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	<title>Florence Parly Archives - InsideOver</title>
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	<title>Florence Parly Archives - InsideOver</title>
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		<title>Via allo sviluppo del carro armato franco-tedesco</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/via-allo-sviluppo-del-carro-armato-franco-tedesco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 11:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Carro armato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lituania, esercito Usa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697-1024x535.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante la pandemia da Coronavirus continua a vele spiegate il programma franco-tedesco European Main Battle Tank, avviato il 20 giugno 2018 con l’obiettivo di mettere in servizio entro il 2035 un nuovo carro armato da combattimento. Negli scorsi giorni, infatti, i ministri della Difesa di Germania, Annegret Kramp-Karrenbauer, e di Francia, Florence Parly, hanno siglato un accordo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/via-allo-sviluppo-del-carro-armato-franco-tedesco.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/via-allo-sviluppo-del-carro-armato-franco-tedesco.html">Via allo sviluppo del carro armato franco-tedesco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lituania, esercito Usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Contingente-Usa-in-Lituania-La-Presse-e1572016346697-1024x535.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nonostante la pandemia da Coronavirus continua a vele spiegate il <a href="https://esut.de/2020/03/meldungen/ruestung2/19390/mgcs-studien-fuer-die-nachfolge-der-derzeitigen-kampfpanzergeneration/">programma franco-tedesco European Main Battle Tank</a>, avviato il 20 giugno 2018 con l’obiettivo di mettere in servizio entro il 2035 un nuovo carro armato da combattimento. Negli scorsi giorni, infatti, i ministri della Difesa di Germania, <strong>Annegret Kramp-Karrenbauer</strong>, e di Francia, <strong>Florence Parly</strong>, <a href="https://www.defense-aerospace.com/articles-view/release/3/210905/france%2C-germany-sign-two-agreements-launching-mgcs-next_gen-tank-program.html">hanno siglato </a><a href="https://www.defense-aerospace.com/articles-view/release/3/210905/france%2C-germany-sign-two-agreements-launching-mgcs-next_gen-tank-program.html">un accordo</a> per definire come sarà organizzato il progetto e come saranno ripartiti i “lavori” per le rispettive industrie.</p>
<h2>L&#8217;accordo</h2>
<p>Il Framework Agreement prevede, però, anche la possibilità di arrivare a <strong>regole condivise sull’export</strong>, un tema molto complicato per via soprattutto della ferma opposizione tedesca alla vendita di armi a Paesi impegnati in guerre. Una politica totalmente diversa da quella della Francia che, al pari della maggior parte dei Paesi esportatori di armamenti, non ha alcun problema nella vendita all’estero. Per Parigi e per le industrie francesi è vitale riuscire a ridurre al minimo la possibilità che la Germania possa bissare quanto fatto con il Regno Unito ad inizio 2019, quando Berlino decise di <a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-germania-ferma-l-export-dell-eurofighter-in-arabia-saudita-occhio-a-leonardo-201902221247174507">bloccare la vendita all’Arabia Saudita</a> dei caccia Eurofighter Typhoon.</p>
<p>Nell’accordo a due siglato tra i rispettivi ministri della Difesa è stato messo nero su bianco anche l’aspetto economico e il ritorno industriale, con entrambi i Paesi che collaboreranno equamente al sostegno dei costi per la realizzazione del nuovo carro armato, assicurandosi anche la possibilità di avere i diritti di proprietà su la maggior parte delle tecnologie che saranno sviluppate. Le principali aziende impegnate nella ricerca e sviluppo saranno le tedesche <strong>Rheinmetall</strong> e <strong>Krauss-Maffei Wegmann</strong>, affiancate dalla francese <strong>Nexter</strong>. Mentre la prima sarà impegnata nella realizzazione del cannone principale e del sistema d’arma, le seconde avranno il compito di sviluppare l’intero carro armato sfruttando l’esperienza maturata negli anni con i <strong>Leopard</strong> 1 e 2 e con il <strong>Leclerc</strong>. Inoltre dal 2015, le due aziende si sono unite in una holding denominata Knds (KMW+ Nekter Defense Systems) presentando nel giugno 2018, a Parigi, un dimostratore tecnologico del futuro carro “europeo” combinando lo scafo di un Leopard 2A7 con la torretta del Leclerc.</p>
<h2>Le idee per lo sviluppo</h2>
<p>Nonostante il fatto che i vantaggi di questa “fusione” darebbe modo di unire i punti di forza dello scafo del Leopard 2 con quelli della torretta automatica del Leclerc, praticamente è impossibile che il risultato finale ricalchi il prototipo presentato come “<a href="https://www.defensenews.com/digital-show-dailies/eurosatory/2018/06/11/french-and-german-armor-makers-test-the-waters-with-a-euro-tank/">Eurotank</a>” due anni fa. Infatti, nell’ultimo accordo raggiunto è stato deciso che nei prossimi 18 mesi saranno stanziati in totale 150 milioni di Euro per definire quelle che dovranno essere le caratteristiche del nuovo carro armato. A quel punto per il 2024 sarà presentato un primo dimostratore tecnologico, in modo tale da avviare i primi test che dovrebbero concludersi nel 2027. Se tutto dovesse procedere secondo programma il 2028 sarebbe l’anno dell’avvio della produzione dei primi modelli destinati a entrare in servizio.</p>
<p>Un programma destinato -in parte- a far combaciare <a href="https://armedforces.eu/compare/tanks_Leopard_2_vs_AMX_Leclerc">due filosofie sui carri armati differenti</a>. La Francia con il Leclerc ha puntato a un cannone dotato di caricatore automatico riducendo il numero di persone dell’equipaggio, mentre la Germania è rimasta fedele alla configurazione “tradizionale” dei carri armati. Il primo terreno di scontro sarà proprio sull’armamento principale su cui la Nexter e la Rheinmetall stanno entrambe lavorando, la prima al lavoro su un <a href="https://www.thedrive.com/the-war-zone/26170/france-tests-huge-140mm-tank-gun-as-it-pushes-ahead-with-germany-on-a-new-tank-design">140 mm</a> e la seconda su un <a href="https://below-the-turret-ring.blogspot.com/2016/02/rheinmetall-to-develop-130-mm-gun-and.html">130 mm</a>. L’altro “campo minato” da affrontare nella collaborazione franco-tedesca riguarderà le capacità di <strong>protezione attiva e passiva</strong> dello scafo del futuro carro da battaglia “europeo”. Un tema questo importante e che potrebbe portare alla realizzazione di soluzione difensive di nuova generazione, combinando diversi sistemi protettivi al fine di assicurare la massima efficienza in ogni teatro operativo di impiego.</p>
<h2>Incertezza europea?</h2>
<p>Le incertezze dovute alla reticenza del governo tedesco nel permettere l’esportazione all’estero senza condizione e le difficoltà di avere margini di trattativa hanno fatto sì che rimanesse un programma a due, con la <a href="https://www.startmag.it/innovazione/ecco-i-piani-di-italia-leonardo-e-polonia-sul-nuovo-carro-armato/">Polonia e l’Italia</a> che si sono “sganciate” da ogni possibile collaborazione. I due Paesi, infatti, inizialmente avevano immaginato la possibilità di entrare nel programma, ma la ferma <strong>opposizione franco-tedesca</strong> <strong>ad accettare nuovi partner</strong> prima della conclusione della prima fase di sviluppo ha portato a un raffreddamento della pista. Probabilmente i due Paesi potrebbero unirsi in un programma condiviso volto allo sviluppo di un carro armato “complementare” a quello franco-tedesco, bissando quando già fatto con il Regno Unito sul <a href="https://it.insideover.com/guerra/litalia-partner-di-regno-unito-e-svezia-per-il-nuovo-caccia-tempest.html">programma per il caccia di sesta generazione</a>. Nel caso del carro armato Francia e Germania sembrano già avanti nel programma, anche se da qui alla realizzazione del primo prototipo saranno molti gli ostacoli e le divergenze di vedute.</p>
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		<title>Francia, chiesto agli Stati Uniti di rimanere nel Sahel</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/francia-chiesto-agli-stati-uniti-di-rimanere-nel-sahel.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 07:22:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Antiterrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[operazione Barkhane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sahel Francia Macron" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373-1024x535.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il futuro dell’operazione Barkhane nel Sahel è stato un tema centrale dell&#8217;incontro di oggi tra il Segretario alla Difesa statunitense Mark Esper e il ministro della Difesa francese Florence Parly. La Francia, che ha organizzato e che gestisce la missione anti-terrorismo in Africa centrale e occidentale, necessita infatti della presenza e del supporto degli Stati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/francia-chiesto-agli-stati-uniti-di-rimanere-nel-sahel.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sahel Francia Macron" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Emmanuel-Macron-g-5-Sahel-La-Presdse-e1579088642373-1024x535.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il futuro dell’<strong>operazione Barkhane</strong> nel Sahel è stato un tema centrale <a href="https://www.nytimes.com/reuters/2020/01/27/world/europe/27reuters-usa-france-sahel.html">dell&#8217;incontro di oggi</a> tra il Segretario alla Difesa statunitense <strong>Mark Esper</strong> e il ministro della Difesa francese <strong>Florence Parly</strong>. La Francia, che ha organizzato e che gestisce la missione anti-terrorismo in Africa centrale e occidentale, necessita infatti della presenza e del supporto degli Stati Uniti, specialmente per quel che riguarda la logistica e il lavoro dell’intelligence assicurato dalla presenza di droni e aerei nelle basi in Niger.</p>
<h2>L&#8217;avvio di una nuova politica</h2>
<p>A “spaventare” il governo e le forze armate di Parigi è la volontà dell’amministrazione a guida <strong>Donald Trump </strong>di rivedere l&#8217;intera politica militare (ed estera) nei confronti dei Paesi africani dove il rischio corso dai soldati impiegati è considerato troppo elevato per i reali risultati ottenuti. Qualora dovesse esserci un riposizionamento delle truppe statunitensi dal Sahel, però, per la Francia si verrebbe a creare un problema di difficile risoluzione, tant&#8217;è che anche Emmanuel Macron ha auspicato –a margine di un incontro con i capi di Stato del G5 Sahel (Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad e Mauritania) &#8211; di riuscire a convincere Trump nel non proseguire nel ritiro dall’Africa. Il piano di riposizionamento è stato annunciato anche dal capo di Stato Maggiore congiunto, generale Mark Milley, nel corso di un incontro a due avuto con il generale François Lecointre, capo di Stato Maggiore della Difesa francese, al quale ha spiegato che nelle prossime sei settimane sarebbe stata presa una decisione definitiva dal Pentagono.</p>
<h2>Aumento delle capacità?</h2>
<p>Mentre gli Stati Uniti pensano di ridurre il loro impegno in Africa, la Francia invece ha in previsione di aumentare la sua presenza. Il generale Lecointre ha infatti annunciato –<a href="https://www.lemonde.fr/afrique/article/2020/01/22/sahel-le-general-lecointre-precise-le-plan-d-action-francais_6026860_3212.html">parlando alla stampa francese</a>– che Parigi invierà nel Sahel ulteriori mezzi, considerati necessari affinché possa essere possibile continuare a operare con le forze armate locali. Un dispiegamento di mezzi terrestri e aerei, oltre che di materiali logistici, che si aggiunge a quello già previsto di ulteriori <strong>220 uomini</strong>. La maggior parte di questi rinforzi saranno destinati alla regione di <strong>Liptako-Gourma</strong>, ovvero nella zona di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger dove è elevata la presenza delle truppe francesi, impegnate a contrastare i gruppi terroristici che minacciano la popolazione civile controllando gran parte del territorio. I numeri a disposizione dalla coalizione a guida francese, però, non sono considerati sufficienti per assicurare una piena operabilità; motivo per cui la speranza è di riuscire a coinvolgere altri Paesi europei nell’<strong>operazione Barkhane</strong>. La necessità di inviare nuovi uomini da parte francese può fare diminuire le volontà di partecipazione, anche perché questa riflette una situazione sempre più instabile e pericolosa per le truppe impegnate in loco.</p>
<p>Se a questo si aggiunge la volontà statunitense di ridurre il numero di soldati presenti nel Sahel, ecco che l’idea francese di creare una coalizione “europea” &#8211;<strong>Task Force Takuba</strong>&#8211; nascerebbe orfana del fondamentale supporto degli Stati Uniti. È più probabile che continuerà il supporto “esterno” da parte del Regno Unito (che fornisce il trasporto dei soldati e dei materiali tramite gli elicotteri pesanti Boeing CH-47 Chinook), del Canada, della Danimarca e, ovviamente, degli Stati Uniti. Difficilmente la decisione finale della Casa Bianca sarà quella di ridurre drasticamente l’impiego nel Sahel e nell&#8217;intera Africa, anche perché l’opposizione da parte del Congresso sarebbe durissima dal momento che rappresenterebbe un “favore” alla Cina interessata ad “assoggettare” i Paesi del Continente Nero.</p>
<h2>Un futuro incerto&#8230;</h2>
<p>Finora, però, l’operazione Barkhane non ha portato ai risultati sperati da Parigi, che dal 2013 ha inviato le proprie truppe nel Sahel per supportare il governo maliano. Alla missione di contrasto al terrorismo si sono aggiunte nel corso degli anni quelle di <strong>peacekeeping</strong> e training dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite. In totale circa 20.000 soldati sono impegnati nel Sahel che non sono riusciti a fermare la violenza dei gruppi terroristici, che anzi hanno aumentato il loro potere nelle regioni periferiche dei diversi Paesi soprattutto dove il fenomeno della desertificazione è in fase avanzata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/francia-chiesto-agli-stati-uniti-di-rimanere-nel-sahel.html">Francia, chiesto agli Stati Uniti di rimanere nel Sahel</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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