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	<title>Tripoli Archives - InsideOver</title>
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	<title>Tripoli Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tripoli si infiamma: scontri tra le milizie di Misurata e truppe del GNA</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tripoli-si-infiamma-scontri-tra-le-milizie-di-misurata-e-truppe-del-gna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 11:57:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1125" height="617" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48.jpeg 1125w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48-300x165.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48-1024x562.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48-768x421.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1125px) 100vw, 1125px" /></p>
<p>Tripoli torna a infiammarsi in vista delle prossime elezioni. Numerosi scontri armati tra le milizie dei vari “signori della guerra” libici che si fronteggiano per assumere il potere si sono avuti nella capitale tra il 26 e il 28 agosto scorso, evento culminante e terminale (per il momento), di una serie di tensioni che si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tripoli-si-infiamma-scontri-tra-le-milizie-di-misurata-e-truppe-del-gna.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1125" height="617" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48.jpeg 1125w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48-300x165.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48-1024x562.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/WhatsApp-Image-2022-08-30-at-11.01.48-768x421.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1125px) 100vw, 1125px" /></p><p><strong>Tripoli</strong> torna a infiammarsi in vista delle prossime elezioni. Numerosi scontri armati tra le milizie dei vari “signori della guerra” libici che si fronteggiano per assumere il potere si sono avuti nella capitale tra il 26 e il 28 agosto scorso, evento culminante e terminale (per il momento), di una serie di tensioni che si andavano accumulando da luglio.</p>
<p>I combattimenti hanno coinvolto le forze affiliate al capo di Stato maggiore del <strong>Governo di Unità Nazionale</strong> (Gna) sostenuto dall&#8217;Onu e guidato da <strong>Abdel Hamid al-Dabaiba</strong> e il Consiglio di Presidenza da un lato, e altre milizie alleate che fanno riferimento al primo ministro incaricato <strong>Fathi Bashagha</strong>. I combattimenti sono avvenuti nel centro cittadino ma anche nei dintorni della capitale, arrivando fino alla strada per Misurata ad est, e hanno coinvolto anche le forze del generale <strong>Osama al-Juwaili</strong>.</p>
<p>I prodromi di quanto accaduto nei giorni scorsi a Tripoli va ricercato nella prima fase dei combattimenti, avvenuta il <strong>22 luglio</strong>, quando verso le 3 del mattino, le milizie salafite di <strong>al-Radà</strong> legate all&#8217;Arabia Saudita, sotto il comando di <strong>Ayoub Abu Rass</strong>, hanno attaccato la base della Guardia presidenziale.</p>
<p>Coi combattimenti di fine agosto, sembra che il Governo di Unità Nazionale abbia “regolato i conti” con le milizie avversarie, spezzando il “<strong>Fronte di Misurata</strong>”: risulta, infatti, che circa il 95% di Tripoli ora sia sotto controllo delle forze del Gna. Si è trattato, quindi, di una delicata operazione per sradicare alcune delle formazioni che minacciano il governo della capitale, guidate dalle forze di <strong>Haitham al-Tajouri</strong>: l&#8217;operazione ha dato i suoi frutti e si può considerare come il terzo e ultimo tentativo di imporre Bashagha come primo ministro con la forza.</p>
<p>Un quadro caotico, come siamo stati abituati a vedere in Libia dalla caduta di Muhammar Gheddafi, che si infittisce in prossimità delle elezioni che il primo ministro al-Dabaiba vorrebbe tenere alla fine di quest&#8217;anno. Ora a Tripoli ci sono due milizie che comandano, oltre alle forze del Gna: al-Radà e quelle al comando di <strong>Ghanewa al-Kekli</strong>.</p>
<p>Stranamente, nei recenti scontri, le truppe del generale <strong>Khalifa Haftar</strong> non sono intervenute direttamente: risulta che un mese fa il generale <strong>Abdul Raziq al-Nadouri</strong>, secondo in comando nelle forze fedeli a Tobruk, sia venuto a Tripoli dove ha incontrato i massimi esponenti della difesa del Gna, a sottolineare quindi la volontà di trovare un accordo tra le forze contrapposte. Nemmeno risulta che ci sia stato un ruolo attivo della Russia, che come sappiamo sostiene apertamente il generale Haftar grazie all&#8217;invio di armamenti ma soprattutto con la presenza della Pmc (<a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-wagner-luniverso-dei-contractors-russi-nel-mondo.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Private Military Company</em></a>) <strong>Wagner</strong>, che non risulta abbia preso parte alle azioni dei giorni scorsi. Molto probabilmente il ruolo russo, come quello di altri attori che presto vedremo, è stato solo quello di fornire dati di intelligence.</p>
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<p>I combattimenti si sono quindi risolti con una disfatta per gli attaccanti: le milizie del Fronte di Misurata non sono riuscite a stabilirsi in città, e sono state ricacciate fuori dalla capitale, determinandone così la sua rottura e quindi la fine di un&#8217;alleanza che poteva portare a un nuovo governo unico: ora, per la prima volta dal 2011, si è persa la coesione dell&#8217;opposizione di Misurata.</p>
<p>Questo risultato, che poteva considerarsi scontato, pone quindi il sospetto che la <strong>Francia</strong> stessa possa avere avuto un ruolo in quanto accaduto: Parigi, così come Mosca e Il Cairo, sostiene Haftar che ha sempre trovato nel Fronte di Misurata un avversario al pari di Tripoli. Questa volta, però, l&#8217;intervento francese sembra che sia stato del tutto secondario, ovvero non di tipo diretto, lasciando pertanto all&#8217;<strong>Egitto</strong> un ruolo più attivo.</p>
<p>Diversamente ci giungono prove di un probabile diretto <strong>intervento turco</strong> in sostegno del governo di Tripoli: una fonte di alto livello ci informa che Ucav (<em>Unmanned Combat Air Vehicle</em>) sono stati usati per colpire le milizie di al-Juwaili, e dalle immagini inedite che ci giungono è molto probabile che si tratti dei turchi Bayraktar TB-2. In alcune fotografie, infatti, è possibile riconoscere quelli che sembrano i resti del munizionamento utilizzato da questi droni.</p>
<p>Gli scontri nelle aree a sud di Tripoli si sono conclusi con il controllo delle Forze di Pubblica Sicurezza, guidate da <strong>Imad Trabelsi</strong>, fedele al governo di unità, su aree che erano sotto il controllo delle forze fedeli a Bashaga, che però, insieme alle altre milizie avverse al Gna, minaccia ancora la città sebbene da posizioni più defilate e ridimensionate.</p>
<p>L&#8217;attuale situazione non significa la fine del conflitto. L&#8217;unica costante in Libia è il continuo cambio di alleanze tra i vari “signori della guerra” locali, che come abbiamo visto sono pedine in mano ad attori internazionali che stanno orchestrando un gioco più grande per avere, se non il controllo, almeno l&#8217;influenza sulla Libia. Tripoli, pertanto, sarà testimone di altre battaglie per regolare i conti fino a quando lo Stato non riacquisterà il suo prestigio, spesso e volentieri pagato con moneta sonante, e finché non sarà in grado di imporre l&#8217;autorità con la forza, cosa che si ritiene improbabile alla luce degli interventi regionali e internazionali.</p>
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		<item>
		<title>Le tre crisi infiammate dalla guerra in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-tre-crisi-infiammate-dalla-guerra-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 07:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Esplosione in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina ha messo a dura prova l&#8217;economia e l&#8217;alimentazione di molte aree del mondo. Questo il caso di Siria, Libano e Libia. Questi tre Paesi attraversano crisi analoghe e battaglie comuni come l’inflazione alle stelle, una crisi istituzionale che imperversa e in almeno due casi guerre civili che durano da anni. Un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-tre-crisi-infiammate-dalla-guerra-in-ucraina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220429144918413_8ab96618055160a4b245dce2e4dc5bcd-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra in Ucraina ha messo a dura prova l&#8217;economia e l&#8217;alimentazione di molte aree del mondo. Questo il caso di <strong>Siria</strong>, <strong>Libano</strong> e <strong>Libia</strong>. Questi tre Paesi attraversano crisi analoghe e battaglie comuni come l’inflazione alle stelle, una crisi istituzionale che imperversa e in almeno due casi guerre civili che durano da anni. Un pericoloso mix esasperato dal conflitto che insanguina l&#8217;Est Europa.</p>
<h2>La Siria tra mancanza di cibo e crisi turca</h2>
<p>Il Paese dopo undici anni di conflitto è al collasso e la situazione è stata aggravata dalla pandemia di Covid-19. Almeno il 90% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e gran parte di essa dipende dagli aiuti umanitari ma a adesso le forniture alimentari internazionali, indispensabili per il sostentamento della popolazione, vengono dirottate dalla Siria all’Ucraina creando così una gravissima crisi alimentare e umanitaria. Secondo un <a href="https://reliefweb.int/report/syrian-arab-republic/syria-11-years-hunger-drought-and-collapsing-economy-threatens-even-more">rapporto</a> dell&#8217;Ocha (Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari) più del 60% della popolazione siriana &#8211; 12 milioni di persone &#8211; soffre la fame e non riesce a mettere cibo in tavola. Le organizzazioni umanitarie non riescono più a reperire cibo &#8211; principalmente farina e olio &#8211; a causa della guerra russo-ucraina e del drastico aumento dei prezzi.</p>
<p>Il <strong>World Food Program</strong> ha già annunciato che dovrà ridurre i pacchetti alimentari destinati alle famiglie siriane poiché con l’aumento dei prezzi alimentari è moltiplicato se non triplicato anche il costo degli aiuti stessi. I fondi insomma sono limitati e le crisi a cui sopperire aumentate. Questo ha portato il Paese ad attingere alle riserve di grano che, già molto ridotte, dureranno solo per qualche mese. La produzione locale, già quasi inesistente, è stata messa a dura prova da un periodo di grave siccità, il peggiore in più di 70 anni, che ha colpito l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile. La crisi idrica ha decimato il raccolto di grano locale con una produzione scesa di 2,8 milioni di tonnellate nel 2020 ad appena 1,05 milioni di tonnellate nel 2021.</p>
<p>La Siria è stata toccata e influenzata anche dalla <strong>crisi economica turca</strong> che ha reso la situazione ancora più complicata a quella zona del Paese che ha adottato la lira turca come valuta. Ankara ha visto la sua moneta perdere di almeno il 44% del suo valore, quasi la metà, e questo ha portato a un aumento del prezzo del carburante e dei prodotti alimentari. Si stima che i prezzi dei prodotti alimentari siano aumentati del 65% e quelli del carburante siano passati da 1,37 dollari al litro in aprile a 1,35 nel marzo del 2022. La crisi della lira turca ha colpito in particolare la zona di Idlib, controllata da quello che resta dei ribelli siriani e che vive sotto la valuta turca da un anno a questa parte.</p>
<p>Già a gennaio i prezzi erano aumentati dell’86%. Ma non è solo la connessione monetaria il problema, anche quella commerciale ha il suo peso. Nel nord del Paese tutto viene importato e poco o niente prodotto, questo porta ovviamente la popolazione ad essere quasi completamente dipendente da Ankara. I siriani di Idlib faranno fatica a far fronte agli shock dei prezzi e ad ogni oscillazione della lira turca l’economia siriana ne risente particolarmente.</p>
<p>Mentre la crisi promette di peggiorare, le organizzazioni umanitarie chiedono di avere più fondi per poter fronteggiare la situazione e poter fornire cibo e assistenza alla popolazione siriana. Il direttore esecutivo del World Food Program, David Beasley ha detto che servirebbero almeno 480 milioni di dollari ma che riusciranno a finanziarne solo il 31% lasciando così scoperti milioni di persone che hanno bisogno di assistenza. Le organizzazioni che operano nella zona di Idlib inoltre non riescono a trovare donatori stranieri perché riluttanti a investire in progetti di stabilizzazione nell&#8217;area a causa della presenza turca e della morsa dell&#8217;organizzazione islamista <strong>Hayat Tahrir Al-Sham</strong> sulle autorità locali.</p>
<h2>Libano e quella dipendenza da Kiev</h2>
<p>Tra chi fa i conti con la fame c&#8217;è sicuramente il Libano. Il paese soffre la mancanza di cibo dal 2019, quando il debito pubblico ha raggiunto i massimi livelli con circa il 170% del Pil, facendo sprofondare il Paese in una gravissima crisi finanziaria. Il baratro è stato raggiunto nel 2020 quando è stata dichiarata la bancarotta non riuscendo a ripagare la prima tranche di debito su un eurobond emesso nel 2010. La conseguenza immediata di questa crisi finanziaria è stata la svalutazione della lira libanese rispetto al dollaro. D’un tratto il paese, chiamato la Svizzera del Medio Oriente per il suo alto tenore di vita, si è ritrovato con gli scaffali vuoti e con prezzi altissimi. Una condizione che non poteva andar bene per le tasche dei libanesi che disponevano di salari svalutati in brevissimo tempo, infatti il potere di acquisto si è ridotto del 90% e circa il 70% della popolazione vive sotto o al limite della soglia di povertà. Il cibo è diventato un bene di lusso, in un Paese dove le importazioni di generi alimentari supera il 28% delle importazioni totali e che riguarda una vasta gamma di generi alimentari.</p>
<p>A tutto questo si è aggiunge la tonnellata di grano andata distrutta nell’esplosione del porto di Beirut del 2020, dove erano stipati vari silos di grano. Il Libano importa più dell’80% del suo grano dall’Ucraina e adesso soffre della riduzione di importazione di grano dal suo principale fornitore e dall’aumento dei prezzi. La farina è pesantemente razionata e i prezzi del pane sestuplicati.</p>
<p>La crisi ha anche toccato l’aspetto energetico. Il Paese importa tutto il petrolio e il gas che consuma aggirandosi sui 30 milioni di dollari. A marzo un’isteria di massa ha imperversato nella popolazione che ha assaltato le stazioni di servizio per precedere l’aumento dei prezzi sul gasolio. Il problema energetico potrebbe avere ripercussioni più gravi di quelle del grano poiché genererebbe pressioni inflazionistiche che andrebbero ad attaccare l’intera economia libanese, già al collasso da due anni. L’elettricità viene razionata e le città ne possono usufruire solo per poche ore al giorno di conseguenza tutte le attività rimangono ferme comprese quelle alimentari come panifici e supermercati. Uno scenario pericoloso che potrebbe anche riaprire le vecchie ferite della guerra civile.</p>
<h2><span style="font-family: 'TT Travels', sans-serif; font-size: 1.8rem;">Libia: un caos politico e umanitario</span></h2>
<p>Altra area di crisi che con la guerra in Ucraina ha visto peggiorare la sua situazione economica e sociale è la Libia che è dipendente del 90% dal grano ucraino e russo. Al contrario del Libano, la Libia ha una scorta strategica di grano che potrebbe permettere al Paese di sopravvivere alla crisi per tre mesi ma la situazione rimane grave dal momento in cui i panifici non riescono più a rivendere il pane al prezzo precedente. Ma stranamente è la crisi energetica il vero problema della Libia a causa della guerra.</p>
<p>Nonostante sia ricca di petrolio, membro dell’Opec e fornitore per molti paesi, la Libia deve comprare il gas straniero perché non riesce a sopperire al consumo interno, esponendosi così ai prezzi di mercato e alle sue oscillazioni. Tutto questo in una situazione politico istituzionale delicata che vede conflitto tra due governi autoproclamatisi legittimi. Un esecutivo con sede a Tripoli riconosciuto dal mondo occidentale e un altro eletto a <strong>Tobruk</strong> sostenuto da Mosca. Questi due governi non convengono tra di loro riguardo a come gestire i sussidi e approvare i cambiamenti negli stanziamenti di bilancio. Ma i disaccordi non si esauriscono nelle sedi esecutive. A peggiorare ulteriormente vi sono la <strong>National Oil Corporation</strong> e la Banca Centrale della Libia che da marzo non riescono a trovare un accordo su dove depositare gli introiti della vendita di petrolio. Queste divergente comportano uno stallo e un ritardo nelle mosse strategiche volte a tamponare la crisi ma soprattutto ad alleviare l’aumento dei prezzi sulle materie prime.</p>
<p>A differenza degli altri due paesi la questione politico istituzionale gioca un ruolo preponderante nell’ambito della guerra in Ucraina. La rivalità tra i due esecutivi è diventata più feroce per la vicinanza tra Tobruk e Mosca. Quest’ultima infatti è l’unica ad aver riconosciuto il governo guidato da Fathi Bashagha aprendo così un’altra spaccatura con l’Onu e l’Occidente. Malgrado ciò Bashagha vuole comunque mantenere le distanze da Mosca e il 26 marzo ha incontrato l’ambasciatore ucraino annunciando il suo sostengo al popolo ucraino. Ma ricordiamo che nel paese sono stanziati i mercenari russi del gruppo Wagner che dal 2019 hanno avuto un grande impatto sulla guerra libica e sulla spaccatura in seno alle istituzioni. Ed è questo uno degli elementi di crisi scaturiti dalla guerra Ucraina. Mosca potrebbe utilizzate la Libia e le risorse che vi ha dispiegato nella lotta contro l’Occidente. La Libia ridiventa così una pedina nello scacchiere Russia-Occidente debole delle sue crisi interne.<span class="Apple-converted-space"> Una matassa difficile da districare che allontana sempre di più la possibilità di andare al voto.<br />
</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Libia, Sarraj passa al contrattacco</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tripoli-contrattacco-di-al-sarraj-haftar-subisce-anche-attentati-terroristici-a-derna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 06:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9812819.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>È un inizio di settimana incandescente alle porte di Tripoli, con un improvviso contrattacco delle forze fedeli a Fayez Al Sarraj che infiamma ancora una volta il fronte a sud della capitale libica, lì dove dallo scorso 4 aprile risultano stanziate le truppe del generale Khalifa Haftar. Quest&#8217;ultimo, tramite i suoi portavoce, fa sapere da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tripoli-contrattacco-di-al-sarraj-haftar-subisce-anche-attentati-terroristici-a-derna.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tripoli-contrattacco-di-al-sarraj-haftar-subisce-anche-attentati-terroristici-a-derna.html">Libia, Sarraj passa al contrattacco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9812819.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>È un inizio di settimana incandescente alle porte di Tripoli, con un improvviso contrattacco delle forze fedeli a <strong>Fayez Al Sarraj</strong> che infiamma ancora una volta il fronte a sud della capitale libica, lì dove dallo scorso 4 aprile risultano stanziate le truppe del generale <strong>Khalifa Haftar</strong>. Quest&#8217;ultimo, tramite i suoi portavoce, fa sapere da Bengasi di aver respinto l&#8217;attacco ma gli scontri sono ancora in corso. La situazione ovviamente si fa sempre più confusa, mentre si diradano sempre di più le chance di una tregua mediata da accordi politici tra le parti.</p>
<h2>La mossa di Al Sarraj</h2>
<p>Già qualche giorno fa <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-escalation-inizia.html">nelle nostre colonne si ipotizza un&#8217;escalation del conflitto</a> in un periodo compreso tra le elezioni europee e la fine del Ramadan. Ed in effetti, a giudicare dall&#8217;intensità degli scontri di questo lunedì, qualcosa sembra virare verso questa triste prospettiva. Del resto sono molti i segnali che indicano una tale situazione: dai viaggi all&#8217;estero sia di Al Sarraj che di Haftar, ai tanti rifornimenti di mezzi militari ed armi giunti in Libia sia nella parte ovest che est del paese. Tutte le varie fazioni principali sembrano armarsi sempre di più, elemento quindi questo che testimonia la volontà di dare ancora spazio alle armi e non alla diplomazia.</p>
<p>A rompere gli indugi è quindi Al Sarraj: le sue milizie nelle ultime settimane ricevono armi e mezzi dalla <strong>Turchia</strong>, così come molti soldi dal <strong>Qatar</strong>. Ankara e Doha sono i principali alleati regionali del premier libico, il cui governo è vicino ai<strong> Fratelli musulmani</strong> di cui turchi e qatarioti risultano i principali finanziatori. Così come si legge in diverse agenzie di stampa, già di primo mattino si assiste ad un attacco su più fronti a sud di Tripoli da parte delle milizie di Al Sarraj. La lunga linea del fronte appare bersagliata dalle operazioni militari dei gruppi posti a difesa della capitale, da <strong>Aziziya</strong> fino ad <strong>Ein Zara</strong>, passando per il quartiere del vecchio aeroporto internazionale.</p>
<div id="gallery_208436" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_208436 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812816.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812816.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812817-e1576242460715.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812817-e1576242460715.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812818.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812818.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812819.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812819.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812820.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812820.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812821.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812821.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812822.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812822.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812823.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812823.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812824.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/LP_9812824.jpg","subHtml":""}];</script>
<p>Pur tuttavia le forze di Haftar, per la prima volta chiamate a difendersi dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione del generale, sembrano resistere alla prima ondata di contrattacchi. Così come spiega da Bengasi <strong>Ahmed Al Mismari</strong>, portavoce dell&#8217;esercito di Haftar, le truppe resistono ed in particolare si registrano importanti scontri nella zona dell&#8217;aeroporto. Per le forze dell&#8217;uomo forte della Cirenaica, appare essenziale difendere queste posizioni ed in particolari le basi conquistate in Tripolitania nelle ultime settimane. Mentre Al Mismari parla comunque di 31 miliziani uccisi (ad esser precisi, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5cf4c498841349.36185344/2469160/2019-06-03/libia-portavoce-haftar-fermata-avanzata-forze-sarraj-su-diversi-fronti-a-tripoli">come indicato su AgenziaNova</a>, si fa riferimento a 31 terroristi) nelle ultime ore, l&#8217;esercito di Haftar appare sotto pressione.</p>
<h2>Il terrorismo torna a colpire</h2>
<p>Anche perchè l&#8217;Lna, il <em>Libyan National Army</em> di Haftar per l&#8217;appunto, non deve guardarsi solo dalle milizie rivali a sud di Tripoli. L&#8217;<strong>Isis</strong> e le altre cellule jihadiste presenti in Libia colpiscono proprio in queste ore ed in parti diverse del paese. <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2019/06/02/libia-esplosione-davanti-a-lna-a-derna_6b092810-0c7f-4096-8637-b9f058ecba45.html">Domenica sera due autobomba esplodono</a> davanti il quartier generale dell&#8217;Lna a <strong>Derna</strong>, l&#8217;ultima città della Cirenaica strappata da Haftar ai gruppi integralisti. Le esplosioni fanno tre vittime, ma soprattutto danno un segnale che suona molto più di un semplice campanello d&#8217;allarme per il generale. Anche nella sua regione le cellule terroristiche appaiono attive e nelle condizioni di colpire.</p>
<p>Nel sud della Libia invece,<a href="https://www.agenzianova.com/primopiano/498/libia-lo-stato-islamico-attacca-la-citta-meridionale-di-al-fuqha"> torna nuovamente a farsi vivo l&#8217;Isis</a>: lo Stato Islamico mette nel mirino nelle scorse ore ancora una volta la località di <strong>Al Fuqha</strong>, la stessa colpita nelle ultime settimane. Si tratta del settimo attacco diretto dell&#8217;Isis in Libia dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. I miliziani del califfato si scontrano con il battaglione di fanteria 128 dell&#8217;Lna, stanziato ad Al Fuqha dopo gli ultimi attentati. Tra le forze di Haftar attaccate non si registrerebbero vittime, ma l&#8217;azione dell&#8217;Isis testimonia il radicamento del terrorismo nel sud della Libia.</p>
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		<title>Libia, razzi contro Abu Salim. Violenti scontri a sud di Tripoli</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-razzi-contro-abu-salim-violenti-scontri-a-sud-di-tripoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 09:12:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168-1024x669.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Abu Salim è uno dei quartieri di Tripoli più indicativi e più nominati, che ritorna spesso al centro della cronaca quando la capitale libica è sotto i riflettori mediatici. Il nome del quartiere rievoca, in primis, quello dell’omonimo carcere situato nella zona: la prigione di Abu Salim è una delle più importanti, durante l’era di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-razzi-contro-abu-salim-violenti-scontri-a-sud-di-tripoli.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190414211508_29054168-1024x669.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Abu Salim è uno dei quartieri di Tripoli più indicativi e più nominati, che ritorna spesso al centro della cronaca quando la capitale libica è sotto i riflettori mediatici. Il nome del quartiere rievoca, in primis, quello dell’omonimo carcere situato nella zona: la prigione di Abu Salim è una delle più importanti, durante l’era di Muhammar Gheddafi anche tra le più chiacchierate. Nel 1996 è proprio in questo carcere che avviene uno degli episodi più misteriosi che coinvolgono la storia recente della Libia, ossia la morte di diversi detenuti in circostanze mai chiarite. Ed in queste ore di guerra, il quartiere di Abu Salim torna ad essere al centro della cronaca: per la prima volta da quando Khalifa Haftar avanza verso Tripoli, proprio qui cadono i primi razzi all’interno della città che fino ad oggi è solo marginalmente colpita dagli scontri.</p>
<h2>La denuncia degli abitanti: “Colpita una zona residenziale”</h2>
<p>Nella notte tra domenica e lunedì, diverse esplosioni vengono udite nella zona sud occidentale di Tripoli poco oltre la Second Ring Highway. Si scopre, poco dopo, che si tratta di alcuni razzi esplosi per l’appunto nel quartiere di Abu Salim. Non viene preso di mira il carcere ma, secondo quanto dichiarano diversi testimoni, una zona residenziale. In particolare, almeno cinque razzi colpiscono altrettante villette e palazzine svegliando gli abitanti di Abu Salim nel cuore della notte. Ne nascono alcuni incendi, domati alla meno peggio dagli stessi residenti. Infatti in zona non arrivano mezzi di soccorso, difficile garantire in piena emergenza la presenza di vigili del fuoco e forze di sicurezza in grado di dare manforte agli impauriti cittadini. Per fortuna non si contano vittime, ma adesso la paura inizia seriamente a serpeggiare tra gli abitanti delle zone meridionali della città di Tripoli.</p>
<p>Sull’agenzia Agi viene riportata la testimonianza del rappresentante del quartiere, il quale denuncia per l’appunto un attacco notturno contro postazioni dove non vi sono obiettivi militari ma solo civili. Su Channel218, canale libico con sede ad Amman, la notizia viene confermata e si punta il dito su Khalifa Haftar: secondo fonti raccolte dalla tv, i missili sparati contro Abu Salim sarebbero partiti da posizioni occupate dall’esercito del generale della Cirenaica.</p>
<h2>Missili caduti vicino sede locale della Repsol</h2>
<p>Non si comprende bene l’obiettivo dell’attacco della notte appena trascorsa. Abu Salim si trova a circa 20 km dall’attuale linea del fronte, la sua posizione immediatamente a sud di Tripoli ed adiacente all’autostrada che conduce verso l’aeroporto farebbe pensare ad un attacco volto a colpire le difese delle forze di Al Sarraj presenti in zona. Ma, per l’appunto, diversi testimoni invece affermano che ad essere colpita è una zona meramente residenziale. Forse dunque, si è verificato un pericoloso errore di calcolo oppure nel quartiere si nascondono non dichiarati obiettivi militari.</p>
<p>Su Agenzia Nova però emerge un ulteriore dettaglio: i razzi sarebbero piovuti a pochi isolati dalla sede locale della spagnola Repsol, una delle compagnie petrolifere maggiormente impegnate in Libia nell’estrazione del petrolio. La Repsol, tra le altre cose, vanta nel paese un’importante partecipazione all’interno della gestione del campo di Sharara, il più importante della Libia. Difficile dire se vi sia o meno casualità tra il bombardamento delle scorse ore e la presenza dei locali della multinazionale spagnola. Di certo però, la tensione a sud di Tripoli sale ora dopo ora.</p>
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