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	<title>George Weah Archives - InsideOver</title>
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	<title>George Weah Archives - InsideOver</title>
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		<title>Un principe di nome ”Re Giorgio”: luci e ombre di un anno di Weah</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 09:11:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1640" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080.jpg 1640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080-1024x674.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p>
<p>È trascorso poco più di un anno da quando il mondo veniva informato che in Liberia, alla seconda tornata elettorale, il 61,5% dei votanti aveva scelto come presidente della nazione africana l’ex stella del calcio mondiale George Weah. Un’elezione che aveva fatto molto parlare vista la popolarità di ”re Giorgio”, ma dopo l’iniziale curiosità i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/un-principe-di-nome-re-giorgio-luci-e-ombre-di-un-anno-di-weah.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1640" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080.jpg 1640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8702599-1640x1080-1024x674.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p><p>È trascorso poco più di un anno da quando il mondo veniva informato che in Liberia, alla seconda tornata elettorale, il 61,5% dei votanti aveva scelto come presidente della nazione africana l’ex stella del calcio mondiale <strong>George Weah</strong>. Un’elezione che aveva fatto molto parlare vista la popolarità di ”re Giorgio”, ma dopo l’iniziale curiosità i riflettori puntati sul Paese africano si sono spenti. È legittimo quindi interrogarsi oggi su quale sia la situazione del Paese dell’Africa occidentale e qual è il bilancio finale del primo anno di esecutivo di colui che come calciatore passò alla storia essendo stato l’unico africano ad avere vinto un Pallone d’Oro.</p>
<p>Per comprendere quanto sta facendo George Weah da uomo politico occorre ripercorrere i momenti salienti che hanno caratterizzato il suo primo anno di governo ed emergeranno così le politiche virtuose introdotte dall’ex centroavanti de Milan ma anche le note dolenti dei primi 365 giorni di Weah presidente della Liberia.</p>
<p>A gennaio 2018 allo stadio Samuel Doe, una folla oceanica acclamava il neo eletto presidente. Weah, che era cresciuto nelle baraccopoli di Monrovia e poi aveva conquistato la fama mondiale a suon di gol, realizzava la sua marcatura più importante divenendo non solo la guida della nazione africana ma anche un simbolo tangibile della speranza e del riscatto africano. Ma all’entusiasmo iniziale subito hanno fato seguito interrogativi e domande. In molti si sono chiesti se Weah, con il suo inglese poco accademico e il suo curriculum da ”homus novus” nel mondo politico fosse in grado di attuare riforme e cambiamenti per risollevare uno stato che ha conosciuto più di dieci anni di guerra civile, dal 1989 al 2003 , un’epidemia d’ebola, nel 2014, e con una situazione economica a rotoli. Di recente il leader della nazione liberiana a Le Monde ha dichiarato che il suo esecutivo in un anno ha fatto più di quello che hanno fatto gli altri governi nei 12 anni precedenti.</p>
<p>Ecco allora che bisogna vedere nel dettaglio ciò che è stato effettivamente fatto, nel bene e nel male, dal governo del Congress for Democracy and Change.</p>
<p>La prima operazione degna di nota è stata l’applicazione di una misura monetaria d’urgenza. Per contrastare l’inflazione galoppante passata dal 17% al 21% da febbraio a luglio 2018, e l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, Weah ha introdotto nel mercato 25 milioni di dollari americani ”al fine di assorbire l’eccesso di liquidità dei dollari liberiani”. A settembre 2018 poi il Capo di Stato ha promulgato una riforma finanziaria storica. Preparata da Ellen Johnson Sirelaf, la predecessore di Weah, la legge prevede che i cittadini possano diventare proprietari delle terre, mettendo così fine al monopolio dello stato e degli investitori privati. Dalla nascita della nazione liberiana nel 1847, il solo proprietario della terra fu sempre lo stato che ha venduto azioni a investitori privati. Oggi con la riforma i villaggi sono nella situazione di possedere, lavorare la terra e migliorare così le proprie condizioni di vita anche se deve ancora essere stabilito un catasto prima che la terra venga riassegnata e Weah si è impegnato a farlo nell’arco dei prossimi due anni.</p>
<p>A ottobre poi Weah ha annunciato davanti a una folla di studenti esultanti che le università pubbliche del paese diverranno gratuite dal momento che su 20mila studenti solo 12mila hanno i mezzi per seguire i corsi. E questa manovra rientra nel programma ”Pro-Poor Agenda”, presentato in luglio dal presidente liberiano e che è un piano di sviluppo da realizzare in cinque anni a vantaggio della fascia povera della cittadinanza che rappresenta più della metà della popolazione.</p>
<p>Ma proprio in merito a quella che è l’agenda contro la povertà sono piovute critiche nei confronti dell’esecutivo: ”È un progetto molto ambizioso, forse troppo, e ci si interroga su come il presidente possa raggiungere i suoi obiettivi”, ha dichiarato Mathias Hounkpe, responsabile del programma che poi ha aggiunto: “Mi domando se Weah si renda conto della portata del suo obiettivo e dei limiti dei suoi poteri”. Non è il solo attacco nei confronti del presidente e del partito al potere. Le accuse di corruzione e di eccessive spese pubbliche sono le principali critiche con cui deve fare i conti il governo liberiano. Innanzitutto c’è la questione dei 100 milioni di dollari consegnati al porto e all’aeroporto di Monrovia tra fine 2017 e fine 2018 e che non sono mai arrivati nella casse della Banca centrale. Le autorità hanno aperto un’indagine ma intanto i sospetti di corruzione e appropriazione indebita di una cifra esorbitante che corrisponde al 5% del Pil nazionale sono concreti. Inoltre i continui viaggi all’estero del Presidente pesano non poco sulle casse dello stato. Secondo la stampa liberiana il viaggio in Togo è costato 182’000 dollari, quello in Cina 330’000 dollari e queste cifre non sono state né smentite né confermate da Monrovia. ”C’è una mancanza di trasparenza nel rilascio dei contratti e della gestione dei soldi del Paese”. Ha chiosato Rodney Sieh, redattore capo del giornale liberiano FrontPageAfrica, che poi ha aggiunto: ”Il vero problema di Weah è che è mal accompagnato”. E dicendo ciò il giornalista africano ha fatto riferimento ad Archibal Bernard ed Emmanuel Shaw, due uomini del cerchio magico di Weah i cui nomi che evocano il periodo nero della guerra civile essendo stati il primo un signore della guerra del regime di Samuel Doe, e il secondo un uomo di Charles Taylor.</p>
<p>Per tirare un bilancio finale occorre quindi riportare quanto dichiarato da Mathias Hounkpe sulle pagine del settimanale JeuneAfrique: ”George Weah non è ancora riuscito a dissipare i dubbi sulle sue capacità, ma ha ancora del tempo per riuscirci. Deve migliorare la sua squadra e mettere in cantiere le sue riforme. Ha dalla sua tutto il tempo per dimostrare di essere il miglior presidente che la Liberia abbia mai avuto”.</p>
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		<title>Nazioni Unite in pressing su Weah:  &#8220;Un tribunale per i crimini di guerra&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/weah-liberia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2018 08:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821-1024x710.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>&#8220;È sempre tempo per la giustizia. Non perseguire i criminali non è mai un&#8217;opzione in una società che emerge dalla devastazione della guerra, soprattutto in conflitti dove le atrocità sono state odiose, sfacciate, e la violenza sfrenata&#8221;. Non ha dubbi l’ex presidente della Commissione di verità e riconciliazione della Liberia, Jerome J. Verdier. Anche a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/weah-liberia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7724821-1024x710.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>&#8220;È sempre tempo per la giustizia. Non perseguire i criminali non è mai un&#8217;opzione in una società che emerge dalla devastazione della guerra, soprattutto in conflitti dove le atrocità sono state odiose, sfacciate, e la violenza sfrenata&#8221;. Non ha dubbi l’ex presidente della Commissione di verità e riconciliazione della Liberia, <strong>Jerome J. Verdier</strong>. Anche a distanza di anni dalla fine del conflitto nel suo Paese, la necessità di punire i responsabili è un dovere, principalmente per le vittime. E non a caso è proprio Verdier ora una delle maggiori spine nel fianco del neo presidente liberiano George Weah. L’ex presidente della commissione che ha investigato i crimini commessi nel corso degli anni delle guerre civili e consegnato la lista dei <strong>responsabili degli abusi</strong>, non fa sconti all’ex gloria calcistica del Milan sin da quando alla fine dello scorso dicembre, si è insediato a capo dello Stato dell’Africa occidentale.</p>

<p>Da quando è stato eletto nel dicembre del 2017, il presidente George Weah, è finito sotto una montante pressione da parte delle Nazioni Unite e di un fronte compatto di ben 76 Ong e organizzazioni dei diritti umani. Tutti concordi nel chiedere al più presto l’istituzione di un tribunale speciale per giudicare riguardo <strong>crimini di guerra</strong> e<strong> crimini di natura economica</strong> commessi durante il conflitto, finanziandolo. Perché ogni giorno le aspettative riposte nell’ex calciatore crescano lo spiega Jerome J. Verdier, oggi direttore della Ong &#8220;International Justice Group&#8221;. Prima di tutto: &#8220;Nonostante la fiducia iniziale, è stato chiaro che l’ex presidentessa del governo transitorio Ellen Johnson Sirleaf non avrebbe spinto per la creazione del tribunale speciale, come suggerito da noi nella relazione finale della commissione di verità. È diventato poi sempre più chiaro &#8211; continua Jerome Verdier &#8211; che la ragione principale per cui non ha fatto nulla né contro la corruzione né a favore della creazione del tribunale, è perché lei stessa e i suoi familiari e suoi soci, hanno tratto il massimo beneficio dalla corruzione dilagante nel governo&#8221;. La seconda ragione è che Weah non ha partecipato alla guerra e &#8220;finora non è stato mai associato a nessuna delle fazioni in guerra nel conflitto liberiano&#8221; afferma Verdier. &#8220;E quindi c&#8217;è grande attesa anche perché ha fatto del &#8216;vero cambiamento&#8217; il mantra della sua campagna presidenziale&#8221;.</p>

<p>Weah è stato infatti scelto come &#8220;outsider&#8221; nella prima elezione democratica in Liberia dopo due sanguinose guerre civili che tra il 1989 e il 2003 hanno causato la morte di almeno 250mila persone, oltre un milione di profughi, e che hanno registrato un&#8217;incidenza di stupro come arma di guerra tra le più alte della storia: tra il 61,4 e il 77,4 percento delle donne liberiane ha subito uno stupro. Crimini di guerra che includono, <strong>stragi</strong>, <strong>esecuzioni di sommarie</strong>, <strong>torture</strong> e <strong>mutilazioni</strong>, soprattutto contro i civili. Gran parte delle violazioni è stata ricostruita grazie alle indagini della Commissione di verità guidata a Verdier, ed è stata anche stilata una lista di presunti responsabili. Tra questi gli otto leader delle principali fazioni coinvolte nel conflitto, 98 persone accusate di violazioni dei diritti umani, 50 di crimini di guerra; e poi 19 corporazioni, istituzioni e individui accusati di crimini economici. In ultimo 57 persone per le quali sono state suggerite ulteriori investigazioni. Dal momento della consegna della relazione e delle raccomandazioni della Commissione di verità nel 2009, nessuno è stato perseguito e, l’inchiesta di un consorzio di Ong ha provato che 74 individui presenti sulla lista vivono sotto falso nome principalmente tra Stati Uniti ed Europa.</p>

<p>Eppure nonostante fosse sotto la lente di un così folto numero di osservatori, il presidente Weah ha però commesso un passo falso che lo ha fatto finire nella bufera. Allungando un&#8217;ombra sulla sua giovane amministrazione. Nelle ultime settimane, infatti, i media hanno diffuso la notizia della trattativa tra il presidente George Manneh Weah e l&#8217;ex signore della guerra, oggi senatore, <strong>Prince Y. Johnson</strong>. Il presidente Weah, in cambio dell’appoggio in parlamento da parte di due senatori per sostituire un giudice costituzionale a lui sgradito, sarebbe pronto a rallentare nell&#8217;istituzione del tribunale speciale per i crimini di guerra, che vedrebbe, tra gli altri, Prince Johnson finire alla sbarra. Su questo fatto Jerome Verdier non usa mezzi termini: &#8220;Il popolo liberiano è furibondo perché si è reso conto che il presidente è pronto a fare un patto con il diavolo proteggendo i signori della guerra e l&#8217;ex presidente Sirleaf dalla giustizia, pur di ottenere un suo risultato. Questo atto del presidente Weah &#8211; afferma &#8211; è immorale e contrario alle politiche pubbliche, un motivo in più per cui ora diventa urgente affrontare la corruzione e l&#8217;impunità prima che il suo governo si adagi sugli allori&#8221;.</p>
<p>La pressione perché una Corte venga istituita è fortissima. La speranza è che un tribunale ibrido composto da sezioni speciali all’interno dei tribunali liberiani, formati da giudici nazionali e internazionali possa operare al più presto per punire i perpetratori delle violenze nel corso della guerra. Questo perché, sottolinea Jerome Verdier: &#8220;Sebbene sia trascorso oltre un decennio dalla fine della guerra, è importante condannare i responsabili delle violazioni per avere una società più pacifica e giusta. Molti anni dopo la fine della guerra, le persone stanno ancora soffrendo. Le loro richieste non sono state soddisfatte e il loro dolore è ancora vivo. La giustizia genererebbe una sensazione di chiusura fornendo alcune risposte a quelle domande che la Commissione di verità non ha risposto. Che tipo di messaggio stiamo inviando alle generazioni future &#8211; si chiede il direttore di Ijg &#8211; se non garantiremo giustizia o responsabilità per violazioni disumane e commesse senza pietà spesso alla luce del giorno?&#8221;.</p>
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		<title>Weah duramente criticato sulla libertà di stampa in Liberia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/weah-duramente-criticato-sulla-liberta-stampa-liberia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 09:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1019" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il neopresidente liberiano George Weah si trova in questi giorni costretto ad affrontare le dure critiche rivoltegli da autorevoli esponenti della società civile del suo Paese e dei corporate media internazionali per una limitazione progressiva al raggio d&#8217;azione della libera stampa che  il Comitato internazionale per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha definito &#8220;allarmante&#8221;. &#8220;Se c’è una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/weah-duramente-criticato-sulla-liberta-stampa-liberia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1019" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/1514485208-lapresse-20171226160011-25355670-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il neopresidente liberiano<strong> George Weah</strong> si trova in questi giorni costretto ad affrontare le dure critiche rivoltegli da autorevoli esponenti della società civile del suo Paese e dei <em>corporate media </em>internazionali per una limitazione progressiva al raggio d&#8217;azione della libera stampa che  il Comitato internazionale per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha definito &#8220;allarmante&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se c’è una cosa che in Africa non muore mai è la speranza. Pianta sbatacchiata ma mai sradicata, nonostante guerre, epidemie, saccheggi, povertà, colonialismo&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/20-01-2018/presidente-weah-ce-ho-fatta-io-ora-ce-fara-anche-liberia-2401051026375.shtml" target="_blank">aveva scritto l&#8217;inviato speciale della <em>Gazzetta dello Sport </em>Filippo Maria Ricci</a> commentando l&#8217;insediamento di Weah a presidente a Monrovia nello scorso gennaio: l&#8217;ex Pallone d&#8217;oro era riuscito a catalizzare sulla sua persona tutte le aspirazioni di una nazione, la Liberia, sconvolta da due durissime guerre civili a cavallo tra la fine del XX e l&#8217;inizio del XXI secolo e intenta a portare avanti una difficile transizione a partire dall&#8217;ascesa dell&#8217;ex presidentessa Ellen Johnons Sirleaf.</p>
<p>Ora, queste aspirazioni sono in bilico sulla scia delle controversie tra il presidente e la stampa interna ed internazionale: Weah si trova di fronte a una sfida di cruciale importanza.</p>
<p>Braccio di ferro tra Weah e i reporter</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://formiche.net/2018/04/george-weah-liberia-speranza-tradita/" target="_blank">Come scrive Giovanni Masotti su <em>Formiche</em></a>, lo scenario del governo Weah è a dir poco ambiguo. &#8220;Bavaglio alla stampa, boicottaggio e minacce: questo il fosco quadro disegnato da un recentissimo rapporto dell’Onu. Uno, in particolare, degli episodi denunciati è clamoroso. Il presidente-calciatore ha denunciato per diffamazione un quotidiano che non gli ha perdonato la sorprendente involuzione (il <em>Front Page Africa</em>), reclamando un indennizzo-record di quasi due milioni di dollari, cifra vertiginosa in una terra in cui il reddito medio mensile ammonta a non più di 45-50 dollari [&#8230;] Un’esosa intimazione che, evidentemente, vuole arrivare a costringere il giornale scomodo a chiudere i battenti&#8221;.</p>
<p>Un caso molto simile ha riguardato il corrispondente Bbc da Monrovia, Jonathan Paye-Layleh, che ha lasciato la Liberia denunciando gli avvertimenti ricevuti: &#8220;Ho paura che il presidente ordini il mio arresto &#8211; spiega il giornalista inglese &#8211; solo perché mi sono schierato contro di lui e ho chiesto conto del tribunale speciale per i crimini di guerra, non ancora istituito&#8221;. </p>

<p>Weah ha risposto rigettando tali accuse e, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.timeslive.co.za/news/africa/2018-04-16-liberias-weah-media-on-edge-as-reporter-flees/" target="_blank">come riportato dal </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.timeslive.co.za/news/africa/2018-04-16-liberias-weah-media-on-edge-as-reporter-flees/" target="_blank">Times,</a> </em>convocando una conferenza stampa in cui ha rivendicato di garantire &#8220;il 200 per cento di libertà&#8221; ai giornalisti nel Paese. Tuttavia, per il presidente-calciatore appare sempre più complicato tramutare in fatti concreti l&#8217;ondata di speranze suscitata in campagna elettorale.</p>
<p>Governare la Liberia, un&#8217;impresa ardua</p>
<p>Lo avevamo scritto anche noi sugli <em>Occhi della Guerra: </em>p<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/weah-giura-presidente-liberia-la-vera-sfida-inizia-ora/" target="_blank">er Weah la vera sfida sarebbe iniziata dopo l&#8217;investitura presidenziale</a>. Questo perché è difficilissimo essere alla guida di una nazione povera, sconvolta dalla divisione etnico-politica prima e dall&#8217;epidemia di Ebola poi, senza dover necessariamente scendere a compromessi coi torbidi del passato.</p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.corriere.it/esteri/18_aprile_21/04-esteri-documentobcorriere-web-sezioni-7421db56-44c8-11e8-af14-a4fb6fce65d2.shtml" target="_blank">Lo ha puntualizzato con chiarezza Francesco Battistini del </a><em><a href="https://www.corriere.it/esteri/18_aprile_21/04-esteri-documentobcorriere-web-sezioni-7421db56-44c8-11e8-af14-a4fb6fce65d2.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a>, </em>mettendo a confronto le dichiarazioni del Weah calciatore e politico emergente e le mosse del Weah presidente. Il primo &#8220;ha sempre avuto dalla sua il coraggio dei gol impossibili: nel &#8217;96, quand&#8217; era al Milan, si schierò contro il dittatore Taylor e chiese l&#8217;intervento dell&#8217; Onu; nel 2000, su pressione della stampa britannica, ottenne da Taylor la liberazione di quattro giornalisti inglesi accusati di spionaggio; nel 2002, prometteva una corte internazionale che punisse per i crimini di guerra&#8221;. Il secondo, ha dovuto accettare come vicepresidente l&#8217;ex moglie dello stesso Taylor e si trova sotto il fuoco delle accuse per una condotta non del tutto limpida nei confronti dei media.</p>
<p>Non sarebbe generoso dichiarare che con le sue mosse Weah ha tradito la riconoscenza che il popolo liberiano ha dimostrato nei suoi confronti: il suo mandato è ancora all&#8217;inizio, e il presidente sarà giudicato, negli anni a venire, dagli sforzi compiuti per risolvere le gravi problematiche del sottosviluppo della Liberia. Tuttavia, è giusto preoccuparsi per una deriva che potrebbe aprire a una stagione di difficoltà per la stampa in Liberia: un Paese non potrà mai essere sviluppato se in esso non vi sono garanzie per un&#8217;informazione limpida e libera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/weah-duramente-criticato-sulla-liberta-stampa-liberia.html">Weah duramente criticato sulla libertà di stampa in Liberia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Liberia, Weah giura da presidente ma la vera sfida inizia adesso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/weah-giura-presidente-liberia-la-vera-sfida-inizia-ora.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 08:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La vittoria alle elezioni presidenziali liberiane da parte di George Weah ha sancito un&#8217;importante transizione per il Paese africano e ha rappresentato un evento di rilevanza mediatica planetaria in quanto, per la prima volta nella storia, un ex sportivo professionista è stato democraticamente eletto alla guida di una nazione. Sebbene formalmente Weah abbia un predecessore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/weah-giura-presidente-liberia-la-vera-sfida-inizia-ora.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/LAPRESSE_20180122194218_25518976-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La vittoria alle elezioni presidenziali liberiane da parte di<strong> George Weah</strong> ha sancito un&#8217;importante transizione per il Paese africano e ha rappresentato un evento di rilevanza mediatica planetaria in quanto, per la prima volta nella storia, un ex sportivo professionista è stato democraticamente eletto alla guida di una nazione. Sebbene formalmente Weah abbia un predecessore in Urho Kekkonen, presidente della Finlandia dal 1956 al 1982 e in precedenza campione nazionale di salto in alto, la sua parabola sportiva è stata di primissima grandezza, in quanto contraddistinta da numerosi successi con diversi club europei, primo fra tutti il Pallone d&#8217;Oro 1995.</p>
<p>L&#8217;insediamento di Weah alla presidenza, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/world/2018/jan/22/george-weah-sworn-in-liberia-president-hopes-soar-sky-high" target="_blank">celebrato il 22 gennaio</a>, ha rappresentato la prima occasione di transizione democratica del potere in Liberia in 74 anni: l&#8217;incontro tra Weah e il rivale sconfitto al ballottaggio, Joseph Boakai, offre garanzie positive in quanto a sostenibilità del processo politico, ma le sfide che dovrà affrontare l&#8217;ex fuoriclasse del Milan nel suo nuovo incarico sono numerose e di primaria grandezza.</p>
<p>Il messaggio di speranza di Weah per rivitalizzare la Liberia</p>
<p>George Weah punta, in primo luogo, a trasmettere ai connazionali l&#8217;esempio della sua carriera personale come dimostrazione di possibilità di riscatto da un presente di incertezza e miseria: <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://books.google.com.my/books?id=DhkvDwAAQBAJ&amp;pg=PT15&amp;dq=george+weah+born+1966&amp;hl=en&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwjplZrQ5rHYAhUD5o8KHVrZB9A4ChDoAQg0MAI#v=onepage&amp;q&amp;f=false" target="_blank">nato nello slum di Clara Town della capitale Monrovia</a>,  Weah è divenuto nella sua vita il liberiano più famoso di sempre a livello globale, e ha conoscenza diretta della miseria e del sottosviluppo che attanagliano non solo la capitale ma anche le altre città del Paese.</p>

<p>Weah dovrà continuare un lavoro impegnativo avviato dalla presidente uscente, Ellen Johnons Sirleaf, che lo sconfisse nel voto presidenziale del 2005 e ha guidato la difficile transizione del Paese dopo la durissima guerra civile che, dal 1999 al 2003, trascinò la Liberia in una spirale di violenze e degradazione che portò alla morte 200-300mila persone e distrusse circa il 90% dell&#8217;economia nazionale. La Sirleaf, Premio Nobel per la Pace 2011, ha appoggiato Weah nella sua corsa alla presidenza, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.frontpageafricaonline.com/index.php/politics/6616-liberia-s-outgoing-ruling-party-expels-president-sirleaf" target="_blank">scavalcando le linee del suo </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.frontpageafricaonline.com/index.php/politics/6616-liberia-s-outgoing-ruling-party-expels-president-sirleaf" target="_blank">Unity Party</a>, </em>di cui è membro Boakai, e garantendo all&#8217;ex Pallone d&#8217;Oro un vantaggio decisivo grazie al suo <em>endorsement.</em></p>
<p>Per la Liberia la via verso la normalità non è ancora completamente aperta: dopo la guerra civile e la difficile transizione alla democrazia, infatti, un grave pregiudizio allo sviluppo è stato rappresentato dalla devastante <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.economist.com/news/middle-east-and-africa/21650584-wonderful-news-liberia-after-plague">epidemia del virus Ebola</a>, che tra il marzo 2014 e il maggio 2015 ha di fatto ostacolato qualsiasi tentativo di normalizzazione interna del Paese.</p>
<p>La grande sfida di Weah: la povertà endemica della Liberia</p>
<p>&#8220;Se c’è una cosa che in Africa non muore mai è la speranza. Pianta sbatacchiata ma mai sradicata, nonostante guerre, epidemie, saccheggi, povertà, colonialismo&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/20-01-2018/presidente-weah-ce-ho-fatta-io-ora-ce-fara-anche-liberia-2401051026375.shtml" target="_blank">ha scritto Filippo Maria Ricci per </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/20-01-2018/presidente-weah-ce-ho-fatta-io-ora-ce-fara-anche-liberia-2401051026375.shtml" target="_blank">La Gazzetta dello Sport</a>, </em>presentando le sfide che il neopresidente dovrà affrontare. Ricci, infatti, ha riportato alcuni numeri emblematici sulla povertà in Liberia: il 54% della popolazione vive in condizioni di povertà, 1,3 milioni di persone su 4,5 milioni di abitanti in povertà assoluta e la Liberia è classificata al 177° posto su 184 per indice di sviluppo umano.</p>

<p>&#8220;Siamo uno degli Stati più vecchi d’Africa e non abbiamo strade, elettricità, acqua, lavoro. Non può essere&#8221;, ha dichiarato Weah. &#8220;Prometto che avremo strade buone e che saranno creati posti di lavoro. E farò ciò che ho promesso, perché so di cosa ha bisogno la Liberia&#8221;.</p>
<p><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/liberian-president-elect-george-weah-180119104352291.html" target="_blank">Secondo quanto riportato in un&#8217;analisi di </a><em><a href="http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/liberian-president-elect-george-weah-180119104352291.html" target="_blank">Al Jazeera</a>, </em>le priorità di <em>policy, </em>per conseguire il rafforzamento dell&#8217;economia nazionale e della lotta alla povertà, dovrebbero concentrarsi sull&#8217;ampliamento dell&#8217;industria agraria nazionale, in modo tale da ridurre la dipendenza dalle importazioni alimentari, la revisioni dei contratti con le multinazionali operanti nell&#8217;estrazione di gas, petrolio e ferro, altamente sfavorevoli per Monrovia, e il lancio di un programma di industrializzazione per la promozione della manifattura locale.</p>
<p>La difficile convivenza con il passato</p>
<p>Weah è il presente e il futuro della Liberia, ma sul Paese aleggiano ancora le ombre del suo tragico passato recente. Alla vicepresidenza, garantendo una concessione al blocco politico che lo sostiene, il nuovo leader di Monrovia ha infatti nominato Jewel Taylor, ex moglie dell&#8217;ex dittatore Charles Taylor, che sta scontando una condanna a 50 anni di galera per i crimini contro l&#8217;umanità commessi dalle forze armate liberiane durante il loro coinvolgimento nella guerra civile della Sierra Leone divampata negli Anni Novanta.</p>

<p>Taylor è stato recentemente accusato di muovere, dal carcere, le fila del National Patriotic Party, centrale nella coalizione che sostiene Weah: la convivenza col recente e difficilmente dimenticabile passato della Liberia sarà un&#8217;altra delle grandi sfide che attendono l&#8217;ex fuoriclasse, che dovrà dimostrarsi di essere all&#8217;altezza per garantire al suo Paese un futuro di progresso e concordia interna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/weah-giura-presidente-liberia-la-vera-sfida-inizia-ora.html">Liberia, Weah giura da presidente ma la vera sfida inizia adesso</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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