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Che il vento in Europa stia cambiando, nel modo in cui si guarda al conflitto israelo-palestinese, è diventato piuttosto evidente nelle ultime settimane. Perfino un Paese come la Germania, tradizionalmente molto solidale con Tel Aviv, di recente ha aperto alla possibilità di riconoscere lo Stato della Palestina e addirittura sanzionare Israele. E dal mondo del calcio arriva adesso l’ennesima conferma di una nuova sensibilità sul massacro in corso nella Striscia di Gaza.

Martedì 5 agosto il Fortuna Düsseldorf, un club della seconda divisione tedesca, ha diffuso un comunicato per molti versi sorprendente. La società ha infatti reso noto di aver cancellato il trasferimento dell’attaccante israeliano Shon Weissman, dopo le proteste sui social di molti suoi tifosi. Non una cosa comune, considerando che, in quasi due anni, il mondo degli ultras tedeschi – generalmente molto attivo sulle cause politiche – è stato abbastanza silente sul genocidio in Palestina.

Addirittura, nel novembre 2023 il Mainz era arrivato a licenziare il giocatore olandese Anwar El Ghazi per un’innocua presa di posizione fatta sui social in favore della popolazione palestinese. El Ghazi aveva usato lo slogan “Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera”, che in Germania è considerato una frase d’odio che inneggia alla distruzione di Israele. Proprio per queste ragioni, nell’agosto 2024 l’attivista tedesca-iraniana Ava Moayeri è stata condannata da un giudice a Berlino a pagare 600 euro di multa per aver usato quella frase.

Ma le cose, come si diceva, stanno cambiando. Già nel luglio 2024 un tribunale tedesco dava ragione ad El Ghazi, definendo illegittimo il suo licenziamento da parte del Mainz, e costringendo il club a compensarlo. Lo scorso maggio, poi, il tribunale regionale di Duisburg ha stabilito che lo slogan “Dal fiume al mare” non costituisce automaticamente un crimine punibile dalla legge tedesca.

Adesso è arrivato il caso di Weissman, anche lui responsabile, nell’autunno 2023, di frasi pubblicate online che fecero molto discutere. L’attaccante israeliano, all’epoca al Granada, aveva scritto sui social di augurarsi che venissero sganciate “200 tonnellate di bombe su Gaza”, aggiungendo che “Tutta Gaza appoggia il terrorismo”. Weissman si era inoltre già schierato pubblicamente in favore di Israele nel 2021, durante uno scambio di missili tra Hamas e l’IDF, pubblicando online il messaggio “Israele è sotto attacco, state dalla nostra parte”.

Una tappa anche in Italia

Quattro anni fa, il giocatore militava in Spagna nel Real Valladolid. Quando, nell’estate del 2023, si trasferì al Granada, i tifosi locali criticarono il suo arrivo, ma la società andalusa decise di confermarlo. In seguito alle sue frasi post-7 ottobre, Weissman venne duramente contestato dai tifosi dell’Osasuna e dell’Athletic Bilbao, storicamente pro-Palestina, e a gennaio il Granada decise di cederlo. Inizialmente sembrava dovesse andare al Burgos, ma quando emerse la notizia i tifosi di questa squadra protestarono e convinsero la dirigenza a fare marcia indietro. Così Weissman si accasò in prestito alla Salernitana, in Serie A, dove non ricevette alcuna contestazione.

La situazione già vista in Spagna si è ripresentata in questi giorni in Germania. Alla levata di scudi dei suoi sostenitori, il Fortuna Düsseldorf aveva inizialmente risposto difendendo l’acquisto di Weissman, dicendo che “giudicare una persona che non si conosce da una pagina Wikipedia” non corrisponde “ai nostri valori”. Dopo sole 24 ore, però, la società tedesca ha cambiato idea, comunicando l’interruzione della trattativa.

Dal canto suo, Weissman ha risposto con un messaggio sui suoi canali social in cui ha detto che per lui il 7 ottobre è “una ferita ancora aperta”. Ha ricordato che i post incriminati erano stati subito cancellati, e che si era scusato per ciò che aveva scritto d’impulso. L’attaccante ha aggiunto di ritenere “possibile e necessario” condannare le violenze contro persone innocenti “da entrambi i lati” del conflitto. Ma da lui non si sono ancora lette parole critiche verso gli attacchi israeliani su Gaza, e anzi nel suo ultimo messaggio Weissman ha ribadito di “stare sempre dalla parte” del suo Paese.

Nel frattempo, il sostegno alla causa palestinese nel mondo del calcio è divenuto, nel corso del 2025, sempre più esplicito. Prima con il successo della campagna internazionale Show Israel the Red Card e poi con le varie prese di posizione viste durante il Mondiale per Club. Tuttavia il dibattito interno alla FIFA per le sanzioni contro la Federcalcio israeliana sembra essersi arenato, con la Nazionale di Tel Aviv che il prossimo autunno affronterà due volte l’Italia nelle qualificazioni mondiali. Il 14 ottobre a Udine è prevista una delicata partita, che ha già sollevato le critiche dell’amministrazione locale. “È una partita che non dovrebbe proprio essere giocataha dichiarato martedì il deputato Mauro Berruto, responsabile Sport del PD.

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