Nonostante la pandemia da Coronavirus continua a vele spiegate il programma franco-tedesco European Main Battle Tank, avviato il 20 giugno 2018 con l’obiettivo di mettere in servizio entro il 2035 un nuovo carro armato da combattimento. Negli scorsi giorni, infatti, i ministri della Difesa di Germania, Annegret Kramp-Karrenbauer, e di Francia, Florence Parly, hanno siglato un accordo per definire come sarà organizzato il progetto e come saranno ripartiti i “lavori” per le rispettive industrie.

L’accordo

Il Framework Agreement prevede, però, anche la possibilità di arrivare a regole condivise sull’export, un tema molto complicato per via soprattutto della ferma opposizione tedesca alla vendita di armi a Paesi impegnati in guerre. Una politica totalmente diversa da quella della Francia che, al pari della maggior parte dei Paesi esportatori di armamenti, non ha alcun problema nella vendita all’estero. Per Parigi e per le industrie francesi è vitale riuscire a ridurre al minimo la possibilità che la Germania possa bissare quanto fatto con il Regno Unito ad inizio 2019, quando Berlino decise di bloccare la vendita all’Arabia Saudita dei caccia Eurofighter Typhoon.

Nell’accordo a due siglato tra i rispettivi ministri della Difesa è stato messo nero su bianco anche l’aspetto economico e il ritorno industriale, con entrambi i Paesi che collaboreranno equamente al sostegno dei costi per la realizzazione del nuovo carro armato, assicurandosi anche la possibilità di avere i diritti di proprietà su la maggior parte delle tecnologie che saranno sviluppate. Le principali aziende impegnate nella ricerca e sviluppo saranno le tedesche Rheinmetall e Krauss-Maffei Wegmann, affiancate dalla francese Nexter. Mentre la prima sarà impegnata nella realizzazione del cannone principale e del sistema d’arma, le seconde avranno il compito di sviluppare l’intero carro armato sfruttando l’esperienza maturata negli anni con i Leopard 1 e 2 e con il Leclerc. Inoltre dal 2015, le due aziende si sono unite in una holding denominata Knds (KMW+ Nekter Defense Systems) presentando nel giugno 2018, a Parigi, un dimostratore tecnologico del futuro carro “europeo” combinando lo scafo di un Leopard 2A7 con la torretta del Leclerc.

Le idee per lo sviluppo

Nonostante il fatto che i vantaggi di questa “fusione” darebbe modo di unire i punti di forza dello scafo del Leopard 2 con quelli della torretta automatica del Leclerc, praticamente è impossibile che il risultato finale ricalchi il prototipo presentato come “Eurotank” due anni fa. Infatti, nell’ultimo accordo raggiunto è stato deciso che nei prossimi 18 mesi saranno stanziati in totale 150 milioni di Euro per definire quelle che dovranno essere le caratteristiche del nuovo carro armato. A quel punto per il 2024 sarà presentato un primo dimostratore tecnologico, in modo tale da avviare i primi test che dovrebbero concludersi nel 2027. Se tutto dovesse procedere secondo programma il 2028 sarebbe l’anno dell’avvio della produzione dei primi modelli destinati a entrare in servizio.

Un programma destinato -in parte- a far combaciare due filosofie sui carri armati differenti. La Francia con il Leclerc ha puntato a un cannone dotato di caricatore automatico riducendo il numero di persone dell’equipaggio, mentre la Germania è rimasta fedele alla configurazione “tradizionale” dei carri armati. Il primo terreno di scontro sarà proprio sull’armamento principale su cui la Nexter e la Rheinmetall stanno entrambe lavorando, la prima al lavoro su un 140 mm e la seconda su un 130 mm. L’altro “campo minato” da affrontare nella collaborazione franco-tedesca riguarderà le capacità di protezione attiva e passiva dello scafo del futuro carro da battaglia “europeo”. Un tema questo importante e che potrebbe portare alla realizzazione di soluzione difensive di nuova generazione, combinando diversi sistemi protettivi al fine di assicurare la massima efficienza in ogni teatro operativo di impiego.

Incertezza europea?

Le incertezze dovute alla reticenza del governo tedesco nel permettere l’esportazione all’estero senza condizione e le difficoltà di avere margini di trattativa hanno fatto sì che rimanesse un programma a due, con la Polonia e l’Italia che si sono “sganciate” da ogni possibile collaborazione. I due Paesi, infatti, inizialmente avevano immaginato la possibilità di entrare nel programma, ma la ferma opposizione franco-tedesca ad accettare nuovi partner prima della conclusione della prima fase di sviluppo ha portato a un raffreddamento della pista. Probabilmente i due Paesi potrebbero unirsi in un programma condiviso volto allo sviluppo di un carro armato “complementare” a quello franco-tedesco, bissando quando già fatto con il Regno Unito sul programma per il caccia di sesta generazione. Nel caso del carro armato Francia e Germania sembrano già avanti nel programma, anche se da qui alla realizzazione del primo prototipo saranno molti gli ostacoli e le divergenze di vedute.

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