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	<title>Ava Moayeri Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ava Moayeri Archives - InsideOver</title>
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		<title>Germania: La guerra di Gaza testa i limiti della libertà accademica</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/germania-la-guerra-di-gaza-testa-i-limiti-della-liberta-accademica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 10:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1240" height="698" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania.jpg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>Le manifestazioni pro-pan nelle Università di Berlino e la reazione delle istituzioni accademiche, sempre pronte a far intervenire la polizia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1240" height="698" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania.jpg 1240w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/germania-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>“<strong>Veritas, Iustitia, Libertas</strong>” è il motto della <em>Freie Universität</em> di Berlino (Università Libera), fondata nel dicembre 1948 come risposta alla crescente influenza sovietica che già permeava la <em>Humboldt Universität</em>, situata nel settore orientale della città. Il 23 aprile 1948, circa 2.000 studenti scesero in piazza per protestare contro <strong>l’espulsione arbitraria di tre colleghi,</strong> spingendo così le autorità del blocco occidentale a sostenere la nascita di un nuovo ateneo, che fu simbolicamente chiamato “Libero”. A oltre settant’anni da quelle vicende, tuttavia, l’Università nata per l’autonomia di pensiero è diventata teatro della repressione delle proteste contro il <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-e-il-genocidio-la-palestinese-niat-e-la-senatrice-segre.html">genocidio del popolo palestinese.</a></p>



<p>A raccontare questa trasformazione è George Ismael, attivista tedesco pro-Palestina e<strong> studente di giurisprudenza alla Freie.</strong> Già prima del 7 ottobre, spiega, la pressione era palpabile: “<em>In ambito accademico e nella società tedesca, questo era un tema per cui si potevano subire conseguenze, se non legali, allora sociali, con effetti sulla carriera</em>”.</p>



<p>Le prime manifestazioni, in realtà, si sono tenute qualche chilometro a Ovest dai campus della <em>Freie</em>, presso l’Universität der Künste (Università delle Arti): lì, a novembre 2023, circa cento studenti hanno organizzato una protesta silenziosa leggendo i nomi di oltre 10.000 vittime palestinesi, per lo più bambini. “<em>Eravamo un centinaio di persone con le mani dipinte di rosso</em>” racconta George “<em>ma la risposta dell’Università fu immediata: noi attivisti fummo accusati di propagandare messaggi antisemiti e la stampa ci ha profondamente delegittimato</em>”. Ma questo era solo l’inizio.</p>



<p>Nei giorni successivi, le proteste si sono spostate per la prima volta negli spazi della Freie, con l’occupazione temporanea di una delle aule della sede centrale dell’istituto. Lì <strong>“<em>un gruppo filoisraeliano ha cercato di forzare l’ingresso per rimuovere i manifest</em>i” &#8211;</strong> denuncia George Ismael &#8211; “<em>e uno studente, che si è messo a difesa con le braccia aperte, è stato incriminato di </em>coertion (violenza privata)<em> e condannato, nonostante &#8211; come ammesso dal giudice &#8211; l’assenza di atti violenti</em>”.</p>



<p>La situazione è poi esplosa il 7 maggio 2024, quando studenti e attivisti hanno organizzato un sit-in nel cortile del teatro. “<em>La protesta era pacifica, sebbene non autorizzata, ma l’università ha deciso di chiamare la polizi</em>a”. L’intervento è stato violento: <strong>spray urticante, manganellate, 79 arresti e diversi feriti</strong>, suscitando svariate reazioni internazionali e una lettera aperta condivisa da numerosi esponenti della comunità accademica tedesca.</p>



<p>Il ruolo dei rettori e delle istituzioni universitarie è, infatti, fondamentale. “<em>Non sarebbe possibile per le forze dell’ordine entrare nei campus universitari senza la loro richiesta o consenso. Dopo gli eventi di maggio, si è creato un pericoloso precedente e gli accessi della polizia nelle università per arrestare studenti sono stati sempre più frequenti</em>” resoconta George. “<em>Non sono obbligati a denunciare, eppure lo fanno. È successo alla Freie,<strong> è successo anche alla Humboldt, </strong>dopo l’occupazione del Jabalia Institute.”</em></p>



<p>Il 17 ottobre 2024, un gruppo mascherato di attivisti lasciava dei graffiti filopalestinesi su un edificio universitario, tra cui la frase <strong>“<em>From the river to the sea</em>”, motto già oggetto di profondo dibattito in Germania</strong>. Infatti, un tribunale tedesco qualche mese prima aveva condannato Ava Moayeri, attivista tedesco-iraniana, colpevole di aver pronunciato lo slogan durante una protesta pro-Palestina. L’illecito contestato è paragonabile all’apologia di reato e la pena, in molti casi, è pecuniaria.</p>



<p>Quattro membri del gruppo sono stati poi identificati e indagati e, nonostante fossero tutti incensurati e tre di loro provenissero da Paesi dell’UE, nel marzo 2025 le autorità tedesche ordinavano la loro espulsione dal Paese, accusandoli di aver diffuso messaggi antisemiti e slogan collegati ad Hamas. Tuttavia, nel maggio 2025 il Tribunale amministrativo di Berlino sospendeva l’espulsione, ritenendo insufficienti le prove a supporto delle accuse.</p>



<p>L’apice della crisi si è raggiunto però nel febbraio 2025 con l’annuncio di un evento pubblico previsto per il 19 del mese: l’ospite d’eccellenza sarebbe stata la Dott.ssa <strong><a href="https://it.insideover.com/letteratura/quando-il-mondo-dorme-si-generano-i-mostri-francesca-albanese-racconta-la-palestina.html">Francesca Albanese</a></strong>, relatrice ONU per i Territori Palestinesi Occupati. “<em>Il 7 febbraio un’attivista filoisraeliano twittò: ‘</em>L’antisemita sta arrivando.<em>’ Il 9 la lobby israeliana </em><a href="https://www.deutsch-israelische-gesellschaft.de/dig-news/krieg-gegen-israel/scharfe-kritik-der-dig-an-der-freien-universitaet-berlin-gibt-es-freiheit-nur-fuer-antisemiten/">Deutsche Israelische Gesellschaft</a><em> ne chiese la cancellazione ed il giorno dopo la Senatrice per l’Istruzione definì Albanese antisemita, sollecitando ‘</em>una decisione saggia’<em> da parte dell’università” </em>ricorda George<em>. “<a href="https://www.google.com/amp/s/amp.dw.com/en/germany-anger-over-cancelled-talks-by-un-special-rapporteur-for-palestinian-territories/a-71662122">L’11 il sindaco di Berlino </a>dichiarò di aspettarsi la cancellazione e l’ambasciatore israeliano scrisse al presidente dell’Università. Il 12 la presidenza ne ufficializzò la cancellazione.” </em>Ciò che più preoccupa, però, è quanto denunciato da George:<em> “La vicepresidente ci ha confidato che si è scelto di annullare l’evento poiché la polizia voleva entrare nel campus anche senza il consenso del Rettore”.</em></p>



<p>Albanese ha tenuto l’evento solo il 20 febbraio, al bUm, luogo privato lontano dal campus, costituendo un segnale allarmante per la libertà accademica e un monito <strong>sull’intreccio tra potere politico, lobby filoisraeliana e istituti di formazione. </strong>Secondo George Ismael, le università tedesche ormai <em>“si comportano come funzionari dello Stato ed il risultato più devastante di questa repressione è un clima di autocensura generalizzata. Anche se non finisci in prigione o non devi pagare multe e magari la prossima volta ci pensi due volte prima di attivarti</em>”. Tuttavia, conclude, “<em>nonostante questi effetti dissuasivi, gli studenti e, sempre più spesso, gli studiosi stanno alzando la voce. A volte dobbiamo prendere decisioni non in base a ciò che è ritenuto legale o corretto dalle autorità, ma in base a ciò che è umanamente giusto.”</em></p>



<p>Il timore di una deriva autoritaria degli atenei non coinvolge soltanto la componente studentesca, ma si è ormai estesa anche al corpo docente. Il Prof. <strong>Benjamin Schütze</strong>, <em>senior researcher</em> presso l’Arnold Bergstraesser Institute ed esperto di politica del Medio Oriente e Nord Africa, sottolinea come la causa palestinese venga affrontata con toni estremi all’interno delle istituzioni accademiche tedesche. Come spiega Schütze, “<em>I vertici delle Università soffocano regolarmente le posizioni pro-Palestina e</em> <em>gli accademici che lavorano sulla Palestina o sul Medio Oriente devono temere di essere screditati o accusati di antisemitismo semplicemente per il loro lavoro o per dichiarazioni pubbliche</em>.<em> Le università si trovano in una posizione difficile, dove le pressioni politiche esterne influenzano il dibattito accademico</em>”.</p>



<p>Il Dr. <strong>Ilyas Saliba</strong>, ricercatore associato presso il Global Public Policy Institute studioso di diritti umani, sottolinea che la repressione delle voci pro-Palestina si inserisce in un quadro più ampio di derive illiberali in Europa e oltre, dove la libertà accademica e i diritti degli studenti vengono limitati con il pretesto della lotta all’antisemitismo. Saliba denuncia che “<em>attraverso la (auto-)censura e l’intimidazione, la pluralità delle opinioni e la libertà di espressione degli studenti vengono minate</em>” e aggiunge che “<em>il sostegno internazionale e le reti accademiche sono fondamentali per proteggere coloro che vengono emarginati</em>”.</p>



<p>Inoltre, Saliba spiega come la repressione delle proteste pro-Palestina nelle università non sia un fenomeno isolato, ma rappresenti un segnale più ampio di repressione nei confronti dei manifestanti all’interno dell’Europa: “<em>Il modo in cui alcuni Stati stanno reprimendo studenti e attivisti solidali con la Palestina riflette, in una certa misura, le stesse modalità repressive utilizzate contro attivisti per il clima o per i diritti dei rifugiati, ad esempio</em>”. Questa dinamica riflette una strategia politica volta a restringere gli spazi di espressione critica in molteplici ambiti, non solo nelle università ma anche nella società civile in generale. La limitazione della libertà di espressione, in questo contesto, diventa così il sintomo di una crisi più ampia dei diritti democratici.</p>



<p>Dal punto di vista delle politiche pubbliche e del finanziamento delle università, Schütze sottolinea come le pressioni politiche si riflettano direttamente sulle risorse disponibili per le istituzioni accademiche. “<em>Le università dipendono dai fondi pubblici, e quando certe posizioni politiche sono considerate “a rischio”, possono esserci ricadute anche sulle risorse finanziarie”</em>. Si crea così un clima in cui le università sono incentivate a evitare temi o posizioni considerate controverse, pur di non perdere finanziamenti essenziali. Saliba aggiunge: “<em>Questa forma di controllo politico è un modo sottile ma efficace per limitare la libertà accademica, orientare le politiche universitarie verso la conformità politica e spingere personale e studenti all’autocensura</em>”.</p>



<p>Ciò che emerge dall&#8217;analisi del contesto tedesco è <strong>un preoccupante quadro repressivo, raramente sperimentato nel Paese</strong> che più di altri si è fatto portavoce delle battaglie per i diritti civili. Eppure, diventa sempre più evidente come l’Europa sia una roccaforte di diritti costruita su fondamenta coloniali, estranea alle stesse istanze di giustizia che proclama di sostenere. Il genocidio in corso, insomma, sta mettendo a nudo le contraddizioni profonde del mondo bianco e occidentale, ridisegnando i confini della democrazia in Europa.</p>
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		<title>Inneggi ai bombardamenti su Gaza? E noi non ti ingaggiamo. Shon Weissman e il Fortuna Dusseldorf</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/inneggi-ai-bombardamentisu-gaza-e-noi-non-ti-ingaggiamo-shon-weissman-e-il-fortuna-dusseldorf.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 14:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="468" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/weissman.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Weissman" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/weissman.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/weissman-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/weissman-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Shon Weissman aveva auspicato sui social "200 tonnellate di bombe su Gaza". Poi le scuse ma intanto il Fortuna Dusseldorf...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="468" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/weissman.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Weissman" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/weissman.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/weissman-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/weissman-600x401.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Che il vento in Europa stia cambiando, nel modo in cui si guarda al conflitto israelo-palestinese, è diventato piuttosto evidente nelle ultime settimane. <strong>Perfino un Paese come la Germania</strong>, tradizionalmente molto solidale con Tel Aviv, di recente <a href="https://www.politico.eu/article/friedrich-merz-israel-sanctions-war-in-gaza-humanitarian-crisis-airlift/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha aperto</a> alla possibilità di riconoscere lo Stato della Palestina e addirittura sanzionare Israele. E dal mondo del calcio arriva adesso l&#8217;ennesima conferma di una nuova sensibilità sul massacro in corso nella Striscia di Gaza.</p>



<p>Martedì 5 agosto il Fortuna Düsseldorf, un club della seconda divisione tedesca, <a href="https://x.com/f95/status/1952676773193187691" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha diffuso un comunicato</a> per molti versi sorprendente. La società ha infatti reso noto di aver <strong>cancellato il trasferimento dell&#8217;attaccante israeliano Shon Weissman</strong>, dopo le proteste sui social di molti suoi tifosi. Non una cosa comune, considerando che, in quasi due anni, il mondo degli ultras tedeschi &#8211; generalmente molto attivo sulle cause politiche &#8211; è stato abbastanza silente sul genocidio in Palestina.</p>



<p>Addirittura, nel novembre 2023 il Mainz <a href="https://www.mainz05.de/news/mainz-05-beendet-vertragsverhaeltnis-mit-anwar-el-ghazi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">era arrivato</a> a <strong>licenziare il giocatore olandese Anwar El Ghazi</strong> per un&#8217;innocua presa di posizione fatta sui social in favore della popolazione palestinese. El Ghazi aveva usato lo slogan &#8220;Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera&#8221;, che in Germania è considerato una frase d&#8217;odio che inneggia alla distruzione di Israele. Proprio per queste ragioni, nell&#8217;agosto 2024 l&#8217;attivista tedesca-iraniana Ava Moayeri <a href="https://www.theguardian.com/world/article/2024/aug/06/german-court-due-to-rule-on-from-the-river-to-the-sea-case-in-test-of-free-speech" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stata condannata</a> da un giudice a Berlino a pagare 600 euro di multa per aver usato quella frase.</p>



<p>Ma le cose, come si diceva, stanno cambiando. Già <a href="https://www.reuters.com/sports/soccer/el-ghazi-wins-case-with-mainz-over-contract-termination-palestinian-support-2024-07-12/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel luglio 2024</a> <strong>un tribunale tedesco dava ragione ad El Ghazi</strong>, definendo illegittimo il suo licenziamento da parte del Mainz, e costringendo il club a compensarlo. Lo scorso maggio, poi, il tribunale regionale di Duisburg <a href="https://www.wsws.org/en/articles/2025/05/26/hqzu-m26.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha stabilito</a> che lo slogan &#8220;Dal fiume al mare&#8221; non costituisce automaticamente un crimine punibile dalla legge tedesca.</p>



<p>Adesso è arrivato il caso di Weissman, anche lui responsabile, nell&#8217;autunno 2023, di frasi pubblicate online che fecero molto discutere. L&#8217;attaccante israeliano, all&#8217;epoca al Granada, aveva scritto sui social di<strong> augurarsi che venissero sganciate &#8220;200 tonnellate di bombe su Gaza&#8221;</strong>, aggiungendo che &#8220;Tutta Gaza appoggia il terrorismo&#8221;. Weissman <a href="https://www.calcioefinanza.it/2021/05/12/gaza-israele-tensione-reazioni-mondo-calcio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si era inoltre già schierato</a> pubblicamente in favore di Israele nel 2021, durante uno scambio di missili tra Hamas e l&#8217;IDF, pubblicando online il messaggio &#8220;Israele è sotto attacco, state dalla nostra parte&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tappa anche in Italia</h2>



<p>Quattro anni fa, il giocatore militava in Spagna nel Real Valladolid. Quando, nell&#8217;estate del 2023, si trasferì al Granada, <strong>i tifosi locali criticarono il suo arrivo</strong>, ma la società andalusa decise di confermarlo. In seguito alle sue frasi post-7 ottobre, Weissman venne duramente contestato dai tifosi dell&#8217;Osasuna e dell&#8217;Athletic Bilbao, storicamente pro-Palestina, e a gennaio il Granada decise di cederlo. Inizialmente sembrava dovesse andare al Burgos, ma quando emerse la notizia i tifosi di questa squadra <a href="https://x.com/pallonatefaccia/status/1742814270163734674" target="_blank" rel="noreferrer noopener">protestarono</a> e convinsero la dirigenza a fare marcia indietro. <strong>Così Weissman si accasò in prestito alla Salernitana</strong>, in Serie A, dove non ricevette <a href="https://www.ilmattino.it/sport/salernitana/salernitana_weissman_tweet_palestina_ultras_spagnoli-7910502.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alcuna contestazione</a>.</p>



<p>La situazione già vista in Spagna si è ripresentata in questi giorni in Germania. Alla levata di scudi dei suoi sostenitori, il Fortuna Düsseldorf <a href="https://www.bild.de/sport/fussball/fortuna-duesseldorf-deal-mit-shon-weissman-nach-fan-protesten-geplatzt-6891bfee5bfd36554e9e77f1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva inizialmente risposto</a> difendendo l&#8217;acquisto di Weissman, dicendo che <strong>&#8220;giudicare una persona che non si conosce da una pagina Wikipedia&#8221; non corrisponde &#8220;ai nostri valori&#8221;</strong>. Dopo sole 24 ore, però, la società tedesca ha cambiato idea, comunicando l&#8217;interruzione della trattativa.</p>



<p>Dal canto suo, Weissman ha risposto con un messaggio <a href="https://x.com/shonweissman9/status/1952698583582376277" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sui suoi canali social</a> in cui ha detto che per lui il 7 ottobre è &#8220;una ferita ancora aperta&#8221;. Ha ricordato che i post incriminati erano stati subito cancellati, e che si era scusato per ciò che aveva scritto d&#8217;impulso. L&#8217;attaccante ha aggiunto di ritenere <strong>&#8220;possibile e necessario&#8221; condannare le violenze contro persone innocenti &#8220;da entrambi i lati&#8221;</strong> del conflitto. Ma da lui non si sono ancora lette parole critiche verso gli attacchi israeliani su Gaza, e anzi nel suo ultimo messaggio Weissman ha ribadito di &#8220;stare sempre dalla parte&#8221; del suo Paese.</p>



<p>Nel frattempo, il sostegno alla causa palestinese nel mondo del calcio è divenuto, nel corso del 2025, sempre più esplicito. Prima con il successo della campagna internazionale <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tifoserie-per-gaza-cartellino-rosso-al-genocidio-dei-palestinesi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Show Israel the Red Card</a> e poi con le varie prese di posizione viste <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sostegno-alla-palestina-al-mondiale-per-club-sta-diventando-sempre-piu-esplicito.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">durante il Mondiale per Club</a>. Tuttavia il dibattito interno alla FIFA per le sanzioni contro la Federcalcio israeliana sembra essersi arenato, con la Nazionale di Tel Aviv che il prossimo autunno affronterà due volte l&#8217;Italia nelle qualificazioni mondiali. Il 14 ottobre a Udine è prevista una delicata partita, che <a href="https://it.insideover.com/politica/calcio-udine-non-vuole-ospitare-di-nuovo-israele.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha già sollevato</a> le critiche dell&#8217;amministrazione locale. &#8220;<strong>È una partita che non dovrebbe proprio essere giocata</strong>&#8221; <a href="https://www.adnkronos.com/sport/italia-israele-pd-forza-italia-berruto-bittner-parole_5l5A3DuW8JoTNVFDzvLFbz" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha dichiarato</a> martedì il deputato Mauro Berruto, responsabile Sport del PD.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/inneggi-ai-bombardamentisu-gaza-e-noi-non-ti-ingaggiamo-shon-weissman-e-il-fortuna-dusseldorf.html">Inneggi ai bombardamenti su Gaza? E noi non ti ingaggiamo. Shon Weissman e il Fortuna Dusseldorf</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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