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	<title>Benjamin Netanyahu Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 May 2025 17:14:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Benjamin Netanyahu Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La fame di Gaza e la connivenza dell&#8217;Occidente al genocidio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-fame-di-gaza-e-la-connivenza-delloccidente-al-genocidio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 17:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La fame di Gaza e la connivenza dell&#039;Occidente al genocidio" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>prosegue il massacro di civili a Gaza, la decisione di aprire agli aiuti umanitari è in realtà un altro passo verso il genocidio</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-fame-di-gaza-e-la-connivenza-delloccidente-al-genocidio.html">La fame di Gaza e la connivenza dell&#8217;Occidente al genocidio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La fame di Gaza e la connivenza dell&#039;Occidente al genocidio" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/GAZA-FOTO-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Netanyahu ha difeso di fronte ai falchi israeliani la decisione di aprire Gaza agli aiuti umanitari: decisione necessaria, ha spiegato, per poter proseguire le operazioni militari. E ha trovato l&#8217;appoggio del superfalco Bezalel Smotrich, che appoggia il suo governo, il quale ha rasserenato i suoi sostenitori spiegando che neanche un chicco di grano arriverà ad Hamas.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-israele-revoca-il-blocco-aiuti-con-il-contagocce-e-dopo-riconoscimento-facciale.html">Claudia Carpinella, su InsideOver, spiega </a>cosa prevede il piano di aiuti: ammassare i palestinesi in zone cosiddette umanitarie, cioè dei campi di concentramento, distribuire a essi una &#8220;<a href="https://news.antiwar.com/2025/05/18/netanyahu-announces-israel-will-allow-a-basic-amount-of-food-to-enter-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quantità minima di cibo</a>&#8220;, come ha specificato Netanyahu, sincerandosi, tramite il riconoscimento facciale, che gli aiuti siano dati solo ai civili e non ad Hamas.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-israele-revoca-il-blocco-aiuti-con-il-contagocce-e-dopo-riconoscimento-facciale.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-INSIDE-1024x527.jpg" alt="Gaza: Israele revoca il blocco, aiuti con il contagocce e dopo riconoscimento facciale" class="wp-image-76398"/></a></figure>



<p>Se si tiene presente che l&#8217;accusa usata per bandire da Gaza e Cisgiordania l&#8217;Unwra (l&#8217;Agenzia dell&#8217;Onu per l&#8217;assistenza ai palestinesi), secondo la quale tale Agenzia, con i suoi 12mila operatori, era una sorta di dependance di Hamas, non aveva alcun fondamento, come riconosciuto dalla <a href="https://www.theguardian.com/world/2024/feb/22/us-intelligence-unrwa-hamas" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunità dell&#8217;intelligence Usa</a>, si può facilmente prevedere, a meno di sviluppi positivi, che il numero degli esclusi dagli aiuti sarà alto.</p>



<p>Peraltro, il piano&nbsp; prevede che inizialmente solo il 60% dei palestinesi abbia accesso agli aiuti (su una popolazione di 2 milioni di individui&#8230;), cioè quanti patiscono di una &#8220;privazione estrema&#8221;. Anche qui è facile comprendere che gli esclusi precipiteranno presto nella privazione estrema com&#8217;è facile capire il costo umano di tutto ciò.</p>



<p>Detto questo, poco, anzi pochissimo, è meglio che niente. A sbloccare la situazione è stata l&#8217;amministrazione Trump, che ha concordato la ripresa degli aiuti nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo per la liberazione dell&#8217;ostaggio israelo-americano Edan Alexander, con l&#8217;inviato speciale di Trump Steve Witkoff che ha <a href="https://www.dropsitenews.com/p/witkoff-hamas-trump-deal-edan-alexander-lift-blockade-israel" target="_blank" rel="noreferrer noopener">promesso personalmente di far rispettare l&#8217;intesa</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.dropsitenews.com/p/witkoff-hamas-trump-deal-edan-alexander-lift-blockade-israel"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-DROP-1024x360.jpg" alt="Hamas Says Witkoff Personally Promised to Lift Gaza Blockade in Exchange for Edan Alexander" class="wp-image-76399"/></a></figure>



<p>E così è stato, anche se non sono stati rispettati i tempi brevi richiesti da Hamas a causa dell&#8217;ostracismo del premier israeliano. Infatti, lo stallo si è sbloccato solo quando gli Usa hanno minacciato di far arrivare gli aiuti anche<a href="https://www.dagospia.com/cronache/trump-fa-abbassare-cresta-netanyahu-l-inviato-usa-in-medio-oriente-steve-435008" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> senza il consenso di Tel Aviv</a>. A quel punto Netanyahu ha dovuto cedere, non potendo permettersi una frattura con l&#8217;alleato che fornisce a Tel Aviv il necessario per lo sterminio dei gazawi. Frattura che non può permettersi neanche Trump, che infatti ieri ha negato quanto circolato in precedenza circa il suo allontanamento da Netanyahu e ribadito la <a href="https://thecradle.co/articles/trump-denies-rift-with-netanyahu-says-pm-fought-hard-and-bravely" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piena sintonia con </a>questi.</p>



<p>Intanto giunge lo scoop di <a href="https://www.axios.com/2025/05/19/vance-skip-israel-visit-gaza-operation">Axios</a>: il vicepresidente J. D. Vance, reduce dall&#8217;incontro con papa Leone XIV, ha deciso di annullare la visita programmata in Israele per evitare di essere coinvolto nell&#8217;operazione Carri di Gedeone, o Carri del genocidio, come da puntualizzazione di Gideon Levy.</p>



<p>È una partita a scacchi quella che si sta giocando sulla pelle dei palestinesi, nella quale si sta trattando anche per la fine della guerra, che la delegazione Usa e Hamas stanno esaminando da tempo. Solo l&#8217;esistenza di tale dialogo e le pressioni americane in tal senso spiegano il fatto che ieri, per la prima volta, il gabinetto del premier israeliano abbia accennato alla possibilità che lo sterminio abbia termine.</p>



<p>Infatti, lo staff del primo ministro ha comunicato che la delegazione israeliana sta trattando con Hamas la proposta di Witkoff &#8211; liberazione di 10 ostaggi in cambio di una tregua di due mesi &#8211; ma anche la possibilità di &#8220;raggiungere un accordo per porre fine alla guerra attraverso la liberazione di tutti gli ostaggi di Gaza e la resa completa e l&#8217;esilio di Hamas&#8221; (<a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-says-qatar-negotiators-also-discussing-end-to-gaza-war-if-hamas-disarms/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Timesofisrael</a>). Inutile nutrire speranze su tale sviluppo, almeno al momento, resta però necessario registrare tale novità.</p>



<p>Intanto, la campagna su larga scala contro Gaza, cioè il genocidio dei suoi abitanti, va avanti. Usiamo tale parola riprendendo anche l&#8217;esito di una recente inchiesta del <a href="https://www.nrc.nl/nieuws/2025/05/14/zeven-gerenommeerde-wetenschappers-vrijwel-eensgezind-israel-pleegt-in-gaza-genocide-a4893293" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quotidiano olandese NRC dal titolo &#8220;</a>Sette ricercatori di fama [mondiale] quasi unanimi: Israele sta commettendo un genocidio a Gaza&#8221;. Sintetico, lapidario, il sottotitolo: &#8220;NRC ha intervistato sette autorevoli ricercatori sul genocidio a Gaza. Non sono minimamente divisi come l&#8217;opinione pubblica: senza eccezioni, descrivono le azioni israeliane come &#8216;genocide&#8217;. E secondo loro, quasi tutti i loro colleghi sono d&#8217;accordo&#8221;. Si parla dei più autorevoli studiosi dell&#8217;Olocausto e del genocidio in circolazione. Inutile aggiungere.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nrc.nl/nieuws/2025/05/14/zeven-gerenommeerde-wetenschappers-vrijwel-eensgezind-israel-pleegt-in-gaza-genocide-a4893293"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-NRC-1024x547.jpg" alt="Zeven gerenommeerde wetenschappers vrijwel eensgezind: Israël pleegt in Gaza genocide" class="wp-image-76400"/></a></figure>



<p>Come sintetico e lapidario è il titolo di un articolo di <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-05-19/ty-article-live/amidst-large-scale-offensive-israel-to-allow-basic-amount-of-food-to-enter-gaza-pm-says/00000196-e5dc-dc4c-aff7-e7de418e0000?liveBlogItemId=326163697#326163697" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a> che sintetizza un intervento del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich: &#8220;Stiamo distruggendo tutto ciò che resta di Gaza, il mondo non ci ferma&#8221;. L&#8217;ultimo giorno di Gaza, come da titolo scelto per la mobilitazione del 9 maggio, non passerà senza contraccolpi.</p>



<p>L&#8217;Occidente pagherà duramente il silenzio assordante e la connivenza sul genocidio che si sta consumando Gaza. I demoni scatenati nella Striscia, se non troveranno un freno, dilagheranno altrove. La storia insegna come la connivenza della Germania con il <a href="https://www.santegidio.org/pageID/30468/langID/it/itemID/53553/Le-complicit%C3%A0-della-Germania-nel-genocidio-degli-armeni.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">genocidio armeno</a> favorì gli orrori dell&#8217;Olocausto.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.santegidio.org/pageID/30468/langID/it/itemID/53553/Le-complicit%C3%A0-della-Germania-nel-genocidio-degli-armeni.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A4-EGIDIO-1024x509.jpg" alt="Le complicità della Germania nel genocidio degli armeni" class="wp-image-76401"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-fame-di-gaza-e-la-connivenza-delloccidente-al-genocidio.html">La fame di Gaza e la connivenza dell&#8217;Occidente al genocidio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Siria, le bombe di Israele sulle truppe di al-Jolani sono un messaggio a Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/siria-le-bombe-di-israele-sulle-truppe-di-al-jolani-sono-un-messaggio-a-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 06:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315-600x258.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315-1024x440.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315-768x330.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Israele ha alzato l&#8217;asticella dello scontro con il nuovo regime siriano di Ahmed al-Sharaa, meglio noto come Abu Mohammad al-Jolani, cogliendo l&#8217;occasione per colpire a più riprese il Paese levantino dopo la caduta del rais Bashar al-Assad a dicembre. I raid aerei più recenti, avvenuti il 2 aprile, hanno la firma israeliana e un duplice destinatario: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-le-bombe-di-israele-sulle-truppe-di-al-jolani-sono-un-messaggio-a-erdogan.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315-600x258.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315-1024x440.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Airstrikes_in_Syria_140923-F-UL677-654-e1734768276315-768x330.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Israele ha alzato l&#8217;asticella dello scontro con il nuovo regime siriano di Ahmed al-Sharaa, meglio noto come <strong>Abu Mohammad al-Jolani</strong>, cogliendo l&#8217;occasione per colpire a più riprese il Paese levantino dopo la <strong>caduta del rais Bashar al-Assad a dicembre</strong>. I <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/4/2/israel-launches-air-attacks-on-syrias-damascus-and-hama">raid aerei più recenti,</a> avvenuti il 2 aprile, hanno la firma israeliana e un duplice destinatario: da un lato, la Siria islamista; dall&#8217;altro, il suo <strong>patrono regionale, la Turchia di Recep Tayyip Erdogan</strong>, con cui il confronto per la definizione degli spazi di potere nel Medio Oriente contemporaneo è in continuo svolgimento e unisce elementi di cooperazione a fasi di esplicita competizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nuovi raid israeliani sulla Siria</h2>



<p>Quest&#8217;ultimo caso si è verificato il 2 aprile, quando come <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/israele-turchia-verso-lo-scontro-in-siria-204899">ha scritto <strong>Francesco Petronella sul sito dell&#8217;Ispi</strong></a> &#8220;l&#8217;aviazione israeliana, <strong>nel giro di 30 minuti</strong>, ha preso di mira obiettivi nel governatorato centrale di Hama, dove l’aeroporto militare è stato quasi completamente distrutto. Colpita anche la base di Tiyas, <strong>meglio conosciuta come T4</strong>, situata a est di Homs&#8221;. </p>



<p><a href="https://x.com/Charles_Lister/status/1907510994504499438">Charles Lister</a> del Middle East Institute ha calcolato che Israele ha lanciato <strong>48 raid aerei </strong>sulla Siria dalla caduta di Assad a oggi, a partire dal devastante attacco di dicembre con cui gli F-35 e gli F-16 dell&#8217;Israel Defense Force <strong>disarmarono quasi </strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-israele-colpisce-in-siria-per-tenere-a-bada-liran-e-disarmare-hezbollah.html"><strong>completamente le difese aeree siriane</strong> demolendo batterie, stazioni radar, arsenali</a>. Anche all&#8217;epoca lo scontro tra Israele e il suo vicino poteva esser letto nell&#8217;ottica del <strong>confronto geopolitico con Ankara</strong>. </p>



<p>Israele e Turchia condividevano importanti rivali regionali, la Siria e l&#8217;Iran degli ayatollah, un alleato comune nel Caucaso usato per pressare Teheran, l&#8217;Azerbaijan, e la volontà di <strong>essere gli intermediari per la proiezione strategica dei Paesi del Golfo</strong>. Ma dato che da un lato tanto la Turchia quanto Israele hanno entrambe la <strong>pulsione al controllo territoriale di determinate aree</strong>, hanno ambizioni crescenti di influenza e ambiscono a una sostanziale egemonia regionale e dall&#8217;altro le loro strategie sono amplificate dal muscolare atteggiamento dei leader (Benjamin Netanyahu e Recep Tayyip Erdogan) la <strong>definizione di interessi spesso necessita di assestamenti</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un vigoroso patto di potere</h2>



<p>Israele e Turchia non arrivano mai fino a colpirsi direttamente, ma certamente sanno come lanciare messaggi. I raid contro le truppe di al-Jolani da parte di Israele fanno il pari con le pressioni esercitate in passato dalla Turchia sui <strong>curdi siriani</strong> e non a caso arrivano dopo che al-Jolani ha, a suo modo, segnato un punto convincendo il Rojava e le comunità druse, storiche referenti dell&#8217;influenza israeliana nel Paese levantino, togliendo una leva operativa a Netanyahu. Al contempo, la Turchia sta <strong>cavalcando dall&#8217;ottobre 2023 l&#8217;affare Gaza</strong> e la critica alla violenza israeliana per legittimarsi nel mondo arabo. </p>



<p>Quello Netanyahu-Erdogan è un brutale <strong>negoziato permanente</strong>, di quelli che piacciono al Sultano di Ankara per considerarsi centrale in tutti gli scacchieri e servono al premier conservatore di Tel Aviv per poter <strong>tenere attiva l&#8217;emergenza continua</strong> che ne giustifica la permanenza al potere. Lo scacchiere è il Medio Oriente in ridefinizione. Le pedine i Paesi a sovranità limitata della regione. La posta in gioco le nuove zone d&#8217;influenza all&#8217;ombra del graduale sfaldamento del sistema multilaterale. Con buona pace dei popoli che si trovano in questo crocevia e della loro sicurezza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-le-bombe-di-israele-sulle-truppe-di-al-jolani-sono-un-messaggio-a-erdogan.html">Siria, le bombe di Israele sulle truppe di al-Jolani sono un messaggio a Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Strage a Gaza, Israele attacca e seppellisce la tregua: 350 morti nei raid</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/strage-a-gaza-israele-attacca-e-seppellisce-la-tregua-230-morti-nei-raid.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 05:26:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1161" height="725" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Gl8JSXXXEAESE_c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Gl8JSXXXEAESE_c.jpg 1161w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Gl8JSXXXEAESE_c-600x375.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Gl8JSXXXEAESE_c-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Gl8JSXXXEAESE_c-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Gl8JSXXXEAESE_c-768x480.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1161px) 100vw, 1161px" /></p>
<p>Collassa violentemente la tregua nella Striscia di Gaza due mesi dopo la firma dell&#8217;accordo sulla fine temporanea dei combattimenti tra Israele e Hamas. Nella notte l&#8217;Israel Defense Force (Idf) ha compiuto violenti bombardamenti su Gaza uccidendo, secondo i dati disponibili alle 6:30 ora italiana, oltre 250 persone in un computo destinato presumibilmente a salire. In &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/strage-a-gaza-israele-attacca-e-seppellisce-la-tregua-230-morti-nei-raid.html">[...]</a></p>
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<p>Collassa violentemente la <strong>tregua nella Striscia di Gaza</strong> due mesi dopo la firma dell&#8217;accordo sulla <strong>fine temporanea dei combattimenti tra Israele e Hamas</strong>. Nella notte l&#8217;<strong>Israel Defense Force (Idf)</strong> ha compiuto violenti bombardamenti su Gaza uccidendo, secondo i dati disponibili alle 6:30 ora italiana, oltre <strong>250 persone</strong> in un computo destinato presumibilmente a salire.</p>



<p>In particolare, oltre cento persone sarebbero state uccise negli attacchi nel Sud della Striscia, orientati a colpire Mahmoud Abu Watfa, viceministro dell&#8217;Interno di Gaza e alto ufficiale di Hamas, in cui però decine di civili sono rimasti uccisi. A ordinare l&#8217;attacco il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz, che ha sottolineato in un comunicato che &#8220;le porte dell&#8217;inferno si apriranno a Gaza&#8221; se Hamas non rilascerà, senza condizioni, i <strong>59 ostaggi ancora prigionieri nella Striscia</strong>. Dimostrando, dunque, quanto fosse strumentale l&#8217;atteggiamento di Tel Aviv sul negoziato per una Fase 2 del cessate il fuoco che non c&#8217;è mai stato e ora si teme possa semplicemente esser stata tolta dal tavolo.</p>



<p>Idf ha attaccato con caccia F-16 e F-35 e artiglieria nei raid più pesanti realizzati in questo 2025. In questa operazione Netanyahu e i vertici dell&#8217;Idf intendono vedere la prima parte di un&#8217;operazione più estesa che dovrebbe <strong>contribuire a rafforzare la posizione di Tel Aviv, anche a costo</strong> di venire meno agli accordi faticosamente mediati da Egitto e Qatar, con la sponda statunitense, a gennaio. &#8220;Hamas ha insistito per attenersi ai termini originali dell&#8217;accordo, che avrebbe dovuto entrare nella sua seconda fase all&#8217;inizio del mese&#8221;, nota il <em>Times of Israel</em>, sottolineando che &#8220;quella fase prevedeva che Israele si ritirasse completamente da Gaza e accettasse di porre fine definitivamente alla guerra in cambio del rilascio degli ostaggi ancora in vita&#8221;. La testata dello Stato Ebraico nota che &#8220;mentre Israele ha firmato quei termini a gennaio, <strong>Netanyahu ha a lungo insistito sul fatto che Israele </strong>non porrà fine alla guerra finché le capacità di governo e militari di Hamas non saranno state distrutte&#8221;.</p>



<p>Il mediatore Usa Steve Witkoff ha provato a fare da pontiere per una proposta temporanea che Hamas ha, in parte, accettato prevedente la graduale liberazione degli ostaggi. Gli islamisti di Gaza hanno però chiesto garanzie di sicurezza sul ritiro dell&#8217;Idf che non sono state accordate. E, purtroppo, la sensazione è che <strong>Israele non aspettasse altro che di riprendere massicciamente l&#8217;operazione militare nella Striscia</strong>. </p>



<p>Da Washington, il presidente Usa <strong>Donald Trump</strong> ha abbandonato la cautela dei giorni scorsi e ha offerto <strong>totale copertura</strong> all&#8217;operazione israeliana. &#8220;Hamas avrebbe potuto rilasciare gli ostaggi per estendere il cessate il fuoco, ma invece ha scelto il rifiuto e la guerra&#8221;, ha dichiarato al <em>Times of Israel</em> il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Brian Hughes. Trump ha rifiutato il piano arabo di mediazione per la fine della guerra, ha steso <strong>tappeti rossi a Netanyahu</strong> a Washington, minando la capacità americana di essere un mediatore credibile e gli sforzi di Witkoff, e da ultimo ha<a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-allattacco-degli-houthi-gli-usa-bombardano-lo-yemen-con-un-occhio-alliran.html"> fornito copertura a Tel Aviv <strong>ordinando sabato gli attacchi in Yemen</strong></a> contro gli Houthi dopo che questi ultimi avevano dichiarato che avrebbero iniziato i raid contro le navi cargo nel Mar Rosso se Israele avesse continuato a bloccare il <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-yemen-torna-nel-mirino-e-guerra-al-proxy-delliran-che-minaccia-il-mar-rosso.html">traffico navale nel Mar Rosso.</a></p>



<p>Ora, Washington appoggia Tel Aviv in una guerra che ricomincia con la scusa degli ostaggi ancora prigionieri nella Striscia ma che rischia di metterli a rischio, tanto che Noa Argamani, una degli ostaggi liberati da Hamas nei mesi scorsi, ha pubblicato una simbolica emoticon col cuore spezzato sul suo profilo X. A testimonianza della consapevolezza crescente nella società israeliana sul fatto che la campagna di Netanyahu non è per la salvezza dei prigionieri. Ma per il consolidamento di un governo che ormai ha nella guerra senza limiti la sua ragion d&#8217;essere. E gode di una copertura illimitata, al netto delle differenze retoriche, dell&#8217;alleato americano. <strong>Intanto, l&#8217;ex ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir</strong>, uscito dal governo Netanyahu a gennaio dopo la firma del cessate il fuoco, ha elogiato il primo ministro: &#8220;Israele deve tornare a combattere a Gaza. Questo è il passo giusto, morale, etico e più giustificato, per distruggere l&#8217;organizzazione terroristica di Hamas e riportare indietro i nostri ostaggi&#8221;. Strano concetto di giustizia e etica quello dei nazionalisti israeliani. Ma queste dichiarazioni sono forse l&#8217;ultima cosa che dovrebbe stupirci.</p>
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		<title>Neocon e guerrafondai, tutti contro il Papa che vede lontano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/neocon-e-guerrafondai-tutti-contro-il-papa-che-vede-lontano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 18:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
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<p> Il Papa che dieci anni fa prendeva una "terza guerra mondiale a pezzetti" è sotto attacco dai fanatici dell'Occidente belligerante.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="papa Francesco" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250114114447876_641132d85f72809149fe2af9010ed4ff-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump</strong>, che su Panama, Groenlandia e Canada adotta la &#8220;strategia del pazzo&#8221; (Nixon docet), e l&#8217;adattamento quasi indolore della Silicon Valley e dell&#8217;Unione Europea al nuovo vibe reazionario, uno dei pochi ad opporsi al cambio di vento è <strong>Papa Francesco.</strong> Forse perché, come scrive il mio amico Vittorio Ray nella sua newsletter, favorito dal fatto di guidare un’istituzione bimillenaria, con una visione centrata sulla vita ultraterrena più che su obiettivi di budget a breve termine, <a href="https://it.insideover.com/persone/papa-francesco">Bergoglio sta mostrando</a> una postura invidiabile e imperturbabile, finendo <strong>nel<a href="https://it.insideover.com/politica/la-visione-geopolitica-di-papa-francesco.html"> mirino della destra reazionaria </a>e del centro radicalizzato cattolico</strong>. La sua opposizione all&#8217;unilateralismo, il rifiuto di assumere una postura militarista e le sue critiche agli squilibri geopolitici gli hanno valso accuse di essere antioccidentale e persino antisemita.</p>



<p><strong>L&#8217;approccio del Pontefice rappresenta un allontanamento dalla tradizionale visione occidentale</strong>. Ciò che più lo rende incompatibile col nuovo clima di scontro tra blocchi è il fatto che l&#8217;idea stessa di &#8220;Occidente&#8221; non trova spazio nella sua mappa concettuale del mondo. Così come &#8211; e questo era un evidente problema per la galassia <em>neocon</em> &#8211; non trovava spazio nella mappa dell&#8217;ex presidente statunitense <strong>Barack Obama.</strong> Anche la scelta dell&#8217;italiano come lingua di comunicazione, per il Papa, al posto dell&#8217;inglese, riflette una scelta politica consapevole di autonomia dal potere globale. «Il gesuita è un decentrato», disse una volta a un convegno di gesuiti.</p>



<p>Francesco si è posto da subito come continuatore della linea di Giovanni Paolo II, che dopo il crollo del Muro aveva denunciato l’illusorietà del convincimento di onnipotenza &#8211; tipico della politica estera statunitense. <strong>Dieci anni fa presagiva una «Terza guerra mondiale a pezzi».</strong> Il pontefice ha quindi segnato il ritorno del Vaticano nella geopolitica dopo l’eclissi rappresentata da Papa Benedetto XVI. Ma contrastando l&#8217;unilateralismo atlantista, il Papa è diventato un ostacolo per i complici dell&#8217;espansionismo israeliano senza freni in Medio Oriente, e per gli apocalittici sull&#8217;Islam e l&#8217;immigrazione musulmana: una posizione scomoda.</p>



<p>Papa Francesco ha criticato apertamente il Primo Ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, in particolare per l&#8217;alto numero di vittime civili a Gaza e per presunte violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. La sua posizione ha perciò suscitato reazioni feroci da parte di Israele e stizzite da parte della comunità ebraica italiana più conservatrice, soprattutto dopo che ha suggerito di indagare se le azioni a Gaza possano essere tecnicamente definite come &#8220;genocidio&#8221;. Il segno sembra essere stato passato da Francesco qualche giorno fa: l’occasione per accusare Netanyahu di violare i diritti umani e il diritto internazionale sarebbe stato infatti un incontro con un accademico iraniano, il presidente dell’Università delle religioni Abolhassan Navab. Incontrando il Papa nei primi giorni di gennaio, questi lo avrebbe lodato per la sua “posizione coraggiosa nella difesa del popolo palestinese&#8221; e avrebbe aggiunto: &#8220;Non abbiamo problemi con il popolo ebraico&#8221;. Lo ha riferito, pro domo suo, l&#8217;agenzia iraniana Irna, secondo la quale il Papa avrebbe affermato: &#8220;<strong>Anche noi non abbiamo problemi con gli ebrei; l&#8217;unico problema è con Netanyahu</strong> che, ignorando le leggi internazionali e i diritti umani, ha creato crisi nella regione e nel mondo&#8221;.&nbsp;</p>



<p>I rapporti tra il Vaticano e gli ambienti teologici sciiti sono sempre stati buoni, e forse l&#8217;intercessione di Francesco ha aiutato, secondo la studiosa Luciana Borsatti, la liberazione della giornalista Cecilia Sala. Eppure <strong>quest&#8217;ultima apertura è stata raccontata con orrore dai redivivi <em>neocon</em></strong>, già furiosi quando Francesco ha osservato con commozione un Gesù bambino rivestito con una kefiah palestinese, opera di un artista di Betlemme, gesto che ha alimentato accuse di collusione con regimi oppressivi.</p>



<p>Stessa storia per la questione Ucraina: le dichiarazioni di Francesco sull&#8217;invasione, paragonata agli eccidi (e quindi al genocidio) in Ruanda, più le sue parole durissime contro il patriarca ortodosso Kiril non sono bastate a placare gli attacchi coordinati degli attivisti Nato più massimalisti, soprattutto dopo aver suggerito che il conflitto è stato &#8220;in qualche modo provocato o non impedito&#8221;. Il Papa ha sottolineato la necessità di negoziazioni, ma molti interpretano l&#8217;appello un disfattismo inaccettabile, figure come<strong> Federico Rampini </strong>hanno definito Papa Francesco un rappresentante della &#8220;sinistra cattolica antioccidentale&#8221;, mentre altri hanno paragonato la sua posizione al pacifismo di Chamberlain contro Hitler. Pazienza che Francesco abbia sempre condannato sia la brutalità russa che l’indifferenza della Nato verso le conseguenze dei suoi interventi.</p>



<p>Nonostante le critiche, <strong>Papa Francesco gode di un ampio consenso tra i cattolici nei Paesi in via di sviluppo.</strong> La sua posizione riflette le preoccupazioni di milioni di fedeli in America Latina, Africa e Medio Oriente, che vedono le ipocrisie occidentali in conflitti come quello di Gaza o della Siria. Il Papa rappresenta una voce che cerca di mantenere aperti spazi culturali e diplomatici, anche a costo di scontrarsi con narrative dominanti.</p>



<p>Papa Francesco, insomma, non è un Kissinger né un generale sul campo: il suo ruolo è quello di un leader spirituale che cerca soluzioni di pace in un mondo polarizzato. Il tipo di attacchi che riceve ci mostrano, semmai, <strong>il tentativo di reprimere il dibattito critico e svilire sempre più la libertà di opinione</strong>. Si vedano i fatti di Venezia, dove Amnesty Italia non ha potuto presentare il suo rapporto su Gaza a causa di intimidazioni. La Chiesa cattolica sopravviverà così come la conosciamo ora? Quel che è certo è che, nello scontro epocale che ci aspetta, potremmo essere tutti chiamati ad arruolarci. Tutti incluso il Papa.</p>
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