimmune &#8211; esordisce Pistore &#8211; andrebbe condotto solo guardando le evidenze scientifiche, queste al momento non ci dicono che sia miracoloso, né che sia inutile&#8221;. Un argomento buono per chi sostiene che l&#8217;equilibrio abiti spesso in mezzo alle polarizzazioni. E ancora: &#8220;Uno dei migliori studi (<a href="https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.09.03.20187252v1.full.pdf?fbclid=IwAR3YLqgZUGSpK8RzzH6d2z-DAkRawZND7AGVg48SwtHyNSvlObJCz7v1pfE">questo</a>) a riguardo è stato effettuato su un campione di 464 pazienti suddivisi in due gruppi. Ad un gruppo sono stati dati i migliori farmaci e il plasma iperimmune, mentre l&#8217;altro ha usufruito solo dei migliori farmaci, e niente plasma&#8221;. E l&#8217;esito? &#8220;</span><span style="font-size: 1rem;">Nel gruppo col plasma sono stati registrati 34 decessi, in quello senza plasma 31. Sostanzialmente non si vedono differenze ascrivibili alla terapia col plasma. Ma non corriamo alle facili conclusioni: nel somministrare il plasma non si è dosata la quantità di <strong>anticorpi neutralizzanti</strong>: si è semplicemente somministrato il plasma di persone guarite, che dunque non sembra essere risolutiva, mentre rimane aperta la possibilità di selezionare dai pazienti guariti chi ha una notevole quantità di anticorpi neutralizzanti, il che però richiede un aumento di costi e di lavoro&#8221;. Qualche conclusione? &#8220;Ad oggi non è possibile trarre conclusioni definitive, la scienza ha bisogno di tempo per studiare. Noi divulgatori dobbiamo essere molto attenti a comunicare ciò che viene scoperto senza esaltarci davanti a qualche iniziale buona notizia e senza abbatterci davanti ai primi risultati negativi&#8221;.</span></div>
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<h3>Il presunto boicottaggio</h3>
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<p><span style="font-size: 1rem;">Uno dei problemi della cosiddetta terapia del &#8220;plasma dei guariti&#8221;, dunque, risiede nel fatto che non tutte le persone uscite dal tunnel del <strong>Covid-19</strong> posseggano giocoforza gli anticorpi che sarebbero utili in questa terapia. E individuare i soggetti davvero in grado di migliorare la situazione del prossimo potrebbe non essere un&#8217;operazione semplice. La terapia del plasma iperimmune però &#8211; e questa è già una notizia di discreta portata &#8211; non può essere bocciata di netto. Oggi però questo tipo di &#8220;cura&#8221; sembra divenire, ogni giorno che passa, una strada meno battuta</span><span style="font-size: 1rem;">.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;"> C&#8217;è chi ventila motivazioni politiche e chi ritiene che la terapia presenti possibili effetti collaterali che non possono essere omessi: potrebbero essere vere entrambe le radici del ragionamento.</span>Di sicuro c&#8217;è che la direzione verso cui guarda la scienza medico-scientifica è un&#8217;altra. &#8220;Abbiamo ceduto la nostra sperimentazione ad Aifa e all’Istituto (quello &#8220;Superiore di Sanità&#8221;, <em>ndr</em>), sperando che &#8211; avendo carattere nazionale &#8211; potesse incontrare attenzione e adesione significativa, invece ci siamo trovati davanti ad uno scenario più complesso, definito da ritardi per i contratti tra l’Istituto e le Aziende sanitarie”, ha rivelato di recente il professor Menichetti, responsabile dello studio Tsunami per Pisa, a<em><a href="https://www.salernonotizie.it/2020/10/02/cura-al-plasma-menichetti-direttore-malattie-infettive-pisa-persa-occasione/"> Radio24 . </a></em>Tutto suggerisce che il plasma iperimmune, nel nostro Paese, sia stato ridimensionato. E lo stesso Menichetti ha aggiunto pure di pensare che, così facendo, l&#8217;Italia ha perso &#8220;un&#8217;occasione&#8221;.</p>
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		<title>Come funziona la cura del plasma</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-professore-del-plasma-ora-racconta-tutto-perche-mi-combattono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2020 00:01:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Plasma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il professor Giuseppe De Donno, che opera da pneumologo a Mantova, è ormai per tutti il medico che ha introdotto il plasma del paziente convalescente nella terapia per combattere la sindrome dovuta al Sars-Cov2. Ma De Donno è divenuto anche oggetto di critiche da parte di alcuni emisferi della scienza italiana. Per comprendere quale sia lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/il-professore-del-plasma-ora-racconta-tutto-perche-mi-combattono.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Plasma-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il professor Giuseppe De Donno, che opera da pneumologo a Mantova, è ormai per tutti il medico che ha introdotto il plasma del paziente convalescente nella terapia per combattere la sindrome dovuta al <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Sars-Cov2.</a> Ma De Donno è divenuto anche oggetto di critiche da parte di alcuni emisferi della scienza italiana. Per comprendere quale sia lo stato degli studi attorno a quella che alcuni non hanno timore di definire già da oggi &#8220;cura&#8221;, abbiamo deciso di porre alcune domande centrali direttamente al medico che, più di ogni altro, è sembrato in grado di distribuire speranze di guarigione da quando il nuovo coronavirus ha fatto la sua comparsa in Italia. Ma quando è arrivato il nuovo coronavirus in Italia? Con il professor De Donno abbiamo parlato anche di questo&#8230;</p>
<p><strong>Professor De Donno, ma <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/plasma-dei-guariti-miglioramenti-1-2-giorni-ecco-terapia-1860003.html">la terapia del plasma</a> come funziona?</strong></p>
<p>Dal punto di vista tecnico, è una terapia semplicissima: il donatore, che è un paziente guarito da malattia da coronavirus, in uno stato più o meno grave, dona 600ml di plasma. Cosa vuol dire? Vuol dire che il paziente dona 600ml di sangue. Noi restituiamo globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, ma tratteniamo la parte liquida del sangue, ossia il plasma che al suo interno ha, oltre ad alcune sostanze anti-infiammatorie, anche gli anticorpi che il guarito ha sviluppato contro il coronavirus. E questa è la parte che riguarda donatore. Il plasma ottenuto, poi, viene diviso in due aliquote da 300ml l&#8217;una, che ci serviranno a trattare altri pazienti. Coloro che trattiamo sono persone che hanno una grave forma di insufficienza respiratoria con polmonite da coronavirus. Il plasma del donatore ci permette di trattare due pazienti ancora malati.</p>
<p><strong>Il meccanismo del suo plasma è diverso da quello d&#8217;uso comune, giusto?</strong></p>
<p>Il plasma normale non è il plasma di un paziente convalescente. Il plasma che utilizziamo noi, invece, è il plasma di un guarito dal coronavirus, quindi con gli anticorpi specifici per il coronavirus. Il plasma normale che usiamo per svariati motivi in ambito clinico-internistico non deriva dai convalescenti. Questo trattamento può divenire un modello anche per altre patologie. Ne sono sicuro.</p>
<p><strong>C&#8217;è un po&#8217; di bagarre mediatica attorno alla sua cura&#8230;</strong></p>
<p>Il discorso è questo: il protocollo di ricerca è partito da Mantova e da Pavia. I pavesi hanno deciso di mantenere un atteggiamento cautelativo. Io sono un clinico. Come tutti i clinici ho lavorato a contatto con i pazienti, alcuni dei quali sono morti. Da quando utilizziamo il plasma, muore molta meno gente. Eticamente, ho sentito la necessità di far conoscere alla popolazione quello che stava succedendo, e cioè una chiara volontà di tenere in cantina una metodica che, dal punto di vista della terapia, aveva molto più da dire rispetto a quella che stavamo utilizzando in precedenza. Sono dovuto passare per mezzi atipici: social e televisioni.</p>
<p><strong>Senta, come mai per la sperimentazione è stata scelta Pisa?</strong></p>
<p>Questo lo deve chiedere a chi l&#8217;ha scelta.</p>
<p><strong>Ascolti, lei è stato anche il coordinatore per Mantova del Tocilizumab. Come siamo messi con altri farmaci? Il plasma del convalescente è utile solo per una tipologia di paziente?</strong></p>
<p>Guardi, il plasma del convalescente lo abbiamo utilizzato per pazienti con una grave insufficienza respiratoria. Va da sé che possa essere utilizzato anche nel paziente meno grave. Ma può essere utilizzato anche in profilassi, come stanno facendo negli Stati Uniti, dove lo stanno proponendo in favore del personale sanitario. Lo scopo è evitare che quel personale si ammali.</p>
<p><strong>Ma lei è stato estromesso dallo studio Tsunami?</strong></p>
<p>Nella prima fase, Mantova e Pavia non sono stati assolutamente coinvolte. Dopo l&#8217;audizione al Senato è stata recuperata Pavia. Ora bisogna vedere come verrà recuperata Mantova.</p>
<p><strong>E la diatriba con il governatore della Toscana?</strong></p>
<p>Quella è una diatriba che si è inventato lui: io non l&#8217;ho mai nominato. Ho sempre detto che la scelta della città di Pisa era una scelta politica. Poi lui si è arrogato il diritto di pensare che io mi riferissi a lui, ma io neppure lo conosco.</p>
<p><strong>Torniamo al plasma. Sul lungo periodo qual è la prospettiva?</strong></p>
<p>Sul lungo periodo&#8230;in questo momento le scelte a disposizione sono due: il vaccino e l&#8217;utilizzo di anticorpi specifici contro il coronavirus. Questi anticorpi specifici possono derivare soltanto dal plasma del paziente convalescente. Io so che c&#8217;è un pensiero molto importante, soprattutto in una certa classe politica che è collusa, che vuole produrre le immunoglobuline contro il coronavirus perché proprietario di un&#8217;azienda leader del settore: ben venga! Io non sono mica contrario allo sviluppo scientifico ma, nel frattempo sono morte tutte queste persone, che cosa dovevamo aspettare? Nel frattempo&#8230; . L&#8217;unica arma che abbiamo a disposizione è il plasma del paziente convalescente. Quando avremo il vaccino, presumo nel 2021 in base ai tempi medi di produzione di un vaccino, potremo anche iniziare a usare il vaccino come profilassi, ma la gente continuerà ad ammalarsi, quindi avremo bisogno del plasma del paziente convalescente. Almeno fin tanto che non avremo a dispozione le immunoglobuline. Questi percorsi devono essere chiari, trasparenti, e non devono interferire con la vita della gente. Non dobbiamo far morire delle persone aspettando delle armi che uno ha.</p>
<p><strong>Ascolti, noi abbiamo intervistato il professor Crisanti, che sulla possibilità di un vaccino <a href="https://it.insideover.com/societa/quindici-domande-alluomo-che-ha-salvato-il-veneto-dal-covid-19.html">ha detto di non condividere l&#8217;ottimismo..</a></strong></p>
<p>Il professor Crisanti, a differenza mia, è uno scienziato vero. Quello che dice è reale: non tutti i pazienti che si ammalano di coronavirus sviluppano anticorpi neutralizzanti. Di conseguenza, non tutti i pazienti che verranno vaccinati svilupperanno anticorpi neutralizzanti. Quindi, la storia del vaccino è una storia sulla quale andrà fatta una grande discussione. Per questo dico che un vaccino pronto in tre mesi non mi convince per nulla. Io non me lo farei mai.</p>
<p><strong>Però un vaccino lo auspichiamo, sì?</strong></p>
<p>Certo. Io non sono contrario ai vaccini. Nel mio reparto, da due anni, faccio ambulatorio per la vaccinazione per l&#8217;influenza, per le polmoniti e per l&#8217;emofilo. Io non sono assolutamente contrario ai vaccini, ma sono favorevole ai vaccini sicuri. Quelli che di sicuro che producono immunità. Non conosciamo il coronavirus. Non sappiamo nulla di questo virus. Stiamo andando di corsa. Abbiamo combattuto una guerra, e abbiamo utilizzato il plasma del paziente convalescente, come tutte le armi a disposizione, di corsa. Perché siamo in guerra. Il problema è che il plasma del paziente convalescente andava utilizzato molto di più. Visto una roba vecchia e visto che mi accusano sempre di utilizzare una roba vecchia, allora bisognava usarlo su larga scala senza ulteriori studi.</p>
<p><strong>Lei, durante l&#8217;audizione al Senato, ha raccontato la storia di una paziente: Pamela..</strong></p>
<p>Pamela è una ragazza di 28 anni che, quando è arrivata in ospedale, era alla 24esima settimana di gravidanza. Ha sviluppato una polmonite da coronavirus, così è stata ricoverata in ostetricia. Le sue condizioni sono rapidamente peggiorate. Era necessario decidere cosa fare: farla abortire, intubarla e portarla in rianimazione o prendere un&#8217;altra strada. Perché la ventilazione meccanica avrebbe provocato delle gravi ripercussioni sul feto, così come le dosi di ossigeno possono provocare ossidazione del feto. E allora, d&#8217;accordo con la ragazza, abbiamo optato per il plasma del paziente convalescente. Abbiamo fatto la prima dose ed è iniziata la migliorare. La febbre è scomparsa. Sono migliorati i sintomi respiratori. Alla seconda dose, nel corso della terza giornata, è scomparsa l&#8217;insufficienza respiratoria, sono migliorati gli esami di laboratorio e Pamela è guarita. La settima giornata l&#8217;abbiamo restituita alla sua famiglia. I tamponi erano negativi.</p>
<p><strong>Professore, differentemente dalle istituzioni centrali, le Regioni del Nord sembrano puntare molto sul plasma del paziente convalescente..</strong></p>
<p>Sì, soprattutto il Veneto. Padova, visto il protocollo, lo ha attivato subito. Il governatore Luca Zaia, appena io ho parlato delle banche del plasma, ha rilanciato dicendo: il Veneto sta predisponendo le banche del plasma.</p>
<p><strong>Anche Fontana sembra molto attento a quello che fate a Mantova..</strong></p>
<p>Assolutamente. Noi mercoledì abbiamo in programma un&#8217;audizione con la Regione Lombardia. Io appoggio la mia Regione. E spero che la Lombardia sia la prima a partire con la banca del plasma. Questo ci darà lustro, ma non è tanto per il lustro: è perché ci permetterà di dormire sonni tranquilli. E di sonni tranquilli, per adesso, ne abbiamo dormiti pochi.</p>
<p><strong>È iniziata la fase 3 o la fase 2 bis, che dir si voglia&#8230; Il virus sembrerebbe comportarsi in maniera diversa. Altri pensano che sia la reazione del nostro sistema immunitario ad essere cambiata. Lei è in prima linea: come la vede? </strong></p>
<p>Io penso che queste due letture del processo siano entrambe sbagliate. Noi, in questo momento, non abbiamo elementi in grado di dirci che il virus ha perso in virulenza. Noi stiamo godendo dei risultati del lockdown totale. Viviamo quella rendita. Lo ha dimostrato la Germania: appena ha aperto, l&#8217;indice di contagio è schizzato da 0,7 a 1.4. Noi questo virus non lo conosciamo: guai a sottovalutarlo. Altrimenti ci pugnalerà alle spalle. Io sono convinto che si debba aprire &#8211; non possiamo far crollare economicamente l&#8217;Italia &#8211; ma dobbiamo farlo attivando dei percorsi di prevenzione molto stretti. E dopo sarà il tempo a suggerirci le correzioni che dobbiamo fare. Bisogna essere pronti ad una terza ondata, perché la prima l&#8217;abbiamo subita ad ottobre dello scorso anno&#8230;</p>
<p><strong>Quindi il virus era in Italia già ad ottobre?</strong></p>
<p>Guardi, stiamo facendo uno studio retrospettivo sulla nostra casistica di polmoniti. Posso dire che ad ottobre, novembre e dicembre abbiamo avuto delle polmoniti con le stesse caratteristiche di quelle da coronavirus.</p>
<p><strong>E allora professore scusi: è possibile che <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/scontro-sulle-zone-rosse-mancate-covid-era-giro-2-mesi-1862186.html">la prima zona colpita non sia stata Codogno</a>? Qual è stata l&#8217;evoluzione del quadro epidemiologico? Ha dei dubbi sul fatto che sia partito tutto da Codogno?</strong></p>
<p>Ho qualche dubbio. Secondo me lo studio epidemiologico verrà fatto successivamente. Quando le bocce saranno ferme. Avremo delle sorprese.</p>
<p><strong>Quali sorprese?</strong></p>
<p>Sono sorprese. Se le svelassi in anticipo, non lo sarebbero più. Alla prossima puntata&#8230;Me ne hanno dette di ogni colore. Per oggi sono già contento così.</p>
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