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	<title>Emmanuel macron Archives - InsideOver</title>
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		<title>Divisi alla meta: dall&#8217;Ucraina all&#8217;inflazione l&#8217;Ue naviga incerta da un&#8217;emergenza all&#8217;altra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/divisi-alla-meta-dallucraina-allinflazione-lue-naviga-incerta-da-unemergenza-allaltra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 13:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ue" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le contraddizioni emerse nella guerra in Ucraina e della crisi economica delineano un quadro preoccupante per il futuro dell’Unione Europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/divisi-alla-meta-dallucraina-allinflazione-lue-naviga-incerta-da-unemergenza-allaltra.html">Divisi alla meta: dall&#8217;Ucraina all&#8217;inflazione l&#8217;Ue naviga incerta da un&#8217;emergenza all&#8217;altra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ue" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/ue-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le contraddizioni emerse nella gestione della <a href="https://it.insideover.com/guerra/dove-sono-finite-le-armi-e-i-soldi-mandati-allucraina-il-governo-usa-ora-indaga.html">guerra in Ucraina </a>e della crisi economica delineano un quadro preoccupante per il futuro<a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-si-riarma-i-programmi-comuni-su-cui-fare-squadra.html"> dell’Unione Europea.</a> Mai come ora l’Ue appare divisa su questioni fondamentali e <strong>incerta sulla rotta da seguire</strong>. Questa incoerenza di fondo – proclamare principi altissimi senza dotarsi dei mezzi per difenderli, fissare obiettivi ambiziosi senza allineare le politiche necessarie a raggiungerli – rischia di presentare un conto salato.</p>



<p>Sul piano geopolitico, l’Ue rivendica il ruolo di baluardo dei valori democratici contro l’aggressione russa, ma la sua azione concreta è spesso titubante e frammentata. Ha delegato per lo più agli Stati Uniti la guida militare e strategica nel sostegno a Kiev; ora che Washington (in prospettiva) potrebbe voltarsi dall’altra parte o addirittura premere per un accordo scomodo, l’Europa scopre di avere <strong>poche carte in mano</strong>. L’idea di una “sovranità europea” resta in buona misura uno slogan finché i bilanci per la difesa dei Paesi Ue restano inadeguati e non coordinati. <strong>Macron</strong>, che più di tutti ha insistito sull’autonomia strategica dell’Europa, ha dovuto in questi giorni fare i conti con la realtà: i partner orientali (Polonia, Baltici) guardano con sospetto ogni apertura negoziale verso Mosca, quelli occidentali (Germania, Italia, Francia stessa) sono divisi tra falchi e colombe, e soprattutto <strong>nessuno vuole o può sostituire il ruolo americano</strong> nel garantire la sicurezza del continente. </p>



<p>In definitiva, l’Ue rischia di apparire <strong>incoerente e impotente</strong>: un gigante economico con i piedi d’argilla politici. L’esito peggiore sarebbe un cedimento sulla questione ucraina che comprometta la credibilità europea: se l’Ue accettasse una pace punitiva per Kiev, tradendo i propri proclami, subirebbe un danno morale enorme oltre che geostrategico, incoraggiando altri attori ostili (si pensi alla Cina su Taiwan) a mettere alla prova la sua tenuta. D’altro canto, se l’Ue resta ferma sulle sue posizioni ma <strong>Trump procede comunque unilateralmente</strong>, l’Europa dovrà decidere se adeguarsi turandosi il naso o opporsi isolandosi dall’alleato americano – un dilemma lacerante che potrebbe spaccare l’Unione dall’interno, con Paesi disposti al realismo e altri irriducibili sulla linea dura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio della disunione</h2>



<p>A questo proposito, c’è chi prospetta scenari da <strong>crisi esistenziale</strong>. Il politologo <strong>Ian Bremmer</strong> ha avvertito che le rinnovate pressioni USA (come le richieste di Trump che l’Europa riequilibri la bilancia commerciale acquistando più gas e petrolio americani, sotto la minaccia di dazi) potrebbero esacerbare le criticità croniche dell’Ue e addirittura “minacciare il continente con una crisi esistenziale in grado di rompere l’unità europea”. È uno scenario estremo, ma non impossibile: crepe tra gli alleati europei già si intravedono, ad esempio, <strong>nella diversa esposizione alla crisi energetica</strong> (chi soffre di più spinge per far cessare la guerra al più presto, chi soffre di meno è più incline a mantenere il punto). Se a queste tensioni interne si aggiungono spinte esterne contrarie – una Casa Bianca meno cooperativa, o al contrario un’ingerenza russa volta a dividere e influenzare alcuni Governi – il rischio di <strong>disunione</strong> aumenta.</p>



<p>Dal punto di vista economico, le incoerenze delle politiche Ue potrebbero minare nel profondo la fiducia dei cittadini nel progetto europeo. <strong>L’alta inflazione combinata a bassa crescita è un cocktail socialmente esplosivo:</strong> aumenta le disuguaglianze, fa salire la disoccupazione (specie se le imprese continuano a chiudere per i costi insostenibili), e alimenta movimenti populisti pronti a dare la colpa “a Bruxelles” di tutti i mali. Già si vedono segnali di malcontento: Governi euroscettici o radicali hanno vinto elezioni in alcuni Paesi (Italia compresa) capitalizzando il voto di protesta; partiti estremisti guadagnano terreno anche in nazioni storicamente pro-Ue, cavalcando il tema del caro-vita. Se l’Ue non riuscirà a <strong>correggere la rotta economica</strong>, fornendo soluzioni efficaci all’inflazione e rilanciando la crescita, il pericolo è un’erosione ulteriore del consenso popolare verso l’Unione. E senza il sostegno dei suoi cittadini, il progetto europeo diventerebbe vulnerabile a spinte centrifughe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;emergenza e gli obiettivi di lungo periodo</h2>



<p>In conclusione, l’Unione Europea si trova davanti a <strong>sfide epocali</strong> che ne mettono a nudo contraddizioni e punti deboli. La gestione del dossier ucraino evidenzia il divario tra<strong> l’ambizione di essere un attore geopolitico autonomo e la realtà di una dipendenza ancora marcata dagli Stati Uniti</strong> – e persino l’incapacità di mostrarsi davvero unita al proprio interno. La situazione economica, dal canto suo, stressa il modello europeo di solidarietà e prosperità condivisa: l’inflazione, la crisi energetica e la crescita zero sono test durissimi per la coesione tra stati membri e per la tenuta del mercato unico. L’<strong>incoerenza</strong> nelle politiche – ad esempio, puntare tutto sulle sanzioni a Mosca senza avere un piano per l’energia, o chiedere austerità monetaria mentre si spendono centinaia di miliardi in aiuti d’emergenza – rischia di aggravare questi problemi invece di risolverli.</p>



<p>Il futuro dell’Ue dipenderà dalla capacità di <strong>superare tali incoerenze</strong> e ritrovare una visione comune efficace. Servirebbe un colpo di reni politico: investire davvero in difesa e diplomazia comune, per non farsi trovare ancora una volta impreparati di fronte ai ricatti delle superpotenze; e al contempo varare politiche economiche coordinate che <strong>affrontino l’emergenza senza tradire gli obiettivi di lungo termine</strong> (transizione energetica equilibrata, riforme per la competitività, condivisione equa degli oneri finanziari tra Paesi). L’Unione ha spesso mostrato di sapersi rafforzare attraverso le crisi – <em>“unita nella diversità”</em> è il suo motto – ma questa volta la prova è particolarmente ardua. Sulla tenuta di fronte al dossier ucraino e sulla gestione della tempesta economica in corso si giocherà buona parte della <strong>credibilità e dell’avvenire</strong> stesso dell’Unione Europea. Le contraddizioni attuali, se non risolte, potrebbero costare care: in termini di peso internazionale, di benessere economico e, in definitiva, di <strong>unità del progetto europeo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/divisi-alla-meta-dallucraina-allinflazione-lue-naviga-incerta-da-unemergenza-allaltra.html">Divisi alla meta: dall&#8217;Ucraina all&#8217;inflazione l&#8217;Ue naviga incerta da un&#8217;emergenza all&#8217;altra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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