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“È giunto il momento di fare luce su cosa sia realmente accaduto ai centinaia di miliardi di dollari inviati in Ucraina…”. Questo tweet, firmato dal numero uno di Doge, Elon Musk, arriva a poche ore di distanza dal clamoroso scontro nello Studio Ovale tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, gettando ulteriori ombre sull’incertezza che ora avvolge il futuro degli aiuti americani. L’ex anchorman di Fox News, Tucker Carlson, ha accusato su X il governo di Kiev di crimini gravi negli ultimi tre anni, come la vendita di armi americane al mercato nero, finite a gruppi come Hamas e cartelli messicani, e addirittura di aver compiuto assassinii politici. Accuse pesantissime, probabilmente infarcite di informazioni non del tutto verificate e tutte da dimostrare, ma una cosa è certa: che non ci sia stato un grande controllo dei fondi destinati all’Ucraina in questi anni è un dato di fatto e lo dimostrano numerosi report ufficiali.

I problemi logistici rivelati dal Pentagono

Come avevamo già illustrato su InsideOver lo scorso dicembre, un documento del Pentagono, reso pubblico di recente grazie al Freedom of Information Act, rivela che il programma di forniture militari all’Ucraina è stato compromesso fin dall’inizio da gravi problemi logistici. Il rapporto, completato a luglio 2023 dall’Ufficio dell’Ispettore Generale del Pentagono ma pubblicato solo pochi mesi fa, evidenziava ritardi nelle consegne di munizioni già tra dicembre 2022 e gennaio 2023, legati a difficoltà nell’accordo tra il Comando Europeo degli Stati Uniti (EUCOM) e Deutsche Bahn, il servizio ferroviario tedesco.

Questi intoppi, secondo il dossier, rischiavano di causare ritardi futuri e costi aggiuntivi, danneggiando il flusso di munizioni critiche per l’Ucraina. Il Pentagono era dunque pienamente consapevole di come queste criticità logistiche potessero minare il supporto alla controffensiva ucraina del 2023, un “disastro annunciato” che, come sottolineato dal giornalista Michael Tracey, emerge chiaramente nonostante molti dettagli del documento siano stati censurati.

Il rapporto del Pentagono non si limitava a evidenziare le difficoltà logistiche nel programma di forniture militari all’Ucraina, ma rivelava anche un costo aggiuntivo di 1,6 milioni di dollari per il Governo statunitense, uno spreco che si aggiunge all’enorme investimento già stanziato per inviare munizioni e armi. Questi problemi hanno avuto un impatto tangibile sulla controffensiva ucraina del 2023, tanto celebrata da stampa e Governi occidentali come un possibile punto di svolta contro la Russia e poi rivelatosi un vero fiasco.

Il problema della tracciabilità

Come già evidenziato da InsideOver, inoltre, un precedente rapporto dell’Ispettore Generale del Pentagono dello scorso marzo evidenziava già al tempo significative problematiche nella gestione dell’assistenza militare statunitense all’Ucraina. Il Pentagono, infatti, ammetteva di non avere una piena coscienza sulle condizioni e sull’utilizzo delle attrezzature inviate. In buona sostanza, non sapeva nemmeno dove parte delle armi e munizioni finissero.

Secondo il Rapporto, circa un quarto degli articoli forniti a Kiev tra febbraio 2022 e dicembre 2023 non è stato adeguatamente inventariato. A febbraio 2023, inoltre, il 24% delle armi consegnate risultava privo di un tracciamento appropriato, una lacuna che, come sottolineato nel documento, generava un “rischio significativo di perdita o furto”. A supervisionare l’assistenza all’Ucraina ci sono oltre 200 funzionari del Pentagono, di cui 28 dislocati in Europa e appena 2 presenti nella capitale, Kiev.

Nell’aprile 2022, un articolo della Cnn, basato su fonti del Pentagono, riportava che gli Stati Uniti non avevano un sistema efficace per tracciare le armi una volta trasferite in Ucraina. Funzionari anonimi del Dipartimento della Difesa ammettevano che, dopo la consegna ai confini ucraini (spesso in Polonia), le armi “scomparivano nella nebbia della guerra”, con scarsa visibilità su chi le utilizzasse o dove finissero.

Ecco quanto hanno speso gli Usa in Ucraina

Dal 2022, il Congresso degli Stati Uniti ha stanziato 175,2 miliardi di dollari in aiuti per la guerra in Ucraina: un importo che comprende i fondi di cinque stanziamenti supplementari e 900 milioni dal budget regolare, ma esclude 9 miliardi in prestiti.

Innanzitutto, c’è il capitolo dell’equipaggiamento militare: qui si parla di tutto ciò che serve per rifornire l’Ucraina di armi e mezzi. In secondo luogo, c’è un aspetto che guarda più in casa propria, ovvero il potenziamento della base industriale americana e le spese generali del Dipartimento della Difesa. Un altro tassello importante è l’Iniziativa di Assistenza alla Sicurezza dell’Ucraina (USAI). Qui i fondi hanno un obiettivo preciso: permettere all’Ucraina di comprare direttamente equipaggiamenti dai produttori americani, ma non solo. A questi si aggiungono gli aiuti umanitari e il sostegno economico attraverso la Banca Mondiale.

Per Zelensky, dunque, dover rinunciare in futuro al sostegno economico della superpotenza americana che ha alimentato in questi anni la guerra per procura con lo scopo di dissanguare la Russia (“fino all’ultimo ucraino”) potrebbe rivelarsi decisamente problematico. Soprattutto ora che Elon Musk ha messo nel mirino i milioni di dollari destinati a Kiev.

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