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	<title>Amichai Chikli Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 21 Aug 2025 07:08:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Amichai Chikli Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tutti i sistemi con cui Israele sta sabotando l&#8217;ingresso degli aiuti a gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-sistemi-con-cui-israele-sta-sabotando-lingresso-degli-aiuti-a-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 07:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tel Aviv ha imposto numerosi ostacoli burocratici e fisici per compromettere sia la consegna di cibo che di forniture mediche a Gaza</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-i-sistemi-con-cui-israele-sta-sabotando-lingresso-degli-aiuti-a-gaza.html">Tutti i sistemi con cui Israele sta sabotando l&#8217;ingresso degli aiuti a gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Famine-Gaza-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le fotografie scattate dall’alto lungo la frontiera di Gaza spiegano bene il fallimento deliberato del <strong>piano di Israele di fornire cibo ai palestinesi della Striscia.</strong> Si vedono lunghi sentieri bianchi al di fuori del valico di Kerem Shalom: è farina rovesciata a terra. Tonnellate di farina sprecate, mentre a pochi metri di distanza si muore di fame. Un’immagine ch e, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-08-12/ty-article-magazine/.premium/dates-are-luxury-and-other-ways-israel-hinders-aid-trucks-from-reaching-starving-gazans/00000198-9e25-d1fc-a3d8-feadb97a0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>secondo Haaretz</u></a>, mostra come Israele stia lavorando affinché la carestia indotta a Gaza non si arresti.</p>



<p>“Tel Aviv ha imposto numerosi ostacoli burocratici e fisici per compromettere sia la consegna di cibo che di forniture mediche a Gaza”. Sebbene Israele abbia ufficialmente revocato <strong>il blocco agli aiuti umanitari, durato 78 giorni</strong>, il cibo che riesce a entrare nella Striscia di Gaza è centellinato, molto al di sotto della quantità minima necessaria a sfamare due milioni di palestinesi confinati nell’enclave. Tant’è che ogni giorno si <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/8/18/israel-starving-gaza-hundreds-of-deaths-including-many-children" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>registrano persone</u></a> che muoiono di fame (tra queste, almeno 122 bambini).</p>



<p>Le organizzazioni umanitarie e le agenzie delle Nazioni Unite non sono state in grado di ricostruire la rete di distribuzione alimentare che operava a Gaza prima del blocco del 2 marzo 2025. Incapacità che Netanyahu e la GHF [<em>Gaza Humanitarian Foundation</em>] imputano alla “negligenza da parte delle Nazioni Unite e di altri gruppi umanitari”. La verità, spiega Haaretz, è che da quando è iniziato il blocco, <strong>Israele ha imposto restrizioni tali</strong> da rendere di fatto impossibile il trasporto e l’ingresso del cibo nella Striscia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le restrizioni</h2>



<p>Innanzitutto, molte organizzazioni umanitarie sono state bloccate: l’<a href="https://www.un.org/unispal/document/unrwa-sitrep-184-15aug25/#:~:text=UNRWA%20has%20not%20been%20allowed,orders,%20or%20where%20these%20overlap." target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>UNRWA in primis</u></a>, estromessa da Israele dalle operazioni di consegna degli aiuti perchè accusata di collaborare con Hamas &#8211; <a href="https://www.nytimes.com/2025/07/26/world/middleeast/hamas-un-aid-theft.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>pur in assenza di prove</u></a>. Quelle che invece possono operare incontrano non poche difficoltà con la registrazione, necessaria per entrare a Gaza: <strong>da 17 mesi, infatti, le organizzazioni umanitarie non sono riuscite a registrarsi o a ricevere visti.</strong> Tra <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-05-06/ty-article/.premium/human-rights-groups-in-west-bank-east-jlem-gaza-condemn-politicized-israeli-ngo-bill/00000196-a5d4-df59-abde-e7fcf9780000" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>le clausole</u></a> volute da <strong>Amichai Chikli</strong>, ministro degli Affari della Diaspora, quella che esclude ogni organizzazione che abbia anche solo un membro dirigente che, nei sette anni precedenti, abbia sostenuto il boicottaggio di Israele.</p>



<p>Un’ulteriore restrizione ritarda i tempi per il trasporto degli aiuti. Ad oggi la consegna <strong>utilizza un sistema “back-to-back”</strong>, che funziona così: un mezzo giordano o palestinese trasferisce il carico a un camion israeliano, che poi si reca a Kerem Shalom per il trasbordo. Il carico viene nuovamente trasferito su un camion palestinese per la consegna a Gaza. Questo complicato processo aumenta i costi e causa frequenti ritardi.</p>



<p>Infine, Kerem Shalom è l&#8217;incrocio principale per la maggior parte dei camion che trasportano cibo e altri aiuti e funge anche da punto di ingresso/uscita per gli operatori umanitari stranieri e i volontari sanitari, che non possono entrare contemporaneamente. I tempi, dunque, si esasperano, considerando anche il fatto che il valico resta chiuso sia il venerdì che il sabato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Agevolare i saccheggi</h2>



<p>Peraltro non c’è niente che garantisca che gli aiuti, già centellinati, vengano distribuiti alla popolazione bisognosa, anzi. Un’altra restrizione imposta dal protocollo israeliano prevede che <strong>il cibo venga scaricato dai camion in una grande area logistica</strong>, dove le organizzazioni devono attendere i tempi dettati dall’IDF per proseguire con la consegna. Una volta ottenuto il permesso, l’esercito israeliano detta le rotte da seguire per il trasporto all’interno di Gaza, senza però fornire alcuna scorta. Secondo fonti delle organizzazioni umanitarie, <strong>queste strade vengono scelte proprio per favorire i saccheggi</strong>, spesso compiuti da ladri o commercianti legati a gruppi armati. Le organizzazioni hanno più volte chiesto di modificare i percorsi, senza successo. Durante il tragitto, poi, i camion sono costretti a fermarsi per ore ai posti di blocco, che espongono nuovamente i convogli al rischio di razzie: avendo smantellato la struttura di polizia di Hamas, Israele ha di fatto lasciato campo libero ai saccheggiatori. Un’odissea che permette a Tel Aviv di trincerarsi dietro il presunto fallimento delle organizzazioni umanitarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“I datteri sono un lusso, le patate durano troppo&#8221;</h2>



<p>C’è poi un altro ostacolo, forse il più discutibile,&nbsp;riporta Haaretz:&nbsp;“Restrizioni poco chiare, applicate in modo arbitrario e che cambiano di continuo” determinano cosa può entrare e cosa no: i datteri sono un lusso, e per questo non devono entrare; stessa sorte per le patate, giudicate un alimento che si conserva troppo a lungo. È quanto deciso dal COGAT, l’organismo militare responsabile del coordinamento degli aiuti umanitari, che ha stilato&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-07-14/ty-article/.premium/israel-blocks-medical-equipment-from-entering-gaza-strip-citing-potential-hamas-use/00000198-0757-db31-a79a-47ff60d90000" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>una lunga lista di&nbsp;</u><u>beni e prodotti&nbsp;</u></a>che non possono essere consegnati nella Striscia (tra questi persino frigoriferi per la conservazione del sangue e&nbsp;i&nbsp;generatori di corrente elettrica).</p>
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		<item>
		<title>Le mosse di Israele per spiare gli attivisti pro-Gaza negli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/le-mosse-di-israele-per-spiare-gli-attivisti-pro-gaza-negli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 22:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240624202256242_55b4469670aa2220f3b2453b2b2cf8b6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240624202256242_55b4469670aa2220f3b2453b2b2cf8b6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240624202256242_55b4469670aa2220f3b2453b2b2cf8b6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240624202256242_55b4469670aa2220f3b2453b2b2cf8b6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240624202256242_55b4469670aa2220f3b2453b2b2cf8b6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240624202256242_55b4469670aa2220f3b2453b2b2cf8b6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240624202256242_55b4469670aa2220f3b2453b2b2cf8b6-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un ministro israeliano avrebbe cercato di arruolare l'azienda d'intelligence Black Cube per spiare gli studenti pro-Gaza.</p>
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<p>Alcune settimane fa, il Ministro per gli Affari della Diaspora israeliano, Amichai Chikli, avrebbe incontrato il CEO di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/blackcube-quando-lo-spionaggio-e-un-business.html">Black Cube, </a></strong>una società di intelligence privata israeliana. Secondo il quotidiano israeliano <strong><em>The Marker</em></strong>, l&#8217;obiettivo di questo incontro era proporre<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/times-of-israel-netanyahu-alza-la-tensione-ma-porta-israele-in-territori-sconosciuti-e-pericolosi.html"> un&#8217;operazione di intelligence </a></strong>da svolgere sul suolo americano, commissionata dal Governo israeliano. Questa operazione avrebbe preso di mira un&#8217;organizzazione con sede negli Stati Uniti, nota per essere in prima linea nelle <strong>proteste contro Israele</strong> nei campus universitari americani, proteste che lo Stato di Israele considera antisemite.</p>



<p>Stando alle fonti, l&#8217;incontro tra <strong>il Ministro Chikli e il CEO di Black Cube, Dan Zorla</strong>, si sarebbe svolto in una residenza privata a Herzliya, vicino a Tel Aviv. Chikli sarebbe stato direttamente coinvolto nelle discussioni con Black Cube, con l&#8217;intesa che le operazioni di intelligence realizzate dall&#8217;azienda sul suolo americano non sarebbero state ufficialmente attribuite allo Stato di Israele. Tuttavia, non è chiaro se tali operazioni di intelligence siano state effettivamente autorizzate.</p>



<p>L&#8217;organizzazione che Chikli avrebbe chiesto di prendere di mira è <strong>&#8220;Students for Justice in Palestine&#8221;</strong>, un gruppo che ha organizzato numerose manifestazioni nei campus universitari degli Stati Uniti dopo lo scoppio della guerra tra Israele e Hamas lo scorso ottobre.</p>



<p><strong>L&#8217;uso di una società di intelligence privata</strong> contro un&#8217;organizzazione americana, i cui leader sono in gran parte cittadini americani, potrebbe essere visto come una violazione della sovranità degli Stati Uniti. Tale attività potrebbe ulteriormente danneggiare i rapporti tra Israele e il Governo americano e stigmatizzare l&#8217;immagine di Israele tra l&#8217;opinione pubblica americana.</p>



<p>In seguito alla pubblicazione del report di The Marker, il Ministero degli Affari della Diaspora ha dichiarato che la proposta per l&#8217;operazione di intelligence era stata avanzata da Black Cube e che alla fine i funzionari del Ministero l&#8217;avevano respinta. Tuttavia, almeno tre fonti diverse sembrano confermare il contrario, sostenendo che l&#8217;iniziativa di spionaggio sarebbe stata promossa dal Ministero. Black Cube avrebbe rifiutato la proposta a causa dei rischi elevati che una tale operazione avrebbe comportato per i suoi rapporti con il Governo degli Stati Uniti e per la sua capacità di operare sul suolo americano in futuro.</p>



<p>Una dichiarazione ufficiale del Ministero degli Affari della Diaspora ha affermato: “Dall&#8217;inizio della guerra,<strong> il ministero ha avuto incontri con decine di organizzazioni</strong> che cercano di assistere gli sforzi dello Stato di Israele in vari campi. Su richiesta dell&#8217;azienda [Black Cube], si è tenuto un incontro con i professionisti del ministero, al termine del quale si è deciso di non procedere con alcun impegno”.</p>



<p>Black Cube ha dichiarato: “[La nostra] azienda pianifica e realizza operazioni di intelligence complesse a beneficio di procedimenti legali, tutto in conformità con le leggi di ogni paese in cui opera. Black Cube non opera e non ha mai pianificato di operare contro studenti o gruppi di protesta politica negli Stati Uniti”.</p>



<p>Ulteriori informazioni suggeriscono che il<strong> Ministero degli Affari della Diaspora </strong>potrebbe comunque considerare l&#8217;esecuzione di un&#8217;operazione di questo tipo. Al presunto incontro segreto tra le due entità avrebbero partecipato alti funzionari, tra cui il Ministro Chikli, il CEO del ministero e altri funzionari. Dal lato di Black Cube, all&#8217;incontro avrebbero partecipato il CEO Zorla e il capo del Comitato Consultivo, l&#8217;ex generale di divisione delle forze di difesa israeliane Giora Eiland.</p>



<p>Sebbene vi siano pochi dubbi sul fatto che tale incontro segreto abbia avuto luogo, è importante ricordare che, dopo la condanna del cittadino statunitense Jonathan Pollard nel 1987 per spionaggio contro gli Stati Uniti a favore di Israele, il governo israeliano aveva assicurato a Washington che tali incidenti non si sarebbero ripetuti, impegnandosi a non spiare più contro gli Stati Uniti. Tuttavia, un Ministro del governo israeliano potrebbe aver almeno considerato di spiare sul suolo americano attraverso un appaltatore privato israeliano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/le-mosse-di-israele-per-spiare-gli-attivisti-pro-gaza-negli-usa.html">Le mosse di Israele per spiare gli attivisti pro-Gaza negli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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