“L’inferno si abbatterà su di voi come niente che abbiate mai visto prima“. Sono toni decisamente minacciosi quelli usati da Donald Trump, che si è rivolto direttamente ai ribelli Houthi, avvertendoli che se non interromperanno immediatamente gli attacchi terroristici nel Mar Rosso, dove vengono prese di mira da oltre un anno navi mercantili e navi militari di scorta come ritorsione nei confronti dello Stato di Israele e dei suoi partner, aumenterà il livello dei raid aerei sullo Yemen.
Nella giornata di sabato lo United States Central Command ha confermato che una serie di attacchi portati dai jet da combattimento imbarcati sulla portaerei Uss Harry S. Truman, e attraverso i missili da crociera lanciati dai cacciatorpediniere lanciamissili che incrociano nel Mar Rosso settentrionale, forse con il coinvolgimento del sottomarino lanciamissili Uss Georgia. Obiettivo degli attacchi lanciati dagli Stati Uniti è quello di “scoraggiare” i ribelli yemeniti che sono sostenuti militarmente e logisticamente dall’Iran, a continuare la loro lotta terrorista, nonché di difendere le navi americane e quelle degli alleati che sono diventate obiettivo del proxy iraniano nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden.
La risposta degli Houthi
Gli attacchi lanciati sabato dai caccia F/A-18 Super Hornet, “anticipati” dai missili da crociera e del volo caccia per la guerra elettronica E/A-18 Growler, miravano a distruggere basi, difese missilistiche e figure chiave nella leadership dei ribelli Houthi, si sono concentrati in aeree dello Yemen sottoposte al loro controllo, compresa la capitale Sanaa, ma anche in altri settori, e vanno considerati come un “attacco preventivo” in risposta all’ultimatum che i ribelli hanno lanciato a Israele. Altri raid aerei condotti nella mattina di lunedì hanno messo nel mirino obiettivi selezionati nelle aree di Al Jaouf e Hudaydah .
Il portavoce degli Houthi, generale Yahya Saree ha minacciato ulteriori ritorsioni dopo aver risposto all’attacco con americano con il lancio di 18 missili balistici e da crociera, oltre a un numero imprecisato di droni kamikaze, contro il Carrier Strike Group della portaerei Truman. Attacco, sferrato nella giornata di domenica, non ha provocato danni. È la prima volta che gli Houthi rivendicano un attacco alle navi da guerra americane da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Hamas e Israele a metà gennaio.
Il leader dei ribelli yemeniti Abdul-Malik al-Houthi ha annunciato che il gruppo “prenderà di mira le navi americane finché gli Stati Uniti continueranno a colpire il territorio degli Houthi“, ignorando i toni ardimentosi della Casa Bianca che invece sta adottando un approccio di “Pace attraverso la forza” secondo il nuovo Segretario alla Difesa Pete Hegseth.
“Il presidente Trump sta prendendo provvedimenti contro gli Houthi per difendere le risorse di spedizione degli Stati Uniti e scoraggiare le minacce terroristiche. Per troppo tempo le minacce economiche e nazionali americane sono state aggredite dagli Houthi. Non sotto questa presidenza” hanno twittato dalla Sala ovale della Casa Bianca, ricordando che nel momento in cui “gli Houthi smetteremo di sparare alle vostre navi“, gli Stati Uniti smetteranno di “sparare ai loro droni“, mettendo fine alla campagna del Mar Rosso. ma “fino ad allora” la reazione degli Stati Uniti sarà “implacabile“.
Più libertà d’azione ai comandanti
Secondo Behnam Taleblu, analista iraniano esperto in questioni di sicurezza della regione, l’azione militare lanciata dagli americani potrebbe non essere “un’azione isolata”, ma l’inizio di un’operazione con una portata più ampia e lo scopo ultimo di mostrare Teheran – il protettore e sobillatore dei ribelli dello Yemen – che “Washington userà la forza militare preventiva per difendere i suoi interessi in tutto il Medio Oriente“.
La stesso Donald Trump ha scritto sul social Truth: “Ogni colpo sparato dagli Houthi sarà considerato, da questo momento in poi, come un colpo sparato dalle armi e dalla leadership dell’Iran, e l’Iran sarà ritenuto responsabile e ne subirà le conseguenze, e quelle conseguenze saranno terribili!“. È importante ricordare come gli attacchi di questi giorni siano “ordinati” dai comandanti militari che in seguito a una serie di modifiche del sistema della Difesa ora “possono effettuare attacchi dove ritengono opportuno”, in Medio Oriente e Africa, senza chiedere l’approvazione della Casa Bianca.
Dal novembre del 2023 gli Houthi sostenuti da Teheran e, si sospetta, anche “consigliati” da ufficiali iraniani (o addirittura russi), hanno preso di mira decine di navi mercantili con missili, droni e attacchi di piccole imbarcazioni nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, affondando due navi e sequestrandone una terza. Il pugno duro di Trump, annunciato dal segretario alla Difesa degli Stati Uniti che ha promesso l’inizio di una “campagna missilistica implacabile” per limitare le capacità dei ribelli in virtù della “libertà di navigazione” e il “ripristino della deterrenza“, potrebbe funzionare come aumentare il livello della crisi del Mar Rosso che sembrava essere scomparsa dagli schemi della cronaca internazionale.

